Guide Book Rock
Guide Book Rock
La competenza
dei professionisti
32 tutorial
SAFETY ACADEMY
GUIDE BOOK ROCK
CHRIS SEMMEL
Guida alpina e insegnante Pitch perfetti su pareti ripide, raggiungi la vetta
di sci presso l’Associazione insieme al tuo partner di cordata ed assapori la
delle guide alpine e degli libertà: nell‘arrampicata su roccia è l‘esperienza
istruttori di sci tedeschi globale della montagna che conta.
(VDBS) Chi però vuole cimentarsi con le proprie forze sulle
vie d‘arrampicata su roccia ha bisogno di conoscenze
fondate. Soltanto così si possono affrontare vie
d‘arrampicata riconoscendo ed evitando i pericoli.
Per questo motivo ORTOVOX ha sviluppato, in
collaborazione con l’Associazione delle guide alpine
e degli istruttori di sci tedeschi (VDBS) il SAFETY
Iniziativa di sicurezza ACADEMY GUIDE BOOK ROCK. Questo manualetto
di SAFETY ACADEMY, non può in alcun caso sostituire una formazione
dell'ASSOCIAZIONE completa - piuttosto trasmette le prime conoscenze
DELLE GUIDE ALPINE E di base e alcune informazioni sulla teoria
SCIISTICHE e di ORTOVOX dell’arrampicata alpina.
NOTE LEGALI
ORTOVOX SPORTARTIKEL GMBH
Rotwandweg
D-82024 Taufkirchen
Amministratore delegato:
Christian Schneidermeier
info@[Link]
Registro delle imprese del
Tribunale di Monaco di Baviera
HRB 68754
UST-Ident.-Nr. DE129430597
PARETI RICCIOSE SENZA
FINE, ROCCE RIPIDE
E NUOVE SFIDE: CHI
AFFRONTA I TERRENI
ALPINI BEN PREPARATO
E IN SICUREZZA
PUÒ TRASCORRERE
MOMENTI INCREDIBILI
IN MONTAGNA CON IL
PROPRIO PARTNER DI
CORDATA.
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
CONTENUTO
01 06 Tempo
ALPINE BASICS 08 Problemi soggettivi
10 Informazioni sulle rocce
12 Etica dell'arrampicata
13 Difesa della natura
14 Materiale
DISCLAIMER
I contenuti di questo opuscolo sono stati accuratamente ricercati e sono in linea con le direttive dell’Associazione
delle guide alpine e degli istruttori di sci tedeschi (VDBS). Ciò nonostante né ORTOVOX né il VDBS possono essere
ritenuti responsabili per incidenti risultanti da possibili errori di contenuto o a causa di un’applicazione erronea.
Tutte le indicazioni sono senza garanzia.
05
ALPINE BASICS
TEMPO
IL TEMPO È UN FATTORE
DI ESTREMA IMPOR-
TANZA IN OGNI GITA O
ARRAMPICATA IN MON-
TAGNA, SOPRATTUTTO
PER QUANTO CONCERNE
LA SICUREZZA. LE
PREVISIONI DEL TEMPO
HANNO UN RUOLO
MOLTO IMPORTANTE GIÀ TEMPORALE DA CALDO
DURANTE LA PIANIFICA- Si parte presto e si ritorna presto in
caso di pericolo di temporali da caldo.
ZIONE DELLA GITA. MA
I temporali da caldo possono
SONO DECISIVE ANCHE verificarsi anche in situazioni di alta
LE PROPRIE OSSER- pressione stabile.
VAZIONI SUL TEMPO Osservare la tipologia delle nubi:
Cumulus Castellanus
PER RICONOSCERE IN Cumulonimbus (forma ad incudine).
TEMPO UN TEMPORALE Piccole protuberanze torreggianti dai
DOVUTO A CALORE E contorni smerlati (Castellanus)
gettyimages
TEMPORALE FRONTALE
Viene annunciato nei buoni bollettini
metereologici locali.
