07/02/2019
CLIMATOLOGIA
Si definisce clima l’insieme delle condizioni
del tempo atmosferico (meteorologico)
(meteorologico) che
caratterizzano abitualmente una certa
località nei diversi mesi dell’anno.
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Il clima è l’insieme delle condizioni
meteorologiche medie che si verificano in
una località e in un determinato intervallo
di tempo ed è caratterizzato dagli elementi
climatici:
temperatura
pressione
venti
umidità
precipitazioni
Tra gli elementi climatici particolare importanza
viene data a temperatura dell’aria e precipitazioni
in quanto sono sufficienti a descrivere in
maniera efficace e sintetica i diversi climi.
Un climogramma è
un grafico che
registra i valori medi
della temperatura e
delle precipitazioni
La linea rossa indica la
temperatura, le barre azzurre
rappresentano le precipitazioni
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Mediamente a Roma all’aumentare della
temperatura le precipitazioni diminuiscano
e viceversa
Climogrammi di due località italiane:
Cortina d’Ampezzo (Veneto) (a) e Palermo
(Sicilia) (b)
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Gli elementi del clima dipendono
strettamente da vari fattori climatici:
climatici:
latitudine
altitudine
topografia
distribuzione di terre e mari
circolazione atmosferica
copertura vegetale
Le fasce climatiche principali della Terra
dipendono dal’inclinazione con cui i raggi
solari colpiscono la superficie terrestre
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La diversa inclinazione dei raggi solari
determina climi diversi alle diverse
latitudini.
In particolare,
spostandosi
dall’Equatore
verso le fasce
polari si osserva
un abbassamento
delle temperature
medie annue.
Al crescere della latitudine l’intensità dei
raggi solari diminuisce, come conseguenza
di ciò si distinguono, per ciascun emisfero:
una fascia tropicale
una fascia temperata
una fascia polare
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Dati climatici per due
città a diversa altitudine
le città di Phoenix e
Flagstaff (Arizona, USA),
indicate rispettivamente
con un pallino rosso e
uno in blu sulla mappa.
Le due città si trovano a
latitudini simili (33°
(33°30’ N
la prima, 35°
35°15’ N la
seconda) ma ad altitudini
diverse (338 m la prima,
2134 m la seconda).
All’aumentare
dell’altitudine
la temperatura dell’aria
diminuisce di circa 6,5 °C
ogni 1000 m
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Le caratteristiche topografiche giocano
un ruolo importante nel determinare la
quantità di precipitazioni
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La presenza di catene montuose assume
importanza per la determinazione dei climi
a livello locale, interagendo per esempio
con i venti, che vengono ostacolati, e
influenzando la temperatura, a seconda
che si consideri il versante esposto al Sole
o quello in ombra.
L'esposizione al Sole influisce sulla
temperatura; nel nostro emisfero, le aree
esposte a sud godono di un periodo di
insolazione maggiore di quelle esposte a
nord.
L'esposizione ai venti influisce sulla
temperatura, sull'umidità e sulla piovosità;
i versanti dei monti esposti verso il mare
sono umidi e freschi, quelli della parte
opposta sono caldi e asciutti.
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La distribuzione delle masse d’acqua
influenza la temperatura di una località,
infatti la sua distanza dal mare influisce
sulla temperatura e sull'umidità.
A causa della diversa capacità termica della
terraferma e dell'acqua, le terre si riscaldano
più dei mari durante il giorno e durante la
stagione estiva.
Da ciò derivano escursioni termiche
giornaliere e annue maggiori sulla
terraferma, tanto più marcate quanto più
aumenta la distanza dal mare.
Inoltre, lungo le coste il clima è di norma più
umido che non all'interno (sui mari c'è una
forte evaporazione e l'aria è più umida).
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Le correnti marine possono essere
paragonate a grandi fiumi di acqua, calda o
fredda, che scorrono all'interno dei mari,
influendo sulle condizioni di temperatura.
Per esempio, la Norvegia, lambita dalla
corrente del Golfo, corrente calda che ha
origine nel golfo del Messico, ha un clima
più mite della Groenlandia, situata alla
stessa latitudine, ma lambita dalla corrente
del Labrador, corrente fredda che scende
dalla penisola del Labrador (Canada).
