Intonaco Armato
Intonaco Armato
Bibliografia:
Michele Vinci – Metodi di calcolo e tecniche di consolidamento per edifici in muratura – 3a
edizione – Dario Flaccovio Editore – 2019
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Indice
1 – Tecnica di esecuzione…………………………………………………………………………………………6
2 – Prescrizioni di normativa………………………………………………………………………………………6
3 – Resistenza nel piano di un maschio murario……………………………………………………………….7
3.1 – Resistenza a pressoflessione nel piano di un maschio murario………………………………………..8
3.2 – Resistenza a taglio nel piano di un maschio murario……………………………………………………9
3.3 – Resistenza a scorrimento di un maschio murario………………………………………………………10
4 – Resistenza fuori dal piano di un maschio murario………………………………………………………..11
4.1 – Resistenza a pressoflessione fuori dal piano di un maschio murario………………………………...11
4.2 – Verifiche fuori piano attraverso l’analisi dei meccanismi locali………………………………………..11
5 – Maschio murario consolidato con intonaco armato……………………………………………………….12
5.1 – Resistenza a pressoflessione nel piano di un maschio murario consolidato con intonaco armato 12
5.2 – Resistenza a taglio nel piano di un maschio murario consolidato con intonaco armato…………...13
5.3 – Resistenza a scorrimento nel piano di un maschio murario consolidato con intonaco armato……14
5.4 – Resistenza a pressoflessione fuori dal piano di un maschio murario consolidato con intonaco
armato……………………………………………………………………………………………………………...15
5.5 – Resistenza fuori dal piano valutata attraverso l’analisi dei meccanismi locali di pareti in muratura
consolidate con intonaco armato………………………………………………………………………………..15
6 – Esempi di consolidamento con intonaco armato………………………………………………………….16
7 – Criteri di intervento e dettagli costruttivi……………………………………………………………………25
Bibliografia………………………………………………………………………………………………………...28
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Consolidamento con intonaco armato di strutture in muratura
secondo le recenti normative
l’incremento di resistenza della parete sia nel piano che fuori piano;
elimina gli effetti di eventuali lesioni isolate;
la facilità di esecuzione (non è richiesta una manovalanza specializzata);
non altera lo stato tensionale della muratura;
l’economicità dell’intervento;
la facile reperibilità dei materiali.
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1 – Tecnica di esecuzione
2 – Prescrizioni di normativa
Per le pareti consolidate con intonaco armato non esistono veri e propri modelli di
calcolo. Tuttavia la normativa, tramite la Circolare 7/2019, dà alcune indicazioni sulla
base di prove sperimentali effettuate su diverse tipologie di pareti.
Nel punto C8.7.4.1 cita quanto segue:
Per le tipologie di muratura più comunemente diffuse sul territorio nazionale, la Circolare
7/2019 fornisce dei coefficienti correttivi da applicare sia ai parametri di resistenza che ai
moduli elastici; i valori dei suddetti coefficienti sono riportati nella tabella 1 (tabella [Link]
riportata nel punto C8.5.3.1 della Circolare 7/2019).
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miscele leganti (*)
Ristilatura armata
complessivo
coefficiente
Iniezione di
trasversale
armato (**)
Tipologia di muratura
Ricorsi o
Massimo
Intonaco
listature
buona
Malta
Muratura in pietrame disordinata (ciottoli,
1.5 1.3 1.5 2.0 2.5 1.6 3.5
pietre erratiche e irregolari)
Muratura a conci sbozzati, con paramenti di
1.4 1.2 1.5 1.7 2.0 1.5 3.0
spessore disomogeneo
Muratura in pietre a spacco con buona
1.3 1.1 1.3 1.5 1.5 1.4 2.4
tessitura
Muratura irregolare di pietra tenera (tufo,
1.5 1.2 1.3 1.4 1.7 1.1 2.0
calcarenite, ecc.)
Muratura a conci regolari di pietra tenera
1.6 - 1.2 1.2 1.5 1.2 1.8
(tufo, calcarenite, ecc.)
1.3
Muratura in mattoni pieni e malta di calce (***) - 1.2 1.5 1.2 1.8
(****)
Muratura in mattoni semipieni con malta
1.2 - - - 1.3 - 1.3
cementizia (es.: doppio UNI foratura < 40%)
Tabella 1 – Coefficienti migliorativi per le varie tipologie di muratura (punto C8.5.3.1 della Circolare 7/2019)
I valori riportati in tabella 1 devono essere convenientemente ridotti per pareti di notevole
spessore (per esempio maggiore di 70 cm).
