Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
11 visualizzazioni105 pagine

Modulo Macchine

Il documento descrive le normative di sicurezza per l'uso di macchine e attrezzature, stabilendo requisiti essenziali per garantire la sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente. Viene evidenziato il ruolo dei fabbricanti e dei datori di lavoro nel garantire che le attrezzature siano conformi alle normative vigenti e che siano utilizzate in modo sicuro. Infine, si sottolinea l'importanza della manutenzione e della formazione degli operatori per ridurre i rischi associati all'uso delle attrezzature.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PPT, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
11 visualizzazioni105 pagine

Modulo Macchine

Il documento descrive le normative di sicurezza per l'uso di macchine e attrezzature, stabilendo requisiti essenziali per garantire la sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente. Viene evidenziato il ruolo dei fabbricanti e dei datori di lavoro nel garantire che le attrezzature siano conformi alle normative vigenti e che siano utilizzate in modo sicuro. Infine, si sottolinea l'importanza della manutenzione e della formazione degli operatori per ridurre i rischi associati all'uso delle attrezzature.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PPT, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Uso di macchine e

attrezzature

D. Lgs. 81/08
[Link]. 459/96
Sicurezza generale delle
macchine
DPR 459/96
Lo scopo delle direttive comunitarie è creare le condizioni
necessarie affinché le industrie che operano nell’ambito
dell’Unione Europea possano realizzare prodotti
rispondenti ai medesimi requisiti di sicurezza per le
persone e l’ambiente.
Sono così eliminate le barriere tecniche nazionali dovute a
differenti legislazioni nei vari Stati membri.
Il “nuovo approccio” ha introdotto il concetto fondamentale
che:
- il Fabbricante ha il dovere di rendere il prodotto “sicuro”;
- deve poter dimostrare di aver fatto tutto il possibile per
renderlo “sicuro”
Misure generali di
sicurezza
Consistono, in sintesi, in quattro ordini di misure:
 la protezione di elementi che costituiscono pericolo quali, ad esempio, i
manovellismi e quelli che possono determinare proiezioni violente di parti di
macchina o di materiale in lavorazione (artt. 41, 43 e 45 del D.P.R. n. 547
del 1955);
 l'esclusione di parti salienti negli organi di collegamento delle macchine e,
oltre un quarto del loro diametro, di parti sporgenti di alberi (artt. 42 e 44 del
D.P.R. n. 547/1955);
 le misure per evitare o, se ciò inerisce alla funzione tecnologica della
macchina per ridurre gli smaltimenti e le vibrazioni (art. 46, D.P.R. cit.);
 il divieto o - in alternativa le necessarie cautele - di intervenire sulla
macchina quando essa è in moto o di rimuovere i dispositivi di sicurezza
(artt. 47-49, D.P.R. cit.).
Perché esiste la direttiva macchine

La Direttiva Macchine è lo strumento che


tutti gli Stati dell’UE hanno deciso di adottare
per stabilire i requisiti di sicurezza che le
macchine devono possedere per poter
essere immesse nel Mercato Comunitario.
Sono requisiti essenziali e imprescindibili e
devono essere soddisfatti nel rispetto dello
stato dell’arte tecnologico che nel tempo si
evolve e che perciò non viene prestabilito
dalla Direttiva.
Perché esiste la direttiva
macchine

Compiti Istituzionali:
le istituzioni comunitarie si limitano ad armonizzare, per
mezzo di direttive, i requisiti essenziali relativi a sicurezza e
salute dei cittadini, protezione dei consumatori e tutela
dell'ambiente.
gli istituti di normazione europei - CEN, CENELEC ed ETSI –
hanno il compito di adottare le norme armonizzate che
definiscono le specifiche tecniche di cui gli operatori hanno
bisogno per progettare e fabbricare prodotti conformi alle
esigenze delle direttive.
Campo di applicazione
Per macchina si intende un insieme di
pezzi o di organi, di cui almeno uno
mobile, collegati tra di loro, connessi
solidamente per una applicazione ben
determinata.
Campo di applicazione
…macchina è un'attrezzatura
intercambiabile che modifica la funzione
di una macchina, commercializzata per
essere montata su una macchina o su
una serie di macchine diverse o su un
trattore dall'operatore stesso, nei limiti
in cui tale attrezzatura non sia un pezzo
di ricambio o un utensile.
Campo di applicazione
…"macchina" un insieme di macchine e di
apparecchi che per raggiungere uno
stesso risultato sono disposti e
comandati in modo da avere un
funzionamento solidale.
Legame tra DPR 459/96 e
[Link]. 81/08
Articolo 22 - Obblighi dei progettisti
1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e
degli impianti rispettano i principi generali di
prevenzione in materia di salute e sicurezza
sul lavoro al momento delle scelte progettuali
e tecniche e scelgono attrezzature,
componenti e dispositivi di protezione
rispondenti alle disposizioni legislative e
regolamentari in materia.
Legame tra DPR 459/96 e
[Link]. 81/08
Articolo 23 - Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori
1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e
la concessione in uso di attrezzature di lavoro,
dispositivi di protezione individuali ed impianti non
rispondenti alle disposizioni legislative e
regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza
sul lavoro.
2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a
procedure di attestazione alla conformità, gli stessi
debbono essere accompagnati, a cura del
concedente, dalla relativa documentazione.
Legame tra DPR 459/96 e
[Link]. 81/08
Articolo 24 - Obblighi degli installatori
1. Gli installatori e montatori di impianti,
attrezzature di lavoro o altri mezzi
tecnici, per la parte di loro competenza,
devono attenersi alle norme di salute e
sicurezza sul lavoro, nonché alle
istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti
I quattro aspetti della sicurezza
Sicurezza intrinseca
La macchine è progettata e costruita bene

Corretta installazione
La macchine è messa in opera
cioè installata bene

Corretta manutenzione
Garantire che restino immutati, nel tempo,
quanto al punto 1 e 2

Corretto utilizzo
Secondo le indicazioni del costruttore
e l’addestramento dell’operatore
[Link]. 81/08
Titolo III

Articolo 69 - Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente Titolo si intende per:
a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o
impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e
componenti necessari all’attuazione di un processo produttivo,
destinato ad essere usato durante il lavoro;
b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa
connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o
fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la
manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio;
c) zona pericolosa: qualsiasi zona all’interno ovvero in prossimità di una
attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore
costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso;
d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in
parte in una zona pericolosa;
e) operatore: il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro.
[Link]. 81/08
Titolo III

Articolo 70 - Requisiti di sicurezza


1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe a
disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche
disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive
comunitarie di prodotto.
2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e
regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei
lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legislative e
regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto,
devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui
all’ALLEGATO V.
3. Si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma 2 le
attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei Decreti
Ministeriali adottati ai sensi dell’articolo 395 del Decreto Presidente
della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dell’articolo 28 del
Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
[Link]. 81/08
Titolo III

