POSITIVISMO
appunti
La scienza viene applicata a tutti i campi, Autori di questo movimento fanno sempre
riferimento alla realtà concreta cioè alla realtà sensibile proveniente dai cinque sensi punto.
Cesare Lombroso è uno studioso italiano fondatore dell'antropologia criminale, che propone
di applicare la scienza anche alla psicologia alla sociologia all'antropologia anche a tutte
quelle che poi sono diventate delle Scienze Ma che prima non avevano una valenza
scientifica e oggettiva. si pensava che queste discipline non avessero a che fare con
qualcosa di scientifico. Lombroso ammette che dai caratteri somatici di una persona posso
capire se si tratta o no di un delinquente. Questo ovviamente verrà poi dimostrato non vero
punto Lombroso prima fonda Questa teoria e attraverso lo studio scientifico dai delinquenti
arriva a dire che l'unica causa del comportamento dei delinquenti non è di carattere morale
ma di carattere sociale e genetico. hanno acquisito dei geni che vengono trasmessi
all’eredità. la pena quindi per i delinquenti deve essere non deve essere un castigo Ma la
società si deve prendere il compito di rieducare queste persone per difendere e migliore e
migliorare la società. Se una persona vive cresce in un certo contesto sociale in cui gli
insegnano a rubare lui sicuramente avrà più possibilità di diventare un ladro. l'ambiente e il
contesto sociale è determinante per lo sviluppo della persona punto gli studi scientifici Sono
applicati a comportamenti modo di essere atteggiamenti che sembrava non avessero niente
a che fare con la scienza. nascerà poi anche la psicanalisi con Freud. In questo periodo
Darwin fonda anche la sua teoria che sostiene che il più forti quelli che si adattano meglio
alla realtà e alla situazione che li circondano son quelli che riusciranno a resistere e che
schiacceranno i più deboli. Questa teoria si sposa con l'imperialismo e la dittatura. infatti Le
dittature trovavano sempre la giustificazione in quanto si ritenevano i paesi più forti in quanto
tali potevano avevano il diritto di schiacciare e conquistare quelli più deboli. Scienza occupa
spazi sempre più ampi Infatti anche nella teoria di Marx si parla di socialismo scientifico
entra a far parte anche in ambiti Come la politica che Sempre stati distanti da essere provati
scientificamente e oggettivamente. a fine 800 ci troviamo di fronte a uno sviluppo industriale
che comporta anche a varie invenzioni ad esempio le prime ferrovie. questo però incide
ovviamente sul campo economico perché e nascono anche i grandi magazzini. a Parigi nel
1898 si tiene l'Expo che è il simbolo del Progresso delle innovazioni e che ha come suo
simbolo la Torre Eiffel. le città si sono industrializzate. diventano delle metropoli che è anche
un altro simbolo del Progresso, e in generale abbiamo un miglioramento delle condizioni
della vita degli uomini. dall'altra parte è Importante sottolineare il degrado delle famiglie più
povere che abitavano nelle periferie delle città che passavano tutto il giorno a lavorare ed
erano sottopagati questa classe sociale costituisce il proletariato. è importante ricordare tutte
le piaghe sociali al livello Genny igienico e i problemi di delinquenza che non ho ancora
molto diffusi al tempo. questo sviluppo vede in primo piano la classe Borghese che però non
ha solo aspetti positivi. il grande sviluppo comporta Anche i grandi problemi È una
grandezza In senso positivo e negativo.
libro 160-163
Il primo atteggiamento della nuova mentalità che diviene egemone in questi periodo prima in
ambito europeo e poi anche in Italia è il positivismo. le grandi potenze europee iniziano il
loro cammino verso lo sviluppo capitalistico moderno e verso l'industrializzazione e abbiamo
nuove scoperte e siamo di fronte a un progresso. la Tura positivista ha le sue basi nel rapido
sviluppo del capitalismo industriale e nei profondi mutamenti delle strutture sociali dei modi
di vita delle ideologie. Positivismo non coincide con qualcosa di ottimista una visione
ottimista Ma compositivo si tratta di qualcosa dimostrabile attraverso la scienza qualcosa di
concreto e tangibile e i positivismo si occupa della dello studio della realtà attraverso il
metodo sperimentale basato su dati che vengono procurati dalla sensibilità. il presupposto
fondamentale della cultura positivistica sono anche le importanti scoperte scientifiche che si
verificano in questo periodo e sembrano dare inizio ad una nuova era di prodigiose
conquiste. abbiamo l'espansione della produzione lo sfruttamento di risorse naturali che
hanno dato alla luce nuovi studi scientifici e nuove applicazioni tecnologiche. un presupposto
non meno importante è sempre la maggiore diffusione del sapere e dell'Istruzione che da un
lato aumenta il benessere sociale e dall'altro esige maggiori Conoscenze per il suo sviluppo.
