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DAL LATINO AL VOLGARE
Dopo la caduta dell'impero Romano, il latino parlato dal popolo, il cosiddetto volgare,
comincia a cambiare in modo diverso a seconda delle regioni: non esisteva più un potere
centrale che lo uniformasse.
Queste trasformazioni portano, tra IX e XII secolo, alla nascita delle lingue romanze.
In Italia il processo è molto lento, perché il latino scritto rimane per secoli la lingua della
cultura e della Chiesa. Tuttavia nelle zone dell'Italia centrale e meridionale compaiono
documenti in volgare sempre più frequenti, come il Placito Capuano (960), che rappresenta
una delle prime testimonianze di volgare italiano.
COMPIUTA DONZELLA
Tra le primissime liriche in volgare si colloca quella attribuita alla Compiuta Donzella, una
poetessa fiorentina del XIII secolo, considerata la prima poetessa italiana.
Nella poesia "A la stagion che'' mondo foglia e fiora" la poetessa, in un momento di bellezza
e rinascita della natura, si lamenta dello stato d'animo opposto che vive dentro di sé: mentre
tutto rifiorisce, lei soffre perché il padre vuole obbligarla a un matrimonio indesiderato.
Nella poesia "Lasciar voria lo mondo e Deo servire" ribadisce il suo desiderio di fuggire dalla
società e scegliere la vita religiosa: È un testo importantissimo perché mostra un conflitto
interiore femminile, raro nella letteratura medievale, e anticipa temi che torneranno in autori
successivi: libertà personale vs doveri sociali.
LE LINGUE ROMANZE: lingua d'oïl e lingua d'oc
Le lingue romanze si dividono in famiglie. In area francese, tra XII e XIII secolo, esistono due
grandi tradizioni culturali:
Lingua d'oil (Nord della Francia)
1. antenata del francese moderno
2. lingua dei poemi epici, narrazioni eroiche
3. crea la grande tradizione delle chansons de geste, come la Chanson de Roland
Lingua d'oc (Sud della Francia)
1. lingua dei trovatori
2. culla della poesia raffinata dell'amor cortese
3. ha un lessico elegante, musicale e perfetto per il canto poetico
4.
LA "CHANSON DE GESTE'
Le chansons de geste sono poemi epici che narrano le "gesta", cioè le imprese, dei cavalieri
cristiani. Non erano pensate per essere lette, ma recitate oralmente dai giullari davanti al
popolo. Sono composte da lasse, cioè lunghe strofe legate da assonanza (le vocali finali dei
versi coincidono, mentre le consonanti no).
Questo tipo di struttura facilitava la memorizzazione e la recitazione.
I temi principali erano:
● eroismo cavalleresco
● lealtà al sovrano
● fede cristiana.
CHANSON DE ROLAND
La Chanson de Roland, poema epico francese in lingua d'oïl dell'XI secolo, racconta le gesta
eroiche di Orlando e dei paladini di Carlo Magno, valorizzando coraggio, fedeltà e devozione.
cristiana. Basato su eventi storici trasfigurati, mostra il conflitto tra Franchi e Saraceni, con
Orlando che muore eroicamente suonando l'olifante troppo tardi. La forma è in versi
decasillabi con lasse ad assonanza, ricca di ripetizioni e parallelismi per la recitazione orale.
È fondamentale per la nascita dell'epica europea e per l'ideale cavalleresco.
LA SCUOLA SICILIANA
Tra 1220 e 1250, alla corte di Federico Il di Svevia a Palermo, nasce la Scuola Siciliana,
considerata la prima vera scuola poetica italiana. Federico Il attira poeti, giudici, notai,
intellettuali e crea un ambiente di altissimo livello culturale.
Caratteristiche:
1. l'uso del volgare illustre, una lingua elevata e raffinata
2. importazione dei temi della poesia dei trovatori Provenzali (lingua d'oc)
3. centralità dell'amor cortese, in modo piu razionale e filosofico
IACOPO DA LENTINI
La figura più importante è lacopo da Lentini, cui la tradizione attribuisce l'invenzione del
sonetto, una forma perfetta di 14 versi: due quartine + due terzine, struttura che rimarrà
fondamentale per tutta la poesia italiana successiva
Nel sonetto "Amore è un desio che ven da' core", lacopo analizza la nascita del sentimento
amoroso: per lui l'amore nasce dal cuore, passa attraverso gli occhi e altera la percezione del
mondo. E una concezione quasi psicologica e molto innovativa.
(CIELO D'ALCAMO)
Autore di una poesia comico-parodica.
Nel testo "Rosa fresca aulentissima" prende in giro l'amor cortese con un linguaggio misto
tra serio e buffo, mostrando che la corte federiciana era capace di ironia e sperimentazione.
L’AMOR CORTESE E IL “DE AMORE” DI ANDREA CAPPELLANO – VERSIONE
SEMPLIFICATA
L’amor cortese nasce in Provenza tra il XII e il XIII secolo e poi si diffonde in Europa e in Italia
grazie ai trovatori.
È un modo particolare di vedere l’amore, con queste idee principali:
1. Miglioramento personale: amare non significa solo provare un sentimento, ma
diventare una persona migliore. L’uomo deve crescere moralmente grazie all’amore per
la donna.
2. Segretezza e rispetto: questo amore deve rimanere segreto. L’uomo lo mostra solo
con gesti eleganti e rispettosi, e la donna deve essere trattata con grande nobiltà.
3. Donna superiore: la donna è considerata quasi perfetta, come una figura divina.
L’uomo diventa suo "servitore" fedele e deve seguirla e onorarla.
