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FAUST

Il documento è un adattamento di 'Faust' di Goethe e Marlowe, che inizia con un prologo tra Mefistofele, il Signore e un Arcangelo, dove Mefistofele esprime il suo disprezzo per l'umanità. Faust, un dottore insoddisfatto della vita, evoca Mefistofele per ottenere conoscenza e piaceri, accettando di vendere la sua anima in cambio di giovinezza e potere. La storia prosegue con Faust che cerca di conquistare Margherita, mentre Mefistofele lo guida verso il suo destino oscuro.

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FAUST

Il documento è un adattamento di 'Faust' di Goethe e Marlowe, che inizia con un prologo tra Mefistofele, il Signore e un Arcangelo, dove Mefistofele esprime il suo disprezzo per l'umanità. Faust, un dottore insoddisfatto della vita, evoca Mefistofele per ottenere conoscenza e piaceri, accettando di vendere la sua anima in cambio di giovinezza e potere. La storia prosegue con Faust che cerca di conquistare Margherita, mentre Mefistofele lo guida verso il suo destino oscuro.

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FAUST

Adattamento di Giulio C. Carlotto Farnese


da Goethe e da Marlowe

(Entra Mefistofele con il Signore e un Arcangelo.)

(PROLOGO, PRELUDIO E CORO DAL MEFISTOFELE)

MEFISTOFELE:Oh Signore, ti accosti ancora una volta e ti informi di


come vadano le cose da noi, e in altri tempi, mi vedevi, abitualmente,
volentieri come ora in mezzo al tuo seguito. Scusami, non saprei mettere
insieme parole più grandi. Il mio pathos provocherebbe a te pure il riso, se
tu non avessi perduta l'abitudine di ridere. Non so dir nulla di mondi, di
soli; osservo solamente come gli uomini si affatichino. Il piccolo dio del
mondo sempre tale e quale e sempre strambo come al primo giorno.
Vivrebbe meglio se tu non gli avessi dato un po' di parvenza di luce del
cielo. La chiama ragione! Col permesso di Vostra Grazia, egli mi sembra
una di quelle cavallette dalle gambe lunghe. Se ne giacesse egli almeno
solamente sempre nell'erba! Affonda il naso in ogni porcheria.

IL SIGNORE:Non hai altro da dirmi? Non c'è sulla terra mai niente di
buono?

MEFISTOFELE: No, Signore! Trovo che quaggiù, come sempre, va


male assai. Gli uomini nei loro giorni tormentosi mi fanno pena; non mi
piace nemmeno più tormentare quei disgraziati.

IL SIGNORE: Conosci Faust?

MEFISTOFELE: IL dottore?

IL SIGNORE: Il mio servo!

MEFISTOFELE: Davvero, egli vi serve in modo alquanto strano! Chiede


al cielo le più belle stelle ed alla terra i più raffinati piaceri. Nessuna cosa,
vicina o lontana placa la sua anima agitata.

1
IL SIGNORE: Anche se ora mi serve in modo un po' disordinato, lo
condurrà presto verso la chiarezza.

MEFISTOFELE: Che cosa scommettete? Anche quello perderete, se mi


permettete di condurlo, poco alla volta sul mio sentiero!

IL SIGNORE: Finché egli vivrà ... sulla terra, non ti sia ciò proibito:
L'uomo è soggetto ad errare sin tanto che lotta ed anela.

MEFISTOFELE: Allora vi ringrazio.

IL SIGNORE: D'accordo! Ti sia concesso! Svia questo spirito e se ti


riesce di irretirlo conducilo sul tuo sentiero. Ma vergogna a te se tu dovrai
ammettere che un uomo buono è sempre nel suo istinto conscio della retta
via.

MEFISTOFELE: Sta bene. Non sarà una cosa lunga. Se raggiungo il


mio scopo mi permetterete menarne gran vanto?

IL SIGNORE: L'attività dell'uomo s'affloscia troppo facilmente, perciò


gli metto volentieri accanto un compagno che lo sproni, ed agisca e si
comporti come un diavolo.

(Il Signore si ritira insieme all'Arcangelo.)

ARCANGELO: Ma voi, puri e veri figli di Dio gioite della bellezza


vivente e definita!