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La circolazione atmosferica su scala
globale gioca un ruolo rilevante per via
dello spostamento di grandi masse d’aria
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La copertura
vegetale influisce
sulla quantità di
energia solare
assorbita dalla
superficie terrestre
La copertura vegetale, attraverso la
traspirazione, agisce sull’umidità dell’aria e
quindi sull’abbondanza delle precipitazioni
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I cactus sono un La vegetazione di
tipo di vegetazione alta montagna, nei
comune nel clima pressi di Flagstaff
Flagstaff,,
arido e caldo di sempre in Arizona, è
Phoenix,, in Arizona
Phoenix assai differente
Il sistema di classificazione dei climi ideato
da Wladimir Köppen,
Köppen, il più noto e utilizzato,
suddivide la Terra in cinque grandi regioni
climatiche utilizzando i valori di temperatura
e precipitazioni e le associazioni vegetali
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Secondo la classificazione di Köppen si
distinguono sei gruppi climatici:
climi tropicali umidi (o megatermici umidi)
climi aridi
climi temperati caldi (o mesotermici)
mesotermici)
climi temperati freddi (o microtermici)
microtermici)
climi nivali
climi di alta montagna
La classificazione di Köppen
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I climi megatermici
megatermici,, o climi tropicali umidi,
umidi,
sono caratterizzati dall’assenza dell’inverno
e da una temperatura media superiore ai
18
18°°C.
Occupano quasi tutte le aree emerse
comprese tra i 15-15-20
20°° di latitudine N e i 15-
15-
20
20°° di latitudine S poste a quote inferiori ai
1000 m
Il sole è alto nel cielo ogni giorno dell'anno
e la lunghezza del dì non varia in modo
significativo
Tra i climi tropicali umidi si distinguono:
il clima equatoriale caratterizzato da piogge
abbondanti ogni mese (sempre superiori ai
60mm).
il clima monsonico,
monsonico, con una stagione asciutta
ben definita e una stagione umida molto
piovosa.
il clima tropicale con inverno secco (savana),
con una stagione arida più lunga e una
stagione delle piogge ben definita
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a) Foresta pluviale (Equador
(Equador))
rappresentativa del clima equatoriale
b) Giungla associata al clima monsonico
(Tailandia)
c) Savana legata al clima tropicale con
inverno secco (Kenia)
La foresta pluviale amazzonica
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La savana africana.
Nei climi aridi,
aridi, posti in corrispondenza
delle fasce di alta pressione subtropicale,
le scarse precipitazioni annue e la forte
evaporazione non permettono lo sviluppo
di una copertura vegetale continua
Si estendono su circa il 30% delle terre
emerse, un'area più vasta di quelle delle
altre zone climatiche. Sono generalmente il
risultato della mancanza di sollevamento
d'aria piuttosto che dell'assenza d'acqua.
Le maggiori estensioni aride si trovano alle
latitudini subtropicali
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Tra i climi aridi si distinguono:
i climi desertici caldi si trovano tra i 15°
15° ed i 35°
35° di
latitudine N e S è caratterizzato da fortissime
escursioni termiche giornaliere. Le temperature
elevate favoriscono l'evaporazione. Il fattore che
porta alla formazione di un clima simile è la
presenza dell'anticiclone subtropicale.
i climi desertici freddi sono caratterizzati da
fortissime escursioni termiche annue. L'aridità è
estrema ed è dovuta in particolar modo alla
grande distanza dal mare
I climi predesertici o steppici costituiscono una
via di mezzo tra i deserti e le zone temperate
umide comprendono le steppe calde, con
temperatura media annua uguale o superiore a
18 °C, e le steppe fredde con temperatura media
annua inferiore a 18 °C.
Si caratterizzano nel loro complesso per
evapotraspirazione superiore alla quantità
di precipitazioni che risultano piuttosto scarse.
