FREUD
FREUD
LEZIONE 11/02
Freud era asburgico, è un pensatore di lingua tedesca nato nel 1856, pochi anni dopo Nietzsche, e
muore nel 1939.
Nasce a Moravia, città che faceva parte dell’impero asburgico, e a 4 anni si trasferisce a Vienna con la
famiglia abbastanza benestante (con il padre e con la sua seconda moglie).
Va a Vienna da bambino e ci rimane fino al 1938, anno in cui si trasferisce a Londra dalla figlia Anna,
muore piuttosto anziano un anno dopo. Quando non aveva ancora 60 anni era stato affetto da un
tumore alla mascella e per questo era anche cocainomane.
Nel 33, anno in cui Hitler sale al potere, viene promosso il rogo dei libri, ovvero nella primavera del 33
e più precisamente a maggio, a Berlino e poi in altre città tedesche vengono bruciate nelle piazze tutti i
libri considerati antiariani e perciò tutti i libri socialisti, borghesi e quelli scritti dagli ebrei, Freud sa che
in questi roghi ci finiscono anche i suoi libri in quanto ebreo.
In quell’anno Freud aveva detto “adesso bruciano i miei libri, speriamo non brucino anche me…” Va via
da Vienna nel 38 perché l’Austria viene ormai ammessa alla Germania e Freud per preservarsi, dato che
era ebreo, scappa.
PSICOANALISI Freud viene ricordato come il fondatore della psicanalisi, Freud la considera come una
nuova scienza, si pone come il padre di una nuova scienza che chiama psicoanalisi.
Un sapere (non tutti sono d’accordo nel chiamarla così) che ha rivoluzionato e influenzato una
grandissima parte della cultura occidentale del 900.
- Quando parliamo di psicoanalisi >> inconscio
- Freud si pone come lo scopritore dell’inconscio
Freud è un medico, si laurea in medicina a Vienna, la sua idea era quella di dedicarsi alla ricerca, si era
infatti specializzato in istologia delle cellule nervose e si era quindi indirizzato verso la neurologia e più
precisamente verso lo studio delle cellule nervose degli animali.
Fa a Trieste delle ricerche sulle cellule delle anguille e poi a Vienna nel laboratorio continua a lavorare
sulle cellule nervose eseguendo una ricerca più specifica. Il compito di Freud era quello di confrontare
le cellule nervose di persone sane di mente con quelle di persone considerate malate di mente per
vedere se c’erano delle differenze, in questa ricerca si rende conto che non riesce ad individuare delle
differenze tra i due.
Nel frattempo, non ha i soldi per continuare a lavorare all’università perché era pagato molto poco e
quindi decide di mettersi a lavorare come medico, lavora come collaboratore di un medico viennese >>
Breuer
Breuer era un medico generico privato, che si era specializzato nella cura delle malattie nervose e
quindi Freud associandosi a lui continua a lavorare nell’ambito che li interessava, cioè, quella della
malattia mentale
Freud non era convinto di quella che era la tesi della psichiatria del suo tempo: La malattia mentale
deriva seconda la psichiatria positivistica da deformazioni del cervello o di altri organi come ad esempio
degli organi sessuali. Per lui c’era questo problema della malattia mentale che è un po’ la domanda e la
ricerca che lo tormenta e lo rode. Dopo aver iniziato a collaborare con Breuer riesce ad ottenere, nel 85,
una borsa di studio di 6 mesi a Parigi presso lo psichiatra CHARCOT che lavorava nell’ospedale
psichiatrico più big d’Europa dove curava l’isteria, termine con cui veniva indicata una forma complessa
di disturbo mentale che secondo la concezione del tempo affliggeva solo le donne e che si manifestava
con una molteplicità di sintomi psichici e fisici, malattia da conversione, i sintomi psichici si
convertivano anche in sintomi fisici, multiformi, paralisi di arti, afasie, cecità, impossibilità di mangiare,
convulsione di tipo epilettico, strane forme di movimento degli arti unite a fobie. Charcot lavorava su
questa malattia e aveva trovato una cura non di tipo organico perché, nella psichiatria del tempo
l’isteria sarebbe stata causata da deformazione uterine e venivano curate chirurgicamente e in genere
peggioravano, non potevano avere più figli che schifo, cura non di tipo chirurgico ma utilizzando
l’ipnosi, le donne venivano portate in uno stato ipnotico in cui queste donne sfogavano le loro
convulsioni, parlavano, raccontavano cose strane e quando si svegliavano i loro disturbi sparivano.
Freud era molto curioso di andare a vedere, e quindi andava al seminario che Charcot teneva e che
mostrava queste scene di ipnosi, e Freud vede questa cosa che lo convince, non fino in fondo in realtà
perché le donne guarivano solo per un periodo ma poi ricadevano nei sintomi, ma ciò che lo convince è
il fatto che la causa della malattia non sia una causa fisica, organica ma psichica. Tornato a Vienna
continua a studiare questo e nasce così la psicoanalisi. Il caso di svolta è un caso curato da Breuer che
però Freud interpreta a suo modo ovvero il caso di Anna O. ed è il caso fondativo della psicoanalisi.
LEZIONE 15/02
Il caso di Anna O come il caso fondativo della psicoanalisi e come costruzione di Freud stesso Anna O
era una paziente di Breuer, la sua situazione fisica e mentale peggiora dopo la morte del padre, il quale
lei aveva assistito durante il suo periodo di malattia, ad un certo punto inizia a manifestare anche
sintomi particolari:
- parlava lingue diverse come il tedesco e l’inglese
- comportamento e umore discontinui
- paralisi dei muscoli
- comincia a manifestare un sintomo pesante ovvero l’idrofobia nonché la paura di bere acqua e
con questo la malattia peggiora.
