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Weber

Max Weber e Durkheim rappresentano due approcci opposti nella sociologia: Durkheim si concentra sulla struttura sociale, mentre Weber sulla realtà individuale. Weber sostiene che la sociologia deve comprendere il senso soggettivo delle azioni individuali, rifiutando sia il positivismo che la metafisica della società. La sua analisi dell'etica protestante e del capitalismo evidenzia come le credenze religiose influenzino l'azione economica, sottolineando l'importanza del lavoro come vocazione e il ruolo della predestinazione nella ricerca di segni di salvezza.

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Weber

Max Weber e Durkheim rappresentano due approcci opposti nella sociologia: Durkheim si concentra sulla struttura sociale, mentre Weber sulla realtà individuale. Weber sostiene che la sociologia deve comprendere il senso soggettivo delle azioni individuali, rifiutando sia il positivismo che la metafisica della società. La sua analisi dell'etica protestante e del capitalismo evidenzia come le credenze religiose influenzino l'azione economica, sottolineando l'importanza del lavoro come vocazione e il ruolo della predestinazione nella ricerca di segni di salvezza.

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Max Weber

Durkheim e Weber rappresenta i due poli del dilemma sociologico:


• Durkheim: struttura (polo oggettivista)
• Weber: realtà individuale (polo soggettivista)

Contesto storico:
In Germania nella fine ‘800 dibattito sul metodo delle scienze sociali (cosa sono? Quali
sono le tecniche? Possiamo definirle scienze?)

All’epoca esistevano le scienze della natura (biologia, medicina) e scienze della cultura
Nell’Europa del tempo si credeva che le scienze della natura fossero il pilastro e le scienze
della cultura si sono adeguate ad esse, al modello scientifico
• Vantaggio per le scienze culturali perché le rendono scienze esatte (Durkheim
volevano rendere la sociologia come scienza empirica)

In Germania vi è un rifiuto di questa idea


Si instaura un’idea che costruisce lo storicismo tedesco
La scienza della cultura non deve individuare gli elementi generici che uniformano le
società, ma individuare gli elementi specifici che distinguono una società da un’altra
• Cercare di interpretare in che cosa consiste l’unicità di un’esperienza sociale
• Lo scienziato sociologo deve porre in risalto gli elementi che fanno di una società
un’individualità storica
Lo storicismo evita i giudizi generalizzanti perché è nella tipicità che possiamo capire le
trasformazioni sociali, i problemi, le dinamiche…
Ciascuna realtà sociale è caratterizzata dallo spirito del popolo (Carlfon Savigny) che
distingue un popolo da un altro
• Principio metafisico che produce effetti fisici (origine ad una cultura politica, ad
istituzioni)

Esempio: scienza economia vista nei termini di tasso d’interesse, investimenti e leggi certe
è concepita in termini di scienza della natura
Se voglio concepirla in termini di scienza della cultura
L’aspetto economico non può essere isolato, astratto e matematizzato, ma deve essere
studiato dal punto di vista storico
• Studiato come intreccio unico che ha con gli altri aspetti peculiari di una data
società (religione, politica, cultura, arte…)

Due posizioni, modi di intendere le scienze sociali e, soprattutto, le scienze economiche:


• Menger: economia positivista (studiare la teoria)
• Roscher: l’economia è parte di quello spirito di popolo

Posizione di Weber
A. Rifiuto dell’idea metafisica della società: idea più terrena
Una scienza sociale contemporanea deve affidarsi alla sobrietà e al rigore del dato
empirico
B. Non abbraccia completamente neanche l’idea positivista: non è possibile pensare
che si possano elaborare previsioni o leggi generali in base alle analisi, alle teorie
di Menger
L’umano non è metafisico ma è infinitamente più complesso

Il sociale è una sorta di entità magmatica: è un caos


• Impossibile da cogliere né in una totalità di natura trascendente, ma nemmeno in
una totalità di natura immanente (leggi scientifiche)
Il sociale è un enigma, imprevedibile e non può essere racchiusa in una forma teorica

