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Freud

Sigmund Freud, nato nel 1856, sviluppa la psicoanalisi dopo aver studiato l'isteria e l'inconscio, scoprendo che i traumi passati influenzano il comportamento attuale. Introduce concetti chiave come transfert, le fasi dello sviluppo psicosessuale e la distinzione tra Es, Io e Super-io nella personalità. Freud considera l'arte e la religione come espressioni di desideri inconsci e afferma che la civiltà comporta un costo in termini di repressione dei desideri umani.

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Sigmund Freud, nato nel 1856, sviluppa la psicoanalisi dopo aver studiato l'isteria e l'inconscio, scoprendo che i traumi passati influenzano il comportamento attuale. Introduce concetti chiave come transfert, le fasi dello sviluppo psicosessuale e la distinzione tra Es, Io e Super-io nella personalità. Freud considera l'arte e la religione come espressioni di desideri inconsci e afferma che la civiltà comporta un costo in termini di repressione dei desideri umani.

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FREUD

VITA
Sigmund Freud nasce a Freiberg, in Moravia, nel 1856, da genitori ebrei non frequentanti che si
trasferiscono a Vienna nel 1860. Mostra propensione per gli studi classici, anche se poi si laurea in
medicina e intraprende studi di anatomia del sistema nervoso nel laboratorio neurofisiologico di von
Brucke, e dal 1863 comincerà ad appassionarsi allo studio della cocaina, al punto da assumerla come
stimolante anti depressivo. In seguito, dopo aver ottenuto la cattedra di neuropatologia, si reca a Parigi
dove incontra Charcot, psicopatologo che studia l’isteria attraverso l’applicazione dell’ipnosi, che Freud
comincia a sperimentare. Quando torna a Vienna, attraverso la collaborazione con Breuer perviene alla
scoperta dell’inconscio e quindi alla formulazione della teoria psicanalitica.

LA REALTA’ DELL’INCONSCIO E LE VIE PER ACCEDERVI


Nell’800 era particolarmente diffuso il disturbo dell’isteria, legato al sesso femminile, che si manifestava in
crisi di pianto e svenimenti. Per curare questo disturbo si soleva utilizzare l’ipnosi, e così anche Freud
comincia ad usarla coi suoi pazienti, in modo da richiamare alla memoria avvenimenti dimenticati. Sotto
ipnosi la donna è priva di freni inibitori e può esprimere il suo disagio più efficacemente, così Freud nota
che molte pazienti hanno problemi legati ad esperienze traumatiche pregresse, e sotto ipnosi raccontano
proprio gli eventi che le hanno segnate: celebre il caso di Anna O, la quale soffriva di un’acuta idrofobia; con
l’ipnosi Freud scopre che da piccola aveva visto un cane bere dallo stesso recipiente dal quale bevevano gli
adulti, e questa visione l’aveva traumatizzata al punto da farle sviluppare una repulsione per l’acqua.

Così Freud comincia a pensare che esista una dimensione di coscienza e una di incoscienza.
L’inconscio è la realtà abissale primaria di cui il conscio è solo la manifestazione visibile, come la punta di
un iceberg. L’inconscio si divide in due zone: preconscio (insieme dei ricordi che sono solo
momentaneamente inconsci e che possono divenire consci attraverso uno sforzo dell’attenzione), e
rimosso (ricordi stabilmente inconsci, sommersi, che possono tornare alla memoria solo con l’applicazione
di tecniche apposite).

A un certo punto Freud comprende che l’ipnosi non è il metodo migliore per raggiungere l’inconscio, ed
elabora il metodo delle “associazioni libere”: il paziente viene messo nelle condizioni di abbandonarsi al
corso dei propri pensieri, e l’analista pronuncia parole a cui il paziente deve rispondere immediatamente
con altre parole; in questo modo si instaurano delle catene associative legate al materiale rimosso che si
vuole far riemergere

TRANSFERT
Nel percorso di psicoanalisi si può manifestare un fenomeno tipico chiamato transfert (traslazione), ossia il
trasferimento sulla persona del medico di stati d’animo ambivalenti (amore e odio) provati dal paziente
durante l’infanzia nei confronti dei genitori. Il transfert, implicando una sorta di attaccamento amoroso
verso il medico, si traduce in un desiderio di guadagnarne l’approvazione, e questo può fungere da
condizione preliminare per il successo dell’analisi, in quanto può spingere il paziente a collaborare col
medico o addirittura a far cessare i propri sintomi per amore dell’analista. Tuttavia, affinché il medico non si
lasci trasportare e condizionare dai sentimenti dei propri pazienti inficiando la riuscita dell’analisi, è
necessario che questo applichi il controtransfert, ovvero deve mantenere un certo distacco emotivo.
LA SCOMPOSIZIONE PSICANALITICA DELLA PERSONALITA’

