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5 - I Sofisti

Il documento analizza il periodo classico di Atene, evidenziando lo sviluppo della democrazia sotto la guida di figure come Solone, Clistene e Pericle, e le conseguenze delle guerre persiane e peloponnesiache. Viene inoltre esplorata la sofistica, con i suoi rappresentanti come Protagora e Gorgia, che hanno influenzato la filosofia e l'educazione, promuovendo l'arte della retorica e il relativismo. Infine, si discute il concetto di 'virtù' e l'importanza dell'utile nella vita politica e sociale, sottolineando la connessione tra sofistica e democrazia.

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5 - I Sofisti

Il documento analizza il periodo classico di Atene, evidenziando lo sviluppo della democrazia sotto la guida di figure come Solone, Clistene e Pericle, e le conseguenze delle guerre persiane e peloponnesiache. Viene inoltre esplorata la sofistica, con i suoi rappresentanti come Protagora e Gorgia, che hanno influenzato la filosofia e l'educazione, promuovendo l'arte della retorica e il relativismo. Infine, si discute il concetto di 'virtù' e l'importanza dell'utile nella vita politica e sociale, sottolineando la connessione tra sofistica e democrazia.

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L’età classica

Il secolo di Atene
VI – V sec. a.C.

 Nel V sec. Atene vive il suo periodo di massimo splendore


 Nel VI sec. Aveva sviluppato un sistema innovativo con Solone (638-558) e di Clistene(565-492)
che avevano introdotto elementi di PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA in un assetto di potere
dominato dall’aristocrazia.
 499-479- GUERRE PERSIANE. A Corinto si costituisce la Lega panellenica e Atene spicca per le
sue vittorie che costringeranno i persiani alla ritirata definitiva.
 460 – Pericle prende il potere e imprime una ulteriore SVOLTA DEMOCRATICA.
Egli porta a compimento una riforma del predecessore Efialte, che prevedeva la riduzione del potere
dell’Aeropago (assemblea aristocratica) a vantaggio della boulé (assemblea di 500 membri,
sorteggiati tra i cittadini).
Pericle governa per circa trent’anni, morirà della peste che colpisce Atene durante la guerra del
Peloponneso, nel 429(Atene vs Sparta).
Dal nuovo governo democratico
ad Alessandro Magno

 404 – Gli spartani sono i vincitori e obbligano gli ateniesi a sostituire il governo democratico
con quello dei TRENTA TIRANNI. Repressione degli avversari politici(confische di beni, arresti,
condanne a morte)
 Molti cittadini lasciano la città e costruiscono una resistenza dalle città di Tebe e Megara.
 403 – gli esuli sconfiggono i Trenta tiranni e ristabiliscono il regime democratico.
 Tuttavia spiccano elementi di intolleranza e dispotismo
 379 – Atene si allea con Tebe per sconfiggere gli spartani ma, alla fine della guerra, sarà Tebe
ad emergere come potenza egemone
 Nel 338 –Filippo II re di Macedonia. Il potere di Atene diminuisce ulteriormente con la sconfitta
di ateniesi e tebani nella battaglia di Cheronea.
 335 – Alessandro Magno rade al suolo Tebe che si è ribellata a lui, Atene viene risparmiata ma
ormai è sottomessa.
Matematica,
astronomia,
biologia e
medicina
Templi e
statue
I
drammaturg
hi
Il massimo  V secolo: I sofisti e Socrate propongono due modelli
alternativi di vita sociale e di educazione
splendore  I sofisti: affermarsi in politica attraverso discorsi efficaci e
persuasivi
della  Socrate: pone l’arte del linguaggio al servizio del bene
comune
filosofia  IV secolo: Platone e Aristotele svilupperanno due differenti
ateniese concezioni del mondo.
I sofisti
I sofisti nel passato e nel presente

 Sophistés (sapiente) sinonimo di sophos (saggio): uomo esperto, conoscitore di


tecniche particolari e dotato di vasta cultura generale.

