DIRITTO PT.
1 (STATO E DIRITTI DEI CITTADINI)
i rapporti etico-sociali e i rapporti economici;
La costituzione italiana tutela, nei rapporti etico-sociali, i diritti all'interno della FAMIGLIA, la
protezione della SALUTE come diritto fondamentale di ognuno e sostiene l'ISTRUZIONE.
Nei rapporti economici, questa tutela soprattutto i LAVORATORI SUBORDINATI (DIPENDENTI)
ed i loro diritti.
RAPPORTI ETICO-SOCIALI (ARTT 29-34)
La famiglia (art 29, 30 e 31)
La famiglia si definisce come un gruppo di persone legate da rapporti di affetto, solidarietà e
di sangue e può considerarsi la prima forma di vita comune tra gli esseri umani. La
costituzione distingue la famiglia legittima, fondata sul matrimonio (art 29), e la famiglia
di fatto, che nasce dalla convivenza di due persone e dagli eventuali figli.
Le altre forme di famiglia riconosciute sono:
convivenze di fatto, che prevedono un contratto di convivenza in forma scritta in cui sono
disciplinati i rapporti patrimoniali tra le due parti (es la comunione dei beni);
unioni civili, che sono possibili anche tra due persone maggiorenni dello stesso sesso e che
si svolgono con dichiarazione di front all'ufficiale di stato civile e a due testimoni; con l'unione
civile le due parti hanno l'obbligo di convivenza e di assistenza morale e materiale reciproca.
Hanno fondamentalmente gli stessi diritti delle coppie unite in matrimonio.
La tutela della salute (art 32)
La salute è un nostro fondamentale diritto, ma anche considerata un dovere verso noi stessi e
gli altri, perchè il benessere di ognuno contribuisce a quello generale della società e al suo
progresso.
Per applicarlo concretamente, lo stato ha istituito dal 1978 il *servizio sanitario nazionale*,
coordinato dal ministero della salute e coordinato (secondo il decentramento delle funzioni)
dalle Aziende sanitarie locali (ASL), che fornisce ai cittadini tutti i servizi di assistenza
sanitaria. Questa è gratuita per le prestazioni essenziali, o prevede il pagamento di un ticket
per le altre, da cui però sono esonerate persone con un reddito molto basso o affette da
malattie gravi. *!!!tutto ciò perché il nostro è uno stato sociale, welfare state!!!*
Lo stato vieta i trattamenti sanitari arbitrari, lasciando la libertà ai cittadini di scegliere se
essere sottoposti o meno a qualsiasi tipo di cura (chemio), tranne in alcuni casi specifici rivolti
al benessere comune come le vaccinazioni obbligatorie.
Più recentemente, nel 2017, lo stato ha anche approvato il testamento biologico, che
determina la possibilità per ognuno di scegliere, attraverso DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI
TRATTAMENTO (DAT), se essere sottoposto o meno a respirazione o nutrizione artificiale
qualora fosse necessario.
Il DAT prevede anche la nomina di una persona di fiducia che rappresenterà il malato nelle
relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.
Un dibattito molto acceso in materia è quello del *suicidio assistito* , che è attualmente
vietato, se non per una sentenza della Corte costituzionale del 2019 in cui si approva il
suicidio medicalmente assistito solo in casi di "persone affette da patologie irreversibili fonti di
sofferenza fisica o psicologica intollerabili, tenuta in vita con trattamenti e capace di prendere
decisioni consapevoli". Siamo quindi in attesa di una legge che applichi questa sentenza.
L'istruzione (art 33 e 34)
La Costituzione riconosce il diritto all’istruzione, che costituisce un valore individuale e di
rilevanza collettiva, in quanto e un vantaggio per tutta la società.
Con l’entrata in vigore della costituzione (1 gennaio 1948), lobbligo scolastico era di almeno 8
anni, ad oggi e esteso fino ai 16 anni di età, e si prevede di prolungarlo ulteriormente per
equiparare il nostro paese agli altri stati europei.
È inoltre riconosciuto il diritto di borse di studio e assegni alle famiglie per gli studenti
meritevoli ma privi dei mezzi necessario.
