Nietzsche
Nietzsche
Il nucleo di tutta la loso a di Nietzsche: distruzione programmatica delle certezze del passato,
cioè una critica aperta e estrema della cultura e losofa occidentale, delle sue illusioni, menzogne
+ nel suo pensiero delinea e profetizza un nuovo tipo di uomo=super uomo. (Troveremo in
D’Annunzio)
Filoso a giovanile:
Fase più accademica di Nietzsche e per questo i suoi testi hanno la forma di saggi/trattati di
piccole dimensioni, è adeguato al canone stilistico, ciò che accomuna questi testi e la critica alla
civiltà occidentale e alla sua decadenza che trova confermata in alcuni aspetti vari che vanno
dall’allontanamento dell’uomo dalla su natura a alla paralisi creativa (incapacità di creare nuovo),
impoverimento culturale-> Nietzsche vive nella seconda metà del 800 (stravolgimento sociale: pre
moderno-moderno) vive in questo mondo una civiltà che si at perdendo e vede le problematica di
essa. Fa vedere come questa nuova civiltà sia una civiltà impoverita. Nei suoi primi testi cerca di
individuare il perché di questa decadenza. Testi: “La nascita della tragedia dallo spirito della
musica” e “considerazioni inattuali” e “sull’utilità e il danno della storia per la vita”. Nella prima
opera troviamo un Nietzsche che si propone come un pensatore scomodo che dice cose che non
piaceranno cioè un pensatore che mentre propone le sue idee prevede già l’incomprensione. La
prima opera è di lologia almeno doveva esserlo perché quando la scrive era docente di lologia,
ma chi leggerà la sua opera a ermerà che era un abominio perché non ritenuti rigoroso-> in verità
sta introducendo un nuovo modo di pensare tutto questo per distorcere la lologia, con questa
sua prima espressione abbandona la lologia. Il punto di partenza della sua prima opera è
l’immagine della grecità, vuole parlare di come abbiamo rappresentato il mondo antico greco che
la loso a riconosce come origine della cultura e della civiltà dell’Occidente-> a erma che
l’immagine prevalente della cultura greca è falsa o parziale, questa immagine sarebbe quella del
mondo armonico, del canone, della democrazia, della ragione-> e una immagine idealizzata e
contesta questa immagine che all’origine la cultura greca sia questo perche questa immagine
elimina uno dei due costituenti della cultura greca, perché secondo Nietzsche all’origine della
grecità ci sarebbero due impulsi che chiama: Dionisiaco(=dio dell’ebrezza) e Apollineo (=dio delle
arti)-> questi due impulsi richiamano agli aspetti più pulsionali della natura umana (Dioniso) è
centrato sul corpo e i suoi bisogni, è sarebbe ciò che va aldilà dell’ordine (lettura di
Schopenhauer: verità nascosta sotto il velo), e uno dei due impulsi fondamentali, lo individua nei
canti antichi della tradizione; a ciò si a anca l’impulso delle arti, nasce come tentativo di
contenimento dell’impulso dionisiaco, nasce in opposizione all’ impulso originario dionisiaco,
consisterebbe nella ragione ordinante, per Nietzsche la losofa rappresenta questo movimento
dell’a ermazione della ragione (da Socrate). L’idea di Nietzsche è che mentre dionisiaco che si è
espresso sopratutto nella musica e nell poesia lirica è un impulso irrazionale ricco di aspetti
contraddittori, l’Apollineo invece si è espresso le arti scultore e la poesia etica tende manifestare
una rimozione del dionisiaco in favore del senso/signi cato, della loso a, cioè il tentativo
dell’umano di ripararsi dal dionisiaco in alcuni casi rimuovendolo cioè rimuovendo il corpo, morte,
gli aspetti naturali del nostro esistere, che però sono per Nietzsche gli aspetti più vitali. Questi due
impulsi si contrappongono uno l’altro e Nietzsche ci propone di seguire le vicende legate alla
tragedia greca che ci mostrano come l’apollineo tenta nella civiltà occidentale di prendere il
sopravvento a partire da Socrate, Platone a discapito del dionisiaco, e poi viene accantonato e
rimosso il dionisiaco più questa civiltà si impoverisce-> la prima tesi di Nietzsche è che questa
decadenza sia legata alla rimozione del dionisiaco. Nietzsche non pensa che debba prevalere il
dionisiaco ma pensa che occorra il miracolo dell’equilibrio tra questi due impulsi = miracolo
meta sico.