(Canta -Il Signore e l'Arcangelo si allontanano mentre MEFISTOFELE


mantiene viva l'attenzione su di sé)

MEFISTOFELE: Se l'uomo, in questo piccolo mondo di pazzia, si


considera generalmente un tutto, io sono una parte che in principio era
tutto, una parte delle tenebre che generarono da sé la luce, l'orgogliosa luce
che contende alla madre notte l'antico rango. Eppure non le riesce perché
essa , per quanto operi resta imprigionata nei corpi.

(va via e appare Faust).

2
FAUST: Eccomi qua povero pazzo! Vengo chiamato Maestro e scopro
che non possiamo sapere nulla. Ciò mi brucia quasi il cuore. Mi illudo di
poter insegnare qualcosa di buono, di saper rendere migliori e convertire
gli uomini. Oltre a ciò non ho né beni, né danari, né onori, né pompe del
mondo. Nemmeno un cane potrebbe continuare a vivere così. Mi sono dato
pertanto alla magia, se mai il potere o la parola dello spirito mi rivelassero
qualche segreto.

MEFISTOFELE: Chi mi chiama?

FAUST: Che viso orribile!

MEFISTOFELE: Mi hai evocato con forza, suggendo a lungo alla mia


sfera, ed ora.

FAUST: Ahimè non ti sopporto! Cambia aspetto sei troppo brutto per
servirmi. Vattene e cambia quella santa veste con una più adatta ad un
diavolo.

MEFISTOFELE: Io servo il grande Lucifero, non posso obbedirti senza


il suo permesso.

FAUST: Dimmi, cosa ha Lucifero, il tuo padrone?

MEFISTOFELE: Arcireggente e capo di ogni spirito.

FAUST: Non fu un angelo un tempo?

MEFISTOFELE: Dio lo amava moltissimo.

FAUST: Come mai allora il principe dei diavoli?.....

MEFISTOFELE: Per superbia, ambizione e insolenza.

FAUST: E voi chi siete?

MEFISTOFELE: Dannati per sempre con Lucifero.

3
FAUST: Dannati dove?

MEFISTOFELE: All'inferno!

FAUST: E come mai ne sei fuori?

MEFISTOFELE: Ma qui è l’inferno, non ne sono fuori. Ho visto il volto


del Signore e so cos'è il cielo. E diecimila inferni mi tormentano
vedendomi tolta quell'estasi.

FAUST: Come, il grande Mefistofele s'addolora perché gli hanno tolto il


paradiso? Ora dico a Lucifero questo: Sono pronto a cedergli l'anima, per
averti sempre al mio servizio, per darmi tutto ciò che ti chiedo per dirmi
tutto ciò che ti domando.

MEFISTOFELE: Quando sentiamo qualcuno che abiura le scritture e il


cielo, corriamo per averne l'anima .E non ci muoviamo se non usa mezzi
che lo espongono al rischio di essere dannato.

FAUST: Io voglio!

MEFISTOFELE: La cosa mi piace!

FAUST: Tu mi prometti che io guarirò in mezzo a questa farragine di


frenesia? Che mi toglierai trent'anni di dosso?

MEFISTOFELE: Recati lì... fuori sui campi ed incomincia a zappare ed a


scavare, coltiva il tuo intelletto, nutriti di cibi semplici, vivi da bestia con
le bestie. Credimi questo è il miglior mezzo per ringiovanirti di
ottant'anni.

FAUST: Quella vita limitata non mi si confà .

MEFISTOFELE: Allora deve intervenire la strega!

(MEFISTOFELE e FAUST vanno ad incontrare la strega "ALLEGRO DA


"LA NOTTE DI VALPURGIS" DAL FAUST)

4
LA STREGA: Chi siete voi qui? Che volete? Chi è penetrato di soppiatto
qua dentro? Il tormento del fuoco sia dentro le vostre ossa!

MEFISTOFELE: Mi riconosci mostro! Che cosa mi trattiene dal rompere


le ossa a te e ai tuoi fantasmi! Non hai più¹ rispetto davanti al farsetto
rosso? Non mi riconosci?

LA STREGA: Signore, perdonate il rozzo saluto. Non vedo il piede di


cavallo e i vostri due corvi?

