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02 Modulo II (BN)

Il documento discute la gestione d'impresa, evidenziando l'importanza delle operazioni esterne e interne per la creazione di valore. Viene analizzato il rapporto tra finanziamenti e investimenti, con particolare attenzione alle fonti di finanziamento proprie e di terzi, e alla necessità di un equilibrio tra capitale proprio e capitale di credito. Infine, si esplorano gli impieghi e il capitale di funzionamento, sottolineando l'importanza dei fattori produttivi nell'acquisizione di risorse necessarie per la produzione.

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02 Modulo II (BN)

Il documento discute la gestione d'impresa, evidenziando l'importanza delle operazioni esterne e interne per la creazione di valore. Viene analizzato il rapporto tra finanziamenti e investimenti, con particolare attenzione alle fonti di finanziamento proprie e di terzi, e alla necessità di un equilibrio tra capitale proprio e capitale di credito. Infine, si esplorano gli impieghi e il capitale di funzionamento, sottolineando l'importanza dei fattori produttivi nell'acquisizione di risorse necessarie per la produzione.

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2.1.

La gestione di impresa
e le fonti proprie di finanziamento

Fonte bibliografia: Elementi di EA, pp. 53-56

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 1

La gestione d’impresa
La gestione è: un complesso co-ordinato di operazioni per il raggiungimento di
un obiettivo unitario, ossia la creazione di valore

• Le operazioni si distinguono:
– esterne: che si concretizzano in atti di scambio diretti con il mercato, in
due direzioni: 1. dall’impresa al mercato; 2. dal mercato all’impresa
– interne: si tratta di atti interni all’impresa, privi di contatti diretti con il
mercato, ma che troveranno sbocco successivo nel mercato
• Lo scambio consente di valorizzare l’operazione e quindi di misurarla in
termini finanziari (quanto denaro è stato scambiato)
• Le operazioni esterne sono immediatamente valorizzate, quelle interne
devono attendere il successivo scambio (quindi diventare esterne)
2

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

1
La gestione d’impresa è unitaria
nello spazio e nel tempo
• La gestione si svolge in cicli «ripetitivi» e «continui» di operazioni nel
tempo e nello spazio (fenomeno unitario)
• Significa che un’operazione è collegata alle altre operazioni, sia in
termini temporali che in termini sistemici (spazio)
Esempio: se oggi faccio un acquisto di merci, questa operazione è legata a quella di
successiva rivendita delle merci (termini sistemici), anche se quest’ultima avviene in un
tempo successivo, anche lontano (termini temporali)

• Considerare una operazione separatamente dalle altre non ha un


significato economico compiuto
Esempio: se acquisto le merci per 100, ho fatto un buon acquisto?

• È possibile suddividere la gestione in periodi temporali?


Si, ma solo per motivi di ordine pratico (conoscere gli andamenti) e normativo
(pagare le imposte allo Stato), si ha una suddivisione in periodi amministrativi ma ciò
avviene mediante semplificazioni, approssimazioni e ipotesi

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 3

Le fasi della gestione

1. Acquisizione risorse
monetarie

4. Cessione dei risultati della


combinazione di risorse, con Scambi 2. Investimento delle risorse
monetarie in risorse operative
acquisizione di nuove risorse con il mercato
monetarie

3. Combinazione risorse operative


(consumo/utilizzo)

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 4

2
Il rapporto fra finanziamenti e investimenti
Le prime due fasi della gestione sono strettamente legate
Ogni azienda necessita di risorse monetarie iniziali che si ottengono dai
finanziamenti
Tali finanziamenti saranno ricercati (per forma e composizione) in linea
con la propria politica degli investimenti (risorse)

INVESTIMENTI
FINANZIAMENTI
(risorse)

Ci sarà sempre un rapporto di uguaglianza: Investimenti = Finanziamenti

Investimenti (attivo) = Finanziamenti (passivo)


Equazione principale su cui si basa
il Bilancio di esercizio

Le fonti di finanziamento: definizioni

Fonti

Proprie Di terzi

Conferito dal Ottenuto da banche


proprietario o dai soci e altre istituzioni finanziarie

Capitale Capitale
proprio (rischio) di credito

Capitale di finanziamento
Funzione: dotare l’impresa di risorse monetarie necessarie alla gestione 6

3
Capitale proprio
• E’ la prima risorsa finanziaria dell’impresa
• Senza il «capitale proprio» non può prendere avvio l’attività produttiva
(ruolo giuridico ed economico)
• Il capitale proprio viene conferito dal proprietario/soci a titolo
«definitivo» (finché sono proprietari o soci)
• Per l’impresa è vantaggioso in termini gestionali (destinazione verso
investimenti rischiosi e/o di lungo periodo) e monetari (non va
rimborsato)
• E’ soggetto a variazioni legate:
– agli esiti (positivi o negativi) dello svolgimento della gestione
– a nuove politiche di gestione (per esempio un ampliamento degli
investimenti) (nuovi conferimenti)

