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Umanesimo e Rinascimento

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Cosa sono?

•Umanesimo e Rinascimento possono essere considerati come


momenti successivi di un medesimo processo culturale che nasce
e si sviluppa in Italia tra Tre e Quattrocento e che assume
dimensioni europee nel corso del secolo seguente:

• Quattrocento: Umanesimo
• Cinquecento: Rinascimento
L’umanesimo: periodizzazione e caratteri
o Periodizzazione :
Il Quattrocento è incluso in tra due date emblematiche:

-1375: anno della morte di Giovanni Boccaccio, con cui si


conclude una fase della storia della letteratura italiana, ossia il
Trecento.

-1494: anno in cui il e di Francia Carlo VIII scende con il suo


esercito in Italia alla conquista del Regno di Napoli che apre una
nuova fase storica nella quale l’Italia diviene terra di conquista e
luogo di contesa delle maggiori monarchie europee.
o Aspetto artistico-culturale del Quattrocento:

-È il secolo dell’Umanesimo, fenomeno che nasce in Italia ma


investirà la cultura di tutta l’Europa, le cui radici affondano nel
secolo precedente: Petrarca va considerato come il principale
ispiratore di tale movimento culturale, con la sua ricerca dei
testi classici di cui si era persa traccia.
La parola “Umanesimo”:

-deriva dall’espressione latina ciceroniana studia


humanitatis, che significa ‘studi relativi all’uomo’ e si
definisce un movimento intellettuale caratterizzato da un
atteggiamento nuovo nei confronti del mondo antico, cioè
della Grecia e di Roma: il culto dell’antico.
-Studi relativi al perfezionamento integrale dello spirito
umano.
-Richiamo all’antichità ≠ da una ripetizione vuota di modelli,
ma si configura come un dialogo attivo con il passato per
tradurre la sua lezione in insegnamenti utili per il presente—
> RIELABORAZIONE.
•È impossibile parlare dell’Umanesimo come di un
fenomeno omogeneo:

• Umanesimo come studio delle lingue classiche:


“Eleganza della lingua latina” dell’umanista
Lorenzo Valla, in cui si legge un’esaltazione della
lingua di Roma.

I volti • Umanesimo come riscoperta delle opere della


classicità greco-latina.
dell’Umanesimo • Umanesimo come filologia: disciplina che si
occupa della ricostruzione del testo originale di
un’opera.
• Umanesimo civile: l’operato di molti umanisti
influì in ambito politico, es. “La donazione di
Costantino” di Lorenzo Valla; oppure il mito della
florentina libertas di Leonardo Bruni.
• Umanesimo come moda.
Umanesimo: riscopre
l’uomo
-L’essere umano è al centro dell’universo e il suo requisito più
importante è il libero arbitrio che lo rende capace di modificare il
mondo intorno a se e quindi di “fare” la storia e di decidere della
propria sorte—> l’uomo è faber ipsius fortunae= artefice del
proprio destino.
-Contrapposizione con la visione teocentrica tipica del Medioevo,
in favore dell’antropocentrismo .

-Pico della Mirandola: “Orazione sulla dignità dell’uomo”.


Contesti:
Le corti e gli intellettuali
Nel 1440 la penisola si configura come un conglomerato di Stati indipendenti
gestiti e governati da potenti famiglie emergenti dal patriziato locale: sistema
chiuso ed ereditario.
Vengono create nuove corti da parte delle famiglie che avevano conquistato il
potere: la corte era il luogo in cui il signore medievale radunava i suoi fedeli,
ospitati non stabilmente; i nuovi signori, invece, puntarono ad avere
stabilmente intorno a loro intellettuali che svolgessero funzioni politico-
diplomatiche, es. corte di Lorenzo il Magnifico.
Quindi nel corso del Quattrocento, la corte diventò il luogo deputato sia alle
decisioni politiche, sia alla creazione di una ‘mitologia’ culturale, attraverso la
quale i signori cercavano in primo luogo di corroborare la loro immagine.
-sviluppo del mecenatismo: disponibilità dei signori a proteggere e a sostenere
gli artisti nelle loro creazioni.
-il sistema delle corti favorisce gli scambi tra intellettuali che si confrontano per
aspirare all’eccellenza.
L’invenzione della stampa
Un ruolo fondamentale per la diffusione e la circolazione delle
idee umanistiche e rinascimentali in tutto il continente europeo
ha, a metà del Quattrocento, l’invenzione della stampa a
caratteri mobili, inventata a Magonza dall’orafo Johann
Gutenberg nel 1454 che stampò una Bibbia latina.