Individuo
Sviluppa una riflessione filosofica sul concetto di individuo ® la realtà multiforme è fatta
di individui
Idea: Il soggetto umano è abilitato (messo in grado) e costretto dalla sua coscienza ad
agire nella realtà sociale a dare un senso, un significato, agli eventi che incontriamo
• L’uomo è produttore di mondo, non è come gli animali: diamo un senso al mondo
Il senso è sempre soggettivo; è l’individuo che attribuisce senso al mondo
• Il senso conferito alla realtà dall’uomo: il senso è arbitrario

Il trucco della coscienza è che ci fa apparire il senso che noi attribuiamo come se fosse già
inscritto nel mondo
Esempio: l’uomo è come un ragno che sta appeso alla tela che egli stesso ha tessuto

L’individuo è inserito in un magma caotico e ci vive perché non può fare altro che
attribuire un senso alla realtà
Cosa studia la sociologia?
La sociologia studia l’azione individuale in quanto sensata, in quanto sorretta dal senso
soggettivo
• L’atomo delle scienze sociali è l’azione individuale

Principio dell’individualismo metodologico


Per spiegare un fenomeno sociale, lo studioso lo scompone in tutte le azioni individuali
che lo hanno posto in essere
L’azione individuale non è l’azione irrazionale, deve essere sensata ® vi deve essere una
sorta di intelligibilità

Compito: comprendere il senso soggettivo che gli individui attribuiscono alle loro
azioni
La sociologia di Weber è sociologia comprendente
N.B. Comprendere è l’opposto dello spiegare
a. Comprensione (tipica delle scienze sociali); emerge solo nella misura ci
confrontiamo con i fenomeni del senso, dell’azione umana
Esempio: boscaiolo che fa legna (qual è il senso dell’azione del boscaiolo?)
• Ha bisogno della legna per scaldarsi
• Deve venderla perché è un imprenditore
• Ha litigato con la moglie ed è nervoso
Non possiamo sapere cosa sta facendo realmente il boscaiolo se non sappiamo il
significato soggettivo che il boscaiolo ha attribuito a quella linea di condotta
b. Spiegare (tipica delle scienze della natura) dispositivo comunicativo che non ha a
che fare con il senso ® conoscenze di fenomeni che sono esclusi dall’alveo del
senso
Esempio: un metallo vicino alla fonte di calore si dilata di volume
• Nel fenomeno della dilatazione non è implicato il problema del senso

Le scienze sociali come loro pratica conoscitiva la comprensione: l’interpretazione del


senso soggettivo che è stato posto alla base della condotta altrui
• Vantaggio per lo scienziato sociale: abbiamo un accesso diretto al senso altrui
garantito dal dispositivo linguistico ® il senso è reso accessibile dal linguaggio
• Rischio (orrore metodologico) ® visto che la scienza sociale si basa su una pratica
interpretative, il rischio è che io stia proiettando su l’azione dell’altro il mio senso
o Attribuire un senso che in realtà è distante da quello altrui
Come evitare queste insidie?
Due strategie:
a) Principio della avalutatività: lo scienziato sociale dev’essere completamente
libero da giudizi di valore
o La ricerca non deve produrre giudizi etici, valoriali o morali, ma giudizi di
fatto
b) Rapporto ai valori: in realtà lo scienziato, essendo individuo, non può essere mai
libero dalla sfera valoriale, però possiamo controllare questo rapporto
o Questo legame lo possiamo far funzionare soltanto in una fase della ricerca
ed interrompere in un'altra fase
Meccanismo:
• I valori si attivano nel momento in cui io mi pongo delle domande sui fenomeni
sociali
I ricercatori hanno degli oggetti di studio, si fanno delle domande sulla realtà sociale a
seconda del loro rapporto ai valori
Esempio: io sono sempre stato attratto dal pensiero astratto e ho studiato filosofia ®
scelta soggettiva dell’oggetto di studio
N.B. il rapporto dei valori agisce anche sulle domande che ci si pone sui fenomeni
La domanda, l’interesse conoscitivo, la curiosità è sempre suggerito dal rapporto dei
valori
• Una volta che la domanda è stata fatta, il ricercatore deve sospendere il rapporto
che ha con i valori e cercare di andare alla ricerca di prove, di dati empirici che
confermino o disconfermino la domanda
Il rapporto ai valori agisce nella prima fase dell’indagine
Questa analisi è il conflitto tra giudizio di valore e rapporto ai valori
• Giudizio di valore: giusto o sbagliato; buono o cattivo
• Rapporto ai valori: qualcosa di inscindibile che caratterizza l’umano ma che il
ricercatore deve controllare

