Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni2 pagine

Cool Topics Ponti

Il documento esplora il concetto di economia, evidenziando l'importanza della distribuzione della ricchezza e della libertà economica per il benessere sociale. Analizza l'evoluzione storica dell'industria e del capitalismo, sottolineando come la rivoluzione industriale abbia trasformato la produzione e la distribuzione della ricchezza, portando a disuguaglianze sia a livello globale che nazionale. Inoltre, fornisce indicazioni su come scrivere un elaborato scientifico, enfatizzando l'importanza della raccolta dati e della metodologia nella ricerca.

Caricato da

irisaurora369
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni2 pagine

Cool Topics Ponti

Il documento esplora il concetto di economia, evidenziando l'importanza della distribuzione della ricchezza e della libertà economica per il benessere sociale. Analizza l'evoluzione storica dell'industria e del capitalismo, sottolineando come la rivoluzione industriale abbia trasformato la produzione e la distribuzione della ricchezza, portando a disuguaglianze sia a livello globale che nazionale. Inoltre, fornisce indicazioni su come scrivere un elaborato scientifico, enfatizzando l'importanza della raccolta dati e della metodologia nella ricerca.

Caricato da

irisaurora369
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

12/02/2018

Ponti idolo assoluto


Materiale: Slides; principi di microeconomia, Zanichelli; l’essenziale di economia.
Cosa significa Economia?
Definizione tecnica: la scienza che studia la locazione di risorse scarse tra usi alternativi come mettere insieme tutte le cose che servono agli
uomini. Ottimalità dal punto di vista del benessere sociale: il benessere sociale è fatto da 3 parte, non sono facilmente divisibili: ricchezza, la
distribuzione della ricchezza (a chi va a finire la ricchezza), libertà economica e politica. Se non c’è ridistribuzione di ricchezza, non c’è il mercato,
non c’è un meccanismo democratico di allocazione la ricchezza è in mano a pochi. È il caso della Corea del Nord o dell’ex Unione Sovietica,
l’attuale Russia in cui c’è un’élite che detiene il potere. Se non c’è ricchezza, di solito non c’è né libertà né distribuzione. Queste tre cose sono nate
contemporaneamente e nello stesso posto nella storia, nel nord dell’Inghilterra, la Scozia del 1750.
L’Inghilterra ha incominciato alla fine del ‘600 una tradizione democratica e ha cominciato a liberalizzare. Liberalizzando, i cittadini si sono sentiti
sicuri del risultato del loro ingegno, sviluppando l’industria. Non sono le miniere di carbone a far ricca la Scozia, ma la macchina a vapore e tutto
quello che ne è seguito. È nata l’industria perché c’erano leggi che tutelavano la proprietà in Inghilterra. La rivoluzione industriale ha fatto esplodere
la ricchezza, ha razionalizzato la locazione delle risorse: industria = superamento dell’artigianato, in cui un lavoratore faceva tutto il ciclo produttivo.
L’industria ha cominciato la famosa “catena di montaggio”, dividendo il lavoro. L’insieme ha consentito di aumentare la produttività. Moltissimi
artigiani vedevano che questo tipo di produzione riduceva i prezzi  molti moti Luddisti per distruggere le macchine. L’aumento della ricchezza fu
esplosivo si crearono nuovi posti di lavoro. L’economia inglese cominciò a decollare. Questa crescita si diffuse in tutta l’Europa e negli USA.
Demografia: nel 1750 c.a. c’erano 750 milioni di persone. Oggi siamo 7 miliardi. Oggi mangiano tutti. È questo che ha fatto crescere la popolazione.
L’aumento demografico ha migliorato la distribuzione della ricchezza. La produzione era quasi essenzialmente agricola, e la terra era in mano ai
feudatari, presa con la forza. La ricchezza era concentrata nella nobiltà agraria. In molti paesi la differenza di condizioni tra i contadini e gli schiavi
dell’epoca romana. Le condizioni pre-rivoluzione non erano delle migliori.
La diffusione della rivoluzione industriale si diffuse partendo dal nord Europa. In Italia arrivò solo alla fine dello’800 in modo parziale. Cominciando
ad arrivare il progresso scientifico, favorito dall’illuminismo e dall’industria, si comincia ad avere cura di sé e diminuisce la mortalità. Anche
l’istruzione contribuì a questo. Le donne entrarono di più nel mercato del lavoro, anche se in modo limitato, e tutto questo successe fino alla fine