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Il ragionamento di Nietzsche: la tragedia è una delle forme espressive più alte che la Grecia abbia
o erto, era per i greci una esperienza oltre che un testo, venivano rappresentate anche nel teatro.
Rileva che la tragedia nasce nella sua forma primitiva dal dionisiaco (come sua forma espressiva)
questo lo a erma a motivo del fatto che aveva un ruolo centrale nella tragedia arcaica il ditirambo
il coro per Dioniso, cioè le tragedie erano per lo più dei canti corali che richiamavano alla gura di
Dioniso come ritualità simil-religiose, era momento di coinvolgimento emotivo->
progressivamente analizzando i testi e si accorge quello che la parte dedicata al coro era
predominante viene progressivamente a ancata dalle parti recitate-> miracolo meta sico cioè i
nelle tragedie in cui c’è un equilibrio e armonia tra i due impulsi, mostra come le parti corali e
narrative siano siano distribuite in maniera equilibrata cioè traviamo in questi testi tanto la spinta
dell’uomo verso il dionisiaco (coro), tanto la recitazione dei personaggi= miracolo, perché
permette di non disperde la spinta più istintuale e quella razionalizzante-> rapidamente prevale
l’apollineo, Nietzsche esplicitamente incolpa Socrate di avere introdotto l’idea di una verità
razionale conoscibile che conosciuta può ordinare la relata, cioè che la passione vada controllata
-> qui comincia la decadenza del mondo occidentale che progressivamente rimuove tutte le
dimensioni dionisiache, cioè la vita. Per Nietzsche sono secoli che l’uomo si illude di avere una
vita controllata e di poter dominare noi stessi escludendo una pulsione. Il messaggio della prima
opera e recuperare il dionisiaco, tuto quello che è vita ma vita nella sua forma più tragica-> per
Nietzsche e possibile il recupero del rimosso dell’Occidente solo per la cultura tedesca cioè dalla
cultura che ha subito più di tutti la decadenza e questa possibilità è espressa dalla musica di
Wagner che la interpreta come un nuovo miracolo meta sico, cioè come una nuova espressione
di quell’equilibrio tra i due impulsi. È l’arte di farsi tramite del recupero.
Il secondo testo: “considerazioni inattuali” che sono 4 trattati brevi, inattuali perché contrastano
con i valori del tempo. Ritorna sulla decadenza dell’Occidente e indaga come causa la malattia
storica cioè l’idea che gli uomini siano incapaci di essere protagonisti del loro tempo, vivono una
paralisi rimanendo schiavi della storia. La storia rende l’uomo incapace di trasformazione->
a erma questo durante la rivoluzione industriale per il peso delle tradizioni sulle persone, sulla
società, immobilizzandoli rendendoli incapaci di novità. La critica ridente di una certa in uenza
dell’ illuminismo cioè quel progetto illuminista di disfarsi di tutto quello che ha tenuto l’uomo in
uno stato di minorità. Questa situazione può essere a rontata attraverso il rimedio dell’oblio
cioè occorre “sedersi sulla soglia dell’attimo dimenticandosi delle cose passate”, e un primo invito
che Nietzsche fa all’uomo moderno di ascoltare se stesso e non farsi dominare dal passato ->
signi ca dimenticare cioè alleggerire l’intera storia mettendola al servizio della vita, cioè non solo
devo dimenticare ma il ricordo deve servirmi a vivere. Tripartisce l’atteggiamento dell’uomo
davanti alla storia (Hegel: noi siamo la storia):
• Storia momentanea: storia presa a modello, l’idea che dalla storia di possa trarre esempi,
maestri con il rischio della ripetizione
• Storia antiquaria: storia di chi vuole tutelare le radici, tradizioni, e il rischio è quello di ripetere.