Inoltre, c’è da tenere in conto quanto riportato nel punto C8.5.3.1 della Circolare 7/2019.
I coefficienti riportati in tabella 1 devono essere applicati sia ai parametri di resistenza
(fm, 0, fv0) che ai moduli elastici (E, G).
Per i maschi murari sono possibili i meccanismi di rottura per flessione, per taglio e per
scorrimento. La resistenza Vu del maschio è funzione dei suddetti meccanismi di rottura
e dipende dalle caratteristiche meccaniche e geometriche dell’elemento e dalla tipologia
di muratura di cui è costituito.
Per elementi di nuova costruzione o esistenti con muratura a tessitura regolare, secondo
i punti [Link].1 e [Link].2 del D.M. 17/01/2018 si ha:
Vu min(Vf , Vt ) (1)
mentre, per edifici esistenti con muratura a tessitura irregolare, secondo il punto
[Link].1 del D.M. 17/01/2018 ed il punto C.[Link] della Circolare 7/2019 si ha:
Vu min(Vf , Vs ) (2)
7
dove Vf è la resistenza dell’elemento se il meccanismo di rottura si verifica per flessione,
Vt è la resistenza dell’elemento se il meccanismo di rottura si verifica per taglio, valida
per edifici di nuova costruzione o esistenti con muratura a tessitura regolare (secondo la
teoria allo scorrimento di Coulomb), e Vs è la resistenza dell’elemento se il meccanismo
di rottura si verifica per taglio, valida per edifici esistenti con muratura a tessitura
irregolare (secondo il criterio di Turnesek e Cacovic).
l2 t 0
Mu 0 1 - (3)
2 0.85 fd
dove
Dividendo il valore del momento ultimo ricavato dalla (3) per la lunghezza h0 si ottiene:
Mu l2 t 0
Vf 0 1 - (4)
h0 2 h0 0.85 f
d
dove h0 è la distanza tra la sezione di verifica e la sezione a momento nullo (per elementi
con sola traslazione in testa h0 = h / 2, dove h è l’altezza dell’elemento).
Dalla (3) si ottiene il momento ultimo del maschio murario, mentre dalla (4) si ottiene il
corrispondente taglio Vf che compare nella (1) e nella (2).
La (3) è una funzione parabolica, dove in ascissa si riporta la tensione media a
compressione (o in alternativa lo sforzo normale) a cui è sottoposto il maschio murario
ed in ordinata il corrispondente momento flettente. Nella figura 1 si riporta un tipico
esempio di dominio resistente per pressoflessione. Come si vede dalla figura, sono
ammessi soltanto azioni assiali di compressione (non sono ammesse trazioni). Il
momento ultimo è nullo in corrispondenza dell’origine degli assi (per sforzo normale nullo
il momento flettente corrispondente è nullo). La resistenza a pressoflessione aumenta
con legge parabolica fino a raggiungere la tensione normale media pari a 0.85 ꞏ fd / 2. Per
quest’ultima tensione il momento assume il seguente valore:
0.85 fd l2 t
Mu, max
8
8
Per valori maggiori della tensione normale, il momento decresce con legge parabolica
fino a raggiungere il valore nullo. Tale valore si ottiene per il valore della tensione
normale media pari a 0.85 fd.
Nei maschi murari sollecitati da azione assiale ed orizzontale, quando viene superata la
resistenza a trazione (convenzionale) della muratura, si formano lesioni, generalmente
nella parte centrale dell’elemento, con andamento diagonale (circa 45° rispetto all’asse
del maschio stesso). Tale meccanismo si valuta attraverso la nota espressione di
Turnesek e Cacovic sotto riportata:
dove
Dalla (5) si ottiene che la resistenza a taglio per fessurazione diagonale, come per il
caso della pressoflessione, dipende dallo sforzo normale. Nella figura 2 si riporta un
tipico andamento della resistenza a taglio in funzione della tensione normale.
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Figura 2 – Taglio resistente in funzione della tensione normale media
f n
Vt fvd l1 t v0m l1 t (6)
γm
dove
Nella figura 3 si riporta l’andamento della resistenza a taglio in funzione della tensione
normale. Come si vede dalla figura, l’andamento della resistenza allo scorrimento non
assume andamento lineare. Il motivo di tale non linearità è dovuto alla parzializzazione
della sezione sotto l’effetto dei carichi orizzontali. L’elemento sottoposto ad azione
assiale ed orizzontale è soggetto ad eccentricità. Per valori bassi dell’azione assiale,
l’eccentricità tende ad assumere valori elevati, provocando elevati valori di
parzializzazione della sezione. Per effetto della suddetta parzializzazione, la resistenza a
taglio può essere nulla anche per valori dello sforzo assiale di compressione maggiore di
zero1.
