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IL CONCETTO DI

COMPETENZA
ANA DI NUCCI KUSHTI
1. LA COMPETENZA COME ELEMENTO EMNETO
CHIAVE DEL PROCESSO DI CAMBIAMENTO
• Il primo dibattito scientifico inizio in Italia nei anni Ottanta, sta indicare
un rinnovamento per la scuola italiana.
• Ciò comporta una rilettura della competenza in rapporto alla sua
definizione teorica, nel tentativo di abbattere gli ideologi tra sapere,
saper fare e saper essere.
• La questione della competenza è alla base delle necessità richieste da
un mondo in continua e veloce trasformazione.
• Convergono conoscenze, saperi e abilità.
• Potremmo, dire che è competente chi, alla conoscenza teorica, unisce
l'esperienza e formazione e rendendo parimenti le semplici conoscenze
più durature perché legate alla "sensorialità".
la ricerca che ruota intorno alla
competenza si focalizza su tre
questioni principali
• la sua acquisizione rilevabile nelle fasi di transizione
(quando, cioè, si passa da un percorso formativo a un
altro);
• Il tipo di rapporti che intercorrono tra la definizione di
competenza e i sistemi di apprendimento;
• l'utilizzo del concetto sia in ambito pedagogico che nei
vari contesti socio-culturali.
• Lo scopo della ricerca è quello di cogliere gli aspetti
dinamici delle competenze, soprattutto quelle
conseguibili in ambito scolastico, individuando le
modalità con cui una persona riesce a mobilitare
diverse risorse cognitive per compiere un'azione "adatta
e adattata alla situazione".
2. Definire la natura della
competenza
• Il termine "competenza", sia nel mondo del lavoro che in
quello dell'insegnamento, è certamente foriero di
cambiamento.
• Studiare il concetto di competenza e i suoi usi in ambito
pedagogico aiuta a dare struttura scientifica al campo
dell'educazione.
• La parola "competenza" ha origini latine (da cum peto) e,
in tutte le lingue, sembra avere due significati principali:
• saper fare (sia in ambito educativo che lavorativo);
• pertinenza (es. la sanità è di competenza delle Regioni).
Dreyfus e Dreyfus hanno identificato
cinque livelli di competenza:
• livello del principiante: seguire ciecamente le regole e i principi indicati,
avendo poca percezione situazionale e non rendendosi conto in modo chiaro
del contesto in cui opera;
• livello del principiante avanzato: benché abbia ancora una scarsa
concezione situazionale, il soggetto comincia a distinguere situazioni diverse
e riesce a collegare la sua esperienza con ciò che impara o ha imparato;
• livello della competenza base: il soggetto comprende la situazione e sa
come affrontarla, dunque può progettare il suo intervento usando procedure
e routine standard;
• livello di competenza avanzata: il soggetto coglie la complessità delle
situazione, l'intreccio degli elementi e le differenze con situazioni già
affrontate;
• livello dell'esperto: il soggetto coglie in modo completo e articolato la
situazione, agisce quindi in modo fluido e appropriato.
• Le competenze, per essere misurabili, devono essere trasferibili è un concetto chiave
nell'ambito della formazione.
• Il trasferimento di competenza è un fenomeno spesso problematico dell'imparare, dal
momento che può essere sia positivo che negativo.
• Le competenze non possono essere misurate indipendentemente dagli individui che le
possiedono.
• E’ facile stabilire metodi di valutazione per le conoscenze, è più difficile valutare le
competenze.
• Oggettivare le competenze attraverso cinque tappe:
• la loro identificazione;
• il loro riconoscimento;
• la loro formalizzazione;
• la loro standardizzazione;
• la loro valorizzazione;
• la loro regolamentazione.
Katz
• Gli ingredienti indispensabili delle competenze sono le
conoscenze legate a specifiche discipline.
• Katz ha individuato tre tipi di competenze, collegandole
alla loro gestione efficace:
• competenze concettuali (analizzare, comprendere,
agire in maniera sistematica);
• competenze tecniche (metodi, processi, procedure,
tecniche di specialità);
competenze umane (nelle relazioni intra e
interpersonali).
