IL TRASFORMATORE
E’ una macchina elettrica statica
E’ costituito da 2 circuiti elettrici (a cui corrispondono 2 avvolgimenti
nel trasformatore monofase e 6 avvolgimenti nel trasformatore
trifase) separati elettricamente ma accoppiati magneticamente,
avvolti attorno ad un nucleo magnetico di piccola riluttanza realizzato
con materiale di elevata permeabilità magnetica e costituito da
lamierini isolati tra loro e opportunamente serrati
Il suo principio di funzionamento si basa sul principio dell’induzione
elettromagnetica (legge di Faraday-Neumann-Lenz)
Applicando una tensione alternata ad uno degli avvolgimenti (primario),
ai capi dell’altro avvolgimento (secondario) si ottiene una tensione
trasformata
Il trasformatore trasferisce energia elettrica tra ingresso ed
uscita, modificando i valori di tensione e corrente
Il trasformatore, basando il suo principio di funzionamento
sulla legge di Faraday-Neumann-Lenz, funziona solo in
corrente alternata sinusoidale, mentre non può funzionare in
corrente continua
Il trasformatore non modifica il valore della frequenza: la
frequenza di uscita è sempre uguale alla frequenza di ingresso
IL TRASFORMATORE
A cosa serve?
E’ la fondamentale, nella distribuzione elettrica, per effettuare la
trasformazione da bassa ad alta tensione e viceversa:
1. I generatori installati nelle centrali generano energia elettrica alla tensione
più conveniente per gli alternatori (15 ÷ 30 kV)
2. Per eseguire il trasporto dell’energia, la tensione viene elevata, fino al
valore più opportuno (230 ÷ 400 kV), mediante trasformatori elevatori
3. Al termine della linea, altri trasformatori compiono la trasformazione
inversa, riducendo la tensione al valore richiesto dalla rete di distribuzione
(110 kV – 20 kV), fino agli utenti finali in bassa tensione (230/400 V)
Grazie a i trasformatori, si possono stabilire i diversi livelli di tensione come è più
utile, in funzione delle potenze da trasmettere e delle distanze da superare
L’invenzione del trasformatore (insieme alla mancanza di una macchina
analoga in corrente continua) è tra i principali motivi dell’affermazione della
corrente alternata sulla corrente continua
IL TRASFORMATORE
Considerazioni generali
L’avvolgimento al quale viene fornita tensione dalla rete si identifica come
avvolgimento primario e la relativa tensione si indica con V1 ed è detta tensione
primaria
L’altro avvolgimento, ai morsetti del quale si genera la tensione trasformata, è
l’avvolgimento secondario e la tensione ai morsetti è la tensione secondaria V2
Le correnti che percorrono i 2 avvolgimenti sono chiamate corrente primaria e
corrente secondaria (I1 ed I2)
IL TRASFORMATORE
Considerazioni generali
Il funzionamento del trasformatore è perfettamente reversibile, pertanto la
distinzione fra avvolgimento primario e secondario non corrisponde ad alcun
fatto costruttivo in quanto entrambi gli avvolgimenti possono funzionare
indifferentemente come primario o come secondario a seconda che si alimenti
l'uno o l'altro
Costruttivamente si distinguono invece l'avvolgimento ad alta tensione (A.T.)
quello con maggior numero di spire, e l'avvolgimento a bassa tensione (B.T.)
quello formato con meno spire.
II trasformatore funziona come elevatore di tensione, quando si alimenta come
primario l'avvolgimento B.T., funziona invece come riduttore di tensione, quando
si alimenta come primario l'avvolgimento A.T.
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO
È realizzato per rispondere a 2 esigenze:
Ridurre al minimo la corrente necessaria per generare il flusso magnetico.