4. Qualora gli organi di vigilanza, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive in materia
di salute e sicurezza sul lavoro, constatino che un’attrezzatura di lavoro, messa a
disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio
conformemente alla legislazione nazionale di recepimento delle direttive comunitarie
ad essa applicabili ed utilizzata conformemente alle indicazioni del fabbricante,
presenti una situazione di rischio riconducibile al mancato rispetto di uno o più requisiti
essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al
comma 1, ne informano immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del
mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli
articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate:
a) dall'organo di vigilanza che ha accertato in sede di utilizzo la situazione di rischio, nei
confronti del datore di lavoro utilizzatore dell'esemplare di attrezzatura, mediante
apposita prescrizione a rimuovere tale situazione nel caso in cui sia stata accertata
una contravvenzione, oppure mediante idonea disposizione in ordine alle modalità di
uso in sicurezza dell’attrezzatura di lavoro ove non sia stata accertata una
contravvenzione;
b) dall'organo di vigilanza territorialmente competente rispettivamente, nei confronti del
fabbricante ovvero dei soggetti della catena della distribuzione, qualora, alla
conclusione dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorità nazionale per la
sorveglianza del mercato, risulti la non conformità dell’attrezzatura ad uno o più
requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di
cui al comma 1 dell’articolo 70.
[Link]. 81/08
Titolo III

Articolo 71 - Obblighi del datore di lavoro


1. Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai
requisiti di cui all’articolo precedente, idonee ai fini della salute e sicurezza e
adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere
utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle
Direttive comunitarie.
2. All’atto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di lavoro prende in
considerazione:
a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
b) i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
c) i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse;
d) i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.
3. Il datore di lavoro, al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle
attrezzature di lavoro e per impedire che dette attrezzature possano essere
utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte,
adotta adeguate misure tecniche ed organizzative, tra le quali quelle
dell’ALLEGATO VI.
[Link]. 81/08
Titolo III

4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:


a) le attrezzature di lavoro siano:
1) installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso;
2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di
sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni
d’uso e libretto di manutenzione;
3) assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con
specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui
all’articolo 18, comma1, lettera z);
b) siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro
per cui lo stesso è previsto.
5. Le modifiche apportate alle macchine quali definite all’articolo 1, comma 2, del Decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459(N), per migliorarne le condizioni di
sicurezza in rapporto alle previsioni del comma 1, ovvero del comma 4, lettera a), numero
3) non configurano immissione sul mercato ai sensi dell’articolo 1, comma 3, secondo
periodo, sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni
previste dal costruttore.
6. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché il posto di lavoro e la posizione dei
lavoratori durante l’uso delle attrezzature presentino requisiti di sicurezza e rispondano ai
principi dell’ergonomia.
[Link]. 81/08
Titolo III

7. Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o


responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro
prende le misure necessarie affinché:
a) l’uso dell’attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati
che abbiano ricevuto una informazione, formazione ed addestramento adeguati;
b) in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i lavoratori
interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti.
8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro, secondo le
indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti
norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida, provvede affinché:
a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di
installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l’installazione e prima
della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo
cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l’installazione
corretta e il buon funzionamento;
[Link]. 81/08
Titolo III

b) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti


suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:
1) ad interventi di controllo periodici, secondo frequenze stabilite in base alle
indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in
assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
2) ad interventi di controllo straordinari al fine di garantire il mantenimento di
buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali
che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle
attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni
naturali o periodi prolungati di inattività.
c) Gli interventi di controllo di cui ai lettere a) e b) sono volti ad assicurare il
buono stato di conservazione e l’efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature
di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.
[Link]. 81/08
Titolo III

9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e,
almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a
disposizione degli organi di vigilanza.
10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuori della
sede dell’unità produttiva devono essere accompagnate da un documento
attestante l’esecuzione dell’ultimo controllo con esito positivo.
11 Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature
di lavoro riportate in ALLEGATO VII a verifiche periodiche volte a valutarne
l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la
frequenza indicata nel medesimo ALLEGATO. La prima di tali verifiche è
effettuata dall’ISPESL che vi provvede nel termine di sessanta giorni dalla
richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL
e o di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalità di cui al comma 13. Le
successive verifiche sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo,
che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente
il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, con
le modalità di cui al comma 13.
[Link]. 81/08
Titolo III

12. Per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l’ISPESL possono
avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati
abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono
direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
13. Le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’ALLEGATO VII,
nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui al comma
precedente sono stabiliti con Decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali15, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita
con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di
entrata in vigore del presente Decreto.
14. Con Decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di
Bolzano e sentita la Commissione consultiva di cui all’articolo 6, vengono
apportate le modifiche all’ALLEGATO VII relativamente all’elenco delle
attrezzature di lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11.
[Link]. 81/08
Titolo III

Articolo 72 - Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso


1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria
macchine, apparecchi o utensili costruiti o messi in servizio al di fuori
della disciplina di cui all'articolo 70, comma 1, attesta, sotto la propria
responsabilita', che le stesse siano conformi, al momento della
consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria,
ai requisiti di sicurezza di cui all’allegato V.
2. Chiunque noleggi o conceda in uso attrezzature di lavoro senza
operatore deve, al momento della cessione, attestarne il buono stato di
conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza. Dovrà
altresì acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o
della concessione dell’attrezzatura una dichiarazione del datore di
lavoro che riporti l’indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati
del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente alle
disposizioni del presente Titolo e, ove si tratti di attrezzature di cui
all’articolo 73, comma 5, siano in possesso della specifica abilitazione
ivi prevista.
[Link]. 81/08
Titolo III

Articolo 73 - Informazione, formazione e addestramento


1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro
provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a
disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso dispongano di ogni
necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un
addestramento adeguati, in rapporto alla sicurezza relativamente:
a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;
b) alle situazioni anormali prevedibili.
2. Il datore di lavoro provvede altresì a informare i lavoratori sui rischi cui
sono esposti durante l’uso delle attrezzature di lavoro, sulle
attrezzature di lavoro presenti nell’ambiente immediatamente
circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui
cambiamenti di tali attrezzature.
3. Le informazioni e le istruzioni d’uso devono risultare comprensibili ai
lavoratori interessati.
[Link]. 81/08
Titolo III

4. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell’uso


delle attrezzature che richiedono conoscenze e Responsabilità
particolari di cui all’articolo 71, comma 7, ricevano una
formazione, informazione ed addestramento adeguati e
specifici, tali da consentire l’utilizzo delle attrezzature in modo
idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere
causati ad altre persone.
5. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono
individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una
specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il
riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata,
gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione.
ALLEGATO V
REQUISITI DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE
DI LAVORO COSTRUITE IN ASSENZA DI
DISPOSIZIONI
LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI DI
RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE
DI PRODOTTO, O MESSE A DISPOSIZIONE DEI
LAVORATORI ANTECEDENTEMENTE ALLA
DATA DELLA LORO EMANAZIONE
PARTE I - REQUISITI GENERALI APPLICABILI A
TUTTE LE ATTREZZATURE DI LAVORO

1. Osservazioni di carattere generale


1.1 I requisiti del presente ALLEGATO si applicano
allorché esiste, per l’attrezzatura di lavoro
considerata, un rischio corrispondente.
1.2 Eventuali disposizioni concernenti l’uso di talune
attrezzature di lavoro sono riportate nel presente
ALLEGATO al fine di consentirne l’impiego sicuro, in
relazione ai loro rischi specifici.
2. Sistemi e dispositivi di comando