Inoltre, la Costituzione riconosce il valore educativo dello sport in tutte le sue forme (Art 33).
RAPPORTI ECONOMICI (ART 35-43)
Lavoro subordinato (Art 35-40)
La costituzione tutela soprattutto il lavoro subordinato: nell’art 36 sancisce per prima cosa il
diritto alla retribuzione, che deve essere proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro
svolto e deve consentire al lavoratore e alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa;
Nell’art 37 tutela le donne lavoratrici, che hanno gli stessi diritti e le stesse retribuzioni dei
lavoratori di sesso maschile. Sono garantite, inoltre, condizioni di lavoro adeguate alle madri
lavoratrici;
(art 38) I lavoratori subordinati sono anche tutelati da assistenze pubbliche in caso di
invalidità, malattia, infortunio e la pensione al termine dell’attività lavorativa;
Secondo l’art 39, ogni lavoratore ha il diritto di partecipare e organizzazioni sindacali per la
protezione dei propri interessi, e secondo l’art 40, si ha il diritto allo sciopero, di cui però si
tiene conto in busta paga.
Iniziativa economica privata (Art 41-43)
L’art 41 garantisce la libertà di iniziativa economica nei limiti dell’utilità sociale, mentre l’art
42 stabilisce che la proprietà e pubblica o privata; questo fissa le basi per l’esistenza di
un’economia mista; L'art 43 consente allo Stato di nazionalizzare (trasferire o riservare)
imprese o categorie di imprese, operanti in settori di preminente interesse generale (servizi
pubblici essenziali, fonti di energia, o monopoli), a favore dello Stato, enti pubblici o comunità
di lavoratori/utenti, previo indennizzo e per fini di utilità generale.
RAPPRESENTANZA E DIRITTI POLITICI
L’Italia è una repubblica democratica, fondata quindi sul principio della sovranità popolare:
conosciamo già la differenza tra democrazia diretta e indiretta, ma in Italia il popolo elegge
solo il parlamento; quest’ultimo elegge il Presidente della Repubblica che a sua volta forma il
governo, controllato dal parlamento stesso. Questo metodo, però, ad oggi evidenzia una
grande distanza tra i cittadini e i loro rappresentanti, cosa che determina ad esempio una
diffusa insoddisfazione verso la politica.
Il problema che si pone nella democrazia è quello di stabilire la vera volontà popolare per
questo si usa il criterio della maggioranza. Ogni parte ha infatti un ruolo specifico: la
maggioranza prende le decisioni. Mentre la minoranza svolge un'azione di controllo e offre
alternative politiche.
Partiti politici
I partiti politici, disciplinati dall'art 49, sono associazioni Private non riconosciute inspirate a
una determinata ideologia e volte a tutelare specifici interessi pubblici.
Nel corso della storia i primi partiti a sorgere in Europa furono nel 700 in Regno Unito
(conservatori e progressisti), e poi i partiti di massa verso la fine dell'Ottocento. Dal
dopoguerra inizio il periodo della “prima Repubblica”: In Italia il primo fu il Partito dei
lavoratori italiani, seguito dal partito popolare italiano e da quello fascista. Nel corso della
storia, il governo vide la costante prevalenza dei partiti di centro, come la democrazia
cristiana, E l'esclusione del partito comunista, Nonostante fosse il secondo più votato; tutto
questo fino alla svolta dagli anni 90, con la formazione della Lega Nord, che aveva come
obiettivo la lotta alla corruzione dei partiti di governo. Questa portò, infatti, allo “scandalo di
Tangentopoli”, in cui si scoprirono diversi legami tra partiti politici e organizzazioni criminali,
che portò la caduta dei partiti principali, e alla nascita nel 1994 del partito Forza Italia,
fondato dall'imprenditore Silvio Berlusconi, Dando inizio alla “seconda Repubblica”,
Caratterizzata dai partiti italiani Uniti in coalizioni.
