Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2 visualizzazioni4 pagine

Cap 3

Il documento analizza la scoperta dell'America e l'espansione coloniale di Portogallo e Castiglia nel XV secolo, evidenziando l'intensificazione dei commerci marittimi, le nuove rotte e tecniche di navigazione. La Castiglia, guidata da Cristoforo Colombo, scopre le Americhe nel 1492, mentre il Portogallo si concentra sul commercio delle spezie e sull'esplorazione dell'Africa. Le conseguenze delle conquiste europee includono la distruzione delle culture indigene, l'imposizione di un sistema economico coloniale e l'istituzione di istituzioni per governare le nuove terre.

Caricato da

loremaria87
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2 visualizzazioni4 pagine

Cap 3

Il documento analizza la scoperta dell'America e l'espansione coloniale di Portogallo e Castiglia nel XV secolo, evidenziando l'intensificazione dei commerci marittimi, le nuove rotte e tecniche di navigazione. La Castiglia, guidata da Cristoforo Colombo, scopre le Americhe nel 1492, mentre il Portogallo si concentra sul commercio delle spezie e sull'esplorazione dell'Africa. Le conseguenze delle conquiste europee includono la distruzione delle culture indigene, l'imposizione di un sistema economico coloniale e l'istituzione di istituzioni per governare le nuove terre.

Caricato da

loremaria87
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

CAP.

3 LA SCOPERTA DELL'AMERICA E GLI IMPERI COLONIALI (Portogallo


e Corona di Castiglia).

DOMANDA ESAME: LA SCOPERTA DELL'AMERICA

COMMERCI EXTRAEUROPEI, ROTTE ATLANTICHE E TECNICHE DELLA


NAVIGAZIONE:
Commerci:
Nel XV secolo si intensificano i traffici marittimi tra Mediterraneo (Venezia e
Genova) ed Europa del Nord, infatti:
● crescono i porti atlantici iberici (come Cadice e Lisbona) come scali per la
navigazione costiera.
● le navi italiane raggiungono Londra, Bruges e Anversa (Belgio) seguendo le
coste spagnole e francesi.
● portoghesi e catalani partecipano attivamente ai commerci: i primi esportano
vini, olio e sale, i secondi fanno di Barcellona un importante snodo del
Mediterraneo.
Rotte:
L’aumento dei commerci riprende le rotte già esplorate in passato da genovesi e
catalani:
● essi avevano cercato una via per girare intorno all’Africa e arrivare alle spezie
senza passare dal Levante, dove i commerci erano controllati da Venezia e dai
regni musulmani.
● gli esploratori volevano anche spezzare il controllo dell’oro africano, che era
gestito dai mercanti arabi del Nord Africa.
L’oro arrivava in Europa dalle miniere del Senegal e del Niger, e veniva ottenuto in
cambio di schiavi, sale e tessuti.
● tra 1336 e 1341 i navigatori genovesi scoprono le Canarie, ma vi si stabiliscono
a causa della Peste Nera. Le isole verranno occupate solo nel 1403 dai castigliani
che sterminano gli indigeni e avviano la coltivazione della canna da zucchero.
Tecniche:
Nel Quattrocento arrivano nuove tecniche navali dal Nord Europa:
● nascono nuove imbarcazioni adatte all’Atlantico, come la caravella e il galeone
che possiedono molte vele, cannoni e grande capacità di trasporto.
● si diffondono strumenti fondamentali come bussola e astrolabio.
● si sviluppa anche la cartografia: si parte da mappe rudimentali, ma utili alla
navigazione, mentre cresce la richiesta di mappe affidabili per le nuove rotte.
Infatti nel 1409 viene riscoperta e tradotta la Geografia di Tolomeo, che rinnova
completamente la scienza cartografica. In questo clima, a Firenze, l’umanista
Toscanelli realizza una nuova carta nautica ispirata a Tolomeo e la invia al re del
Portogallo per indicare il percorso più rapido per raggiungere le Indie.

