Cap 1
Cap 1
Circuiti
1-1
1-2 CAPITOLO 1. CIRCUITI
1
1
0.5 V(f)
0.5
v(t)
0
0.5 1.0 1.5 2.0
-0.5 0
-1 1 3 5 7 9 11 13
tempo [ms] frequenza [kHz]
fig. 1.1a: segnale cos(2πf t) con f = 1 kHz.
1
1
0.5
V(f)
v(t)
0 0.5
1
0.5
0.5
V(f)
v(t)
0 0.25
0.5 1.0 1.5 2.0
-0.5
0
-1 1 3 5 7 9 11 13
tempo [ms] frequenza [kHz]
fig. 1.1c:
modulazione
di ampiezza: segnale
0.5 cos(2πf1 t) · 1 + cos(2πf2 t) con f1 = 10 kHz ed f2 = 1 kHz.
Nella fig. 1.1 sono riportati tre esempi di segnali v(t) funzioni del tempo ed i loro
relativi spettri V (f ).
1.2. LEGGI DI KIRCHHOFF 1-3
i1 + i2 + i3 + i4 + i5 = 0 v1 + v2 + v3 + v4 + v5 = 0
Figura 1.2: Leggi di Kirchhoff.
allora X X
vo (t) = Vo (fn ) ej2πfn t = H(fn ) · Vi (fn ) ej2πfn t (1.7)
n n
dove H(f ) = Vo (f )/Vi (f ) è la risposta della rete alla componente armonica pura di
frequenza f .
3
Con le limitazioni che si vedranno nel cap. 15 riguardo ai comportamenti di transitorio.
1.4. EQUAZIONI DELLE RETI LINEARI 1-5
1.2
Figura 1.3: Relazione
current [A]
tensione-corrente per un
0.8 conduttore ohmico e non
ohmico. In blu: resisten-
0.4 za da 20 Ω, in rosso fila-
mento di tungsteno di una
lampadina da 24 V , 25 W .
0
0 5 10 15 20 25
voltage [V]
V =I ·Z I =V ·Y (1.12)
Consideriamo una rete comunque complessa (purchè lineare5 ) e due nodi a piacere
della rete, A e B. Collegando i due nodi A e B ad altri circuiti, tutta la rete si
comporta come un unico generatore di tensione V con in serie una resistenza R. Il
valore di V è quello che esiste tra i due nodi con la rete in funzione a circuito aperto,
cioè senza prelevare corrente dai nodi. La resistenza R è quella che si misura tra i
due nodi quando tutti i generatori indipendenti contenuti nella rete sono azzerati e
sostituiti dalla loro resistenza interna.
Nella fig. 1.4 è riportato un esempio di applicazione del teorema di Thévenin. La
tensione a vuoto all’uscita del partitore a sinistra è Vg0 = Vg · R2 /(R1 + R2 ); la resi-
stenza che si misura tra A e B con il generatore Vg azzerato è data da R1 //R2 (R1 ed
R2 in parallelo). Il circuito a destra, con i valori riportati per generatore e resistenza,
è completamente equivalente a quello di sinistra. Completamente equivalente significa
che se i due circuiti fossero racchiusi in una scatola nera, nessuna misura elettrica ai
terminali A e B permetterebbe di distinguere il circuito originale dal suo equivalente
di Thévenin.
5
O che appaia lineare ai terminali A e B: esistono reti al loro interno fortemente non lineari, che
complessivamente si comportano come dispositivi quasi perfettamente lineari. Ad esempio, gli am-
plificatori in classe B descritti nel par. 7.12, o gli alimentatori di tipo switching (cap. ??), considerati
ai loro terminali di uscita.
1.5. MASSIMO TRASFERIMENTO DI POTENZA 1-7
V 1
I= G= (1.13)
R R
Come è possibile sostituire una rete complessa, collegata tramite due dei suoi
nodi con altri circuiti, con il suo equivalente di Thévenin, cosı̀ la stessa rete può
essere sostituita con il suo equivalente di Norton: un generatore di corrente con una
conduttanza in parallelo. È immediato verificare che i due generatori a destra ed a
sinistra in fig. 1.5 danno gli stessi valori di tensione e di corrente in condizione di
circuito aperto e di cortocircuito. Avendo stabilito che si tratta di dispositivi o reti
lineari, tensioni e correnti coincideranno anche in tutte le altre condizioni.