Breuer si trova davanti una personalità particolare e decide di curarla con l’ipnosi. Lei aveva un
semi-sonno naturale, e succede che, mentre è in stato ipnotico racconta, parlando in inglese, episodi
traumatici del suo passato e vari episodi però al suo risveglio lei non ricorda assolutamente nulla di
quello che dice quando è in stato ipnotico. Ad un certo punto lei racconta di un episodio particolare,
Anna aveva una governante che non le piaceva molto e con la quale non andava molto d’accordo,
questa governante aveva una cagnolina. A quanto pare, questa cagnolina era sul comodino di camera
sua e si ricorda di averla vista bere dal bicchiere e di aver provato un senso di schifo e repulsione. Nel
momento del fatto lei non aveva manifestato questo schifo ma lo fa unicamente nello stato ipnotico,
quando si sveglia lei sta meglio e soprattutto riesce a bere. Ecco che qui Breuer e Freud, che era suo
collaboratore, cominciano a ragionare e capiscono che la CURA era il metodo catartico, rifacendosi alla
catarsi aristotelica, cioè la catarsi, la purificazione, Aristotele aveva detto che guardando e partecipando
alle tragedie greche lo spettatore si purifica delle sue emozioni negative in quanto coinvolgersi in
queste emozioni ha un ruolo catartico, stesso metodo in cui il paziente si purifica di emozioni negative e
in questo caso Anna non aveva sfogato questo senso di ribrezzo si sentiva così, una volto sfogato nello
stato ipnotico stava meglio. 1 SPIEGAZIONE Però va detto che lei di questo episodio non si ricordava
nulla e riemerge solo in stato ipnotico, l’idea che loro elaborano è che la malattia è quindi il sintomo
isterico e in questo caso l’idrofobia è dovuto ad uno scontro di forze, c’è qualcosa che preme per
sfogarsi nella psiche ovvero di una carica che rimane bloccata e preme per uscire, quando questa carica
si sfoga il sintomo sparisce, la malattia psichica nasce da uno scontro di forze, ci sono forze che
premono per uscire e altre che le bloccano c’è una resistenza a qualcosa che vuole scaricarsi e questo
scontro produce il sintomo e quando c’è la scarica il sintomo sparisce
Evidentemente questo significa che noi non sappiamo niente, queste forze che premono per uscire
sono INCONSCIE, noi non sappiamo nulla, Anna non sapeva niente di questa pressione che provocava
questo sintomo e lei come faceva a non sapere niente di qualcosa che aveva vissuto? La sua testa lo
aveva rimosso, RIMOZIONE, spostamento in quanto questo ricordo era stato spostato dalla coscienza
all’inconscio quindi l’inconscio è costituito da ricordi rimossi ovvero spostati dalla coscienza
all’inconscio Perché lei ha rimosso questo ricordo? È un ricordo traumatico, qualcosa che ferisce dal
greco, se lei in quel momento avesse parlato subito probabilmente non si sarebbe ammalata e questa è
la chiave attraverso cui Breuer e Freud entrano nel meccanismo isterico, lei si vergognava davanti a se
stessa in quanto questo comportamento e questo schifo contrastava con la sua immagina di brava
ragazza e quindi con l’immagine cosciente di se e quindi lo rimuove solo che questa rimozione NON è
una cancellazione in quanto il ricordo viene semplicemente spostato e questo significa che dobbiamo
ammettere che c’è un'altra zona della psiche che non è conscia ma bensì inconscia, primo passo della
psicoanalisi ma in realtà non siamo ancora nella psicoanalisi. Il problema è che la stessa Anna, che
aveva nominato sta cura come talk cure, ricade nella malattia e questo Freud non lo vede solo in lei ma
anche in altri pazienti. Se ne rendo conto appena torna da Parigi, ecco che, secondo lui, con l’ipnosi il
malato non si ricorda nulla di quello che ha detto o meno e proprio per questo questa scarica non è
completa perché questo ricordo non accede alla coscienza >> nuovo metodo= METODO DELLE
ASSOCIAZIONI LIBERE e questo è il metodo classico della psicoanalisi ovvero invita il paziente a mettersi
comodo nel divano, il medico si pone alle spalle del paziente, non lo guarda negli occhi e lo invita a dire
tutto quello che li passa per la testa evitando i filtri logici, generalmente con questo metodo Freud si
accorge che i pazienti si ricordano molte cose, molte di questa cose sono ricordi di vario genere, ma poi
il paziente ad una certa si blocca e questo è il momento in cui lo psicoanalista deve intervenire in
quanto ci si è avvicinati a qualcosa che la coscienza blocca e che deve emergere e il paziente con l’aiuto
del medico riesce a scaricare questo ricordo traumatico il sintomo sparisce, la vera analisi della
psicoanalisi è il momento nel qual si passa dall’ipnosi al metodo delle associazioni libere, il centro è
sempre la PAROLA ma in un contesto dove da parte del paziente c’è una maggiore attività. Qui Freud
individua quello che lui chiamerà la prima TOPICA della psiche, da topos greco che vuol dire i luoghi
della psiche
- La coscienza che è solo una parte non preponderante della psiche ma quella in cui i contenuti
sono coscienti, conosciuti dal soggetto
- L’inconscio ovvero quella parte della psiche di cui noi non sappiamo nulla ed è costituita da
ricordo rimossi, sono contenuti tali da essere diventati, c’è una sbarra, una resistenza una cosa
che blocca e che possono emergere alla coscienza solo attraverso la cura psicoanalitica
- Il preconscio sarebbe quello che fino adesso è stato chiamato inconscio ovvero quei contenuti e
ricordi che noi non ci ricordiamo ma possiamo renderli coscienti in qualsiasi momento, i
contenuti preconsci sono quelli che non sono consci ma che possono diventarlo in ogni
momento, il preconscio è più vicino alla coscienza che all’inconscio
Breuer nel 82 aveva abbondonato la cura, Freud non conosceva Anna in quella fase ma la conoscerà
dopo e diventerà anche una sua paziente, e dice che Anna è guarita e la cura si sia conclusa e sembra
che lui sarebbe partito improvvisamente per un viaggio a Venezia con la moglie in realtà Breuer si era
inquietato dal rendersi conto che questa ragazza provava dei sentimenti nei suoi confronti, era nata una
sorta di innamoramento ma Breuer si era molto dispiaciuto, era molto inquietato si sentiva fedele a
certi valori e pensando fosse una sua debolezza tronca la cura anche con la scusa del fatto che lei fosse
guarita. Freud ragiona a posteriore su questa vicenda e mette in gioco e scopre in questa causa un altro
fenomeno importante di questa psicoanalisi che si chiama transfert cioè una caratteristica per cui la
cura funziona si deve trasferire un legame tra paziente e medico senza il quale la cura non funziona,
quello che Freud scopre è che questo innamoramento è un elemento strutturale della psicoanalisi e
perché la cura funzioni il paziente TRASFERISCE una serie di legami affettivi che ha provato sul medico e
a sua volta il legame diventa reciproco, se non si innesca questo legame affettivo la cura non funziona,
lo scopre nel metodo delle associazioni libere, ci può essere anche un transfer negativo il paziente
trasferisce sul medico una serie di emozioni negative e li la cura si blocca, il medico deve essere capace
di rendersi conto di questo trasferimento negativo di emozioni e trasferire il paziente da un altro
psicoanalista Qui c’è un elemento rivoluzionario
1. L’origine della malattia è uno scontro di forze che producono il sintomo, anche somatico e
questo è un elemento nuovo
2. 2. L’inconscio
3. 3. Rapporto medico paziente non è, nelle malattie psichiche, non può essere oggettivo e freddo
cosa che i psichici del tempo stavano cercando delle cause organiche e invece Freud mette in
discussione questa cosa dell’oggettività e qui Freud mette in gioco che nella relazione tra il
medico e il paziente la cura passa attraverso un coinvolgimento e non attraverso un distacco,
questo fa scandalo perché l’idea che una scienza che si presenta come tale e proprio come una
pratica scientifica indica il coinvolgimento dell’osservatore e del soggetto provoca la reazione
degli psichiatri che invece Freud continuerà sempre a difendere.
Nella psicoanalisi l’elemento del transfer rimane un elemento fondamentale Qui a questo punto Freud
è arrivato a fondare una nuova scienza con Breuer nel 95 pubblica il suo primo libro importante ovvero
gli studi sull’isteria Freud capisce anche perché le isteriche sono soprattutto donne e ragazze che
subiscono questa pressione sociale, fatto non eterno e biologico ma unicamente un fatto sociale, sono
le donne ad essere bloccate nella cultura del tempo e questo fa si che le ragazze arrivino a questa
condizione, esistono però anche pochi casi di isteria maschile.
LEZIONE 19/02
La malattia mentale nasce da uno scontro di forze, c’è un’energia che preme per scaricarsi e un'altra
forza che oppone resistenza, l’energia che tende a scaricarsi è inconscia e costituita da ricordi rimossi e
da desideri, qualcosa che avrebbe voluto che si realizzasse e viene bloccato, essendo bloccato non
significa che sparisce ma parla attraverso i sintomi e in generale attraverso la malattia psichica, che
Freud chiama nevrosi, dove la nevrosi può essere o solo con sintomi psicologici ma anche con sintomi
organici.