1
Per approfondimenti sui meccanismi di rottura si rimanda al testo riportato in bibliografia Metodi di calcolo
e tecniche di consolidamento per edifici in muratura.
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Figura 3 – Resistenza a scorrimento in funzione dello sforzo normale
La resistenza fuori dal piano di un maschio murario si può valutare attraverso la verifica
a pressoflessione o attraverso la verifica dei meccanismi locali (ribaltamento semplice,
flessione verticale, flessione orizzontale, ecc.).
In analogia con quanto riportato nel paragrafo 3.1, la resistenza a pressoflessione fuori
dal piano si valuta attraverso la relazione (3), scambiando la lunghezza (l) della parete
con lo spessore (t):
t2 l 0
Mu 0 1 - (7)
2 0.85 f
d
L’ascissa corrispondente al valore massimo del momento resistente e quella relativa alla
massima compressione del dominio rimangono uguali a quelle viste nel paragrafo 3.1
relativamente alla pressoflessione nel piano. Varia il valore del momento. Ovviamente,
per i maschi murari la cui lunghezza è maggiore dello spessore, il momento resistente
fuori dal piano è minore di quello valutato nel piano per via dell’esponente quadrato che
appare nella (4) e nella (7). Ovviamente, per elementi quadrati le due resistenze
coincidono.
Il comportamento fuori piano di una parete può essere valutato attraverso l’analisi dei
meccanismi locali. Tra le tipologie di meccanismo più comuni per gli edifici in muratura
troviamo i seguenti:
- ribaltamento semplice;
- flessione verticale;
- flessione orizzontale;
- ribaltamento composto;
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- ribaltamento del cantonale;
- sfondamento del timpano.
Il consolidamento con intonaco armato ha effetti sia sulle verifiche nel piano che su
quelle fuori piano. Si riporta di seguito il comportamento del maschio murario consolidato
con intonaco armato per tutti i meccanismi di rottura sopra riportati.
Figura 4 – Dominio a pressoflessione per maschio murario consolidato con intonaco armato
Per quanto concerne la resistenza a pressoflessione nel piano, come si evince dalla
figura 4, per piccoli valori dello sforzo normale, il beneficio del consolidamento è
trascurabile. Per esempio, in corrispondenza dello sforzo normale N1, il corrispondente
2
Per approfondimenti sull’analisi dei meccanismi locali si rimanda al testo riportato in bibliografia Metodi di
calcolo e tecniche di consolidamento per edifici in muratura.
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momento resistente M1,c della parete consolidata è pressoché coincidente con quello
M1,nc della parete non consolidata. Al contrario, aumenta notevolmente per valori elevati
dello sforzo normale. Per esempio, in corrispondenza dello sforzo normale N2, il
corrispondente momento resistente M2,c della parete consolidata è molto maggiore di
quello M2,nc della parete non consolidata. In fine, il consolidamento con intonaco armato
consente di raggiungere valori dello sforzo normale maggiori di quelli possibili in assenza
di consolidamento (Nc maggiore di Nnc – vedi figura 4). In corrispondenza dello sforzo
normale N3 si ha un momento resistente maggiore di zero (cosa non possibile in assenza
di consolidamento). In definitiva, il consolidamento aumenta la resistenza a
pressoflessione dell’elemento per grandi valori dello sforzo normale (per esempio, per
pareti ai piani inferiori, generalmente soggetti ad elevati valori dello sforzo normale). Al
contrario, è poco adatto per pareti sottoposti a bassi valori dello sforzo normale (per
esempio, per pareti scariche ai piani alti della struttura).
L’incremento di resistenza di un maschio murario può essere legato anche all’incremento
dello spessore dell’elemento nel suo complesso. Se t è lo spessore della parete in
assenza di consolidamento e ts lo spessore della singola lastra, lo spessore da
considerare nella relazione (3) è t + 2 ꞏ ts (c’è da sottolineare che il contributo
all’incremento dello spessore non tutti gli autori lo considerano, per molti se ne tiene
conto nel coefficiente di tabella 1).