Il diritto di voto e corpo elettorale
Come sappiamo, la democrazia indiretta avviene attraverso il voto, con il suffragio universale
presente in Italia dal 1946: Questo prevede il diritto di voto per tutti i cittadini maggiorenni
anche se residenti all'estero (corpo elettorale), ed esclude il voto solo per soggetti in
situazioni particolari, come la condanna a determinate pene o detenuti. Il voto presenta
caratteristica specifiche Secondo la nostra Costituzione:
- Personale, perché bisogna votare di persona
- uguale, in quanto a tutti i voti hanno lo stesso valore
- libero, perché ognuno deve poter votare secondo le proprie idee
- segreto, in quanto votiamo da soli e non siamo tenuti a condividere il nostro voto con
nessuno.
Il voto è anche considerato un dovere civico, perché va esercitato per senso di solidarietà
politica, ma non è un obbligo giuridico, Perché il suo mancato esercizio non comporta
sanzioni.
La nostra democrazia si fonda inoltre sulle elezioni, che possono essere:
- Politiche, con cui il popolo elegge i propri rappresentanti in Parlamento
- amministrative, per la nomina dei rappresentanti del popolo negli organismi locali
(regioni e comuni)
- Europee, Per scegliere i componenti del Parlamento dell'unione europea.
L’esercizio del voto
L'esercizio del voto spetta i comuni, tramite gli uffici elettorali: i cittadini che intendono votare
devono recarsi presso il seggio, esibire la propria tessera elettorale insieme a un
documento di identità, presidente, che le inserirà nelle apposite urne.
Sistema elettorale
il sistema elettorale è l'insieme delle norme che regolano le elezioni e i loro effetti.
Svolgimento delle elezioni parlamentari il territorio di uno stato viene suddiviso in collegi, che
possono essere uninominali, Per eleggere un solo parlamentare, o plurinominali.
In generale, esistono 2 tipi di sistema elettorale:
- il sistema elettorale proporzionale, (Dove ci sono collegi plurinominali) in cui ogni
partito ha una percentuale di posti in Parlamento pari a quella dei voti ricevuti. Si parla
in questo caso di sistema proporzionale puro, che prevede però una percentuale
minima (4%) di voti per avere dei seggi in Parlamento.
- Il sistema elettorale maggioritario, (con collegi uninominali) in cui Il partito con più
voti (anche solo la metà + uno) ha il 100% dei seggi in parlamento.
Tra questi due sistemi, Quello proporzionale è sicuramente più rappresentativo e democratico,
ma potrebbe risultare instabile; quello maggioritario, al contrario, è sicuramente più facile da
governare, ma meno rappresentativo.
?riassunto rubins
Istituti di democrazia diretta
Gli strumenti di democrazia diretta nel nostro paese sono:
- Petizione (art 50), Cioè una richiesta scritta dai cittadini (senza numero minimo) al
Parlamento su una materia di interesse pubblico.
- Iniziativa di legge (art 71), in cui il popolo può presentare proposte di legge alle camere
del Parlamento (min di 50.000 firme)
- Referendum (art 75), che esiste in tre tipi:
abrogativo (quello sull’aborto), una votazione in cui il popolo sceglie se mantenere o
rimuovere una determinata legge, La cui richiesta può essere presentata da 5 consigli
regionali oh da un minimo di 500.000 elettori; Una volta accettata la richiesta, si
procede con un controllo formale (Corte di cassazione), uno sostanziale (Corte
costituzionale), per poi fissare la data del referendum (Presidente della Repubblica).
Dopodiché, il referendum si svolge solo se si raggiunge il quorum costitutivo (50% + 1
degli aventi diritto al voto), e si approva se si raggiunge quello deliberativo
(maggioranza di “si” nei voti).
Costituzionale, Che è ammesso se Una legge di revisione costituzionale non viene
approvata con la maggioranza dei 2/3 in entrambe le camere; questo può essere
richiesto da 1/5 dei parlamentari, 500.000 elettori o 5 consigli regionali.
Regionali, Per modificare lo statuto di una regione; può essere richiesto da 1/50 degli
elettori regionali o 1/5 dei componenti del consiglio regionale.