Una frase che lui scrive assieme a Breuer “Studi sull’isteria pubblicata a quattro mani” : “le isteriche
dicono la verità” Le isteriche dicono la verità, cioè quelle pulsioni, quei sentimenti che non hanno
potuto manifestare direttamente le esprimono nei loro sintomi, attraverso la malattia dicono la verità
In questa prima fase Freud, attraverso la sua ricerca, giunge ad una conclusione più generale rispetto
alla psiche umana e rispetto al discorso patologico, la psicoanalisi nasce come un tentativo di curare le
nevrosi ma grazie a questa ricerca lui stesso ci dirà che la conoscenza umana ha più livelli:
1. Metodo per curare la nevrosi
2. Teoria e studio della psiche umana
3. Studio dei comportamenti collettivi e quindi non solo della psiche individuale ma proprio dei
comportamenti collettivi, tema della società di massa
Una delle prime conclusioni a cui arriva è il fatto che la nostra psiche è governata non dalla coscienza, e
quindi dalla ragione, ma dal PIACERE, dalla ricerca del piacere, lui elabora un primo principio
metapsicologico (ricerca di Freud non legata strettamente alla clinica ma che parlano della psicologia e
la teorizzano) ovvero il PRINCIPIO DI PIACERE.
La nostra psiche non è guidata dalla razionalità ma è guidata dalla ricerca del piacere, il principio del
piacere è il vero motore della nostra psiche. Noi siamo mossi dalla ricerca del piacere e solo ad un certo
punto, quando cominciamo a diventare un po’adulti, il principio di piacere viene contrastato con il
PRINCIPIO DI REALTÀ, dove il principio di realtà è la capacità di frenare le proprie pulsioni capendo che
non si adattano alla realtà circostante.
Il bambino quando nasce è totalmente guidato dal principio di piacere, es: se ha fame piange f inché
non li viene dato da mangiare, quando il bimbo cresce capisce che in certi momenti deve aspettare e
che deve quindi frenare la fame ed aspettare o semplicemente alzarsi e prendersi qualcosa e ad un
certo punto, più avanti, capirà che dovrà anche andare a lavorare per comprarsi da mangiare.
Il principio di realtà non annulla il principio di piacere ma aiuta a rimandare la scarica, il fine rimane
comunque quello del piacere, noi vogliamo stare bene e quindi provare piacere, quando ci rendiamo
conto che possiamo imparare a frenare questa spinta lo facciamo ma sempre per poi riuscire a
soddisfarla. La nostra psiche è governata NON SOLO dalla ragione in quanto il vero motore è la ricerca
del piacere, le pulsioni che sono appunto volte alla ricerca del piacere e che Freud chiama libido. Le
isteriche si ammalano perché vorrebbero realizzare certe passioni ed emozioni e non possono farlo e
anche se consciamente lo accettano il loro inconscio no e mantiene un’energia che poi si scarica nella
malattia.
Metodo delle associazioni libere, arrivare a questi nodi irrisolti per sfogare questa energia repressa che
provoca o provocava il sintomo.
L’interpretazione dei sogni, 1900, pubblicata alla fine del 1899 ma Freud chiede all’editore di mettere la
data 1900 perché, secondo lui, il libro cambierà il modo di pensare e sarà fondamentale nel secolo
nuovo. I sogni in tutto questo come entrano in gioco?
Freud non era partito con un interesse per i sogni, li incontra nell’applicazione del metodo delle
associazioni libere, rimane stupito che in questo invito al paziente a dire tutto quello che aveva in
mente, e quindi nei loro monologhi, una buona quantità di parole e di riferimenti erano ai sogni, molto
spesso i pazienti parlavano dei loro sogni e allora Freud comincia a pensare che i sogni abbiano
un’importanza fondamentale per l’inconscio.
Questa dimensione chiusa trova nel sogno una delle vie per emergere, il sogno è la via maestra
attraverso cui si esprime l’inconscio, ovvero la via principale.
Qui abbiamo un salto perché tutti sogniamo e sognare non è sintomo di malattia ma bensì un
fenomeno tipico umano, e allora Freud capisce che l’inconscio, e quindi il tentativo di parlare da parte
dell’inconscio, non riguarda solo i malati ma riguarda TUTTI gli uomini, anche quelli sani, tra salute e
malattia non c’è un taglio netto come si pensava al tempo ma è tutta una questione di quantità in
quanto in tutti gli uomini c’è un conflitto tra coscienza ed inconscio solo che quando questo conflitto ha
una forza tale da produrre dei sintomi che alternano la nostra vita normale allora si è malati.
Differenza tra salute e malattia è una questione di quantità e non qualità, se la pressione dell’inconscio
è così tanto forte emergono sintomi che diventano invalidanti in una persona normale e noi diciamo
che è malata e deve curarsi.
L’inconscio si manifesta attraverso i sintomi e poi soprattutto attraverso i sogni, poi c’è un'altra via
ovvero quella degli atti mancati, cioè comportamenti della vita quotidiana in cui noi facciamo qualcosa
che non vorremmo fare coscientemente, tra questi ci sono anche i lapsus ovvero dire qualcosa al posto
di qualcos’altro, (lapsus vuol dire scivola) vorrei dire una parola e invece ne dico un’altra. Secondo Freud
questi lapsus non sono casuali ma li scivola qualcosa che noi vorremmo dire, anche se inconsciamente,
ma che normalmente blocchiamo, si fa strada facendo emergere qualcosa di inconscio. Anche le
dimenticanze sono per Freud una manifestazione dell’inconscio, per Freud c’è una ragione per la quale
noi dimentichiamo di fare o dire qualcosa.
Psicopatologia della vita quotidiana 1901, modo attraverso cui l’inconscio si esprime
Come si esprime l’inconscio:
1. Sintomi, tra cui anche piccoli sintomi come i tic
2. Il sogno
3. Atti mancati
“L’interpretazione dei sogni” riporta molte analisi di sogni o dei suoi pazienti, in anonimato, oppure
suoi, moltissimi dei sogni riportati sono sogni di Freud, quando si rende conto dell’importanza del
sogno comincia a tenere sul comodino un notes in cui riporta tutti i suoi sogni una volta svegliato
perché la coscienza tende a cancellare al più presto quelle tracce di messaggi che l’inconscio ci manda
attraverso il sogno Freud espone già dal terzo capitolo la sua teoria, la sua definizione:
Il sogno è la soddisfazione di un desiderio
È la soddisfazione inconscia e mascherata di un desiderio rimosso e in genere si presenta in forma di
rappresentazione e quindi sottoforma di immagini, noi nei sogni soddisfiamo i nostri desideri inconsci
attraverso delle allucinazioni, i sogni sono allucinazioni, immagini che sembrano vere ma non hanno
realtà fisica esterna. Il sogno è la soddisfazione mascherata di un desiderio rimosso in forma di
rappresentazione di immagine o di allucinazione. Il sogno come soddisfazione di un desiderio>>
principio di piacere
Come mai i nostri desideri inconsci compaiono proprio nel sogno?
Perché, quando noi dormiamo le sentinelle della coscienza ci sono però sono un po’ addormentate e
quindi nel sogno l’inconscio riesce a parlare, ad esprimersi e a farsi strada molto più che nella veglia,
l’inconscio ci parla approfittando della condizione della coscienza che abbiamo nel sonno.
I sogni hanno un senso, hanno un significato, nei sogni i desideri sono mascherati, quando sogniamo
noi non riconosciamo il desiderio in quanto è un desiderio inconscio che si esprime può essere solo
mascherato perché è portatore di un qualcosa di cui noi non sappiamo nulla e che anche nel sogno non
si mostra direttamente. Per arrivare a riconoscere il desiderio mascherato bisogna interpretare il sogno.