La resistenza a taglio nel piano di un maschio murario è governata dalla relazione (5). In
tale relazione compare la resistenza tangenziale della muratura (0d) e lo spessore t. A
seguito del consolidamento, aumenta la suddetta resistenza secondo le indicazioni
riportate nella tabella 1. Nella figura 5 si riporta il dominio a taglio per il maschio murario
consolidato con intonaco armato.
Figura 5 – Dominio a taglio per maschio murario consolidato con intonaco armato
13
Per quanto concerne la resistenza a taglio nel piano, come si evince dalla figura 5, il
beneficio del consolidamento si manifesta sia per valori bassi dello sforzo normale che
per valore alti. Come si vede dalla figura, si ha un incremento di resistenza a taglio sia in
corrispondenza dello sforzo normale N1 che in corrispondenza dello sforzo normale N2.
Inoltre, come per il caso della pressoflessione, sono possibili valori dello sforzo normale
non raggiungibili in assenza di consolidamento (vedi sforzo normale N3 in figura).
L’incremento in ascissa del dominio è direttamente legato al dominio a pressoflessione
(legato alla relazione (3). La relazione (5) non stabilisce limiti in termini di sforzo
normale).
Anche in questo caso, l’incremento di resistenza del maschio murario può essere legato
all’incremento dello spessore dell’elemento nel suo complesso. Si consulti l’ultima parte
del paragrafo precedente.
Figura 6 – Dominio a scorrimento per maschio murario consolidato con intonaco armato
Anche per la resistenza a scorrimento, come per la resistenza a taglio, il beneficio del
consolidamento si manifesta sia per valori bassi dello sforzo normale che per valore alti
(vedi figura 6). Valgono le stesse considerazioni viste nel paragrafo precedente.
Anche in questo caso, l’incremento di resistenza del maschio murario può essere legato
all’incremento dello spessore dell’elemento nel suo complesso. Si consulti l’ultima parte
del paragrafo 5.1.
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5.4 – Resistenza a pressoflessione fuori dal piano di un maschio murario
consolidato con intonaco armato
Per la pressoflessione fuori dal piano valgono le stesse considerazioni viste per la
pressoflessione nel piano (vedi paragrafo 5.1). Si ottengono gli stessi effetti migliorativi.
5.5 – Resistenza fuori dal piano valutata attraverso l’analisi dei meccanismi locali
di pareti in muratura consolidate con intonaco armato
Ai fini della verifica fuori piano secondo l’analisi dei meccanismi locali, l’intonaco armato
può portare effetti migliorativi alla resistenza della parete solo se le armature sono
efficacemente ancorate ad altre parti di struttura, quali per esempio, cordoli, travi di
fondazioni, pareti ortogonali, ecc.
Nella figura 7 si mette in evidenza come le armature del consolidamento ancorate nel
cordolo o nelle pareti sottostanti (anche queste consolidate con intonaco armato) si
oppongono al ribaltamento della parete. L’insieme delle armature esercitano un effetto
stabilizzante Fc. Se la parete ruota intorno al punto C, le armature del consolidamento si
oppongono al ribaltamento con una coppia Mc = Fc ꞏ (t + 1.5 ꞏ ts), dove t è lo spessore
della parete e ts quello di una singola lastra di calcestruzzo.
Anche l’ancoraggio delle reti tra pareti ortogonali fornisce una valida opposizione alla
rotazione della parete fuori dal proprio piano (vedi figura 8). Le armature della parete
consolidata con intonaco armato devono essere efficacemente ancorate nelle pareti
ortogonali, anche queste ultime consolidate con intonaco armato. Quando la parete
tende a ruotare intorno alla cerniera C (vedi figura 9), le armature si oppongono alla
rotazione generando delle forze concentrate in corrispondenza delle barre orizzontali di
armatura.
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Figura 8 – Ancoraggio delle armature nei muri ortogonali
Esempio 1
Soluzione
Dalla tabella riportata nel punto C8.5.3.1 della Circolare 7/2019 (vedi tabella 2) è
possibile ricavare i valori base dei parametri meccanici.
fm 0 fv0 E G
[daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] w
Tipologia di muratura
[daN/m3]
min - max min - max min - max min - max min - max
Tenendo inoltre conto del livello di conoscenza LC1, occorre considerare i valori minimi
riportati in tabella per le resistenze ed i valori medi per i moduli elastici. Dalla tabella 2 si
ottengono i valori dei parametri meccanici riportati nella tabella 3.