2.1. I sistemi di comando devono essere sicuri ed essere scelti tenendo conto dei guasti, dei
disturbi e delle sollecitazioni prevedibili nell’ambito dell’uso progettato dell’attrezzatura. I
dispositivi di comando di un’attrezzatura di lavoro aventi un’incidenza sulla sicurezza
devono essere chiaramente visibili, individuabili ed eventualmente contrassegnati in
maniera appropriata. I dispositivi di comando devono essere ubicati al di fuori delle zone
pericolose, eccettuati, se necessario, taluni dispositivi di comando, quali ad es. gli arresti di
emergenza, le consolle di apprendimento dei robot, ecc, e disposti in modo che la loro
manovra non possa causare rischi supplementari. Essi non devono comportare rischi
derivanti da una manovra accidentale. Se necessario, dal posto di comando principale
l’operatore deve essere in grado di accertarsi dell’assenza di persone nelle zone
pericolose. Se ciò non dovesse essere possibile, qualsiasi messa in moto dell’attrezzatura
di lavoro deve essere preceduta automaticamente da un segnale d’avvertimento sonoro e/o
visivo. La persona esposta deve avere il tempo e/o i mezzi di sottrarsi rapidamente ad
eventuali rischi causati dalla messa in moto e/o dall’arresto dell’attrezzatura di lavoro. I
dispositivi di comando devono essere bloccabili, se necessario in rapporto ai rischi di
azionamento intempestivo o involontario. I motori soggetti a variazioni di velocità che
possono essere fonte di pericolo devono essere provvisti di regolatore automatico di
velocità, tale da impedire che questa superi i limiti prestabiliti. Il regolatore deve essere
munito di un dispositivo che ne segnali il mancato funzionamento. Quando una scorretta
sequenza delle fasi della tensione di alimentazione può causare una condizione pericolosa
per gli operatori e le persone esposte o un danno all’attrezzatura, deve essere fornita una
protezione affinché sia garantita la corretta sequenza delle fasi di alimentazione.
2.2. La messa in moto di un’attrezzatura deve poter essere
effettuata soltanto mediante un’azione volontaria su un organo
di comando concepito a tal fine. Lo stesso vale:
per la rimessa in moto dopo un arresto, indipendentemente
dalla sua origine,
per il comando di una modifica rilevante delle condizioni di
funzionamento (ad esempio, velocità, pressione, ecc.), salvo
che questa rimessa in moto o modifica di velocità non presenti
nessun pericolo per il lavoratore esposto. Questa disposizione
non si applica quando la rimessa in moto o la modifica delle
condizioni di funzionamento risultano dalla normale sequenza di
un ciclo automatico.
2.3. Ogni attrezzatura di lavoro deve essere dotata di un
dispositivo di comando che ne permetta l’arresto generale in
condizioni di sicurezza. Ogni postazione di lavoro deve essere
dotata di un dispositivo di comando che consenta di arrestare,
in funzione dei rischi esistenti, tutta l’attrezzatura di lavoro,
oppure soltanto una parte di essa, in modo che l’attrezzatura si
trovi in condizioni di sicurezza. L’ordine di arresto
dell’attrezzatura di lavoro deve essere prioritario rispetto agli
ordini di messa in moto. Ottenuto l’arresto dell’attrezzatura di
lavoro, o dei suoi elementi pericolosi, l’alimentazione degli
azionatori deve essere interrotta.
2.4. Se ciò è appropriato e funzionale rispetto ai pericoli
dell’attrezzatura di lavoro e del tempo di arresto normale,
un’attrezzatura di lavoro deve essere munita di un dispositivo di
arresto di emergenza.
[Link] di rottura, proiezione e caduta di
oggetti durante il funzionamento

3.1. Un’attrezzatura di lavoro che presenti pericoli


causati da cadute o da proiezione di oggetti deve
essere munita di dispositivi appropriati di sicurezza,
corrispondenti a tali pericoli
3.2. Nel caso in cui esistano rischi di spaccatura o di
rottura di elementi mobili di un’attrezzatura di lavoro,
tali da provocare seri pericoli per la sicurezza o la
salute dei lavoratori, devono essere prese le misure
di protezione appropriate.
4. Emissioni di gas, vapori, liquidi, polvere, ecc

4.1. Un’attrezzatura di lavoro che


comporti pericoli dovuti ad emanazioni
di gas, vapori o liquidi ovvero ad
emissioni di polveri, fumi o altre
sostanze prodotte, usate o depositate
nell’attrezzatura di lavoro deve essere
munita di appropriati dispositivi di
ritenuta e/o di estrazione vicino alla
fonte corrispondente a tali pericoli.
5. Stabilità

5.1. Qualora ciò risulti necessario ai fini


della sicurezza o della salute dei
lavoratori, le attrezzature di lavoro ed i
loro elementi debbono essere resi
stabili mediante fissazione o con altri
mezzi.
6. Rischi dovuti ad elementi mobili

6.1. Se gli elementi mobili di un’attrezzatura di lavoro presentano rischi di contatto


meccanico che possono causare incidenti, essi devono essere dotati di
protezioni o di sistemi protettivi che impediscano l’accesso alle zone pericolose
o che arrestino i movimenti pericolosi prima che sia possibile accedere alle zone
in questione.
Le protezioni ed i sistemi protettivi:
devono essere di costruzione robusta,
non devono provocare rischi supplementari,
non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci,
devono essere situati ad una sufficiente distanza dalla zona pericolosa,
non devono limitare più del necessario l’osservazione del ciclo di lavoro,
devono permettere gli interventi indispensabili per l’installazione e/o la
sostituzione degli attrezzi, nonché per i lavori di manutenzione, limitando però
l’accesso unicamente al settore dove deve essere effettuato il lavoro e, se
possibile, senza che sia necessario smontare le protezioni o il sistema protettivo
6.2. Quando per effettive ragioni tecniche o di lavorazione non sia
possibile conseguire una efficace protezione o segregazione
degli organi lavoratori e delle zone di operazione pericolose
delle attrezzature di lavoro si devono adottare altre misure per
eliminare o ridurre il pericolo, quali idonei attrezzi, alimentatori
automatici, dispositivi supplementari per l’arresto della
macchina e congegni di messa in marcia a comando multiplo
simultaneo.
6.3. Gli apparecchi di protezione amovibili degli organi lavoratori,
delle zone di operazione e degli altri organi pericolosi delle
attrezzature di lavoro, quando sia tecnicamente possibile e si
tratti di eliminare un rischio grave e specifico, devono essere
provvisti di un dispositivo di blocco collegato con gli organi di
messa in moto e di movimento della attrezzatura di lavoro tale
che:
a) impedisca di rimuovere o di aprire il riparo quando l’attrezzatura
di lavoro è in moto o provochi l’arresto dell’attrezzatura di lavoro
all’atto della rimozione o dell’apertura del riparo;
b) non consenta l’avviamento dell’attrezzatura di lavoro se il riparo
non è nella posizione di chiusura.
6.4. Nei casi previsti nei punti 6.2 e 6.5, quando gli organi lavoratori
non protetti o non completamente protetti possono afferrare,
trascinare o schiacciare e sono dotati di notevole inerzia, il
dispositivo di arresto dell’attrezzatura di lavoro, oltre ad avere
l’organo di comando a immediata portata delle mani o di altre
parti del corpo del lavoratore, deve comprendere anche un
efficace sistema di frenatura che consenta l’arresto nel più
breve tempo possibile.
6.5. Quando per effettive esigenze della lavorazione non sia
possibile proteggere o segregare in modo completo gli organi
lavoratori e le zone di operazione pericolose delle attrezzature
di lavoro, la parte di organo lavoratore o di zona di operazione
non protetti deve essere limitata al minimo indispensabile
richiesto da tali esigenze e devono adottarsi misure per ridurre
al minimo il pericolo.
7. Illuminazione