La scienza sociale è falsificabile: ho esplicitato questa domanda; ho sospeso il rapporto


ai valori e ho prodotto questi dati e mi sembra che questa domanda possa avere questa
riposta ® altri studiosi possono accogliere la domanda, o trovare dati che disconfermano
tutto il mio punto
La scienza sociale è un’interpretazione costante: è esclusa fin dall’inizio dalla
possibilità di enucleare leggi generali
• La società è caos che si riproduce di volta in volta all’insegna di sistemi di senso
sempre mutevoli

Confronto
Durkheim: il sociale è una realtà esterna alla coscienza che si impone in senso coercitivo
• Si focalizza sull’oggetto
Weber: il mondo è costruito da me; io attribuisco senso al mondo perché, di base, non ne
ha
• Si focalizza sul soggetto: il fatto sociale viene interpretato dal soggetto

“L’etica protestante, lo spirito del capitalismo”


(Macro-tema: etica)

Campo di interesse in cui rientra il testo: rapporto tra sfera economica e le altre sfere
della società (politica, cultura e religione)
• Alla base dell’etica protestante: il nesso tra gli interessi materiali e le credenze
ideali

Fenomeno religioso per Weber: attribuzione di senso alla condizione umana


• Tentativo di dare risposta alle domande ultime dell’uomo (domande ultime)
• Il religioso risponde ad un bisogno antropologico (ha un fondamento autonomo
non in altri campi)

Weber vuole mettere in luce le diverse strategie di risposta


• Ciascuna religione ha creato rappresentazioni del mondo, codice etici molto
differenti
≠ Durkheim: devo trovare una definizione che coglie la sostanza universale del religioso

Apre il testo con un attacco al capitalismo


Che cos’è il capitalismo?
È un tipo di azione economica tesa alla ricerca di un guadagno continuo e sempre
rinnovato, cioè una redditività
• L’azione economica capitalistica è priva di limiti: il capitalista con gli utili continua
a reinvestirli
Anche ladri hanno un continuo guadagno, ma il capitalista si distingue perché cerca il
guadagno attraverso la produzione e lo scambio pacifico e legale di merci

Elementi dell’impresa capitalistica:


a. Impiego di lavoro libero: all’interno di un mercato del lavoro che è
tendenzialmente regolato dal diritto
b. Separa il capitale privato (conto corrente del privato) da capitale
d’esercizio (cassa d’azienda)
c. Impiego di strumenti di calcolo razionale: sia nella gestione della
contabilità dell’azienda, sia nella pianificazione delle strategie aziendali
Si sviluppa in Europa perché si utilizza il sapere matematico per metterlo a servizio del
capitalismo

Quali sono le caratteristiche del soggetto capitalista?


• Il capitalista è un soggetto razionale
o È sensibile alle innovazioni, ai cambiamenti ma svaluta la tradizione
o Non è incline all’emotività, è un soggetto freddo e calcolatore
• L’atteggiamento del capitalista è quello di valorizzare le strategie elaborate sul
lungo periodo: poco incline a gratificazioni immediate
o Ciascun obiettivo diventa il mezzo per raggiungere un obiettivo collocato
al di là del futuro
• Il tratto estetico è la sobrietà
• Il capitalista vuole farsi giudicare in termini morali dal successo che ha conseguito
con la sua azione economica

Come è stato possibile che si sviluppassero tali personalità all’interno dell’epoca


tardo medievale?
Epoca di principi cristiani: valorizzazione della tradizione, disprezzo della cupidigia e
della ricerca sistematica del guadagno

Weber cerca di capire se l’insediamento del capitalismo ha i suoi fondamenti nelle


trasformazioni della sfera religiosa:
Le prime forme di capitalismo nascono in Europa nel XVII secolo dopo le guerre di
religione (riforma del cristianesimo)
Lutero, 1517: 95 tesi contro le indulgenze ® porterà alla rottura al Sacro Romano
Impero
- Traduce la Bibbia perché se Dio parlasse per tutti, tutti dovrebbero poterla leggere
- Traduzione è un’azione politica: toglie il bisogno del prete latino (mezzo di
mediazione)

Vede comparire un termine importante:


Beruff (“professione”, ma anche “vocazione”): è il lavoro ma in quanto assegnato da Dio
Lutero svaluta l’attività contemplativa del monaco: trova il germe che porterà alla
corruzione della Chiesa di Roma
- Contemplazione conduce allo sfruttamento dei propri fratelli che lavorano: i
monaci sopravvivano con le donazioni dei fedeli (coloro che lavorano
Prima grande rivoluzione: lavoro è importante e innervato dalla presenza del
divino
Lutero valorizza il lavoro professionale: modo per mettersi al servizio dell’altro
- Divisione del lavoro costringe gli individui a mettersi a servizio per il prossimo

Dio mi chiama a svolgere una professione, il mio talento me lo installa Dio, il mio compito
è di metterlo a frutto e, così, ne godrà il prossimo ® a sua volta, quello che metterà a
futuro potrò usufruirne
- Esercitando il mio talento, dato da Dio, entro in connessione con gli altri

Il lavoro mondano è l’unico modo per essere graditi a Dio


Per Lutero è malvagio cercare di trasformare il proprio lavoro, cercare di ampliare i frutti
del proprio lavoro ® non ci deve essere spinta alla redditività (≠ capitalista)
- Concezione statica del lavoro: esercito qualcosa dato da Dio
- Se lo trasformo è superbia
Devo, semplicemente, accettare la vocazione, la Beruff

Teologo protestante francese: Giovanni Calvino


Tema centrale: alterità e trascendenza di Dio

Dio non è in funzione degli uomini ma il contrario


- Dio ha creato l’uomo per aumentare la Sua gloria
Dio è un essere trascendente che non può essere compreso dalla mente umana
Se Dio è radicalmente libero (leggi le ha fatte lui), trascendente, allora le nostre azioni
non influiscono su di lui: Dio sa già se siamo salvi o dannati
Dottrina della predestinazione: Dio, fin dal momento in cui ci ha creato, ci aveva già
predestinato alla salvezza o la dannazione
- Non c’è modo di far cambiare idea a Dio, nemmeno con le azioni caritatevoli

Ma possiamo avere degli indizi, cercare dei segni riguardo la nostra salvezza o
dannazione
Quali sono i segni?
Il segno di salvezza consiste nell’incrollabilità della nostra fede
- L’uomo, per sua natura allora, ricerca quali possano essere i dubbi della fede

Rivoluzioni di Calvino:
- Rimozione dei sacramenti: primo è la confessione
- Rimozione del sentimentalismo: è un peccato amare i propri affetti più di quanto
sia razionale ® distacco, freddezza
o Il fatto che tu ti perdi in questo sentimento comporta il fatto che tu non ti
dedichi all’amore che devi avere per Dio
- Individualismo spinto: le opere buone non servono per salvarsi e sarò spinto a
credere di poter contare solo su me stesso ® mi concentro solo su Dio allora

Calvino trasforma l’attività mondana in un monastero, freddo, austero e ci concentriamo


tutti in un rapporto costante con Dio

Weber si domanda:
Come si sopporta la dottrina della predestinazione in un’epoca in cui l’aldilà era più sicuro
della vita terrena?
Per rispondere bisogna guardare un aspetto della cultura calvinista
Ascesi
Religione cristiana tradizionale: asceta si distacca dal mondo e si avvia in un cammino
teso a fare il vuoto dentro di sé (svuotamento dagli interessi, bisogni… per contenere il
divino dentro di sé)
Religione calvinista: un uomo finito e corrotto non può contenere in sé un essere infinito
e perfetto come Dio
- L’unico modo di ascesi (per accostarmi a Dio) è diventare un suo strumento
- Il mio lavoro mondano (impartito da Dio) di trasformazione del mondo (secondo
la volontà di Dio) ha lo scopo di glorificare Dio (che sa’ già tutto)
Il successo di essere strumento di Dio deve essere ripetutamente confermato e
crescere nel tempo

Il capitalista è un’asceta: la ricerca di guadagno è uguale alla ricerca di conferma relativa


alla sua salvezza

Weber:
- Lutero: concezione statica del lavoro ® la ricerca del cambiamento è una perdita
di tempo
- Calvino: introduce l’elemento dell’ascesi ® la ricerca di ampliare è importante
perché in caso di successo è indice della mia salvezza

