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Guide Book Rock

Il 'Safety Academy Guide Book Rock' di ORTOVOX fornisce informazioni fondamentali per arrampicatori e scalatori, enfatizzando la sicurezza e la preparazione necessaria per affrontare le sfide alpine. Il manuale include tutorial e corsi e-learning sviluppati in collaborazione con l'Associazione delle guide alpine e degli istruttori di sci tedeschi, coprendo argomenti come la gestione dei rischi, le tecniche di arrampicata e le informazioni sulle rocce. È importante notare che questo opuscolo non sostituisce una formazione completa, ma offre conoscenze di base per migliorare la sicurezza durante l'arrampicata.

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© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
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Il 'Safety Academy Guide Book Rock' di ORTOVOX fornisce informazioni fondamentali per arrampicatori e scalatori, enfatizzando la sicurezza e la preparazione necessaria per affrontare le sfide alpine. Il manuale include tutorial e corsi e-learning sviluppati in collaborazione con l'Associazione delle guide alpine e degli istruttori di sci tedeschi, coprendo argomenti come la gestione dei rischi, le tecniche di arrampicata e le informazioni sulle rocce. È importante notare che questo opuscolo non sostituisce una formazione completa, ma offre conoscenze di base per migliorare la sicurezza durante l'arrampicata.

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SAFETY ACADEMY

GUIDE BOOK ROCK


CONOSCENZE BASE PER
A R R A M P I C ATO R I E S C A L ATO R I
SCOPRI LA NOSTRA
PIATTAFORMA DI
FORMAZIONE DIGITA-
LE PER MAGGIOR
SICUREZZA NELLE
ARRAMPICAT ALPINE

La competenza
dei professionisti

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CORSI PER ARRAMPICATORI


E-learning
ORTOVOX PROTEGGE. Con prodotti e formazione.
Abbiamo sviluppato il SAFETY ACADEMY LAB ROCK
in collaborazione con l’Associazione delle guide alpine
interattivo
e degli istruttori di sci tedeschi – per maggior conoscenza
e meno rischi.
Metti alla prova le tue abilità su [Link]
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

SAFETY ACADEMY
GUIDE BOOK ROCK
CHRIS SEMMEL
Guida alpina e insegnante Pitch perfetti su pareti ripide, raggiungi la vetta
di sci presso l’Associazione insieme al tuo partner di cordata ed assapori la
delle guide alpine e degli libertà: nell‘arrampicata su roccia è l‘esperienza
istruttori di sci tedeschi globale della montagna che conta.
(VDBS) Chi però vuole cimentarsi con le proprie forze sulle
vie d‘arrampicata su roccia ha bisogno di conoscenze
fondate. Soltanto così si possono affrontare vie
d‘arrampicata riconoscendo ed evitando i pericoli.
Per questo motivo ORTOVOX ha sviluppato, in
collaborazione con l’Associazione delle guide alpine
e degli istruttori di sci tedeschi (VDBS) il SAFETY
Iniziativa di sicurezza ACADEMY GUIDE BOOK ROCK. Questo manualetto
di SAFETY ACADEMY, non può in alcun caso sostituire una formazione
dell'ASSOCIAZIONE completa - piuttosto trasmette le prime conoscenze
DELLE GUIDE ALPINE E di base e alcune informazioni sulla teoria
SCIISTICHE e di ORTOVOX dell’arrampicata alpina.

NOTE LEGALI
ORTOVOX SPORTARTIKEL GMBH
Rotwandweg
D-82024 Taufkirchen
Amministratore delegato:
Christian Schneidermeier
info@[Link]
Registro delle imprese del
Tribunale di Monaco di Baviera
HRB 68754
UST-Ident.-Nr. DE129430597
PARETI RICCIOSE SENZA
FINE, ROCCE RIPIDE
E NUOVE SFIDE: CHI
AFFRONTA I TERRENI
ALPINI BEN PREPARATO
E IN SICUREZZA
PUÒ TRASCORRERE
MOMENTI INCREDIBILI
IN MONTAGNA CON IL
PROPRIO PARTNER DI
CORDATA.
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

CONTENUTO
01 06 Tempo
ALPINE BASICS 08 Problemi soggettivi
10 Informazioni sulle rocce
12 Etica dell'arrampicata
13 Difesa della natura
14 Materiale

02 16 Gestione dei rischi


PROGRAMMARE 18 Cartina topografica
UNA GITA 20 Livelli di difficoltà
21 Scala E

03 22 Informazioni sui nodi


IN PARETE 26 Partner-check
27 Creazione punto di sosta
34 Metodi di sicurezza
36 Informazioni sui chiodi
38 Punti di ancoraggio mobili
39 Punto di sosta intermedio e tecnica
dell'uso della corda
40 Discesa con la corda
42 Discesa con la corda o su via
ferrata

04 43 Superamento du passaggi chiave


METODI DI SOCCORSO 46 Primo soccorso in montagna
47 Numeri di telefono d'emergenza

DISCLAIMER
I contenuti di questo opuscolo sono stati accuratamente ricercati e sono in linea con le direttive dell’Associazione
delle guide alpine e degli istruttori di sci tedeschi (VDBS). Ciò nonostante né ORTOVOX né il VDBS possono essere
ritenuti responsabili per incidenti risultanti da possibili errori di contenuto o a causa di un’applicazione erronea.
Tutte le indicazioni sono senza garanzia.

05
ALPINE BASICS
TEMPO

IL TEMPO È UN FATTORE
DI ESTREMA IMPOR-
TANZA IN OGNI GITA O
ARRAMPICATA IN MON-
TAGNA, SOPRATTUTTO
PER QUANTO CONCERNE
LA SICUREZZA. LE
PREVISIONI DEL TEMPO
HANNO UN RUOLO
MOLTO IMPORTANTE GIÀ TEMPORALE DA CALDO
DURANTE LA PIANIFICA- Si parte presto e si ritorna presto in
caso di pericolo di temporali da caldo.
ZIONE DELLA GITA. MA
I temporali da caldo possono
SONO DECISIVE ANCHE verificarsi anche in situazioni di alta
LE PROPRIE OSSER- pressione stabile.
VAZIONI SUL TEMPO Osservare la tipologia delle nubi:
Cumulus Castellanus
PER RICONOSCERE IN Cumulonimbus (forma ad incudine).
TEMPO UN TEMPORALE Piccole protuberanze torreggianti dai
DOVUTO A CALORE E contorni smerlati (Castellanus)
gettyimages

significano un grande pericolo di


PER POTER PRENDERE temporali da caldo.
LE DECISIONI ADEGUATE Decidere tempestivamente di cercare
PHOTO

TEMPESTIVAMENTE. riparo o di interrompere la gita.


SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

TEMPORALE FRONTALE
Viene annunciato nei buoni bollettini
metereologici locali.
Le nubi scure sono visibili dalla
direzione del vento.
Porta un peggioramento durevole delle
condizioni metereologiche.
È dovuto per lo più a un calo della
temperatura (formazione di ghiaccio,
caduta di neve alle altezze maggiori).

SEGNALI D’ALLARME PER IL TEMPORALE DA CALDO:


Aria afosa Imponente formazione di nubi con
Poco vento protuberanze torreggianti
Formazione ridotta o mancata di PRIMA DI OGNI GITA Controlla
rugiada al mattino il bollettino metereologico!
Le prime nubi cumulus sono I temporali frontali vengono
presenti già al mattino annunciati. Anche la propensione
ai temporali da caldo.

COSA SI FA IN CASO DI TEMPORALE?


Se si annuncia un temporale si deve cercare un posto protetto: aspettare
che finisca preferibilmente in una grotta, in una nicchia o sotto una sporgenza
distante da materiali conduttori. Su terreni ripidi assicurarsi in ogni caso contro
le cadute. Durante il temporale sedersi sullo zaino e sotto al sacco da bivacco e
aspettare che sia terminato.
Infine, se possibile, scendere. Oltre al pericolo dovuto ai fulmini si può anche
essere colpiti da pietre o rischiare l’ipotermia!

ASSOLUTAMENTE DA EVITARE:
In nessun caso rimanere sulla vetta durante un temporale, ma scendere
tempestivamente. Nonostante il temporale non agire in modo veloce e
sconsiderato: non muoversi lungo precipizi non assicurati o separarsi dal
partner di cordata / dal gruppo.