Gli unici che sognano quello che desiderano apertamente sono i bambini sotto i 6 anni perché a
quell’età non si è ancora formata questa barriera, questa resistenza, lui porta l’esempio di sua figlia e
dice: Sono andato in montagna a camminare con mia figlia e le avevo promesso che ci saremmo fermati
a mangiare le fragole poi però per brutto tempo abbiamo dovuto tornare a casa senza mangiare le
fragole e l’indomani la bimba aveva sognato di mangiare le fragole
Freud dice sì questo modo e questi sogni così aperti ed innocenti scompaiono appena il principio di
realtà blocca l’espressione del principio del piacere che è propria dei bambini.
Perché parla di interpretazione dei sogni? I sogni hanno un senso ma questo senso non è il contenuto
manifesto, ovvero quello che fondamentalmente ricordiamo e che possiamo raccontare, ma questo
contenuto è il frutto di un lavoro onirico ovvero un lavoro che ha come compito quello di mascherare il
vero contenuto del sogno per nasconderlo alla coscienza, contenuto latente.
Il contenuto manifesto, che è allucinatorio, prende le sue immagini dalle situazioni quotidiane e quindi
da quello che pensiamo di fare il giorno dopo o da quello fatto il giorno prima, ma in genere quel
materiale più diretto serve a mascherare un materiale più pericoloso che è quello dei desideri latenti e
quindi secondo Freud i sogni significativi sono quelli che non esprimono direttamente. Il lavoro onirico
deriva dalle resistenze per cui è vero che le sentinelle della coscienza sono addormentate ma
comunque continuano a vigilare anche se in modo meno critico, interpretare vuol dire disfare questo
mascheramento per puntare al contenuto latente, percorso che fa il paziente aiutato dallo
psicoanalista.
Il sogno attraverso il lavoro onirico trasforma il contenuto manifesto in contenuto latente Gli elementi
principali sono:
1. La condensazione, condensiamo o sovrapponiamo immagini diverse
2. Lo spostamento Freud dice che il vero centro del sogno appare in un particolare che noi magari
non ci ricordiamo neanche, mentre tutto il sogno è solo un modo per spostare la nostra
attenzione su qualcosa che non è il vero contenuto del sogno
Interpretazione diventerà una delle chiavi fondamentali del pensiero del ‘900 alla verità si arriva
interpretando, che per Freud non vuol dire a caso ma in senso che segue un percorso ben preciso
Secondo Freud il contenuto del sogno è un desiderio che non si è espresso in altro modo e che si
soddisfa li nel sogno però in buona parte è ancora inconscia.
Il sogno campione che Freud riporta nell’interpretazione dei sogni, quello che, secondo lui, li ha dato la
chiave, è il sogno dell’iniezione a Irma, esempio chiaro di come Freud lavora per disfare il sogno onirico.
Nel sogno, lui si trova a una festa in un luogo che potrebbe essere casa sua, ma non ne è certo. Tra gli
ospiti c’è una donna di nome Irma, probabilmente un’amica della moglie, che sta male. A un certo
punto, lui arriva alla conclusione che la causa del suo malessere sia un’iniezione che la donna sostiene
di aver ricevuto da un altro medico. Freud, nel sogno, si rende conto di provare un senso di colpa
perché non è riuscito a curarla. Tuttavia, quando Irma racconta dell’iniezione, precisa che non è stato lui
a somministrarla, ma un altro medico. Questo dettaglio sembra sollevarlo dalla responsabilità del
problema. In sé non si capisce niente di questo sogno, c’è un desiderio in questo sogno che è quello +
diretto è quello di non essere responsabile del fatto che un’amica di sua moglie non fosse riuscita a
guarire e che fosse lui la colpa, andando più a fondo si rende conto che le cose vanno oltre la sua paura
e che la psicoanalisi non sia una buona cura e il vero desiderio è quello di essere capace a curare e a far
stare meglio tutti i suoi pazienti Ne viene fuori un desiderio che non era proprio collegabile
all’immagine e lui ci arriva smontando pezzo per pezzo, il sogno va interpretato come un rebus cioè non
tanto per simboli ma va letto come un rebus, quando abbiamo davanti un rebus per interpretarlo
ricaviamo dalle immagini la parola che ci viene fuori, l’immagine che abbiamo è totalmente diverso
rispetto a ciò a cui rimanda parola, stessa cosa accade per i sogni, non dobbiamo fermarci alle immagini
immediate, dobbiamo disfarle e questo percorso implica l’interpretazione sempre nella vicenda
personale del paziente, non può essere generalizzato.
audio 18
LEZIONE 22/02
Secondo la psicanalisi noi siamo poco liberi, quasi tutto quello che può sembrare casuale o volontario,
secondo lui, è in qualche modo determinato dall’inconscio.
La psicoanalisi si discosta dall’idea moderna dell’uomo in quanto noi siamo molto meno liberi di quello
che crediamo, oggi la psicoanalisi si incontra con le neuroscienze che sembrano andare in una direzione
che vede la nostra idea di essere liberi come un’illusione.
Perché rimuovere tutti una serie di contenuti e questi desideri che, anche se si mostrano si mostrano
mascherati? Perché la nostra coscienza è così avversa a conoscere quello che li dice l’inconscio?
L’inconscio porta con sé elementi che non piacciono alla coscienza nei quali noi non ci riconosciamo,
Freud sviluppa un'altra strada che è l’idea della sessualità infantile.
I tre saggi In quest’opera è contenuto il tema più noto e importante, ovvero quello dell’edipo che Freud
stesso riconosce come uno dei nodi della psicoanalisi.
L’opera dei tre saggi provoca una reazione avversa da parte degli scienziati ma anche dell’opinione
pubblica, sottolinea che la psicoanalisi non viene accettata.
Tutto quello che lui dice deriva dalla clinica e dai suoi studi, emerge la scoperta che i bambini non sono
quegli esseri innocenti che la letteratura ma anche la mentalità romantica presentano e che è un po’
entrato nel senso comune.
Freud dice che il bambino è tutt’altro che innocente perché:
- nel bambino non esiste il principio di realtà
- la psiche coincide con l’inconscio e con i desideri
- la coscienza non è totalmente sviluppata.
La psiche è un insieme di pulsioni e di desideri che però cercano il piacere, il bambino fin da quando
nasce cerca il piacere, lui nel ventre materno stava benissimo= unica felicità piena secondo Freud.
La prima prova di piacere è la bocca, il bambino comincia a gridare perché ha fame però ben presto
questo succhiare dal seno della madre appoggia sul bisogno dell’alimentazione un altro elemento
ovvero il PIACERE, il bambino vuole succhiare dal seno materno anche quando non ha fame solo perché
così prova piacere.
La prima fase della sessualità infantile è la fase orale, quella che passa dalla bocca e questo spiega come
la bocca e il rapporto con il cibo assumono un carattere che va oltre il semplice soddisfacimento della
fame per noi, c’è in gioco un elemento di piacere che ha un carattere sessuale che passa attraverso una
parte dell’altro, il bambino è perverso perché cerca il piacere non nella sua forma.
Lui ha un’idea di normalità: la sessualità normale è quella legata al sesso, il fatto di provare piacere
attraverso la bocca viene definito perverso perché si cerca il piacere in una zona erogena che è appunto
quella della bocca, entrano quindi in gioco esperienze diverse.
Se nessuno rispondesse a questo grido e a questo bisogno del bambino si creerebbe un elemento
traumatico per quest’ultimo e quindi un rapporto complicato con la dimensione orale, con la bocca.
La seconda fase è quella anale, il bambino attorno ai due e tre anni comincia a provare piacere nel
controllo degli sfinteri, e quindi nel controllare i suoi bisogni fisiologici.
