IL RISCALDAMENTO
[Link] STEFANO MOFFA
UNIMOL
Il riscaldamento
Per riscaldamento s’intendono tutte quelle misure
adottate per preparare, fisiologicamente e
psicologicamente, l’atleta al carico di lavoro sia
esso di allenamento o gara
• per migliorare le prestazioni
• per ridurre il rischio di infortuni
In letteratura esistono opinioni diverse sul
riscaldamento e
diverse abitudini nella pratica
Variabilitàdiproposte
relativeaDU R ATA eINT ENS ITÀ
•Da 2’ ad un’ora (Radlinger ,1998);
• da 15 a 30’ (Freiwald, 1983);
•60/80% della capacità normale di prestazione
(Frank, 1991);
•140 batt/min (Bamford, 1985).
Tipi di riscaldamento
Riscaldamento Innalzamento delle possibilità
GENERALE funzionali dell’organismo
attraverso esercizi mirati al
riscaldamento di grandi gruppi
muscolari
Specifico della disciplina
Riscaldamen praticata, mira al riscaldamento
to dei muscoli implicati
SPECIALE direttamente nel gesto tecnico
della disciplina
Tipi di riscaldamento
Riscaldamento Esecuzione pratica di movimenti
ATTIVO attivi
Riscaldamento periferico, sottoforma
Riscaldamento di docce, frizioni, massaggi,…
PASSIVO
• Integrazione del riscaldamento
attivo
Riscaldamento Esecuzione mentale dei movimenti
“PSICOLOGIC
O” Utile se:
• abbinato al
riscaldamento pratico
• per movimenti
semplici o automatizzati
Riscaldamento
GENERALE
ATTIVO
Riscaldame
nto
SPECIALE
Riscaldamento +
Riscaldamento
“PSICOLOGICO PASSIVO
”
La risposta fisiologica del riscaldamento
Scopo:
Ottimizzare i singoli sistemi funzionali per la
capacità prestativa dell’atleta
Innalzare la temperatura da 37° a 38.5°/39°
(temperatura ottimale)
(Israel, 1977)
Effetti dell’aumento della temperatura
• Massimo grado di efficacia dei processi fisiologici:
(Kaiser, 1983)
- Aumento della velocità di reazioni biochimiche (Schmidt, 1997)
- Accelerazione del metabolismo del 13% (Ukert, 1999)
- Maggior rilascio di O2 da mioglobina ed emoglobina
• Diminuzione della resistenza di muscoli e articolazioni
• Accelerazione della conduzione nervosa
• Aumento dello sforzo di termoregolazione
Effetti non relativi alla temperatura
• Aumento del flusso di sangue ai muscoli
• Facilitazione dell’ attivazione muscolare
(Post activation potentiation)
• Aumento del VO2 di base
• Effetti psicologici
Effetto sulle capacità COORDINATIVE
• Miglioramento del funzionamento del SNC
• Miglioramento della trasmissione degli impulsi nervosi
Variabili ESTERNE
• Caratteristiche dell’atleta
- Livello di Fitness
- Stato psicologico
(gli atleti di elite necessitano un più lungo warm-up)
• Condizioni ambientali
- T°C, % umidità,
- Logistica
- Tempo e spazio a disposizione
Variabili INTERNE
- Intensità
- Durata
-
Recupero prima della competizione
- Specificità
Riscaldamento prolungato a moderata intensità
• Aumento del volume cardiaco e circolatorio
• Spostamento verso destra della curva di dissociazione dell’ O2
• Vasodilatazione
• Accelerazione fosforilazione ossidativa
Riscaldamento ad alta intensità
Aumento Epinefrina
• Aumento glicogenolisi e glicolisi
• Aumento degradazione ATP,
• Aumento H+, CO2, 2-3
difosfoglicerato
Inibizione glicolisi anaerobica
INTENSITA’ del riscaldamento
Un riscaldamento effettuato ad una intensità troppo
elevata può indurre ad un aumento di
acidità metabolica
Decremento della PERFORMANCE
• Diminuzione del contributo dell’energia
