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ECONOMIA

Il documento analizza il ruolo del reddito, del risparmio e della domanda di moneta nelle famiglie italiane, evidenziando l'importanza dei conti correnti e delle transazioni monetarie. Viene inoltre discussa la teoria monetaria di Keynes e l'offerta di moneta, sottolineando il legame tra tassi di interesse, prestiti bancari e circolazione monetaria. Infine, si descrivono le operazioni bancarie, il credito e i soggetti coinvolti, nonché la riserva di liquidità e il moltiplicatore dei depositi nel sistema bancario.

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ECONOMIA

Il documento analizza il ruolo del reddito, del risparmio e della domanda di moneta nelle famiglie italiane, evidenziando l'importanza dei conti correnti e delle transazioni monetarie. Viene inoltre discussa la teoria monetaria di Keynes e l'offerta di moneta, sottolineando il legame tra tassi di interesse, prestiti bancari e circolazione monetaria. Infine, si descrivono le operazioni bancarie, il credito e i soggetti coinvolti, nonché la riserva di liquidità e il moltiplicatore dei depositi nel sistema bancario.

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Nelle nostre famiglie entrano redditi utilizzati per l'acquisto di beni e servizi.

Quando non si spende tutto il reddito si realizza il risparmio, destinato agli investimenti.
La quasi totalità dei consumatori italiani è titolare di un conto corrente bancario, in cui deposita parte dei propri
risparmi e che consente di procedere a operazioni di accredito (per versare,esempio lo stipendio mensile) e di
addebito (pagamento delle utenze, ad esempio le bollette dell'elettricità o del telefono). L'esistenza di un conto
bancario permette inoltre l'utilizzo di bancomat e di carte di credito con cui effettuare pagamenti senza dover
ricorrere alla moneta. Gli italiani, non rinunciano all'uso del denaro contante per i pagamenti quotidiani e le
spese minori.
Questa preferenza per la liquidità genera in economia la cosiddetta domanda di moneta.

Per domanda di moneta si intende la quantità di reddito che un soggetto detiene in forma monetaria liquida,
cioè immediatamente spendibile.

Le ragioni principali che inducono molte persone a privilegiare la liquidità sono la possibilità di procedere in
modo semplice e diretto ai piccoli pagamenti. molti si tengono pronti a
fronteggiare eventuali imprevisti .
La domanda di moneta non va confusa con il risparmio. Quest'ultimo, è dato dalla differenza tra reddito e
consumo, mentre la domanda di moneta è una forma di impiego del risparmio diversa dall'investimento.

LA TEORIA MONETARIA DI KEYNES


Secondo John Maynard Keynes sono tre le ragioni che inducono gli individui a detenere parte del loro reddito
sotto forma di moneta o di depositi bancari:
● il motivo delle transazioni: si percepisce la necessità di detenere una scorta di denaro per le spese
prevedibili di ogni giorno;
● il motivo precauzionale si detiene moneta per fronteggiare le spese impreviste;
● il motivo speculativo : soprattutto chi fa investimenti in Borsa trattiene moneta liquida per acquistare
titoli (ad esempio obbligazioni) quando il loro prezzo è basso e per rivenderli nel momento in cui salirà.

L’OFFERTA DI MONETA
in uno Stato, quando aumenta sensibilmente la quantità monetaria i prezzi tendono a crescere, con conseguente
perdita del potere d'acquisto; questa situazione, corrisponde all'inflazione.

Per offerta di moneta si intende la quantità di moneta (contanti e depositi bancari) che esiste in un sistema
economico in un determinato momento.

L'offerta di moneta dipende, per i Paesi che aderiscono all'euro, dalle decisioni della Banca Centrale Europea,
l'istituto che emette le banconote. Se la BCE non stabilisse limiti all'emissione di carta moneta, si porrebbe il
problema della svalutazione a monetaria, cioè
della graduale perdita di valore della moneta rispetto ai beni e ai servizi acquistabili sui mercati. Si rende
necessario stabilire precisi criteri di immissione valutaria.
Gli organi preposti dalla BCE, il Presidente e il Comitato esecutivo, regolano la quantità di moneta da immettere
nel sistema economico.

La quantità di moneta in circolazione è anche legata al settore bancario. le banche raccolgono denaro dai
risparmiatori per concederlo in prestito sia ai privati sia
alle imprese , con la conseguenza che esiste una stretta relazione tra la quantità di credito concessa e la
corrispondente circolazione monetaria:
più prestiti = più moneta

A condizionare la richiesta di prestiti bancari è il tasso di interesse richiesto dalle banche; più alto è questo
tasso, minore sarà la disponibilità degli imprenditori ad attingere ai crediti. Dato che la misura dei tassi bancari è
strettamente legata alle indicazioni della BCE possiamo concludere che l'offerta di moneta, in Italia come negli
altri Stati in cui circola l'euro, dipende essenzialmente dalla Banca Centrale Europea.