4. Diverso dal matrimonio: il matrimonio è un accordo sociale deciso dalle famiglie;
l’amor cortese invece è un amore libero e scelto dal cuore.
Il trattato De Amore di Andrea Cappellano (circa 1185) raccoglie e organizza queste idee. È
come un manuale dell’amor cortese, dove si afferma che:
1. L’amore rende più nobili.
2. L’uomo deve servire la donna con lealtà.
3. L’amore deve essere segreto, elegante e morale.
Questo testo diffonde l’ideale dell’amor cortese in tutta Europa e influenzerà molto anche la
Scuola Siciliana, la prima grande scuola poetica italiana.
LA SCUOLA UMBRA E FRANCESCO D'ASSISI
La Scuola Umbra nasce come un insieme di testi religiosi, laici o monastici, degati ai
movimenti spirituali dell'Italia centrale. È un ambiente caratterizzato da grande fervore
mistico, Francesco d'Assisi.
Francesco rappresenta un punto di svolta: per la prima volta, la lingua volgare diventa lingua
della preghiera, della lode e dell'esperienza religiosa personale.
Il suo capolavoro, il Cantico delle Creature, composto intorno al 1224, è considerato il primo
grande testo poetico in volgare, nonostante qualche termine presente in latino.
Il Cantico esprime una visione completamente nuova: il creato è un riflesso della bontà
divina.
Sole, luna, acqua, fuoco, morte stessa diventano "fratelli" e "sorelle", segni della fraternità
universale.
Lo stile è semplice, umile, basato su ripetizioni, parallelismi e invocazioni; linguaggio
paratattico e limpido.
Il volgare può esprimere non solo temi cortesi, ma anche profondissimi contenuti morali e
religiosi.
DALLA SCUOLA SICILIANA ALLA TOSCANA
LA MORTE DI FEDERICO 2
I testi della Scuola Siciliana vengono trascritti dai toscani.
Nasce cosi la "Scuola Siculo-Toscana", che rielabora modelli siciliani adattandoli al volgare.
La figura più rappresentativa è Guittone d'Arezzo. Adotta i temi cortesi dei Siciliani, ma con
un tono più morale, complesso e spesso didascalico.
Il suo stile è difficile: Guittone tenta di elevare il volgare a lingua nobile secondo Dante,
risulta "oscura" e artificiosa,
Dante esprime un giudizio severo sul cosiddetto "stile guittoniano": troppo complicato,
troppo lontano dalla grazia e dall'armonia.
Da questa critica si apre strada alla rivoluzione del Dolce Stil Novo.
DOLCE STIL NOVO
Il Dolce Stil Novo, nato alla fine del Duecento tra Bologna e Firenze, introduce un modo
completamente nuovo di intendere poesia e amore. Il termine "dolce" si riferisce alla
musicalità del verso, alla limpidezza del lessico ottenuta dalla presenza di parole piane, alla
sintassi armoniosa e fluida, opposta all'asprezza e alla complessità di Guittone, "Stil novo"
indica invece l'innovazione teorica (dalla scuola siciliana): l'amore come esperienza
spirituale:
→ IRRAZIONALE, SI CAPIVA SOLO CONCEPENDOLA
● la donna è descritta come un essere superiore, un tramite tra il mondo umano e
● quello divino.
● l'amore diventa realtà psicologica e teologica, non più solo cortese.
"Gentile" non significa nobile per nascita, ma dotato di nobiltà spirituale. L'amore
colpisce solo chi possiede un animo predisposto.
● l'amore come elevazione spirituale: non è più desiderio carnale ne codice sociale
(come in Cappellano), ma un'esperienza che conduce verso Dio, sviluppando nobiltà
d'animo.
Il modello retorico dominante è quello della lode, trasformato in celebrazione dell'alterità
morale della donna:
Tra i principali esponenti vanno ricordati Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti, ai quali
Dante stesso riconosce un ruolo fondamentale nella sua formazione poetica.
GUIDO GUINIZZELLI
Guido Guinizzelli è considerato il padre-fondatore del Dolce Stil Novo. La sua poesia
introduce l'idea che l'amore non nasca dal desiderio sensuale o dal codice cortese, ma dalla
gentilezza d'animo, una disposizione morale e spirituale che rende il cuore capace di
accogliere il sentimento. La donna viene rappresentata come una figura pura e luminosa,
paragonata ad un angelo terreno, capace di elevare l'uomo verso il bene.
Un esempio significativo è la poesia "Lo vostro bel saluto e 'I gentil sguardo", in cui il poeta
descrive gli effetti spirituali che il semplice saluto e lo sguardo della donna producono nel
suo animo: un moto interiore che purifica e infonde virtù, quasi un miracolo.
● La donna come luce angelica: il saluto e lo sguardo della donna sono descritti come
"luce pura", che illumina e purifica l'animo dell'uomo.
● La forza dell'amore come fuoco spirituale: amore = "foco d'amore" ma non materiale,
bensi una fiamma che purifica e porta al bene.
● Il cuore come spazio che viene nobilitato: la presenza della donna "innalza" il cuore,
immagine metaforica dell'elevazione morale.
Giudizio di Dante:
Dante, osservando la sua opera, riconosce in Guinizzelli una superiore raffinatezza
concettuale e una sensibilità nuova: lo vede come "il padre" della poesia stilnovistica proprio
perché ha saputo legare amore, etica e intelletto in una forma poetica più alta. Guinizzelli-
introduce un lessico estremamente selezionato, astratto e luminoso, in cui predominano
immagini di luce, purezza e nobiltà d'animo.