Luigi Malerba
• Intervista a Luigi Malerba a cura di Doriano Fasoli
• [Link]
• Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi, è uno scrittore e
critico letterario nato a Berceto (Parma) l'11 novembre 1927. A
Berceto, sull’Appennino parmense, la sua famiglia possedeva
delle terre e lì passa durante l’infanzia le vacanze estive. Un
ricordo della vita di campagna tradotta in termini narrativi fino
alla fine della guerra è il suo primo libro di racconti La scoperta
dell’alfabeto (1963).
• Frequenta nelle elementari l’istituto salesiano La Salle a
Parma e in seguito il Liceo Romagnosi. Terminati gli studi,
dopo aver fondato e diretto a Parma una rivista di
cinema, Sequenze, negli anni cinquanta si trasferisce a
Roma dove conosce Luigi Bartolini autore di Ladri di
biciclette al quale si ispirò Vittorio De Sica per il suo film
che porta lo stesso titolo. Bartolini lo presenta ad Alberto
Lattuada e Lattuada a Ennio Flaiano. Da allora per alcuni
anni Malerba scrive per il cinema in collaborazione con i
maggiori registi e sceneggiatori di quell’epoca.
• A Roma cominciò a collaborare a numerose sceneggiature
per diversi film, fra cui Il cappotto, La lupa, La
spiaggia, Amore in città. Nel 1953 scrisse e diresse, in
collaborazione con A. Marchi, il film storico d'impianto
neorealistico Donne e soldati, ambientato nella Parma del
Quattrocento e recitato in dialetto. Nel 1963 − lo stesso
anno in cui M. aderisce al Gruppo '63, la più nota delle
avanguardie letterarie del dopoguerra − esce il suo primo
volume di racconti, La scoperta dell'alfabeto.
• Il tema del libro, come anche di quelli immediatamente successivi,
dal Serpente (1966, premio Selezione Campiello) a Salto
mortale (1968, premio Sila 1969 e Prix Médicis 1970) fino a Il
protagonista (1973), è il rapporto problematico fra l'universo delle
parole e quello delle cose: tema particolarmente caro agli scrittori
allora in odore d'avanguardia, tutelato da numi letterari come E.
Jonesco, J.L. Borges e soprattutto S. Beckett; M. si muove, in questa
fase, sempre ai limiti dell'intellettualismo, anche se nei momenti
migliori, soprattutto nel Serpente, sa orchestrare dati culturali e flussi
umorali, sanguigni, con risultati di originale efficacia.
• Presente ai convegni e agli interventi culturali del "Gruppo
63", Malerba ha svolto anche attività giornalistica
(collaborando fra l'altro per molti anni ai quotidiani Corriere
della Sera e La Repubblica) e ha pubblicato di quando in
quando volumi di saggi, per esempio: Le parole
abbandonate (1977), Che vergogna scrivere (1996), Elogio
della finzione (1998), La composizione del
sogno (2002), Parole al vento (2008), Diario delle
delusioni (uscito postumo nel 2009).
• Tra il 1969 e il 1974 esce una serie di storie, scritte in
collaborazione con T. Guerra: il ciclo di Millemosche, una lettura
''alternativa'' della realtà proposta a un pubblico di adolescenti,
coacervo non sempre persuasivo di avventure, di variazioni sul
tema della fame, molto spesso risolte in puri pastiches linguistici.
In tono minore risultano anche le scorribande narratologiche
di Mozziconi (1975) e Storiette (1977) o le sperimentazioni
linguistiche in cornice medievale di Il pataffio (1978); meglio
realizzate appaiono le divagazioni lessicali di Le parole
abbandonate (1977), i racconti di Dopo il pescecane (1979), Le
galline pensierose (1980) e Storiette tascabili (1984), il Diario di un
sognatore (1981) e il reportage Cina Cina (1985).
• Nel 1986 M. pubblica un romanzo di grande impegno, Il
pianeta azzurro (che otterrà il premio Mondello), sorta
di summa - orchestrata con sapienza e ironia − della
propria ''maniera'': grottesco articolato sull'insolita
struttura ''gialla'' di un delitto non eseguito, ma solo
progettato e assaporato. I due romanzi Il fuoco
greco (1990; premio Flaiano) e Le pietre volanti (1992;
premio Campiello) sono opere con le quali l'autore sembra
volersi congedare dalla vena sperimentalistica degli anni
Sessanta, puntando a un maggior consenso di pubblico.
• M. è anche autore teatrale: ricordiamo i due atti
unici Qualcosa di grave(1963) e Babele (1965), incentrati
anch'essi, come le opere narrative contemporanee, sul
problema del rapporto fra parola e parola e fra parola e
cosa.
• Bibl.: W. Pedullà, L. Malerba, in [Link]., Letteratura italiana.
I contemporanei, vi, Milano 1974, pp. 1835-54; P. Mauri, L.
Malerba, Firenze 1977; G. Amoroso, L. Malerba, in
[Link]., La realtà e il sogno. Narratori italiani del Novecento,
a cura di G. Mariani e M. Petrucciani, i, Roma 1987, pp. 351-
62; G. Pampaloni, Modelli ed esperienze della prosa
contemporanea, in [Link]., Il Novecento, ii, Milano 1987, pp.
618-20; A. La Torre, La magia della scrittura. Moravia,
Malerba, Sanguineti, Roma 1987; M.L. Ballerini, Malerba e
la topografia del vuoto, Chieti 1988; F. Muzzioli, Malerba. La
materialità dell'immaginazione, Roma 1988.
• Dal 2010 il Premio Luigi Malerba di narrativa e cinema è
dedicato a opere inedite e sceneggiature. Nel settembre
2016 esce il Meridiano Mondadori contenente una scelta
antologica di romanzi e racconti di Malerba.
La scoperta dell’alfabeto, Bompiani,
1963
Bompiani 1963 Collana «I Delfini»
Einaudi scuola collana «Nuove letture»
Feltrinelli
Edizioni per le edicole