 Nel V secolo «sofisti» furono gli intellettuali che della sapienza fecero una professione,
insegnandola in cambio di denaro.
 Per l’aristocrazia questo sembrava «scandaloso», erano «negozianti di merce
spirituale».
 Da qui l’idea del sofista come «cavillatore in mala fede», «maestro di ragionamenti capziosi»
 Oggi: viene usato per dire falso, artificioso, truccato.
I filosofi contemporanei hanno tuttavia rivalutato il ruolo di questa filosofia.
Dalla natura all’uomo:
la fase antropologica

 L’asse della speculazione si sposta: dalla natura  all’uomo.


 L’attenzione è concentrata su: TRADIZIONI(religione, educazione) LEGGI (politica), LINGUA.

 Perché tale spostamento nella ricerca filosofica?


 A causa di una sfiducia nella ricerca naturalistica  che aveva sviluppato tesi opposte,
contradditorie, senza giungere ad una organica visione di insieme delle cose.
 Contesto storico-politico: Atene del V secolo era appena uscita vittoriosa dalla guerra
contro i persiani, favorisce un cambiamento di direzione in senso sociologico 
 Sociologicamente: crisi dell’aristocrazia, accresciuta potenza della borghesia cittadina,
traffici e commerci, tecniche, DEMOCRAZIA.
 La democrazia è il presupposto genetico e lo spazio
operativo della corrente dei sofisti.
 Vivere in democrazia significa partecipare ad
assemblee, saper pesare le varie accezioni e
sfumature dei vocaboli, conoscere le più felici
espressioni dei poeti, disporre i periodi in un ordine che
incateni l’attenzione: l’arte dell’eloquenza.
 I sofisti si ritengono sapienti nel senso di essere
capaci di rendere gli uomini abili nelle loro
La faccende, adatti a vivere insieme, saper gestire
le competizioni civili.
democrazia  Questa sapienza viene insegnata, dietro compenso,
al ceto dirigente.
La loro creazione fondamentale fu la retorica.

 Teniamo ben presente che la sofistica e la


democrazia sono strettamente connesse:
LA DEMOCRAZIA è LEGITTIMATA IN QUANTO TUTTI
GLI UOMINI SONO IN GRADO DI POSSEDERE LA
«VIRTU’» POLITICA.
Caratteristiche culturali

1. Sofistica come un «illuminismo greco»


 L’Illuminismo sostenne un uso spregiudicato della ragione in ogni campo.
Gli illuministi criticavano senza ritegno nei confronti dell’autorità.
Essi volevano far uscire l’uomo da ogni pregiudizio, da miti e credenze  sostituendoli con nozioni
razionali, o che si credono tali.
 La sofistica vuole liberare dal passato in nome della ragione.

2. Sofisti fautori del concetto occidentale di cultura (paidéia): EDUCAZIONE, formazione globale
di un individuo nell’ambito di un popolo o un contesto sociale (no conoscenze
specialistiche).
 La questione educativa diventa centrale: «la virtù» non dipende dai natali ma dal sapere.
Da ciò l’impegno ad agganciare il sapere alla pratica della vita e renderlo accessibile.
3. Sofisti portatori di idee cosmopolitiche e anti-etnocentriche:
 Credono si debba andare oltre i confini della polis, uscendo dalle idee nazionalistiche
 Hanno coscienza della molteplicità dei costumi umani e rinunciano alla dogmatica assolutizzazione dei
modi di vivere dentro la loro città.
 Essa è l’eccellenza e il successo nella
vita pubblica.