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fm 0 fv0 E G
Tipologia di muratura
[daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2]
Muratura in mattoni pieni e malta di
26.0 0.50 1.30 15000 5000
calce
Tabella 3 – Valori medi dei parametri meccanici (punto C8.5.3.1 della Circolare 7/2019)
fm 26.0
fd 9.63 daN / cm2
m FC 2 1.35
0 0.50
0d 0.18 daN / cm2
m FC 2 1.35
fv0 1.30
fv0d 0.48 daN / cm2
m FC 2 1.35
Nella tabella 4 si riportano i valori di calcolo dei parametri meccanici per la muratura non
consolidata.
fd 0d fv0d E G
Tipologia di muratura
[daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2]
Muratura in mattoni pieni e malta di
9.63 0.18 0.48 15000 5000
calce
Tabella 4 – Valori di calcolo dei parametri meccanici della muratura in assenza di consolidamento
Tenendo conto dei parametri meccanici riportati nella tabella 4, si ottengono i domini
riportati nella figura 10 (curve senza intonaco armato).
Per tenere conto degli effetti del consolidamento, occorre moltiplicare sia le resistenze
che i moduli elastici per il coefficiente correttivo corrispondente riportato in tabella 1, che
per la muratura di cui è costituita la parete assume il valore 1.5 (muratura in mattoni pieni
e malta di calce). Nella tabella 5 si riportano i valori di calcolo dei parametri meccanici
della muratura tenendo conto del consolidamento.
fd 0d fv0d E G
Tipologia di muratura
[daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2] [daN/cm2]
Muratura in mattoni pieni e malta di
14.44 0.27 0.72 22500 7500
calce
Tabella 5 – Valori di calcolo dei parametri meccanici della muratura tenendo conto del consolidamento
Tenendo conto dei parametri meccanici riportati nella tabella 5, si ottengono i domini
riportati nella figura 10 (curve con intonaco armato).
In figura 10 vengono confrontati i domini di resistenza a flessione (“a” di figura) e taglio
(“b” di figura) del maschio consolidato e non consolidato.
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Figura 10 – Dominio a pressoflessione (a) e taglio (b) per il maschio murario con e senza intonaco armato
Esempio 2
Data la parete riportata in figura 11, consolidare con intonaco armato ed effettuare le
verifiche dei maschi murari.
Dati
Ai fini dello scopo del corrente esempio si effettuano alcune semplificazioni. Ogni
maschio murario si considera con altezza pari a quella dell’interpiano (h = 400 cm). Sotto
queste condizioni, dal punto di vista geometrico i maschi murari diversi sono due, uno di
lunghezza pari a 250 cm e l’altro di lunghezza pari a 300 cm. Nella tabella 6 si riportano
le sollecitazioni di interesse per ogni singolo maschio murario3. Il numero corrispondente
del maschio murario è riportato nella figura 12.
Valori minimi e massimi delle sollecitazioni di calcolo per i maschi murari della parete
3
Le sollecitazioni sono state ricavate per un altro esempio svolto nel testo La progettazione delle
sopraelevazioni su edifici esistenti in muratura dello stesso autore. Per evitare inutili lungaggini in questo
contesto, per approfondimenti si rimanda al suddetto testo.
20
Per la simmetria della parete si effettuano le verifiche solo dei maschi murari 1, 2, 5, 6, 9
e 10. La verifica si effettua al piede di ogni singolo maschio murario.
Poiché la muratura è uguale a quella dell’esempio precedente, il livello di conoscenza
assunto è LC1, i parametri meccanici di calcolo del materiale sono quelli riportati in
tabella 4.
Verifica a pressoflessione
Tenendo conto della geometria dei maschi murari e dei parametri meccanici riportati in
tabella 4, è possibile definire i domini di resistenza. Nella figura 13 si riportano i domini di
resistenza a pressoflessione dei maschi murari ed i relativi stati sollecitazionali. Il
dominio di minore dimensione (sinistra in figura) si riferisce ai maschi murari con
lunghezza pari a 250 cm (maschi murari 1, 4, 5, 8, 9, 12), mentre quello di maggiore
dimensione (destra in figura) si riferisce ai maschi murari con lunghezza pari a 300 cm
(maschi murari 2, 3, 6, 7, 10, 11). Per ogni maschio murario vengono riportate sul grafico
le sollecitazioni di tabella 6. Le sollecitazioni vengono accoppiate in modo da coprire
l’inviluppo di tutte le combinazioni. Nel punto che rappresenta uno stato sollecitazionale
si riporta il numero del maschio murario corrispondente e la coppia di sollecitazioni (Nd,
Md). In grassetto gli stati sollecitazionali non verificati.