Anche qui c’è un piacere, Freud dice che è chiaro che il bambino all’inizio pensa quasi di donare i suoi
bisogni alla madre ed è contento, rapporto che non è basato solo sui bisogni ma che porta con sé anche
una scarica e un piacere, questa funzione del trattenere e del lasciare per Freud cambia anche il
carattere del bambino, lo lega all’essere generosi oppure al non esserlo e quindi al trattenerlo. In base
al piacere che prevale, quello del trattenere o di rilasciare, cambia il carattere del bambino.
Attorno ai 5 anni, varia da bambino a bambino, il bambino comincia ad avere un interesse per i propri
organi genitali, la terza fase della sessualità infantile è quella definita genitale, è in questa fase che il
bambino scopre la differenza tra maschio e femmina. Secondo Freud fino ai 5/6 anni i bambini non
hanno ben chiara questa differenza tra l’essere maschio e l’essere femmina; infatti, le prime fasi della
sessualità infantile vengono vissute allo stesso modo e non c’è differenza tra il maschile e il femminile,
anzi tutti gli esseri umani portano in sé degli elementi femminili e degli elementi maschili
indipendentemente dalla loro struttura biologica.
Fondamentale il passaggio attraverso l’edipo che ai 6 anni dovrebbe essere superata, i 6 anni sono il
limite in quanto, secondo lui, la personalità si forma nei primi 6 anni di vita e soprattutto nei primi 3-4
anni, superati questi dopo c’è poco sviluppo/cambiamento. Il passaggio attraverso l’edipo è un
momento che tutti noi abbiamo attraversato nella strutturazione della nostra psiche, elemento
universale vissuto in modo diverso da ciascuno, estremamente individuale.
Passaggio che Freud chiama complesso di edipo, perché edipo? Edipo è il protagonista della tragedia
edipo re di Sofocle che, pur non volendo uccide il padre e si unisce con la madre.
Freud prende questa tragedia e si chiede: perché ha avuto un successo tale? Perché Sofocle senza
saperlo in questa tragedia ha unito un complesso di desideri attraverso cui tutti gli esseri umani, maschi
e femmine, passano ovvero secondo Freud tutti hanno desiderato uccidere il padre e riunirsi con la
madre ma questo è qualcosa che nessuno di noi vuole saperne perché è inaccettabile.
Freud dice che la nostra personalità non si forma in modo isolato ma si forma nella relazione con gli
altri (elemento hegeliano) ciascun essere umano struttura la sua personalità, la sua psiche nella
relazione con gli altri e i primi altri sono la MADRE e il PADRE.
Triangolo in cui non è detto che la madre e il padre siano per forza quelli biologici ma può anche essere
che ci sia qualcuno che in modo simbolico occupa questo posto dove:
- La madre si cura del bambino
- Il padre è quello che protegge ma anche quello che pone dei limiti, dei divieti
Simbolicamente, in questo triangolo possono esserci anche due persone in cui la stessa persona occupa
i due ruoli, anche qui c’è una normalità, padre madre e figlio.
Freud dice che tutti i bambini vogliono ricongiungersi con la madre, la felicità massima è quella che il
bambino ha raggiunto prima di nascere e che ricorda, anche se inconsciamente, e quindi il congiungersi
con la madre è il conquistare quella beatitudine che è stata interrotta da quando il bambino ha iniziato
a respirare da solo.
Freud collegherà questa esperienza, questo trauma della nascita, all’angoscia. Desiderare di sposare la
madre vuole dire unirsi e ricostituire questa unione perfetta, però questo desiderio porta un ostacolo,
ovvero il padre, il quale compare come l’ostacolo tra il bimbo e la madre. Il bambino si rende conto che
tra lui e la madre c’è questa figura ingombrante che è quella del padre e il desiderio inconscio è quello
di uccidere, eliminare, far sparire il padre, tutti noi abbiamo desiderato che chi bloccasse il
ricongiungimento con la madre sparisse
Maschio e femmina vivono allo stesso modo questa fase, è in questo complesso che viene scoperta la
differenza sessuale e quindi c’è una divaricazione (lezione sulla femminilità degli anni 30)
Prendiamo il bimbo maschio, il quale scopre di aver qualcosa di particolarmente prezioso che è il fallo,
si parla di fase fallica, qualcosa che lo differenzia dalla femmina la quale manca di questa cosa
Qui sorge la paura della castrazione, il bambino si rende conto che suo padre è più forte e capisce che
non può competere a livello fisico con il padre, e la paura è la punizione del padre che consiste nella
castrazione ed ecco che questo elemento e questa paura viene affrontata recedendo ovvero
rinunciando alla madre e da questo momento tra i 5 e i 6 anni l’evoluzione modello è quella
dell’identificarsi con il padre, se io non posso uccidere mio padre e avere mia madre allora io voglio
diventare come mio padre, processo di identificazione, e cosi il bambino comincia a vedere il padre
come un modello.
Dopo quella che Freud chiama fase di latenza che va dai 6 anni fino all’adolescenza la libido si attenua
ed è latente, quando poi nell’adolescenza riemerge il desiderio sessuale come normale e non come
perverso, il bambino che ha superato l’edipo nel modo più classico cercherà una donna che assomigli
alla madre e che realizza il desiderio che voleva fin da bimbo.
Per le donne la cosa è più complicata, la bimba deve passare attraverso il riconoscimento che le manca
qualcosa, primo trauma che lui chiama invidia del pene, la bimba quando si rende conto di non avere
qualcosa che i maschi hanno vive questa esperienza in modo traumatico sentendo questo come una
mancanza rispetto al maschio. Il femminile si costituisce come l’esperienza di una mancanza, la
bambina da la colpa alla mamma che in, anche nel momento in cui la girl si rende conto che anche sua
madre è come lei.
La bambina deve distaccarsi da quel desiderio di unione con la madre che comunque ha vissuto prima
di comprendere la differenza sessuale, dopo essersi distaccata dalla madre deve identificarsi con essa e
questo è contradditorio perché mentre il maschio capisce e rinuncia momentaneamente alla madre e si
identifica con il padre e realizza il desiderio con un'altra donna, la bambina si separa dalla madre e
prova sempre un rigetto di colpa sulla madre, per esempio Freud dice di aver sperimentato che
comunque anche se erano state allattate fino ai 3 anni ritenevano di non aver avuto abbastanza
attenzioni, la bambina colpevolizza la madre di qualcosa poi però si deve identificare in quel elemento
che colpevolizza e questo è molto più complesso.
Se tutto va a posto la bambina accetta e si mette al posto della madre, però vive con questo senso di
insoddisfazione e alla fine l’unico elemento che potrà dare pienezza al femminile sarà quello di avere un
figlio maschio, unico soddisfacimento simbolico che può riempire questa mancanza, non è detto che
succeda questa perché spesso la femmina non si identifica con la madre e questo porta a varie
personalità.
Freud dice che a 6 anni questo complesso in un modo o nell’altro viene passato ed è li che nasce la
nostra personalità e a questo punto c’è poco da cambiare, inizia la fase di latenza e poi nella lora vita
sessuale, quando diventano adolescenti, e nei rapporti di piacere con gli altri esprimeranno il modo che
hanno vissuto l’edipo, alcuni lo hanno vissuto traumaticamente e avranno più possibilità di riscontrare
nevrosi rispetto agli altri, qui è interessante perché Freud vede il nucleo inconscio e si spiega perché noi
non vogliamo sapere nulla del nostro inconscio, di questo groviglio attraverso cui siamo passati.
LEZIONE 26/02
Una psicanalista Rigare, e poi non solo lei sviluppa questa cosa, lei dice che non esiste l’invidia del pene
ma l’invidia dell’allattamento, secondo lei nel maschio c’è questa mancanza del fatto di non poter
allattare il bambino, la psicoanalisi femminista ha rovesciato l’idea di Freud; la donna, ad esempio, può
partorire il bambino, può allattare. Nasce appunto questa corrente con capostipite rigare che rovescia
l’idea di Freud. Questo Freud non lo rileva anche perché ha uno sguardo di parte in quanto racconta la
sua esperienza.