Pellerey
• Pellerey distingue invece tre dimensioni fondamentali della
competenze complesse:
• 1. quella di natura cognitiva (comprensione e organizzazione
dei concetti
• direttamente coinvolti);

• quella di natura operativa (abilità);


• quella di natura affettiva (convinzioni, atteggiamenti,
motivazioni ed emozioni).
• La natura della competenza può quindi dirsi poliedrica.
3. Alla ricerca di un'identità della
competenza
• Pur nascondendo un'ampia varietà di significati, è
possibile rintracciare nel termine «competenza» un
piccolo nucleo semantico che vede inclusi i termini
abilità, attitudine,capacità, perizia.
• Ci sono molti modi in cui il termine «competenza» è
stato declinato, a indicare una grande varietà di
significati.
• Ciò che non viene messo in discussione è il carattere
teorico delle conoscenze e quello pratico del saper fare,
nonostante non ci sia alcun motivo per opporre la
cultura alla competenza e benché saperi e competenze
siano strettamente legati.
Chomsky
• L'opera di Chomsky ad aver conferito complessità e
peso al temine competenza all'interno della scienza
linguistica. Egli intende la competenza come quel
sistema di regole che è incluso nella mente e che
permette di comprendere e produrre frasi anche mai
udite prima. Possiamo affermare che valorizzare la
competenza non svalorizza i saperi, al contrario, ne
valorizza l'apporto contribuendo in tal modo a dare un
senso all'apprendimento.
4. Significatività, problematicità e complessità
della competenza in ambito scolastico
Ogni apprendimento prepara l'allievo che quando si affronta un certo compito di
apprendimento, l'allievo deve essere capace di mobilitare le sue acquisizioni scolastiche al di
fuori della scuola.
La scuola ha oggi l’obiettivo di preparare gli allievi ad affrontare i cambiamenti che si
susseguono in contesti sempre nuovi.
La scuola (e gli insegnanti) assicura il legame tra conoscenza e azione mantenendo nell'allievo.
Il vero problema del trasferimento risiede nel fatto che bisogna saper offrire delle specifiche
situazioni di apprendimento nelle quali l'allievo può utilizzare le sue competenze.
Modificare le pratiche educative vuol dire collocare la conoscenza nel contesto dell'azione e
dell'impegno puntando su due elementi importanti e il possesso delle abilità e l'intenzionalità.
L'acquisizione della competenza non può dirsi veramente tale se non diviene capacità di
amministrare se stessi e il proprio sapere con l'obiettivo ultimo «di raggiungere mète che
abbiano un'importanza personale.
Assimilarle agli obiettivi è controproducente poiché avvalora l'idea sbagliata che ogni
acquisizione verificabile sia una competenza.
Il compito dell'insegnante
Il compito dell'insegnante, deve essere quello di convertire il
disordine della conoscenza in ordine accessibile e quindi in
problema affrontabile.
o quello di costruire conoscenze socialmente riconosciute;
o l'allievo potrà utilizzare in diversi contesti per raggiungere i suoi
scopi;
o creare le cosiddette situazioni educative nelle quali i contenuti
non siano più decontestualizzati e in grado di rendere il compito di
apprendimento più appassionante e meno denso di ansia per lo
studente.
o che si inserisce il momento valutativo il quale si focalizzerà non
sul contenuto disciplinare ma sui contesti del suo utilizzo.
L'identificazione delle competenze
L'identificazione delle competenze è un momento strategico e va condiviso con l'allievo
per stimolare in lui un atteggiamento dinamico.
Philippe Perrenoud individua dieci grandi famiglie di competenze per definire la
"professione insegnante":
• organizzare e animare situazioni di apprendimento;
• amministrare la progressione degli apprendimenti;
• concepire e far evolvere dei dispositivi di differenziazione;
• coinvolgere gli allievi nel loro apprendimento e nel loro lavoro;
• lavorare in équipe;
• partecipare alla gestione della scuola;
• informare e coinvolgere i genitori;
• servirsi di nuove tecnologie;
• affrontare i doveri e i dilemmi etici della professione;
• amministrare la propria formazione continua.