IL CREDITO E I SUOI SOGGETTI


Una situazione piuttosto diffusa per le famiglie e le imprese è la richiesta di prestiti per fare fronte alle proprie
spese; si parla, di credito.
Il credito è la cessione di una somma di denaro da parte di un soggetto (creditore), in cambio dell'impegno da
parte di un altro soggetto (debitore) alla restituzione nel futuro di quella stessa quantità monetaria ricevuta,
aumentata degli interessi.

Il fenomeno del credito è nato con lo sviluppo dei commerci e con la nascita delle prime banche, chiamate, nel
tardo Medioevo, banchi, su cui si pesavano l'oro e le monete. i banchi provvedevano a una semplice funzione di
custodia: i clienti depositavano presso di essi denaro e preziosi, ricevendo, all'atto del deposito, una lettera di
custodia che doveva essere presentata per ottenere, la restituzione dei loro beni.
Più tardi, si diffusero banchi in diversi Stati, e si creò la possibilità per i mercanti di "girare" il credito, presentando
presso un qualsiasi banco una ricevuta chiamata lettera di cambio.

I soggetti del credito sono il debitore e il creditore.


Il debitore è colui che riceve il prestito monetario, obbligandosi a restituirlo a una data scadenza; il creditore,
invece, è colui il quale, rinunciando temporaneamente all'uso di una certa quantità di moneta, acquisisce il diritto
a farsela successivamente restituire maggiorata di un interesse.

il credito è assistito da garanzie, che possono essere di natura personale, come la fideiussione, o di natura reale,
come il pegno e l'ipoteca: nel primo caso si parla di credito personale, nel secondo di credito reale.
La fideiussione è un contratto di garanzia personale con cui un soggetto, detto "fideiussore", si obbliga verso il
creditore, garantendo l'adempimento di una obbligazione altrui.

Il pegno è un diritto reale di garanzia che ha per oggetto beni mobili:il debitore consegna al creditore, o a un
terzo, un bene mobile, con l'accordo che, in caso di inadempimento, il creditore può far vendere il bene e
soddisfarsi sul ricavato.

L'ipoteca è un diritto reale di garanzia avente per oggetto beni immobili e si costituisce con la sua iscrizione
presso i pubblici registri immobiliari; se il debitore non adempie, il creditore può far vendere l'immobile ipotecato e
soddisfarsi sul ricavato.
I soggetti che, sono prevalentemente coinvolti nel fenomeno creditizio sono le famiglie, le imprese, lo Stato e le
banche.

Le famiglie si pongono nel ruolo attivo del credito, quello di creditori, in quanto investono i loro risparmi in titoli
privati o pubblici; prestano cioè denaro alle imprese o allo Stato, acquisendo di conseguenza il diritto al rimborso
nonché agli interessi pattuiti. Tuttavia è
frequente che una famiglia assuma la posizione di debitore. Quando le famiglie ottengono un prestito per
l'acquisto di un bene di consumo il credito concesso viene definito credito al consumo.

Le imprese ricorrono frequentemente al credito, necessario per finanziare le spese relative all'attività produttiva
che eccedono le possibilità di autofinanziamento. Le imprese possono ottenere prestiti dalle banche o dalle
famiglie.

Nel primo caso, il ricorso al credito è fortemente condizionato dal tasso d'interesse praticato dalle banche: più è
basso,più conveniente è il credito e più diffuso è il ricorso a esso. Questo tasso d'interesse, è legato al tasso
ufficiale, determinato dalla Banca Centrale Europea. Nel secondo caso, il ricorso al finanziamento fornito dalle
famiglie, riservato alle sole società per
azioni (s.p.a.), è realizzato attraverso l'emissione di azioni e di obbligazioni. Il credito concesso alle imprese
corrisponde al credito alla produzione *

Lo Stato, per poter sostenere le spese pubbliche, ricorre al credito tramite l'emissione di titoli pubblici, che hanno
natura obbligazionaria e sono normalmente sottoscritti, a titolo di investimento, dalle famiglie.

Tra i più diffusi titoli pubblici ricordiamo i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro), che sono caratterizzati dalla breve
scadenza (tre, sei o dodici mesi). Il loro rendimento risulta dalla differenza tra il valore di rimborso del titolo e il
prezzo di emissione, rapportata alla durata del titolo.
Esistono poi I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), la cui durata può variare da due a dieci anni; questi titoli
producono interessi a un tasso fisso posticipato.
I CCT (Certificati di Credito del Tesoro), infine, hanno una durata da due a dieci anni e un tasso legato al
rendimento dei BOT.
Le banche è si pongono normalmente, nel ruolo di creditori; esse infatti, utilizzando il denaro raccolto attraverso
le operazioni di deposito, effettuano prestiti a favore sia delle famiglie sia delle imprese. Anche le banche, però,
possono trovarsi esposte a situazioni di bisogno di
liquidità: in questo caso possono ottenere credito dalla Banca d'Italia o da la altri istituti di credito.