Interventi di cittadinanza attiva
Questo può essere motivato da interessi personali, competenze professionali o caratteristiche
della comunità in cui si vive, e spesso porta alla partecipazione a organizzazioni senza scopo
di lucro in campi come il contrasto del degrado ambientale, la valorizzazione del patrimonio
culturale e storico…
questo segue il principio di sussidiarietà orizzontale (secondo cui il cittadino deve avere la
possibilità di collaborare con le istituzioni), e sono spesso gli stessi enti pubblici a sostenere
ed incoraggiare questo tipo di attività, organizzando eventi e forum per i giovani.
PARLAMENTO
Composizione del parlamento
In Parlamento è l'organo costituzionale titolare del potere legislativo (secondo la divisione dei
poteri di Montesquieu), ed è composta da due camere che svolgono esattamente le stesse
funzioni (bicameralismo perfetto; Sistema più sicuro, ma con procedimenti burocratici più
lunghi): la Camera dei deputati, formato da 400 membri e la camera Del Senato della
Repubblica, formata da 200 membri più i senatori a vita. Le due camere hanno sede entrambe
a Roma, rispettivamente a palazzo Montecitorio e a Palazzo Madama. In alcuni casi specifici,
come l’elezione del Presidente della Repubblica, il parlamento si riunisce in seduta comune.
Il parlamento viene eletto ogni 5 anni (periodo della legislatura), tranne in caso di
scioglimento anticipato delle camere, disposto dal Presidente della Repubblica se i rapporti tra
parlamento e governo perdano la fiducia. Nel periodo di elezione del nuovo parlamento, viene
prorogato il potere delle precedenti camere (che operano solo in situazioni di urgenza), come
stabilito dall’art 61.
L’elettorato si divide in attivo, cioè gli aventi diritto al voto, che si acquista ai 18 anni;
l’elettorato passivo è il diritto di essere votati che si acquista a 25 anni come deputato e a 40
come senatore.
Organizzazione delle camere
Le camere del Parlamento si organizzano secondo un proprio regolamento (art 64) e sono
strutturate in diversi organi.
Il presidente dirige i lavori dell'aula, è imparziale e proclama i risultati delle votazioni.
L'ufficio di Presidenza svolge funzioni amministrative e gestisce l'organizzazione e le
finanze della camera.
I gruppi parlamentari riuniscono i parlamenti dello stesso partito; ogni Gruppo elegge un
capogruppo e partecipa all'organizzazione dei lavori.
Le commissioni permanenti esaminano le leggi per materie specifiche e intervengono nella
fase di discussione e approvazione.
Le giunte curano l'organizzazione interna e controllano la regolarità delle elezioni e dei
parlamentari.
Funzionamento delle camere
Le sedute delle camere sono pubbliche, quindi è permesso ai cittadini di assistervi. Per essere
valide, le deliberazioni delle camere devono rispettare innanzitutto il numero legale (quorum
costitutivo), che corrisponde alla metà +1 dei componenti di ciascuna assemblea (art 64).
Nonostante questo, spesso i membri delle camere votano anche in mancanza del numero
legale; questo è possibile perché, se non si richiede esplicitamente il conteggio delle
presenze, il numero legale si presume, ma per le decisioni più rilevanti viene sempre richiesta.
In secondo luogo, deve essere rispettato il criterio della maggioranza (quorum deliberativo),
che esiste in tre tipi:
- Semplice: metà +1 dei votanti
- Assoluta: metà +1 dei componenti della camera
- Qualificata: ancora maggiore di quella assoluta, per esempio i 2/3 dei componenti.
Le modalità di votazione sono prevalentemente in modo palese, utilizzando il voto elettronico;
i parlamentari hanno tre opzioni di voto: si, no, astensione. In passato, il voto era segreto, per
garantire più libertà decisionale ai parlamentari (senza temere sanzioni dal proprio partito),
Ma questo favoriva anche il fenomeno dei cosiddetti “franchi tiratori”, ossia parlamentari che
votavano contro le indicazioni del proprio gruppo e contro le proprie dichiarazioni. Per questo
oggi il voto segreto è ammesso solo in casi particolari.