• Storia critica: l’atteggiamento di chi critica e condanna la storia per superare i modelli del
passato, cioè l’idea che si possa conoscere la storia per fare diversamente, c’è un rischio di
mettere in dubbio (scetticismo) di doversi di erenziare a tutti i costi
Questi tre atteggiamenti possono diventare un problema e questo dice che il problem anon è la
storia in sé ma è l’estremizzazione, la soluzione sarebbe rifuggire questi estremismi sapendo
utilizzare questi diversi atteggianti in risposta al bisogno dell’uomo presente = mettere la storia a
servizio della vita.
La nozione di verità che viene discussa con quell’approccio chiamato prospettivismo, l’idea per
cui non esistono fatti ma interpretazioni di fatti e che quindi mondo vero e mondo apparente non
sono distinguibili, Nietzsche non dice quello che dice presumendo che sia verità cioè Nietzsche è
in grado di uscire dalla contraddizione scettica negando una verità a ermando una verità, non
pretende di dire il vero ma accetta che anche la sua visione sia una interpretazione e che tutte le
interpretazioni sono necessarie per reggere il mondo. Il metodo loso co di Nietzsche è quello
chiamato storico critico o genealogico: critico perché mette in discussione, ciò che è
convinzione viene da Nietzsche messo in dubbio anche in modo radicale -> questa criticità è
fondata su storico, cioè su un approccio che pensa che ogni interpretazione abbia una radice
contestuale e cioè non sia comprensibile se non nel contesto storico che l’ha prodotta questa è la
dimensione genealogica (= e andare a cercare le origini e lo sviluppo). Vuole smascherare il fatto
che ogni verità è una interpretazione e che ogni interpretazione ha una origine storica cioè ha
origini e sviluppo-> questo vuoldire che Nietzsche vuole mostra che che tutto quello che
consideriamo vero in sé sia sempre un punto di vista, Nietzsche sta smontando ogni certezza,
applica questo metodo sui sistemi di valore -> Indaga sui sistemi di valore che sono i modi con
cui una collettività de nisce ciò che giusto, buono, desiderabile e ciò che non lo è-> questo
ordina le nostre azioni e comportamenti, come si indaga il sistema valoriale con il metodo storico
critico? Analizza nella “genealogia della morale” -> la prima cosa che svela e che i concetti/
sentimenti morali che si basano su gerarchie valoriali non sono immutabili cioè quello che
riteniamo corretto non è sempre stato così quindi sono cambiati nel tempo, la seconda cosa che
svela e che spesso sono maschere dietro cui si nasconde il potere di qualcuno su qualcos’altro,
spesso il potere di pochi su tanti. Nietzsche prende di mira in particolare il sistema valoriale
cristiano che è in Occidente il sistema predominante, perché è il sistema dominante e perché il
cristianesimo ha ribaltato e sovvertito ogni valore anche dotandosi di una giusti cazione divina
che andasse a rendere trascendenti questi valori, il cristianesimo ha santi cato il sistema valoriale,
mentre Nietzsche ha detto che tutti i valori hanno una base storica, il sistema valoriale cristiano è
sorto in origine cioè nelle prime forme di vita sociale perché il bene è il male sono costrizioni
sociali e in origini le società erano divise in caste con gerarchie nette in cui c’era una élite
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guerriera cioè chi aveva potere erano i guerrieri gli altri stavano sotto che erano schiavi->
Nietzsche lavora su due parole:
• Buono: derivazione di questa parola viene da “donus” che signi ca guerriero, quindi il buoni
sono i guerrieri
• Cattivo: viene da prigioniero/sottomesso, e il cattivo quindi sarebbero i sottomessi/dominati
Cosa è buono e cattivo? E bene la forza, il potere, coraggio, violenza; e male la debolezza,
fragilità, paura, pavidità, mediocrità-> questo era l’ordinamento dei valori. Nelle società greche
antiche associavano il guerriero al bello. C’è una celebrazione dell’eroe violento, che è ricco,
bello, che brama la propria a ermazione. Il cristianesimo ribalta: (beati i poveri), Nietzsche vuole
spiegare quando accade questo ribaltamento e come accade-> questo ribaltamento è stato
giusti cato dai cristiani: Dio nella sua incarnazione porta quello che chiama Vangelo cioè un’altra
novella cioè la parola di Dio cioè Dio stesso, origina un’altro sistema di valori che ha natura
trascendente, e diventa peccaminoso il buono precedente (il guerriero) desiderare il godimento,
l’a ermazione personale. Nietzsche invece a erma che il ribaltamento dipende dall’invidia della
