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Coco Chanel

Coco Chanel, nata Gabrielle Bonheur Chanel, è stata una stilista rivoluzionaria che ha trasformato la moda femminile nel XX secolo, liberando le donne da abiti costrittivi e introducendo capi pratici e comodi. La sua carriera è iniziata in un orfanotrofio e ha preso slancio a Deauville, dove ha reinterpretato l'abbigliamento ispirato ai marinai, culminando nel lancio del famoso profumo Chanel N°5. Chanel ha rappresentato un nuovo modello femminile, promuovendo la semplicità e il comfort, e ha avuto un impatto significativo sul movimento femminista attraverso le sue creazioni.

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Coco Chanel

Coco Chanel, nata Gabrielle Bonheur Chanel, è stata una stilista rivoluzionaria che ha trasformato la moda femminile nel XX secolo, liberando le donne da abiti costrittivi e introducendo capi pratici e comodi. La sua carriera è iniziata in un orfanotrofio e ha preso slancio a Deauville, dove ha reinterpretato l'abbigliamento ispirato ai marinai, culminando nel lancio del famoso profumo Chanel N°5. Chanel ha rappresentato un nuovo modello femminile, promuovendo la semplicità e il comfort, e ha avuto un impatto significativo sul movimento femminista attraverso le sue creazioni.

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Coco Chanel

Pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel (Saumur, 19


agosto 1883 – Parigi, 10 gennaio 1971), nasce in un
ospizio dei poveri a Saumur, da Henri-Albert Chanel
e Jeanne DeVolle, la bambina venne concepita al di
fuori del vincolo matrimoniale, così come la sorella
Julie, nata un anno prima. il padre di Gabrielle era
un venditore ambulante, che girovagava per mercati
dell'Auvergne, tra i monti della Francia sud-
orientale, la madre, Jeanne figlia di un locandiere,
diede alla luce Gabrielle all'età di diciannove anni.
La famiglia si trasferì poco dopo a Issoire, dove
vennero concepiti Alphonse, nel 1885, Antoinette
nel 1887 e Lucien, nel 1889, in seguito alla nascita
dell'ultimo genito, la famiglia traslocò a Brive-la-
Gaillarde.

La mamma Jeanne, probabilmente spossata


dalle gravidanze, si ammalò e morì in
seguito a una febbre accompagnata da un
attacco di asma. Venne trovata morta una
mattina del febbraio 1895 all'età di trentadue
anni, Chanel dichiarò che aveva 6 anni
all'epoca, mentre in realtà ne aveva già 11.

Aubazine
In seguito alla morte della moglie, Albert prese con
sé i figli, per abbandonarli nuovamente presso la
residenza della propria madre, a Vichy, ma la
donna non poté occuparsi personalmente dei
bambini infatti Lucien e Alphonse, vennero
mandati a lavorare presso un'azienda agricola,
mentre le tre sorelline Chanel, furono affidate alle
suore della congregazione del Sacro Cuore, presso
l'orfanotrofio di Aubazine. Ad occuparsi degli
orfani fu anche una coppia di zii: Louise Chanel e
Paul Costier.
Nelle collezioni di Chanel si può percepire
l'influenza degli anni di vita monacale, le suore
hanno ispirato in Mademoiselle l'«amore per il
bianco ed il nero» e l'«austerità».
All'orfanotrofio, le sorelle Chanel facevano parte
di un gruppo di bambine senza famiglia o con
parenti così poveri da non potersi permettere
donazioni all'istituto, infatti le bambine venivano
trattate diversamente e sfavorite rispetto alle
altre.

A Deauville, Chanel ispirata dai marinai, reinterpretò il loro


abbigliamento, realizzando dei maglioni col medesimo scollo.
Capel fu per Chanel non solo un amante, ma anche il suo
finanziatore infatti nel 1913, Capel aprì per Chanel un nuovo
negozio nella località balneare di Deauville. Lo stile di Chanel si
rifaceva alla vita comune delle persone che la circondavano, per
dare all'abbigliamento quella praticità, che la Belle Époque aveva
sostituito con bustini, corsetti e impalcature per cappelli. Coco
veniva associata da Paul Poiret allo stile pauvre, mentre Karen
Karbo, sostiene che Chanel non attinse il suo stile dalle classi più
povere, ma dal genere umano. Nell'estate del 1914 scoppiò la
guerra e Chanel Modes decollò, le famiglie più facoltose della
Francia trascorrevano il periodo estivo nella località costiera di
Deauville, lì le signore potevano acquistare bei cappellini ed abiti
leggeri.