5. Costruzione, padronanza, perfezionamento e
perfettibilità della competenza in ambito
professionale
La competenza sono divenuta, anche qualificazione professionale.
Una competenze, fondamentale, a scuola come nel mondo del lavoro, è
quella di "imparare a imparare".
Il percorso di istruzione di base deve puntare alla costruzione di un profilo
culturale forte sul quale innestare la competenza "esperta", passando da un
percorso di formazione a un percorso di professionalizzazione.
Affinché questo processo si realizzi, è necessario:
o esplicitare i contenuti, cioè definire le conoscenze che entrano in gioco
nelle competenze (conoscenza teorica, procedurale, pratica e saper fare);
o identificare le competenze trasferibili (o competenze-chiave) cosicché una
persona possa utilizzarle in diversi contesti;
o stabilire una gerarchia delle competenze, quindi notare come queste si
evolvano dallo stato iniziale.
La costruzione della competenza professionale prevede l'incontro tra
esperienza personale del soggetto e costruzione collettiva.
Una delle interpretazioni più significative del concetto di competenza
professionale è quella di Le Boterf secondo cui esso è un insieme costituito
da:
• un sapere mobilitato, cioè la messa in opera di conoscenze e capacità nei
• contesti adeguati;
• un sapere combinato, ossia la selezione di alcune risorse del proprio
repertorio da organizzare e impiegare per realizzare un'attività
professionale;
• un sapere trasferibile;
• un saper fare provato e riconosciuto, che superi la prova della realtà.
Accanto a questa interpretazione, Le Boterf parla anche
di competenza collettiva che si riconosce quando
un'équipe:
• si dota di una rappresentazione comune di un problema
collettivo (immagine
operativa comune);
• utilizza un codice e un linguaggio comuni;
• sa cooperare mettendo in comune l'esperienza;
• sa trarre collettivamente lezioni (quindi sa apprendere)
dall'esperienza.
Le competenze professionali
La competenza collettiva non sia una semplice addizione delle competenze individuali, la
performance è legata al livello di cooperazione.
Differenti aree professionali pongono l'accento su elementi diversi: per alcuni l'eccellenza
tecnica è preminente, per altri è fondamentale capire il contesto nel quale si definiscono e si
prendono le decisioni. Tuttavia tutti sono concordi nel ritenere che il nucleo dell'essere
professionalmente competente risiede in una sorta di consapevolezza dell'etica e in
un'abilità pratica nel gestire i "dilemmi etici".
La competenza professionale si compone, dunque, di quattro fattori:
• Conoscenze/competenze tecniche
• Competenze cognitive/problem solving
• Competenze lavorative, che consentono di comprendere di comprendere il contesto
lavorativo e dirigere le aspettative del cliente in maniera proattiva;
• competenze etiche e personali del comportamento (fondamentale per le precedenti
aree), definite come il possesso dei valori e comportamenti personali e professionali e
dell'abilità di dare giudizi corretti quando si è posti di fronte a dilemmi etici.
La "competenza professionale" si evince dalla realizzazione della relativa performance.
definizioni di competenza
professionale
Spetta alla specifica azienda il compito di trovare la competenza,
valutarla e farla evolvere. Soltanto che una performance è facilmente
individuabile e quindi valutabile mentre è molto più difficile individuare e
valutare skill e competenze legate alle pratiche lavorative.
Per altri studiosi, invece, la competenza ha un carattere molto meno
"metafisico" e viene definita come l'insieme delle caratteristiche
misurabili di una persona che consentono di distinguere un lavoratore
tipico da colui che è in grado di produrre una performance superiore.
Anche in questo ambito, malgrado gli sforzi per giungere a una
definizione comune, in realtà non si condivide affatto un linguaggio
univoco. Tra le molte definizioni di competenza professionale esistenti in
questo ambito di studi, quella che sembra più appropriata è quella
secondo la quale la competenza è un articolazione complessa e dinamica
di conoscenze, abilità, atteggiamenti, immagini di sé, motivazioni e
caratteristiche personali che consentono di comprendere le richieste e

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