dell’ ‘800, dove si misero le basi per i passi successivi. Dickens o Marx, però, mettevano luce sulle pessime condizioni lavorative degli operai.
Tuttavia, alla fine dell’ ‘800, le categorie operaie cominciarono a chiedere una fetta maggiore di benessere, in relazione anche a dei moti
rivoluzionari di tipo socialista. Questo determinò la seconda rivoluzione industriale, che non fu dovuta al buon cuore della borghesia, ma anche per
il fatto che il lavoro cominciò a costare di più, il giorno lavorativo diventò di 8 ore, il lavoro minorile fu ridotto e i salari cominciarono a crescere. Se
una risorsa però diventa più scarsa, come in questo caso il lavoro, c’è un incentivo per i produttori ad usarla meglio. Fu inventata la catena di
montaggio, in cui il lavoro era molto parcellizzato e usato in modo intenso salto di produttività. Emerse però un problema, caratteristico del
capitalismo: gli imprenditori hanno bisogno di vendere la roba che producono, ma non hanno una domanda effettiva. Quello che era un prodotto
per pochi, venne prodotto in modo massiccio. Ford intervenne: prese un’automobile e cominciò a produrla con la catena di montaggio non
c’erano abbastanza clienti che potevano comprarla. Cambiò il modello creando la sua domanda. Alzò lo stipendio dei lavoratori e semplificò
l’automobile (no auto dei ricchi, ma una macchina di livello inferiore). I suoi operai potevano comprarla riuscì ad avere successo i suoi
concorrenti copiarono il suo modello. Se non c’è chi compra la roba prodotta, il sistema si inceppa. Questo crea il consumo di massa. Gli Stati Uniti
videro l’esplosione di questo modello diventando la prima potenza industriale mondiale, prendendo il posto dell’Inghilterra. Questa crescita
continuò per tutto il ‘900, con ulteriori aumenti di salari sottoforma di stato sociale (pensione, sanità pubblica…), le destinazioni principali del
denaro pubblico. Si pagano le tasse sottoforma di salario differito, servizi sociali che migliorano le condizioni. I lavoratori possono spendere molti
più soldi per comprare.
Dopo il 1950, quando comincia a crescere lo stato sociale nei paesi sviluppati (Europa, USA, Giappone), succede che si abbassa il costo dei trasporti.
Al gigantismo navale si sostituisce il trasporto con il container, per abbattere i costi di trasporto complessivi, perché la gran parte dei costi era nei
porti, tra carico e scarico. Il commercio mondiale, di conseguenza, è esploso ad un punto tale che i grandi paesi sottosviluppati (Cina e India) non
hanno potuto fare a meno di vedere come crescevano le economie meno sviluppate con questo commercio internazionale potevano importare
prodotti industriali. Si aprirono al capitalismo. La Cina è una economia capitalistica. In India c’è una situazione simile, aprendosi dopo la
decolonizzazione al capitalismo. La Cina ha superato l’India perché l’apertura è stata più radicale.
Nel 1950, anno di un cambio importante nell’economia mondiale, c’erano 4 miliardi di persone circa, e grossomodo 2 miliardi erano sottonutriti.
Oggi siamo 7 miliardi e quelli sottonutriti sono meno di un miliardo. La popolazione è quasi raddoppiata e i sottonutriti sono più che dimezzati. Ci
sono crisi di sovrapproduzione agricola è tutto un problema di distribuzione, non di produzione.
Il problema principale della globalizzazione è la disuguaglianza di reddito. Cina e India hanno decuplicato il proprio reddito pro capite, ma la
disuguaglianza è aumentata. A livello mondiale è migliorata, perché con la crescita dei paesi sottosviluppati si è ridotta, ma è cresciuta a livello dei
singoli paesi. Ora ci sono dei super ricchi sia in Cina che in India e persone super povere. Anche nei paesi ricchi sono aumentate le disuguaglianze. I
capitalisti dei paesi ricchi sono diventati più ricchi, investendo nei paesi in via di sviluppo; i lavoratori devono soffrire la concorrenza dei lavoratori
nei paesi in via di sviluppo disuguaglianza. I nostri ricchi sono più ricchi di prima. Il problema di fondo non è combattere il capitalismo, che ha
portato benessere a tutti, ma i difetti del capitalismo.
Il reddito medio della Nigeria, ad esempio, è di circa 2k dollari all’anno, ma a parità di potere d’acquisto sono 6k dollari, contro i nostri 36k. Noi
stiamo 6 volte meglio dei nigeriani. Per raddoppiare il loro benessere, dovrebbero guadagnare 12k dollari l’anno, quindi 1k dollari al mese, che
corrispondono a 6 dollari l’ora per 8h. Occorre vedere l’alternativa. In questo caso potrebbe essere il lavoro nero.
