SOFISTI
Filosofi interrogati su etica e politica
SVOLTA UMANISTICA, filosofi + vicini a noi
Considerati gli “antenati degli odierni avvocati”, eccellenti doti oratorie e persuasive:
dialogo articolato in due fasi
fase DIALETTICA:
- Confronto con interlocutore per confutarne la posizione (spirito “agonistico”)
- Obiettivo confutatorio
Fase RETORICA:
- Costruzione della propria posizione per convincere della verità di ciò che si
sostiene
- Obiettivo persuasivo
- Importanza di lessico, argomentazioni, esempi, figure retoriche
Scopo generale è PERSUADERE, NON cercare la verità
sofisti erano disposti a sostenere qualsiasi tesi ed argomentazione
FORMA + IMPORTANTE DEL CONTENUTO oggetto di critica dai filosofi successivi in
quanto
potenzialmente sostenevano tesi “false e
immorali” tramite
doti argomentative
PROTAGORA
Cenni biografici (pochi e incerti)
Nato ad Abdera, Tracia
490 + o -
Ritenuto il fondatore del Relativismo (posizione filosofica per cui non esiste
una verità assoluta ma solo verità relative dal punto di vista del soggetto che
le sostiene)
TESI fondamentale
L’UOMO E’ MISURA DI TUTE LE COSE, DI QUELLE CHE SONO IN QUANTE SONO, DI
QUELLE CHE NON SONO IN QUANTO NON SONO
Diverse interpretazioni riconducibili al termine “uomo” che ben esprimono il
relativismo del filosofo:
Individuo singolo le cose appaiono diverse a seconda dei punti di vista
soggettivi
Civiltà/popolo forma di relativismo culturale legata a valori comunitari ed
abitudini
Genere umano percezione della realtà dipende dai parametri con cui gli
esseri umani si
rapportano alle cose (diversamente da altre specie)
Prospettiva RELATIVISTICA
Dal frammento emerge dunque una visione relativistica per cui non esiste una verità
assoluta, ma verità relative a coloro che giudicano nell’ambito di un determinato
contesto
Analogamente, la morale e le leggi positive sono il frutto contingente delle abitudini
di un popolo (relativismo culturale) non c’è una legge universale che stabilisca cos’è
giusto o sbagliato
Anche la religione sarebbe dunque connessa alle usanze delle persone
Il sofista, dunque, riconduce e rapporta tutte le conoscenze al contesto umano,
sociale e culturale in cui si sono formate
Il criterio di giudizio riconducibile al sistema di valori (secondo il relativismo non
universalmente condivisibile) sarebbe dunque l’utile, inteso come il benessere del
singolo e della comunità (che quindi DEVE essere il proprio obiettivo costante).
Importanza della PAROLA
La parola sarebbe dunque lo strumento che renderebbe possibile il raggiungimento di
un accorso su cosa sia il vantaggio comune: stabilita la relatività della conoscenza, la
verità è affidata alla forza della persuasione
Metodo dell’ANTILOGIA = ad ogni cosa è sempre possibile addurre argomenti a
favore e contrari.
Il sofista addestrata i proprio discepoli al dibattito nella convinzione che occorresse
saper sostenere le posizione vantaggiose per la società, facendole sembrare “più forti”
se si trattava di tesi poco popolari, e inducendo l’uditorio a credere nella relativa
validità
Politica come TECNICA DI TUTTE LE TECNICHE
Protagora collega, inoltre, lo sviluppo della civiltà alle tecniche, grazie alle quali gli
individui hanno trasformato l’ambiente naturale sottomettendolo ai propri bisogni. Le
tecniche non sarebbero tuttavia bastate a garantire la sopravvivenza se non fosse
stato per la politica, ossia la tecnica di tutte le tecniche
Fino ad ora la cultura era stata intesa come sapere sacro ed elitario (Eraclito e
Parmenide) o come sapere riservato a gruppi minoritari (filosofi naturalisti). Si afferma
ora l’idea che tutti abbiano il diritto di fare sentire le proprie opinioni in
assemblea grazie a naturale predisposizione alla politica e che tutti possano
contribuire quindi al bene comune
GORGIA
Cenni biografici
Nato in Magna Grecia intorno a 480
Molto ricco grazie ai relativi insegnamenti statua dorata nel tempio di Apollo
a Delfi
Il + abile oratore nell’uso di figure retoriche
Produzione filosofica
Diverse opere: Intorno al non ente, L’encomio di Elena
Radicalizzatore del relativismo Protagorico
Primo esponente del nichilismo
Scissione tra LINGUAGGIO e realtà
Gorgia, portando alle estreme conseguente il relativismo culturale di Protagora, si fa
interprete del principio per cui il discorso ha valore per sé stesso, anche se sganciato
da ogni criterio di verità universale
Elogia dunque la parola come forza conquistatrice:
“LA PAROLA E’ UNA POTENTE SIGNORA, CHE PUR DOTATA DI UN CORPO
PICCOLISSIMO E INVISIBILE, COMPIE LE OPERE PIU’ DIVINE”
Negazione dell’essere
Gorgia arriva a sostenere dunque una forma di “scetticismo metafisico”,
riconoscendo l’impossibilità di affermare una verità assoluta intorno all’essere perché
l’individuo non possiede strumenti conoscitivi ed espressivi adeguati credibilità
delle affermazioni viene unicamente ancorata alla forza persuasiva delle
parole
1. l’essere non esiste perché la sua affermazione implica una serie di
contraddizioni logiche (tra cui la diversità con cui l’essere viene descritto dai
filosofi)
2. se anche esistesse, non necessariamente sarebbe conoscibile perché
o il logos non necessariamente coglie la realtà
o nulla garantisce che ciò che esiste e ciò che pensiamo coincida
3. se anche fosse conoscibile, non necessariamente sarebbe comunicabile
perché
o non necessariamente il linguaggio rispecchia la realtà
visione PESSIMISTICA dell’esistenza
Nella scissione gorgiana tra cose e linguaggio è ravvisabile una concezione tragica
della realtà
Per Gorgia l’esistenza = dimensione irrazionale in cui gli individui NON sono liberi né
responsabili delle proprie azioni, ma soggiogati da forze incontrollabili come fato,
passioni e parole
ENCOMIO DI ELENA da libro