Chanel era l'unico negozio di abbigliamento


rimasto aperto e offriva capi di vestiario che in
quella situazione si presentavano pratici e adatti
alle esigenze.
Finiva un mondo, mentre un altro stava per nascere,
occorreva semplicità e comodità, Chanel offri tutto
questo. Sull’onda del successo di Deauville, il 15
luglio 1915 Chanel Modes, aprì anche sulla costa
atlantica dlla Francia, lontano dalle linee del fronte a
Biarritz al confine con la Spagna neutrale, con cui
iniziò il commercio. Nel 1917, in uno dei cinque
laboratori che Chanel aveva aperto, 60 sarte erano
impegnate a confezionare solo abiti per le ricche
signore spagnole.

Cocò Chanel con la maglia alla marinara


Il 1916 è l'anno del jersey: Coco Chanel acquistò
dall'industriale tessile Jean Rodier una partita di jersey
lavorato a macchina, col quale iniziò a realizzare i suoi
capi. Come vuole la mitologia Chanel, esiste anche un'altra
versione: il contratto sottoscritto per Rue Cambon
prevedeva che il negozio vendesse solo cappelli, perché vi
era già nei paraggi un negozio d'abbigliamento. Non
essendo a quell'epoca il jersey considerato materiale per
vestiario da donna, pare che Chanel abbia aggirato i termini
contrattuali. L'introduzione nel settore dell'abbigliamento
di questo materiale fino ad allora destinato alla
realizzazione di biancheria fu una vera novità, ancora oggi
Chanel è nota per le sue creazioni in jersey. Nel 1917,
Chanel con l'aiuto di Capel riuscì ad ampliare le sue attività
di Parigi e di Biarritz, arrivando a contare cinque laboratori
e trecento lavoranti.

Misia Sert e il circolo degli artisti In quegli anni


Chanel, fece la conoscenza di Misia Sert, la donna
che la introdusse nel mondo degli artisti e degli
intellettuali. Maria Misia Sophie Olga Godebska
Natanson Edwards Sert, pianista polacca, aveva
fatto il suo ingresso nel mondo dell'arte in seguito
al suo matrimonio con il fondatore della rivista
d'avanguardia, Revue Blanche, Thadèe Natanson.
L'incontro tra Misia e Coco avvenne durante una
festa e si concluse, con Chanel che regalò il suo
cappotto e Misia, alla quale era tanto piaciuto.
Grazie a questa amicizia, Chanel poté fare la
conoscenza di figure come Paul Morand, Pablo
Picasso, Jean Cocteau, Max Jacob e Igor
Stravinsky.
Pantaloni

Nel 1918, Chanel restituì a Capel, la somma completa che le


aveva prestato per il suo atelier, lo stesso anno lui si fidanzò con
la giovane Diana Lister Wyndham, per rafforzare la sua
posizione sociale e la sposò in ottobre. Tuttavia anche dopo il
matrimonio, Capel e Chanel non interruppero la loro
frequentazione, che si protrasse fino al 1919. Quello stesso
anno, nella notte fra il 22 e il 23 dicembre, Capel, in viaggio da
Parigi verso Cannes, ebbe un grave incidente stradale e perse la
vita all'età di 38 anni. Chanel a causa della grave perdita si
buttò a capofitto nel lavoro. a causa di un'epidemia di
spagnola.
Le petit robe noire
Nello stesso anno ebbe un'altra perdita: la
sorella minore, Antoinette, partita col suo
novello sposo argentino alla volta di
Buenos Aires, morì Le rimanevano solo
Alphonse e Lucien. Chanel non volle più
riconoscere i suoi fratelli, ma inviò
comunque loro del denaro, fino a che non
fu costretta a chiudere l'attività, a causa
della seconda guerra mondiale.