Che cos’è la  Per avere successo è necessario avere


l’arte della parola, così da vincere nella
virtù? competizione politica.
 Quindi, essere virtuosi arriva a
coincidere con l’essere convincenti.
 I sofisti possono essere distinti in due gruppi che
presentano dottrine talora opposte:

Prima e  I maestri di «prima generazione»: Protagora,


Gorgia, Prodico, Ippia, Antifonte
seconda  I maestri di «seconda generazione»: essi sono
meno noti e segnano la crisi della sofistica e la
generazione sua degenerazione nella «eristica» = arte di
prevalere nella discussione sugli avversari, e
nel virtuosismo verbale in generale.
Protagora
Abdera 490 – 411
morto nel naufragio della nave che si dirigeva in Sicilia.
A causa della condanna di empietà per le sue tesi sulla religione, infatti, fu costretto a scappare.
 La sua formazione fu influenzata dal
pensiero di Eraclito.
 Tenne scuola in numerose città e
soggiornò più volte ad Atene, dove
Brevi godette dell’amicizia di Pericle.
 Fu accusato di empietà ad Atene a

elementi causa di idee spregiudicate in materia di


religione e dovette allontanarsi dalla città.

biografici  Opere:
 Ragionamenti demolitori (Sulla verità)
 Antilogie
 Altri scritti sullo Stato, religione.. Solo
frammenti..
La dottrina dell’uomo-misura

 «L’uomo è misura di tutte le cose, delle cose che


sono in quanto sono, delle cose che non sono in
quanto non sono».
Frammento 1
Tre interpretazioni

 Che significa questa frase?


Alla lettera: l’uomo è il metro, il soggetto di giudizio della realtà o irrealtà delle cose,
del loro modo di essere e del loro significato.
 Ci sono tre interpretazioni filosofiche a questo significato:
1. Risalente a Platone: l’uomo è il singolo individuo e le cose gli oggetti percepiti
attraverso i sensi.
Le cose appaiono diversamente a seconda degli individui che le percepiscono e dei loro stati
fisici e psichici
2. Uomo inteso come la civiltà o comunità a cui l’uomo appartiene e le cose intese come
i valori o gli ideali che stanno alla base di tale comunità.
In questo senso Protagora vorrebbe dire che ognuno valuta le cose secondo la «mentalità»
propria del gruppo sociale a cui appartiene.
3. Uomo inteso come «umanità» o «natura umana» e cose intese come realtà in generale.
Gli individui giudicano la realtà sulla base di principi comuni alla specie razionale a cui
appartengono (qualcuno ha accostato Protagora a Kant).
 Probabilmente Protagora intende l’uomo
in tutte e tre le accezioni: singolo,
comunità, specie.
 Riferendosi alle diverse sensibilità davanti

Qual è la ai cibi  pensava all’uomo come singolo


 Riferendosi alla mentalità greca in

più contrapposizione a quella orientale 


intendeva parlare dell’uomo come
comunità.
corretta?  Riferendosi agli uomini in relazione alla
natura o agli dei  parlava di uomo come di
umanità.
 Analogamente le cose sono intese come:
oggetti fisici, valori, realtà tutta.
Umanismo, fenomenismo,
relativismo

 La posizione di Protagora è:
 una forma di umanismo = ciò che si afferma o si nega della realtà ha come baricentro di
giudizio l’uomo
 Una forma di fenomenismo = da phainomenon (ciò che si manifesta) nel senso che noi
abbiamo a che fare con la realtà così come si manifesta a noi, come «ci appare»
 Una forma di relativismo conoscitivo e morale = non esistono verità teoretiche o morali
ma solo punti di vista (a seconda di chi giudica) rispetto alle cose.
 La questione del relativismo, frantuma la realtà in una miriade di
interpretazioni soggettive e distrugge il concetto di verità unica o
di un unico sistema di valori.
 I sofisti amavano insistere sulla diversità ed eterogeneità di
valori che reggono la convivenza umana.
 In merito alla questione del relativismo: Ragionamenti
doppi, scritto anonimo del IV secolo in cui si propone di
dimostrare che le stesse cose possono essere buone o cattive,
belle o brutte, giuste o ingiuste.
Lo scritto è presentato come una summa dell’insegnamento
Ragionamenti sofistico. Il testo inizia così «Ragionamenti doppi intorno
al bene e al male sono sostenuti in Grecia. Infatti»:
doppi:
relativismo
 La seconda parte dello scritto tratta del relativismo culturale,
riconoscimento della disparità dei valori che presiedono
alle diverse civiltà umane. Alcuni esempi:

Il
relativismo
culturale
L’utile come criterio di
scelta

 Il relativismo conoscitivo e morale avrebbe potuto portare alla dottrina del «tutto è vero», legittimando il
soggettivismo anarchico e perciò ogni comportamento.
E’ così per Protagora?
 No. Protagora credeva in un principio di scelta.
 Perché scegliere un’idea piuttosto che un’altra?
 Per ottenere l’utile  il bene del singolo e della comunità (le due cose coincidono).
È questo lo strumento di verifica e legittimazione delle teorie stesse.
 Perciò, Protagora promuove il valore della giustizia(dike) e il rispetto delle leggi(aidos=pudore,
vergogna) senza le quali le comunità non potrebbero prosperare e conservarsi, a ciò serve
l’insegnamento dei sofisti.
 Si supera la concezione oggettivistica della verità in favore di una concezione umanistico-storicistica (la
verità è ciò che si è rivelato utile alla specie).
 Esiste una pluralità di verità e l’uomo è responsabile di fronte a se stesso e alla società,
perché il bene è la pubblica utilità e la sopravvivenza della specie.
 Il sofista si presenta come un «propagandista
dell’utile».
 Protagora affermava di riuscire a «rendere
migliore il discorso peggiore», trasformare
l’opinione meno utile e dannosa in un’opinione più
utile e proficua.

L’utile dei  Il rischio è che la sofistica diventi al servizio dei


più forti? più forti  Infatti, chi stabilisce l’utile in città e
nell’assemblea se non i gruppi più forti?
 Si noti però che, proprio Protagora NON può
essere accusato di ciò perché secondo lui l’utile
era il benessere comune della polìs.
 Più tardi alcuni sofisti teorizzeranno la «legge del
più forte»  ideologi dell’aristocrazia.
Gorgia
Nato a Lentini (Sicilia) 485 – Tessaglia 376 (109 anni)

Discepolo di Empedocle
Scritti: Sul non essere; Encomio di Elena.
 Gorgia giunge ad un ribaltamento della dottrina di

Essere – Parmenide.
Parte dalle sue stesse premesse per giungere a
conclusioni opposte.
pensiero -  Parmenide essere=pensiero=linguaggio

linguaggio  Gorgia =l’essere non è;


pensiero e linguaggio sono autonomi
dall’essere.
Le tre tesi fondamentali

 Gorgia si occupa di negare le possibilità conoscitive e pratiche dell’uomo.


 Nell’opera Sul non essere, sostiene le sue tre tesi fondamentali:
 Nulla esiste
 Se anche esiste qualcosa, non è conoscibile all’uomo
 Se anche è conoscibile, è incomunicabile agli altri

 Vediamo la testimonianza di Sesto Empirico, rispetto al modo di dimostrare queste tesi


da parte di Gorgia:
 Cosa vuole dirci?
1. Nulla esiste, cioè NULLA E’ nel senso che non possiamo concettualizzare
filosoficamente la realtà.
Probabilmente vuole negare la pensabilità logica e ontologica
dell’essere. Infatti, non troviamo nulla che abbia le caratteristiche
dell’essere di Parmenide.
ERGO: poiché nessuna cosa concepibile è in grado di avere queste
caratteristiche, l’essere non è, nulla esiste veramente.
Il suo obiettivo è criticare i pensatori precedenti e i loro non-sensi
concettuali.
2. NULLA PUO’ ESSERE CONOSCIUTO:
Se anche una tale struttura (l’essere) esistesse, noi non la potremmo
conoscere, per conoscerla dovremmo presupporre che la nostra mente sia
una fotografia esatta della realtà. Ma così non è.
A riprova di ciò vi è che spesso pensiamo l’inesistente.