7.1. Le zone di operazione ed i punti di


lavoro o di manutenzione di
un’attrezzatura di lavoro devono essere
opportunamente illuminati in funzione
dei lavori da effettuare.
8. Temperature estreme

8.1. Le parti di un’attrezzatura di lavoro a


temperatura elevata o molto bassa
debbono, ove necessario, essere
protette contro i rischi di contatti o di
prossimità a danno dei lavoratori.
9. Segnalazioni e indicazioni

9.1. I dispositivi di allarme dell’attrezzatura di lavoro devono essere ben


visibili e le relative segnalazioni comprensibili senza possibilità di
errore.
9.2. L’attrezzatura di lavoro deve recare gli avvertimenti e le indicazioni
indispensabili a garantire la sicurezza dei lavoratori.
9.3. Gli strumenti indicatori, quali manometri, termometri, pirometri,
indicatori di livello devono essere collocati e mantenuti in modo che le
loro indicazioni siano chiaramente visibili al personale addetto
all’impianto o all’apparecchio.
9.4. Le macchine e gli apparecchi elettrici devono portare l’indicazione
della tensione, dell’intensità e del tipo di corrente e delle altre eventuali
caratteristiche costruttive necessarie per l’uso.
9.5. Ogni inizio ed ogni ripresa di movimento di trasmissioni inseribili senza
arrestare il motore che comanda la trasmissione principale devono
essere preceduti da un segnale acustico convenuto.
10. vibrazioni

10.1. Le attrezzature di lavoro devono essere


costruite, installate e mantenute in modo da
evitare scuotimenti o vibrazioni che possano
pregiudicare la loro stabilità, la resistenza dei
loro elementi e la stabilità degli edifici.
10.2. Qualora lo scuotimento o la vibrazione
siano inerenti ad una specifica funzione
tecnologica dell’attrezzatura di lavoro, devono
adottarsi le necessarie misure o cautele
affinché ciò non sia di pregiudizio alla stabilità
degli edifici od arrechi danno alle persone.
11. Manutenzione, riparazione, regolazione, ecc

11.1. Le operazioni di manutenzione devono poter essere effettuate quando


l’attrezzatura di lavoro è ferma. Se ciò non è possibile, misure di protezione
appropriate devono poter essere prese per l’esecuzione di queste operazioni
oppure esse devono poter essere effettuate al di fuori delle zone pericolose.
11.2. Ogni attrezzatura di lavoro deve essere munita di dispositivi chiaramente
identificabili che consentano di isolarla da ciascuna delle sue fonti di energia. Il
ripristino dell’alimentazione deve essere possibile solo in assenza di pericolo per
i lavoratori interessati.
11.3. Per effettuare le operazioni di produzione, di regolazione e di manutenzione
delle attrezzature di lavoro, i lavoratori devono poter accedere in condizioni di
sicurezza a tutte le zone interessate.
11.4. Le attrezzature di lavoro che per le operazioni di caricamento, registrazione,
cambio di pezzi, pulizia, riparazione e manutenzione, richiedono che il
lavoratore si introduca in esse o sporga qualche parte del corpo fra organi che
possono entrare in movimento, devono essere provviste di dispositivi, che
assicurino in modo assoluto la posizione di fermo dell’attrezzatura di lavoro e dei
suoi organi durante l’esecuzione di dette operazioni. Devono altresì adottarsi le
necessarie misure e cautele affinché l’attrezzatura di lavoro o le sue parti non
siano messe in moto da altri.
12. Incendio ed esplosione

12.1. Tutte le attrezzature di lavoro debbono


essere realizzate in maniera da evitare di
sottoporre i lavoratori ai rischi d'incendio o di
surriscaldamento dell'attrezzatura stessa.
12.2. Tutte le attrezzature di lavoro devono
essere realizzate in maniera da evitare di
sottoporre i lavoratori ai rischi di esplosione
dell'attrezzatura stessa e delle sostanze
prodotte, usate o depositate nell'attrezzatura
di lavoro.
PARTE II - PRESCRIZIONI SUPPLEMENTARI APPLICABILI AD
ATTREZZATURE DI LAVORO SPECIFICHE