Rue Cabon

I successi
Negli anni venti, Chanel lanciò la moda del
capello corto, fu una fatalità essendosi
accidentalmente bruciata i capelli su un
fornello, tagliò anche il resto, dopo poco tempo
le giovani donne alla moda imitarono il suo taglio.
Nel 1925 Chanel inizia la frequentazione del
duca di Westminster, Hugh Richard Arthur
Grosvenor, noto come Bendor, fu lui che fece
nascere in lei l'interesse per il tweed scozzese.
Lo stesso anno a Parigi si tenne l'Exposition des Chanel imponeva il nuovo stile la cui parola
Arts Décoratifs et Industriels Modernes, una chiave era comodità, Poiret non seppe
rassegna delle innovazioni nelle arti applicate, che adeguarsi e il richiamo alla Belle Époque dei
segnò la disfatta dello stilista Paul Poiret, rivale di suoi capi segnò il tramonto della sua era. Il 1926
Coco. per lei fu l'anno del debutto del piccolo
vestito nero, la petite robe noire, che la rivista
americana Vogue dell'epoca elogiò,
paragonandolo ad un'automobile Chanel
procedeva nella sua ascesa e nel 1928 la sua
maison parigina si trasferì da Rue de Cambon
21, dove occupò ben tre piani, nel 1927, gli abiti
sportivi firmati Chanel arrivarono anche
oltremanica, nel quartiere di Mayfair a Londra
Chanel N°5
Negli anni venti, Coco intraprese un relazione col Granduca Dmitri Pavlovitch, cugino dello zar
Nicola II, che conobbe a Biarritz, nel 1923 uscì sul mercato il suo profumo Chanel N°5, messo a
punto con l'aiuto del profumiere Ernest Beaux, presentatole da Pavlovitc. Beaux era figlio del
profumiere dello Zar, emigrato in Francia a causa della Rivoluzione russa, e aveva realizzato in
Russia, un Eau de Catherine, nome poco consono ai tempi e al luogo - che, con qualche
accorgimento, sarebbe diventato il profumo di cui era alla ricerca Coco in Francia. La fragranza era
del tutto innovativa, in un'epoca in cui iniziavano a farsi timidamente largo i profumi di sintesi. Il
profumo di Chanel venne realizzato artificialmente, con molecole sintetiche, nasceva così un
nuovo ideale di profumo, la fragranza prese il nome di N°5 in quanto corrispondeva alla quinta
essenza scelta da Chanel (ma si dice anche che il 5 fosse il suo numero preferito). Nel 1924
Chanel entra in società con i fratelli Paul e Pierre Wertheimer, proprietari della casa di profumi e
cosmesi Les Parfumeries Bourjois, che acquistarono i diritti sulla produzione di profumi e prodotti di
bellezza col marchio Chanel. In seguito alla fondazione della società e all'enorme successo dello
Chanel N°5, Gabrielle rivendicò i diritti sul suo profumo. Al N°5, seguirono il N°22 nel 1922,
Gardénia nel 1925, Bois des îles nel 1926, Cuir de Russie nel 1927, Sycomore, Une idèe nel 1930,
Jasmin 1932, Pour Monsieur nel 1955 e per finire il N19 nel 1970

Lo stile Chanel e la rivoluzione femminile


Al termine della prima guerra mondiale, durante la
quale Chanel Modes aveva imposto la sua presenza sul
mercato, nasce il prototipo della garçonne, che Chanel
interpretò insieme a Patou.
Coco Chanel, attraverso la moda, rappresentò il
nuovo modello femminile che stava sviluppandosi
nel 900: una donna dinamica,che lavorava e che non
poteva più essere schiava dell'abbigliamento
costrittivo della Belle Époque. Le donne non erano
più vestite dalle cameriere, ma erano attive e
avevano bisogno di sentirsi a loro agio.

Chanel diede a quella nuova donna il vestito giusto, Lo stesso famoso


vestitino nero sembra proprio ispirato alla divisa delle commesse.
La stilista sosteneva che la vera eleganza non può prescindere dal
libero movimento e dall'utilizzo di materiali umili. l'ispirazione che
traeva dalle figure legate alla vita lavorativa, Chanel venne
rinominata la regina del genre pauvre, una «“povertà di
lusso" molto moderna e snob».Paul Poiret chiamava lo stile di
Coco misérbailisme de luxe, la stilista liberò le donne da corsetti
e impalcature per cappelli, donando loro abiti comodi, semplici gio
nelle linee per intraprendere una vita quotidiana dinamica. nel

proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche. »


Dal 1913 al 1930, Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio e abbassò il punto vita,
promuovendo l'uso del jersey e dello stile alla marinara, per finire con l’ introduzione dei pantaloni
femminili. Chanel crea la nuova donna del XX secolo, che afferma la propria femminilità, attraverso la
rivisitazione di capi d’abbigliamento maschili. Non si volle mai descrivere mai come femminista, ma la sua
rivoluzione nel disegno dell'abito femminile, diede un significante contributo al movimento femminile e
coincise con l'esplosione del movimento femminista.

