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Marx

Karl Marx, filosofo e economista, ha fondato la prima internazionale e analizzato il passaggio dal capitalismo al comunismo, evidenziando il concetto di alienazione del lavoratore. Attraverso il materialismo storico, Marx critica l'idealismo di Hegel e propone una nuova visione della storia basata sulle strutture economiche e sociali. Le sue opere principali, come il 'Manifesto del Partito Comunista' e 'Il Capitale', esplorano le dinamiche del capitalismo e la necessità di una rivoluzione proletaria per raggiungere una società senza classi.

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Karl Marx, filosofo e economista, ha fondato la prima internazionale e analizzato il passaggio dal capitalismo al comunismo, evidenziando il concetto di alienazione del lavoratore. Attraverso il materialismo storico, Marx critica l'idealismo di Hegel e propone una nuova visione della storia basata sulle strutture economiche e sociali. Le sue opere principali, come il 'Manifesto del Partito Comunista' e 'Il Capitale', esplorano le dinamiche del capitalismo e la necessità di una rivoluzione proletaria per raggiungere una società senza classi.

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27/02/2025

Karl Marx
Filosofo della sinistra Hegeliana. Economista, procede la linea di Smith.
Storico: nel 1864 ha fondato la prima internazionale, si occupa della lotta socialista. Parla di un
processo triadico dal capitalismo a una società comunista.
Studia anche l’alienazione: 4 alienazioni, in cui l’operaio perde la propria essenza.
È un sociologo: la sociologia è stata ‘inventata’ da Comte a metà 1800. Ha studiato quindi lo
sviluppo e il cambiamento della società.
Non ha mai fatto l’operaio, e parla della fabbrica attraverso le testimonianze di chi lavora in
fabbrica, specialmente del padre di Hegel.
Considerato uno dei maggiori filosofi e politici della storia.
Rivoluzionario ma non riformista: la rivoluzione cambia radicalmente il sistema, invece, con una
riforma, c’è una parte del sistema che rimane invariata.

Materialismo storico

”fino ad ora ogni filosofo ha dato una sua interpretazione del mondo, ora è necessario
trasformarlo”
Non serve più trovare la chiave di lettura del mondo, sotto gli occhi di tutti. Bisogna utilizzare
l’intelligenza dell’uomo per cambiarlo.
definito dall’amico come unione di -Rousseau, Voltaire, d’Holbach, Lessing, Hegel-
Rousseau, nel contratto sociale, spiega come sono organizzate le società civili, quindi basate
sull’uguaglianza e sulla libertà.
Voltaire è il filosofo della tolleranza: rispetto di tutti secondo il principio di uguaglianza, e libertà
personale; concetti che Marx appoggia e sostiene a pieno.
Da Hegel prende la ragione dialettica, che applica nel campo economico-sociale.
Vuole però demistificare Hegel, quindi ‘smontare’ la filosofia idealista hegeliana, quindi
trasformare la realtà non teorizzarla.

tesi di laurea
1841: dissertazione di laurea. “Differenza della filosofia naturale di Democrito ed Epicuro” non ho
capito nulla fattelo da sola. Essendo sociologo, ha iniziato lo studio della società dal pensiero di
Democrito ed Epicuro. Fornisce poi una rilettura del mito di Prometeo. Sostiene che gli uomini non
potranno mai ottenere la giustizia, ma possiamo solo raggiungere una buona applicazione del
diritto. La giustizia rimane degli dei. Il diritto di natura è stato perso quando è iniziato l’egoismo
(Rousseau) Marx è convinto che possiamo rispettare il diritto rispettando le leggi che rendano
possibile il diritto di tutti e di ciascuno. Infatti, se le leggi non vanno bene, non vanno ignorate
bensì cambiate. Non si arriverà mai alla giustizia più totale, ma solo ad una buona applicazione del
diritto.