07
ALPINE BASICS

PERICOLI SOGGETTIVI
La causa numero uno degli incidenti in montagna è l’uomo stesso. Gli incidenti
sono spesso la conseguenza di sopravvalutazione o di sovraffaticamento dello
scalatore. Chi non riconosce i pericoli o li affronta senza attrezzatura o tattica
adatte, può portare se stesso e il suo partner di cordata in situazioni pericolose.
Riflessione, prudenza, un certo rispetto e una solida formazione sono le premesse
per delle scalate sicure.

SOPRAVVALUTAZIONE DELLE PROPRIE


CAPACITÀ
La più frequente causa di incidenti è dovuta a una
sopravvalutazione di se stessi o a una carenza di
conoscenze.

VALUTAZIONE ERRATA DELLA SITUAZIONE


Uno scalatore esperto riconosce subito se c’è
stata una valutazione errata e
ha sempre un piano B a portata di mano.

SITUAZIONE DI PAURA E PANICO


La paura in sé non è qualcosa di negativo. Al
contrario: ci mette in guardia e ha il significato
dal punto di vista evolutivo di proteggerci dai
pericoli. L’obiettivo non è quindi l’assenza di
paura, ma l’imparare a conviverci e a riconoscere
i propri limiti.

TERRENO ALPINO
Rispetto all‘arrampicata sportiva, all‘arram-
picata in ambiente si aggiungono dei fattori
supplementari: scarsità delle protezioni, pessimo
senso dell’orientamento e la lunghezza della
gita possono portare l’arrampicatore al limite sia
fisico che psicologico.

08
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PERICOLI OGGETTIVI
Rispetto ai pericoli soggettivi – quelli causati da errore umano – l’arrampicatore
non ha un’influenza diretta sui pericoli oggettivi. Con pericoli oggettivi vengono
definiti la caduta di massi, di ghiaccio, crepacci o problemi d’orientamento. Con
tattica e una buona pianificazione questi pericoli possono essere ridotti al minimo.

CADUTA MASSI
La caduta di massi viene spesso causata dall’acqua, dal vento, da animali o da
cordate passate in precedenza. La qualità della roccia può aumentare o ridurre il
problema.

TESTIMONI SENZA VOCE: Un arram-


picatore deve essere attento e tenere
sott’occhio l’ambiente circostante. Testimoni senza voce
sono le tracce chiaramente visibili della caduta di massi.
Ad esempio alberi danneggiati, blocchi di roccia fresca
alla base della parete, tracce chiare dei colpi sulla roccia
o materiale danneggiato nella parete.

CADUTA DI GHIACCIO
La caduta di ghiaccio è causata da altri arrampicatori o è influenzata
dal caldo.

VALANGHE
Le valanghe non sono un tema importante soltanto per scialpinisti. Anche gli
arrampicatori devono fare attenzione alle valanghe, soprattutto in primavera.

SU IL CASCO! I camosci o un’altra cordata prima di te possono causare


un’improvvisa caduta di massi o di ghiaccio. In questi casi indossare il
casco può davvero salvare la vita. Ma anche in caso d’impatto contro una roccia o
scivolando su un gradino nel terreno può prevenire ferite alla testa mortali.

09
ALPINE BASICS

INFORMAZIONI SULLE ROCCE


Fessure nel granito, colori contrastanti nel calcare e le piccole protuberanze nel
dolomite: ogni tipo di roccia presenta caratteristiche diverse e quindi anche nuove
sfide per l’arrampicatore. Diamo un’occhiata alla genealogia delle rocce che
costituiscono le nostre montagne.

CALCARE
Questa pietra molto diffusa nelle Alpi orientali ha
origine dai sedimenti dei resti di animali, piante e
conchiglie che si trovavano sul fondo del mare.
Le sue caratteristiche (angoli, fori ecc.)
dipendono dalla sua composizione.

ARRAMPICATA Spesso ripida e faticosa per le dita.

GRANITO
Il granito è una roccia ignea intrusiva e si è
formato a seguito del lento raffreddamento di
un magma ritornato in superficie per mezzo
dell’erosione. Caratteristiche sono le sue forme
massicce e le sue fessure verticali e orizzontali.

ARRAMPICATA: Soprattutto arrampicata in


fessura e in frizione. Spesso si utilizzano
protezioni come i friend e i nut.

GNEIS
Il gneis è il risultato di metamorfismo per effetto
delle mutate condizioni di pressione e temperatu-
ra di altre rocce. Caratteristiche sono - come nel
granito strati e fessure orizzontali.

ARRAMPICATA: Spesso fessure, diedri aperti,


bordi e placche.

10
LEGENDA
Straßburg
Terreni per lo più calcarei
Augsburg Wien
Terreni per lo più scistosi München
Graniti
Terreni in maggioranza a gneis RAX
Salzburg
HOHER HOCHSCHWAB
1:4000000 Basel
secondo Konstanz ZUGSPITZE WILDER KAISER DACHSTEIN
Dijon Pfiffner HOCHKÖNIG
100km O.A., 2010
Zürich SÄNTIS Innsbruck SCHÖCKL Rechnitz
HOCHGOLLING
PARSEIERSPITZE
Bern GROSSGLOCKNER ANKOGEL Graz
OLPERER
TÖDI Chur ROSENNOCK
STOCKHORN WILDPITZE
HOCHGALL Klagenfurt
FINSTERAARHORN PIZ BUIN
Bozen DREI ZINNEN
ORTLER
SCHILTHORN MARMOLADA
DENTS RHEINWALDHORN PIZ BERNINA
Genf Sion TRIGLAV
DU MIDI MONTE LEONE
PIZ BADILE MONTE COL NUDO
MATTERHORN ADAMELLO Trient
MONT BLANC
Lyon DUFOUR- Como
Triest Zagreb
Aosta SPITZE MONTE BALDO
Mailand
Grenoble GRAN Venedig
PARADISO
BARRE DES Turin
ÈCRIN

OBIOU
MONVISO
TÊTE DE
L'ESTROP Bologna Nelle Alpi si trovano rocce di tutti i tipi.
Genua
Avignon PUNTA Le più comuni sono rocce in calcare e rocce
MONTE MARGUAREIS
ARGENTERA
primitive sotto forma di gneis o granito.
Ogni tipo di roccia ha le sue peculiarità e
Nizza Florenz differisce per qualità.“ Split

Marseille
ALPINE BASICS

ETICA DELL'ARRAMPICATA
Il rispetto dell’ambiente dovrebbe essere una cosa naturale
nell’arrampicata. Soltanto così potremo muoverci con sicurezza anche in
futuro sulle rocce.
LASCIA PASSARE GLI ALTRI ARRAMPICATORI
Nelle vie multi pitch spesso le cordate lente possono provocare degli ‘ingorghi’.
Le cordate più veloci dovrebbero poter superare quelle lente. Chi supera NON
dovrebbe però lanciarsi subito in un pitch senza tenere in considerazione il
capocordata, ma piuttosto accordarsi con lui.

MODIFICARE LE VIE
Modificare o manipolare i percorsi è un comportamento assolutamente contrario
all’etica. Il rispetto delle vie dei propri limiti sono le basi dell’arrampicata sportiva.

RISANARE LE VIE
Se si desidera risanare una via d‘ambiente o una palestra di roccia ci si dovrebbe
accordare con il primo salitore della cima oppure con le associazioni d’arrampi-
cata locali.

PROTEGGI
Solitamente i progetti vengono contrassegnati come tali con una cordicella
rossa sul primo chiodo. Arrampicate o bouldering all’interno di questi progetti
dovrebbero avvenire soltanto in accordo con il primo salitore.

OCCUPARE UNA VIA


Nelle aree dedicate all’arrampicata sportiva molto frequentati non è corretto
tenere occupata una via per un periodo di tempo esagerato. In questi casi si
dovrebbe dare anche ad altri la possibilità di arrampicare su quella via.

APPIRE UNA NUOVA VIA


Al di fuori delle zone protette o dei terreni privati nelle Alpi è possibile, in linea
di principio, aprire nuove vie. Tuttavia è necessario parlarne con le autorità locali
responsabili o con le associazioni d’arrampicata e osservare le regole della
salvaguardia della natura.