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 7

Le variazioni del capitale proprio per


autofinanziamento (netto)
• Autofinanziamento netto: è la ritenzione di ricchezza creata (reddito)
con lo svolgimento della gestione
• La ricchezza creata durante un periodo della gestione, che dovrebbe
rappresentare in tutto o in parte il compenso per i proprietari/soci,
viene «trattenuta» sommandosi alla ricchezza preesistente
• L’autofinanziamento produce benefici dal lato:
– finanziario: limita il ricorso al capitale di credito
– economico: aumenta la ricchezza (forza) dell’impresa
NB: I proprietari/soci rinunciano a percepire questa ricchezza, ma non a titolo
«definitivo», perché potrebbero richiederla anche quando sono ancora
proprietario/soci
L’autofinanziamento deve essere rappresentato separatamente dal capitale
apportato dai proprietari/soci

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 8

4
2.2
Le fonti di finanziamento di terzi

Fonte bibliografia: Elementi di EA, pp. 56-59

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 9

Capitale di credito
• Si ricorre a tale risorsa per integrare il capitale proprio,
ampliando le dimensioni e le potenzialità dell’impresa
• In base ai tempi di rimborso si distinguono:
– F. di lungo periodo, più di 12 mesi (mutui, leasing, prestiti
obbligazionari) = REDIMIBILITA’
– F. di breve periodo, meno di 12 mesi (conti correnti,
anticipazioni, s.b.f., …) = ESIGIBILITA’
• Le redimibilità sono meno onerose e da abbinare a
investimenti di lunga durata, ma più difficili da ottenere
• Le esigibilità sono più onerose e da abbinare a investimenti di
breve durata
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 10

10

5
Onerosità del capitale di credito:
il tasso di interesse
• Il capitale di credito non viene concesso gratuitamente
• Il costo del capitale credito è rappresentato dall’interesse, espresso
sotto forma percentuale (tasso di interesse)
• Come ogni bene/merce, il costo del denaro dipende, in primo luogo,
dalla domanda e dall’offerta
• In generale, maggiore è l’offerta minore è il costo (tasso) e viceversa
• Sul costo del denaro incide anche il rischio di insolvenza o di liquidità

Da un punto di vista computistico


• Interesse: compenso per il riporto in avanti nel tempo del denaro
• Formula: I = C x r x t I=Cxrxm I = C x r x gg
100 1.200 36.500

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026


11

11

Capitale proprio e di credito: differenze

Profili Capitale proprio Capitale di credito


Variabile, legata ai Stabilita per contratto
Remunerazione (interessi)
risultati ottenuti
(dividendi)
Tempi di rimborso Di norma non sono Sono stabiliti, sia a
previsti breve/t che a lungo/t
Rischio Totale (pieno), di Limitato e subordinato
mancato rimborso o rischio capitale proprio
remunerazione

Profilo giuridico E’ la dotazione


economico dell’azienda (la sua E’ un debito
ricchezza)

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 12

12

6
La scelta fra capitale proprio e di credito
• Ogni impresa deve ricercare la giusta proporzione (equilibrio) fra
capitale proprio e di credito
• Non esiste una proporzione valida per tutte le imprese e per tutti
tempi (ricerca continua equilibrio)
• La scelta dipende:
– Dal tipo e durata di investimenti che si vogliono compiere
– Dalla capacità di acquisire capitale di terzi (affidabilità)
– Dalla «costo» del capitale di terzi
– Dal rischio che si intende sopportare
– Dalla forza economica e autonomia di cui si vuole dotare
l’impresa e il suo soggetto economico

13
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

13

Capitale di credito: mutui


• L’impresa ottiene da un istituto di credito un finanziamento di
m/l termine, impegnandosi a corrispondere, sulla base di un
prestabilito piano di ammortamento, delle rate periodiche
• Ogni rata contiene: quota capitale (a riduzione del debito) e
quota interesse (costo del prestito)
Esempio semplificato di mutuo a tasso fisso:
mutuo da 100.000 € durata 10 anni, rata annua costante 11.000 €, tasso 2%.
1. Rata: q.i. (100.000*2%) = 2.000 €; q.c. 9.000 €
2. Rata: q.i. (91.000*2%) = 1.820 €; q.c. 9.180 €

I mutui si distinguono secondo:
• la garanzia prestata: chirografari o ipotecari
• il tasso di interesse: fisso o variabile o altre forme variabili

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Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

14

7
Capitale di credito: leasing
• L’impresa riceve il godimento di un bene (ma non la proprietà)
dietro pagamento di un canone periodico e alla scadenza del
contratto può decidere di prorogare il contratto, restituire il
bene o riscattarlo pagando una somma prestabilita
• Contratto atipico (posizione intermedia tra locazione e
finanziamento) di durata pluriennale
• Rispetto al mutuo:
– meno garanzie
– molto più oneroso
• Maggiore adattabilità alle esigenze aziendali

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Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

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Capitale di credito: prestito obbligazionario

• Finanziamento di m/l termine concesso alle SpA e Sapa


mediante emissione di appositi titoli di credito (rinvio).
• Possibilità per le srl (nuovo art. 2483 c.c.)
• La società emittente si impegna al pagamento periodico di
cedole di interesse e alla restituzione finale di un valore di
rimborso
• Limiti all’importo di emissione
• Sono ammesse obbligazioni convertibili in capitale

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Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

16

8
Capitale di credito: aperture di credito

• La banca si obbliga a mettere a disposizione dell’impresa una


somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo
indeterminato

• L’impresa utilizza la somma attraverso prelievi e ricostituisce


la disponibilità mediante versamenti

• E’ un finanziamento di breve termine (tempo determinato o


indeterminato)

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Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

17

Capitale di credito: anticipazioni garantite


• La banca concede un finanziamento previa concessione di una
garanzia (normalmente pegno su bene mobile)
• Oggetti tipici del pegno:
– anticipazioni su merci
– anticipazioni su titoli

• Possibilità di integrazione della garanzia in caso che questa


diminuisca oltre il decimo del valore inizialmente stimato
• E’ un finanziamento di breve termine
• Secondo la modalità di utilizzo si distinguono:
– anticipazioni a scadenza fissa
– anticipazioni in conto corrente

NB: altre forme di esigibilità (sconto bancario, accrediti sbf, ecc.)