PIL: insieme dei consumi (beni) e degli investimenti (speranze nel futuro) durante l’anno. Si vuole aggiungere anche la variabile ambientale.
Indice di Gini: distribuzione della ricchezza. Divide la popolazione in base alla ricchezza.
Condizione dell’informazione e dell’opposizione: due indicatori irrinunciabili se il sistema democratico funziona, e non è facile perché la
manipolazione dell’informazione è anche molto sofisticata. Occorrono analisi accurate.
Ci sono due controspinte importanti che attenuano la spinta del capitalismo: la tassazione e la meritocrazia. Mettendo anche da parte l’evasione
fiscale, la tassazione è progressiva. Chi guadagna 100k euro l’anno paga 30k euro di tasse. Chi guadagna 10k euro paga 1k euro di tasse. È un
sistema fiscale con forti contenuti redistributivi. L’Italia ha una forte componente meritocratica.
23/04/2018
Fare ricerca. Come si scrive un elaborato scientifico (tesi)? Parte empirica di raccolta dati + indice, una serie
di capitoli. L’indice è l’indicatore della struttura dell’elaborato. La prima cosa che si scrive è una
introduzione, al cui interno si espone il problema per il quale si è deciso di scrivere. Se vogliamo parlare di
un tema ambientale, parto dal problema dell’inquinamento a scala urbana, ad esempio. Propongo una
soluzione  domanda di ricerca (Quanto è diffuso il car-sharing tra gli studenti?). questo impila che ci sia
una cerca originalità. Se qualcuno ha già risposto a questa domanda, diventa meno interessante, a meno
che non si voglia esporre il contrario: il messaggio in questo caso è che devo aver letto qualcosa che è stato
scritto. Questo costituisce il secondo capitolo.
L’introduzione contiene il tema di ricerca; come spiego la metodologia del mio elaborato? Se uso un
software, devo inserirlo. La raccolta dati sta nella metodologia: come li abbiamo coinvolti… ecc. A fine
spiegazione della metodologia, si descrivono i risultati. Chi sono quelli che usano il car-sharing? Faccio tante
considerazioni su di loro poi propongo delle conclusioni. Se riteniamo che il car-sharing sia utile, diciamo
perché. Se non lo usano, devo capire le cause del mancato utilizzo. Questo incide sulla proposta da fare. A
fine introduzione, dopo questo lungo sommario (abstract), si aggiunge il capitolo della letteratura
(scientifica): chi dice queste cose su questo argomento. Il car-sharing è stato importato in Italia da _____,
ricerche condotte da ___ hanno dato risultati quali ____. Il terzo capitolo è la metodologia. Il 4 capitolo è
quello dei risultati, il 5 è quello delle soluzioni.
Se la domanda è più o meno chiara, si apre un tema di ricerca.
Letteratura grigia – report. Ti restituiscono solo il risultato, possono essere interpretati in modo distorto.
Si legge il tema + struttura della ricerca. Si crea un elaborato da diffondere. Alla fine dell’elaborato, c’è la
sezione dei riferimenti bibliografici. Basta vederli se la persona si è ben documentata o no.
Parole chiave: ci sono liste di parole di riferimento. Una volta conosciuto l’autore, ci si può affidare a google
scholar, dove i risultati sono già mirati agli articoli scientifici. Non si trova la letteratura grigia lì dentro (si
trova su google). Un secondo modo per cercare le references è usare scopus, una banca dati a cui si ha
accesso attraverso il sito della biblioteca. Ci sono solo articoli di un certo livello, con almeno una revisione.
Non si legge tutto l’articolo: si legge l’abstract, non bisogna fermarsi al titolo; l’introduzione, i risultati o le
conclusioni.
Research question: porsi una domanda che esprima una nostra curiosità o il test di una nostra
opinione/convincione/sensazione. Bisogna imparare ad usare un metodo. I dati possono esserci oppure no.
Senza dati non si va da nessuna parte. Bisogna leggere in modo mirato (chi ha scritto sul tema e come), si
stabilisce se si scrive da soli o in gruppo (ci si divide il lavoro).
Devo avere la fonte precisa dei dati per cominciare la raccolta di dati. Essi vengono elaborati, da
surveymonkey a elaborazioni personali. Saper usare ppt, word e excel è utile.
Proposta di esercitazione: tema turistico (tourism specialization), e-grocery, lo studio dello sviluppo delle
modalità del commercio online, crowdshipping, sfrutto qualcuno che sta facendo un tragitto per fargli
portare un pacco, una busta… faccio risparmiare all’ambiente l’inquinamento che dovrebbe derivare da
un viaggio dedicato.

Potrebbero piacerti anche