12
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PROTEZIONE DELLA NATURA


Solo se gli uomini, gli animali e la natura vivono in armonia sarà possibile
assicurare le arrampicate anche alle future generazioni.
AREE PROTETTE
Per la protezione di uccelli o di altri
animali alcune rocce possono essere
momentaneamente vietate. Informazioni
a riguardo si possono trovare in Internet
presso le associazioni d’arrampicata della
regione in questione.
PARCHEGGIO
Le strade d’accesso e le strade di campagna
devono essere lasciate libere. Soprattutto
nella zona prealpina e nelle palestre di roccia
bisognerebbe tenere in considerazione gli
abitanti e i proprietari dei terreni.

PERCORSI
Per rispettare la natura si dovrebbero
rispettare i percorsi prestabiliti. Le
scorciatoie spesso non sono più veloci e
possono portare a un divieto d’arrampi-
cata.

RIFIUTI E BISOGNI
Dovrebbe essere chiaro a tutti che bisogna
riportare a casa i propri rifiuti! La montagna
non è il posto adatto per mozziconi di
sigaretta, alluminio, plastica o bucce di
banana. Per i bisogni vale la regola:
1. se proprio di deve, farli lontani dai
percorsi o dalle vie di salita
2. sotterrare i propri bisogni oppure
coprirli con pietre, pigne e arbusti!

13
ALPINE BASICS

MATERIALE
Chi arrampica ha bisogno di materiale. Chi fa salite multi pitch ha bisogno di
ancora più materiale. L’attrezzatura giusta e d’alta qualità è, accanto alle abilità
personali e alle condizioni atmosferiche, una variabile decisiva negli sport di
montagna.

1. 4. 3.

2.

8.

5.
7.

6.
9.

10.

EQUIPAGGIAMENTO BASE 7. 


Moschettoni HMS e a ghiera 4×
1. Imbragatura 8. Moschettoni a scatto 4×
2. Casco 9. Cordini dyneema o kevlar (5,5 mm)
3. Scarpette d’arrampicata (aperti 90, 260 e 400 cm come
4. Discensore materiale di salvataggio, da discesa
a. Moschettone HMS b. Tuber e da costruzione)
5. 
Sacca porta magnesite + magnesit 10. Cellulare
6. Fettucce ad anello (diverse lunghezze
– 60/ 90/ 120 cm)

14
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

EQUIPAGGIAMENTO BASE GRUPPO Se la via multi- pitch è stata attrezzata in stile


plaisir (con spit a breve distanza e con soste) e se non sono necessari e se non
sono necessari chiodi, friends o nuts è sensato portare il seguente materiale per
ogni cordata. Naturalmente ciò può variare a seconda del percorso.

3.

1b.
2.
5.
1a.

4.

EQUIPAGGIAMENTO BASE GRUPPO


1. Corda a. Mezza corda descrizione del percorso)
b. Corda singola 4. Cartina topografica
2. Zaino da arrampicata 5. Kit di primo soccorso/ zaino da
3. Rinvii (numero a seconda della bivacco

MATERIALE SUPPLEMENTARE GRUPPO


Le classiche vie d‘ambiente sono poco attrezzate E‘ necessario
quindi portare con sé chiodi, friends e nuts.

1.
2. 3.

4.

MATERIALE SUPPLEMENTARE GRUPPO 3. Chiodi + martello


1. Attrezzi a camme (friend, cam) 4. Coltello per eliminare vecchie asole
2. Nut + estrattore nut di discesa

15
PROGRAMMARE UNA GITA
GESTIONE DEI RISCHI | FATTORE UMANO
Il rischio deriva dalla probabilità di un avvenimento e dalle conseguenze da
esso risultanti. Per poter valutare correttamente il rischio l’arrampicatore deve
conoscere e riconoscere i pericoli e trovare un equilibrio per mezzo delle sue
conoscenze e dell’uso appropriato della sua attrezzatura.

  
SCELTA DEL PERCORSO La scelta delle vie idonee per le proprie conoscenze e
le attuali condizioni atmosferiche è alla base della sicurezza e del divertimento
in montagna.

DIMENSIONI DEL GRUPPO Piccoli gruppi sono più rapidi e offrono maggiore
 
flessibilità e sicurezza.

CAPACITÀ Salite e discese lunghe, la difficoltà del percorso, la sua lunghezza e


 
le proprie conoscenze: oltre al livello di difficoltà si devono tenere in considera-
zione diversi fattori nell'arrampicata in ambiente.

  
SINTONIA Affrontare i problemi e prendere insieme le decisioni (es. interruzione
della gita) sono caratteristiche decisive per praticare un alpinismo responsabile.

COMUNICAZIONE IN PARETE Se non è più possibile comunicare in parete in


 
modo vocale possono essere utili i “segnali morse con la corda” (ad es. tirare
una mezza corda). Evitare di gridare inutilmente. Comandi brevi e chiari sono
sufficienti a una cordata affiatata per comunicare.

CONTROLLO DELL’ATTREZZATURA Ognuno controlla se stesso e il partner per


 
accertarsi che l’attrezzatura sia completa.

TEMPISTICA La tempistica stabilita nel programma della gita aiuta soltanto


 
se vengono mantenuti gli obiettivi intermedi prefissati. In caso d’emergenza
l’arrampicatore deve tornare indietro tempestivamente.

16
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

GESTIONE DEI RISCHI | TERRENO & CONDIZIONI


L’obiettivo di una gita viene selezionato e progettato sulla base delle capacità tecniche
di arrampicata e sulla forma fisica della persona più debole della cordata nonché sulle
condizioni esterne come stagione, condizioni atmosferiche, sicurezza ecc.).

TEMPO Osservare le condizioni metereologiche è di estrema importanza. Com’è


stato il tempo sul posto nelle giornate passate (sul lato nord, nei diedri aperti
e nei sentieri camino la roccia rimane spesso bagnata più a lungo), è previsto
tempo stabile per la giornata dell’arrampicata? Oltre alle previsioni del tempo
in rete e alle proprie osservazioni sul tempo può essere utile consultare
persone di fiducia come le guide alpine residenti sul posto, i gestori di rifugi o
gli scalatori locali che possono offrire informazioni di importanza decisiva.

CONFRONTO CARTINA TOPOGRAFICA CON LE CONDIZIONI REALI


Già molto prima della salita è possibile farsi un’idea di come sarà lo
svolgimento del percorso in parete.

CALCOLARE IL TEMPO DI SALITA E DI DISCESA Programmando la gita bisogna


calcolare anche sufficiente tempo per la salita, la discesa e per le pause.

FISSARE LA POSSIBILITÀ DI RITIRO Bisogna sempre pensare alle possibilità di


 
ritiro. Portare il materiale per la discesa con la corda e tenere in considerazione
la possibilità di un’interruzione.

 COMUNICARE L’OBIETTIVO DELLA GITA A UNA TERZA PERSONA


Se una persona o un componente della cordata è disperso può essere molto
utile se si conosce la via precisa percorsa della persona dispersa.

  
ORIENTAMENTO Soprattutto l’orientamento in parete è decisivo. Leggere un
percorso richiede molta esperienza ed è una cosa che si impara.

PUNTI DI DISCESA È tranquillizzante sapere che, in caso d’emergenza è


possibile eseguire la discesa lungo una via. Si dovrebbe sempre portare con sé
il materiale relativo.

17
PROGRAMMARE UNA GITA

CARTINA TOPOGRAFICA
Anche su una cartina topografica vengono utilizzati dei simboli, come per una
cartina normale, che rappresentano le formazioni rocciose. Sulla base di questi
simboli, della direzione d’arrampicata, della lunghezza di corda e del numero e
del tipo dei punti di sicurezza riportati un arrampicatore è in grado di orientarsi.
Inoltre lo svolgimento del percorso, la qualità della roccia e le tracce sulla roccia
sono indizi in grado di aiutare ad orientarsi.