LE OPERAZIONI BANCARIE
Le banche raccolgono denaro attraverso le operazioni di deposito, definite passive. Impiegano il denaro
accumulato concedendolo in prestito ai soggetti che ne fanno richiesta dietro corresponsione di un interesse. Le
operazioni di impiego dei fondi sono chiamate attive.

La principale operazione passiva per la banca è il deposito.


Il deposito bancario è un contratto attraverso il quale un soggetto deposita una somma di denaro presso una
banca, che ne acquista la proprietà.
La banca si impegna a restituire la somma depositata alla scadenza del termine pattuito o, se non è stato
stabilito alcun termine, su richiesta del depositante, con l'osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti.

Sulla somma depositata il cliente ha il diritto di percepire un interesse, la cui misura, deve essere portata a
conoscenza del pubblico attraverso mezzi [Link] mezzi idonei ai fini della trasparenza gli avvisi
esposti nei locali della banca o le comunicazioni effettuate presso il domicilio del cliente.
si attribuisce a ogni operazione una data convenzionale, detta valuta, che difficilmente coincide con la data
esatta dell'operazione; le banche, per aumentare il loro compenso, posticipano di qualche giorno la valuta degli
accreditamenti e anticipano quella degli addebiti.

La tipologia più diffusa di deposito bancario corrisponde al conto corrente.


Il conto corrente bancario è un contratto attraverso il quale la banca assume il mandato di compiere, per conto
del cliente e dietro sua indicazione, determinati pagamenti e specifiche riscossioni.
Tutti i movimenti di dare e di avere vengono memorizzati negli archivi informatici della banca, in cui sono
registrate le operazioni di accreditamento , che aumentano il valore del credito disponibile, e le operazioni di
addebitamento, Che riducono la disponibilità monetaria del correntista. Quest’ultimo ha il diritto di disporre in
ogni momento delle somme che risultano a lui accreditate.

Con frequenza periodica la banca invia al cliente l'estratto conto, da cui risultano tutti i movimenti di dare e di
avere del correntista verso la banca.
Le più importanti operazioni attive per la banca sono:
L'apertura di credito è un contratto attraverso cui la banca mette a disposizione del cliente una somma di
denaro, detta comunemente fido, che il cliente può utilizzare in tutto o in parte in base alle proprie necessità.
L'apertura di credito può essere concessa senza corrispondenti garanzie:
si parla, di apertura di credito allo scoperto. È però più frequente l'ipotesi in cui la banca richieda la
prestazione di garanzie reali o personali.

Un altro contratto bancario è l'anticipazione.


L'anticipazione bancaria è un contratto attraverso il quale la banca si impegna a tenere disponibile per il cliente
una determinata somma di denaro dietro pegno di titoli, depositi di denaro o merci.
Ciò che caratterizza l'anticipazione rispetto all'apertura di credito è che è sempre assistita dalla garanzia reale del
pegno, che può riguardare merci o titoli.
Questa forma di credito è utilizzata in particolare dai commercianti, nell'attesa di vendere le merci che hanno
depositato presso i magazzini generali, le danno in pegno alla banca ottenendo così un anticipo di quanto
realizzeranno successivamente con la vendita.
La banca ha il diritto di ricevere, oltre al corrispettivo, ossia agli interessi che le sono dovuti, il rimborso delle
spese sostenute per la custodia delle merci o dei titoli.

Un'altra diffusa operazione bancaria è lo sconto.


Lo sconto bancario è il contratto con cui la banca, trattenendo per un interesse, anticipa al cliente l'importo di un
credito verso terzi non ancora scaduto.
Si tratta di un'operazione attiva per la banca, che consente a un creditore di ottenere in anticipo, l'importo di un
credito che gli è dovuto.
I vantaggi delle parti: il cliente della banca riceve anticipatamente il denaro che otterrebbe altrimenti a una
determinata scadenza e la banca si fa pagare un interesse.

Un'operazione bancaria di largo utilizzo è il mutuo.


Il mutuo è il contratto con cui la banca consegna al cliente una som ma di demaro che egli dovra restituire,
maggiorata di interessi, in un periodo di tempo prefissato, generalmente di alcuni anni.
il cosiddetto piano di ammortamento stabilisce l'importo delle rate cha debitore deve pagare con una
determinata frequenza. Le rate di un mutuo sono di importo costante, e sono comprensive di interessi calcolati
sull'importo residuo del debito, e di una quota di restituzione del capitale.

Per lo svolgimento delle operazioni bancarie, sempre pià persone si avvalgono dei servizi online offerti dalle
banche, che consentono di effettuare le operazioni al proprio domicilio.

Le banche svolgono anche operazioni accessorie, cioè servizi a favore della clientela. Tra questi possiamo
ricordare i pagamenti di bollette, di imposte e di fatture , la custodia nelle cassette di sicurezza,
l'amministrazione e la custodia di titoli, la vendita di biglietti e abbonamenti di vario genere.