Le nubi scure sono visibili dalla
direzione del vento.
Porta un peggioramento durevole delle
condizioni metereologiche.
È dovuto per lo più a un calo della
temperatura (formazione di ghiaccio,
caduta di neve alle altezze maggiori).
ASSOLUTAMENTE DA EVITARE:
In nessun caso rimanere sulla vetta durante un temporale, ma scendere
tempestivamente. Nonostante il temporale non agire in modo veloce e
sconsiderato: non muoversi lungo precipizi non assicurati o separarsi dal
partner di cordata / dal gruppo.
07
ALPINE BASICS
PERICOLI SOGGETTIVI
La causa numero uno degli incidenti in montagna è l’uomo stesso. Gli incidenti
sono spesso la conseguenza di sopravvalutazione o di sovraffaticamento dello
scalatore. Chi non riconosce i pericoli o li affronta senza attrezzatura o tattica
adatte, può portare se stesso e il suo partner di cordata in situazioni pericolose.
Riflessione, prudenza, un certo rispetto e una solida formazione sono le premesse
per delle scalate sicure.
TERRENO ALPINO
Rispetto all‘arrampicata sportiva, all‘arram-
picata in ambiente si aggiungono dei fattori
supplementari: scarsità delle protezioni, pessimo
senso dell’orientamento e la lunghezza della
gita possono portare l’arrampicatore al limite sia
fisico che psicologico.
08
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
PERICOLI OGGETTIVI
Rispetto ai pericoli soggettivi – quelli causati da errore umano – l’arrampicatore
non ha un’influenza diretta sui pericoli oggettivi. Con pericoli oggettivi vengono
definiti la caduta di massi, di ghiaccio, crepacci o problemi d’orientamento. Con
tattica e una buona pianificazione questi pericoli possono essere ridotti al minimo.
CADUTA MASSI
La caduta di massi viene spesso causata dall’acqua, dal vento, da animali o da
cordate passate in precedenza. La qualità della roccia può aumentare o ridurre il
problema.
CADUTA DI GHIACCIO
La caduta di ghiaccio è causata da altri arrampicatori o è influenzata
dal caldo.
VALANGHE
Le valanghe non sono un tema importante soltanto per scialpinisti. Anche gli
arrampicatori devono fare attenzione alle valanghe, soprattutto in primavera.
09
ALPINE BASICS
CALCARE
Questa pietra molto diffusa nelle Alpi orientali ha
origine dai sedimenti dei resti di animali, piante e
conchiglie che si trovavano sul fondo del mare.
Le sue caratteristiche (angoli, fori ecc.)
dipendono dalla sua composizione.
GRANITO
Il granito è una roccia ignea intrusiva e si è
formato a seguito del lento raffreddamento di
un magma ritornato in superficie per mezzo
dell’erosione. Caratteristiche sono le sue forme
massicce e le sue fessure verticali e orizzontali.
GNEIS
Il gneis è il risultato di metamorfismo per effetto
delle mutate condizioni di pressione e temperatu-
ra di altre rocce. Caratteristiche sono - come nel
granito strati e fessure orizzontali.
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LEGENDA
Straßburg
Terreni per lo più calcarei
Augsburg Wien
Terreni per lo più scistosi München
Graniti
Terreni in maggioranza a gneis RAX
Salzburg
HOHER HOCHSCHWAB
1:4000000 Basel
secondo Konstanz ZUGSPITZE WILDER KAISER DACHSTEIN
Dijon Pfiffner HOCHKÖNIG
100km O.A., 2010
Zürich SÄNTIS Innsbruck SCHÖCKL Rechnitz
HOCHGOLLING
PARSEIERSPITZE
Bern GROSSGLOCKNER ANKOGEL Graz
OLPERER
TÖDI Chur ROSENNOCK
STOCKHORN WILDPITZE
HOCHGALL Klagenfurt
FINSTERAARHORN PIZ BUIN
Bozen DREI ZINNEN
ORTLER
SCHILTHORN MARMOLADA
DENTS RHEINWALDHORN PIZ BERNINA
Genf Sion TRIGLAV
DU MIDI MONTE LEONE
PIZ BADILE MONTE COL NUDO
MATTERHORN ADAMELLO Trient
MONT BLANC
Lyon DUFOUR- Como
Triest Zagreb
Aosta SPITZE MONTE BALDO
Mailand
Grenoble GRAN Venedig
PARADISO
BARRE DES Turin
ÈCRIN
OBIOU
MONVISO
TÊTE DE
L'ESTROP Bologna Nelle Alpi si trovano rocce di tutti i tipi.