Rendimento
Una sorgente di segnale fornisce energia ai circuiti utilizzatori e quindi deve essere
dotata di una propria fonte di energia. Il rendimento è il rapporto tra la potenza
erogata all’utilizzatore del segnale e quella prelevata dalla sorgente di energia.
Nel caso che la sorgente di segnale sia fisicamente composta come indicato in
fig. 1.6 da un generatore Vg con in serie una resistenza Rg , il rendimento η è
i2 RL RL
η= = (1.15)
i2 RL + i2 Rg RL + Rg
1.6 Circuiti RC
I due circuiti RC più semplici, la cella passa alto e la cella passa basso in fig. 1.7,
alla pari del partitore di tensione già visto in fig. 1.4, compaiono talmente spesso nei
circuiti elettronici che conviene richiamarne le caratteristiche principali.
Un partitore di tensione come nella fig. 1.7 in cui uno dei due rami è una resistenza
e l’altro è un condensatore è un filtro in quanto il suo rapporto di attenuazione dipende
dalla frequenza e parti diverse dello spettro delle frequenze saranno attenuate in modo
diverso. Quando il ramo inferiore del partitore è la resistenza, si ha il filtro passa-alto;
nel caso opposto, si ha il filtro passa-basso.
Applicando all’ingresso dei due filtri di fig. 1.7 una tensione alternata sinusoidale
Vi di frequenza f , tra ingresso e uscita si avranno rispettivamente per il passa-alto
ed il passa-basso le attenuazioni
Vo 1 Vo 1
Aa = = Ab = = (1.16)
Vi 1 − j fa /f Vi 1 + j f /fb
dove il rapporto Vo /Vi è un numero complesso ed fa ed fb sono le frequenze di taglio
determinate dalla costante di tempo RC del circuito: fa,b = 1/(2πRC) (a per alto, b
per basso).
1-10 CAPITOLO 1. CIRCUITI
0 0
A [dB]
A [dB]
-20 -20
-40 -40
0.01 0.1 1 10 100 0.01 0.1 1 10 100
90 f/fH 0 f/fL
Fase [gradi]
Fase [gradi]
45 -45
0 -90
0.01 0.1 1 10 100 0.01 0.1 1 10 100
f/fH f/fL
Figura 1.8: Diagrammi di Bode: modulo e fase della attenuazione in funzione della
frequenza per il filtro passa-alto (a sinistra) e passa-basso (a destra).
A causa della relazione quadratica che esiste tra tensione e potenza, l’attenuazio-
ne/amplificazione di tensione in decibel è per definizione
1
v(t)
0
0.5 1.0 1.5 2.0
tempo [ms]
-1
1
v(t)
0
0.5 1.0 1.5 2.0
tempo [ms]
Il comportamento dei due circuiti RC passa alto e passa basso in funzione del tem-
po si può vedere molto bene applicando all’ingresso un’onda quadra, come descritto
nella fig. 1.9. Ad ogni fronte di salita o di discesa si ha nel circuito un transitorio
di corrente i(t) che decade esponenzialmente verso zero con una costante di tempo
τ = RC:
i(t) = io · e−t/τ (1.17)
(i due circuiti di fig. 1.9 sono identici per quanto riguarda la corrente; differiscono per
i nodi dove viene prelevata la tensione di uscita). Se il periodo T dell’onda quadra
è sufficientemente lungo da consentire ai transitori di decadere completamente tra
un fronte ed il successivo, come nei grafici, in cui T = 1 ms e τ = 0.1 ms, il valore
iniziale della corrente ad ogni transitorio è
∆V
i0 = (1.18)
R
6
Più esattamente −10 log10 (2) = −3.0103....
7
Più esattamente −20 log10 (2) = −6.0206....
1-12 CAPITOLO 1. CIRCUITI
Le due costanti A e B sono determinate dalle condizioni iniziali e cioè dal valore
della carica q0 sul condensatore e della corrente i0 nell’induttanza nell’istante t = 0.
1 90
Q0=1
Q0=10
Fase [gradi]
|Ys| / |Ys|max
0.5 0
0 -90
0.01 0.1 1 10 100 0.01 0.1 1 10 100
ω/ω0 ω/ω0
Figura 1.12: Filtri LRC passa basso, passa banda e passa alto.