LA RISERVA DI LIQUIDITÀ E IL MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI


Le banche non possono destinare a credito tutto il denaro depositato presso le loro casse, altrimenti potrebbero
non riuscire a soddisfare eventuali richieste di prelievo. Devono perciò tenere a disposizione una determinata
percentuale dei loro depositi, chiamata riserva di liquidità,la cui entità è stabilita dalla Banca centrale nazionale
Gli investimenti delle imprese
Più bassa è questa percentuale, maggiori sono le somme che le banche possono concedere a credito e più alte
quindi le possibilità di investimento delle imprese.

La quantità totale di moneta che si genera attraverso questo meccanismo, chiamato moltiplicatore dei depositi,
è costituita dalla somma dei depositi successivi al deposito iniziale.

L’ORGANIZZAZIONE E LA NORMATIVA DEL SISTEMA BANCARIO


Da quando l'Italia la parte dell'Unione monetaria europea il sistema bancario nazionale fa capo alla Banca
Centrale Europea (BCE), che gestisce la politica monetaria dei Paesi dell’area euro e coordina l'attività delle
banche centrali nazionali, che costituiscano il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC).
Nel prendere decisioni relative all'area dell'euro, la BCE collabora con il Fondo monetario internazionale e con
la Commissione europea, insieme alle quali forma la cosiddetta trojka.
Di fronte a una crisi generale soprattutto del sistema bancario europeo, sono stati proposti o adottati su iniziativa
della BCE alcuni specifici interventi, tra cui:
● quantitative easing, consiste in operazioni programmate e periodiche di acquisto, da parte della Banca
centrale, di titoli sul mercato, soprattutto obbligazioni. In tal modo si ottiene l'effetto di aumentare la
quantità di moneta in circolo e di stimolare la ripresa economica. Inoltre la BCE acquista titoli di stato,
con l'obiettivo di agevolare il sistema creditizio;
● bail-in, corrisponde al principio per cui, se gli istituti di credito si trovano di fronte a perdite economiche
o rischiano il fallimento, vengono coinvolti anche i clienti delle banche, in cui viene prevista la possibilità
di rivalersi sul patrimonio degli azionisti, degli obbligazionisti e dei correntisti.
Le banche italiane sono organizzate secondo una struttura gerarchica, nel senso che esistono delle autorità
creditizie con compiti di indirizzo e vigilanza su di esse:
In Italia queste sono:
● il Ministro dell'Economia e delle Finanze, che è la più alta autorità in campo creditizio e può emanare
decreti per i provvedimenti di sua competenza;
● Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR), che ha funzioni di vigilanza e di
indirizzo politico in materia di credito;
● La Banca d'Italia, che fa parte del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), coordinato dalla
Banca Centrale Europea.
La Banca d'Italia, sorta nel 1893, dal 1926 al 1998 ha rivestito la funzione di istituto di emissione, in quanto
emetteva la carta moneta. Con l'adesione dell'Italia all'euro questa funzione è divenuta competenza della Banca
Centrale Europea. La Banca d'Italia conserva comunque molte altre prerogative:
● concede credito alle banche mediante attività di finanziamento
● interviene in materia di politica monetaria a scopo espansivo o restrittivo del credito (attività svolta
sotto il coordinamento della BCE),
● svolge attività ispettiva sulle banche ordinarie;
● favorisce il mantenimento in equilibrio della Bilancia dei pagamenti

Il sistema bancario italiano è stato disciplinato dalla legge bancaria del 1936, che prevedeva la specializzazione
bancaria e ammetteva l'esistenza di due tipologie di istituti di credito: quelli ordinari, che potevano effettuare
credito solo a breve termine (prestiti con scadenza inferiore ai diciotto mesi), e quelli speciali, che erano dedicati
esclusivamente
ai prestiti a medio (da diciotto a sessanta mesi) e a lungo termine (oltre sessanta mesi).
La legge bancaria del 1936 è stata tacitamente abrogata dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia.
Il Testo unico ha cancellato l'obbligo della specializzazione creditizia, consentendo a tutte le banche di operare
sia a breve sia a medio e lungo termine, dando così vita alla cosiddetta banca universale.
Gli istituti di credito possono inoltre acquistare azioni di grandi industrie,, qualificandosi in questo caso come
banche miste.
In Italia per poter esercitare una attività bancaria è necessaria l'autorizzazione della Banca centrale ed è
richiesta la costituzione in forma di società per azioni o di società cooperativa per azioni a responsabilità
limitata (s.c.a.r.l.).
Le banche devono infine essere iscritte in un apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia.