Genua
Avignon PUNTA Le più comuni sono rocce in calcare e rocce
MONTE MARGUAREIS
ARGENTERA
primitive sotto forma di gneis o granito.
Ogni tipo di roccia ha le sue peculiarità e
Nizza Florenz differisce per qualità.“ Split
Marseille
ALPINE BASICS
ETICA DELL'ARRAMPICATA
Il rispetto dell’ambiente dovrebbe essere una cosa naturale
nell’arrampicata. Soltanto così potremo muoverci con sicurezza anche in
futuro sulle rocce.
LASCIA PASSARE GLI ALTRI ARRAMPICATORI
Nelle vie multi pitch spesso le cordate lente possono provocare degli ‘ingorghi’.
Le cordate più veloci dovrebbero poter superare quelle lente. Chi supera NON
dovrebbe però lanciarsi subito in un pitch senza tenere in considerazione il
capocordata, ma piuttosto accordarsi con lui.
MODIFICARE LE VIE
Modificare o manipolare i percorsi è un comportamento assolutamente contrario
all’etica. Il rispetto delle vie dei propri limiti sono le basi dell’arrampicata sportiva.
RISANARE LE VIE
Se si desidera risanare una via d‘ambiente o una palestra di roccia ci si dovrebbe
accordare con il primo salitore della cima oppure con le associazioni d’arrampi-
cata locali.
PROTEGGI
Solitamente i progetti vengono contrassegnati come tali con una cordicella
rossa sul primo chiodo. Arrampicate o bouldering all’interno di questi progetti
dovrebbero avvenire soltanto in accordo con il primo salitore.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
PERCORSI
Per rispettare la natura si dovrebbero
rispettare i percorsi prestabiliti. Le
scorciatoie spesso non sono più veloci e
possono portare a un divieto d’arrampi-
cata.
RIFIUTI E BISOGNI
Dovrebbe essere chiaro a tutti che bisogna
riportare a casa i propri rifiuti! La montagna
non è il posto adatto per mozziconi di
sigaretta, alluminio, plastica o bucce di
banana. Per i bisogni vale la regola:
1. se proprio di deve, farli lontani dai
percorsi o dalle vie di salita
2. sotterrare i propri bisogni oppure
coprirli con pietre, pigne e arbusti!
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ALPINE BASICS
MATERIALE
Chi arrampica ha bisogno di materiale. Chi fa salite multi pitch ha bisogno di
ancora più materiale. L’attrezzatura giusta e d’alta qualità è, accanto alle abilità
personali e alle condizioni atmosferiche, una variabile decisiva negli sport di
montagna.
1. 4. 3.
2.
8.
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10.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
3.
1b.
2.
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1a.
4.
1.
2. 3.
4.
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PROGRAMMARE UNA GITA
GESTIONE DEI RISCHI | FATTORE UMANO
Il rischio deriva dalla probabilità di un avvenimento e dalle conseguenze da
esso risultanti. Per poter valutare correttamente il rischio l’arrampicatore deve
conoscere e riconoscere i pericoli e trovare un equilibrio per mezzo delle sue
conoscenze e dell’uso appropriato della sua attrezzatura.