1. prescrizioni applicabili alle attrezzature in


pressione
2. Prescrizioni applicabili ad attrezzature di
lavoro mobili, semoventi o no
3. Prescrizioni applicabili alle attrezzature di
lavoro adibite al sollevamento, al trasporto o
all’immagazzinamento dei carichi
4. Prescrizioni applicabili alle attrezzature di
lavoro adibite al sollevamento di persone e
di persone e cose
5 prescrizioni applicabili a determinate attrezzature di lavoro
mole abrasive
Bottali, impastatrici, gramolatrici e macchine simili
Macchine di fucinatura e stampaggio per urto
Macchine utensili per metalli
Macchine utensili per legno e materiali affini
Presse e cesoie
Frantoi, disintegratori, molazze e polverizzatori
Macchine per centrifugare e simili
Laminatoi, rullatrici, calandre e cilindri
Apritoi, battitoi, carde, sfilacciatrici, pettinatrici e macchine simili
Macchine per filare e simili
Telai meccanici di tessitura
Macchine diverse
Impianti ed operazioni di saldatura o taglio ossiacetilenica ossidrica,
elettrica e simili
Forni e stufe di essiccamento o maturazione
Impianti, macchine ed apparecchi elettrici
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE
ATTREZZATURE DI LAVORO
1 Disposizioni generali applicabili a tutte le attrezzature di
lavoro
1.1 Le attrezzature di lavoro devono essere installate, disposte e
usate in maniera tale da ridurre i rischi per i loro utilizzatori e per
le altre persone, ad esempio facendo in modo che vi sia
sufficiente spazio disponibile tra i loro elementi mobili e gli
elementi fissi o mobili circostanti e che tutte le energie e
sostanze utilizzate o prodotte possano essere addotte e/o
estratte in modo sicuro.
1.2 Le operazioni di montaggio e smontaggio delle attrezzature di
lavoro devono essere realizzate in modo sicuro, in particolare
rispettando le eventuali istruzioni d’uso del fabbricante.
1.0.1 Le attrezzature di lavoro non possono essere utilizzate per
operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte.
1.3 Illuminazione
1.3.1 Le zone di azione delle macchine operatrici e
quelle dei lavori manuali, i campi di lettura o di
osservazione degli organi e degli strumenti di
controllo, di misure o indicatori in genere e ogni luogo
od elemento che presenti un particolare pericolo di
infortunio o che necessiti di una speciale
sorveglianza, devono essere illuminati in modo diretto
con mezzi particolari.
1.3.2. Nei casi in cui, per le esigenze tecniche di
particolari lavorazioni o procedimenti, non sia
possibile illuminare adeguatamente i posti indicati al
punto precedente, si devono adottare adeguate
misure dirette ad eliminare i rischi derivanti dalla
mancanza o dalla insufficienza della illuminazione.
1.4 Avviamento
Ogni inizio ed ogni ripresa di movimento dei motori che
azionano macchine complesse o più macchine
contemporaneamente devono essere preceduti da un
segnale acustico convenuto, distintamente
percettibile nei luoghi dove vi sono trasmissioni e
macchine dipendenti, associato, se necessario, ad un
segnale ottico. Un cartello indicatore richiamante
l’obbligo stabilito dal presente punto e le relative
modalità, deve essere esposto presso gli organi di
comando della messa in moto del motore.
1.5 Rischio di proiezione di oggetti
Nelle operazioni di scalpellatura, sbavatura,
taglio di chiodi e in genere nei lavori eseguiti
mediante utensili a mano o a motore, che
possono dar luogo alla proiezione pericolosa
di schegge o di materiali, si devono
predisporre schermi o adottare altre misure
atte ad evitare che le materie proiettate
abbiano a recare danno alle persone.
1.6 Rischi dovuti agli elementi mobili
1.6.1 È vietato pulire, oliare o ingrassare a mano gli organi e gli elementi in
moto di attrezzature di lavoro, a meno che ciò non sia richiesto da particolari
esigenze tecniche, nel quale caso deve essere fatto uso di mezzi idonei ad
evitare ogni pericolo. Del divieto stabilito dal presente punto devono essere resi
edotti i lavoratori mediante avvisi chiaramente visibili.
1.6.2 È vietato compiere su organi in moto qualsiasi operazione di riparazione o
registrazione. Qualora sia necessario eseguire tali operazioni durante il moto, si
devono adottare adeguate cautele a difesa dell’incolumità del lavoratore. Del
divieto indicato nel primo comma devono essere resi edotti i lavoratori mediante
avvisi chiaramente visibili.
1.6.3 Quando un motore, per le sue caratteristiche di costruzione, costituisce un
pericolo per chi lo avvicina, deve essere installato in apposito locale o recintato
o comunque protetto. L’accesso ai locali o ai recinti dei motori deve essere
vietato a coloro che non vi sono addetti ed il divieto deve essere richiamato
mediante apposito avviso.
1.7 Rischio di caduta di oggetti
Durante il lavoro su scale o in luoghi
sopraelevati, gli utensili, nel tempo in
cui non sono adoperati, devono essere
tenuti entro apposite guaine o assicurati
in modo da impedirne la caduta.
1.8 Materie e prodotti pericolosi e nocivi
1.8.1 Presso le macchine e gli apparecchi dove
sono effettuate operazioni che presentano
particolari pericoli, per prodotti o materie:
infiammabili, esplodenti, corrosivi, a
temperature dannose, asfissianti, irritanti,
tossici o infettanti, taglienti o pungenti,
devono essere esposte le disposizioni e le
istruzioni concernenti la sicurezza delle
specifiche lavorazioni.
1.8.2 Per la lubrificazione delle macchine o parti
di macchine o apparecchi in contatto con
materie esplodenti, devono essere usati
lubrificanti di natura tale
1.9 Rischio da spruzzi e investimento da materiali
incandescenti
1.9.1 I lavoratori addetti alle operazioni di colata e quelli
che possono essere investiti da spruzzi di metallo
fuso o di materiali incandescenti devono essere
protetti mediante adatti schermi o con altri mezzi.
1.9.2 Nelle installazioni in cui la colata avviene entro
canali o fosse o spazi comunque delimitati del
pavimento devono essere predisposte idonee difese
o altre misure per evitare che i lavoratori vengano a
contatto con il materiale fuso, nonché per permettere
loro il rapido allontanamento dalla zona di pericolo
nel caso di spandimento dello stesso materiale sul
pavimento.
RIPARO
Riparo fisso
Riparo mobile
Riparo regolabile
Riparo interbloccato
Riparo fisso
Riparo mantenuto nella sua posizione (cioè chiuso)
 in modo permanente (es. mediante saldatura)
 per mezzo di elementi di fissaggio (viti, bulloni, ecc.) che
richiedono l’uso di utensili per la rimozione.
Riparo mobile
Riparo generalmente collegato meccanicamente alla
struttura della macchina mediante cerniere o guide e che
può essere aperto senza l’utilizzo di utensili.
Riparo regolabile
Riparo fisso o mobile che può essere regolato o che
incorpora una parte regolabile.
La regolazione data rimane fissa durante la lavorazione.
I ripari regolabili possono essere usati quando la zona
pericolosa non può essere completamente protetta.
Riparo interbloccato
Riparo associato ad un dispositivo di interblocco in modo
che:
 Le funzioni pericolose della macchina “protette” dal riparo
non possano essere svolte finchè il riparo non sia stato
chiuso;
 Se il riparo viene aperto durante lo svolgimento delle
funzioni pericolose della macchina, venga dato un ordine di
arresto;
 La chiusura del riparo consente l’esecuzione delle funzioni
pericolose della macchina “protette” dal riparo, ma non ne
comandi l’avvio.
Ripari
I ripari possono anche svolgere funzioni di:
 contenimento dei materiali;
 contenimento dei pezzi in lavorazione;
 contenimento di trucioli, liquidi, radiazioni e fumi;
 contenimento di gas;
 contenimento del rumore.
Dispositivo di sicurezza
Dispositivo di interblocco
Comando a due mani
Dispositivo sensibile
Dispositivo di interblocco
Dispositivo meccanico, elettrico o di altro tipo, il cui scopo
è di impedire agli elementi di una macchina di funzionare
in determinate condizioni (generalmente finchè il riparo
non sia chiuso).
Dispositivo a due mani
Comando ad azione mantenuta che richiede
l’azionamento contemporaneo dei due comandi manuali
(attuatori) per avviare e mantenere il funzionamento della
macchina o degli elementi di quest’ultima, assicurando
così la protezione della persona che li aziona.
I pulsanti vanno collocati ad una distanza dalla zona
pericolosa tale da rendere impossibile l’introduzione delle
mani.
I pulsanti devono avere tra di loro una distanza non
minore di 30 cm.
Dispositivo sensibile
Barriere immateriali
 Cellule fotoelettriche
 Composte da un emettitore ottico e un ricevitore fotosensibile.
L’introduzione di un ostacolo nel campo di protezione arresta i
movimenti pericolosi della macchina
 Tappeti sensibili
 Offrono una protezione assoluta e affidabile; rilevano la
presenza di un operatore nella zona pericolosa arrestando la
macchina.
Requisiti dei dispositivi di
sicurezza
I dispositivi di sicurezza devono essere concepiti in modo
che:
 l’avvio degli elementi mobili non sia possibile fintanto che
l’operatore può raggiungerli;
 la persone esposta non possa accedere agli elementi in
movimento;
 la loro regolazione richieda un intervento volontario, come l’uso di
un attrezzo, di una chiave, ecc;
 la mancanza o il non funzionamento di uno dei loro elementi
impedisca l’avviamento o provochi l’arresto degli elementi mobili.
Struttura di protezione
(segregazione)
Ostacolo fisico (es. una barriera distanziatrice) che rende
irraggiungibile la zona pericolosa.