ALLA CONQUISTA DELL'ORIENTE: IL PORTOGALLO TRA QUATTRO E


CINQUECENTO:
■ PORTOGALLO e commercio delle spezie:
Nella seconda metà del '300 la dinastia degli Aviz favorisce l'ascesa dei ceti
mercantili a scapito dell'aristocrazia feudale e lo stesso Principe Enrico il
Navigatore investe in attività marittime sia commerciali che esplorative:
● infatti nel 1415 conquista Ceuta (africa settentrionale) e colonizza le isole di
Madera (introducendo la coltivazione della canna da zucchero, che era considerata
una spezia preziosa), Porto Santo e Azzorre;
● vengono esplorate le coste dell'Africa occidentale (Capo Verde, Sierra Leone,
golfo di Guinea) per approvvigionarsi oro e schiavi per le piantagioni di canna da
zucchero.
Cresce così l'idea di raggiungere le Indie via mare. (Le "Indie" erano i
territori dell’Estremo Oriente da cui provenivano le spezie preziose (come pepe,) e
altri beni esotici come seta e oro; dunque India, Indonesia, Cina meridionale ecc...
L'obiettivo: I portoghesi esploravano l’Africa per trovare una rotta marittima
per arrivare alle Indie, cioè ai paesi dell’Asia ricchi di spezie, seta, oro e
beni preziosi!!! (Obiettivo comune alla Castiglia).
● Nel corso delle loro spedizioni i portoghesi fondano lungo la costa africana basi
per rifornimenti e commercio, superano Capo di Buona Speranza e arrivano a
Calicut (l'ordierna India) aprendo la rotta delle spezie.
Problemi nel commercio: il commercio delle spezie rimaneva però problematico
sia perché era controllato da mercanti arabi, sia perché il principale mezzo di
pagamento accettato era l'argento (e i portoghesi ne avevano poco).
Strategia aggressiva: a questo punto approfittando dei conflitti tra i principi
locali per imporre prezzi bassi.
● nel 1500 si insediano a Cochin (città rivale di Calicut) per commerciare le spezie
e dopo 2 anni Calicut viene bombardata il il sovrano viene obbligato agli scambi
col Portogallo.
●nel 1505 i portoghesi creano stazioni commerciali sia in Africa che in India per
controllare le rotte dell’Oceano Indiano e bloccare le vie tradizionali verso il Mar
Rosso e il Golfo Persico).
Reazione: il sultano d’Egitto, con l’appoggio di Venezia (che tra l'altro aveva gli
stessi interessi commerciali minacciati dai portoghesi), interviene per tutelare gli
interessi dei mercanti arabi.
Strategia portoghese: mirava a monopolizzare il commercio delle spezie e
vendere in Europa a prezzi più bassi rispetto a Venezia.
Basi principali: Goa (India), Malacca e Macao (Cina).
Le spezie diventano monopolio reale; la corona acquista in Asia e rivende in
Europa, gestendo anche argento e corallo.
Tuttavia la strategia portoghese funziona solo per un periodo breve, infatti la
conquista di Siria ed Egitto da parte degli Ottomani e la loro alleanza con Venezia
nel 1520 rendevano difficile ai portoghesi bloccare le rotte tradizionali delle spezie
verso l'Europa, perché questi territori controllavano i passaggi principali e le merci
potevano continuare a passare normalmente.
A tutto ciò si aggiungeva anche il contrabbando di spezie.

SCOPERTA E SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE DEL NUOVO MONDO:


(scoperta dell'America)
■ CASTIGLIA:
Alla fine del '400 anche la Castiglia (regno situato nell'attuale Spagna e
governata dai re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona), così come il
Portogallo, voleva raggiungere l'Asia per ottenere spezie, oro, seta e altri beni
preziosi, ma mentre i portoghesi cercavano la rotta costeggiando l’Africa, la
Castiglia (non potendo competere in quel territorio essendovi già i portoghesi)
decise di tentare una nuova via attraverso l’Atlantico.
● Qui Cristoforo Colombo (esploratore e navigatore genovese) propose alla
regina Isabella un viaggio verso Occidente per raggiungere la Cina, basandosi
sull’idea della sfericità della Terra. Il progetto era stato dapprima presentato al
Portogallo che però rifiutò di finanziarlo perché troppo costoso e rischioso. Cosi
Colombo decise di proporlo a Isabella che finanziò la spedizione insieme a
mercanti genovesi, permettendo a Colombo di partire.
(PS PER ME: gli esploratori potevano prestare servizio anche per sivrani stranieri se
ingaggiati e finanziati).
● Il 12 ottobre 1492, le tre navi di Colombo approdarono su un’isola che egli
chiamò San Salvador, situata nell’America settentrionale, nella zona dei Caraibi.
Colombo credeva di aver raggiunto il Giappone (all’epoca chiamato Cipango),
convinto che la sua missione fosse trovare una nuova rotta verso l’Asia.
● Nel 1493 quando Colombo tornò in Spagna iniziarono le esplorazioni delle
nuove terre a ovest dell’Atlantico cioè le Americhe (Nord, Centro e Sud America) e
le isole dei Caraibi considerate dai sovrani europei “nuove terre” da conquistare e
dividere tra Castiglia e Portogallo.
● Qui per evitare dispute riguardo la delimitazione dei rispettivi diritti, le due
corone firmano il Trattato di Tordesillas stabilendo che le terre a ovest di una
linea tracciata dalle isole Azzorre (a ovest nel Portogallo, nell’Atlantico) spettavano
alla Castiglia mentre quelle a est al Portogallo, arrogandosi il diritto di sovranità su
territori già abitati da popolazioni indigene. Grazie a questo accordo, ai portoghesi
fu assegnato l’attuale Brasile.
● nel 1501 il viaggio di Amerigo Vespucci (navigatore ed esploratore italiano)
dimostrò che le terre scoperte da Colombo non facevano parte dell’Asia, ma erano
un nuovo continente: e mentre i navigatori della Castiglia continuavano a
cercare una rotta verso l’Oriente, Ferdinando Magellano, portoghese al servizio
dell’imperatore Carlo V, tentò la circumnavigazione dell’America (1519-1522),
riuscendo solo parzialmente a causa delle difficoltà e delle perdite umane.