SCELTA DEL PERCORSO La scelta delle vie idonee per le proprie conoscenze e
le attuali condizioni atmosferiche è alla base della sicurezza e del divertimento
in montagna.
DIMENSIONI DEL GRUPPO Piccoli gruppi sono più rapidi e offrono maggiore
flessibilità e sicurezza.
SINTONIA Affrontare i problemi e prendere insieme le decisioni (es. interruzione
della gita) sono caratteristiche decisive per praticare un alpinismo responsabile.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
ORIENTAMENTO Soprattutto l’orientamento in parete è decisivo. Leggere un
percorso richiede molta esperienza ed è una cosa che si impara.
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PROGRAMMARE UNA GITA
CARTINA TOPOGRAFICA
Anche su una cartina topografica vengono utilizzati dei simboli, come per una
cartina normale, che rappresentano le formazioni rocciose. Sulla base di questi
simboli, della direzione d’arrampicata, della lunghezza di corda e del numero e
del tipo dei punti di sicurezza riportati un arrampicatore è in grado di orientarsi.
Inoltre lo svolgimento del percorso, la qualità della roccia e le tracce sulla roccia
sono indizi in grado di aiutare ad orientarsi.
Wandbuch
WB Bewuchs WB
Stand an Stand an
Latsche 35m / 4 10 Latsche 35m / 4 10
3 tieg 3 Anmerkungen
ASt.
Abs
ASt.
luftige Kletterei luftige Kletterei
an der Kante an der Kante
4 Abseilstelle 4 Schwierigkeit
Höhle Standplatz
25m / 3 9 25m / 3 9
3 3
50m 50m
Schlinge
20m / 3- 8 20m / 3- 8
3- Kante 3-
rte Route
20m / 3+ 7 verdeckte 20m / 3+ 7
3+ Route 3+
50m 50m
benachba
Abseilpiste Normalhaken
mit Längenangabe
3 35m / 4 6 3 35m / 4 6
50m 50m
4 SU 4 SU Sanduhr
Pfeiler
15m / 3 5 15m / 3 5
50m 50m Band mit Gras
Kamin
zwei Bohrhaken
15m / 3 4 15m / 3 4
3 Riss 3
Überhang
15m / 3 3 15m / 3 3
3 3 fortlaufende
Seillängenangabe
Stand auf Absatz
3+ 30m / 4+ 2 3+ 30m / 4+ 2
Platten
4+ 4+
Schlüsselstelle
Wasserrillen Verschneidung
2 30m / 2 1 2 30m / 2 1
Rampe Seillänge/
Rinne Schwierigkeit
4 4 Variante
M Einstiegsmarkierung M
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Blocchi
Grotta Colate Firn neve Cornice di Pino
di pietra/
d’acqua neve
sfasciumi
Via
visibile
Via
Cavo nascosta
Albero Erba Traversata
metallico
a pendolo
fisso Variante
Panico Verlag
Spit
Chiodo
Illustration
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PROGRAMMARE UNA GITA
LIVELLO DI DIFFICOLTÀ
Per prima cosa è necessario dire questo: la valutazione della difficoltà di una via
è sempre soggettiva. Inoltre da paese a paese, così come da zona a zona esistono
differenze di valutazione. Se un luogo è sconosciuto bisogna avere alcune riserve
nella valutazione delle possibili difficoltà.
VALE LA REGOLA: Il grado di difficoltà in palestra non può essere in alcun caso
trasferito alle vie d‘ambiente. Perciò: cominciare lentamente!
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SCALA E
La scala E riproduce la difficoltà di un sentiero. Comprende numero, qualità
e distanza dei punti di sosta intermedia così come la qualità della roccia e
l’isolamento del via.
VALUTAZI-
SPIEGAZIONE
ONE
Via sicura con spit, simile all’arrampicata sportiva: distanza ridotta dei chiodi.