Per la legge di Hopkinson 𝐹𝐹𝑚𝑚 = 𝜑𝜑 � ℛ (dove 𝐹𝐹𝑚𝑚 = 𝑁𝑁 � 𝐼𝐼 forza magnetomotrice)
Quindi per ridurre la f.m.m. necessaria per generare un certo flusso magnetico
occorre ridurre la riluttanza ℛ = 𝑙𝑙�𝜇𝜇�𝑆𝑆 . Per raggiungere questo risultato
si utilizzano materiali ad elevata permeabilità magnetica μ
la sezione S del nucleo deve essere elevata
la lunghezza delle linee di flusso deve la più piccola possibile
Ridurre al minimo le perdite di potenza nel nucleo, dovute ad isteresi e
correnti parassite. A questo scopo:
il nucleo è realizzato con materiali a bassa cifra di perdita (materiali
ferromagnetici in acciaio al silicio, con cifra di perdita fino a 0,05 W/kg)
Il nucleo non è realizzato in forma massiccia ma con lamierini (di spessore
0,35 o 0,5 mm) isolati tra loro (generalmente mediante uno strato di
vernice)
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO
I nuclei dei trasformatori monofase sono realizzati secondo 2 forme costruttive:
A COLONNA
A MANTELLO
(CORAZZATI)
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO A COLONNA
Metà delle spire di alta tensione e metà di
quelle a bassa tensione sono avvolte attorno a
ciascuna delle due colonne
Il flusso Φ prodotto dagli avvolgimenti percorre
tutti i tratti del nucleo
Se gioghi e colonne hanno tutti la stessa
sezione S, anche l’induzione magnetica B=Φ/S è
uguale in tutti i tratti del nucleo
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO A MANTELLO
Tutte le spire sono avvolte attorno alla
colonna centrale
Il flusso Φ prodotto dagli avvolgimenti
percorre la colonna centrale
I gioghi e le fiancate sono percorsi da un
flusso pari a Φ/2
Per avere lo stesso valore di induzione
magnetica B=Φ/S in tutti i tratti del
nucleo, la sezione dei gioghi e delle
fiancate deve essere la metà di quella
della colonna centrale.
si riduce l’altezza dei gioghi e quindi l’altezza dell’intero trasformatore.
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO
I nuclei dei trasformatori trifase possono essere realizzati:
A 3 COLONNE
A 5 COLONNE
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO A 3 COLONNE
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
NUCLEO MAGNETICO A 5 COLONNE
Le sezioni dei
gioghi sono pari
al 58% della
sezione delle
colonne.
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
AVVOLGIMENTI
In prima approssimazione, trascurando le perdite di potenza e le cadute di
tensione dovute al carico:
V1 N1
V1 I1 = V2 I 2 =
V2 N 2
L’avvolgimento di alta tensione (AT) sarà formato da più spire di sezione
minore (perché percorse da corrente minore).
In genere, per l’AT si usano conduttori a filo oppure quelli a piattina che
consentono il riempimento ottimale dello spazio.
L’avvolgimento di bassa tensione (BT) sarà formato da meno spire di sezione
maggiore (perché percorse da corrente maggiore).
In genere, i conduttori in BT sono a piattina; talvolta presentano una struttura
“a nastro” (poche spire di grande sezione).