Wandbuch
WB Bewuchs WB
Stand an Stand an
Latsche 35m / 4 10 Latsche 35m / 4 10
3 tieg 3 Anmerkungen
ASt.
Abs
ASt.
luftige Kletterei luftige Kletterei
an der Kante an der Kante
4 Abseilstelle 4 Schwierigkeit

Höhle Standplatz
25m / 3 9 25m / 3 9
3 3
50m 50m
Schlinge
20m / 3- 8 20m / 3- 8
3- Kante 3-

rte Route
20m / 3+ 7 verdeckte 20m / 3+ 7
3+ Route 3+
50m 50m

benachba
Abseilpiste Normalhaken
mit Längenangabe
3 35m / 4 6 3 35m / 4 6

50m 50m

4 SU 4 SU Sanduhr

Pfeiler
15m / 3 5 15m / 3 5
50m 50m Band mit Gras
Kamin
zwei Bohrhaken
15m / 3 4 15m / 3 4
3 Riss 3
Überhang

15m / 3 3 15m / 3 3
3 3 fortlaufende
Seillängenangabe
Stand auf Absatz
3+ 30m / 4+ 2 3+ 30m / 4+ 2
Platten
4+ 4+
Schlüsselstelle
Wasserrillen Verschneidung

2 30m / 2 1 2 30m / 2 1
Rampe Seillänge/
Rinne Schwierigkeit
4 4 Variante
M Einstiegsmarkierung M

Via Legende Via Legende


Schneefeld Geröll Routenname

18
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

I simboli standard della cartina topografica offrono importanti infor­mazioni sullo


sviluppo e sul tipo di percorso. Una panoramica su tutti i simboli in uso:

Camino Roccia Fessura Colatoio Diedro Spigolo


incastrata

Placche Strapiombo Tetto Rampa Cengia Pilastro


spalla

Blocchi
Grotta Colate Firn neve Cornice di Pino
di pietra/
d’acqua neve
sfasciumi

Via
visibile
Via
Cavo nascosta
Albero Erba Traversata
metallico
a pendolo
fisso Variante
Panico Verlag

Spit

Chiodo
Illustration

Punto di Punto di Posto di Punto


ancoraggio calata bivacco chiave SU/
Clessidra

19
PROGRAMMARE UNA GITA

LIVELLO DI DIFFICOLTÀ
Per prima cosa è necessario dire questo: la valutazione della difficoltà di una via
è sempre soggettiva. Inoltre da paese a paese, così come da zona a zona esistono
differenze di valutazione. Se un luogo è sconosciuto bisogna avere alcune riserve
nella valutazione delle possibili difficoltà.

VALE LA REGOLA: Il grado di difficoltà in palestra non può essere in alcun caso
trasferito alle vie d‘ambiente. Perciò: cominciare lentamente!

GRADO ARRAMPICATA LIBERA GRADO BOULDER

SCALA FRA USA ELBSTEIN AUS REGNO UNITO FRA USA


UIAA
1–3 1–3 5.0 – 5.2
4a I – III 10 – 12 D
4 5.3
4+ 4b 5.4 IV VD
13 4a VB-
5- 5.5 V Fb 1 – 2
4c S
5 5a 5.6 VI 14 4b Fb 3 VB
HS
5+ 5b 5.7 15 4c Fb4A
6- 5.8 VIIa 16 VS V0-
5c Fb 4B
6 5.9 VIIb 17 HVS 5a V0
6a Fb 4C
6+ 5.10a VIIc 18
6a+ E1 Fb 5A V0+
7- 5.10b VIIIa 19 5b
6b 5.10c 20 Fb 5B
7 VIIIb E2 V1
6b+ 5.10d 21 5c
7+ 6c 5.11a VIIIc Fb 5C
22 E3 V2
8- 6c+ 5.11b IXa 23 Fb 6A
7a 5.11c 24 E4 Fb 6A+
8 5.11d IXb 6a V3
7a+ 25 Fb 6B
8+ 5.12a IXc E5 Fb 6B+
7b 5.12b 26 V4
9- 7b+ 5.12c Xa Fb 6C
27 E6 6b Fb 6C+
9 7c 5.12d Xb 28 V5
7c+ 5.13a E7 Fb 7A
9+ Xc 29 Fb 7A+ V6
8a 5.13b 6c
10- 8a+ 5.13c XIa 30 E8 Fb 7B V7
10 8b 5.13d XIb 31 E9 Fb 7B+ V8
10+ 8b+ 5.14a 32 Fb 7C V9
8c XIc E10 7a
5.14b 33
11- 8c+ 5.14c XIIa Fb 7C+ V10
34 E11 7b Fb 8A V11
11 9a 5.14d XIIb 35 Fb 8A+ V12
11+ 9a+ 5.15a XIIc Fb 8B V13
9b 5.15b Fb 8B+ V14
12- 9b+ 5.15c Fb 8C V15
12 9c 5.15d Fb 8C+ V16

20
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

SCALA E
La scala E riproduce la difficoltà di un sentiero. Comprende numero, qualità
e distanza dei punti di sosta intermedia così come la qualità della roccia e
l’isolamento del via.

VALUTAZI-
SPIEGAZIONE
ONE

Via sicura con spit, simile all’arrampicata sportiva: distanza ridotta dei chiodi.
E1 S = Livello arrampicata sportiva; R = molto ridotto, quasi assentii pericoli
oggettivi con possibilità di infortuni gravi; P = molto ridotto
Via con protezione superiore alla media; presenza di ottimo materiale, necessaria
solo poca assicurazione personale, distanza un poco maggiore tra i chiodi.
E2 S = sosta mobile basica; R = cadute poco pericolose possibili in alcune
parti parzialmente possibili ma improbabili, quasi completa assenza di
pericoli oggettivi; P = scarsa
Via mediamente protetta: necessarie protezioni supplementare, ancora
relativamente semplice.
E3 S = conoscenze medie di tecniche di protezione; R = cadute pericolose
possono essere per la maggior parte evitate con l’auto assicurazione,
scarsi pericoli obiettivi; P = media
Via d‘ambiente scarsamente protetta: ci si deve preoccupare personal-
mente dell’assicurazione, anche nei punti difficili.
S = gestione sicura dei mezzi di assicurazione mobile; R = con serie
E4 tecnica di sicurezza, le cadute pericolose sono in gran parte evitabili,
tratti non protetti su terreni facili, possibilita’di pericoli oggettivi o scarse
possibilità di tornare indietro; P = medio-alto
Percorso difficilmente proteggibile: il percorso è poco protetto e in alcuni
punti può non esserlo o essere soltanto difficilmente assicurato - si
E5 devono affrontare lunghi tratti non protetti.
S = gestione sicura di tutti i mezzi di protezione; R = anche in passaggi
difficili le cadute sono pericolose P = alta
Via molto impegnativa nella quale passaggi lunghi, anche sui tiri difficili,
non possono essere assicurati. Nei punti critici le cadute possono avere
conseguenze fatali.
E6 S = gestione perfetta di tutti i mezzi di assicurazione - anche di quelli
Con riferimento a Markus Stadler

meno consueti; R = Via pericolosa con rischio d’infortunio molto elevato;


P = molto elevato

Quanto grande deve essere la padronanza dell’arrampicatore dei


S diversi mezzi di assicurazione?
Quanto alto è il rischio di un incidente o di un infortunio (soprattutto se ci
R si è un po’ sopravvalutati?)
A quali pressioni mentali e psicologiche sono sottoposti gli
P arrampicatori?

21
IN PARETE
INFORMAZIONI SUI NODI
Che siano nodi di calata, nodo di connessione o nodo di sicurezza:
nell’arrampicata vengono utilizzati diversi tipi di nodi. Un arrampicatore deve
conoscere il loro campo d’impiego e come si usano. VALE LA REGOLA: Ogni nodo
rappresenta un indebolimento della corda, della struttura del materiale.

NODO MEZZO BARCAIOLO


Il nodo mezzo barcaiolo non è un nodo, ma un‘asola
di frenatura. È indicato per assicurare il partner di
arrampicata sia che questo arrampichi da primo o
da secondo di cordata e viene utilizzato prevalen­
temente nell’arrampicata con corda singola.

NODO BARCAIOLO
Il nodo barcaiolo fa parte dei nodi di sicurezza ed
è il nodo ottimale per auto assicurarsi con la
corda. La lunghezza può essere velocemente
regolata e adattata con precisione. Non è
necessario così sciogliere il nodo.

22
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

NODO A OTTO RIPASSATO O NODO DELLE GUIDE


CON FRIZIONE
Per legarsi in cordata e per legare il nodo a otto
ripassato è diventato il nodo da corda standard.
Una volta realizzato, il nodo viene stretto tirando
da tutti i lati e controllato.