18
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

18

9
Schema
investimenti e finanziamenti

CAPITALE PROPRIO
- Conferimenti
- Utili non assegnati

CAPITALE DI
CREDITO
INVESTIMENTI * REDIMIBILITA’
- Mutui
- Prestito obbligazionario

* ESIGIBILITA’
- Conti correnti passivi

19
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

19

2.3
Gli impieghi e il capitale di
funzionamento

Fonte bibliografia: Elementi di EA, pp. 60-77

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 21

21

10
Gli impieghi come investimenti nei fattori
produttivi
• L’impresa investe le fonti finanziarie nell’acquisizione di
risorse (di fattori produttivi e finanziarie)
• I fattori produttivi: beni materiali e immateriali necessari per
lo svolgimento della produzione
• Ciascun fattore partecipa a tanti cicli operativi quanto
consente la sua capacità massima
• Man mano che il fattore viene utilizzato la sua capacità si
riduce (si consuma)
• Una volta esaurita la capacità, il fattore è totalmente
consumato e deve essere sostituito per compiere un nuovo
ciclo produttivo
22

22

Una classificazione in base alla capacità e ai


tempi di utilizzo

Fattori Fattori
a fecondità a fecondità
semplice ripetuta

Impieghi di circolante Impieghi immobilizzati

- materie prime - fabbricati


- prodotti finiti - impianti Materiali
- merci - ….
- --- - marchi
Immateriali
- brevetti
- ….
23
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

23

11
Fattori produttivi: differenze

Profili Fecondità semplice Fecondità ripetuta


Un solo ciclo di Più cicli di produzione o
Tempi di utilizzo produzione o 1 anno più anni

Completa nel periodo Parziale in un ciclo o in


Capacità di utilizzo
1 anno
(consumo)
Brevi, di norma entro 12 Medio lunghi, superiori
Tempi di rinnovo mesi a 12 mesi

Denominazione Attivo Circolante Immobilizzazioni

24
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

24

Esempio
• Un’impresa dolciaria ha in produzione un dolce che richiede, a
livello unitario, i seguenti fattori
- fattori a fecondità semplice
– Uova costo unitario € 1,00
– Farina costo unitario € 0,50
– Zucchero costo unitario € 0,25
– Energia elettrica costo unitario € 0,50

- fattori a fecondità ripetuta


– Pentolame (200 cicli) costo unitario € 40,00
– Forno (1.000 cicli) costo unitario € 1.000,00

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 25

25

12
Esempio: domande
• Di quante fonti di finanziamento (CP e/o capitale di credito)
ho necessità per attivare il 1° ciclo produttivo?
• Qual è il costo complessivo di ogni ciclo produttivo? Quale
potrebbe essere il prezzo di vendita della torta?
• Quanto è il valore della pentola dopo il 1° ciclo produttivo? E
dopo il 200° ciclo?
• Quanto è il valore del forno dopo il 1° ciclo produttivo? E dopo
il 200° ciclo produttivo? E dopo il 1.000° ciclo produttivo?
• Di quante fonti di finanziamento ho necessità per attivare il
201° ciclo produttivo? E il 1.001° ciclo?

26
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

26

Fattori produttivi: rischi di mancato recupero


• L’acquisizione dei fattori produttivi è anticipata rispetto alla loro
partecipazione ai cicli di produzione
• Sussistono rischi di mancato recupero a causa di:
– la capacità di utilizzo non è quella prevista
– il fattore della produzione è tutto o in parte inutilizzabile
– il risultato della sua utilizzazione non è quello previsto
– …
• In termini economici il rischio consiste nel non riuscire a
«recuperare» il valore del fattore consumato
• In questo consiste il rischio di impresa
• I fattori a fecondità ripetuta risultano i più rischiosi
27
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

27

13
Fattori produttivi a fecondità ripetuta e
l’ammortamento
• I fattori a fecondità ripetuta sono utilizzati in più anni (o più
cicli di produzione)
• L’utilizzo annuo (= entità della capacità effettivamente
consumata) prende il nome di «ammortamento»
• Ammortamento: è la parte «consumata» per effetto della
gestione e misura la «perdita di valore» del fattore per
effetto del suo utilizzo nella gestione
Esempio: la pentola prima del 1° utilizzo aveva un valore di 20. Dopo il 1°
utilizzo il valore scende a 16. Pertanto, 4 è l’ammortamento.