questo insieme di fattori determina in ambito europeo un clima di fiducia entusiastica nelle
forze dell'uomo nelle sue possibilità e soprattutto nelle possibilità del sapere scientifico e
tecnologico Questo si traduce in un vero e proprio culto della Scienza e della Tecnica punto
la Conoscenza scientifica è l'unica possibile è il metodo della scienza è l'unico valido,
Pertanto il ricorso ai Principi che escludano il metodo scientifico non danno luogo a una vera
conoscenza. da qui abbiamo il rifiuto di ogni visione di matrice religiosa metafisica idealistica
e la convinzione che tutto il reale sia un gioco di forze materiali fisiche chimiche biologiche
regolate da Ferre leggi meccaniche e deterministiche. il positivista crede che si debba
fondare la realtà solo sui fatti osservabili e dimostrabili sperimentalmente punto il metodo
della Scienza poiché è l'unico Valdo va esteso a tutti i campi compresi l'uomo la società
anche quelle realtà che una volta si ritenevano spirituali nessun aspetto del reale deve
sfuggire all'indagine scientifica che si esercita allo stesso modo sui fenomeni naturali Ma
anche sulla psicologia dell'uomo sulle sue idee e sui suoi sentimenti sui suoi comportamenti
e anche sulla cultura e l'arte. la scienza ci dà gli strumenti per conoscere e spiegare la realtà
ci consente anche di dominarla, Da qui deriva la fede positivistica nel Progresso garantito
dalle numerose conquiste scientifiche in ogni campo che consentono di piegare la realtà la
nostra volontà e riorganizzare la società in modo più razionale e giusto assicurando
all'umanità la liberazione dei mari fisici e sociali lo sviluppo delle risorse del benessere e una
crescita della civilizzazione. Ovviamente però la storia della Cultura e della società è molto
complessa e al suo interno vi sono tendenze più o meno contrastanti. un esponente tipico
della fiducia positivistica nella forza del Progresso è Carducci ma lui c'è anche una fortissima
componente romantica che si manifesta per il disgusto e la paura della modernizzazione che
può portare alla corruzione alla caduta degli ideali egli rifiuta il presente e si rifugia in un
sogno di Eroismo e bellezza proiettato nel passato. un altro autore molto importante Verga
che dimostra come la realtà sia sempre più complessa. in Verga ci sono molte componenti
anti capitalistiche e antimoderniste tipiche romantiche, Si manifestano nel vatteggiamento
del mondo arcaico della campagna come un luogo genuino di innocenza e semplicità e
umiltà e difende i valori che la modernità sta distruggendo punto dall'altro lato si afferma in
lui una visione radicalmente naturalistica della realtà che lo porta a studiare con rigore i
meccanismi della lotta per la vita in tutti gli ambienti sociali a porsi di fronte alla moderni
Modernizzazione con un atteggiamento esclusivamente conoscitivo. Il positivismo si afferma
in Italia grazie alla mediazione di un grande uomo di cultura di formazione idealistica e
romantica Francesco di Sanctis che pur rifiutando le implicazioni deterministiche
materialistiche dello del positivismo in vita allo studio scientifico dei fatti positivi e concreti.
afferma il valore di un mondo spirituale libero dalle leggi deterministiche della natura ma
propone una conciliazione tra ideale e reale attraverso l'uso del metodo positivo nello studio
dei fenomeni. in tal modo si può giustificare teoricamente il realismo moderno un'arte che si
applica allo studio preciso e ciò che è non alle raffigurazioni di entità ideali. In questo periodo
tutto è sottoposto alla scienza e tutto è indagato attraverso dati oggettivi provenienti dalla
realtà. Ad esempio le caratteristiche di un individuo, i suoi atteggiamenti dipendono dalla
genetica, dalla situazione in cui nasce. Qui tutte queste cause che possono essere : fattori
naturali, biologiche, fisiologiche(malattie), economiche, sociali e storiche determinano una
determinata conseguenza ma sono comunque dati oggettivi che provengono dalla realtà
sensibile. io sono cosi ho un certo carattere per delle determinate cause. Un filosofo
importante in questo periodo è Ippolito Taine: che fondò il determinismo che verrà seguito
dal verismo italia, naturalismo francia e realismo inghilterra e russia. T. sviluppa la teoria del
determinismo seconda la quale tutto è studiato attraverso la ragione e la vita umana può
essere studiata attraverso fattori oggettivi che possono condizionare la vita del singolo e
della società. le cause fisiliogiche , biologiche ecc determinano quello che sarà un individuo.
questi dati ogg influiscono su tutti in modo diverso.