casta sacerdotale, il fatto che ci fosse una casta superiore produce invidia di qualcun altro che
sono i casti erano quelli che stavano sotto i guerrieri e che governavano le società ed erano
invidiosi dei guerrieri e quindi scatta questo ribaltamento -> questa invidia della casta
sacerdotale, in particolare nell’ ebraismo accade il ribaltamento: non attraverso una lotta aperta
perché verrebbero annientati i sacerdoti perché non hanno il potere dei guerrieri e quindi la loro
s da avviene attraverso la progressiva imposizione di una nuova tavola dei valori, cioè quello che i
sacerdoti introducono e il primato dei valori dello spirito sui valori del corpo e della carne. L’opera
di Paolo Tarso che è il grande accusato: tutto quello che è corpo è male e quello che è spirito e
bene, vuoldire che viene introdotto nella cometa facendo leva anche sulla debolezza dei
sottomessi che vivevano in brutte condizioni e su questo il cristianesimo ha di usione perché
parla alle masse disorientate che vedono in esso una possibilità, e i sacerdoti propongono per
avere il proprio interesse e guadagno convincendo la massa che un’altro ordine valoriale e giusto
e santo e mandando in disgrazia coloro che dominavano e così ribaltando il sistema: non più il
coraggio, ma l’umiltà, non più il godimento, ma la castità.
Comunque no l’ordine dei valori e dalla “morale dei signori si passa alla morale del gregge”, la
sostituzione storicamente avviene con il popolo ebraico, la realizzazione di questa ribaltamento
nell’ebraismo e poi la sua a ermazione avviene nel cristianesimo una religione anti-vitalistica per
eccellenza cioè una religione che con i suo sistema di valori contrasta con la vita, nell’ottica di
Nietzsche il cristianesimo sarebbe una accentuazione di quello che c’è nell’ebraismo, questo
ruota attorno all’idea del peccato che è il modo con un i sacerdoti si oppongono a tutte le spinte
vitali. L’idea di Nietzsche è che i cristiani non siano altro che dei frustati, impotenti, repressi cioè il
cristianesimo storico diventerebbe un sistema morale e moralistico contrario alla vita -> sarebbe il
cristianesimo contrapposto a Gesù stesso cioè mentre Gesù è un uomo che libera dalla schiavitù
della legge, che nega le obbedienze tipiche dell’ebraismo, cristo è trasgressivo agli occhi della
morale, riconosce in cristo qualcosa che la religiosità stessa a cui si ispira è negata. Nietzsche
può a ermare che all’origine della decadenza dell’Occidente è la repressione della vita a opera
della morale cristiana, che nega la spinta creativa, vitale. Condanna Nietzsche tutti i sistemi
valoriali che si pretendono assoluti. Il progetto di Nietzsche sarà la trasvalutazione di tutti i valori,
non si limita alla critica, cioè dissovertimento dei valori e di costruzione di valori non più a opera di
un sistema di interessi ma a opera di ogni uomo di quello che lui chiama oltre uomo che l’uomo
capace di costruire da sé il valore, non è più un uomo che è piegato dalla morale ma la produce e
che la vuole. Ogni scelta di valore è una prospettiva, non esiste l’assoluto ma sono modi con cui
resistiamo alla vita. Due elementi: mondo greco e mondo ebraico da cui viene fuori il mondo
cristiano cioè la nostra città che per Nietzsche è decadente perché si è imposto un sistema
valoriale che sono negazione della vita. Dopo aver mostrato la morale e il valore-> anche la verità
ha la stessa genesi storica e nasce da un bisogno umano che sarebbe quello di giusti care
l’esistenza (dare senso all esistere), la verità è la risposta a questo bisogno. Questo bisogno
produce risposte nell’Occidente: la verità è aldilà del mondo -> il signi cato sta oltre il mondo;
non esiste una verità perciò cambia il modo con cui la vediamo, perché se esistesse c’è solo un
modo per vederla cioè che dicono le religioni. Il cristianesimo a erma una verità assoluta che è
aldilà del mondo, la verità sta da un’altra parte e questo agli occhi di Nietzsche è un modo per
sopportare la vita, è una illusione. Nega l’idea che ci sia una verità che mi possa mettere al riparo
dall’insensatezza. Il cristianesimo vuole che a quella verità assoluta noi ci pieghiamo. Vede che
illuminismo e positivismo di fatto contrapponendosi alla religione ma l’hanno sostituito la scienza
cioè l’uomo tende a negare un modo di dire la verità ma continuando a vivere in una illusione->
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L’uomo non riesce a vivere senza una verità-> La vera emancipazione è sopportare il fatto che
non ci sia una verità.