NB: Questa perdita di valore va recuperata immediatamente


ogni anno e «risparmiata» (autofinanziamento lordo)
28
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

28

Ammortamento e autofinanziamento lordo


Un fattore produttivo a fecondità ripetuta ha un valore di € 3.000 e può essere
utilizzato per 3 cicli operativi, dando luogo a un prodotto vendibile a € 1.200.
Due casi: a) si spende tutto quanto si incassa
b) si spende solo quanto eccede il valore consumato
Anno Uso/ Valore Incasso Spese Spese
ammortamento residuo a b
1 1.000 2.000 1.200 -1.200 -200
2 1.000 1.000 1.200 -1.200 -200
3 1.000 0 1.200 -1.200 -200
Totale 3.000 0 3.600 -3.600 -600
Residuo denaro 0 3.000
Nel caso b), ho «risparmiato» 1.000 ogni anno, in totale 3.000. Ciò prende il nome di
autofinanziamento lordo, in quanto:
1) il risparmio è “destinato” a sostituire la risorsa consumata
2) alla fine dell’utilizzo si conserva lo stesso valore iniziale del patrimonio (invarianza
del capitale)
29
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

29

14
I servizi
• Per svolgere i processi produttivi, l’impresa ha necessità di
ricevere anche dei servizi
• Si pensi:
– Erogazione di energia elettrica
– Consulenze di esperti
– …
• In questi casi non si compiono investimenti, ma si «pagano»
le prestazioni ricevute
• Nell’ambito dei servizi viene incluso anche il «lavoro», a
qualunque titolo, svolto nell’impresa
• Conclusione: il lavoro non viene considerato alla stregua di
un investimento in fattori produttivi

30
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

30

Gli investimenti finanziari


• Si tratta di investimenti che non riguardano direttamente lo
svolgimento dei processi di produzione
• Hanno, di norma, un ruolo complementare rispetto agli investimenti
produttivi
• Le ragioni di tali investimenti:
– eccesso di moneta
– maggiori opportunità reddituali
– …
• Consistono:
– Concessione di prestiti a terzi (crediti di finanziamento)
– Acquisto di titoli obbligazionari pubblici e privati
– Investimenti in altre imprese (partecipazioni)
• Consentono all’impresa di conseguire utilità, rappresentate dagli
interessi percepiti per quanto prestato
• Si distinguono in base al tempo in: attivo circolante o immobilizzazioni

31
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

31

15
Schema
finanziamenti ed investimenti

investimenti finanziamenti
IMPIEGHI CAPITALE PROPRIO
IMMOBILIZZATI -Conferimenti
- produttivi f.f.r. -Utili non distribuiti
- finanziari (partecipazioni,
titoli) CAPITALE DI
CREDITO
* REDIMIBILITA’
IMPIEGHI -Mutui
DI CIRCOLANTE -Prestito obbligazionario
- produttivi f.f.s. …
- finanziari (partec., titoli) * ESIGIBILITA’
- monetari (cassa e banca) -Conti correnti passivi
-…
… 32
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

32

La rappresentazione concettuale del


capitale di funzionamento
Investimenti = ATTIVO Finanziamenti = PASSIVO

IMMOBILIZZAZIONI PATRIMONIO NETTO


- Materiali - Capitale (sociale)
(fabbricati, impianti, …) - Riserve (Utili anni precedenti)
- Immateriali - Utile dell’anno (perdita)
(brevetti, marchi, avviamento …)
- Finanziarie
(DEBITI POTENZIALI)
(partecipazioni, titoli, crediti …)
- fondi del passivo
ATTIVO CIRCOLANTE DEBITI
- Impieghi economici - Mutui
(magazzino di prodotti, merci …)
- Prestito obbligazionario
-Impieghi finanziari
- Conti correnti passivi
(partecipazioni, titoli, crediti …)
-…
-Impieghi monetari
(Cassa e banca)

33
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

33

16
2.4
La dinamica reddituale: costi e ricavi

Fonte bibliografia: Elementi di EA, pp. 151-154

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 34

34

Consumo e trasformazione dei fattori


produttivi in prodotti o servizi
• Si tratta dello svolgimento in concreto dei cicli produttivi
• In termini economici, si ha la trasformazione delle capacità dei
fattori produttivi in utilità (ossia beni)
• Le capacità cedute dai fattori si «ricompongono» in nuovo bene
• Il bene è la «sommatoria» delle capacità dei fattori utilizzati
• Parola chiave «efficienza» che significa utilizzare al meglio le
capacità dei fattori della produzione ossia, a parità di qualità,
– dato un certo utilizzo della capacità dei fattori si ottiene il massimo
numero possibile di beni
– dato un certo numero di beni si utilizza la minore capacità possibile dei
fattori (riducendone il consumo e quindi il reintegro)

35
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

35

17
Consumo e trasformazione dei fattori
produttivi in prodotti/servizi

Trasferimento del valore


Uso del fattore produttivo
Immobilizzato (FFR)

Uso del fattore produttivo


circolante (FFS) Prodotto Finale
Trasferimento del valore
Valore interno del PF =
Servizi/Lavoro Somma dei valori trasferiti =
Trasferimento del valore Costo di produzione
Altro (interessi, …)

Trasferimento del valore


36

36

Vendita dei beni

• È la fase conclusiva dei processi produttivi


• Si ha il «riconoscimento» da parte del mercato dell’attività svolta
• In questo momento si ha la «certificazione» di avere creato ricchezza: il
valore ottenuto dalla cessione dei beni (prezzo di vendita) deve essere
superiore al valore delle capacità utilizzate dei fattori produttivi e degli altri
elementi necessari per la produzione (costo di produzione)
• Con la vendita si ottengono nuove risorse monetarie da utilizzare per
acquisire le capacità dei FFS consumati e da risparmiare per la quota
relativa al consumo “parziale” delle capacità dei FFR
• Solo l’eccedenza del valore delle nuove risorse monetarie rispetto al valore
dei fattori consumati potrà essere considerata creazione di ricchezza (utile)

37
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

37

18
Esempio
Si supponga che per produrre un bene, nel corso dell’anno siano
avvenute le seguenti operazioni:
- Materie prime acquistate nell’anno per 10.000, ma utilizzate per
7.000
- Lavoro pagato nell’anno per 5.000
- Impianti acquistati nell’anno per 50.000, ma utilizzati per 4.000

In più è stato richiesto un prestito, che ha comportato interessi annui


per € 1.000.