Freud afferma che la psiche è un’unità complessa costituita da diversi sistemi con funzioni diverse, come
dei “luoghi psichici”.
>La prima topica psicologica distingue tre sistemi: conscio, preconscio e inconscio.
>La seconda topica distingue tre istanze: Es, Io e Super-io

-L’Es è la forza caotica che costituisce la matrice originaria della nostra psiche, amorale in quanto
obbedisce unicamente al principio del piacere, e illogica in quanto sussistono impulsi contraddittori.
–Il Super-io è la “coscienza morale”, una forma interiorizzata di senso del dovere, l’insieme delle
proibizioni instillate nell’individuo nei primi anni di vita e che lo accompagnano sempre, anche in forma
inconsapevole.
–L’Io è la parte organizzata della personalità, che deve equilibrare, tramite dei compromessi, le pressioni
contrastanti dell’Es e del Super-io.

Il rapporto tra l’Io e i suoi “padroni” (Es e Super-Io) rappresenta un criterio di discriminazione tra
normalità e nevrosi. Infatti, nell’individuo normale l’Io riesce a trovare un equilibrio, fornendo parziali
soddisfazioni all’Es senza violare esageratamente gli imperativi del Super-io. Ma se il Super-io è troppo
debole, o l’Es è troppo forte, l’Io è condotto a comportamenti asociali o proibiti, e diventa un delinquente o
un perverso. Oppure può accadere che il Super-io sia troppo rigido, e provochi dunque la rimozione o altri
processi di difesa: allora l’Es si manifesterà con sintomi nevrotici.

I SOGNI E GLI ATTI MANCATI

Nell’Interpretazione dei sogni Freud parla dei sogni come la “via regia che porta alla conoscenza
dell’inconscio nella vita psichica”. Egli ritiene che i fenomeni onirici siano l’appagamento camuffato di un
desiderio rimosso. Quindi individua, all’interno dei sogni:
-un contenuto manifesto, ovvero la scena onirica come viene vissuta dal soggetto
-un contenuto latente, ovvero l’insieme delle tendenze che danno luogo alla scena onirica. I desideri che
danno vita al sogno sono inaccettabili per il soggetto, il quale quindi li “censura”. Perciò il contenuto
manifesto dei sogni è la forma elaborata e travestita in cui si presentano i desideri latenti. Con
l’interpretazione psicoanalitica, Freud ripercorre a ritroso il processo di traslazione del contenuto latente
in quello manifesto, e riesce a comprendere i disagi del soggetto, come il celebre caso di una donna che
sognando di essere tamponata sulla sua carrozza, desidera in realtà un rapporto sessuale.

Nella Psicopatologia della vita quotidiana Freud prende in esame gli atti mancati (lapsus, errori,
dimenticanze, incidenti banali) che sono solitamente attribuiti al caso: applicando il principio del
determinismo psichico (nella nostra mente nulla avviene per caso), egli scopre che questi microfenomeni
hanno un significato ben preciso: sono infatti una manifestazione camuffata dell’inconscio.
LA TEORIA DELLA SESSUALITA’ E IL COMPLESSO EDIPICO

Prima di Freud, la sessualità era sostanzialmente identificata con la “genitalità”, ossia con il congiungimento
di un individuo con un individuo di sesso opposto ai fini della procreazione. Ma in questa visione, restano
inspiegate tutte le tendenze psicosessuali differenti dal desiderio del coito, come la sessualità infantile, la
sublimazione e la perversione. Quindi Freud amplia il concetto di sessualità, fino a vedervi un’energia
capace di dirigersi verso le mete e gli oggetti più disparati, e la denomina libido. La libido è alla base di tutti i
nostri atti, infatti pensiamo di essere scevri da condizionamenti sessuali, ma in realtà siamo influenzati in
ogni nostra azione e passione da componenti erotiche; a questa si oppone il principio di destrudo, e
insieme essi regolano la nostra esistenza.

Freud elabora una dottrina della sessualità infantile, respingendo l’immagine del bambino puro e angelico
e definendolo un essere “perverso e polimorfo”, ovvero come un individuo capace di perseguire il piacere
indipendentemente da scopi riproduttivi, attraverso diversi organi corporei. Freud sostiene che lo sviluppo
psicosessuale del soggetto avviene attraverso tre fasi;
>Fase orale, dai primi mesi di vita fino a un anno e mezzo circa, ha come zona erogena la bocca e risulta
connessa alla suzione del latte materno.
>Fase anale, da un anno e mezzo a tre anni circa, ha come zona erogena l’ano ed è collegata alla funzione
di deiezione, che per il bambino è oggetto di piacere.
>Fase genitale, dai tre anni, ha come zona erogena i genitali, e consiste nella manipolazione di questi a
scopo esplorativo. La fase genitale a sua volta si articola in due sottofasi:
- Fase fallica:il pene costituisce oggetto di attrazione sia per il bambino che per la bambina, che soffrono di
un “complesso di castrazione”.Il primo teme di essere castrato sia in senso letterale che metaforico, ad
esempio attraverso la pressione del padre che inibisce il figlio facendolo sentire inadeguato, incapace,
impotente; la seconda invece si sente di fatto castrata e prova “l’invidia del pene”: la bambina è
profondamente frustrata dal fatto che il maschio abbia molte più libertà, e così il pene arriva a
rappresentare una forma di forza.
– Fase genitale in senso stretto: segue a quella fallica dopo un periodo di latenza (rifiuto per i bambini del
sesso opposto), va dal quarto o sesto anno di vita fino all’inizio della pubertà, ed è caratterizzata dalla
concentrazione delle pulsioni sessuali nell’apparato genitale e dall’attenzione per il sesso opposto.