-Cambiano i tempi di produzione


-Cambiano i costi di produzione

-In Italia la più famosa tipografia fu quella veneziana di Aldo


Manuzio: libri tascabili
Le concezioni
filosofiche
•-Nuova concezione della natura ≠dalla visione
cristiana medievale.
• La natura è vista come soggetto autonomo, dotato di
proprie regole da scoprire e da indagare—> scienze
“occulte”= astrologia, magia—> Pico della Mirandola.
•-Il Quattrocento è il secolo della riscoperta del filosofo
greco Platone e del neoplatonismo, cioè
dell’interpretazione e della rielaborazione del pensiero
platonico, di cui si fece carico di questa impresa
MARSILIO FICINO con la sua opera Theologia platonica.
•-Nel corso del XV secolo all’ interpretazione del
pensiero platonico, si affiancò la rilettura e
rielaborazione del pensiero aristotelico: PIETRO
POMPONAZZI “Trattato sull’immortalità dell’anima”.
IL
RINASCIMENTO
Il periodo storico che va dal
1494 alla fine del Cinquecento
è il Rinascimento nonché il
periodo più fecondo dell’arte e
della cultura classica.
Il concetto di
Rinascimento
-Con la parola Rinascimento si fa riferimento ad un mito, quello di
una presunta rinascita dopo un periodo di decadenza e di buono,
identificato con il Medioevo.
Le origini di tale mito affondano già nell’epoca umanista in cui si
cercava di liberarsi dalle tenebre culturali, grazie alla rinascita
degli studi classici.
-La definizione di Rinascita venne in uso quando tale rinascita
stava ormai esaurendo la sua spinta propulsiva, cioè nella
seconda metà del XVI secolo e la impiegò:
-Il pittore Giorgio Vasari .
-Nel Settecento con il filosofo francese d’Alembert.
-Nella seconda metà del Settecento dal filosofo Jean-Jacques
Rousseau.
•La centralità dell’individuo proclamata dal filosofo Pico della Mirandola nella famosa orazione

La prospettiva: Sulla dignità dell’uomo, trovò una sua rappresentazione visiva nella pittura con l’invenzione della
prospettiva, grazie alla quale potè realizzarsi una visione dello spazio destinata a dare vita al
riconoscimento del valore umano che era basato sull’equilibrio tra personaggio e ambiente

l’uomo al centro
all’interno della rappresentazione figurativa.

•L’uso della prospettiva portò al tramonto dell’arte intesa come imitazione passiva della natura:
dipingere divenne sempre più complesso, perché l’artista doveva progettare con attenzione gli

del cosmo e
spazi, conoscere le leggi della geometria, e questo spiega perché molti pittori fossero anche
architetti.

•Si deve a Filippo Brunelleschi la definizione, attorno al 1410, delle regole della prospettiva che

dell’arte
permettono di ricreare sulla tela la profondità.

•Applicazioni della prospettiva in campo militare e astronomico.


La politica come
scienza: Machiavelli
•-Niccolò Machiavelli (1469-1527),
riflette sulle modalità che
consentono ai governanti di
conquistare o conservare uno Stato:

• Discorsi sopra la prima deca di


Tito Livio (1513-17): teoria ciclica
della politica.
• Il Principe (1513): esamina le
modalità che rendono possibile a
un signore di conquistare uno
Stato e di governarlo.
Citazione riassuntiva:

“Ti [Adamo, il primo uomo] ho messo al centro del mondo


perché di lì più agevolmente tu possa vedere, guardandoti
intorno, tutto quello che nel mondo esiste.
Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né
immortale, perché tu , come se di stesso fossi il libero e
sovrano creatore, ti plasmi da te secondo la forma che
preferisci.

(Pico della Mirandola, Orazione sulla dignità dell’uomo,


1486)

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