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Il deserto freddo
del Gobi in
Mongolia
a) Deserto caldo del Kalahari (Namibia)
b) Steppa predesertica (Kazakistan)
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I climi mesotermici,
mesotermici, o climi temperati caldi
presentano una temperatura media del
mese più freddo inferiore ai 18 °C ma
superiore ai 3°
3°C, almeno un mese ha una
temperatura media superiore a 10 °C.
Si estendono dai 30 ai 60 ° di lat N e S.
Le precipitazioni annue sono di media
entità.
Nei climi temperati si hanno sia una
stagione estiva che una invernale.
Tra i climi temperati caldi si distinguono:
il clima subtropicale umido o sinico con estati
calde, inverni freschi, bilancio idrologico
positivo. Piogge concentrate in estate, inverni
secchi.
il clima temperato fresco umido con estati
tiepide, inverni freschi. Bilancio idrologico
molto positivo. Piogge abbondanti tutto l’anno
il clima mediterraneo con estati calde, inverni
tiepidi, bilancio idrologico negativo. Piogge
concentrate in inverno, estati secche.
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a) Foresta di bambù legata al clima
subtropicale umido (Cina)
b) Foresta di latifoglie decidue in cui prevale
il faggio (Germania), caratteristica del
clima temperato fresco umido
c) Macchia mediterranea (Liguria)
I climi microtermici
microtermici,, o climi temperati freddi,
freddi,
sono caratteristici delle aree continentali
estese delle medie latitudini (e assenti
quindi nell’emisfero meridionale, dove
prevalgono le masse oceaniche).
Gli inverni
sono rigidi e
le temperature
estive sono
abbastanza
elevate
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Tra i climi microtermici o climi temperati
freddi si distinguono:
il clima freddo con estate calda caratterizzati da
estati calde (≥ 20°
20°), inverni freddi (< 0°
0°), bilancio
idrologico positivo, con piovosità ben distribuita.
Fascia tra 40 e 50°
50° Lat N
il clima freddo con inverno lungo caratterizzati da
inverni lunghi (anche 8 mesi) e freddi (<-
(<-40°
40°),
estati brevi con temperature > 10°
10°. La piovosità è
scarsa. Fascia tra 50 e 70°
70° Lat N
a) Foresta costituita da latifoglie decidue in
condizioni di clima freddo con estate calda
b) Foresta di conifere (Taiga in Siberia)
ricoperta di neve in condizioni di clima
freddo con inverno lungo
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Nei climi nivali,
nivali,
caratteristici di
aree poste a
latitudini elevate,
le temperature
medie del mese
più caldo sono
sempre inferiori a
10 °C ed è assente
la stagione estiva
Tra i climi nivali si distinguono:
il clima subpolare o della tundra (Islanda ed
Alaska) in cui le basse temperature ed il
permafrost non consentono lo sviluppo di
vegetazione arborea, ma solo di muschi, licheni
e piccoli arbusti
il clima polare o della calotta polare caratteristico
dell’interno della Groenlandia e dell’Antartide
con temperature medie mensili sempre <0° <0° che
non consentono lo sviluppo della vegetazione
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a) Tundra tipica del clima subpolare
(Alaska)
b) Paesaggio polare (Groenlandia)
I climi di alta montagna sono caratterizzati
da una grande diversità di condizioni
climatiche.
In generale all’aumentare dell’altitudine
diminuiscono le temperature e aumentano le
precipitazioni
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I climi dell’Europa
In Europa si possono individuare,
individuare, fra tipi e
sottotipi climatici,
climatici, nove climi.
Il territorio italiano è
caratterizzato da una
grande eterogeneità
climatica, dovuta
soprattutto all’influenza
del mare e delle catene
montuose ed alla
grande estensione
latitudinale
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Regione alpina con clima
di alta montagna
condizionato dall’altitudine
caratterizzato da estate
fresca e piovosa ed
inverno freddo e lungo. In
alcune aree ad elevata
altitudine è presente un
clima nivale (ghiacciai)
Regione Padana con estati
calde, inverni freddi e
precipitazioni concentrate
in primavera ed autunno
Regione appenninica
con clima di media
montagna condizionato
dall’altitudine ma in
modo minore rispetto
alla regione alpina
caratterizzato quindi da
temperature più miti e
precipitazioni prevalenti
in primavera ed autunno.