Le dimensioni della struttura vanno calcolate seguendo i


valori riportati in apposite tabelle.
Struttura di protezione
(segregazione)
Struttura di protezione
(segregazione)
Struttura di protezione
(segregazione)
Dispositivi di comando

Il dispositivo di comando è costituito da un organo


meccanico (pulsante, selettore, leva) azionabile
dall’operatore e da una parte elettrica formata da elementi
di contatto.
Caratteristiche generali
I dispositivi di comando devono essere:
 chiaramente visibili, individuabili ed eventualmente contrassegnati
da una marcatura adatta;
 disposti in modo da garantire una manovra sicura, univoca e
rapida;
 progettati in modo tale che il movimento del dispositivo di comando
sia coerente con l’azione di comando;
 situati fuori da zone pericolose, fatta eccezione, quando occorra,
per alcuni organi, quali un pulsante di arresto di emergenza;
 posizionati in modo che la loro manovra non causi rischi
supplementari;
 progettati o protetti in modo che l’azione comandata, se comporta
un rischio, non possa aver luogo in seguito ad azionamenti
accidentali;
 fabbricati in modo da resistere agli sforzi prevedibili.
Caratteristiche generali
Dal posto di comando principale l’operatore deve poter
essere in grado di assicurarsi dell’assenza di persone
nelle zone di rischio.
Avviamento
L’avviamento di una macchina deve essere possibile
soltanto con un’azione volontaria su un dispositivo di
comando previsto a tal fine.
Lo stesso vale per:
 la rimessa in marcia dopo un arresto;
 il comando di una modifica rilevante delle condizioni di
funzionamento.
Arresto
Arresto normale
 ogni macchina deve essere munita di un dispositivo di
comando che consente l’arresto generale in condizioni di
sicurezza.
 L’ordine di arresto deve essere prioritario rispetto agli ordini
di avviamento.
Arresto
Arresto di emergenza
 ogni macchina deve essere munita di uno o più dispositivi di
arresto di emergenza che consentano di evitare situazioni di
pericolo che rischino di prodursi immediatamente o che si
stiano producendo.
Detto dispositivo deve:
 comprendere dispositivi di comando chiaramente
individuabili, ben visibili e rapidamente accessibili;
 provocare l’arresto del processo pericoloso nel tempo più
breve possibile, senza creare rischi supplementari;
 eventualmente avviare, o permettere di avviare, alcuni
movimenti di salvaguardia.
Arresto
Ad avvenuto azionamento, il comando di arresto di
emergenza deve restare inserito; deve essere possibile
disinserirlo solamente mediante una manovra adeguata; il
rilascio dell’organo di comando non deve avviare
nuovamente la macchina, ma solamente consentirne il
riavviamento.
Esclusioni:
 macchine nelle quali il dispositivo di arresto di emergenza
non ridurrebbe il rischio;
 macchine portatili e macchine che possono essere guidate
con le mani.
Selettore modale di
funzionamento
Il modo di comando selezionato deve avere la priorità su
tutti gli altri sistemi di comando, salvo l’arresto di
emergenza.
Se per alcune operazioni la macchina deve poter
funzionare con i dispositivi di protezione disinseriti, il
selettore modale deve simultaneamente:
 escludere il comando automatico;
 autorizzare i movimenti soltanto mediante dispositivi di
comando che necessitano un’azione continuata;
 autorizzare il funzionamento degli elementi mobili pericolosi
soltanto in condizioni di sicurezza;
 vietare qualsiasi movimento della macchina che potrebbe
presentare un pericolo.
Criteri generali di
protezione delle macchine
Quando gli organi lavoratori o gli elementi mobili possono
afferrare, trascinare e sono dotati di notevole inerzia, il
dispositivo di arresto della macchina deve comprendere
anche un efficace sistema di frenatura che determini
l’arresto nel più breve tempo possibile.
Le parti accessibili delle macchine devono essere prive,
nei limiti consentiti dalle loro funzioni, di angoli acuti, di
spigoli vivi, o comunque di superfici che possano causare
lesioni.
La macchine deve garantire una propria stabilità in grado
si consentire l’utilizzazione senza rischi di rovesciamento,
caduta o spostamento.
Criteri generali di
protezione delle macchine
Le macchine che malgrado una sufficiente illuminazione
ambientale potrebbero determinare dei rischi, devono
essere fornite di un’illuminazione incorporata, adeguata
alle operazioni da svolgere.
Presse meccaniche con innesto meccanico
NB: utilizzando la pressa con una delle protezioni che vengono indicate, la scelta sull’organo di
comando è libera. Pertanto può essere usato anche il comando a pedale.
Il ciclo una volta avviato non può essere fermato e prosegue fino al completamento
L’antiripetitore del colpo non garantisce una sicurezza assoluta

1.A-stampi chiusi: il 1.B-schermo fisso:


pressore lavora completo su tutti i
1. Schiacciamenti all’interno dello lati, con un’apertura
dovuti al pressore stampo e la aperture che consente il
di alimentazione e di passaggio del
scarico nonché le materiale in
parti mobili esterne lavorazione ma non
non consentono delle mani
possibilità di
schiacciamento

1.c-schermo mobile: con protezione completa


delle zone pericolose, dotato di un dispositivo
2. Presa tra i fori o interbloccato in modo che il movimento del
tre le razze del pressore sia consentito solo quando lo
volano e schermo è chiuso e non sia possibile aprirlo
successivo fintanto che il pressore non abbia raggiunto il
trascinamento punto morto superiore

2. Carterizzazione completa del volano


Presse meccaniche con innesto a frizione
Distanza di sicurezza dalla zona pericolosa in relazione al tempo di arresto totale
Tempo di arresto totale ms 60 75 100 250 500
Distanza di sicurezza mm 100 120 160 400 800

1.A-barriere 1.B-dispositivo con


immateriali comando a due
1. schiacciamenti dovuti
(fotocellule) a più pulsanti da manovrarsi
al pressore fasci collegate con il contemporaneamente
sistema di comando con ambo le mani e a
che impedisca la uomo presente
discesa del punzone
quando le mani si
trovano in posizione
2. Presa tra i fori o tre le di pericolo
razze del volano e
successivo
trascinamento 1.c-dispositivo antitipetitore del colpo provvisto
di elettrovalvole a doppio corpo, con due
circuiti elettrici alimentati separatamente

2. Carterizzazione completa del volano


Presse piegatrici con innesto a frizione
1.A-barriere immateriali a sicurezza intrinseca (fotocellule) a più fasci posizionate davanti alla zona pericolosa in
modo da realizzare un’area protetta secondo le tabelle seguenti. Possono essere disattivate quando il
pressore si trova ad una distanza inferiore a 6 mm dalle lamiere e rimanere disattivati per tutta la corsa di
risalita;
Oppure dispositivo con comando a due pulsanti da manovrarsi contemporaneamente con ambo le mani
ed a uomo presente
oppure comando a pedale a pressione continua vincolato a distanza di sicurezza

1.B-carter laterali e protezione della zona posteriore


1. schiacciamenti dovuti mediante una barra distanziatrice alta 1 m dal suolo
al pressore e distante 70 cm dal pressore, integrata da un
cartello di divieto di accesso e un pulsante d’arresto
di emergenza a ripristino manuale

1.C-antiripetitore del colpo provvisto di elettrovalvola


a doppio corpo alimentati con due circuiti elettrici
separati
Presse piegatrici con innesto a frizione

Tabella 1
H Fino Oltre 6 Oltre 9 Oltre 10 Oltre 12 Oltre 15 Oltre 20 Oltre 25 Oltre 30 Oltre 40
mm a6 Fino 9 Fino 10 Fino 12 Fino 15 Fino 20 Fino 25 Fino 30 fino 40 Fino 50

D
0 10 25 40 65 100 140 180 350 400
Mm

Altezza=distanza massima tra il bordo inferiore dello schermo e la tavola


Distanza=distanza tra la parte inferiore del profilo dello schermo ad altezza H e la zona pericolosa più vicina

Tabella 2
Distanza di sicurezza dalla zona pericolosa in relazione al tempo di arresto totale