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
AVVOLGIMENTI
La disposizione degli avvolgimenti BT e AT attorno alle colonne del nucleo è
determinata da vari fattori:
accoppiamento magnetico tra primario e secondario: l’accoppiamento ideale
si ottiene ponendo i due avvolgimenti uno dentro l’altro (tutto il flusso
magnetico si concatena con entrambi gli avvolgimenti ⇒ non si ha flusso
magnetico disperso)
necessità di isolamento tra avvolgimenti e nucleo magnetico e tra
avvolgimento primario e secondario
necessità di raffreddamento: nei trasformatori di elevata potenza, occorre
avere dei canali di raffreddamento verticali, paralleli alla colonna, per
consentire la circolazione del fluido refrigerante per smaltire il calore prodotto
dalle perdite nel nucleo e nei conduttori. È infatti necessario contenere la
temperatura entro livelli che non compromettano la tenuta degli isolanti
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
AVVOLGIMENTI
Esistono sostanzialmente tre tipi di disposizione degli
avvolgimenti:
1) concentrico
2) doppio concentrico
3) alternato
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
AVVOLGIMENTO CONCENTRICO
Ciascun avvolgimento occupa tutta la lunghezza della colonna; l’avvolgimento
BT è vicino al nucleo, quello AT è esterno
L’avvolgimento concentrico è il più diffuso
perché presenta i seguenti vantaggi: N2 N1
• semplicità costruttiva
BT
• facilità di isolamento (con tubi isolanti) AT
• facilità di circolazione del fluido
refrigerante (con canali verticali) Fr
X O Fr
Gli svantaggi sono dati da: h
• maggiore reattanza di dispersione
• maggiori sforzi elettrodinamici: le forze
a1 b a2
sugli avvolgimenti sono di compressione
dell’avvolgimento BT sul nucleo e di
dilatazione radiale dell’avvolgimento AT
verso l’esterno
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
AVVOLGIMENTO DOPPIO CONCENTRICO
Nell’avvolgimento doppio concentrico,
l’avvolgimento BT è diviso in due metà, una N2/2 N1 N2/2 BT
disposta vicino al nucleo e l’altra all’esterno
X O X
Sono necessari due strati di isolante tra gli AT
avvolgimenti, al posto di uno solo del caso
concentrico semplice Fr Fr Fr Fr
Il raffreddamento è realizzato tramite canali h
verticali a1/2 a2 a1/2
Le reattanze di dispersione sono circa un b b
quarto di quelle con avvolgimento concentrico
semplice
Anche gli sforzi elettrodinamici sono circa un
quarto di quelli con avvolgimento concentrico
semplice
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
AVVOLGIMENTO ALTERNATO (A DISCHI)
Nell’avvolgimento alternato, gli avvolgimenti BT e AT sono suddivisi in un certo
numero di bobine, disposte attorno alle colonne, isolate tra loro e verso il nucleo.
Come isolamento, è il più sfavorito, perché
necessita di più strati di isolante tra gli N2/4
avvolgimenti
N1/2
Il raffreddamento è più difficoltoso, i canali
devono avere sezioni maggiori
In compenso, gli sforzi elettrodinamici BT N2/2
sono molto attenuati: sono quindi richiesti
ancoraggi meno onerosi
AT N1/2
L’avvolgimento alternato è conveniente
nel caso di trasformatori ad elevate N2/4
intensità di corrente
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
RAFFREDDAMENTO
Il raffreddamento dei trasformatori è necessario per asportare il calore prodotto a
causa delle perdite di potenza, al fine di evitare che la temperatura della macchina
superi il valore ammissibile legato alla classe di isolamento
Riguardo il tipo di fluido refrigerante adottato, i trasformatori si distinguono in:
macchine a secco, il cui fluido refrigerante è aria (es. trasformatori inglobati in
resina)
macchine in olio, le cui parti attive (nucleo e avvolgimenti) sono immerse in
olio minerale, contenuto in un cassone e avente la duplice funzione di isolante
e fluido refrigerante. In questo caso, vi è la circolazione dell’olio all’interno del
cassone e di un altro fluido refrigerante (aria o acqua) all’esterno
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
RAFFREDDAMENTO
A seconda del tipo di circolazione dei fluidi refrigeranti, si possono avere vari modi
di raffreddamento, identificati con le seguenti sigle:
AN (Air Natural): trasformatori a secco con circolazione naturale dell’aria,
attraverso moti convettivi naturali (l’aria più calda sale, l’aria più fredda
scende)
AF (Air Forced): la circolazione dell’aria avviene tramite ventole, che
aumentano l’efficacia del raffreddamento (in caso di guasto al sistema di
raffreddamento, si ha però un rapido surriscaldamento della macchina)
ONAN (Oil Natural Air Natural), la circolazione dell’olio all’interno del cassone
e dell’aria all’esterno avvengono per moti convettivi naturali dei due fluidi.