MEFISTOFELE: La civilizzazione che sta uniformando tutto il mondo,


si è estesa anche al diavolo.

LA STREGA: (ballando) Sto quasi per perdere sensi e intelletto,


vendendo qui Satana, il cavaliere!

MEFISTOFELE: Donna, ti prego, non chiamarmi così!

LA STREGA: Ah, ah! Ora ditemi signori, che comandate?

MEFISTOFELE: Un buon bicchiere del ben noto filtro! Del più vecchio!
Gli anni raddoppiano la sua efficacia!

LA STREGA: Ne ho qui una bottiglia, dalla quale anch'io ogni tanto ne


assaggio un po' e che non puzza più affatto!

( la Strega traccia, con strani gesti, un circolo e vi colloca dentro le cose


più strane. Frattanto i bicchieri cominciano a tintinnare, la pentola a
rumoreggiare e a far musica. In ultimo la strega porta un grosso libro, e
fa cenno a Faust di avvicinarsi.)

FAUST: No, dimmi, che cosa sta accadendo?

MEFISTOFELE: Oh! Scherzi solo per ridere. Non fare l'uomo serio,
nella qualità di medichessa, deve mettere insieme un trucco affinché il
filtro ti possa far bene.(obbliga Faust ad entrare nel cerchio.)

5
LA STREGA:(legge nel libro e comincia a declamare con grande enfasi)
Tu devi comprendere! Da uno fa dieci, e lascia andare il due e fa subito il
tre così sarai [Link] il quattro! Da cinque e da sei, fa sette e otto ed è
completa. Nove uno nessuno. E' questa la tavola pitagorica delle streghe!

FAUST: Mi sembra che la vecchia vaneggi come per febbre.

MEFISTOFELE: Basta, basta esimia Sibilla. Dai qua il tuo filtro e


riempi, rapida, la coppa su, sino all'orlo. Coraggio inghiotti, avanti!

LA STREGA: Ti rallegrerà il cuore. Eccovi una canzone. Se la canterai


ogni tanto, ne ricaverete effetti speciali.

(La strega canta e con lei Mefistofele, mentre Faust, come vaneggiando
pronuncia queste parole.

(FAUST ATTO IV, "QUANDO A TE LIETA")

FAUST: Ondeggianti figure, che un giorno, appariste al mio sguardo


turbato, vi avvicinate nuovamente. Tenterà, forse questa volta, di
trattenervi? Sentir il mio cuore incline ai sogni di allora? Ma voi mi fate
ressa intorno .Sta bene. Sia dunque in vostro potere il modo in cui salite
verso di me, su dalle nebbie, dai vapori. Il mio petto si sente
giovanilmente commosso dal soffio incantatore che circonda, simile ad un
nembo, il vostro corteo.

(LA STREGA si allontanata)

MEFISTOFELE: Vieni via rapido e lasciati condurre. Tu devi


assolutamente sudare affinché la virtù del filtro agisca dentro e fuori. In
seguito ti insegnerà ad apprezzare il nobile ozio. E presto proverai con
intima gioia, come Cupido si agiti e saltelli in qua ed in là.

FAUST: Concedimi ancora una rapida occhiata nello specchio!


L'immagine di quella donna era proprio troppo bella!

MEFISTOFELE: No! No! Vedrai presto davanti a te, in carne ed ossa, il


modello di tutte le donne: Margherita:(che passa)

6
(FAUST ATTO III, "SALVE DIMORA CASTA E PURA")

FAUST: Mia bella Signorina, posso osare offrirvi il mio braccio e la mia
compagnia?

MARGHERITA: Non sono né signorina né bella. So andarmene a casa


anche se non accompagnata.(si libera da lui e prosegue)

FAUST: Senti mi devi procurare quella ragazza!

MEFISTOFELE: Ebbene quale?

FAUST: E' passata or ora.

MEFISTOFELE: Quella là...? Ritornava dal suo prete che l'ha assolta da
tutti i suoi peccati. Proprio un'innocente che andata a confessarsi per nulla.
Su di lei non ho potere alcuno!

FAUST: Se questa notte la dolce e giovane ragazza non riposa fra le mie
braccia, a mezzanotte, siamo separati.

MEFISTOFELE: Almeno quindici giorni mi abbisognano per trovare


un'occasione.