NODO GALLEGGIANTE
Il nodo galleggiante è un nodo di collegamento.
Con esso vengono collegati i capi terminali della
corda. Viene raccomandato in caso di carico
ridotto (discesa, (salita su corda fissa con nodi
prusik), oppure per la realizzazione di ancoraggi
durante l‘arrampicata (clessidra, etc.).

23
IN PARETE

BOCCA DI LUPO
Il nodo bocca di lupo è un nodo semplice e veloce
per collegare le fettucce ad anello. Inoltre con il
nodo bocca di lupo puoi fissare le fettucce agli
alberi e anche collegare la fettuccia di auto
assicurazione all‘imbragatura e al moschettone.

NODO A DOPPIO BULINO


Il nodo a doppio bulino e‘ideale per creare due
asole di misura fissa su una corda. Questo nodo
è caratterizzato da grande stabilità ed è facile da
aprire indipendentemente dal carico.
1.
2.

4. Tirare questo
lato dell’asola

5.
3.
Piegare l’asola
sopra al nodo
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

NODO PRUSIK
Il prusik è un nodo auto-bloccante.
Serve come ausilio in salita su corda fissa, per
assicurarsi sulla corda oppure per assicurare la
discesa.

NODO COPIATO
Il nodo copiato è particolarmente indicato con le
fettucce ed è possibile fissare con questo nodo
anche cordini di diverso diametro.

NODO BEN FATTO E TIRATO


Ogni nodo rappresenta un punto debole del sistema. Per
questo i nodi devono essere eseguiti con precisione: fai i nodi senza torcere
la corda e tira bene ogni capo terminale del nodo!

25
IN PARETE

PARTNER-CHECK
Prima di cominciare ogni arrampicata è importante il controllo del partner.
Prima di partire bisogna controllare sia se stessi che il proprio partner.
Piccoli errori possono avere conseguenze fatali sulla roccia.

1. L‘imbrago è ben stretto e la


fettuccia ripassata nella fibbia?
2. Il nodo di collegamento alla
cordata è stato eseguito
correttamente?
3. Il dispositivo di sicurezza
è stato posizionato corretta-
mente, il moschettone HMS
è chiuso e bloccato?
4. C’è abbastanza materiale
all‘imbragatura della persona
che dovrà arrampicare?
5. La corda è lunga abbastanza
e il suo capo terminale è
stato bloccato con un nodo?

26
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PUNTO DI SOSTA
La realizzazione di un punto di sosta sembra a prima vista un’operazione
complessa: a seconda della qualità del punto di ancoraggio e del metodo di
assicurazione l’arrampicatore deve ricorrere a uno o all’altro sistema per
realizzare il punto di sosta. Il motivo sono le diverse condizioni, il numero e la
qualità dei punti di ancoraggio, la direzione di salita e quindi di carico sulla sosta,
la posizione nonché i metodi di assicurazione. Chi però ha capito le regole può
creare un punto di sosta sicuro, veloce e chiaro.

 CREARE RIDONDANZA Negli sport di montagna vale il principio della “ridondanza”,


ossia per i punti nevralgici della catena di sicurezza è augurabile avere una “sicu-
rezza supplementare”. Per la sosta, se possibile, vengono così utilizzati due punti
di ancoraggio nel caso uno dovesse cedere. Se però entrambi i punti di ancoraggio
dovessero essere di qualità discutibile bisognerà distribuire il carico.
PRIMA PIANIFICARE, POI AGIRE Arrivati al punto di sosta l’arrampicatore prima
 
assicura se stesso, poi realizza la sosta. Vale la regola: un buon punto di sosta
offre sufficiente sicurezza, si monta e si smonta velocemente e consente di
stare in piedi con comodità.
 ORDINE L’ordine è sempre molto importante, anche nella realizzazione di un
punto di sosta! Una sosta deve essere “pulita“ e ben fatta.
 LAVORARE CON RAPIDITÀ Oggi gli arrampicatori utilizzano metodi che mirano
ad evitare il più possibile l’uso dei nodi. Fare e disfare i nodi è un’attività che
richiede molto tempo. Velocità significa sicurezza.
FARE SOSTA TEMPESTIVAMENTE Se si vede un’ottima opportunità per
  
realizzare un punto di sosta (buona qualità del punto di ancoraggio e spazio)
bisognerebbe sfruttarla - anche se è ancora disponibile della corda.

PUNTO CENTRALE
Ogni punto di sosta e/o ogni metodo di sicurezza possiedono un “punto
centrale”. Questo è il punto in cui l’auto assicurazione e quella del partner
coincidono. Questo può essere un’asola, un moschettone, l’anello di sicurezza
della cintura oppure un chiodo.

27
IN PARETE | PUNTO DI SOSTA

PUNTO DI SOSTA AUTO ASSICURAZIONE


Durante la sosta l’auto assicurazione dovrebbe essere sempre realizzata con la
corda d’arrampicata nel punto centrale. Fettucce ad anello vengono utilizzate
in caso di emergenza o in discesa se non è disponibile una corda per l’auto
assicurazione.

COSA E QUANDO SI USA? COLLEGAMENTO IN


SERIE VS. RIPARTIZIONE DEL CARICO
In generale si distingue tra un collegamento in serie e una ripartizione delle
forze: Un collegamento in serie è raccomandabile soltanto se si ha a disposizione
almeno un punto di ancoraggio solido (spit). La ripartizione delle forze viene usata
in caso di punti di ancoraggio deboli (ad es. con chiodi normali, nut, friend ecc.).

COLLEGAMENTO IN SERIE: RIPARTIZIONE DELLE FORZE:


  Buon punto di ancoraggio (spit).  
Il carico viene distribuito nel modo più
 Con il collegamento in serie viene omogeneo possibile su tutti i punti di
caricato un punto di ancoraggio ancoraggio.
solo; il secondo viene tenuto come Se uno dovesse sganciarsi gli altri
ridondanza passiva. riprendono il carico senza che si crei
 I punti di ancoraggio vengono caricati uno strappo.
così in serie (uno dopo l’altro) nel caso Tutti i punti di ancoraggio sono
in cui il primo dovesse cedere. collegati gli uni agli altri come
ridondanza attiva.

28
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PUNTO DI SOSTA A UN
ANCORAGGIO SOLIDO
Se un punto di ancoraggio possiede sufficiente stabilità in
tutte le direzioni è possibile creare un punto di sosta. In
aggiunta agli spit, di regola, un punto di sosta può essere
realizzato solo con ancoraggio tramite fettuccia o cordino
a uno spuntone, a una clessidra o a un albero robusto.

ATTENZIONE: Senza troppa fatica è possibile trovare un secondo


punto di ancoraggio: creare sempre ridondanza!

SOSTA PRESSO UN ALBERO


Su alberi sufficientemente resistenti
viene realizzata un’asola con un nodo
a bocca di lupo.

SOSTA SU ROCCIA O SPUNTONE


Sui terreni alpini ci si assicura spesso
SOSTA SU CLESSIDRA anche su spuntoni rocciosi. Attenzione:
Per sostare su clessidra, il suo punto Se l’asola può sollevarsi verso l’alto o
più ridotto dovrà essere abbastanza lateralmente in caso di caduta si
robusto e non presentare crepe. dovrebbe stringere il punto centrale.

29
IN PARETE | PUNTO DI SOSTA

PUNTO DI SOSTA A DUE SOLIDI PUNTI DI ANCO-


RAGGIO – COLLEGAMENTO IN SERIE
Se si arrampica lungo una via i cui punti di sosta sono realizzati con due spit
viene adottata la cosiddetta asola di collegamento in serie. Nelle classiche
vie con un numero e punti di ancoraggio di qualità variabile si consiglia un
cordino in Dyneema o Kevlar.

FETTUCCIA DI COLLEGAMENTO IN SERIE


La fettuccia di 120 cm viene fissata con due moschettoni.
Il punto centrale viene realizzato con un nodo a doppio bulino.

FARE SICURA CON COLLEGAMENTO IN SERIE


In presenza di due solidi punti il moschettone di sicurezza viene appeso nel punto
di ancoraggio più basso. Qui e’ dove si esegue l’autoassicurazione. Successiva-
mente si aggiunge il punto di ancoraggio superiore e se è il caso l’asola viene
accorciata con un nodo galleggiante o con un nodo barcaiolo.