Durante queste tre fasi, secondo Freud, se si ha un’educazione serena ci si sviluppa in maniera normale, ma
se il bambino subisce uno shock, un trauma, sviluppa delle fissazioni che determineranno delle difficoltà
in età adulta. Il trauma avviene come un momento di grande disagio, seguito a volte da forte frustrazione, e
a questo stato di malessere la psiche generalmente risponde con una rimozione dell’esperienza negativa.,
Tuttavia questi ricordi possono manifestarsi più avanti, in maniera traslitterata, come disagi.

I bambini nella fase di sviluppo sono soggetti al cosiddetto complesso di Edipo:


esso consiste in un attaccamento libidico, erotico, verso il genitore del sesso opposto, e in un
atteggiamento ambivalente di identificazione e competizione con il genitore di egual sesso, che vorrebbe
allontanare per poter avere il genitore di sesso opposto tutto per sé. La risoluzione del complesso
determina la futura struttura della personalità.
LA TEORIA PSICOANALITICA DELL’ARTE

Per Freud la produzione artistica, come la produzione onirica, è una via attraverso cui l’uomo esprime i
propri desideri inconsci insoddisfatti. Infatti i soddisfacimento del desiderio proibito si raggiunge tramite la
sublimazione, ovvero lo spostamento di una pulsione sessuale su un oggetto non sessuale: l’arte si
presenta come la forma più evidente e culturalmente importante di sublimazione. L’artista, attraverso la
mediazione della forma, riesce a tradurre le pulsioni sessuali insoddisfatte in espressioni socialmente
accettabili; ciò che l’uomo comune non può confessare, perché desterebbe scandalo, nell’artista viene
trasfigurato in modo da riscuotere l’interesse generale e infondere piacere nella gente.
In questo senso, l’arte è una sorta di terapia analitica, utile non solo all’artista, ma anche allo spettatore, in
quanto essa funge da “specchio” che costringe il fruitore dell’opera a fare i conti con se stesso, toccando le
sue corde più nascoste e risvegliando emozioni spesso messe a tacere di proposito. Freud usa il termine
“perturbante” per descrivere la tensione racchiusa nella fruizione di un’opera d’arte, ossia la percezione in
essa di qualcosa di diverso, ma anche di prossimo, di “spaventoso e familiare” a un tempo: qualcosa che si
vorrebbe tenere lontano, ma dal quale si è irresistibilmente attratti perché si sa che costituisce l’essere più
vero di noi stessi.

LA RELIGIONE E LA CIVILTA’

Freud ritiene che le rappresentazioni religiose siano solo illusioni, appagamenti dei desideri più antichi, più
forti, più pressanti dell’umanità. Tali desideri sarebbero quelli tipicamente infantili di sentirsi protetti contro
i pericoli della vita. A sua volta, il Padre celeste non sarebbe altro che la proiezione psichica dei rapporti
ambivalenti con il padre terreno.

Riguardo alla civiltà, Freud afferma che essa implica un “costo” in termini libidici, in quanto “devia” la
ricerca del piacere in prestazioni sociali e lavorative. Inoltre, da origine a un Super-io collettivo che si
incarna in una serie di norme e divieti.

L’antropologia dell’ultimo Freud presenta alcuni punti di contatto con quella di Schopenhauer, in quanto è
pessimistica e realistica: a differenza di coloro che credono in una possibile felicità dell’uomo, Freud ribatte
che la sofferenza è componente strutturale della vita, che ci costringe a patire nel corpo e nella psiche, e
decadere e morire. E contro chi dice che l’uomo è una creatura gentile, capace al massimo di difendersi,
Freud controbatte dicendo che l’uomo è una creatura fortemente aggressiva.
Quindi, dovendo scegliere tra i modelli estremi di una società repressiva e di una società senza regole
(destinata ad autoannullarsi) , egli è favorevole a uno Stato che, seppur non escludendo le regole, cerchi nel
limite del possibile di ridurre gli spazi di repressione e di sofferenza. Nei suoi ultimi scritti, infatti, divide le
pulsioni in due specie:
-Quelle che tendono a conservare e unire, e sono quindi erotiche
-Quelle che tendono a distruggere e uccidere, e sono quindi aggressive
Nella lotta tra Eros e Thanatos, Freud vede racchiusa tutta la storia del genere umano.

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