IDEOLOGIE POLITICHE
In campo politico l'ideologia egemone resta quella del liberalismo, di eredità risorgimentale;
ma finiscono per smussarsi, in questa età, le contrapposizioni tra liberalismo e democrazia.
Il liberalismo postunitario fu di orientamento fortemente laico. Era un laicismo di matrice
patriottica, nato come risposta all'atteggiamento duramente antirisorgimentale e antiliberale
assunto dalla Chiesa prima e dopo l'unificazione. papa ix invita i cattolici a partecipare alla
vita politica del nuovo stato. Latteggiamento intransigente della Chiesa verso il nuovo Stato
impediva ai catto. lici di partecipare alla vita politica, sia come eletti sia come
elettori.L'opposizione al liberalismo conservatore fu assunta da forme di radicalismo
borghese minoritarie, con scarsa incidenza reale: negli anni Settanta cominciò a diffondersi
l'ideologia anarchica, che si rese responsabile anche di alcuni episodi di terrorismo, come
l'assassinio del re Umberto I nel 1900. Ma l'anarchismo fu presto superato dal diffondersi del
socialismo. Nel 1892 nacque infatti il Partito Socialista Italiano, che si ispirava alle teorie e ai
programmi del marxismo operaio e contadino. Tuttavia 'arretratezza sociale ed economica
per il momento non consentiva in Italia una forte espansione del socialismo (il quale
necessitava di un'ampia base operaia e quindi dell'industria moderna).
L’EDITORIA E IL GIORNALISMO
Con l'unificazione dell'italia il mercato culturale assume dimensioni nazionali, non esistono
gli ostacoli costituiti dalle dogane dei singoli Stati e dalle censure della polizia e i libri e i
periodici possono ormai circolare [Link] dimensione nazionale del mercato da un
potente impulso all'industria editoriale: chi produce libri sa di poter contare su un numero di
acquirenti ben più vasto (ricordiamo comunque che soltanto il 12% della popolazione è in
grado di leggere e scrivere).
La pubblicità comincia ad essere indispensabile per far conoscere e vendere la [Link]
questo gli editori tendono a essere anche proprietari di giornali e periodici, per diffondere i
loro prodotti con recensioni e annunci. Vi sono giornali delle più varie tendenze politiche e in
ciascuno di essi compaiono supplementi dedicati alla cultura, a cui collaborano gli
intellettuali più famosi e che assumono un ruolo culturale di primaria importanza:
LA SCUOLA
Un dato nuovo nel panorama culturale dell'Italia postunitaria è l'introduzione dell'istruzione
elementare obbligatoria. Il nuovo Stato estese dapprima a tutto il territorio nazionale la
legislazione scolastica del Regno di Sardegna (legge Casati del 1859), che prevedeva
l'obbligo di frequenza per un biennio. Le scuole
elementari erano affidate ai Comuni, che però non avevano sufficienti fondi per assicurarne il
funzionamento. Anche la preparazione professionale di gran parte dei maestri era scadente:
spesso non erano neppure in grado di padroneggiare la lingua italiana. Una riforma fu
avviata dalla Sinistra, con la legge Coppino del 1877, che istituiva l'istruzione elementare
obbligatoria fino al nono anno di vita compiuto.
La funzione della scuola elementare era in primo luogo quella di fornire un minimo bagaglio
culturale a tutti («leggere, scrivere e far di conto», come si diceva allo-ra); ma, data
'arretratezza sociale e le profonde differenze di tradizioni e mentalità tra regione e regione, la
scuola aveva anche il compito di amalgamare la popolazione italiana, facendo acquisire alle
masse popolari una coscienza nazionale e civile. E una funzione che emerge chiarissima dal
libro Cuore di Edmondo De Amicis (1886), nella descrizione di una classe elementare
torinese, in cui si mescolano bambini provenienti da tutte le classi sociali che devono tutti
assorbire dall'insegnamento certe virtù civili e l'amore della patria. La gran maggioranza
della popolazione si fermava all'istruzione elementare (quando vi accedeva: l'evasione
dall'obbligo era altissima); una parte raggiungeva un diploma di istruzione tecnica e andava
a formare i ranghi intermedi della piccola borghesia. Un'élite molto ristretta, che usciva dai
licei, arrivava alla laurea e andava a formare la classe dirigente. occupazione
Già negli ultimi decenni del secolo era però visibile il fenomeno della disoccupazione
intellettuale: il sistema produttivo arretrato non era in grado di assorbire tutti i diplomati e i
laureati provenienti da scuole tecniche, licei e università. Il fenomeno desta viva
preoccupazione nella classe politica, come si desume dai dibattiti parlamentari: si temeva
che i giovani intellettuali frustrati nelle loro aspirazioni dessero sfogo alla rabbia ponendosi a
capo dei movimenti di protesta popolari. E in effetti ciò avvenne: molti laureati piccolo
borghesi si avvicinarono al socialismo o militarono nelle sue file.