Occorre che la superficie di scambio termico (superficie del cassone) sia
piuttosto estesa: si ottiene costruendo il cassone di forma ondulata o con fasci
tubieri esterni per il passaggio dell’olio
ONAF (Oil Natural Air Forced): la circolazione dell’aria è attivata tramite
ventole
IL TRASFORMATORE
Caratteristiche costruttive
RAFFREDDAMENTO
OFAF (Oil Forced Air Forced), la circolazione dell’olio all’interno del cassone
avviene tramite pompe, quella dell’aria all’esterno tramite ventole. All’esterno
del cassone sono presenti dei veri e propri scambiatori di calore olio-aria (per
trasformatori di elevata potenza, es. 200 MVA)
OFWF (Oil Forced Water Forced): è il metodo di raffreddamento più energico,
utilizzato per trasformatori di elevatissima potenza. Sono presenti scambiatori
olio-acqua e la circolazione dei due fluidi è attivata mediante pompe. La
pressione dell’olio deve essere più elevata di quella dell’acqua, per fare in
modo che, in caso di guasto, sia l’olio a uscire e non l’acqua a entrare (basta
una piccola percentuale di acqua per comprometterne la tenuta isolante)
IL TRASFORMATORE
IL TRASFORMATORE IDEALE
Quando si considera il trasformatore ideale, si fanno 4 ipotesi semplificative:
Gli avvolgimenti hanno resistenza nulla (R1 = R2 = 0)
Non c’è flusso disperso, cioè il flusso che circola nel nucleo si concatena
completamente sia con l’avvolgimento primario che con il secondario
Non vi sono perdite nel ferro dovute ad isteresi e correnti parassite
La riluttanza del nucleo magnetico è nulla (𝓡𝓡 = 𝟎𝟎)
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
FUNZIONAMENTO A VUOTO
Il trasformatore funziona a vuoto quando si alimenta l’avvolgimento primario
(tensione V1), mentre l’avvolgimento secondario viene lasciato aperto (I2 = 0)
Sulla base delle ipotesi di trasformatore ideale, l’avvolgimento primario si
comporta come un circuito puramente induttivo (R1 = 0) di induttanza infinita (𝐿𝐿 =
𝑁𝑁2� ed ℛ = 0)
ℛ
Conseguentemente, nel nucleo del trasformatore si genera un flusso magnetico,
senza che l’avvolgimento primario sia percorso da corrente
Dal momento che V1 è alternata sinusoidale, anche il flusso sarà di tipo alternato
sinusoidale: 𝜑𝜑(𝑡𝑡) = 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠(𝜔𝜔𝜔𝜔)
Il flusso si concatena con le N1 spire dell’avvolgimento primario e con le N2 spire
dell’avvolgimento secondario generando i 2 flussi concatenati:
𝜑𝜑𝑐𝑐𝑐 = 𝑁𝑁1 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠 𝜔𝜔𝜔𝜔
𝜑𝜑𝑐𝑐2 = 𝑁𝑁2 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠 𝜔𝜔𝜔𝜔
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
FUNZIONAMENTO A VUOTO
Per la legge dell’induzione elettromagnetica, ai capi dei due avvolgimenti si
vengono a generare due tensioni indotte:
𝑑𝑑𝜑𝜑𝑐𝑐𝑐 𝑡𝑡 𝜋𝜋
𝑒𝑒1 𝑡𝑡 = − = −𝑁𝑁1 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝜔𝜔 � cos 𝜔𝜔𝜔𝜔 = 𝑁𝑁1 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝜔𝜔 � 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠(𝜔𝜔𝜔𝜔 − )