FAUST: Avessi solamente sette ore indisturbate, non avrei bisogno del
diavolo per sedurre una creaturina come quella.

MEFISTOFELE: Parlate già come un francese! Il piacere assai minore


se prima non impastate e preparate la vostra fanciulletta di qua, di là e con
ogni mezzuccio, come insegna qualche novella italiana.

FAUST: Procurami qualcosa, una sciarpa che le avvolse il seno una


giarrettiera, per la mia voluttà.

MEFISTOFELE: Vi condurrà, oggi stesso , nella sua stanza.

FAUST: E la vedrò? Sarà mia?

7
MEFISTOFELE: A che serve godere così di furia?

FAUST: Pensa ad un regalo per lei.

MEFISTOFELE: Bene! Conosco più di un bel posticino e più di un


tesoro sepolto da lungo tempo.

(MEFISTOFELE e FAUST vanno nella camera di Margherita.)

MARGHERITA: Darei qualche cosa per saper chi era quel signore oggi!
Veramente sembrava molto ardito e di nobile casata. Benvenuto
crepuscolo che inondi di te questo santuario! O dolce pena d'amore, tu che,
pur languendo vivi della rugiada della speranza, prendi possesso del mio
cuore!

MEFISTOFELE: Ecco un cofanetto alquanto pesante. L'ho portato via da


qualche altra parte. Riponetelo pure.

FAUST: Non so; devo proprio?

MEFISTOFELE:E lo chiedete ancora? Su via rapido!

MARGHERITA: Che afa qui dentro! E tuttavia non fa caldo fuori. Mi


corre un brivido per tutto il corpo. (Mentre si spoglia incomincia a
cantare. Apre l'armadio per riordinare i suoi vestiti e il cofanetto di
gioielli)

MARGHERITA: Come venuto qui dentro il bel cofanetto? Forse l'ha


portato qualcuno a mia madre. Quasi, quasi lo apro! A chi apparterrà mai
tutta questa magnificenza? (si adorna e si colloca davanti allo specchio)
Se fossero miei almeno gli orecchini! Si ha subito un tutt'altro aspetto. A
che servono bellezza e giovinezza? Son cose belle e buone, ma tutti
tendono all'oro e tutto dipende dall'oro! Ah! Noi poveri!

FAUST: Procurami subito dei nuovi gioielli. Questi del resto non sono
gran ché.

MEFISTOFELE: Già per il signore tutto un gioco da bambini!

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FAUST: Sii un diavolo vero e non di pappa e procurami dei nuovi
gioielli!

MEFISTOFELE: Sà, gentile signore, volentieri, con tutto il cuore. (Faust


esce) Un innamorato pazzo come costui, per divertire l'amata, butterebbe
all'aria il sole, la luna e tutte le altre stelle.(va via)

MARGHERITA: (coglie una margherita e ne strappa uno dopo l'altro i


petali)

FAUST: ( senza essere visto) Dolce tesoro che ne vorrà fare? Un mazzo?

MARGHERITA: Mi ama, non mi ama.

FAUST: Che sta mormorando?

MARGHERITA: Mi ama, non mi ama..

FAUST: Dolce viso di cielo!

MARGHERITA: Mi ama, non mi ama, mi ama, non mi ama, .mi ama!

FAUST: Sia mia . Fa che la parola di questo fiore diventi, per te, un
responso divino.

(MARGHERITA al braccio di FAUST come ipnotizzata)

MARGHERITA: Ben mi accorgo che il signore mi usa troppa cortesia.


So anche troppo bene che il mio semplice conversare non può essere
interessante per un uomo di tanta esperienza.

FAUST: Un tuo sguardo una parola tua, interessano più di tutta la


sapienza del mondo.

(bacia la mano di lei, mentre Mefistofele entra invisibile a Margherita)-

(MEFISTOFELE, ATTO I, SCENA DEL GIARDINO)

9
MEFISTOFELE: Che avverrà dunque?

FAUST: Pazzo allontanati da me e non rinnovellare nei miei sensi, già


sconvolti, la brama del dolce corpo di lei!

MARGHERITA: Dimmi dunque: tu sei un uomo buono e di cuore, ma,io


credo non fai gran conto della religione.