Tempo di arresto
ms 60 75 100 250 500
totale*

Distanza di sicurezza mm 100** 120 160 400 800

* Tempo di arresto della pressa più tempo di reazione del comando


** distanza minima
Presse idrauliche e presse piegatrici idrauliche

Sono di solito macchine di notevole potenza con azionamento a fluido


Devono essere usate con le protezioni e i dispositivi di sicurezza previsti per le
macchine con innesto a frizione

INOLTRE:
 Devono essere realizzate in modo da non creare pericoli per l’addetto in caso di
abbassamento o mancanza di pressione
 I circuiti devono essere protetti con una o più valvole limitatrici di pressione
 Il circuito idraulico deve essere provvisto di filtro
 Deve essere garantito l’arresto automatico del pressore alla fine del ciclo comandato
 Per riprendere il ciclo è necessario un nuovo comando
Tornio
Lavora per asportazione del truciolo, si possono ottenere superfici cilindriche e coniche,
fori, alesature, filettature, ecc. Il moto di lavoro (rotatorio) è posseduto dal pezzo e il moto di
avanzamento dall’utensile 1 presa per impigliamento con le griffe
Montare manicotto contornante il mandrino e
provvisto di dispositivo di interblocco

2 proiezione di materiali
Installare schermo trasparente fissato al carro
portautensile o scorrevole su guida, in grado
di resistere all’azione di urti violenti .
Proteggere anche la parte posteriore del tornio

3 avviamenti accidentali
Leve da azionarsi in due tempi, pulsanti
contornati da ghiera

4 urti con volantini di manovra


Devono essere svincolabili dal sistema di
trasmissione, essere lisci, ad anima piena e
con impugnatura ripiegabile

5 contatti con organi di trasmissione del moto


Racchiusi completamente entro idonei carte
fissi o mobili provvisti di dispositivo di
interblocco

6 movimento di inerzia del mandrino


Sistema di frenatura o protezione temporizzata
Trapano
Serve per eseguire fori o allargarli, filettarli, ecc. L’utensile è dotato sia del movimento di
lavoro (rotatorio) che di avanzamento

1 contatti con utensili


Riparo amovibile che circoscriva la zona pericolosa munito di
dispositivo di interblocco
2 proiezioni di materiali
Come sopra, e conformato in modo da intercettare i materiali
proiettati

3 rotazione del pezzo


Fissare il pezzo con morse, staffe, griffe trattenute a loro volta con
squadre o bulloni alle tavole portapezzi

4 contatto con cinghie e pulegge


Il coperchio del variatore dei giri deve essere provvisto di dispositivo
di interblocco
Fresatrice
Lavora per asportazione del truciolo con un utensile a taglienti multipli denominato fresa,
che possiede il moto di lavoro

1 contatti con utensile


Montare riparo di idonee dimensioni fissato sulla tavola, con portelli
muniti di dispositivo di interblocco oppure schermi mobili scelti e
adattati in funzione del pezzo e provvisti di dispositivo di interblocco

2 proiezioni di materiali
Come sopra

3 schiacciamenti e/o cesoiamenti con elementi mobili


Rendere inaccessibile la zona cambio automatico utensili,
transennare la zona traslazione tavola portapezzo

4 contatti con organi di trasmissione moto


Racchiuderli completamente entro carter
Troncatrice
Viene utilizzata per tagliare mediante l’abbassamento manuale del disco dentato, materiali
di diverso tipo

1 contatti con disco dentato


A-carter fisso che copra la metà superiore del disco
B-carter mobile nella metà inferiore che copra entrambi i lati del
disco; il carter oscillante, collegato ad un sistema di leveraggi o
incernierato ad un perno si posiziona, durante il taglio, in modo da
coprire la parte non operativa del disco
C-pulsante di avviamento a pressione continua in modo che in fase
di rilascio la macchina si fermi
D-un dispositivo (es. molla) che richiami la testa in posizione alta di
riposo, con i ripari che coprono completamente il disco

2 avviamenti accidentali
Il pulsante di avviamento posto sull’impugnatura deve essere
protetto contro gli azionamenti accidentali con un anello di guardia

3 proiezione di materiali
Il carter di cui al punto 1 deve essere idoneo anche per questa
funzione
Molatrice fissa
Utilizzata per effettuare sgrossature e sbavature di pezzi e per l’affilatura di utensili

1 contatti accidentali con la mola


2 proiezioni di materiali
Solida cuffia metallica che circondi l’abrasivo per tutta la sua
larghezza e per la massima parte periferica, lasciando scoperto solo
il tratto strettamente necessario per la lavorazione
Il poggiapezzi a superficie piana avrà inoltre dimensioni appropriate
al genere di lavoro da eseguire. Deve essere registrabile e il bordo
interno non deve distare più di 2 mm dalla mola per impedire che il
pezzo possa incunearsi
Devono essere minite di schermi paraschegge, trasparenti,
infrangibili e regolabili, oppure i lavoratori devono fare uso di
occhiali di protezione forniti come dotazione personale

3 stabilità
Vanno collocate ben ancorate su strutture antivibranti

4 variazione di velocità
Dispositivo che impedisca l’usao della macchina ad una velocità
superiore a quella stabilita in rapporto al diametro della mola
Seghe a nastro
Impiegate per eseguire il taglio dei metalli con un movimento rettilineo

1 contatti con il nastro


Carter metallico (registrabile fissato al guardalama) che
ricopra la parte non attiva del nastro mentre la parte scoperta
coincide con le dimensioni del pezzo da tagliare

2 proiezione di materiali
A-i volani di rinvio del nastro devono essere completamente
protetti con riparo fisso o riparo interbloccato in modo da
trattenerlo in caso di rottura
B-durante i controlli alle macchine in lavorazione usare gli
occhiali

3 avviamenti accidentali
Il pulsante di avviamento posto sull’impugnatura deve essere
protetto contro gli azionamenti accidentali con un anello di
guardia
Calandra
Serve per curvare i metalli, utilizza cilindri accoppiati e sovrapposti

1 schiacciamenti, trascinamenti, impigliamenti


La zona di imbocco dei cilindri deve essere resa inaccessibile
Se per necessità di lavorazione questo non fosse possibile,
la macchina deve essere dotata di un dispositivo (fune o
barra) contornante la zona pericolosa che l’operatore possa
azionare da qualsiasi posizione con una facile manovra al
fine di conseguire il rapido arresto dei cilindri
Nelle calandre che presentano rischi particolarmente gravi il
dispositivo di cui sopra deve conseguire l’arresto immediato
dei cilindri e la contemporanea inversione del moto
Rettificatrice
Vengono utilizzate per eseguire, con notevole precisione, lavori di finitura superficiale

1 contatti accidentali con la mola


La mola deve essere munita di una robusta cuffia metallica
che circondi l’abrasivo per tutta la sua larghezza e per la
massima parte periferica. Sulla struttura della macchina
devono essere installati degli schermi mobili muniti di
dispositivo di interblocco e conformati in modo da rendere
inaccessibile l’utensile

2 proiezione di materiali
Come sopra, inoltre se il fissaggio del pezzo sul piano di
lavoro è del tipo a funzionamento magnetico, la macchina
deve essere provvista di un dispositivo che non permetta
l’avviamento della mola a piano magnetico disattivato

3 urti, schiacciamenti con il piano di lavoro mobile


L’area interessata deve essere segregata
Cesoia a ghigliottina
Servono per tagliare a freddo lamiere metalliche