𝑑𝑑𝑑𝑑 2
𝑑𝑑𝜑𝜑𝑐𝑐2 𝑡𝑡 𝜋𝜋
𝑒𝑒2 𝑡𝑡 = − = −𝑁𝑁2 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝜔𝜔 � cos 𝜔𝜔𝜔𝜔 = 𝑁𝑁2 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 𝜔𝜔 � 𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠(𝜔𝜔𝜔𝜔 − )
𝑑𝑑𝑑𝑑 2
Le 2 tensioni indotte sono quindi sinusoidali e sfasate di 90° in ritardo rispetto al
flusso
I valori efficaci delle due tensioni indotte valgono:
𝑁𝑁1 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 2𝜋𝜋𝜋𝜋
𝐸𝐸1 = = 4,44 � 𝑓𝑓 � 𝑁𝑁1 � 𝜑𝜑𝑀𝑀
2
𝑁𝑁2 � 𝜑𝜑𝑀𝑀 � 2𝜋𝜋𝜋𝜋
𝐸𝐸2 = = 4,44 � 𝑓𝑓 � 𝑁𝑁2 � 𝜑𝜑𝑀𝑀
2
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
FUNZIONAMENTO A VUOTO
𝐸𝐸1 𝑁𝑁1
= = 𝑘𝑘
𝐸𝐸2 𝑁𝑁2
Il rapporto tra le tensioni indotte è uguale al rapporto tra le spire
Il circuito equivalente ed il diagramma vettoriale del trasformatore ideale nel
funzionamento a vuoto sono i seguenti:
Vettorialmente:
𝐸𝐸1 = −𝑉𝑉1 𝐸𝐸2 = 𝑉𝑉2
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
FUNZIONAMENTO A CARICO
Il trasformatore funziona a carico quando l’avvolgimento secondario alimenta un
circuito utilizzatore (rappresentato mediante un’impedenza 𝑍𝑍2 )
L’avvolgimento secondario viene quindi percorso da una corrente 𝐼𝐼2 , data da:
𝑉𝑉2 𝐸𝐸2
𝐼𝐼2 = =
𝑍𝑍2 𝑍𝑍2
La corrente 𝐼𝐼2 sarà sfasata rispetto a 𝑉𝑉2 di un angolo pari alla fase di 𝑍𝑍2
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
FUNZIONAMENTO A CARICO
La presenza della corrente 𝐼𝐼2 fa sì che nel circuito magnetico nasce una f.m.m. di
reazione secondaria data da 𝑁𝑁2 𝐼𝐼2
Per la legge di Hopkinson, dato che si è ipotizzata nulla la riluttanza del circuito
magnetico, la f.m.m. totale deve essere nulla
Nel primario viene richiamata una corrente 𝐼𝐼1 tale che:
𝑓𝑓. 𝑚𝑚. 𝑚𝑚. 𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇𝑇 = 𝑁𝑁1 𝐼𝐼1 + 𝑁𝑁2 𝐼𝐼2 = 0
𝑁𝑁2 1
𝐼𝐼1 = − 𝐼𝐼2 = − 𝐼𝐼2
𝑁𝑁1 𝑘𝑘
La corrente richiamata al primario è opposta rispetto alla corrente secondaria
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
FUNZIONAMENTO A CARICO
Diagramma vettoriale del trasformatore ideale nel funzionamento a carico
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
POTENZE
Si verifica facilmente che:
𝑺𝑺𝟏𝟏 = 𝑺𝑺𝟐𝟐
Inoltre, dal momento che φ1 = φ2, si ha anche :
𝑷𝑷𝟏𝟏 = 𝑷𝑷𝟐𝟐 e 𝑸𝑸𝟏𝟏 = 𝑸𝑸𝟐𝟐
Quindi, in un trasformatore ideale, le potenze attiva, reattiva ed apparente
primarie sono uguali a quelle secondarie
IL TRASFORMATORE
Trasformatore ideale
TRASFORMAZIONE DELLE IMPEDENZE
𝑉𝑉1
Il rapporto 𝑍𝑍1 = rappresenta l’impedenza complessiva, vista dal punto di
𝐼𝐼1
alimentazione, del trasformatore e della rete elettrica collegata ai suoi morsetti di
uscita
𝐼𝐼2
Ora, dal momento che 𝑉𝑉1 = −𝑘𝑘𝑉𝑉2 ed 𝐼𝐼1 = − , risulta:
𝑘𝑘
𝑉𝑉2
𝑍𝑍1 = 𝑘𝑘 2 � = 𝑘𝑘 2 � 𝑍𝑍2
𝐼𝐼2
Si può trasferire al primario un’impedenza collegata al secondario, pur di
moltiplicarla per il quadrato del rapporto di trasformazione
Vale anche il viceversa: si può trasferire al secondario un’impedenza collegata al
primario, pur di dividerla per il quadrato del rapporto di trasformazione