MEFISTOFELE:(a Faust) Bene! Voi mi insultate ed io rido.

FAUST:(a MEFISTOFELE) Serpe! Serpe!

MARGHERITA: No, così non va bene. Ah, se avessi un po' di potere su


di te! Non onori nemmeno i sacramenti.

FAUST: Li onoro.

MARGHERITA: Ma senza desiderarli! Credi tu in Dio?

MEFISTOFELE: Avanti dunque, confermalo e sii sincero o pagherai più


cari i tuoi traccheggi.

FAUST: Amor mio, chi può dire: io credo in Dio! Interroga preti e saggi e
la risposta sembrerà ... schernire colui che avrà posta la domanda.

MARGHERITA: Allora tu non credi?

MEFISTOFELE:(a FAUST)La sua fede grande, l'anima non la posso


toccare. Ma tutto ciò che può affliggere il corpo lo proverà per quel che
vale.

FAUST:...Chi può osare di nominarlo e confessare. Io credo in lui. Non si


inarca il cielo? Non sta quaggiù, sotto di noi, solida la terra? E non si
levano sù eterne stelle? Non si specchia, forse il mio occhio nel tuo? Ed il
tuo cuore non si agita vicino a me? E quando ti sentirai felice in questo
sentimento, chiamalo come vuoi. Chiamalo felicità, cuore, amore, Dio! Il
sentire, tutto. Solamente un suono, un fumo che vela lo splendore del
cielo.

10
MEFISTOFELE:(soddisfatto al pubblico) Cosa non farei per la sua
anima!

MARGHERITA: Ora devo andare.

FAUST: Ah, non potrei trascorrere una breve ora tranquilla sul tuo seno,
cuore contro cuore?

MARGHERITA: Ah, se almeno dormissi sola! Ma mia madre dorme con


me.

FAUST: Angelo non te ne preoccupare.

MEFISTOFELE: (a FAUST) Eccoti una boccettina.

FAUST: (ripetendo) Eccoti una boccettina...

MEFISTOFELE: Tre gocce sole nella sua bevanda…

FAUST: Tre gocce sole nella sua bevanda..

MEFISTOFELE: Avvolgeranno i sensi di lei in un sonno profondo.

FAUST: Avvolgeranno i sensi di lei in un sonno profondo.

MARGHERITA: Non le nuocerà... spero.

FAUST: O cara e te lo consiglierei?

MARGHERITA: amore mio mi basta guardarti e non so che cosa mi


guidi secondo il tuo volere.

(MARGHERITA e Faust ascoltano una romanza d'amore .Alla fine


MARGHERITA va via per poi ritornare come richiamata dalle parole di
una tremenda figura)

SPIRITO MALIGNO: O Margherita, come era diverso per te quando tu,


piena d'innocenza, ti accostavi all'altare. Margherita! Dove hai il cervello?

11
E quale delitto nel cuore? Prega per l'anima di tua madre che per colpa
tua, passata dal sonno ad una lunga, lunga pena? e sotto il tuo cuore non
si muove e cresce un qualche cosa con una presenza piena di
presentimenti?

MARGHERITA: Ahimè! Ahimè! potessi liberarmi di questi pensieri che


si muovono, in qua in là, contro di me!

MEFISTOFELE: Ti afferra l'ira! La tromba squilla! Ed il tuo cuore,


risorto dalle ceneri, rinpalpita nuovamente nei tormenti delle fiamme!

MARGHERITA: Fossi lontana di qui! Mi sembra che il respiro mi spezzi


nel più profondo del cuore.

MEFISTOFELE: Nasconditi!

MARGHERITA: Mi manca il respiro!

MEFISTOFELE: Colpa e vergogna non si nascondono. Gli eletti volgono


il viso via da te. I puri hanno orrore di tenderti le mani.(Margherita scappa
e si rincantuccia per terra in un angolo dell'ambiente, cantando poche
frasi musicali di disperazione)

(FAUST ATTO II "SCENA DELLA CHIESA")

FAUST: (entrando) Desolata! Disperata! Miseramente errante senza


meta, per lungo tempo, sulla terra e ora in prigione! La dolce, infelice
creatura rinchiusa, come una delinquente in carcere fra terribili tormenti!
Sino a questo punto! E tu spirito miserabile, me lo hai tenuto nascosto!
Consegnata a spiriti maligni e alla spietata giustizia degli uomini. E intanto
tu la lasci andare in perdizione senza soccorrerla!