In che - Noi possiamo pensare una cosa, ed essa potrebbe esistere o meno.
- Per accertare la sua esistenza dovremmo cercarla con i nostri

senso? sensi.
- Ma poiché l’essere parmenideo è oltre i sensi, perché i sensi sono
ingannevoli, un soggetto che pensa l’essere non può appurare se
l’essere esista veramente oppure sia soltanto un’invenzione del
pensiero.
In tal modo Gorgia scava un fossato invalicabile tra quello che possiamo
conoscere e quello che esiste nel senso più fondamentale del termine.
3. NULLA PUO’ ESSERE COMUNICATO:
La terza tesi sostiene che il linguaggio è altra cosa dalla realtà.
Per lui il linguaggio consiste di parole che fanno riferimento a dati,
non è la parola a dare significato al dato ma il dato che dà significato
alla parola. Poiché i dati a cui ci riferiamo sono appartenenti al
mondo delle apparenze e poiché l’essere non appartiene a questo
mondo, non può diventare la nostra parola. Così l’essere, non
essendo parola non potrà essere comunicato agli altri.

Anche in questo caso possiamo pensare a Parmenide e alla coincidenza tra


pensiero e linguaggio. Gorgia è contro questa tesi.
NO alla metafisica e alla teologia

 Le tesi di Gorgia, associate alla realtà assoluta di Dio, portano a sostenere che egli:
 non esiste  negazione radicale dell’essere o professione di ateismo
 è inconoscibile  Scetticismo o agnosticismo metafisico e teologico
 è inesprimibile  Scetticismo o agnosticismo metafisico e teologico
 Gorgia vuole dirci che l’essere non esiste «per noi», non è umanamente e
filosoficamente affermabile.
 La sua idea è distruttiva rispetto ad ogni possibile metafisica, cosmologia, teologia
ed alle possibilità umane rispetto a tutto ciò.
 Sarà un precursore di idee che si diffonderanno nel XVII secolo e successivamente.
Visione tragica della vita

 Lo scetticismo di Gorgia porta a negare la verità e quindi a sostenere che


«tutto è falso».
 La conseguenza è che il linguaggio ha una sua potenza  è una forza ammaliatrice che
permette il dominio degli stati d’animo, ma non produce verità.
 Permette di calmare la paura ed eliminare il dolore  da qui la celebrazione della retorica.

 La conseguenza è pensare che l’esistenza sia qualcosa di fondamentalmente


irrazionale e misterioso.
 Le azioni degli uomini non sono rette dalla verità ma dalle circostanze, dalla
menzogna, le passioni e da un ignoto destino  gli individui sono sempre «determinati» e
incolpevoli, in quanto in pugno a qualcosa di ignoto.
 È quello che sostiene anche in merito all’Encomio di Elena, la bella di Troia che tradì la sua città a
causa dell’infatuarsi di Paride. Gorgia non la condanna, anzi è «senza colpa» perché è stata
soggiogata da forze più potenti di lei, la sua psiche non può essere colpevole.
L’uomo, la storia e le
tecniche
Teoria della civiltà

 A partire da Protagora troviamo un abbozzo di teoria della civiltà.


 Nel V sec. A.C., si fa strada una nuova dottrina della storia che sostituisce l’idea
della storia come regresso (pensiamo a Democrito o al mito di Esiodo sulla decadenza
dell’umanità) a quella della storia come progresso  un lento emergere
dall’animalità primitiva alla società mediante le «tecniche» e le leggi.
 Protagora pensa che l’uomo si differenzi dagli animali, superando le proprie
debolezze naturali  entrando in società e creando le tecniche (dall’agricoltura
all’urbanistica), trasformando il mondo circostante a proprio vantaggio.
 Prodico di Ceo  ottimista rispetto all’evoluzione dell’uomo
attraverso il lavoro e le leggi.
La realtà sociale è un’evoluzione della realtà naturale resa
possibile dall’emergere della tecnica (techne)= arte di
costruire strumenti che portano benefici all’uomo
all’interno del mondo naturale.
 In Ercole al bivio, sostiene una concezione dell’esistenza
come sforzo. Tutto ciò che è bello e buono deve passare per
lo sforzo.