A quanto dovrei vendere il bene per coprire il costo di produzione?

38
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

38

Un’importante notazione:
dinamica reddituale e finanziaria
• La gestione di un’impresa normalmente si concretizza in atti di
scambio con il mercato. Ogni scambio, in generale, comporta:
a) un’uscita di risorse monetarie corrispondente all’ottenimento di un bene
o servizio (costo)
b) un’entrata di risorse monetarie corrispondente alla cessione di un bene o
servizio (ricavo)
• La dinamica finanziaria, dunque, riguarda le variazioni di denaro o di
crediti o debito prodotte dalla gestione
• Tali variazioni (entrate o uscite) sono legate a cause di carattere
economico, ossia il motivo che ha condotto allo scambio
• Con le entrate e le uscite si misura il valore monetario dello scambio
(dinamica finanziaria)
• Con i costi e i ricavi (le cause economiche della dinamica finanziaria)
si definisce la dinamica reddituale, che ha lo scopo di informare sugli
aumenti o diminuzione di ricchezza (anche non monetaria)

39

19
La dinamica finanziaria e reddituale e il
fattore tempo
La dinamica finanziaria ed economica sono due aspetti dello stesso evento gestionale,
ma con un diverso focus informativo
In effetti:
• il momento finanziario dello scambio (entrata o uscita di denaro) si realizza in un
dato momento
• il momento economico dello scambio (costo o ricavo) ha invece un’evoluzione
dinamica, legata ai tempi di utilizzazione o di conseguimento
• l’aspetto economico è quindi frazionabile nel tempo (attribuibile sulla base di
ipotesi e convenzioni)

Esempio
Si acquista in data 1/1 un impianto pagato immediatamente con denaro € 4.000. L’uscita avviene in data 1/1. L’uso
dell’impianto avviene nel corso di più anni (es. 4 anni). La dinamica economica si estende su 4 anni (potremmo dire
che la dinamica economica è di 1.000 ogni anno)

• Pertanto: aspetto finanziario e aspetto economico potrebbero non coincidere a


una certa data di osservazione
40
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

40

Sintesi: i concetti di costo e di ricavo


La gestione ricomprende l’acquisizione e consumo dei fattori
produttivi e dei servizi e la cessione di prodotti e di servizi
Costo Ricavo
Al momento dell’acquisto dei fattori Il processo produttivo consente
produttivi si compie un “sacrificio di l’ottenimento di un output a cui viene
denaro” (uscita) per l’acquisizione di riconosciuto un valore attraverso la
utilità. L’uscita misura il costo di cessione sul mercato (ricavo). Tale
acquisizione. L’impresa ha un sacrificio cessione consentirà l’incasso di nuovo
effettivo quando consuma tali utilità denaro (entrata).
(costo di produzione).
Utile Perdita
La differenza positiva fra i ricavi La differenza negativa fra i ricavi
conseguiti e i costi necessari per ottenerli conseguiti e i costi necessari per ottenerli
(costi di produzione) è l’ UTILE (costi di produzione) è la PERDITA
41

41

20
Ciclo economico e finanziario: un esempio
- Costituzione di una azienda con apporto in denaro € 30.000
- Acquisto con denaro dei fattori produttivi [costi]:
* a fecondità semplice (materie prime, …) € 10.000
* a fecondità ripetuta (impianti, …) € 20.000
Costi totali € 30.000
- Dalla trasformazione si ottengono beni, ogni anno, venduti a € 18.000

Elementi da considerare
I FFS saranno consumati nell’anno nella I FFR saranno utilizzati (in modo
misura del 100% costante) in 5 anni

42
Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

42

Quesiti Al termine del 1 anno è stata creata/distrutta


ricchezza?
Cosa devo confrontare?
Qual è il flusso finanziario?
Qual è il costo di produzione nell’anno?

43
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43

21
2.5
La creazione di valore: il reddito di esercizio

Fonte bibliografia: Elementi di EA, pp. 154-162

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 44

44

Il risultato della gestione: il reddito

• Il risultato di gestione (a seguito di atti di scambio) è pari alla


differenza
• La differenza fra R e C si definisce reddito
• Il reddito è quindi un concetto economico (non finanziario)
• Il reddito ha una durata e può essere legato al tempo di
conseguimento
• Si potrà così ottenere il risultato di gestione riferito a un solo
anno oppure riferito ad archi temporali più grandi (al limite
all’intera esistenza)

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22
Il reddito
Il reddito è un concetto di flusso (dinamico) ossia è legato al tempo