annali franco-tedeschi
In uno stato di natura la libertà è incondizionata, in uno stato civile la libertà è condizionata
all’altro. Cediamo una porzione di libertà in cambio della sicurezza personale. La libertà è stata
scambiata in una forma di liberalismo, ovvero condizione in cui tutti apparentemente sono liberi
ma solo pochi lo sono. All’interno delle società si è creata una scissione tra l’ego privato e quello
pubblico (sfera individuale e sfera sociale): ogni individuo crede di essere libero, e si convince della
propria libertà perché lo afferma lo stato; in realtà. Il liberalismo è quindi una declinazione
negativa della libertà in cui avviene questa scissione. La “cattiva libertà” ha portato alcuni a
diventare più liberi degli altri, e altri a perdere parte della propria libertà.
La società moderna ha ricreato la situazione medioevale: tra schiavi e signori, al proletariato e alla
borghesia. I borghesi hanno acquisito libertà, che è diventata liberalismo. La società civile avrebbe
dovuto esaltare l’individuo, ma ha dato più valore allo stato che all’individuo.

1
critica alla filosofia del diritto di hegel
Mistifica la realtà affermando che tutto sia frutto di un ‘dover essere’ che non può essere messo in
discussione. Marx sostiene invece che le cose siano avvenute per le scelte di ognuno. Mistificando
la realtà non ne siamo responsabili. Il finito, la realtà ridiventa soggetto e l’infinito predicato;
altrimenti noi saremmo solo manifestazione di un’idea, quando in realtà vengono prima gli uomini
delle idee.
Elabora quindi una nuova concezione materialistica della storia. Il
materialismo è quella concezione di Voltaire secondo cui tutto si riduce a materia, Marx sostiene
che tutto parta dalla struttura della società: è quindi l’insieme delle forze materiali che consentono
di costruire la società, che quindi creano relazioni sociali ed economiche. Il lavoro è parte
fondamentale di ciò: permette di soddisfare i bisogni della società. Dà all’uomo il potere di
trasformare e umanizzare la natura. Quando un contadino mette energie nel lavoro, gli viene
restituito come frutto del lavoro, e quindi si crea così un legame tra l’uomo e la natura. Essa
soddisfa i suoi bisogni, ma lui la umanizza.
Per struttura intendiamo la forza lavoro (la manodopera), gli strumenti e ha avuto bisogno di
ingegno, conoscenze tecniche e scientifiche. Alla base di tutto non c’è quindi l’idea, ma la forza
lavoro. A ciò si aggiungono i rapporti di produzione: rapporti sociali dipendenti dai rapporti
economici. I rapporti di produzione devono essere equilibrati.
Dopo aver costruito l’ossatura, è possibile passare alla sovrastruttura: è possibile elaborare teorie
etiche, scientifiche, artistiche, quindi l’insieme di tutte le nostre idee. Le idee sono dinamiche
perché cambiano i bisogni, e quindi cambiano tutte le teorie.

la cinque epoche storiche


1. Comunismo primitivo. Non esistono classi sociali, tutti sono uguali. Sono poi cambiate le
esigenze, era un modello utopico, non è possibile applicare una tale struttura ad una
grande società.
2. Società schiavista. Viene introdotta la proprietà privata, alcuni hanno e altri no, nascono le
classi sociali e si differenziano tra schiavi e padroni.
3. Società feudale. Pieno medioevo, divisione tra servi e signori.
4. Periodo capitalista. I borghesi hanno preso potere, e ora si distinguono tra operai e
capitalisti. È comunque una società evoluta rispetto alla prima, ricevono un salario. Ci si
rende conto che gli operai hanno perso libertà e sono alienati, è necessario rendergli parte
del diritto perso.
5. Periodo comunista. Gli strumenti di lavoro devono essere nelle mani dello stato, e devono
annullarsi le classi sociali. Non è detto si rimarrà così in eterno, se i bisogni cambieranno
sarà possibile cambiare di nuovo la struttura sociale.
Pertanto, l’ideologia di Hegel viene superata dalla scienza di Marx: la realtà viene rappresentata
oggettivamente, e la verità filosofica sta nella materia, mutabile.