LA POLITICA MONETARIA
Le autorità monetarie, (Banca Centrale Europea e gli organi di vertice dei sistemi
bancari nazionali), possono intervenire sulla quantità monetaria in circolazione, espandendola o riducendola, allo
scopo di influenzare positivamente l 'occupazione, lo sviluppo e l'inflazione. Se l'obiettivo è quello di ridurre
l'inflazione, risulta conveniente una politica monetaria restrittiva; quando invece si vogliono potenziare la
produzione e il livello di occupazione sono opportuni interventi [Link] più importante strumento di politica
monetaria è rappresentato dalla manovra del tasso ufficiale: nell'Unione monetaria europea, la BCE stabilisce
il livello ufficiale del tasso d'interesse, cioè del costo del denaro. Se la Banca Centrale Europea aumenta il tasso
ufficiale e, di conseguenza, aumenta in generale il costo del denaro, si riducono gli investimenti, la produzione
subisce un rallentamento, circola meno moneta e diminuisce l'inflazione. Prima dell'ingresso nell'Unione
Economica e Monetaria (UEM), la manovra dei tassi ufficiali in Italia era determinata dalle decisioni della Banca
d'Italia; il tasso ufficiale era allora denominato Tasso Ufficiale di Sconto (TUS).

BANCA ETICA
Le banche etiche si trattano di enti che si propongono di effettuare investimenti in iniziative di utilità sociale in
ambito sia nazionale sia internazionale, L'obiettivo è quello di concedere credito alle associazioni non profit, che
si basano sull'impegno civile e sulla solidarietà e che, senza fini di lucro, si propongono la tutela degli interessi
collettivi.
Gli obblighi che caratterizzano la banca etica sono:
● l'eticità degli impieghi finanziari: le somme raccolte vengono impiegate solo per finanziare iniziative di
carattere etico e i depositanti possono scegliere il settore cui destinare il proprio risparmio;
● l'autodeterminazione del tasso: il cliente può scegliere il tasso d'interesse praticato sul suo deposito
tra un importo minimo e uno massimo indicati dalla banca;
● la nominatività del rapporto: il risparmiatore è sempre identificato e non esistono forme di deposito al
portatore;
● la trasparenza: i risparmiatori devono essere tenuti informati sull'impiego dei fondi.

La banca etica non presta soldi a tutti coloro che garantiscono di restituirli.(chi produce o vende armi, alcol e
tabacco, chi inquina l'ambiente e così via non può essere accolto come
cliente di questa banca). I suoi clienti privilegiati sono coloro che operano nel sociale, nella difesa dell'ambiente e
nell'aiuto ai Paesi del Terzo mondo.
La banca etica dà maggiore rilievo alla validità dei progetti da finanziare e alle capacità individuali. La
banca etica e nata come ente creditizio che intende operare sul mercato con una logica più umana e meno
legata al profitto.
Una forma di credito ispirata a principi etici e di solidarietà è riconoscibile anche nel microcredito. Si tratta di una
forma di finanziamento che consente alle persone svantaggiate dal punto di vista economico di accedere a
piccoli prestiti, per risollevarsi da questa situazione dando vita a un'attività di impresa o ristrutturandone una già
avviata. Il microcredito è utilizzato negli Stati in via di sviluppo, ma si sta estendendo, anche ai Paesi occidentali.
LA FUNZIONE DELLA BORSA VALORI
Esiste un mercato in cui oggetto gli scambi sono i titoli: esso corrisponde alla borsa valori.
La Borsa valori è il mercato in cui vengono negoziati i titoli finanziari, sia privati sia pubblici, siano essi azioni o
obbligazioni.
La Borsa valori è il luogo in cui avvengono le contrattazioni tra chi ha bisogno di finanziamenti a medio e
lungo termine (imprese e Stato) e chi,disponendo di capitali, intende investirli (risparmiatori).

La Borsa valori italiana, è stata privatizzata con il decreto legislativo 415/1996, in adeguamento alla normativa
europea.

All'interno del mercato dei titoli viene utilizzata una terminologia specifica.
Esaminiamo alcuni termini tra i più diffusi.
• Bond: sono titoli obbligazionari.
• Broker: è un professionista che opera come intermediario nella vendita o nell'acquisto di titoli e fornisce
consulenze finanziarie.
• Capital gain: è l'incremento di capitale che si ottiene grazie alla vendita di titoli a prezzo superiore a quello di
acquisto.
• Flottante: è la quantità di azioni di una s.p.a. possedute dai piccoli risparmiatori.
• Giardinetto: è l'insieme dei titoli, di diversa natura, posseduti da un piccolo risparmiatore.
• Prime rate: è il tasso minimo di interesse applicato dagli istituti bancari alla migliore clientela sui prestiti a breve
termine.
• Price earning: è il rapporto esistente tra la quotazione di un titolo e l'utile per azione.
• Titolo guida: è l'azione di ampia diffusione tra i piccoli risparmiatori che
viene utilizzata, insieme ad altre azioni dello stesso tipo, come base per
calcolare gli indici della Borsa.

I TITOLI E LA LORO QUOTAZIONE


I principali strumenti finanziari trattati nella Borsa valori sono di tre tipi:
1. le azioni, titoli emessi da s.p.a. che rappresentano quote del capitale sociale;
2. le obbligazioni , titoli emessi da s.p.a. che conferiscono la posizione di creditore al proprio titolare;
3. i titoli pubblici o titoli di Stato (come i BOT, Buoni Ordinari del Tesoro, o i BTP, Buoni del Tesoro Poliennali )
che possono essere emessi dallo Stato per finanziare le spese pubbliche.