1. ASOLA DI ASSICURA- 2. REALIZZARE L‘AU- 3. AGGIUNGERE UN


ZIONE PREPARATA TO-ASSICURAZIONE DISPOSITIVO DI
SICUREZZA
Il nodo a doppio bulino è Per l’auto assicurazione
il punto centrale. Qui si la corda viene fissata a Ora si aggiunge un
assicura sia il partner un moschettone nella dispositivo di sicurezza
che se stessi. lunghezza necessaria (placchetta/ Tuber per
per mezzo di un nodo assicurare il secondo di
barcaiolo. cordata, HMS o Tuber
per assicurare il
capocor­data).

30
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PUNTO DI SOSTA A UN PUNTO DI ANCORAGGIO


SOLIDO E A UNO MOBILE
Un collegamento in serie può essere utilizzato anche con due punti di ancoraggio
di qualità differente se è presente un punto di ancoraggio solido. L’importante è
che il punto centrale sia sempre situato sul punto di ancoraggio più in basso dei
due – indipendentemente dalla qualità.

PUNTO DI SOSTA FINITO CON ASOLA DI


COLLEGAMENTO IN SERIE
Se i punti di ancoraggio si trovano l’uno sopra
l’altro il carico può essere distri­buito su entrambi
i punti di ancoraggio accorciando e regolando con
precisione l’asola. Il modo più facile è con un
nodo barcaiolo.

IN GENERALE VALE LA REGOLA: Se non si è sicuri della presenza


di sufficienti punti di ancoraggio si dovrebbe realizzare una ripartizione delle
forze.

RIEPILOGO COLLEGAMENTO IN SERIE


 Crearsi uno sguardo d'insieme, valutare i punti di ancoraggio
 Collegarsi al punto centrale nel punto di ancoraggio più basso
Auto assicurazione nell'asola del punto centrale
 Aggiungere il punto di ancoraggio superiore e regolare la lunghezza
 Inserire il dispositivo di sicurezza per eseguire l'assicurazione del compagno

31
IN PARETE | PUNTO DI SOSTA

PUNTO DI SOSTA A DUE PUNTI DI


ANCORAGGIO MOBILI – RIPARTIZIONE
DELLE FORZE

Se si deve fare sosta su due punti di ancoraggio


incerti si deve distribuire il carico. Il modo più
veloce per farlo è quello di collegare un’asola
di lunghezza sufficiente al punto di ancoraggio
superiore e inferiore e inserire un moschettone di
susicurezza come punto centrale a cui collegarsi
con un barcaiolo.

SOSTA SUDTIROLESE
Se non possono essere inseriti moschettoni nei punti di ancoraggio è possibile
anche realizzare una “sosta sudtirolese” con una fettuccia ad anello cucita.
Entrambi i punti di ancoraggio sono collegati con materiale Dynema o Kevlar. In
questo modo si evita di dover perdere tanto tempo per fare e sciogliere i nodi.

32
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PUNTO DI SOSTA A PIÙ PUNTI DI ANCORAGGIO


MOBILI – RIPARTIZIONE DEL CARICO
Per una sosta con più punti di ancoraggio dubbi come ad es. chiodi tradizionali,
nut o friend, è consigliabile una ripartizione del carico. Con un cordino in Dyneema
o Kevlar lungo (5,5 mm; 5 – 6 m) oppure con una lunga fettuccia ad anello
cucita Dyneema (2,5 m) vengono collegati e quindi legati insieme tutti i punti di
ancoraggio (metodo sudtirolese).

1. PASSER DANS TOUS LES POINTS FIXES


Il cordino viene fatto passare attraverso tutti i
punti di ancoraggio e poi annodato con un nodo galleggiante.

2. ANNODARE E LEGARE CON IL NODO BOCCA DI LUPO


Adesso si tirano verso il basso tutte asole createsi
tra i punti di ancoraggio e si crea un punto centrale
con il moschettone di sicurezza collegato al cordino
con un nodo a bocca di lupo.

3. REALIZZARE L'AUTO ASSICURAZIONE E POI


ASSICURARE IL PARTNER
Ora assicurare se stessi e il partner al punto centrale.

CORDINO KEVLAR O DYNEEMA Come asola si usa una fettuccia ad


anello Dyneema oppure dei cordini Dyneema e Kevlar. Se necessario il
cordino può essere direttamente infilato nel chiodo se non si può inserire il
moschettone o se questo si trova già sotto carico laterale.

33
IN PARETE | PUNTO DI SOSTA

PUNTO DI SOSTA – METODI DI ASSICURAZIONE


– ASSICURAZIONE ALL'IMBRAGATURA
Assicurazione all‘imbragatura o al punto di ancoraggio? I metodi di sicurezza
sono spesso motivo di controversie e discussioni. Entrambi i metodi presentano
vantaggi e svantaggi.

NOI DISTINGUIAMO TRE TIPI DI


METODI DI SICUREZZA:
1 . ASSICURAZIONE ALL‘IMBRAGATURA
2. ASSICURAZIONE AL PUNTO DI ANCORAGGIO
3. ASSICURAZIONE AL PUNTO CENTRALE DELLA RIPARTIZIONE DELLE FORZE
1. ASSICURAZIONE ALL'IMBRAGATURA

Nell’assicurazione all‘imbragatura chi fa sicura


è una componente della catena di sicurezza: il
dispositivo di sicurezza per il capocordata viene
collegato all’anello di sicurezza dell‘imbragatura.
Con l’assicurazione all‘imbragatura si può essere
assicurati per lo più in modo diretto e con poca
corda lasca, tuttavia l’ampiezza di caduta è
maggiore dato che la persona che fa sicura viene
tirata verso l’alto.
Come dispositivi di sicurezza si possono utilizzare apparecchi dinamici o
semiautomatici. Si raccomanda un’assicurazione all‘imbragatura se sono
garantiti i seguenti punti:

Il fattore di caduta agisce verso l’alto, non lateralmente traverso) o verso il basso.
 La persona che fa sicura può essere tirata verso l’alto senza rischiare di
urtare sporgenze o strapiombi della parete sovrastante.
 
La persona che fa sicura è dotata di una lunga asola di auto assicurazione.
 Le assicurazioni intermedie sono buone (spit) e a distanze accettabili (al
massimo da tre a cinque metri).
 La persona che fa sicura è abituata a fare sicura all‘imbragatura ed il peso
della persona che fa sicura e quello dell‘assicurato sono simili.

34
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

PUNTO DI SOSTA METODI DI ASSICURAZIONE


– ASSICURAZIONE SU ANCORAGGIO
2. ASSICURAZIONE AL PUNTO DI
ANCORAGGIO

Con l‘assicurazione su ancoraggio il


dispositivo di sicurezza è inserito nel
punto centrale della sosta. Il corpo
della persona da assicurare non fa
parte della catena di sicurezza. Come
dispositivo di sicurezza deve essere
utilizzato un apparecchio dinamico
(HMS/ Tuber).

3. ASSICURAZIONE AL PUNTO
CENTRALE DELLA RIPARTIZIONE
DELLE FORZE
Se non sono disponibili punti di
ancoraggio affidabili in sosta (nessuno
spit) è necessario realizzare una
ripartizione del carico. In questo caso
devono essere collegati da due a
cinque punti in modo che tutti possano
ricevere contemporaneamente
l’energia della caduta nel punto
centrale. In caso di rottura di un punto,
non si crea un carico addizionale
(strappo) al sistema. Queste soste
si realizzano in modo ottimale con il
“metodo sudtirolese”. A tal scopo si
usa un moschettone con nodo a bocca
di lupo o un nodo barcaiolo come punto
centrale.

35
IN PARETE | ARRAMPICATA DA CAPOCORDATA

UTILIZZANDO GLI SPIT


Ci sono due categorie di spit: tasselli ad espansione e spit resinati. Entrambi
i sistemi sono punti di ancoraggio sicuri se fissati correttamente nella roccia
solida.
SISTEMI "FORM-LOCKING"
Sono detti in gergo “spit resinati”. Se
applicati correttamente offrono valori
di robustezza molto elevati.

Dopo aver pulito il foro viene usata


una resina con “certificazione per
carichi pesanti”. E‘ essenziale
rispettare la data di scadenza e
osservare le istruzioni d’uso della
resina.