Come si vede dalla figura, rimangono fuori dal dominio soltanto i maschi murari 1 e 2
(per la simmetria della parete anche i maschi murari 3 e 4) per il valore maggiore dello
sforzo normale sollecitante. Nella figura 14 vengono messi in evidenza i maschi murari
non verificati a pressoflessione.
21
Figura 14 – Maschi murari non verificati a pressoflessione
Poiché lo sforzo normale per cui si ottiene l’esito negativo della verifica assume un
valore alto, per quanto detto sopra è adatto il consolidamento con intonaco armato. Si
consolidano con intonaco armato gli elementi 1, 2, 3 e 4 (vedi figura 15).
Consolidando la parete con intonaco armato per come riportato in figura 15, si ottengono
i domini di resistenza a pressoflessione riportati in figura 16. I parametri meccanici della
muratura da assumere sono quelli riportati in tabella 5.
A seguito del consolidamento, gli stati sollecitazionali di tutti gli elementi sono interni ai
domini di resistenza a pressoflessione, per cui verificati. Per la verifica a pressoflessione,
il consolidamento con intonaco armato risulta essere efficace. I punti esterni ai domini in
assenza di consolidamento risultano essere abbondantemente compresi in quelli in
presenza di consolidamento.
22
Figura 16 – Domini di resistenza a pressoflessione in presenza di consolidamento
Tenendo conto della geometria dei maschi murari e dei parametri meccanici riportati in
tabella 4, è possibile definire i domini di resistenza per taglio diagonale. Nella figura 17 si
riportano i suddetti domini e gli stati sollecitazionali degli elementi.
23
Come si vede dalla figura, rimangono fuori dal dominio di resistenza gli stati
sollecitazionali relativi a tutti i maschi murari di cui è costituita la parete. Nella figura 18
vengono messi in evidenza i maschi murari non verificati a taglio.
Consolidando la parete con intonaco armato per come riportato in figura 19, si ottengono
i domini di resistenza a pressoflessione riportati in figura 20. I parametri meccanici della
muratura da assumere sono quelli riportati in tabella 5.
A seguito del consolidamento con intonaco armato, ai fini della verifica a taglio, la
resistenza della parete aumenta, ma quasi tutti i maschi murari continuano a non
verificare. Rientra nella verifica soltanto il maschio 9 (per simmetria anche il 12). Come si
vede dalla figura 20, per ogni maschio murario c’è uno stato sollacitazionale fuori dal
dominio di resistenza (ad eccezione del maschio 9).
C’è da sottolineare che l’analisi è stata condotta con tecniche lineari che come si sa sono
molto restrittive. Con tecniche di calcolo più adatte (per esempio pushover), il
consolidamento con intonaco armato consente spesso di avere miglioramenti consistenti
sull’esito delle verifiche.
24
Figura 20 – Domini di resistenza a taglio in presenza di consolidamento
Figura 21 – Disposizione errata (a sinistra) e corretta (a destra) di collocare le lastre dell’intonaco armato
25
Innanzitutto, è opportuno che le lastre in calcestruzzo siano realizzate su entrambi i lati
della parete: il consolidamento con la paretina da un solo lato rischia di rendere
l’intervento del tutto inefficace.
L’intonaco armato, visto che modifica notevolmente la distribuzione delle rigidezze della
struttura, deve essere applicato in modo più uniforme possibile in pianta. Applicazioni del
consolidamento in zone concentrate della struttura possono innescare effetti torsionali
molto pericolosi (vedi figura 22).
Figura 22 – Distribuzione in pianta errata (a sinistra) e corretta (a destra) del rinforzo con intonaco armato
Nei casi in cui si abbia l’esigenza di consolidare i piani superiori della struttura, è
opportuno riportare la continuità del consolidamento fino in fondazione (vedi figura 23).
Figura 23 – Distribuzione in elevazione errata (a sinistra) e corretta (a destra) del rinforzo con intonaco
armato
È opportuno inoltre, nei limiti del possibile, rendere il consolidamento sempre solidale
con gli altri elementi circostanti, garantendo la continuità con i muri ortogonali, con le
travi di fondazione e con i cordoli (vedi figura 24). In corrispondenza delle aperture,
occorre applicare il consolidamento anche nello spessore della muratura.
26
Figura 24 – Particolare costruttivo del rinforzo con intonaco armato
27
Bibliografia
Michele Vinci
[Link]
Michele Vinci
28