I capitalisti hanno successo nelle attività economiche perché spinti da desiderio di


realizzazione
Per Weber, però, il successo delle attività economiche produce progressivamente un
addormentamento del nervo religioso che all’inizio giustificava quel tipo di azione
Alla fine, troviamo un’immagine importante per la contemporaneità
Gabbia d’acciaio: è fatta di razionalizzazione del mondo
Dio ci ha accompagnato nella gabbia, è uscito e noi siamo rimasti dentro
La gabbia è la logica del capitale che cerca di razionalizzare il mondo (strumenti
burocratici, diritto, matematica)
- Chi non si adatta viene escluso

Il capitalismo nasce da un particolare e si forma in un particolare luogo (solo Europa:


cristianesimo è stato riformato) però la sua portata è universale
- Uniformazione delle anime verso una logica razionale perché il mondo in cui
l’azione umana si sviluppa è razionale
Il destino, per Weber, del mondo è destinato verso un processo di progressiva
burocratizzazione, giuridicizzazione dei rapporti (razionalizzazione)

Premessa
La definizione iniziale del capitalista: è un’ideale
- Non è un’ideale normativo o etico: Weber ci presenta ciò che è tipico del
fenomeno del capitalismo
Il tipo ideale è un costrutto analitico che serve allo studioso, è uno strumento della
comprensione
- Weber costruisce modello analitico del capitalista accentuando alcune
caratteristiche
Il tipo ideale è uno strumento concettuale che condensa i tratti tipici di quel
fenomeno
Il tipo ideale serve come unità di misura: possiamo vedere quanto e se l’azione concreta
si distanzia dal tipo ideale
Esempio: non tutti i capitalisti rispettano le leggi ma è tipico dell’azione capitalista
svolgersi nel rispetto della legge
L’analisi sociologica deve essere rivolta, non tanto a eventi contingenti (analisi storica),
allo studio di tipi ideali (schemi concettuali)

Elemento importante del testo


In questo testo Weber mette in connessione due tipi ideali:
a. Azione economica: capitalismo
b. Confessione calvinista

Ideale è un concetto limite:


- È tutto astratto, teorico
- Nel concreto non si trova mai incarnato in un esempio che ne incarna tutti i
dettami: non è, però, una finzione

Esempio tipi ideali astratti:


1. Potere
Come facciamo a giustificare il poter? Perché esiste un soggetto che si impone su altri?
Weber risponde alla domanda elaborando un tipo ideale delle forme di legittimità del
potere
Il potere è stato legittimato in tre modi:
a. L’idealtipo di potere carismatico: in situazioni eccezionali alcuni soggetti sono in
grado di sviluppare e di dimostrare qualità eccezionale che giustificano l’esercizio
da parte loro del poter
b. L’idealtipo di potere per tradizione: il potere si trasferisce da figlio in figlio
c. L’idealtipo di potere legale razionale: il potere si legittima in quanto chi lo
esercita risponde ai criteri di legge

Rientrando nella realtà usiamo l’esempio di Trump: la sua forma di legittimità del potere
è legale e razionale, ma si possono rilevare anche le altre forme
- Tipi ideali hanno grande forza se li prendiamo come elementi di comparazione,
come unità di misura
- Nella realtà dei fatti non esisterà mai un caso che accoglierà tutte le caratteristiche
dell’idealtipo

2. Azione
È possibile costruire dei tipi ideali di azione?
Quattro tipi ideali di possibilità d’azione umana:
a. Azione razionale rispetto ad uno scopo
b. Azione razionale rispetto al valore
c. Azione tradizionale
d. Azione affettivo (irrazionale)

Nella realtà, tutti questi elementi sono impastati l’uno nell’altro ma lo studioso trova
nell’idealtipo li distingue
Esempi:
- Razionale verso lo scopo: studio per superare l’esame
- Razionale tradizionale: mi metto la cravatta verso i canoni
- Razionale affettivo: secondo le emozioni
- Razionale verso il valore: è difficile da comprendere in una formula

Per capirlo bisogna immergersi nel concetto di razionalità

Razionalità strumentale è scegliere i giusti mezzi in relazione a un fine

Spesso, però, la scelta di mezzi non è chiara:


La razionalità strumentale nasconde un’altra forma di razionalità
Razionale cognitiva: validità (nella capacità di convincimento) che hanno certe
argomentazioni rispetto alle ragioni che sostengono nei confronti di chi le ascolta
Esempio: credenze collettive dei pagani ® credono che la natura sia governata da dei
bizzarri che sono in lotta tra loro

Quali sono le buone ragioni alla base di questa credenza?