SISTEMI MECCANICI
I tasselli ad espansione devono essere lunghi almeno 70 mm e avere un diametro
minimo di 10 mm.

CONTROLLO PROVA DI TORSIONE


Se non si è sicuri di aver inserito correttamente lo spit resinato, è
possibile testare la resistenza della resina per mezzo della prova di
torsione del moschettone.

36
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

UTILIZZANDO CHIODI TRADIZIONALI

CHIODI TRADIZIONALI. Sulle classiche vie d‘ambiente, si trovano spesso „chiodi


normali“ detti anche chiodi da parete. Oltre a tante forme diverse sono disponibili
anche in tanti materiali diversi: i chiodi in acciaio industriali vengono usati con il
granito, i chiodi in acciaio morbido sono più adatti per le rocce calcaree.

CHIODI IN ACCIAIO CHIODI IN ACCIAIO


MORBIDO INDUSTRIALE
Il chiodo in acciaio morbido si deve I chiodi in acciaio industriale si
adattare alla forma della fessura. incastrano colpendoli con il martello
Inserendolo, un terzo della lunghezza per lo più in fessure del granito.
complessiva deve entrare nella fessura Perciò si dovrebbe poter inserire
e colpendolo deve “cantare”. Ciò significa fino a due terzi della lunghezza
che il chiodo deve risuonare con un tono complessiva e spingere fino al punto
sempre più alto ad ogni martellata. d’arresto. Anche questo chiodo
dovrebbe “cantare”.

1/3 2/3

CHIODI CHE CANTANO


La capacità di “cantare” del chiodo può essere riconosciuta come
criterio di qualità soltanto colpendolo. Un chiodo normale trovato già inserito
è sempre un punto di ancoraggio “incerto”.

37
IN PARETE | ARRAMPICATA DA CAPOCORDATA

PUNTI DI ANCORAGGIO MOBILI


Come punti di ancoraggio mobili si definiscono nut, friend e cam, fettucce e
cordini per clessidre perché vengono applicati da una posizione d’arrampicata ed
estratti nuovamente dall’arrampicatore seguente.
CAM I cam sono attrezzi meccanici a NUT Sono elementi bloccanti dotati di
camme che tengono in fessura. cavo in acciaio, con forma trapezoidale
Funzionano per lo più secondo il o conica. Vengono posizionati nei
“principio della leva” e vengono restringimenti di forma conica delle
spesso usati nel granito. fessure.

FRIEND VS. IL SISTEMA CAM Rispetto al friend per il quale i segmenti si trovano
su un unico asse, con il Cam i quattro segmenti sono montati su due assi. Così i
Cam possono essere ulteriormente stretti e a parità di dimensioni, possono
coprire fessure di maggior ampiezza.

INSERIRE I DUE SISTEMI CORRETTAMENTE i Friend e Cam devono essere inseriti


in direzione di trazione e devono essere posizionati su tutta la superficie delle
pareti della fessura. La roccia deve essere solida perché i sistemi in caso di carico
esercitano un effetto esplosivo due o tre volte maggiore rispetto alla forza di
trazione (F) sulle superfici. Affinché non si modifichi la posizione dei dispositivi
con la sollecitazione della corda, vengono utilizzati dei rinvii che allungano la
distanza tra corda e dispositivo.
fino a
4×F

2×F
2×F

F
F
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SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

ASSICURAZIONE INTERMEDIA E TECNICA DI CORDATA


Chi arrampica come capocordata dovrebbe fare attenzione che la corda sia
sempre in linea retta e non troppo soggetta ad attrito. Nel moschettonaggio la
corda dovrebbe essere condotta senza torsione attraverso i rinvii. Inoltre bisogna
far attenzione all‘andamento della corda in relazione al corpo. La gamba non dov-
rebbe mai trovarsi dietro alla corda perché in caso di caduta si potrebbe “infilare”
e catapultare la persona a testa in giù. Le conseguenze potrebbero essere gravi
ferite da contusione e bruciature dovute allo sfregamento con la corda.

ESECUZIONE CORRETTA DEL


MOSCHETTONAGGIO
I rinvii vengono sempre inseriti nel
chiodo in senso contrario rispetto
alla direzione dell’arrampicata.

EVITARE CARICO ECCESSIVO SUL


MOSCHETTONE
I moschettoni non dovrebbero
essere caricati in corrispondenza
di spor­genze perché si rischierebbe
di romperli nella caduta.

ANDAMENTO DELLA CORDA DALLA


ROCCIA VERSO L'ESTERNO
I rinvii non devono essere attorcigliati
quando vi si inserisce la corda.

RINVII PER DISTANZIARE LA CORDA


DALLA ROCCIA E DIMINUIRNE LO
SFREGAMENTO
Soprattutto nelle vie d‘ambiente i rinvii
preparati sono molto utili. Così si
mantiene al minimo l’attrito della
corda migliorandone l‘andamento.

39
IN PARETE | DISCESA

DISCESA IN CORDA DOPPIA


Un terzo di tutti gli incidenti mortali d’arrampicata avviene nel corso della discesa
per leggerezza e disattenzione. Per questo motivo nel processo di discesa bisogna
sempre lavorare con un nodo prusik corto come auto assicurazione. Anche il
controllo del partner e azioni ben meditate fanno parte del processo di discesa.

1. REALIZZARE L'AUTO ASSICURAZIONE 2. F


 AR PASSARE LA CORDA E COLLE-
GARE CON UN NODO GALLEGGIANTE
Quando si effettua una discesa in
corda doppia, dovrebbe essere Per prima cosa la corda viene fatta
utilizzata anche la cosiddetta “longe di passare all‘interno dell‘ancoraggio
auto assicurazione” per assicurarsi realizzato per la discesa. Durante la
alle soste. Questa viene collegata discesa con due mezze corde i due capi
all’anello di sicurezza dell‘imbraga­tura delle corde vengono collegati con un nodo
con un nodo bocca di lupo. galleggiante che viene stretto con forza.

3. A
 SSICURARE E LANCIARE I CAPI 4. LEGARE IL PRUSIK, AGGANCIARE
TERMINALI DELLA CORDA ALL'IMBRAGO
Gli altri due capi terminali della corda Il prusik corto viene annodato intorno
vengono assicurati separatamente per alle due corde e agganciato
mezzo di un nodo galleggiante. Infine all‘imbragatura per mezzo di un
ogni corda sarà lanciata separatamente. moschettone HMS.

40
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

5. DISPOSITIVO DI DISCESA / INSERIRE 6. TRAZIONE SUL DISPOSITIVO DI


IL TUBER Tirare poi un po’ di corda SICUREZZA
attraverso il prusik corto affinché si
Infine si tira la corda affinché il carico
possa formare un’asola più allentata tra
si trasferisca su di questa e la longe di
il prusik corto e il punto di sosta. Qui il
auto assicurazione torni lenta.
dispositivo di discesa (di regola un Tuber)
Soltanto ora verrà staccata l’auto
può essere inserito soltanto se la corda
assicurazione.
non è in tensione.

7. A GAMBE LEGGERMENTE DIVARI- 8. RAGGIUNGERE IL SUCCESSIVO


CATE VERSO IL BASSO PUNTO DI SOSTA
Gambe leggermente divaricate e piedi Al punto di sosta seguente viene
alla larghezza delle anche, ora comincia effettuata l‘auto assicurazione e la
la discesa. Tenere sempre sott’occhio i corda viene liberata per il partner di
capi terminali della corda per controllare cordata. Prima che il partner arrivi è
che la corda sia sufficiente fino alla sosta possibile tirare brevemente la corda
successiva. Entrambe le mani devono per assicurarsi che sia possibile poi
essere sempre sulla corda, sotto all’appa- recuperarla senza problemi.
recchio di sicurezza. Una mano spinge il
prusik corto verso il basso.

RECUPERARE LA CORDA
Prima di cominciare la discesa con due mezze corde bisogna tener
presente da quale capo terminale bisognerà poi togliere la corda: se si tira
dall’estremità sbagliata il nodo galleggiante
41 può bloccarsi nell’anello di discesa.
IN PARETE | DISCESA

CALATA O DISCESA SU TERRENO RIPIDO


Spesso è consigliabile che il primo non si cali in doppia, ma che venga fatto calare
dal partner di cordata. In questo modo si evita il lancio della corda e si evita la
caduta di massi. Inoltre così si evita anche di far impigliare la corda tra le rocce
se si lancia su terreni più piani.

