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DECAMERON

Il Decameron di Boccaccio, scritto tra il 1348 e il 1353, rappresenta una raccolta di cento novelle narrate da dieci giovani che si rifugiano dalle conseguenze della peste a Firenze. La struttura narrativa è caratterizzata da una cornice che unisce le storie, affrontando temi come l'amore, l'intelligenza e la critica sociale. Attraverso una varietà di fonti e stili, Boccaccio crea un'opera che riflette le complessità della vita e della società del suo tempo.

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DECAMERON

Il Decameron di Boccaccio, scritto tra il 1348 e il 1353, rappresenta una raccolta di cento novelle narrate da dieci giovani che si rifugiano dalle conseguenze della peste a Firenze. La struttura narrativa è caratterizzata da una cornice che unisce le storie, affrontando temi come l'amore, l'intelligenza e la critica sociale. Attraverso una varietà di fonti e stili, Boccaccio crea un'opera che riflette le complessità della vita e della società del suo tempo.

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DECAMERON

- La novella non nasce da Boccaccio, ma egli gli dà dignità letteraria:


 Perché col mutamento sociale ormai già avvenuto (affermazione del popolo grasso, borghesia
mercantile), boccaccio ha bisogno di affermarsi nella letteratura, trovando un testo che lo
rappresentasse, non solo lui ma anche i problemi della classe sociale.
 La borghesia mercantile ha bisogno di una letteratura meno elevata/specialistica (per rivolgersi a
più persone)  letteratura più leggera, come strumento di distrazione  breve, così da leggere nei
ritagli di tempo

FONTI DELLA NOVELLA:

- Diversificate tra di loro, con narrazione breve


 IL LIBRO DEI SETTE SAVI (provenienti dall’india)
 LE STORIE DELLE MILLE E UNA NOTTE (provenienti dall’asia)
 FABLIAUX (racconti in versi scherzosi)
 EXEMPLA (insegnamenti morali tratti dalle vite dei santi, inventati dai predicatori)
 FIABE POPOLARI

L’ORIGINE DELLA NOVELLA è POLIGENETICA (eterogeneità di fonti e temi), MA TUTTE LEGATE DALLA
STRUTTURA NARRATIVA, caratterizzata da alcuni elementi della narratologia (brevità, unità dell’elemento
narrato, un solo intreccio narrativo, e dallo svolgimento che si conclude)

IL NOVELLINO (titolo originale “libro di novelle o di bel parlare gentile”)

- DI TIPO ANTOLOGICO (racconti brevi per temi)


 Con scopo di alleggerire la lettura del lettore, con lo estraniamento della vita quotidiana
- SCRITTA TRA IL 1280 e IL 1300
- ESTREMA VARIETà TEMATICA
- USO DI UNA LINGUA CHE VA DALLA PROSA LATINEGGIANTE AL LINGUAGGIO PARLATO

È organizzato per temi:

- NARRAZIONE REALISTICA: fatti che possono esser accaduti in una società di mercati, con soprattutto
il valore dell’esaltazione dell’intelligenza (furbizia, spregiudicatezza) = valore LAICO NUOVO
- NARRAZIONE FANTASTICA: estraniamento dalla realtà quotidiana, dal dolore e dalla fatica (mercanti
protagonisti di avventure incredibili per lo svolgimento della mercatura)
- BEFFA/RAGGIRO: estraniamento dalla realtà quotidiana
IL DECAMERON:

- “COMINCIA IL LIBRO CHIAMATO DECAMERON COGNOMINATO PRENCIPE GALEOTTO (dante lo usa


nel V canto, indicandolo come colui che spinse Lancillotto e Ginevra ad innnamorarsi) (indica che
all’interno del decameron, uno degli argomenti principali è l’amore), NEL QUALI SI CONTENGONO
CENTO NOVELLE IN DIECI DÌ DETTE DA SETTE DONNE E DA TRE GIOVANI UOMINI”

- Dal 1348-1351 o 1353

- Titolo ricalcato dal trattato Hexameron di S. Ambrogio  racconta la creazione del mondo in 6
giorni

- Significa 10 giornate (deca = 10 – hemerai = giorni)

 Perché narra di un gruppo di giovani (sette ragazze e tre ragazzi) che, durante l’epidemia di peste del
1348, si rifugiano sulle colline presso Firenze. Per due settimane (partono in un mercoledì) l’onesta
brigata si intrattiene serenamente con passatempi vari e in particolare raccontando a turno le
novelle.
 Non sono 14 giorni, ma bensì dieci, perché il venerdì (si richiama la passione di Cristo) e il sabato
(pulizia corporale) non si narrano novelle  perciò sono cento novelle
 I nomi dei dieci giovani protagonisti sono: Fiammetta, Filomena, Emilia, Elissa, Lauretta, Neìfile,
Pampinea, Dioneo, Filostrato e Panfilo (sono personaggi delle opere di Boccaccio, altri sono delle
eroine della letteratura, Ellissa (didone), Lauretta a Laura di Petrarca, altri rimandano alla mitologia
(filomeno), dioneo rappresenta il tema dell’amore)

Cosa fanno i personaggi del Decameron:

- Conversano, passeggiano, giocano, cantano, danzano ma soprattutto narrano uno per uno una
novella
 Le novelle hanno come argomenti storie divertenti, comiche e tragiche
 Ogni giorno si trattava un tema diverso:
1. Tema libero
2. 3. Avventura a lieto fine a seconda della fortuna (dal latino, la sorte) e dell’ingegno
4. L’amore tragico
5. L’amore a lieto fine
6. Le battute argute e scaltre (astuzia del mercante) che evitano guai
7. Le beffe fatte a donne e mariti
8. Le beffe in generale
9. Tema libero
10. I comportamenti generosi ed elevati