>> complesso di Elettra (analogo femminile del complesso di Edipo) Definizione del bambino come
“perverso polimorfo”
- perverso cerca la soddisfazione e il piacere in parti del corpo che non sono necessariamente
quella riproduttiva e genitale
- polimorfo perché cambia l’organo attraverso cui si prova piacere, quella del bambino è una
sessualità polimorfica
Siamo all’inizio del 900, negli anni immediatamente successivi la psicanalisi si sviluppa moltissimo
anche se con molte diffidenze, secondo Freud queste diffidenze sono legate ad una difficoltà ad
accettare questa espropriazione dell’io, le difficoltà ad accettare la psicoanalisi vengono da questa
difficoltà ad accettare la 3 ferita ovvero quella del togliere l’uomo dal potere su sé stesso. La
psicoanalisi si diffonde con una notevole velocità. Dopo la Prima guerra mondiale Freud rielabora la sua
visione ed elabora la cosiddetta SECONDA TOPICA.
La prima topica è la divisione della psiche in tre luoghi:
- Coscienza
- Inconscio P
- reconscio
Freud elabora nell’ “io e l’es” pubblicato nel 1923 una seconda topica che non sostituisce la prima ma si
affianca e questo ci fa capire come queste topiche siano dei modelli e non delle descrizioni oggettive
della psiche, ma appunto modelli che possono essere usati anche in modo sovrapposto o
complimentare.
L’es è la parte più profonda dell’inconscio e non risponde alla logica della coscienza, uno degli elementi
a cui l’es si sottare è il tempo, la concezione del tempo lineare. L’inconscio non ha tempo, l’es non è
sottoposto alla logica della temporaneità e questo ci fa capire come alcuni desideri siano rimasti li vivi
esattamente come sono stati vissuti. Rispetto al primo disegno questa specie di uovo è aperto sotto e
questo vuol dire che le pulsioni, che sono psichiche, si aprano e quindi non c’è confine netto tra fisico e
psichico, le pulsioni sono strettamente collegate al corpo; psichico e fisico organico sono distinti ma c’è
un luogo in cui comunicano, c’è un elemento di indeterminazione il corpo influisce fortemente sulla
dimensione dell’es e delle pulsioni.
Possiamo dire che l’es è inconscio, ma l’inconscio è più ampio dell’es e si estende anche a parte del
superio e anche a parte dell’io. Se da una parte l’es è totalmente inconscio dall’altra le altre due istanze,
l’io e il superio, sono in parte inconsce, in parte preconsce e in parte consce.
L’io, rispetto a questo calderone, che ricorda il dionisiaco, è un’istanza che porta con sé un elemento di
unificazione, in qualche modo c’è un’unità e un elemento unitario che cerca di comandare e domare
l’es rispondendo anche al principio di realtà.
L’io:
- in parte è cosciente ed è legata alla ricezione delle richieste che vengono dal mondo esterno
- in parte è preconscio quindi costituito da elementi che possiamo rendere coscienti in parte è
inconscio noi stessi non sappiamo di svolgerle
L’io affonda nell’inconscio, è proprio grazie a questa seconda topica che può parlare di una parte
inconscia dell’io, cosa che con la prima topica non poteva fare.
L’io cos’è? L’io si deve rendere conto di non essere un monarca assoluto nella psiche come pensava di
essere con Cartesio, ma non deve essere neanche inesistente come dice Nietzsche, l’io per Freud è un
monarca costituzionale, per governare e per poter esercitare un certo controllo deve ascoltare le voci
che vengono dal basso e che innanzitutto sono quelle dell’es ( la voce dell’es= voce del popolo, un
sovrano se non vuole essere del tutto spodestato ma invece vuole governare deve ascoltare le richieste
del popolo. L’io per esercitare la sua funzione di unificazione e di ordinamento della personalità anche
in risposta alle richieste del mondo esterno deve ascoltare l’inconscio e non chiudersi perché altrimenti
rischia di essere subissato dall’inconscio e quindi qui abbiamo la malattia:
- Nevrosi quando l’io ha poco controllo
- Psicosi quando l’io perde ogni controllo, nessun contatto o soggetto cosciente con cui anche un
medico può avere un contatto legato al senso di realtà
L’io è questa istanza, in buona parte è inconscia, lui dice di essere sconvolto da questa scoperta dell’io
inconscio, solo la punta dell’io è cosciente.
Entra in gioco un'altra istanza che Freud chiama Super-Io, e questo Super-Io vuol dire che sta sopra
all’io, è come una sentinella che osserva l’io e lo giudica, il super-io è un’istanza giudicatrice, un’istanza
critica nei confronti dell’io e chiede all’io di frenare il più possibile l’es, il superio punisce l’io quando
quest’ultimo cede troppo ai desideri dell’es.
Il super io è inconscio, preconscio e conscio, ma solo in parte, questa istanza raccoglie l’interiorizzazione
dei divieti paterni o genitoriali.
Interviene l’istanza genitoriale che pone una serie di divieti, il superio interiorizzazione dell’autorità
paterna, io non ho bisogno di qualcuno che mi dica no e che blocchi l’es ma c’è qualcosa o, meglio, c’è
un’istanza dentro di me che appunto fa questo ed è rappresentata dal superio. Dall’altra è costituita
dall’ideale dell’io, cioè dall’ideale che viene introiettato e che è quello che funge da modello e
sorveglia. L’io ideale è quel modello a cui deve corrispondere e se non corrispondo il superio mi
punisce.
Punisce quando:
- Da troppa corda all’es
- Non corrisponde al modello dell’io ideale e si discosta da quell’ideale che nella psiche
dell’individuo viene a formarsi come modello
Il superio è l’istanza morale, è da lì che viene la morale, cioè quella serie di ideali, valori e divieti che mi
impediscono di ricevere totalmente alle pulsioni, la morale ha quindi un’origine umana (come per
Nietzsche).
Freud ritiene che il senso morale sia molto importante per un individuo, chi non sviluppa il superio
diventa un disadattato o un criminale perché non riesce a rispondere alla realtà esterna. Secondo Freud
il superio se è troppo debole è un disastro perché non riusciranno mai a vivere e a realizzarsi nella
società, sono delinquenti, dall’altra parte se questa istanza è troppo forte può assumere un carattere
critico eccessivo al punto da danneggiare la persona perché questo superio non è mai contento e
soddisfatto di quello che l’io fa, lo punisce continuamente
ll superio se è troppo forte rischia di diventare cattivo, le persone che hanno un superio troppo forte
sono quelle che sviluppano la nevrosi d’angoscia, avvertono questa istanza giudicatrice estrema che
diventa masochista, in qualche modo ci gode nel fare del male.
Il superio lo punisce facendolo sentire inadeguato e provocandoli i sintomi, la funzione dell’io
dovrebbe essere quella di trovare un equilibrio tra l’es e la realtà esterna, il mondo esterno chiede tante
cose e quindi l’io deve trovare un equilibrio tra queste tre istanze che spesso li chiedono cose
contradditorie “povero io”
La vita è dura perché trovare questo equilibrio è molto difficile, l’io ha un compito ovvero quello di
riuscire a soddisfare richieste diverse, a trovare un equilibrio che è sempre precario, nessuno è al riparo
dalla nevrosi, o l’es esplode perché non riesce a tenere il passo con la realtà, o il superio diventa
esigente e nasce quindi l’angoscia, l’io deve riuscire a tenere tutto insieme.