Castiglia:
- la Corona Castigliana autorizzò lo sfruttamento delle terre americane: gli indigeni
furono costretti a cercare oro e a lavorare nelle miniere, e molti morirono a causa
di malattie e sfruttamento.
- la diminuzione della popolazione locale portò all’uso di schiavi africani.
- l'obiettivo della Castiglia era trovare oro espandendosi in America
- incontrarono civiltà avanzate ma vulnerabili come Aztechi (Messico) e Inca
(Perù), che furono sottomesse grazie a armi da fuoco, cavalli, malattie e conflitti
interni,
- inoltre i conquistadores imposero sottomissione, tributi e saccheggio.

Portogallo:
- iniziò lentamente la colonizzazione del Brasile, dividendo la costa in feudi.
- e poi, nel 1549, assumendo il controllo diretto con la nomina di un governatore
generale.

LA NASCITA DELLA SOCIETÀ COLONIALE AMERICANA:


Conseguenze delle conquista europee:
● una delle principali conseguenze della conquista europea fu la distruzione
della religione e della cultura delle popolazioni americane. La loro sconfitta
militare fu vista infatti come la sconfitta delle divinità locali, causandone un forte
trauma psicologico.
I conquistadores, inoltre, distrussero templi e statue, imponendo il loro Dio, mentre
la Chiesa evangelizzava gli indigeni, eliminando le loro credenze tradizionali e
imponendo valori europei, spesso con eccessiva violenza. Le popolazioni
americane subirono sfruttamento, schiavitù e stravolgimento sociale e culturale.
● dopo le esplorazioni e le conquiste, la Corona Castigliana comincia a creare delle
istituzioni per governare le terre. A causa della forte diminuzione della
popolazione indigena, gli abitanti vengono raggruppati nei villaggi e le loro terre
vendute. Gli indigeni sono costretti a lavorare nelle grandi fattorie, coltivando
banane, tabacco, caffè e canna da zucchero.
● si passa gradualmente dal pagamento dei tributi con prodotti o attraverso il
lavoro, al pagamento in denaro, obbligando gli indios a partecipare all’economia
monetaria e a ricevere un salario per le attività che dovevano svolgere.
● città e villaggi vengono organizzati secondo schemi europei, istituendo municipi
con notevoli poteri a causa della distanza dalla madrepatria.
● per limitare i conflitti tra i conquistadores nello sfruttamento delle risorse
nasce l’istituto giuridico dell’Encomienda de Indios, che regola il lavoro e i
tributi degli indigeni. Essa prevedeva che il sovrano affidasse a ciascun
conquistadores un certo numero di indigeni a cui insegnare la fede cattolica.
Inoltre mentre gli indigeni erano obbligati a lavorare senza essere pagati, i
conquistadores in cambio del controllo sugli indigeni e sui territori dovevano
fornire servizio militare alla Corona.
● tensioni derivanti dall'encomienda: Ferdinando d'Aragona, temendo la
nascita di un’aristocrazia locale troppo potente, approvò le Leggi di
Burgos, accettando l’encomienda ma ribadendo che gli indigeni dipendevano dal
sovrano, anche se le terre erano di fatto controllate dai conquistadores.
Le encomiendas rimasero fondamentali nella società coloniale fino alla fine del
Cinquecento, quando la drastica diminuzione della popolazione indigena ne ridusse
l’importanza.
● aspetto economico: la Corona Castigliana cerca di controllare e ottenere il
massimo profitto dai commerci con le colonie americane. Nel 1503 viene istituita a
Siviglia la Casa de la Contratación, ufficio regio che controlla commercio, tasse
e leggi legate alla navigazione. Accanto a essa nasce il
Consolato, un'associazione privata dei mercanti che stabilisce prezzi e quantità
delle merci e garantendo grandi profitti.
Il commercio con le colonie infatti era molto redditizio per l'Europa: i coloni
compravano cibo e oggetti dall’Europa e in cambio spedivano oro, perle, zucchero,
cuoio, legno pregiato e coloranti; inoltre dopo il 1570 l’argento del Messico e del
Perù diventa la principale esportazione.
Col tempo, i coloni americani hanno cominciato a richiedere prodotti di qualità e di
lusso invece delle merci di base provenienti dalla Spagna. Questo ha permesso ai
mercanti portoghesi, francesi e inglesi di introdurre di nascosto le proprie merci,
violando il monopolio spagnolo.

Potrebbero piacerti anche