MEFISTOFELE: Non la prima!

FAUST: Cane! Ripugnante mostro! O Spirito infinito, mutalo, muta


questo verme nuovamente nella sua figura di cane.

12
MEFISTOFELE: Eccoci di nuovo all'estremo limite del nostro intelletto
là dove a voi uomini dà di volta il cervello. Perché fai vita in comune con
noi se poi non ci resisti?

FAUST: Non digrignarmi in faccia i tuoi famelici denti! Mi fai schifo!

MEFISTOFELE: Siamo stati noi ad attaccarci a te o tu a noi?

FAUST: Salvala! O guai a te!

MEFISTOFELE: Non posso sciogliere i vincoli del vendicatore.


"Salvala" Chi è stato a precipitarla nella rovina? Io o tu? (FAUST guarda
intorno infuriato)

MEFISTOFELE: Vuoi ricorrere al fulmine? Per fortuna non fu concesso


a voi, poveri mortali!

FAUST: Portami lì...! Deve venir liberata!

MEFISTOFELE: Ti condurrò, ma odi quello che io posso fare! Ho forse


io potere in cielo e in terra? Offuscherò i sensi del custode del carcere, tu
conducila fuori con la tua mano d'uomo! Io sarò di guardia! I cavalli
incantati sono pronti, vi porteranno via. Questo lo posso fare.

FAUST: Via partiamo!(Faust va verso Margherita con un mazzo di chiavi


ed una lampada.)

(FAUST: "DIO POSSENTE")

FAUST: Mi coglie un brivido da gran tempo inconsueto in me, mi assale


tutto il dolore dell'umanità...(MARGHERITA canta un canto malinconico
e disperato) Essa certamente è lontana dal pensare che l'amato la sta
ascoltando.

MARGHERITA: Ahimè! Ahimè essi giungono. Morte amara!

FAUST: Gridando così, sveglierai i guardiani.(fa finta di sciogliere le


catene)

13
MARGHERITA: (in ginocchio) O boia, sono ancora così giovane e devo
morire! Ero anche bella e ciò fu la mia rovina. Vicino mi era l'amico ed ora
lontano.

FAUST: Chi può reggere a tanto dolore!

MARGHERITA: Ch'io prima dia il latte al bambino; me l'hanno preso


per farmi penare ed ora dicono che io l'ho ucciso.

FAUST: (si getta ai suoi piedi)Uno che ti ama giace ai tuoi piedi per
schiuderti questo carcere di dolore.

MARGHERITA: Questa era la voce dell'amico! (le catene si sciolgono)

FAUST: Margherita! Margherita!

MARGHERITA: Dov’è? L'ho sentito chiamare! voglio fuggire via,


giacere sul suo petto!

FAUST: Sono io!

MARGHERITA: E' lui? E' lui? Vieni a salvarmi!

FAUST: (tentando di portarla via) Vieni con me! Vieni con me!

MARGHERITA: Amore baciami(lo accarezza)Ahimè le tue labbra sono


fredde, sono mute! Dov’è rimasto il tuo amore?

FAUST: Vieni, seguimi! Cara coraggio!

MARGHERITA: Fuori di qui?

FAUST: All'aperto!

MARGHERITA: Non devo andar [Link] me non c'è più speranza alcuna.

FAUST: Il giorno sta spuntando. Amore mio! amore mio!

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MARGHERITA: Il giorno! Sì, fa giorno! Doveva essere il mio giorno di
nozze!

FAUST: O non fossi mai nato!

MARGHERITA: (vedendo MEFISTOFELE) Giustizia divina mi sono


affidata a te!

MEFISTOFELE: (a Faust) Vieni! Vieni! Pianto in asso te con lei.

FAUST: Padre salvami! Voi angeli! Voi celesti schiere accampatevi


intorno a me per proteggermi! Enrico, ho orrore di te!

MEFISTOFELE: (con rabbia) E' salvata! Tu via con me (trascinando


Faust)
MARGHERITA: Enrico! Enrico! (canta il finale)

F I N E

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