Anche gli enti locali hanno la possibilità di collocare sul mercato finanziario obbligazioni di propria emissione.
Condizione necessaria per questa collocazione è che gli enti locali presentino un bilancio certificato da cui risulti
una situazione di avanzo. Alle obbligazioni emesse dagli enti locali sono state attribuite sigle quali BOC (Buoni
Obbligazionari Comunali) e BOR (Buoni Obbligazionari Regionali).

I titoli contratti nel mercato finanziario hanno un valore nominale, che viene determinato dall’ente [Link]
prezzo di emissione viene pagato dai sottoscrittori all'atto l'emissione del titolo, e può coincidere con il valore
nominale oppure con il valore nominale, per le azioni, non può mai essere "sotto la pari" (ossia inferiore al prezzo
di emissione"). Le azioni, hanno un valore reale, dato dal rapporto tra il valore del patrimonio sociale e il numero
delle azioni emesse.
Tutti i titoli contrattati assumono un valore di mercato, definito quotazione di Borsa . Più un titolo è richiesto più
aumenta il valore e viceversa.

Le quotazioni variano continuamente. Al termine di ogni giornata si calcola la media dei prezzi a cui ogni titolo è
stato trattato: questa media ne rappresenta la quotazione. Le varie quotazioni vengono poi raccolte in un l
listino di Borsa, chiamato fixing. Gli andamenti delle quotazioni vengono quindi rappresentati, con riferimento a
periodi di tempo più o meno ampi, nell'indice generale di Borsa, un insieme di dati dal quale è possibile
cogliere l'andamento delle quotazioni e sapere se la Borsa sta guadagnando o perdendo rispetto a periodi
precedenti.
Il sistema di contrattazione gestito dalla Borsa italiana, è composto da diverse tipologie di mercato a cui
è associato un indice che rappresenta l'andamento delle quotazioni dei titoli trattati. In particolare ricordiamo:
• il Mercato Telematico Azionario (MTA) nel quale sono scambiati i titoli azionari quotati in Borsa. Tale mercato
è suddiviso in segmenti sulla base delle caratteristiche di capitalizzazione delle società e liquidità dei titoli. Il
primo segmento, denominato Blue Chip, raggruppa i titoli delle quaranta imprese maggiormente capitalizzate e
con maggiore liquidità, mentre il segmento denominato Segmento Titoli con Alti Requisiti
(STAR) comprende i titoli di società con capitale fino a un miliardo di euro, caratterizzate da requisiti di
trasparenza e liquidità;
• il Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) nel quale, tra gli altri, vengono negoziate
le obbligazioni, i titoli di Stato e i Buoni Obbligazionari degli Enti Locali.

Gli indici di Borsa hanno subito una rilevante modifica dal 1° giugno 2009 quando, è stato introdotto anche nel
nostro Paese il metodo Financial Times Stock Exchange (FTSE) per la valutazione dell'andamento dei titoli
azionari. Gli indici precedentemente utilizzati, quali Mibtel e S&P Mib, sono stati sostituiti da nuovi indicatori come
il FTSE MIB, attualmente considerato il più significativo indice della Borsa italiana.

La legislazione italiana assegna alla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) le funzioni di
vigilanza del mercato borsistico e del mercato mobiliare in genere. Le funzioni di tale autorità devono essere
caratterizzate dall'autonomia e dall'indipendenza, devono essere svolte con competenza e imparzialità.
Attualmente la CONSOB svolge, compiti di controllo sull'intero mercato mobiliare attraverso una più generale
attività di regolamentazione a cui si affiancano specifici ambiti di intervento quali:
• il controllo dei documenti contabili delle società quotate e dell'attività informativa svolta da queste ultime e
dai promotori, in particolare al fine di garantirne attendibilità e trasparenza;
•la validazione del contenuto dei prospetti informativi emessi in caso di offerta al pubblico di prodotti
finanziari;
• l'accertamento di anomalie nelle contrattazioni di titoli o di altre forme di manipolazione del mercato,
quali l'utilizzo di informazioni riservate a fini speculativi prima che le stesse divengano di dominio pub-
blico (insider trading) e la diffusione di notizie che non rispecchiano la realtà volte ad alterare il prezzo del titoli
(aggiotaggio).

L’azione del CONSOB è supportata dal potere sanzionatorio che si intrinseca nell'irrorazione di sanzioni dirette
o di proposte di intervento rivolte al ministero dell’economia delle finanze.

sono diversi i fattori che possono determinare la variazione, in aumento o in diminuzione, del valore di mercato
dei titoli. Innanzitutto è rilevante la situazione specifica della società emittente: se infatti la sua situazione è
economicamente positiva e in crescita, ciò offrirà buone prospettive agli operatori, che saranno stimolati ad
acquistarne i titoli. Inoltre la conclusione di affari economicamente rilevanti, che prospettano profitti, agisce
positivamente sulla quotazione.
Di notevole importanza è poi la situazione economica generale, con riferimento non solo alla fase economica
del momento, ma anche alle aspettative per il futuro. Prospettive di recessione influiscono negativamente sulle
quotazioni, perché l'atteggiamento più diffuso sarà quello di vendere in previsione di un probabile calo del
rendimento dei titoli. Il conseguente aumento dell'offerta porterà, di fatto, a una diminuzione del valore di
mercato.