 Antifonte  concordia tra gli uomini come scopo della

…altre teorie società.

La sua è una visione cosmopolita della società, in quanto ritiene


che le leggi dovrebbero essere definite a partire dall’ISTINTO
NATURALE DEGLI ESSERI UMANI , RICERCANDO Ciò CHE
PRODUCE LORO GIOVAMENTO E PIACERE.
Se le leggi di una certa comunità ostacolano la ricerca di
giovamento e piacere, è legittimo infrangerle.
 troviamo in lui un passo verso la dissacrazione delle leggi.
Per lui è vera solo la legge di natura, la legge umana è opinabile
(talvolta proprio falsa).
 Al di là delle specificità, queste teorie mostrano tutte come
l’Atene delle tecniche, della democrazia, si innalza al concetto di
«civiltà» come sforzo progressivo di modifica dell’ambiente
naturale e sociale a vantaggio dell’uomo.
 Metafora di ciò che rende «uomo»
l’uomo.
 L’uomo è tale solo in virtù del possesso
Il mito di dell’arte meccanica (tecniche) e del
vivere insieme (politica come
Prometeo prerogativa di ogni uomo)  le quali
possono e devono essere «apprese».
 Il racconto è presente nel Protagora di
Platone.
Il problema delle leggi
La legge creazione dell’uomo

 Il problema delle leggi nasce nel contesto dell’umanismo sofistico.


 Anticamente si credeva in una derivazione extra-umana delle norme sociali  decreti degli dei.
 I sofisti ne proclamano l’origine tutta umana  tale visione, sebbene forse non esplicitata, era
stata inaugurata dalla democrazia ateniese stessa: democrazia significa dibattito e confronto
in merito alle leggi.
 Da ciò il quesito: se la legge è tutta umana, cosa obbliga l’uomo a rispettarla?
 Protagora: le leggi sono fondamentali dell’uomo, perché non ricada nello stato belluino.
Senza le leggi non ci sarebbe la società e nemmeno l’uomo.

L’idea di Protagora crea una coincidenza tra leggi e natura  le leggi permettono all’uomo di essere
realmente tale.
 Ippia (nato forse nel 443 a.C.) distingue tra:
 Legge naturale immutabile: essa è dettata dalla physis,
è valida per tutti gli uomini «in tutti i paesi e nel medesimo
modo».
 Legge umana mutevole: essa consiste nel nomos, essa
divide gli uomini e li tiranneggia
 Per tale ragione secondo lui le vere leggi che devono
Ippia e governare gli individui sono le leggi non scritte, che
consistono nei principi di uguaglianza, fratellanza
Antifonte  Antifonte: sostiene la legge di natura (come già detto)
 Cos’è la legge di natura?
 È la spinta verso il giovevole e verso la concordia,
valori che la legge di città (opprimente l’individuo e
mettendolo contro i suoi simili) tende a ridurre a
zero.
 Trasimaco di Calcedonia (460 a.C.) sostiene
che la pretesa di giustizia è una maschera che
nasconde gli interessi dei potenti; essa è «l’utile
del più forte».
 Le leggi servono a tutelare gli interessi dei più
potenti.
 Crizia sostiene le stesse idee di Trasimaco  i
Le leggi e i potenti inventano le leggi per mantenere i propri
privilegi e gli dèi vengono inventati in questa
potenti direzione.
 Callicle (citato da Platone nel Gorgia) 
arrivò addirittura a sostenere che la legge di
natura era il «diritto del più forte» e che le leggi
erano il tentativo dei deboli di proteggersi dai più
forti
(negando così quella legge naturale che
potremmo capire quando parliamo di «selezione
della specie»).
 Su un piano opposto troviamo le tesi di Licofrone e
Alcidamante, che sostengono che non esistano schiavi
Alla base delle né liberi, ma che tutti siano uguali per natura 
anticipando tesi stoiche.
«Dichiarazioni»
dei diritti  La distinzione tra leggi di natura (non scritte) e leggi
umane (scritte) sarà una ricchezza fondamentale per
dell’uomo il generarsi della filosofia giuridica occidentale  e le
moderne «Dichiarazioni» dei diritti dell’uomo.
L’arte della parola