POLITICA:

- Ogni giorno viene eletto un re o una regina organizzata la vita della brigata stabilendo anche il tema
delle novelle
LA STRUTTURA NARRATIVA A TRE LIVELLI DEL DECAMERON:

DECAMERON DIVERSO DALLA RACCOLTA ANTOLOGICA

- 1. LIVELLO: rappresentato dall’autore che prende parola nell’opera (lo fa nel proemio, chiarando le
finalità dell’opera e al pubblico che si rivolge (saranno le donne)) (lo si vede anche nella rubrica
della I giornata; parla della peste a Firenze e del male che ha provocato)
 LA VOCE DELL’AUTORE è POSSIBILE SENTIRLA ANCHE NELLA IV GIORNATA (difendendo il proprio
operato su alcune accuse che gli eran state mosse)  dentro al Decameron c’erano argomenti che
non dovevano esser detti
 Serve per rompere gli schemi troppo rigidi
-
- 2. LIVELLO: si ha la voce di un narratore (rappresentato dal o re o dalla regina scelto quel giorno)
che descrive nella rubrica ciò che i giovani devono svolgere nella giornata
- 3. LIVELLO. Ogni narratore (i ragazzi che raccontano le storie) devono narrare le proprie storie;
prima che inizino a raccontare, ogni narratore deve sintetizzare la propria storia in una rubrica.
 I TRE LIVELLI RICORDANO I TRE LIVELLI DI DANTE NELLA DIVINA COMMEDIA
 Tra le novelle sentiamo i commenti degli ascoltatori, prendendo parola (visione poli prospettica)
 Ogni re o regina alla fine della giornata canta una ballata

STRUTTURA NARRATIVA: UNITARIETà (ed eccezioni)

- Allontana l’opera dalla dimensione antologica


- LA CORNICE ha un significato morale, in una maniera precisa:
 Le prime novelle sono legate alla critica dei vizi dei potenti  prima novella: Ser Ciappelletto
 Le ultime novelle sono espressione dell’elogio della cortesia (comportamento raffinato/elegante 
CONSIDERATO DA BOCCACCIO IMPORTANTE)  centesima novella: L’amore umile e totale di
Griselda
- Schema tipico della commedia

LA FUNZIONE DELLA CORNICE:

- IL DECAMERON NON è UNA RACCOLTA ANTOLOGICA, MA UN CORPO UNITARIO DI NOVELLE definito


nel CONTENUTO, nella STRUTTURA e soprattutto definito dalla CORNICE
- La CORNICE è UN SUPPORTO NARRATIVO CHE TIENE UNITO LE NOVELLE (passaggio, e per alcuni
critici può esser considerata come UN’UNICA GRANDE NOVELLA, nella quale i 10 giovani discutono,
si confrontano, prendono posizioni.  il lettore segue la storia di questa brigata
- NELLA CORNICE viene descritta LA VITA ARMONIOSA dei ragazzi; la CORNICE ha perciò una
FUNZIONE:
 Esprimere contrapposizione alla degenerazione delle norme sociali provocate dalla peste e
contrapporsi alla caoticità del mondo multiforme descritto nelle novelle.
PROEMIO:

- TROVIAMO A CHI SI RIVOLGE BOCCACCIO (chi soffre le pene d’amore  perché sono gentili)
 Si rivolge alle donne per fare ammenda (fare un rimedio) al peccato di “Fortuna” (non fortuna ma
sorte)
 Alle donne sono preclusi il gioco, il commerciare, la caccia, cioè non hanno distrazioni dalle pene
d’amore; perciò, devono trovare diletto nelle novelle ≠ dagli uomini che si possono dilettare con
essi.
- Tema fondamentale del Decameron: capacità dell’individuo (dell’uomo che è artefice di se stesso) di
superare le avversità della fortuna attraverso il proprio intelletto

CONCLUSIONE:

- Convien, nella moltitudine delle cose, diverse qualità di cose trovarsi: Niun campo fu mai sì ben
coltivato che in esso o ortica o triboli o alcun pruno non si trovasse mescolati tra le erbe migliori

Metafora del campo ben coltivato:


- Anche il campo ben coltivato ò pieno di erbacce= la vita è piena di molteplicità e varietà per questo
nel Decameron la varietà delle novelle esprime fatti e sentimenti diversi o contradditori della vita

1348: DESCRIZIONE DELLA PESTE A FIRENZE

- L’introduzione è costruita sulla grande opposizione VITA- MORTE. Ci sono persone che cercano di
sfuggire alla morte vivendo negli eccessi, c’è chi vive moderatamente, facendo penitenza
- Nell’introduzione la peste (un evento esterno) mette in crisi le regole sociali
- Le persone ancora sane cercano di evitare qualsiasi genere di contatto con le persone contagiate
- L’unione della famiglia cade, talvolta non vi è più aiuto e sostegno nemmeno tra i famigliari;
- la proprietà privata diventa proprietà comune;
- nelle città regna il caos, gli esiliati ritornano in città compiendo atti di violenza visto che oramai le
autorità non esistono più, perdita di fiducia nelle autorità
 (I ragazzi oltre a fuggire dalla morte, fuggono dalla volontà di non essere trasformato in qualcosa
che loro non vogliono essere )

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