Nozione
• Il reddito è l’incremento (decremento) che subisce il capitale iniziale
per effetto della gestione (in senso stretto) in un certo arco di tempo
• Si ha reddito positivo (utile) quando: RICAVI di un certo periodo sono
maggiori dei COSTI «consumati» entro il medesimo periodo
• Avere un reddito positivo significa avere rigenerato tutte le risorse
consumate (i ricavi hanno coperto tutti i costi di produzione)
garantendo sia la prosecuzione dell’attività di gestione, sia
l’accrescimento della ricchezza a disposizione (surplus rispetto a
quanto consumato)
• Il surplus può essere assegnato ai proprietari/soci oppure reinvestito
nell’attività (autofinanziamento netto)
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Il capitale e il reddito

Capitale proprio Reddito


Concetto Ricchezza a disposizione Ricchezza creata dalla
dell’impresa in un dato impresa in un certo tempo
istante (stock) (flusso)
Funzione Dotare l’impresa di risorse Accresce il valore del
da impiegare (consumare) capitale per soddisfare le
nella attività esigenze dei soggetti
aziendali
Origine Esterna (apportato) o Interna
interna (reddito (misura il risultato della
risparmiato) gestione)

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23
Le tipologie di reddito
• In base al tempo di osservazione si distingue:
- il reddito limite o totale
- il reddito di esercizio

• In base allo scopo (motivo per cui si calcola il reddito)


dell’osservazione si parla di:
- reddito almeno normale (garantisce l’esistenza aziendale)
- reddito economico (vendita aziendale…)

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Il reddito totale o limite


È la ricchezza creata dall’azienda
nell’arco dell’intera esistenza
• È oggettivo: tutte le operazioni aziendali sono compiute e
realizzate (aspetto finanziario coincide con quello economico)
• Il suo valore si ottiene in diversi modi, quale differenza fra:

1) Ricavi totali - Costi totali


2) Entrate totali - Uscite totali
3) Capitale finale - Capitale iniziale

Problematiche:
A – Inflazione
B – Eventi extra-reddituali (conferimenti, prelievi per dividendi …)
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49

24
Il reddito di esercizio
E’ la ricchezza creata dall’azienda nell’arco di un periodo
amministrativo (12 mesi), considerando solo le operazioni
effettivamente concluse nel periodo considerato

Molteplici sono gli scopi della sua individuazione:


1) conoscenza degli andamenti economici
2) verifica del livello di remunerazione periodica del
capitale
3) pagare le imposte
4) informazioni all’esterno

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Il reddito di esercizio
• Il reddito di esercizio è la differenza fra il complesso di ricavi e il
complesso dei costi di competenza di un periodo di 12 mesi
• La competenza è un principio, una convenzione
• Il RE non è pari alla differenza fra tutti i ricavi e tutti i costi, ma pari
ai ricavi e costi che «appartengono» al periodo considerato (si
compie un ragionamento sulla corretta attribuzione dei ricavi e dei
costi – processo soggettivo), ossia ricavi «maturati» nell’anno e
costi «consumati» nell’anno
• Se i ricavi di competenza sono maggiori dei costi di competenza la
differenza è un Utile di Esercizio
• Se i ricavi di competenza sono minori dei costi di competenza la
differenza è una Perdita di Esercizio
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Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026

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Il reddito di esercizio:
ragionamento per la sua assegnazione
• L’assegnazione del reddito di esercizio è il ragionamento
(soggettivo) compiuto per ricercare i ricavi «maturati» e i costi
«consumati» in un periodo di 12 mesi
• In pratica occorre separare: le operazioni concluse nel periodo
di 12 mesi, che formano il reddito di esercizio, da quelle che si
concluderanno oltre tale periodo, che formeranno il reddito di
futuri esercizi
• Tale distinzione non è meccanica ma sconta un processo
decisionale, valutativo e interpretativo, che si fonda su principi e
convenzioni e anche su analisi delle future prospettive
economiche

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Tipologie di operazioni che influenzano


il reddito di esercizio
In astratto si hanno 4 tipologie di operazioni
1. Operazioni iniziate e concluse nell’anno: influenzano per intero il
reddito dell’anno.
Esempio
Acquisto di merci per € 1.000 e rivendita delle stesse per € 1.200. I costi di
acquisto tutti consumati e i ricavi di vendita maturati vengono assegnati per intero
al reddito dell’anno in corso. Reddito di esercizio 200.
2. Operazioni iniziate nell’anno che riguardano l’anno stesso e gli
esercizi futuri.
Esempio
Acquisto di impianto per € 10.000, da utilizzare in 4 anni, acquisto di materie
prime per 5.000, utilizzate per il 70%, vendita prodotti (ricavi maturati) per 8.000.
I costi consumati sono 2.500 per l’impianto, 3.500 per le merci. Reddito di
esercizio (8.000-2.500-3.500) 2.000.
I costi non consumati (impianto per 7.500 e materie per 1.500) parteciperanno ai
futuri redditi di esercizio.
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Tipologie di operazioni che influenzano il reddito
di esercizio
3. Operazioni iniziate in anni precedenti ma che interessano quello
in corso (eventualmente anche quelli futuri)
Esempio
Nel precedente anno erano state acquistate merci per € 1.000, utilizzate
nell’anno attuale, e un impianto per 10.000 (da utilizzare per 4 anni). Nell’anno
attuale sono state acquistate merci per € 5.000, utilizzate all’80%, e vendute
merci (ricavi maturati) per 9.000. Reddito di esercizio (9.000-1.000-4.000-
2.500) è 1.500