manifesto del partito comunista


Doveva essere il programma del partito. Nel 1848 viene chiamato dalla Lega dei giusti per
scrivere questa opera. Dopo la bibbia, è stato il libro più tradotto e più venduto. Storicamente ha
rappresentato una rivoluzione. Nonostante Marx fosse socialista, il manifesto è comunista: si è
voluto distinguere da alcuni socialisti che presentavano un modello utopico.
Ha concretizzato ciò che per secoli era stato solo un progetto. Il destinatario del libro è il
proletariato, il quarto stato (opera di Pellizza da Volpedo), sono coloro che non hanno ancora
acquisito diritti. Non hanno da perdere altro che le loro catene, ovvero la loro condizione di
subordinazione. Li invita ad unirsi per potersi liberare.
Il socialismo si distingue dal comunismo. Il socialismo ha lottato per i diritti dei lavoratori per dare
a tutti gli stessi diritti; il comunismo aggiunge l’eliminazione della proprietà privata.
Deve cambiare la concezione della storia, cambia perché sono cambiati i bisogni e l’umanità si è
emancipata. Ci dobbiamo attrezzare per cambiare le cose, e ci servono strumenti per poterlo fare.
Ci dobbiamo unire per questo cambiamento. Non si è armato il capitalista, chi è al potere, che

2
rifiuta di mettersi in discussione. Se non si cambia, i poveri saranno sempre di più, e la ricchezza
concentrata sempre in meno mani.
Il comunismo è la sintesi tra la tesi capitalista e l’antitesi della dittatura del proletariato.

il capitale
Opera difficile, tre tomi. Evidenzia la relazione tra politica ed economia. Due devo tre volumi sono
stati pubblicati post mortem. Opera basata sul metodo scientifico: ricerca documentale, analisi del
materiale e poi individuazione per principio generatore di tutto.
In un sistema capitalistico conta la merce, che ha valore d’uso e il valore di scambio. Nei rapporti
economici si tiene conto anche al valore d’uso, in base alla convenienza. La merce non deve essere
considerata un feticcio: non deve avere alcun potere ‘magico’.
Il valore della merce non sempre è corrispondente alla quantità a cui esso viene venduto: viene
pagata l’energia usata per produrlo, ma anche in base all’andamento del mercato al momento.
Prima era merce-denaro-merce prodotta con il ‘nuovo denaro’. L’unico scopo era quello di
produrre nuova merce. Nel sistema capitalistico, la logica è denaro-merce-denaro: si compra una
certa merce basandosi sul guadagno che potrei ricavarne.
La forza lavoro è una merce in grado di produrre altra merce. In una situazione equilibrata, il
datore di lavoro paga l’operaio per la quantità di ore necessaria a produrre x soldi dello stipendio.
L’operaio lavora più ore di quelle corrispondenti allo stipendio. Il plus lavoro sono le ore in più
rispetto a quelle che valgono lo stipendio, grazie a cui il direttore è in grado di guadagnare un plus
valore. I capitalisti hanno aumentato sempre di più il lavoro per far aumentare il capitale. Il
plus valore assoluto è quello dell’aumento delle ore lavorative per aumentare la produttività.
Quello relativo è invece la riduzione delle ore lavorative, pagare di meno, e far si che più operai
stiano insieme in uno stesso spazio per ridurre i costi e incentiva la catena di montaggio.
Capitale variabile: varia a seconda della strategia operata, quindi varia a seconda dei salari e
dell’assunzione operaia.
Capitale costante: acquisto di macchine e materie prime.
Tasso del profitto: guadagno effettivo. Profitto + spese è il plusvalore.
Il capitalismo ha creato l’arma della sua autodistruzione, quindi bisogna creare una nuova società:
senza classi sociali, dove i proletari si ribellano per un nuovo sistema, e per arrivare ad una società
comunista.

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