L’io è come arlecchino, arlecchino in genere le prende, è servitore di due padroni, se obbedisce ad uno
le prende dall’altro e viceversa e alla fine non va mai bene quello che fa e proprio per questo deve
sviluppare la sua furbizia per cavarsela, l’io è servitore di tre padroni e quindi ancora peggio.
Ecco perché noi stiamo così male, non è facile per l’io trovare un equilibrio, questa seconda topica è
molto più complessa rispetto alla prima e viene infatti più di 20 anni dopo la prima.
Tra l’es e il superio può essere che l’es è innato e il superio ci viene insegnato? Si, in realtà anche l’io
perché originariamente nei primi mesi la nostra psiche è tutta es solo dopo inizia a differenziarsi. Entra
in gioco un altro elemento, prima di scrivere l’io e l’es in quegli anni Freud introduce un altro concetto:
PULSIONI DI MORTE
Cosa dice? La libido, che poi confluisce nell’es, e le pulsioni sono pulsioni che ricercano il piacere e si
suppone che questa ricerca del piacere sia legato alla vita, all’espansione della vita. Quindi Freud è
convinto che ciò che guida la nostra psiche è il principio del piacere, si accorge che ci sono delle
persone che in realtà sembrano cercare il proprio male, tra gli anni 10 e 20 lui comincia a studiare il
masochismo, cioè questo piacere di farsi del male, forma particolare delle pulsioni in cui io provo
piacere ne far male a me stesso.
Masochismo viene da maso, nome proprio che aveva individuato queste forme di autolesionismo,
diverso dal sadismo che vuol dire fare male agli altri.
Freud ad un certo punto comincia a pensare che questo bisogno di farsi del male sia guidata da delle
pulsioni che non sono quelle di vita ma siano delle pulsioni che lui chiama pulsioni di morte, cioè, lui
arriva alla conclusione che nella psiche di chiunque c’è uno scontro tra pulsioni di vita e pulsioni di
morte e cioè tra una spinta a continuare la vita e la spinta ad autodistruggersi, cioè una spinta a tornare
all’inorganico.
Freud scopre come anche i biologici hanno scoperto che in ogni essere vivente c’è una spinta a tornare
all’inorganico, per Freud nella psiche umana si traduce a delle pulsioni che spingono al ritorno
all’inorganico e quindi alla morte, sono perciò pulsioni autodistruttive, nella psiche di ogni uomo c’è
questo scontro tra una spinta a progredirsi e una spinta a chiudersi, a distruggersi, al tornare
all’indistinto da cui siamo venuti. Negli anni immediatamente successivi lui dice che in realtà il superio è
costituito dalle istanze genitoriali ma per rafforzarle si serve di queste pulsioni di morte, è quando il
superio coltiva queste pulsioni di morte che diventa cattivo e distruttivo.
Eros, le pulsioni di vita, e Thanatos, le pulsioni di morte.
Anche il superio che limita il principio di piacere non coltiva le pulsioni di morte non diventa distruttivo
ma in alcuni casi per vari motivi si gonfia di queste pulsioni di morte e diventa veramente
autodistruttiva.
L’uso della droga è una delle forme in cui uno vuole autodistruggersi, ma anche le malattie
dell’alimentazione, sono tentativi di autodistruzione dove prevale la pulsione di morte su quella di vita,
è chiaro che l’io dovrebbe riuscire a controllare queste spinte e a ricreare un equilibrio.
Il superio è costituito dalle istanze genitoriali che si rafforza attraverso queste pulsioni di morte. In ogni
uomo c’è anche una spinta autodistruttiva.
QUESTA SPINTA AUTODISTRUTTIVA non si può cancellare ma si può difendere dalla spinta
autodistruttiva scaricandole all'esterno: AGGRESSIVITÀ, esteriorizzazioni delle pulsioni di morte,
necessaria poiché se non estromettiamo almeno un po' queste pulsioni le rivolgiamo contro noi stessi,
non si può essere troppo buono ne cattivo, equilibrio non semplice.
L'opera di svolta di Freud 1920: "Al di là del principio di piacere": contengono la scoperta delle pulsioni
di morte, direzione distruttiva e aggressiva verso l'esterno e verso sé stesso, analizza i traumi di guerra
(dopo la 1 guerra mondiale). Si accorge che queste persone stanno male perché ripetono nei sogni
(incubi) spesso o nella vita generalmente, il momento in cui stanno per morire o hanno visto morire
altro. Come mai c'è una spinta a tornare e a ripetere il momento in cui hanno sofferto invece di
allontanarlo? - spinta autodistruttiva, volontà di non guarire, spinta contraria a voler stare meglio
LEZIONE 1/03
Primo livello= psicoanalisi come cura della malattia
Secondo livello= analisi generale della psiche umana
Terzo livello= analisi dei comportamenti sociali
Freud dice che questo passaggio dall’analisi dell’individuo all’analisi della società è giustificato dal fatto
che l’individuo stesso è sociale, in edipo analizzando la psiche individuale abbiamo visto che si fonde
nella relazione con l’altro. Questo passaggio non è artificioso ma è un passaggio naturale perché
l’analisi della psiche indica una relazione tra individui, la psiche individuale è analizzata in un contesto
che indica una relazione con l’altro.
L’opera più nota è “Disagio della civiltà” però ci sono poi altre opere:
- carteggio sulla guerra
- “l’avvenire di un’illusione” che in particolare si concentra sulla religione
- “psicologia delle masse e analisi dell’io”, tema dell’io e della complessificazione dell’io il fatto
che non coincida con la coscienza viene sviluppato
Opere scritte tra gli anni 20 e gli inizi del 30 ma già nel 13 aveva pubblicato un’opera legata alla
questione della nascita della società e del potere e che si intitola “totem e tabù” Opere che hanno
lasciata una notevole traccia nella cultura successiva continuano ad essere lette e commentate dalla
sociologia, dalla psicologia etc.… Il titolo di quest’opera, e poi anche l’opera stessa, è collegata
strettamente al libro “al di là del principio e del piacere”.
“Disagio della civiltà” Freud parte dalla constatazione che la civiltà e lo sviluppo della civiltà, e quindi
quello che viene comunamente chiamato progresso, produce una felicità sempre maggiore (secondo i
positivisti), ma in realtà non è così perché da psicoterapeuta io noto che gli uomini progredendo sono
sempre più infelici, il titolo originale era “l’infelicità nella società” e poi cambia perché infelicità era
molto forte come parola e quindi la cambia con disagio.
Freud dice che la civiltà implica una repressione delle pulsioni, non c’è civiltà senza repressione delle
pulsioni di vita, e quindi della libido, delle pulsioni sessuali... ma anche delle pulsioni di morte. Ritorna a
quello che è il discorso classico, cediamo libertà, e quindi ingabbiamo le nostre pulsioni, in cambio di
sicurezza ma NON di felicità.
Da ragione ad Hobbes e dice che gli uomini se lasciati allo stato di natura non amano il loro prossimo,
ma anzi si scannano tra loro, lato antropologicamente pessimista. È necessaria una regolamentazione,
un potere che non è altro che il controllo legittimo della forza, qualcuno può usare la forza in modo
legittimo per garantire un minimo di sicurezza.
