Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
17 visualizzazioni20 pagine

L'Infinito

Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PPT, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
17 visualizzazioni20 pagine

L'Infinito

Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PPT, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Riconosci il quadro?

Di cosa si tratta?
Quali sono le parole chiave?
Di cosa parla?
Figure
retoriche

L’INFINITO
Strofe e
versi

Nel testo ci sono aggettivi


dimostrativi, quali? Perché
secondo te?
Struttura metrica
L'idillio
• Gli idilli sono brevi poesie che rappresentano
una visione idealizzata della vita di
campagna, raccontata come una vita di
contemplazione, lontana dalle ansie, e
pertanto sempre tranquilla e lieta.

• I versi sono endecasillabi sciolti (senza rima),


da Leopardi ritenuti i più adatti a
rappresentare i suoi pensieri.
Di cosa parla il testo
Mentre il poeta siede assorto su un colle nei
pressi di Recanati, l’ostacolo visivo costituito
da una siepe stimola nella sua
immaginazione, per contrasto, l’idea
dell’infinito spaziale; allo stesso modo, il
suono familiare del vento tra le foglie lo porta
a fantasticare su un’altra dimensione
dell’infinito, quello temporale. Il poeta supera
così i limiti della realtà che lo circonda e si
immerge in un viaggio in una dimensione
sovrumana, che suscita sgomento e piacere.
Semplici “materiali di
costruzione”

• Per costruire questa poesia Leopardi utilizza


materiali molto semplici: un colle (monte
Tabor), una siepe e il vento tra le foglie
Uno sfondo minimo

• Con questi semplici materiali, Leopardi crea lo


sfondo minimo per raccontarci un’esperienza
tutta interiore: un viaggio mentale dal finito
all’infinito creato dal pensiero
Cosa stimola il
viaggio?

• Primo stimolo concreto: la siepe spazio


infinito

• Secondo stimolo: il rumore del vento


tempo infinito
Tematica
Il tema fondamentale della
meditazione dell'infinito spazio-
temporale è scandito in due grandi
momenti:
• Nei versi da 1 a 8 la siepe toglie al poeta la vista del paesaggio
(concreto) e crea il vuoto necessario alla fantasia, che
immagina ("si finge") spazi immensi, silenziosi e immobili;

• Nei versi da 8 a 15, nella ripresa ("E come il vento..."), il fruscio


del vento porta il poeta a confrontare ciò che è vicino (questo)
e ciò che è lontano (quello) e a cogliere le somiglianze tra il
silenzio (lontano) e il breve fruscio del vento (vicino); alla fine il
poeta si trova in un paesaggio che è frutto del suo pensiero e
vicino a lui ("questa immensità" e "questo mare"): un
paesaggio che non è concreto come la siepe, ma è comunque
vicino, perché nasce dalla sua fantasia.
Gli aggettivi
dimostrativi questo e
quello
Nel testo gli aggettivi dimostrativi questo e
quello ricorrono ben otto volte.

• Questo indica la vicinanza

• Quello indica la lontananza


• All’inizio l’aggettivo questo è riferito alla
siepe e al colle che sono elementi della realtà
e quindi concretamente vicini al poeta

• Alla fine del componimento l’aggettivo


questo è riferito al mare che rappresenta
l’immaginazione dell’infinito

• La situazione iniziale si è quindi rovesciata


Analisi sintattica del
testo

• Le frasi del testo sono prevalentemente


coordinate tra loro (ci sono tante "e" a unire
tra loro le frasi), per indicare, in modo lineare,
il susseguirsi delle emozioni del poeta);
Il ritmo
• la prima parte ritmica del testo è
caratterizzata da un andamento solenne e
disteso: ci sono tante "e" che uniscono tra
loro le frasi e servono a far capire come, in
una serie di momenti che si susseguono l'uno
all'altro, l'immaginazione del poeta "si finge"
(immagina) ciò che la siepe nasconde; "il cor
non si spaura" conclude questo primo
momento ritmico, che si chiude con una lunga
pausa di silenzio (un intervallo di
raccoglimento);
• poi una serie di enjambement (frasi che iniziano in un
verso e finiscono in quello dopo) amplia il ritmo, nel
momento del confronto/incontro tra finito (la voce del
vento) e infinito (l'infinito silenzio); questa parte si
conclude con una pausa più breve della precedente
("vo comparando");

• una nuova serie di frasi unite da "e" dà un ritmo più


incalzante al succedersi vorticoso di anni e secoli,
nell'abisso dell'eternità (l'immensità in cui annega il
pensiero del poeta);

• la conclusione si stempera nella calma dell'approdo-


naufragio, con una serie di pause interne ("Così / tra
questa immensità / s'annega / il pensier mio // e il
naufragar / m'è dolce / in questo mare.")
Ricorda!!!
Il ritmo serve a far
comprendere il modo
in cui il pensiero del
poeta cambia:
In un primo momento il desiderio di Leopardi di vedere le cose del mondo è deluso dalla
siepe, che nasconde al suo sguardo le cose che si trovano al di là, e il poeta comincia a
immaginare infiniti spazi e silenzi, frutto della sua fantasia, e quasi prova paura davanti a
tanta vastità;
quando il rumore del vento lo riporta alle cose della realtà, Leopardi comincia a
confrontare la sua fantasia con la voce stessa del vento, mettendo in relazione la sua
immaginazione (le cose che immagina al di là della siepe) e il mondo reale (lo stormire
delle foglie agitate dal vento);
il confronto tra la realtà e la
fantasia porta il poeta a
sentire il tempo, nel suo
eterno rincorrersi, dal
passato, ormai andato, al
presente, e al suo suono,
vivo e reale (le foglie
stormiscono, ora);
la conseguenza è, per il poeta, la sensazione di trovarsi in un mare immenso, fatto di
spazio e tempo, realtà e fantasia, che si mescolano, creando un'onda dolce, nella quale a
Leopardi piace lasciarsi avvolgere e naufragare.

Potrebbero piacerti anche