E1 S = Livello arrampicata sportiva; R = molto ridotto, quasi assentii pericoli
oggettivi con possibilità di infortuni gravi; P = molto ridotto
Via con protezione superiore alla media; presenza di ottimo materiale, necessaria
solo poca assicurazione personale, distanza un poco maggiore tra i chiodi.
E2 S = sosta mobile basica; R = cadute poco pericolose possibili in alcune
parti parzialmente possibili ma improbabili, quasi completa assenza di
pericoli oggettivi; P = scarsa
Via mediamente protetta: necessarie protezioni supplementare, ancora
relativamente semplice.
E3 S = conoscenze medie di tecniche di protezione; R = cadute pericolose
possono essere per la maggior parte evitate con l’auto assicurazione,
scarsi pericoli obiettivi; P = media
Via d‘ambiente scarsamente protetta: ci si deve preoccupare personal-
mente dell’assicurazione, anche nei punti difficili.
S = gestione sicura dei mezzi di assicurazione mobile; R = con serie
E4 tecnica di sicurezza, le cadute pericolose sono in gran parte evitabili,
tratti non protetti su terreni facili, possibilita’di pericoli oggettivi o scarse
possibilità di tornare indietro; P = medio-alto
Percorso difficilmente proteggibile: il percorso è poco protetto e in alcuni
punti può non esserlo o essere soltanto difficilmente assicurato - si
E5 devono affrontare lunghi tratti non protetti.
S = gestione sicura di tutti i mezzi di protezione; R = anche in passaggi
difficili le cadute sono pericolose P = alta
Via molto impegnativa nella quale passaggi lunghi, anche sui tiri difficili,
non possono essere assicurati. Nei punti critici le cadute possono avere
conseguenze fatali.
E6 S = gestione perfetta di tutti i mezzi di assicurazione - anche di quelli
Con riferimento a Markus Stadler
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IN PARETE
INFORMAZIONI SUI NODI
Che siano nodi di calata, nodo di connessione o nodo di sicurezza:
nell’arrampicata vengono utilizzati diversi tipi di nodi. Un arrampicatore deve
conoscere il loro campo d’impiego e come si usano. VALE LA REGOLA: Ogni nodo
rappresenta un indebolimento della corda, della struttura del materiale.
NODO BARCAIOLO
Il nodo barcaiolo fa parte dei nodi di sicurezza ed
è il nodo ottimale per auto assicurarsi con la
corda. La lunghezza può essere velocemente
regolata e adattata con precisione. Non è
necessario così sciogliere il nodo.
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NODO GALLEGGIANTE
Il nodo galleggiante è un nodo di collegamento.
Con esso vengono collegati i capi terminali della
corda. Viene raccomandato in caso di carico
ridotto (discesa, (salita su corda fissa con nodi
prusik), oppure per la realizzazione di ancoraggi
durante l‘arrampicata (clessidra, etc.).
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IN PARETE
BOCCA DI LUPO
Il nodo bocca di lupo è un nodo semplice e veloce
per collegare le fettucce ad anello. Inoltre con il
nodo bocca di lupo puoi fissare le fettucce agli
alberi e anche collegare la fettuccia di auto
assicurazione all‘imbragatura e al moschettone.
4. Tirare questo
lato dell’asola
5.
3.
Piegare l’asola
sopra al nodo
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NODO PRUSIK
Il prusik è un nodo auto-bloccante.
Serve come ausilio in salita su corda fissa, per
assicurarsi sulla corda oppure per assicurare la
discesa.
NODO COPIATO
Il nodo copiato è particolarmente indicato con le
fettucce ed è possibile fissare con questo nodo
anche cordini di diverso diametro.
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IN PARETE
PARTNER-CHECK
Prima di cominciare ogni arrampicata è importante il controllo del partner.
Prima di partire bisogna controllare sia se stessi che il proprio partner.