GLI INTELLETTUALI
Con la fine del periodo risorgimentale, gli intellettuali perdono il ruolo centrale di guida
ideologica, di militanza e di dirigenza politica avevano rivestito negli ultimi guida idealoria di
anche in italia quel confitto tra intellettuale e società che era l'elemento caratterizzante la
cultura romantica europea gia nella prima metà del secolo Cominciano a comparire
atteggiamenti di rivolta e di rifiuto dei valori borghesi. un senso di sconfitta e di frustrazione.
Il fenomeno si affaccia con gli scapigliati che inaugurano da noi stili di vita "maledetti", sul
modello di Baudelaire ( Il Decadentismo, cap. 1, p. 446) e di altri scrittori stranieri, e
introducono tali tematiche nelle loro opere. Un contegno simile, di aspro rifiuto della civiltà
moderna, si riscontra anche nel Verga giovane, vicino agli scapigliati milanesi, oltre che nel
Carducci degli anni Sessanta-Settanta. Il letterato si sente spinto ai margini dai nuovi
processi produttivi e mostra un timore crescente nei confronti della tecnica, che nega i valori
umanistici tradizionali e tende a meccanizzare la vita dell'uomo. Ha orrore dello spirito
affaristico e della razionalità produttiva che hanno trasformato l'arte in una merce per il
mercato. Anche lo scrittore deve affrontare la concorrenza per raggiungere il successo: è il
meccanismo della lotta per la vita, che regola tutta la società, ed è duro e spietato.L'avvento
del mercato della produzione letteraria divide gli scrittori in due grandi campi: - chi rifiuta
disgustato il meccanismo, perseverando a seguire i propri obiettivi artistici senza curarsi
dell'insuccesso di pubblico, o addirittura dando alle stampe libri in tirature limitatissime per
pochi iniziati; - chi accetta il mercato, adattandosi a scrivere per il pubblico, assecondandone
i gusti in vista del successo e del benessere economico.
Alla prima categoria di scrittori appartiene Verga, che non rinuncia alle soluzioni formali che
gli sembrano necessarie anche a prezzo del «fiasco» dei Malavoglia; alla seconda,
nonostante l'ostentato disgusto estetizzante per il mercato, appartiene Gabriele d'Annunzio,
prolifico produttore di best-sellers e abilissimo nel curare l'immagine e nel promuovere
pubblicitariamente la vendita della sua merce letteraria.
L'affacciarsi del conflitto tra gli artisti e la società segna la cessazione dell'impegno politico e
gli scrittori si chiudono nel puro esercizio letterario fine a se stesso.
Anche i veristi, con Verga in testa, rifiutano la subordinazione della letteratura a fini sociali e
perseguono la pura riproduzione "scientifica" del «vero» nella forma letteraria. In Italia lo
scrittore (salvo rare eccezioni, come d'Annunzio) non è ancora in grado di vivere con i
proventi delle sue opere e sono rari ormai (circa il 20%) i casi di intellettuali di origine
aristocratica che vivono di rendita (come Manzoni). La maggior parte di essi (più del 70%)
sono obbligati ad accettare un impiego pubblico, in genere l'insegnamento (Carducci e
Pascoli, ad esempio, sono professori universitari), mentre soltanto il 10% trova
sostentamento nell'industria editoriale, con collaborazioni a giornali, riviste o case editrici.
La figura dell'intellettuale umanista non è più quella dominante, ma si affacciano nuove
figure, create dallo sviluppo della società moderna: il sociologo, il giurista, l'economista, il
fisico, il chimico, il fisiologo, il patologo... Nasce, cioè, l'intellettuale specialista, soprattutto in
campo scientifico. Anche ciò contribuisce alla crisi del ceto dei letterati umanisti tradizionali:
il loro sapere non è più considerato "il sapere" per eccellenza, ma "un tipo di sapere", e deve
adeguarsi alle nuove esigenze della specializzazione e della divisione del lavoro. Ma
l'intellettuale umanista spesso non si rassegna alla declassazione del suo ruolo e reagisce
rivendicando ancora per sé la funzione di guida morale, culturale o civile della nazione. E
può trovare rispondenza nelle esigenze del pubblico: tale è la posizione di Carducci, che da
aspro polemista d'opposizione, giacobino e repubblicano, divenne il poeta ufficiale dell'Italia
umbertina, il cantore dei valori ufficiali e delle glorie patrie. Così d'Annunzio si autoproclama
vate di un'Italia risorta dalla mediocrità borghese, capace di imporre di nuovo il suo dominio
imperiale sul mondo e di far rinascere la bellezza del passato.