È convincente per loro: è un’argomentazione sostenibile perché rispecchia in qualche
modo il mondo in cui io sono inserito
- Siamo innanzi ad una forma di razionalità né valoriale né strumentale: forma di
razionalità cognitiva ® questione che ha a che fare con le ragioni buoni e forti
Esempio: sono il ministro del lavoro incaricato di ridurre il tasso di disoccupazione: due
economisti mi danno soluzioni differenti
Noi scegliamo la più convincente perché è quella che si sembra più cognitivamente
razionale

Weber: “Il razionale coincide con una forma di coerenza logica o teleologica di una presa
di posizione intellettuale, teorica o etico, pratica”
Due forme di coerenze:
a. Coerenza logica: coerenza nelle proposizioni che a loro volta formano una teoria
o credenza
b. Coerenza teleologica: coerenza delle proposizioni rispetto ad un fine specifico

Poi, il razionale come forma di coerenza tra proposizioni può essere:


a. Di posizione teorica: dispositivo atto a cercare di capire come funziona il mondo
b. Di posizione etico, pratica: dispositivo che si preoccupa di definire come gli
uomini si devono comportare
Sintesi:
La coerenza logica, cioè la razionalità cognitiva, sostiene anche le prese di posizione non
teoriche
- Il razionale si applica, quindi, sia al descrittivo (teorico) sia al prescrittivo
(pratico)

Il razionale rispetto al valore vuol dire tenere fede agli impegni fondamentali
Esempio: accetto l’incarico di liquidare la Banca italiana, mi arrivano minacce da mafiosi,
ma io non mi faccio spaventare e vado avanti
Ma perché teniamo fede?
Avvertiamo che ci sono delle ragioni buoni e forti per farlo

Il razionale valoriale non è semplicemente un agire conformista


- Non si confonde con l’agire tradizionale perché quest’ultimo mosso dalla
tradizione non da ragioni buone e forti

Weber: per credere in un valore, non sono sufficienti i vantaggi che il valore comporta ®
azione strumentale
- Teniamo fede ai valori perché avvertiamo in esse delle ragioni buone e forti ®
non sono vantaggi ma è la logica (coerenza)

Weber: “La razionalità ha sempre avuto un enorme potere sugli uomini, anche se questo
potere è sempre stato limitato ed instabile rispetto alle altre forze della vita storica”
La forza della razionalità cognitiva è inarrestabile, si impone sulle coscienze degli uomini
ma spesso osteggiata dalle altre forze della vita storica, cioè dagli interessi
- Ma alla fine la razionalità valoriale è destinata ad imporsi

Comparazione tra Weber e Bourdieu:


- Weber parte dal concetto di senso soggettivo significato che il soggetto
attribuisce alla propria azione
o Il punto di partenza è il soggettivismo
- Bourdieu: questo senso soggettivo attribuito all’azione dell’individuo dipende
dalla posizione del soggetto dentro lo spazio sociale (oggettività)
o Il senso soggettivo è soggettivo fino a un certo punto perché alla base c’è
l’habitus (dipeso dalla quantità di capitali)

Ripasso e collegamenti:
DURKHEIM: esiste la norma che sta fuori di me e che esista su di me una forza coercitiva
® norma sociale si impone a me come su tutti
- Parte dal momento esterno, dal momento oggettivista
WEBER: i fatti sociali sono attribuzioni di senso, fatte da soggetti, che hanno prodotto il
fatto sociale, che si sono solidificate
BOURDIEU: l’habitus è la capacità di attribuire senso al mondo e di agire nel mondo, ma
è fatto dall’interiorizzazione disposizionale delle strutture sociali (strutture sociali che
divengono mentali)
- É un elemento dell’oggettività che produce soggettività

Durkheim e Weber sono i poli del dilemma sociologica perché rappresentano l’uno la
posizione oggettivista (Durkheim) e l’altro la posizione soggettivista (Weber)

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