1 schiacciamento o cesoiamento
A-schermo fisso posto davanti alla lama ed ai premilamiera in
modo che siano rispettate le distanze indicate nelle apposite
tabelle
B-protezioni laterali della lama e del premilamiera
C-la parte posteriore della macchina deve essere dotata di
una barra distanziatrice alta 1 m e distante 70 cm dalla lama,
di un pulsante di arresto d’emergenza a ripristino manuale e
di un cartello di divieto di accesso

2 taglie e/o abrasioni durante la manipolazione dei pezzi


NOTA: per le cesoie con innesto a frizione o idrauliche oltre
agli apprestamenti antinfortunistici suindicati, possono essere
adottati in alternativa:
A-uno schermo mobile collegato al sistema di comando e di
controllo in modo che sia consentita la discesa delle lame e
dei premilamiera solo quando lo schermo è chiuso.
L’apertura del riparo può avvenire inoltre solo quando la lama
ha raggiunto il punto morto superiore
B-barriere immateriali a più fasci a sicurezza intrinseca, poste
davanti alla zona pericolosa in modo da realizzare un’area
protetta secondo quanto indicato dalle tabelle
C-dispositivo di comando a due pulsanti da azionarsi
contemporaneamente con ambo le mani e a pressione
continua se alla macchina è addetto un solo lavoratore
Manutenzione

Una corretta attività di manutenzione


garantisce l’efficienza e l’affidabilità delle
macchine e degli impianti; questo diviene
automaticamente un fattore di sicurezza.
Manutenzione
Manutenzione ordinaria
 operazioni programmate al fine di
prevenire il deterioramento della macchina;
prevede operazioni di lubrificazione,
ingrassaggio, registrazione, pulizia,
controlli, ecc.
Manutenzione
Manutenzione straordinaria
 prevedela cura e il ripristino dell’efficienza
dopo un’avaria o rottura di qualche pezzo e
non è mai a carattere preventivo, ma di
emergenza
Manutenzione

E’ opportuno quindi introdurre nuove


modalità operative quali la
MANUTENZIONE PREVENTIVA.
PREVENTIVA
Manutenzione
L’intervento manutentivo può essere fonte di pericolo; vanno
quindi rispettate alcune regole fondamentali:
 I punti di regolazione, lubrificazione e di manutenzione devono essere situati
fuori dalle zone pericolose; gli interventi devono poter essere eseguiti a
macchina ferma;
 Se per motivi tecnici ciò non fosse possibile, dette operazioni devono poter
essere eseguite in condizioni di sicurezza migliorate;
 Gli elementi delle macchine automatizzate che vanno sostituiti frequentemente,
devono essere facilmente smontabili e rimontabili in condizioni di sicurezza;
 devono essere previsti mezzi di accesso (scale, passerelle, ecc.) che
consentano di raggiungere in completa sicurezza tutti i punti in cui devono
avvenire le operazioni di regolazione e manutenzione;
 La pulitura delle parti interne di una macchina che hanno contenuto sostanza o
preparati pericolosi deve essere resa possibile senza dover penetrare in tali parti
interne; lo stesso dicasi per l’eventuale svuotamento che deve essere fatto
dall’esterno.
Macchine marcate CE
D. Lgs. 459/96
Ogni macchina deve avere una targhetta, leggibile ed
indelebile con riportati:
 nome ed indirizzo del fabbricante
 marcatura CE
 serie e tipo
 eventuale numero di serie
 anno di costruzione
Macchine marcate CE
Ogni machina deve essere corredata da una dichiarazione
CE di conformità che contenga:
 nome ed indirizzo del fabbricante o del suo mandatario
 descrizione della macchina
 tutte le disposizioni alla quali la macchina è conforme,
eventuali riferimenti alle norma armonizzate o alle
specificazioni tecniche nazionali applicate.
Macchine marcate CE
Ogni macchine deve essere accompagnate da un
manuale di istruzioni ed uso contenente:
 prescrizioni per il fissaggio/ancoraggio e per lo smorzamento delle
vibrazioni
 descrizione dettagliata della macchina, dei suoi accessori e delle
sue protezioni
 informazioni sui pericoli che non possono essere eliminati dalle
misure di sicurezza adottate dal progettista
 le condizioni di utilizzo normale previsto, ma anche l’uso
ragionevolmente prevedibile
 informazioni sugli usi non consentiti
 indicazioni in merito alle necessità di utilizzare dispositivi di
protezione individuale
Macchine marcate CE
 le istruzioni per eseguire senza alcun rischio:
 l’installazione
 l’utilizzazione
 la manutenzione e la riparazione
 se necessario, istruzioni per l’addestramento
Colore degli indicatori
luminosi
Le informazioni relative al corretto funzionamento degli
impianti e macchine vengono, generalmente, trasmesse
agli operatori tramite indicatori luminosi installati su quadri
o pannelli di comando degli impianti o delle macchine.
Gli operatori ricevono le informazioni mediante
l’accensione o lo spegnimento degli indicatori luminosi,
oppure attraverso il cambiamento del loro colore.
Significato dei colori
(norma CEI-EN 60073/2003)
Colore: ROSSO;
Significato: Pericolo, emergenza, guasto;
Indicazioni relative alla sicurezza: Situazione pericolosa o
ordine imperativo;
Indicazioni relative alla situazione di processo: Situazione
pericolosa;
Indicazioni relative allo stato di un’apparecchiatura: Condizioni
di guasto;
Indicazioni relative agli attuatori: Azione in caso di pericolo o di
emergenza.
Significato dei colori
(norma CEI-EN 60073/2003)
Colore: GIALLO;
Significato: Avvertimento/Attenzione, Anormale;
Indicazioni relative alla sicurezza: Fuori servizio, situazione di
guasto, rischio permanente o temporaneo;
Indicazioni relative alla situazione di processo: Condizioni
anormali o condizioni critiche imminenti;
Indicazioni relative allo stato di un’apparecchiatura: Condizione
pericolosa;
Indicazioni relative agli attuatori: Azione in caso di condizione
anormale.
Significato dei colori
(norma CEI-EN 60073/2003)
Colore: VERDE;
Significato: Sicurezza, normale;
Indicazioni relative alla sicurezza: Situazione di sicurezza (si
può procedere, via libera);
Indicazioni relative alla situazione di processo: Condizioni
normali;
Indicazioni relative allo stato di un’apparecchiatura: Condizioni
normali;
Indicazioni relative agli attuatori: Azione in caso di situazione di
sicurezza o per preparare una condizione normale.
Significato dei colori
(norma CEI-EN 60073/2003)
Colore: BLU;
Significato: Obbligo;
Indicazioni relative alla sicurezza: Necessità di un’azione
obbligatoria;
Indicazioni relative alla situazione di processo: Indicazione di
una condizione che richiede un’azione;
Indicazioni relative allo stato di un’apparecchiatura: Significa
obbligo;
Indicazioni relative agli attuatori: Condizione che richiede
un’azione.
Significato dei colori
(norma CEI-EN 60073/2003)
Colore: BIANCO, NERO, GRIGIO;
Significato: Nessun significato specifico;
Indicazioni relative alla sicurezza: Informazione generale;
Indicazioni relative alla situazione di processo: Qualsiasi
significato venga attribuito;
Indicazioni relative allo stato di un’apparecchiatura;
Indicazioni relative agli attuatori: Avvio generale delle funzioni.

Potrebbero piacerti anche