Cicerone
Cicerone è forse il più importante fra gli autori latini; fu un oratore ed è considerato come il
primo avvocato della storia ma ricordiamo anche la sua divulgazione della filosofia greca.
Rappresenta il tipico uomo di cultura e di politica di Roma e fu anche uno dei protagonisti
dell'epoca in cui viveva sostenendo fino alla fine il sistema repubblicano a Roma quando ci
fu l’avvento prima di Giulio Cesare e poi Ottaviano e Marco Antonio.
La vita
Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino, nel Lazio meridionale, il 3 gennaio
del 106 a.C. Apparteneva ad una famiglia equestre e questa sua classe
sociale lo portò ad avere l'appellativo di homo novus, perché era il primo della
sua famiglia ad aver occupato un posto nella gerarchia politica di Roma.
Ebbe un'ottima educazione, studiando anche lingua, poesia e cultura greca.
Si interessò al pensiero di Epicuro e di Platone e, fin da quando era molto
giovane, iniziò a manifestare il suo amore per la filosofia. Cicerone si definiva
un “uomo completo” perché possedeva una cultura straordinaria.
Compì servizio militare, ma non lo attraeva questo tipo di vita, così perfezionò
i suoi studi di diritto da alcuni dei giuristi più importanti dell'epoca.
Durante gli anni delle guerre civili, Cicerone ebbe il suo primo incarico da
avvocato con la difesa di Roscio Amerino. Crisogono, uno dei liberti più vicini
a Silla, voleva impadronirsi dell'eredità del padre di Roscio e fece accusare il
figlio di avere assassinato il padre. Dalla parte di Crisogono c'era Ortensio,
uno dei più importanti oratori dell'epoca. Cicerone riuscì a vincere la causa e
successivamente partì per la Grecia per evitare rappresaglie.
Ritornò a Roma e iniziò la sua carriera politica, continuando quella da
avvocato. Divenne questore in Sicilia e i Siciliani, colpiti dal suo senso di
onestà, gli affidarono una causa contro Verre, un altro governatore dell'isola.
A difendere Verre c’era sempre Ortensio e Cicerone questa volta fu così
spietato che l'accusato decise di ritirarsi in esilio prima di essere condannato.
Tornato a Roma fu eletto prima pretore e l'anno successivo console. Durante
il suo anno da console si verificò l'episodio più importante della sua carriera
politica, cioè la repressione della congiura di Catilina, nella quale erano
impiegati anche alcuni aristocratici impoveriti tra cui Giulio Cesare, quando
non aveva ancora assunto un importante ruolo politico. Cicerone venne a
sapere di questa congiura ed il giorno dopo aspettò Catilina in Senato
scagliandosi contro con una grinta che portò l’accusato a partire al più presto
da Roma. Successivamente continuò la sua campagna contro Catilina
rivolgendo orazioni al popolo e al Senato finché non prese provvedimenti fra i
quali condannare senza processo alcuni dei complici mentre l'esercito del
Senato annientò le sue milizie e uccisero Catilina stesso.
Al termine del suo consolato, Cicerone acquistò una casa sul Palatino e
riprese la sua attività di avvocato. Dopo pochi anni, fu formato il primo
triumvirato fra Pompeo, Crasso e Cesare; anche Cicerone fu chiamato a far
parte di questo gruppo ma rifiutò.
Quando Cesare partì per la Gallia, chiese a Cicerone di seguirlo ma lui
ancora una volta declinò l’offerta. Durante questo periodo, il tribuno della
plebe Publio Clodio fece promulgare una legge che puniva con la morte il
magistrato che avesse mandato a morte cittadini romani senza processo
(proprio come Cicerone aveva fatto con i seguaci di Catilina), così Cicerone
andò in esilio in Grecia.
L’esilio di Cicerone durò poco, infatti l'anno successivo fu richiamato a Roma.
Era un periodo di violenti scontri tra fazioni politiche; in uno scontro fu ucciso
Clodio e Cicerone assunse la difesa dell'uomo che aveva commissionato il
suo assassinio.
Quando iniziano gli scontri fra Cesare e Pompeo, Cicerone si schierò dalla
parte del perdente e quando Pompeo morì e Cesare prese il potere, Cicerone
dovette ritenersi fortunato se Cesare gli aveva risparmiato la vita e gli aveva
permesso di rimanere ancora a Roma.
Subì anche delle disgrazie nella sua vita privata; divorziò prima da un lungo
matrimonio e poi gli morì la figlia durante parto. Durante questo brutto periodo
il suo rifugio fu la filosofia, infatti scrisse le sue più importanti opere
filosofiche.
Dopo la congiura di Giulio Cesare, ci furono scontri tra i cesariani guidati da
Marco Antonio e i cesaricidi Bruto e Cassio. Ciceroni si scontra dalla parte del
Senato e pronuncia una serie di violentissime orazioni pubbliche contro
Marco Antonio (le Filippiche).
Marco Antonio in un primo momento fu sconfitto però successivamente dopo
aver stipulato un secondo triumvirato con Ottaviano Augusto e Lepido,
riprese il potere e la prima azione del trio fu la compilazione delle liste di
proscrizione.
Su queste liste di proscrizione, il nome di Cicerone compariva in cima
all'elenco. Inizialmente cerco di scappare ma fallì e quando finalmente stava
per imbarcarsi e riuscire ad andare via da Roma, venne raggiunto dai sicari e
il 7 dicembre del 43 a.C. Cicerone fu sgozzato da una spada all'età di 63
anni. Per ordine di Marco Antonio le sue mani furono esposte a Roma nel
Foro.
Le opere
Le opere di Cicerone possono essere raggruppate in:
orazioni politiche e giudiziarie;
scritti teorici sulla retorica;
opere politiche;
opere filosofiche;
epistolario;
opere poetiche.