Chi è Tisifone?
Tisifone, una delle tre temibili Furie della mitologia greca, era caratterizzata da una
chioma di serpenti simile a quella della Gorgone (come Medusa).
Nelle Metamorfosi di Ovidio, viene chiamata in azione da Giunone, che le ordina di
portare follia e caos nelle vite di Atamante e Ino. Questo atto di vendetta deriva
dall’ira di Giunone per il tradimento subito da Giove, che si era unito a Semele,
sorella di Ino.
Tisifone fa inoltre una comparsa iconica nel IX canto dell’Inferno di Dante,
confermando il suo legame con la punizione e la vendetta.
Nella mitologia greca e romana era incaricata di castigare i seguenti delitti di
assassinio: parricidio (uccisione del proprio padre), fratricidio (uccisione del
proprio fratello o sorella), matricidio (uccisione della propria madre) e omicidio.
Un mito racconta che si innamorò di Citerione, che uccise col morso di uno dei
serpenti presenti sul suo capo.
Nel VI libro dell'Eneide di Virgilio Tisifone è rappresentata come uno dei guardiani
dei cancelli del Tartaro.
Ne Il rapimento di Proserpina, Claudiano la pone a servizio di Plutone e la descrive
mentre chiama le ombre alle armi pronte a muovere guerra a Giove in caso egli non
concedesse una sposa al suo signore.