Alla base dell'andamento della Borsa valori troviamo,, un atteggiamento di fiducia o di sfiducia. Nel
primo caso l'ottimismo spinge a comprare e di conseguenza la crescita della domanda provocherà l'aumento
delle quotazioni. Se predominano invece disposizioni d'animo di carattere pessimista, si diffonde la tendenza a
vendere e le quotazioni caleranno.

Sull'andamento della Borsa incide anche la concorrenza di altre forme di investimento, che possono indurre
negli investitori maggiori aspettative di rendimento nel tempo, come la stipulazione di contratti
di assicurazione, l'acquisto di opere d'arte oppure di immobili.

I CONTRATTI DI BORSA
I contratti in cui valore è determinato dal valore di mercato di altri beni si chiamano strumenti finanziari derivati.

Con riterimento alla scadenza dei contratti, è possibile distinguere tra:


● mercati a pronti, in cui le operazioni di compravendita di attività finanziarie si concludono con l'effettiva
consegna del bene oggetto della compravendita e della regolazione della contropartita a brevissimo
termine;
● mercati a termine, in cui la consegna del bene (merci, titoli o valute) e il versamento del prezzo
prestabilito al momento della firma del contratto avverranno in un momento successivo rispetto alla data
di stipulazione del contratto stesso.
Nei contratti a termine, è presente un disallineamento tra il perfezionamento dell'accordo e l'esecuzione delle
prestazioni, poiché le parti regolano oggi ciò che avverrà nel futuro. Esso espone le parti ai rischi derivanti
dall'oscillazione dei mercati.
Le due principali tipologie di contratti a termine sono i futures e i contratti di opzione.

I futures sono contratti standardizzati con i quali una parte si impegna ad acquistare o vendere un determinato
bene in una data futura a prezzo e condizioni predeterminate al momento della sottoscrizione del
contratto stesso.
I futures si distinguono in:
● commodity future, quando il contratto ha per oggetto una merce;
● currency future, quando il contratto ha per oggetto una valuta;
● financial future, quando il contratto ha per oggetto un'attività finanziaria.
La conclusione tradizionale del contratto future è rappresentata dalla
consegna del bene. Prima della scadenza, gli operatori stipulano contratti disegno contrario che, al contempo,
consentono loro di garantirsi dal rischio che l'operazione a termine perda di convenienza.

I contratti di opzione sono contratti a termine e possono essere a opzione call o a opzione put. Con l'opzione
call un contraente, pagando una determinata somma, detta premio, si riserva la facoltà di comprare dall'altro
determinati titoli entro una certa scadenza a un prezzo predeterminato. Se, nel frattempo, il titolo sale di valore, la
parte che ha il diritto di opzione sceglierà di acquistarlo, mentre se scende sceglierà di non comprarlo riducendo
la perdita al premio versato. Con l'opzione put il versamento del premio corrisponde alla facoltà di vendere
determinati titoli entro un certo tempo e a un dato prezzo, scegliendo alla scadenza il comportamento più
conveniente.

I contratti swap sono contratti in cui due parti si accordano per scambiare tra loro flussi di pagamenti, detti
anche flussi di cassa, collegati a determinate attività come la compravendita di merci o valute, impe-
gnandosi a compiere un'operazione di scambio di segno opposto a una data futura prefissata e alle medesime
condizioni dello scambio iniziale. Di particolare importanza è il currency swap, o swap di valute, che tutela
contro il rischio dei cambi. In questo contratto le parti si obbligano a scambiarsi somme di denaro denominate in
valute diverse, con l'impegno a effettuare una nuova e opposta operazione di scambio alla scadenza del
contratto alle stesse condizioni iniziali e in particolare al medesimo tasso di cambio iniziale. Frequentemente uno
dei soggetti del contratto swap è un istituto bancario.

I compratori stabili sono rappresentati dai risparmiatori che vogliono investire i loro risparmi. I singoli soggetti
non sono però ammessi a entrare a titolo personale nelle sale della Borsa, ma devono obbligatoriamente servirsi
di intermediari finanziari.
i soggetti abilitati a procedere a servizi di investimento sono le banche,sia nazionali sia estere, e le imprese di
investimento. Di queste ultime fanno parte le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM), le imprese di in-
vestimento comunitarie e quelle extracomunitarie.
le sim e le società di investimento comunitarie, una volta autorizzate dall'organo competente nel Paese d'origine,
vale il principio del mutuo riconoscimento, in base al quale sono autorizzate a operare in tutti i Paesi
dell'Unione europea. Le società di investimento extracomunitarie, prima di poter operare, devono invece
ottenere l'autorizzazione della CONSOB.
I risparmiatori, operano prevalentemente tramite investitori istituzionali, soprattutto fondi comuni di
investimento e le compagnie di assicurazione.