Gli anni della Depressione


Negli anni trenta Chanel si dedica alla realizzazione di gioielli, fino a quel momento la stilista aveva
proposto in abbinato ai suoi capi, pezzi di bigiotteria, come i gioielli di cristallo, pietre finte, collane di perle
false e catenelle dorate. Il 29 ottobre 1929 con il crollo di Wall Street, Chanel inizia a risentire della
Depressione e decise di partire per Hollywood, avendo ricevuto un incarico come costumista. Rientra a
Parigi due anni dopo e fu allora, che iniziò a proporre gioielli veri. Affiancata dai disegnatori Etienne de
Beaumont e Fulco di Verdura, Chanel espose le creazioni nella sua casa di Faubourg Saint-Honoré. La
maison contava 20.000 dipendenti, 34 profumerie e realizzava 28 000 modelli l'anno. Chanel intraprese una
relazione con Paul Iribe, caricaturista basco, che insieme all'amico della stilista, Cocteau, fondò la rivista Le
Mot. La relazione iniziò intorno al 1933 e si protrasse fino al 1935, quell'anno Paul muore giocando a tennis
sotto gli occhi di Chanel, che inconsolabile dopo la sua perdita, per combattere le sue insonnie, si mette ad
abusare di Sédol, un ipnotico a base di morfina del quale presto non si potrà più liberare.

La carriera da costumista
Chanel non fu solo una grande stilista, ma impiegò il suo talento anche nelle opere teatrali e
cinematografiche, l'esordio risale al 1911, quando il suo cappello di paglia entrò sulla scena di Bel
Ami, di Guy de Maupassant, adagiato sul capo dell'attrice Gabrielle Dorziat. Debuttò però nella
vera carriera da costumista nel 1922, disegnando i costumi per l'opera realizzata dal poeta Cocteau,
Antigone. Chanel realizzò delle tuniche di lana grezza, decorate con motivi greci, in seguito, nel
1924, Chanel lavorò nuovamente per Cocteau, realizzando gli abiti per gli attori del balletto Le
Train Bleu; anche Picasso contribuì all'opera, occupandosi della scenografia, più tardi, grazie al suo
nuovo amante, il duca di Westminster, Chanel incontrò Samuel Goldwyn, il quale la invitò negli
Stati Uniti per realizzare i costumi da impiegare nei suoi film. Chanel accettò e nell'aprile del 1931
partì alla volta di Hollywood in compagnia di Misia. Il contratto sottoscritto da Chanel prevedeva
che realizzasse abiti per l'attrice Gloria Swanson, che tuttavia rifiutò di indossare sempre abiti della
stessa stilista, la carriera americana di Chanel si ridusse a un solo film.

Gli anni quaranta


Con l'avvento della seconda guerra mondiale, Chanel chiuse il suo atelier, per riaprirlo solo alla fine
del conflitto. Nel 1939, fuggì da una Parigi bombardata, per farvi ritorno nell'agosto del 1940. In
quegli anni, Coco intraprese una relazione con una membro del controspionaggio nazista, Hans
Günter von Dincklage, detto Spatz, e in seguito si legò a uno dei giovani capi delle SS, Walter
Schellenberg. Voleva servirsi degli agganci che aveva nell'ambiente inglese e in quello tedesco per
mandare in porto la sua strategia di pace, escogitata insieme a Theodor Momm. L'operazione prese
il nome di Modellhut, il piano prevedeva che la trattativa si dovesse svolgere in Spagna. Lì però
l'accompagnatrice di Chanel, Vera Lombardi la tradì denunciandola all'Intelligence come un'agente
tedesca. In seguito all'operazione Modellhut, nel 1944 le FFI (Forze Francesi dell'Interno)
arrestarono Chanel, proprio per le sue relazioni con spie nemiche, venne rilasciata dopo un
interrogatorio di tre ore. Nel 1945, Chanel raggiunse Spatz in Svizzera, dove rimase in esilio.
Il ritorno
Negli anni in cui Chanel si assentò dal panorama della moda, si affacciò con le sue stravaganti
proposte Christian Dior, che nel 1946 aprì il suo salone a Parigi. La risposta creativa di Dior alla
guerra giunse nel 1947, con il suo New Look , che rinviava al passato, al busto della Belle Époque e
alle gonne lunghe. Chanel non apprezzerà il recupero dei vecchi canoni e « di Dior dirà che
“addobba delle poltrone, non veste delle donne: l'eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa,
raffinata povertà” ». Fu un vestito da ballo realizzato con una tenda di taffetà a segnare il suo
ritorno, nel 1953, Marie-Hélène de Rotschild, figlia di Edmond e Maggy van Zuylen si apprestava a
partecipare al ballo più importante dell'anno con un abito che Chanel definì un «orrore», Cocò si
improvvisò sarta e con il tessuto di una tenda cremisi, cucito direttamente sul corpo della giovane
donna, realizzò per lei un nuovo vestito. Il giorno dopo, Marie-Hélène disse a Chanel quale scalpore
avesse suscitato il suo abito. Nel 1954, ormai settantunenne, Chanel riaprì la sua maison e si
ripresentò al suo pubblico con una nuova collezione, che presentò il 5 febbraio del 1954. I 30
modelli sfilarono davanti agli occhi di una folla di compratori, fotografi e giornalisti, la prima
reazione dei critici francesi fu assolutamente negativa, a causa del ricorrere dei vecchi temi, ben
presto però i consensi iniziarono ad arrivare dall'America e Chanel tornò ancora una volta di moda.