Questa dinamica è necessaria, dobbiamo reprimere le nostre pulsioni di morte ma anche di vita,
reprimere l’aggressività ma anche l’esteriorizzazione più diretta dei nostri desideri vitali, per poter
vivere in una condizione di maggiore sicurezza, questo però produce psichicamente un disagio che
aumenta via via che la città diventa più complessa. La civiltà moderna ci chiede sempre di più, è molto
esigente e diventa quindi sempre più repressiva. Quale può essere la soluzione? Non c’è una soluzione,
lui non dice che si deve tornare alla liberazione delle pulsioni come qualcuno penserà leggendo Freud
successivamente, lui dice che, se noi pensiamo in una situazione in cui liberiamo le nostre pulsioni
questa situazione sarebbe infondo il dionisiaco, l’orgia primordiale, terribile, spaventosa. E quindi se
vogliamo in qualche modo avere quella sicurezza e quei vantaggi che la società ci da non possiamo che
rimanere disagiati e che accettare questo disagio, il disagio è coessenziale alla civiltà e nasce dalla
repressione pulsionale, la società è quindi meglio di altro, bisogna però rendersi conto che non è un
cammino progressivo verso la felicità perché questa sicurezza che acquistiamo implica un prezzo da
pagare che è legato al contenimento dell’aggressività, la civiltà ci impedisce di scaricare le pulsioni
impressive, esteriorizzazione delle pulsioni di morte, frenare la nostra aggressività, dobbiamo
contenere l’ira. Ma questo contenimento dell’aggressività cosa comporta? - - Sublimazione, sport Più
quantità di pulsioni di morte si rivolgono su noi stessi se le conteniamo per causa della società Per
questo ci sono più malattie mentali nella società evolute piuttosto che nelle società primitive, più
semplici perché comunque il carico di repressione che dobbiamo subire è molto più ampio. Freud non
nega che il progresso sia tale perché dice che è solo per questo che gli uomini hanno costruito ciò che
hanno costruito, ma per quanto riguardo l’aggressività il modo più comune per non scaricare su di noi
le pulsioni di morte è quello di accettare anche un disagio, per l’io mantenere un equilibrio è più
difficile, se già servo di tre padroni, la realtà esterna fa richieste sempre più esigenti. La guerra che
cos’è? Non è vero che il progresso è continuo, come dicono i positivisti. Gli uomini non ce la fanno più a
trattenere queste pulsioni aggressive e quindi scoppiano le guerre, queste repressioni delle pulsioni,
che è la civiltà, possono sempre esplodere è questa esplosione è la guerra. Freud ritiene che ci sia un
piacere nell’uccidere, è un modo per scaricare l’aggressività ed è una scarica che da comunque piacere.
Nella guerra si è liberi, c’è un’attrazione della guerra, lui stesso era entusiasta quando era iniziata la
Prima guerra mondiale, entusiasmo durato ben poco però. Queste pulsioni di morte ci portano ad un
piacere perverso che è al di fuori della guerra è l’omicidio che è la prima cosa vietata, è solo con la
guerra che l’omicidio diventa “legittimato” Una delle soluzioni quando gli uomini non riescono più a
contenere è proprio la guerra. Altro elemento che la società ci porta a reprimere è la nostra ricerca del
piacere, più cresce la civiltà e più il principio di realtà deve essere forte, dobbiamo combattere con una
serie di richieste che ci chiedono di rimandare la ricerca del piacere L’arte non è altro che libido tradotta
in opere, ma anche tutta la cultura, il sapere, la tecnica e le capacità che l’uomo ha, questo porta un
grande piacere, il lavoro può essere piacere e quindi un modo in cui io scarico le mie pulsioni libidiche
ma non basta e se la società mi chiede troppo allora si crea una conversione tale che l’io salta, esplode,
non riesce a tenere l’equilibrio e quindi abbiamo la nevrosi. Non c’è soluzione Le soluzioni che le
persone cercano sono le dipendenze, le dipendenze alla droga ma anche altre che sembrano innocue.
Gruppo, quando si è un gruppo si liberano alcune pulsioni, dove il gruppo però ha sempre bisogno di
leader e infondo un altro modo che illude di trovare la felicità è quella di identificarsi in un leader forte
e fondersi i con i membri del gruppo, tra questi gruppi ce ne sono di particolari e i due esempi più alti e
organizzati sono: 1. L’esercito 2. La chiesa La religione non è altro che una nevrosi collettiva, perché le
persone chiedono alla religione una ricetta per avere la felicità, la salvezza, se non si può avere in
guerra si potrà avere in paradiso dopo la morte e la religione mi dice come si raggiunge quella felicità
che in fondo mi consola anche in vita, mi sento meglio. La religione è l’illusione di una felicità che in
fondo è l’illusione propria di uomini che non sono mai diventati adulto. Coloro che aderiscono alla
religione o alla chiesa sono quelli che hanno bisogno di un padre. Se non sono diventato veramente
adulto proietto la figura del padre in dio, dio non è altro che il padre ideale che mi protegge, mi da
sicurezza ma anche mi punisce se mi comporto male, Freud dice che infondo la religione è un modo per
proteggersi dall’infelicità ma è una nevrosi, è un’illusione. Freud pensa che questa illusione finisca, tra
la fine del 20 e inizi del 30, che la religione sarebbe finita in nome della ragione e della civiltà, sbaglia.
Freud è ateo anche se poi l’ultima opera che scrive è “Mose e il monoteismo”, ma non rinnega il suo
ateismo. Freud vede un pericolo nella società di massa che è proprio quel legame che si crea nella
massa. Perché si crea? Non per una fusione immediata tra le persone come qualcuno diceva, ma in
realtà per Freud non c’è massa senza leader (discorso del gruppo), i membri della massa non si fondano
tra loro, si identificano tutti con uno stesso leader cioè con un ideale, si torna al padre che è l’ideale del
superio e se io non ho questo ideale proietto ciò nel leader, persona carismatica che funge da ideale
dell’io, e tutti questi che si identificano in una persona fondano una massa che diventa pericolosa
perché il leader trascina la massa dove vuole (fascismo/nazismo)
LEZIONE 12/03
LA GUARIGIONE: cura dell’isteria e della nevrosi è una terapia.
uno dei problemi che si sono posti, anche Italo Svevo che ha preso molto sul serio la psicanalisi,
davvero la psicanalisi guarisce? cosa vuol dire guarire?
Freud tra le sue ultime opere scrive “Analisi terminabili, interminabile”: c’è un termine all’analisi che
indica la guarigione piena o è qualcosa di interminabile?
Freud mette in luce che la psicoanalisi rimane una pratica terapeutica (sogno irma), il prblema però è
che lui pensa che non ci sia mai una guarigione definitiva. Nessuno è sano definitivamente.
Il nostro equilibrio psichico è talmente precario, instabile che tra stato malattia e salute non c’è frattura
netta. Freud ci mette in guardi sul fatto di poter acquistare una salute piena e stabile.
Freud introduce una metafora rispetto al modo in cui la psicanalisi opera è quella di un lago olandese
che è lo Zoidersee: cosa deve fare la psicanalisi? dove è l’es deve diventare l’io, come nel
prosciugamento del lago; come il lago è stato prosciugato così l’es devev diventare l’io
La psicoanalisi deve rafforzare l’io e tradurre l’inconscio, l’es e portaro verso l’io, prosciugare l’inconscio.
Per esempio la figlia di Freud che va in America, interpreta e fonda il filone fondamentale della
psicoanalisi americana: il fine è quello di rafforzare l’io, quindi il controllo e portare l’inconscio all’io.
Molti psicanalisti europei, di cui il + importate Lacan, leggono i testi di Freud e dicono che Freud
non ci sta dicendo che l'inconscio va prosciugato è solo una metafora. In realtà L. dice: dove era es deve
diventare io, Lacan dice che possiamo leggerlo anche in senso inverso= l’io deve trasformare l’es, l’io
deve avvicinarsi all’es.
L’io non deve cancellare l’inconscio. Non è una riduzione dell’inconscio alla coscienza L’io è molto +
ampio della coscienza, l’io deve saper ascoltare l’inconscio e lasciargli spazio, senza necessariamente
tradurre in coscienza.