Piccoli errori possono avere conseguenze fatali sulla roccia.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
PUNTO DI SOSTA
La realizzazione di un punto di sosta sembra a prima vista un’operazione
complessa: a seconda della qualità del punto di ancoraggio e del metodo di
assicurazione l’arrampicatore deve ricorrere a uno o all’altro sistema per
realizzare il punto di sosta. Il motivo sono le diverse condizioni, il numero e la
qualità dei punti di ancoraggio, la direzione di salita e quindi di carico sulla sosta,
la posizione nonché i metodi di assicurazione. Chi però ha capito le regole può
creare un punto di sosta sicuro, veloce e chiaro.
PUNTO CENTRALE
Ogni punto di sosta e/o ogni metodo di sicurezza possiedono un “punto
centrale”. Questo è il punto in cui l’auto assicurazione e quella del partner
coincidono. Questo può essere un’asola, un moschettone, l’anello di sicurezza
della cintura oppure un chiodo.
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IN PARETE | PUNTO DI SOSTA
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
PUNTO DI SOSTA A UN
ANCORAGGIO SOLIDO
Se un punto di ancoraggio possiede sufficiente stabilità in
tutte le direzioni è possibile creare un punto di sosta. In
aggiunta agli spit, di regola, un punto di sosta può essere
realizzato solo con ancoraggio tramite fettuccia o cordino
a uno spuntone, a una clessidra o a un albero robusto.
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IN PARETE | PUNTO DI SOSTA
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
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IN PARETE | PUNTO DI SOSTA
SOSTA SUDTIROLESE
Se non possono essere inseriti moschettoni nei punti di ancoraggio è possibile
anche realizzare una “sosta sudtirolese” con una fettuccia ad anello cucita.
Entrambi i punti di ancoraggio sono collegati con materiale Dynema o Kevlar. In
questo modo si evita di dover perdere tanto tempo per fare e sciogliere i nodi.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
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IN PARETE | PUNTO DI SOSTA
Il fattore di caduta agisce verso l’alto, non lateralmente traverso) o verso il basso.
La persona che fa sicura può essere tirata verso l’alto senza rischiare di
urtare sporgenze o strapiombi della parete sovrastante.
La persona che fa sicura è dotata di una lunga asola di auto assicurazione.
Le assicurazioni intermedie sono buone (spit) e a distanze accettabili (al
massimo da tre a cinque metri).
La persona che fa sicura è abituata a fare sicura all‘imbragatura ed il peso
della persona che fa sicura e quello dell‘assicurato sono simili.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
3. ASSICURAZIONE AL PUNTO
CENTRALE DELLA RIPARTIZIONE
DELLE FORZE
Se non sono disponibili punti di
ancoraggio affidabili in sosta (nessuno
spit) è necessario realizzare una
ripartizione del carico. In questo caso
devono essere collegati da due a
cinque punti in modo che tutti possano
ricevere contemporaneamente
l’energia della caduta nel punto
centrale. In caso di rottura di un punto,
non si crea un carico addizionale
(strappo) al sistema. Queste soste
si realizzano in modo ottimale con il
“metodo sudtirolese”. A tal scopo si
usa un moschettone con nodo a bocca
di lupo o un nodo barcaiolo come punto
centrale.
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IN PARETE | ARRAMPICATA DA CAPOCORDATA
SISTEMI MECCANICI
I tasselli ad espansione devono essere lunghi almeno 70 mm e avere un diametro
minimo di 10 mm.
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
1/3 2/3
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IN PARETE | ARRAMPICATA DA CAPOCORDATA
FRIEND VS. IL SISTEMA CAM Rispetto al friend per il quale i segmenti si trovano
su un unico asse, con il Cam i quattro segmenti sono montati su due assi. Così i
Cam possono essere ulteriormente stretti e a parità di dimensioni, possono
coprire fessure di maggior ampiezza.