Gli investitori istituzionali possono accumulare ingenti capitali, raccolti presso gli investitori privati e ciò consente
loro di attuare un'efficace diversificazione degli investimenti.
"Diversificare gli investimenti" ripartire il capitale in forme di investimento differenti per tipologia,scadenza
diversificazione degli Investimenti, previsioni di rendimento e rischiosità,settore economico, valuta nazionale o
esteri. In questo modo si bilanciano le prospettive di guadagno e i livelli di rischio, con l'obiettivo di ottenere
rendimenti soddisfacenti anche quando determinati settori mostrano un andamento negativo,
pli investitori istituzionali riescono a superare il problema delle "spezzature" che si può determinare per il fatto
che, le azioni e le obbligazioni non sono negoziabili singolarmente, ma a lotti minimi.
Non sempre il singolo risparmiatore possiede i mezzi necessari per acquistare l'intero lotto, oppure potrebbe
voler vendere un numero di atomi in feriore al lotto minimo ; questi problemi non si presentano invece per i grandi
investitori, i quali hanno i mezzi finanziari per acquistare o vendere quantità di titoli superiori ai lotti minimi,
Nella preparazione tecnica e nella competenza dei loro operatori, dovrebbero assicurare agli utenti le scelte più
oculate.

Gli speculatori sono soggetti che concludono contratti di acquisto o di vendita di titoli allo scopo di ottenere un
vantaggio speculativo, cioè un consistente e immediato utile, Esistono due tipologie di speculatori, I rialzisti,
denominati anche "tori", sono coloro che, confidando in un aumento della quotazione di determinati titoli, Il
acquistano a un certo prezzo per rivenderli in un momento successivo a un prezzo maggiorato, lucrando sulla
differenza. I ribassisti, chiamati in gergo "orsi", confidano invece in un ribasso del valore dei titoli, per cui si
impegnano a vendere determinati titoli, confidando di poterli poi [Link] a un prezzo più basso. La
principale operazione attuata dai ribassisti è la vendita allo scoperto, cioè la vendita di titoli non effettivamente
posseduti,ma che saranno acquistati in futuro a prezzi che si ipotizza saranno più bassi. Se si realizzano le loro
previsioni ottengono un guadagno monetario, altrimenti ci rimettono.

Per premunirsi contro azioni scorrette degli speculatori, la legge vieta e punisce determinati comportamenti. Il
Codice penale, prevede il reato di aggiotaggio, che consiste nel diffondere tra gli operatori notizie false e
tendenziose allo scopo di riuscire a ottenere il vantaggio speculativo [Link] troviamo il reato di insider
trading, che corrisponde allo sfruttamento di notizie riservate per procurare a sé o ad altri un ingiusto
vantaggio. In occasioni particolari, sono state adottate misure straordinarie per porre un limite alle operazioni di
borsa più critiche, come le vendite allo scoperto

LE OFFERTE PUBBLICHE:OPA e OPV


A volte uno o più soggetti intendono acquistare o vendere quote societarie consistenti e si trovano pertanto nella
necessità di informare gli eventuali interessati: ciò è possibile attraverso le offerte pubbliche di acquisto o di
vendita.
Le OPA e le OPV consistono nelle offerte pubbliche di acquisto e, rispettivamente, di vendita, attraverso le quali
un soggetto palesa al pubblico la volontà di acquistare o vendere azioni di una determinata società.

Per evitare che queste offerte si svolgano in modo non corretto la legge le ha sottoposte
a controlli. L'offerta, deve essere pubblicizzata mediante avvisi sui quotidiani di maggiore tiratura nazionale e
deve fornire una serie di specifiche indicazioni secondo precisi schemi predisposti dalla CONSOB: si devono
indicare, il prezzo, l'oggetto dell'offerta, la quantità dei titoli, le date di apertura e di chiusura dell'offerta. Coloro
che effettuano un'offerta pubblica devono darne preventiva comunicazione alla CONSOB con tutte le indicazioni
rilevanti.
Ci sono alcuni casi in cui è obbligatorio acquistare titoli mediante offerta pubblica. Uno di questi riguarda l'OPA
totalitaria: chi vuole acquistare una rilevante partecipazione azionaria in una s.p.a. deve fare un'offerta pubblica
su tutte le azioni ordinarie. Se poi un soggetto ha una quota superiore al 90%, ha l'obbligo di promuovere
un'OPA tramite la quale si offre di acquistare le azioni ordinarie residue. Si parla, in questo caso, di OPA
residuale. Per quanto riguarda le OPV, chi intende procedervi deve comunicarlo preventivamente alla CONSOB,
fornendo tutte le indicazioni necessarie perché i possibili acquirenti siano informati circa la situazione economica
e finanziaria dell'emittente.

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