4. Operazioni future ma che hanno un collegamento con il periodo


in corso
Esempio
Vendita di merci nell’anno per € 1.000 (ricavi maturati) a credito da incassare il
prossimo anno. L’operazione futura è l’incasso del credito (collegato alla
vendita). Se si prevede un mancato incasso (es. per € 100), questo appartiene
all’anno della vendita e quindi concorre a formarne il reddito. Reddito di
esercizio (1.000-100) è 900

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2.6
La struttura del reddito di esercizio e il CE

Fonte bibliografia: Elementi di EA, pp. 161-166

Prof. Luca Bartocci – A.A. 2025/2026 55

55

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I principi e le fasi di assegnazione
del reddito all’esercizio
I principi sono:
- prudenza: si considerano solo i ricavi «maturati e realizzati» e mai
quelli «non realizzati» (un’eccezione)
- competenza si considerano solo i costi che hanno contribuito a
ottenere i «ricavi maturati e realizzati»
Fase A
Per il principio della prudenza il punto di partenza è rappresentato
dai ricavi

si considerano solo i ricavi maturati e realizzati
[legati ai beni venduti o i servizi ceduti]

NB. La realizzazione si ha indipendentemente dall’incasso. Occorre che lo


scambio sia avvenuto e la proprietà trasferita
56

56

I principi e le fasi di assegnazione del reddito


all’esercizio
Fase B
• Stabiliti i ricavi «realizzati», per il principio della competenza si
individuano i costi di produzione, cioè i fattori produttivi
“consumati” per ottenere i ricavi «maturati e realizzati»

Domanda: i fattori già acquistati ma non ancora totalmente utilizzati a


quale periodo vanno «assegnati»?
• Nella misura in cui saranno utilizzati in futuro andranno riferiti agli
anni del loro effettivo utilizzo
• Tecnicamente, essi vengono “rinviati” dall’anno di acquisto ai futuri
esercizi nei quali saranno utilizzati
Attenzione: Se i fattori non utilizzati nel periodo considerato non lo
saranno nemmeno in futuro (ad esempio perché deteriorati), il loro
costo è ritenuto di competenza nel periodo (in cui si deteriorano)
57

57

28
Esempio fase B: utilizzo di un impianto
• Al [Link] si acquista un impianto per € 10.000
• Al [Link] l’impianto è stato utilizzato in concreto per € 3.000.
Domanda: qual è il costo di competenza relativo all’impianto dell’anno XX?

Occorre sapere, non solo per quanto è stato utilizzato,


Risposta:
ma anche in che misura sarà utilizzato nel futuro

1° Ipotesi: se sarà ancora utilizzabile per € 7.000, il costo di competenza è €


3.000 (ammortamento)

2° Ipotesi: se sarà ancora utilizzabile per € 6.000, il costo di competenza è €


4.000 (pari a 3.000 per l’uso [ammortamento] e € 1.000 per la perdita legata
al mancato utilizzo futuro [svalutazione])

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I principi e le fasi di assegnazione del reddito


all’esercizio
Fase C
• È possibile che nel futuro si sostengano costi, legati ai ricavi maturati e
realizzati nell’anno
• Tali costi, per il principio di prudenza, vanno assegnati all’anno in corso
(cioè quello in cui i ricavi sono maturati e realizzati)
• Trattandosi di costi non ancora verificati occorre fare delle previsioni e
stime del loro valore (costi presunti)
Attenzione! Per il principio di prudenza questo non vale per i ricavi
(eccezione), in quanto i ricavi presunti sono ricavi non realizzati
Esempio
Nell’anno avviene la vendita per € 1.000 con incasso nell’anno successivo
Alla fine dell’anno avremo un credito da incassare
Si procede in questo modo:
- il ricavo di vendita viene iscritto per l’intero valore di € 1.000
- Si deve prevedere in che misura il credito sarà incassato (per esempio € 900)
- La differenza di € 100 (perdita sul credito) va assegnata all’anno in corso
- Il reddito di esercizio è 900
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59

29
La struttura del reddito di esercizio
• Il reddito di esercizio è la differenza fra i ricavi di
competenza e i costi di competenza
• I ricavi e i costi di competenza sono gruppi che derivano
dalle 4 tipologie di operazioni:
– Iniziate nell’anno e terminate nell’anno di osservazione
– Iniziate nell’anno e terminate negli anni successivi
– Iniziate nel passato e terminate nell’anno di osservazione o nei
successivi
– Future con collegamenti con l’anno di osservazione

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I costi di competenza: tecnica di determinazione


I costi di competenza sono quelli:
a) già sostenuti finanziariamente in anni precedenti e rinviati al presente,
per fattori produttivi ancora utilizzabili (nel periodo o nei successivi)
[Ce,p] = costi degli esercizi passati
b) sostenuti finanziariamente nell’anno per l’acquisizione di fattori
produttivi o servizi (utilizzabili nel periodo o nei successivi) [Ce,c] = costi
dell’esercizio correnti
A fine periodo
1. Si individuano i costi futuri che hanno un legame con l’anno in corso. Si
tratta di costi che si sosterranno finanziariamente nel futuro ma che sono
di competenza del presente [Cp]= costi presunti
• I ratei passivi
• I fondi del passivo
2. Si individua la quota parte dei costi di cui alla categorie [a] e [b] di
competenza dei futuri esercizi (da rinviare in quanto utilizzabili in futuro)
[Cd,i]=costi di differita imputazione
• I risconti attivi
• Le rimanenze (acquisti non ancora utilizzati)
• (Le immobilizzazioni)