1
VC jωC 1
Hl (ω) = = = 2 (1.34)
VG 1 ω j ω
R + j ωL − 1− 2 +
ωC ω0 Q 0 ω0
j ω
VR R Q0 ω0
Hb (ω) = = = (1.35)
ω2
VG 1 j ω
R + j ωL − 1− 2 +
ωC ω0 Q0 ω0
ω2
−
VL jωL ω02
Hh (ω) = = = (1.36)
ω2
VG 1 j ω
R + j ωL − 1− 2 +
ωC ω0 Q0 ω0
1.8. FILTRI LRC 1-15
che corrispondono a tre filtri di tipo rispettivamente passa basso (low pass), passa
banda (band pass) e passa alto (high pass). Le variabili ω0 e Q0 hanno lo stesso
significato del paragrafo precedente.
Passa basso
Nel primo caso, per ω → 0 e nel limite delle basse frequenze, la funzione Hl assume
asintoticamente il valore costante 1, mentre nel limite ω → ∞ va asintoticamente a
zero, con un andamento |Hl | ∝ 1/ω 2 . Nei diagrammi di Bode questo equivale ad una
pendenza di −40 dB per decade (fig. 1.13), il doppio rispetto ai −20 dB per decade
del circuito passa basso RC. Questi sono infatti filtri del secondo ordine, a differenza
dei precedenti filtri RC, detti del primo ordine.
20 20
0 0
A [dB]
A [dB]
-20 -20
-40 -40
0.01 0.1 1 10 100 0.01 0.1 1 10 100
ω/ω0 ω/ω0
0 0
Fase [gradi]
Fase [gradi]
-90 -90
-180 -180
0.01 0.1 1 10 100 0.01 0.1 1 10 100
ω/ω0 ω/ω0
Figura 1.13: Risposte in frequenza per il filtro LRC passa basso (a sinistra) e passa
alto (a destra) per i valori di Q: 0.5, 0.7, 1, 2, 10, in ordine dalla curva rossa alla
celeste.
Passa alto
Non è necessario svolgere altri calcoli per studiare il comportamento del filtro
passa alto. Rielaborando le eq. 1.34 e 1.36
ω0
VC 1 −jQ0
Hl (ω) = = = ω (1.39)
ω2
VG j ω ω ω0
1− 2 + 1 + jQ0 −
ω0 Q0 ω0 ω0 ω
ω 2
ω
− 2 jQ0
VL ω0
Hh (ω) = = 2 = ω0 (1.40)
VG ω j ω ω ω0
1− 2 + 1 + jQ0 −
ω0 Q0 ω0 ω0 ω
Passa banda
La risposta del filtro passa banda è quella del filtro selettivo risonante riportata
nella fig. 1.14 e presenta un picco per ω = ω0 , con una attenuazione sui fianchi per
ω > ω0 oppure ω < ω0 tanto più ripida quanto più il valore di Q0 è elevato. Si può
verificare facilmente per sostituzione diretta nella eq. 1.35 che alle due frequenze
s
1 1
ω1,2 = ω0 2 +1± (1.42)
4Q0 2Q0
1.8. FILTRI LRC 1-17
-20
A [dB]
-40
-60
0.01 0.1 1 10 100 Figura 1.14: Risposte in fre-
ω/ω0 quenza per il filtro LRC pas-
sa banda per i valori di Q: 1,
90 2, 10, 100, in ordine dalla cur-
va rossa alla viola. Questi gra-
Fase [gradi]
√
il modulo di Hb si è ridotto di un fattore 2, cioè di 3 dB, e la fase presenta una
rotazione di ±45◦ . La banda passante a 3 dB del filtro è quindi
ω0
Bw = ω1 − ω2 = (1.43)
Q0
Le due frequenze ω1 ed ω2 sono simmetriche rispetto ad ω0 sulla scala logaritmica
del diagramma di Bode, cioè ω1 /ω0 = ω0 /ω2 .
In analogia con il circuito risonante di fig. 1.10 formato dai tre elementi L, R,
e C in serie, esiste il circuito risonante parallelo di fig. 1.15 il cui funzionamento è
descritto dall’equazione integro-differenziale
Z
dv 1
C + Gv + vdt = i(t) (1.44)
dt L
Questa equazione è formalmente identica alla 1.19 una volta che si siano scambiati
i ruoli di nodi e maglie, serie e parallelo, di L con C e C con L, di R con la sua inversa
G = 1/R, della tensione v con la corrente i e viceversa. Il generatore di tensione di
1-18 CAPITOLO 1. CIRCUITI