[Aforisma 125 (Nietzsche)]
Testo aforisma 125:
Trama-> uomo folle che diventa che interroga gli uomini, diventa per tutti gli altri un interrogativo,
arriva al mercato con una lanterna in pieno sole, porta una luce dove non servirebbe in un
contesto chiarezza presunta, l’uomo comincia a urlare “cerco Dio” e incontra questa folla che non
credevano in Dio che fanno ironia e sarebbero gli atei che si erano allontanati dalla visione di Dio.
La reazione alla domanda su Dio è il caos. Risponde al quesito il folle: “Dio è morto”, da questa
discendono una s lza di domande da cui si capisce che cosa sia Dio. Dio è la verità, l’assoluto,
ciò che oriente, e dopo aver detto che cos’è Dio il folle a erma che ucciso Dio si precipita, si
incontra il nulla-> Nietzsche racconta il sentimento che l’uomo sente dopo aver ucciso Dio,
negando la verità, ogni sistema di valore precipitò nel vuoto -> gli uomini non avvertono questo,
non percepiscono questo eterno precipitare eliminando ogni sistema di valore -> non lo
percepisce perché l’uomo continua vivere le bisogno di una verità, quelli che incontra al mercato
(atei) hanno negato Dio non la verità cercando un’altra verità, non percepiscono il nulla. Il senso di
ciò non è comprensibile, riconosce che sta avvenendo di cui non abbiamo piena comprensione, è
qualcosa che avverrà.
La dimensione abissale della morte di Dio sarebbe riconoscere il vuoto di fondamento, la vita/
realtà non ha un fondamento. L’assenza di fondamento e contemporaneamente assenza di ne,
larga parte della loso a era andata a cercare ciò. La morte di Dio e la negazione della esistenza
di fondamento: nichilismo-> pag 233, parola fondamenterà del passaggio tra 800 a 900,
Nietzsche chiarisce che può essere usato in due modi:
• Attivo: assunzione della morte di Dio, quindi accettazione che produce libertà quella che
Nietzsche chiama a ermazione della vita, è colui chiamato spirito libero che liberato dalla
schiavitù del fondamento/verità a erma se stesso nella vita e vuole tutta la vita, arriverà a
dimostrare che lo spirito libero sia capace di costruire valori cioè volendo la vita costruisce
valore nella vita che è, da valore a ciò che c’è. Il nichilista attivo e capace di resistere a se
stesso sta stare nella assenza di fondamento.