PASSO 1: CALATA TRAMITE TUBER


Per la calata viene usato l’HMS o
il Tuber. Il Tuber viene fissato
all‘ancorag-gio quasi a testa in giù
sotto il punto di sosta. La corda deve
passare dal punto di ancoraggio per
rientrare poi nel Tuber e realizzare
l‘effetto frenante.

PASSO 2: CALATA TRAMITE TUBER


Il Tuber viene appeso a tre moschettoni
di sicurezza. Così si evita il fastidioso
attorcigliamento durante la discesa.

ATTENZIONE DURANTE LA CALATA! Bisogna fare attenzione


che il capo terminale libero della corda venga bloccato prima
dell’inizio del processo di discesa in modo che il capo terminale della corda non
scorra inavvertitamente nel Tuber, facendo cadere la persona che scende. Se
non si conosce il luogo preciso del successivo punto di sosta e se non si riesce
nemmeno a vederlo, si dovrebbe mantenere sempre il contatto visivo e vocale
con il compagno di discesa per ricevere le informazioni.

DISCESA LUNGO SENTIERO O SENTIERO RIPIDO


Un po’ più faticosa ma spesso più veloce è la discesa a piedi lungo una via ferrata.
In questo caso deve essere noto il tragitto. Spesso le discese sono marchiate
attraverso “omini di pietra”.

42
METODI DI SOCCORSO
SUPERAMENTO DEI PUNTI CHIAVE – PRUSIK
I nodi prusik non sono usati esclusivamente per la discesa: Nelle situazioni
d’emergenza con la tecnica prusik è possibile risalire una corda sospesa.

1. LEGARE IL PRUSIK ATTORNO ALLA CORDA


Un’asola di cordino lunga 250 cm viene legata alla corda per
mezzo di un nodo prusik, infilata attraverso l’anello di sicu-
rezza dell‘imbragatura e chiusa con un nodo galleggiante
o di un nodo doppio inglese. Con l’asola tesa si dovrebbe
ancora poter raggiungere il prusik senza fatica con la mano
dalla posizione sospesa. Un secondo cordino (3 metri) viene
fissato sotto al primo e funge da staffa di risalita.

2. SPINGERE VERSO L'ALTO IL PRUSIK 3. SEDERSI SULL'IMBRAGATURA,


RIPERTERE IL PROCEDIMENTO
Ora ci si può mettere in posizione
eretta con la staffa di risalita. Quando l‘asola che regge
Contemporaneamente si spinge il l‘imbragatura è tesa e si è seduti,
prusik superiore verso l’alto fino a che si può alleggerire il peso sull‘asola
l’asola del corpo sia tesa e ci si possa della gamba, farla risalire e spingere
sedere sull‘imbragatura. di nuovo verso l‘alto.

43
METODI DI SOCCORSO

SUPERAMENTO DEI PUNTI CHIAVE


– CARRUCOLA BLOCCANTE
La carrucola bloccante fa parte delle tecniche di sicurezza anche se viene consi-
derata piuttosto un ausilio di sollevamento. Se il partner di cordata ha difficoltà
in un punto ostico della salita gli può dare più forza con l’aiuto di una carrucola
bloccante. È un modo per aiutare il partner di cordata veloce ed efficace.

1. ASOLA DI BLOCCAGGIO
Se ci si trova nella situazione di dover aiutare se stessi o il partner la prima cosa
da fare è generalmente fissare l’assicurazione del partner per poter lavorare con
entrambe le mani libere. Il nodo ad asola viene assicurato sul retro per mezzo di
una controasola (nodo galleggiante con l’asola risultante fatta passare intorno
alla corda sotto carico) (fig. 4 e 5).

1. 2. 3. 4. 5.

NODO AD ASOLA PER L’ASSICURAZIONE DEL CORPO CON IL TUBER

44
SAFETY ACADEMY GUIDE BOOK ROCK

2. FISSATA LA CORDA SI
AGGIUNGE IL PRUSIK
Una volta fissata
l’assicurazione del partner
si esegue un prusik corto
sul pezzo di corda sotto
carico e si appende
un moschettone. Nel
moschettone la corda
di frenata sarà girata e
condotta verso l’alto.

3. SCIOGLIERE L‘ASOLA
Ora si scioglie la controasola senza però
lasciare andare la corda di frenata. Tirando la
corda di frenata (sbalzo!) si disfa il nodo ad asola.
Ora si comincia a tirare verso l’alto. Così facendo
scatta l’HMS e segue il tiro di corda.

4. AGGIUNGERE PRUSIK
Non appena il prusik è salito sufficientemente
verso l’alto si trattiene la corda e si spinge il
prusik ancora verso il basso. Ora si può tirare
nuovamente la corda. Questo procedimento
viene ripetuto fino a quando l’arrampicatore
avrà superato il punto di difficoltà.

45
PRIMO SOCCORSO IN MONTAGNA
La caduta di massi, una presa sbagliata o una caduta: un incidente in montagna
può succedere può succedere molto velocemente e avere conseguenze disastrose.
Per questo si dovrebbe assolutamente possedere delle nozioni base di primo
soccorso – soltanto così l’operatore di primo soccorso può agire correttamente in
caso di emergenza.

01 SICUREZZA
Respirare profondamente/Analizzare la situazione

Proteggere sé stessi

Protezione del gruppo

Assicurare il punto di pericolo Salvataggio dalla zona di pericolo

Ferita con forte emorragia?

02 COSCIENZA
Verificare se l’infortunato è cosciente

IN GRADO DI PARLARE INCOSCIENTE


La vittima dell’incidente reagisce Se l’infortunato è incosciente
chiaramente quando ci si rivolge ad essa dare SUBITO l’allarme

03 MISURE

LA PERSONA INFORTUNATA CONTROLLARE


È CADUTA? LA RESPIRAZIONE
Si No Respirazione presente Respirazione assente

Si conoscono i Posizione laterale


Body check sintomi? Rianimazione 30:2
di sicurezza

Chiamare il 112 MCB Controllare la


(medicinali/cibo/bevande) respirazione
Fasciatura delle ferite Chiamare il 112

Posizionamento a piacere

Prevenire l’ipotermia

Sostegno psicologico

Attendere insieme il soccorso alpino/il servizio di salvataggio

46
INCIDENTE DA VALANGA
PRIMO SOCCORSO
Durante le operazioni di salvataggio di un travolto da valanga la prima cosa da fare
è LIBERARE bocca e VIE RESPIRATORIE dalla neve, quindi procedere con le misure
necessarie per salvare la vita del travolto (ABC salvavita – respirazione, verifica dello
stato di coscienza, circolazione).
Evitare il più possibile di muovere il travolto e cercare, CON MOLTA
CAUTELA, di SCALDARLO e proteggerlo da ipotermia. Procedere allo scavo di una
buca per proteggere il travolto dall‘azione del vento.
Somministrare BEVANDE calde e zuccherate.
TRASPORTARE con cautela.

SEGNALI DI RICHIESTA DI SOCCORSO* SALVATAGGIO AEROEO


PAUSA
1 min 1 min 1 min

RISPOSTA*
PAUSA
1 min 1 min 1 min
SI NO
* Grida, lampada. fischietto, segnalazioni, aiuto (AIUTO) (AIUTO)

ALLARME C‘È SEGNALE?


SI NO

NUMERO 1. Accendere il cellulare dal IMPOSSIBILE EFFETTUARE LA


D’EMERGENZA blocco schermo o accenderlo CHIAMATA D’EMERGENZA!
EUROPEO 112 senza sbloccarlo.
 Annotare le coordinate
SOCCORSO ALPINO 2. S
 elezionare la modalità di
GPS del punto dell’incidente.
emergenza o passare alla
Italia 112
schermata PIN
Baviera 112  Spostarsi
Austria 140 3. Comporre il 112 o premere su
Svizzeria 1414 “Chiamata d’emergenza”. Assicurarsi di essere reperibili!
Francia 15 La chiamata viene inoltrata?
Slovenia 112
USA 911
NO
EFFETTUARE LA
CHIAMATA
SI D’EMERGENZA
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