2×F
2×F
F
F
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IN PARETE | DISCESA
3. A
SSICURARE E LANCIARE I CAPI 4. LEGARE IL PRUSIK, AGGANCIARE
TERMINALI DELLA CORDA ALL'IMBRAGO
Gli altri due capi terminali della corda Il prusik corto viene annodato intorno
vengono assicurati separatamente per alle due corde e agganciato
mezzo di un nodo galleggiante. Infine all‘imbragatura per mezzo di un
ogni corda sarà lanciata separatamente. moschettone HMS.
40
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
RECUPERARE LA CORDA
Prima di cominciare la discesa con due mezze corde bisogna tener
presente da quale capo terminale bisognerà poi togliere la corda: se si tira
dall’estremità sbagliata il nodo galleggiante
41 può bloccarsi nell’anello di discesa.
IN PARETE | DISCESA
42
METODI DI SOCCORSO
SUPERAMENTO DEI PUNTI CHIAVE – PRUSIK
I nodi prusik non sono usati esclusivamente per la discesa: Nelle situazioni
d’emergenza con la tecnica prusik è possibile risalire una corda sospesa.
43
METODI DI SOCCORSO
1. ASOLA DI BLOCCAGGIO
Se ci si trova nella situazione di dover aiutare se stessi o il partner la prima cosa
da fare è generalmente fissare l’assicurazione del partner per poter lavorare con
entrambe le mani libere. Il nodo ad asola viene assicurato sul retro per mezzo di
una controasola (nodo galleggiante con l’asola risultante fatta passare intorno
alla corda sotto carico) (fig. 4 e 5).
1. 2. 3. 4. 5.
44
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK
2. FISSATA LA CORDA SI
AGGIUNGE IL PRUSIK
Una volta fissata
l’assicurazione del partner
si esegue un prusik corto
sul pezzo di corda sotto
carico e si appende
un moschettone. Nel
moschettone la corda
di frenata sarà girata e
condotta verso l’alto.
3. SCIOGLIERE L‘ASOLA
Ora si scioglie la controasola senza però
lasciare andare la corda di frenata. Tirando la
corda di frenata (sbalzo!) si disfa il nodo ad asola.
Ora si comincia a tirare verso l’alto. Così facendo
scatta l’HMS e segue il tiro di corda.
4. AGGIUNGERE PRUSIK
Non appena il prusik è salito sufficientemente
verso l’alto si trattiene la corda e si spinge il
prusik ancora verso il basso. Ora si può tirare
nuovamente la corda. Questo procedimento
viene ripetuto fino a quando l’arrampicatore
avrà superato il punto di difficoltà.
45
PRIMO SOCCORSO IN MONTAGNA
La caduta di massi, una presa sbagliata o una caduta: un incidente in montagna
può succedere può succedere molto velocemente e avere conseguenze disastrose.
Per questo si dovrebbe assolutamente possedere delle nozioni base di primo
soccorso – soltanto così l’operatore di primo soccorso può agire correttamente in
caso di emergenza.
01 SICUREZZA
Respirare profondamente/Analizzare la situazione
Proteggere sé stessi
02 COSCIENZA
Verificare se l’infortunato è cosciente
03 MISURE
Posizionamento a piacere
Prevenire l’ipotermia
Sostegno psicologico
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INCIDENTE DA VALANGA
PRIMO SOCCORSO
Durante le operazioni di salvataggio di un travolto da valanga la prima cosa da fare
è LIBERARE bocca e VIE RESPIRATORIE dalla neve, quindi procedere con le misure
necessarie per salvare la vita del travolto (ABC salvavita – respirazione, verifica dello
stato di coscienza, circolazione).
Evitare il più possibile di muovere il travolto e cercare, CON MOLTA
CAUTELA, di SCALDARLO e proteggerlo da ipotermia. Procedere allo scavo di una
buca per proteggere il travolto dall‘azione del vento.
Somministrare BEVANDE calde e zuccherate.
TRASPORTARE con cautela.
RISPOSTA*
PAUSA
1 min 1 min 1 min
SI NO
* Grida, lampada. fischietto, segnalazioni, aiuto (AIUTO) (AIUTO)