 La retorica è al centro della sofistica:

 Nel loro argomentare, i sofisti facevano ricorso a:


 Macrologia – discorso lungo, il monologo retorico: doveva essere articolato con adeguate
motivazioni a favore di una tesi , prevenendo le obiezioni (Encomio di Elena, Difesa di Palamede)
 Brachilogia – discorso breve, il dialogo: doveva essere immediato e pungente, per distruggere le
posizioni degli avversari.
 Facevano uso di svariate tecniche:
 A volte rigorose modalità argomentative
 Altre volte trucchi che deformavano
impercettibilmente le tesi da combattere, per

Elementi
renderle più facilmente attaccabili.
 Caratteristiche fondamentali:

fondamenta  Atteggiamento: L’obiettivo era sempre quello di


far prevalere le loro tesi = Eristica
(da eris  contesa).
li  Metodo: spesso per confutare una tesi usavano
contrapporla ad un’altra = antilogica
 Modo di argomentare: dialogo con l’avversario =
dialettica (da dialegesthai  dialogare).
Questo trovava applicazione nei dibattiti forensi e
politici
Dialettica, eristica, antilogica

 Questi tre aspetti sono spesso confusi:


 L’eristica  è l’arte di prevalere nella discussione, anche se questo prevalere va contro la
verità stessa. Bisogna vincere nella disputa.
 L’antilogica  o «discorso doppio» è l’arte di opporre una tesi ad un’altra per far vedere che
esse si escludono vicendevolmente o si contraddicono (vedi Zenone)
I sofisti e la religione
Le diverse posizioni…

 Protagora diceva:
 «Degli dei non sono in grado di sapere né se sono , né se non sono, né quali sono:
molte sono infatti le difficoltà che si frappongono: la grande oscurità della cosa e la
limitatezza (anche brevità) della vita umana».
 Tale affermazione rappresenta la prima professione filosofica di agnosticismo religioso =
Dio non è razionalmente affermabile, né negabile  non abbiamo gli strumenti mentali adeguati
per ammetterne o escluderne l’esistenza.
C’è una distanza sostanziale tra la realtà degli uomini e il mondo degli dei.
 Prodico di Ceo – sosteneva che l’uomo avesse «divinizzato» gli aspetti della
natura grazie ai quali viveva  gli Egizi il Nilo, il vino era Dioniso, il pane Demetra.
(Sesto empirico, Contro i matematici, IX, 18).
Dio è un «prodotto umano»  in futuro si vedrà il pensiero di Feuerbach e Marx.
 Crizia – religione come invenzione ad uso dei potenti per il controllo (delle
coscienze e quindi della condotta sociale). La divinità diviene una «polizia segreta».
I governanti, naturalmente, non vivono personalmente i vincoli della divinità.
Il problema del linguaggio
Il linguaggio come convenzione

 I sofisti studiarono i problematici rapporti del linguaggio con la realtà e con la verità.
 In passato i filosofi pensavano che ci fosse stretta connessione tra la cosa reale  il pensiero
che la conosce  la parola che la esprime.
Ciò che vale sul piano logico deve valere anche sul piano della verità.
Pensiero = essere = verità
 I sofisti mettono in dubbio questa equazione.
In Gorgia, per esempio, «la parola è tutto e tutto può»  e la politica è ridotta a retorica.
 Di certo, dopo la sofistica, il problema dell’origine naturale o convenzionale del
linguaggio diventerà necessario per riflettere sul tema del linguaggio stesso.

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