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Regione tirrenica grazie
all’influenza del mar
Tirreno ed alla protezione
dalle correnti del nord
data dalla catena
appenninica presenta
inverni miti, estati calde e
precipitazioni nevose
soltanto occasionali.
Le precipitazioni sono
prevalenti in primavera
ed autunno e scarse in
estate
Regione adriatica si
distingue dalla tirrenica
per la minor influenza
mitigatrice del mar
Adriatico e la maggior
esposizione alle correnti
del nord
Ciò provoca estati meno
calde ed inverni più freddi.
Le precipitazioni sono
prevalenti in primavera ed
autunno ma abbondanti
anche in estate
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Regione meridionale ed
insulare caratterizzata da
inverni miti e piovosi ed
estati calde ed asciutte.
Il bilancio idrico è
generalmente negativo.
Sono aree caratterizzate
da climi subtropicali
asciutti e/o mediterranei
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La cause naturali delle
variazioni climatiche
I processi naturali che possono
determinare, in tempi più o meno lunghi,
cambiamenti climatici a livello globale sulla
Terra sono:
eruzioni vulcaniche
tettonica delle placche
circolazione oceanica
variazioni dell’orbita terrestre
attività solare
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I cambiamenti nelle correnti oceaniche, la
variazione dell’attività solare e le eruzioni
vulcaniche possono influire a breve termine
sul clima
Il costante movimento
delle placche tettoniche
ha avuto, nell’arco di
milioni di anni, grande
influenza sul clima
Il cambiamento dell’orbita
e quello dell’inclinazione
dell’asse di rotazione
della Terra influiscono sul
clima a medio termine
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Impatto dell’attività umana sulla concentrazione
del diossido di carbonio nell’atmosfera. Il rapido
aumento nella concentrazione di diossido di
carbonio dall’inizio dell’industrializzazione ha
seguito strettamente l’aumento delle emissioni
dello stesso gas dovuto all’uso dei combustibili
fossili
L’incremento di emissioni
di CO
CO2 aumenta
drasticamente dopo il
1950, come mostrano nei
grafici le linee rosse, che
subiscono un’impennata.
Le concentrazioni sono indicate in
parti per milione (ppm).
L’aumento di diossido di carbonio
nell’atmosfera incrementa l’effetto serra,
un fenomeno naturale che determina il
riscaldamento della superficie terrestre e
della Troposfera causando il riscaldamento
globale..
globale
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Con riscaldamento globale si indica
l’innalzamento della temperatura media
della superficie del pianeta verificatosi
negli ultimi due secoli e tuttora in atto
Le variazioni medie annue della temperatura
globale nel periodo 1860-
1860-2006. La base per il
confronto è la media del periodo 1961-
1961-1990 (la
linea 0). Ogni barra indica di quanto, in un dato
anno, la temperatura media globale si è discostata
da quel valore.
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L’istogramma mette in evidenza che, nonostante
le variazioni da un anno all’altro, la tendenza
generale è verso un incremento della temperatura.
Cambiamenti ed effetti stimati del
riscaldamento globale nel XXI secolo
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Si prevede che il riscaldamento globale
possa dar luogo a gravi siccità in alcuni
territori e precipitazioni eccessive in altri,
con conseguenze sulla produttività agricola
del pianeta, e all’innalzamento del livello
dei mari, con conseguente erosione di zone
costiere
Gli esseri umani hanno contribuito al
riscaldamento globale, specialmente a
partire dal 1850, attraverso l’utilizzo
massiccio di combustibili fossili per la
produzione di energia, che determina
l’immissione nell’atmosfera di enormi
quantità di CO2
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La tabella mostra le variazioni climatiche
che si riscontrano in corrispondenza dei
grandi centri urbani rispetto alle zone
circostanti.
Le temperature delle
città, in genere,
sono superiori a
quelle delle vicine
campagne.
Questo effetto è
“isola
denominato “isola
di calore urbana”.
urbana”.
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