• Passivo: intendersi qualcosa di subito, e qualcosa che l’uomo subisce e quindi che l’uomo
so re, e da intendersi con quel senso di angoscia/nulla/vuoto che noi proviamo davanti al non
senso dell’esistenza, e una forma di disagio, ed è debole di chi non accetta la morale di Dio ma
la subisce (è il trauma della morte di Dio), guardiamo le cose e non troviamo un senso e
subiamo la vita, le cose che accadono si impongono a noi senza signi cato cioè e
l’atteggiamento del disorientamento che ci immobilizza (incapacità di reagire a questo mondo),
una persona disorientata da questo è per Nietzsche persa che si trascina nella vita
Aforisma 382:
Testo: il percorso che serve a smontare l’ideale porta verso qualcosa che non si conosce. La
messa in discussione che è il ribaltare tutto che facciamo con leggerezza -> questo modo di
guardare le cose che è lo spirito libero fa iniziare qualcosa che chiama tragedia, non è che l’uomo
si accorge di tutto questo è più felice ma è l’inizio della tragedia sui cui planiamo con la coscienza
di uscire dalla menzogna (tutto il mondo che viene fatto crollare). Non sta educando il mondo,
perché ha uno spregio per chi educa perché chi lo fa costruisce un sistema di valori.
C’è uno spartiacque tra l’oltre uomo e l’ultimo uomo che sarebbe accettazione eterno ritorno.
Cosa succederebbe se a ognuno venisse posta la domanda: “sono in grado i volere la mia vita
così com’è?” (Correlazione con il fanciullo), e volerla a tal punto da desiderare che questa sia
in nitamente -> questo per Nietzsche può essere un pensiero che è un abisso perché se l’uomo
pensa secondo le categorie dell’uomo uomo (del moderno), siamo continuamente spinti in avanti,
siamo animali del desiderio, spingiamo il nostro sguardo sempre oltre ciò che è, (desideriamo una
cosa la acquistiamo ed è già diventata vecchia quindi poco desiderabile). Il passato ci schiaccia
mente il futuro ci spinge a un desiderio incolmabile. L’eterno ritorno è l’ora cioè la vita così com’è
che ritornerà in nitamente, è il tempo presente, l’oltre uomo non sta nella proiezione del futuro e
non è schiavizzato da ciò che c’è dietro ma sta nell’ora. Alcuni interpreti hanno visto nell’eterno
ritorno una messa in discussione della concezione lineare del tempo quindi quella cristiana, in
favore di una visione circolare del tempo. Il tempo è un cerchio e un continuo rito o su se stesso.
Altri hanno a ermato che dietro questa intuizione ci fosse una teoria cosmologica cioè una
intuizione di tipo scienti c secondo cui l’universo è una quantità nita di energia in un tempo
in nito le combinazioni/menti tra le diverse realtà tendono a ripetersi-> di cile da immaginare. La
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terza interpretazione considera l’eterno ritorno in senso metaforico quindi simbolico da cui
discende una indicazione di tipo etico, sarebbe un simbolo che spinge ad agire in un modo
diverso da quello dell’ultimo uomo. In senso metaforico è la negazione di ogni nalismo e insieme
la negazione di ogni fondamento cioè se faccio pace con il fatto che la realtà non ha un ne e che
non c’è un senso orientato della realtà, rimane l’ora cioè solo il presente e lo spazio dentro cui
giochiamo il nostro esistere, questo elemento si associa all’idea che la vita terrena, corpo,
acquisisca valore cioè non vivo in vista di qualcosa e non vivo perché fondato su qualcos’altro,
ma ciò che vale è la vita che è ora e che devo imparare a volere e ciò il senso del mio vivere è
pieno nell’ora, secondo Nietzsche la pienezza del senso del nostro esistere è sempre nell’ora/
attimo che potrà riaccadere che è tutto. Insiste sull’eterno ritorno lontano da una spiegazione ma
l’atteggiamento dell’oltre uomo che è atteggiamento di a ermazione della vita-> non c’è nessuna
gestione della vita. Nel volere tutto l’oltre uomo esprime in maniera radicale la propria volontà ti
potenza. La volontà di potenza di Nietzsche è incarnata nel l’oltre uomo e in verità un carattere di
ogni uomo, cioè sarebbe la vita stessa, nella sua spinta espansiva. In Schopenhauer la volontà di
vita sarebbe una forza ceca che ci attraversa e domina. Nietzsche pensa che l’impulsi vitale