anaerobica
• Minore reclutamento delle fibre muscolari
(Karlsson, 1971)
DURATA del riscaldamento
Una durata troppo elevata del riscaldamento:
• Aumento dello sforzo di termoregolazione
• Decremento idratazione
SPECIFICITA’
La specificità aumenta l’efficacia del riscaldamento
facilitando l’attivazione neuro-muscolare
(Grossener, 2000)
Aderenza al tipo di prestazione:
Nelle performance a medio termine ed alta intensità
Ilriscaldamentointermittente
in quanto abilita gli atleti a esprimere alti livelli di potenza
all’inizio della loro performance, senza produrre una
elevata
quantità di H+ che comprometterebbe il metabolismo
aerobico e il reclutamento delle fibre muscolari
Effetti del riscaldamento SPECIALE attivo
Gli esercizi devono essere simili o
corrispondere alla struttura dinamica e
cinematica dell’esercizio di gara
Alternati ad esercizi di pre-allungamento
per la prevenzione degli infortuni
RISULTATO:
Perfusione periferica muscolare ottimale e miglioramento
delle capacità coordinative e di percezione
(in particolare nel gesto fine)
SHORT-Term Performance
(≤10 secondi)
Necessita di un riscaldamento ad intensità moderata,
sufficiente per l’innalzamento della temperatura
muscolare.
Deve mantenere disponibili le
riserve di fosfati altamente energetici (meccanismo
glicolitico): è necessario un sufficiente recupero (> 5
minuti) per ristabilire le riserve energetiche.
Intermediate
(da 10 secondi a 5 minuti)
Long term performance
(> 5 minuti)
Il riscaldamento deve essere tale da permettere
l’innalzamento del VO2 di partenza senza provocare
affaticamento
E’ necessario un sufficiente periodo di recupero per
permettere la ricostituzione dei substrati energetici
Un eccessivo innalzamento della temperatura corporea è un
fattore limitante per la prestazione
(soprattutto per le performance > 30 minuti)
Riassumendo:
Performance INTENSITA’ DURATA RECUPERO
Moderate-
SHORT-term intensity > 5 min
active 3-5 min
(≤10 secondi)
warm up
< 15-20
min
INTERMEDIA ~ 60% VO2max
TE 60-80% VO 2max tra 5/15
(da 10 secondi (Elevare VO2 iniziale) min
a 5 minuti) ~ 5 min
LONG-term 45-60% VO 2max >15/25
(>5 minuti) (Elevare VO2 iniziale) min
Il riscaldamento PASSIVO
Il riscaldamento PASSIVO
permette l’innalzamento della
temperatura senza il consumo
dei substrati energetici
Determina un aumento
della temperatura
corporea utilizzando
mezzi esterni (docce
calde, massaggi,…).
Il riscaldamento PASSIVO
SHORT-term performance (≤10 sec.)
- Migliora la velocità di reclutamento delle fibre muscolari
- E’ utile nelle azioni dinamiche, è poco efficace nei gesti
caratterizzati dalla massima forza isometrica
INTERMEDIATE performance (da 10 sec. a 5 min.)
- Migliora l’efficenza meccanica del reclutamento delle fibre
muscolari
LONG - term performance (> 5 min.)
- Non è consigliabile: nelle performance a lungo termine
l’elevata temperatura è un fattore limitante della prestazione
Referenc es
Bishop, D. Warm up I. Potential
mechanism and the effects of passive warm up on exercise
performance. Sports Med. (2003), 33 (6):439-454
Bishop, D. Warm up II. Performance
changes following active warm up and how to structure the warm up.
Sports Med. (2003), 33 (7):483-498
Weineck J. (2001) L’allenamento ottimale.
Capitolo 23
“L’importanza del riscaldamento nello sport”. Pag. 547-554