A volte i parlamentari dell'opposizione adottano tecniche per rallentare i lavori parlamentari
senza violare le regole, per esempio modifiche alle leggi (fenomeno della navetta) o
abbandonare l'aula per far mancare il numero legale, questo fenomeno è detto ostruzionismo
parlamentare.
La posizione giuridica dei parlamentari
Secondo il principio della rappresentanza politica e dell'autonomia, i parlamentari, una volta
eletti, restano in carica per tutta la legislatura e svolgono il loro mandato senza vincoli (art
67). Questo significa che non sono obbligati a seguire le istruzioni degli elettori, anche se
spesso seguono le indicazioni del partito di appartenenza.
I parlamentari non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti
dati; questo per garantire la libertà di manifestare il loro pensiero ed essere indipendenti.
Questo vale finché il parlamentare agisce nell'ambito delle sue funzioni.
Inoltre, i parlamentari non possono essere arrestati (Art 68), perquisiti o intercettati. Questo
ha l'obiettivo di evitare che l'autorità giudiziaria possa usare i procedimenti penali come
strumento di persecuzione politica, E nasce da quando nelle prime monarchie costituzionali in
Europa, venivano esercitate forti pressioni sui parlamentari arrivando anche ad arrestarli per
le loro posizioni politiche.
Per poter essere eletti, non devono esserci cause di ineleggibilità o incompatibilità: le cause di
ineleggibilità impediscono a un parlamentare di essere eletto o di candidarsi, E sussistono se
il candidato ha rapporti con governi esteri oppure è titolare di determinati uffici; le cause di
incompatibilità, invece, impediscono di mantenere contemporaneamente la carica di
parlamentare insieme ad altre cariche istituzionali. (Senatore e deputato, parlamentare e
Presidente della Repubblica…). In questi casi si deve scegliere quale incarico tenere tra i due.
L’iter legislativo
Come sappiamo, la funzione del Parlamento è quella di promulgare le leggi. Questo avviene in
quattro fasi:
1. Proposta di legge: è Un testo normativo, redatto in articoli e preceduto da
un'introduzione volta a chiarire i suoi obiettivi, depositato presso una camera dove
viene discusso e approvato. Quando una proposta di legge è presentata dal governo (o
da un ref. Con min 50.000 firme) al Parlamento si definisce disegno di legge.
2. Discussione e approvazione: Sono le fasi in cui il presidente della Camera in cui è
stata depositata l'iniziativa deve verificare la regolarità della proposta e decidere a
quale procedura sottoporla: procedura ordinaria, abbreviata, decentrata e redigente.
Procedura ordinaria: il progetto di legge viene esaminato dalla commissione, Che
lo riassume e passa all'assemblea, Dove viene votato articolo per articolo, e poi per
intero. Se viene approvato, il progetto passa all'altra camera per lo stesso esame.
Procedura abbreviata: ammessa per progetti legislativi urgenti e che riduce i
tempi di discussione alla metà.
Procedura decentrata: consiste nel cambiamento di ruolo della commissione, che
agisce in sede deliberante e decide direttamente la sua approvazione. Questo
accade per i provvedimenti di minor rilievo, o su quelli di cui il parere delle camere è
già scontato.
Procedura redigente: affida alla commissione l'esame e l'approvazione dei singoli
articoli della proposta, riservando l'approvazione finale dell'intero progetto a tutti i
componenti dell'assemblea.
Quando la legge passa tra le camere subendo continue modifiche avviene un fenomeno
detto “navetta”.
3. Promulgazione: Una volta approvata la legge dal Parlamento, si passa al presidente
della Repubblica, che ha il compito di promulgarla (renderla ufficiale), con la propria
firma. Il capo dello Stato può esaminarla e modificarla se lo ritenesse necessario;
questo potere è detto “veto sospensivo”, ma può essere esercitato una sola volta,
quindi se le camere riaprivano la legge senza cambiarla questa sarà promulgata così
com'è.
4. Pubblicazione: Dopo la promulgazione la legge viene pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione,
salvo diversa indicazione della legge. Si dà per scontato che, una volta entrata in
vigore, la legge sia conosciuta da tutti i cittadini e pertanto rispettata.