completamente libero possa realizzarsi nel l’oltre uomo non nella forma del potere, ma nella
produzione di valore cioè come prospettiva dell’uomo sul mondo, il modo con il quale l’uomo
signi ca la vita-> agire conscio che da senso alla vita degli uomini è possibile solo se ci si l’obera
di Dio e si accetta attivamente il nichilismo attraversando l’eterno ritorno come pienezza della vita
presente e così nel caos della realtà si resiste a tutto generando un senso sicuramente precario
ma su ciente a “reggere la vita”
Registrazione 3/2
Pagina 281 testo dello zalatustra sulla volontà di potenza: nel prima parte parla del debole e del
forte parte citata nel primo 900 europeo, sono state riprese le sue parole in relazione all’ideologia
nazista come lo spazio vitale, l’idea che bisogna andare a prendersi ciò che è proprio e
necessario e stata più volta messa in relazione alla volontà di potenza cioè di dominio. L’uomo per
un più di potere potrebbe ammazzare. Primo levi: era nel campo di concentramento e trova una
sorgente d’acqua e racconta il suo primo pensiero era quello di nasconderla agli altri e tenerla per
sé quindi avere un più di possibilità/potere e levi ragione su questa cosa dicendo che l’uomo
tende ad agire secondo questo più che sarebbe la potenza e si vergogna di questo suo pensiero
perché si dice che forse quell’acqua avrebbe salvato la vita a qualcuno ->Anche nella situazione
più estrema l’uomo è capace di egoismo per salvarsi la vita a discapito degli altri-> La volontà di
potenza del debole. A anco del versante creativo della volontà di potenza si intravede l’aspetto
di dominio e violento della volontà.
Nella seconda parte ritorna sulla questione della verità e sul fatto che qualunque costruzione di
verità/valora è destinata a essere superata, la volontà di potenza è oltrepassamento in
permanenza, l’oltre uomo che è costruttore di valore ma anche essa costruita da lui è destinata a
essere superata, la volontà di potenza e la continua spinta ad auto-superarsi. Pensa che questo
superamento continuo e incessabile azione dell’ oltre uomo che si supera continuamente e una
tensione che va anche aldilà della morte stessa, cioè non temendo la morte e non illudendosi che
la morte sia giusti cabile/attraversabile la volontà di potenza come volontà che l’oltre uomo
esprime contempla anche la possibilità della morte. (Morte non come una liberazione ma come
possibilità di a ermarsi). La morte è una possibilità davanti a cui loro tre uomo gioca, da cui non è
limitato-> questa faccia della volontà di potenza è la parte che verrà usata da regimi/culture in
termini non di Nietzsche-> es. Nazismo che userà la volontà di potenza anche il contenuto di
l’oltre uomo per i propri ni. Prima del nazismo Nietzsche vede una di usione amplia del suo
pensiero che costituisce una premessa nazismo non un esito, perché la lettura di Nietzsche come
losofo della volontà di dominio, spirito libero che a erma se stesso, teoria elitista (super uomini
che avrebbero dominato la terra), si di onde e permette nel tempo di rendere accettabili/
auspicabili le estremizzazioni naziste cioè fa da terreno fertile. Il Nietzsche interpretato nel primo
900 e di destra poi nel secondo 900 e di sinistra cioè della creatività, dove va contro alla
tradizione e ai valori.
ARTE:
Nietzsche scrive sull’arte dopo aver parlato della volontà di potenza-> come si concretizza la
volontà di potenza? Recupera l’arte a ermando che questa spinta/volontà produttrice può
esprimersi artisticamente rendendo possibile quella che Nietzsche chiama “redenzione estetica
del mondo”. L’idea di Nietzsche è che sia l’arte il luogo della rinuncia della verità, cioè l’arte e
produttrice di menzogna, è un modo con cui possiamo dare un volto sempre in superamento alla
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realtà, non possiamo dare una verità o cogliere una essenza ma nell’arte siamo capaci di
esprimere una maschera del mondo, il proprio mondo cioè un mondo che non è assoluto e non è
eterno, mi toglie dall’illusione e mi permette di accettare l’ora del mio essere, e dargli una forma e
vita (nel primo 900 l’arte non interessa il realismo ma gioca con la relata, come Picasso)