Gli ultimi successi


Nell'anno del ritorno di Chanel, la stravaganza della Schiaparelli non era più acclamata come agli
esordi, e la stilista fu costretta a chiudere.
La proposta di Chanel nell'anno della sua riapertura è il tailleur in tweed, con una gonna che
riacquista un poco di lunghezza sotto il ginocchio, la giacca corta e i bottoni dorati. Nel 1955,
Mademoiselle ottenne un altro successo, dando vita ad un altro intramontabile accessorio firmato
Chanel: la borsetta 2.55 l'innovativo design si ispira, nella pura tradizione Chanel, al guardaroba
maschile: per dare volume alla sua pochette, la stilista prese esempio dalle giacche che gli stallieri
indossavano agli ippodromi. La borsa matelassé, ovvero trapuntata presentava l'aggiunta di una
tracolla, che consisteva in una catenella di metallo, intrecciata al cuoio.
« Mi sono stancata di dover portare la mia borsa in mano quindi ho aggiunto sottili cinturini,
cosicché possa essere usata come una borsa a tracolla. »
(Coco Chanel, Handbags: What Every Woman Should Know, 2006)
Nel 1957, Christian Dior venne a mancare e lo stesso anno Coco Chanel venne invitata a Dallas per
ricevere il Neiman-Marcus Award, l'Oscar della moda. Negli anni sessanta debuttò il sandalo
bicolore, realizzato per Chanel dal calzolaio francese André Massaro.

Il destino della maison


Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell'Hôtel Ritz, all'età di 87 anni. Lasciò il suo
patrimonio alla fondazione Coga, creata nel 1965 a Vaduz. In seguito alla sua morte la maison
venne gestita dai suoi assistenti: nel 1971, Gaston Berthelot, Jean Cazaubon e Yvonne Dudel si
presero cura dell'atelier. Passarono poi il testimone a Philippe Guibourgè nel '78, che venne
sostituito da Ramone Esparza nel 1980. Dal 1983 la maison venne affidata a Karl Lagerfeld,
morto il 19/02/2019, oggi la casa di moda è guidata da Virginie Viard, braccio destro di Lagerfeld
per 30 anni.
Caratteri dello stile
L'intramontabilità dello stile Chanel è stata oggetto di analisi da parte di molti studiosi, a differenza
della sua contemporanea, Elsa Schiaparelli, che si fece influenzare dalla corrente Surrealista e dallo
stile di Poiret, Chanel era scollegata dalle tendenze e dalle mode del momento. La classicità di
Chanel si conserva negli anni, grazie alle linee definite dei contorni e ai tessuti opachi, che con i
loro colori sono in grado di catturare la luce. Il semiologo francese Jean-Marie Floch individuò
l'estraneità temporale di Chanel nella capacità che aveva la stilista di assemblare alla moda
femminile, elementi della moda maschile e quindi opposti, originando un bricolage, il risultato di
tale bricolage è qualcosa di totalmente nuovo, una femminilità accentuata per paradosso.

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