Costi di competenza = a+b+1-2 61

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30
I ricavi di competenza: tecnica di determinazione
I ricavi di competenza sono quelli:
a) già conseguiti finanziariamente in anni precedenti e rinviati al presente,
che danno utilità (nel periodo o nei successivi) [Re,p] = ricavi degli
esercizi passati
b) conseguiti finanziariamente nell’anno che danno utilità (nel periodo o
nei successivi) ) [Re,c]= ricavi dell’esercizio corrente
A fine anno
1. Si individuano i ricavi futuri che hanno un legame con l’anno in corso. Si
tratta di ricavi che si conseguiranno finanziariamente nel futuro ma che
sono di competenza del presente [Rp]=ricavi presunti
• I ratei attivi (eccezione)
2. Si individua la quota parte dei ricavi di cui alla categorie [a] e [b] di
competenza dei futuri esercizi (da rinviare in quanto di utilità
futura)[Rd,i]=ricavi di differita imputazione
• I risconti passivi

Ricavi di competenza = a+b+1-2 62

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Il reddito di esercizio: rappresentazione


Rimanenze attive
Rimanenze passive
Passato iniziali Passato
iniziali
(Ce,p) - Magazzino v.i. (Re,p)
Complesso dei ricavi di competenza

Altri (Risconti passivi)


Complesso dei costi di competenza

- Altri (Risconti attivi)

Acquisti dell’anno
- Materie, Lavoro, Presente Vendite, prestazioni
Presente (Re,c) dell’anno
Energia, Servizi
(Ce,c) - Beni strumentali
(Ammortamento)
Perdite o altri costi Futuro Altri ricavi
- Rischi e svalutazioni (Rp) Altri (Ratei attivi)
Futuro
(accantonamenti ai
(Cp) fondi del passivo)
- Altri (Ratei passivi)
al netto dei costi che vengono al netto dei ricavi che vengono
rinviati ai futuri esercizi (Cdi) rinviati ai futuri esercizi (Rdi)
Rimanenze attive finali Rimanenze passive finali
- Magazzino v.f. - Altri (Risconti passivi)
- Altri (Risconti attivi)

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Alcuni approfondimenti
Definizione Concetto Funzione
Costi sostenuti nell’esercizio, ma di Rettifica di un costo da
Risconti attivi
competenza di anni successivi rinviare al futuro

Ricavi percepiti nell’esercizio, ma di Rettifica di un ricavo da


Risconti passivi
competenza di anni successivi rinviare al futuro

Costi sostenuti nell’esercizio, ma di Rettifica di un costo da


Rimanenze
competenza di anni successivi rinviare al futuro

Ricavi di competenza, ma da conseguire Imputa al presente un


Ratei attivi
finanziariamente in anni successivi ricavo

Costi di competenza, ma da sostenere Imputa al presente un


Ratei passivi
finanziariamente in anni successivi costo

Perdite i cui effetti finanziari si avranno nel Imputa al presente un


Fondi del passivo
futuro, ma legati a operazioni del presente costo

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Esempi
Si rinvia al futuro la quota di
Si affitta un locale per 6 mesi dal 1/11 /n al costo relativa al periodo 1/1 –
Risconti attivi 1/5/n+1, con pagamento anticipato di 600. 1/5/n+1, 4 mesi, per un valore
di 400
Si rinvia al futuro la quota di
Si concede in affitto un locale per 12 mesi
ricavo relativa al periodo 1/1 –
Risconti passivi dal 1/8/n al 1/8/n+1, con incasso
1/8/n+1, 7 mesi, per un valore
anticipato di 2.400
di 1.400
Si anticipa al presente (anno n)
Gli interessi attivi semestrali posticipati sui
la quota di ricavo relativa al
Ratei attivi titoli di stato sono relativi al periodo
periodo 1/10-31/12/n, 3 mesi,
1/10/n – 1/04/n+1, per un valore di 1.200
per un valore di 600
Si anticipa al presente (anno n)
La rata di mutuo trimestrale posticipata
la quota di costo relativa al
Ratei passivi scade il 1/2/n+1. La quota interessi è pari a
periodo 1/11-31/12/n, 2 mesi,
300.
per un valore di 200

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L’idea di conto economico
La creazione/distruzione di ricchezza è rappresentata in un
documento in cui da una parte viene indicato il valore ottenuto con
le vendite dei beni/servizi e dall’altra il valore dell’utilizzo dei fattori
produttivi per ottenere i beni/servizi

valore dei consumi


• Consumo dei FFS
(Acquisti – Rimanenze)
• Consumo dei FFR
(Ammortamenti) valore delle vendite
• Servizi utilizzati
• Lavoro utilizzato
• Servizio del prestito
• ….

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Il reddito economico: cenni


• E’ il reddito calcolato in particolari momenti della vita
delle imprese (cessione, liquidazione, fusione)
• Si abbandonano i principi della prudenza e della
competenza
• E’ difficile da calcolare, perché:
– È una stima delle potenzialità future
– Prescinde dalla suddivisione in periodi temporali
– Non rispetta i principi generali per il calcolo del
reddito di esercizio
– Si basa su metodi matematici ed empirici

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