Per età ellenistica si intende il periodo che segue la morte di
Alessandro Magno e l'unificazione del mondo antico nel segno della
cultura greca. Con la scomparsa improvvisa del conquistatore impero
finisce per essere diviso in 3 grandi regni: Macedonia, Egitto e Asia,
oltre ad alcuni stati minori, Pergamo e Rodi. Questi regni presentano
strutture economiche-sociali simili e forme di vita e pensiero
analoghe.
Si assiste alla crisi delle póleis e la fine della democrazia assembleare e la nascita di
monarchie assolute orientaleggianti: al cittadino dell’età classica subentra il suddito
dell’età ellenistica. La concorrenza degli schiavi determina un impoverimento del
ceto medio (base della democrazia ateniese) e l’emergere di nuovi ricchi e quindi
una “estraneazione” dai temi della politica.
Dal punto di vista culturale
In questo periodo si assiste allo sviluppo delle discipline particolari.
L'esempio piu significativo è Alessandria d'Egitto che sotto la dinastia
dei Tolomei diventa un importante centro culturale. Ciò avviene
soprattutto a opera del ministro Demetrio Falereo che per fare di
Alessandra il cento gravitazionale dei migliori intellettuali Nasce cosi
la biblioteca di Alessandria che con i suoi 700 mila volumi-papiro
rappresenta la piu grandiosa raccolta di libri del mondo antico.
Inoltre per dare la possibilità agli scienziati i di dedicarsi e agli studi
sorge accanto alla biblioteca una sorta di centro di ricerca con il
nome di museo comprendente un osservatorio astronomico, un
giardino zoologico, un orto botanico e alcune sale anatomiche.
Avviene una fioritura delle discipline particolari.
Mentre nell'età classica i filosofi trattavano anche di matematica,
fisica e scienze naturali e quindi lo scienziato era anche un filosofo,
nell'età ellenistica i filosofi trascurano le indagini scientifica e
restringono i loro interessi alle interpretazioni generali dell'universo,
della conoscenza e della morale.
Infine nella teoria del ragionamento abbiamo i ragionamenti
anapodittici (non dimostrativi) che esprimono ciò che è evidente e i
ragionamenti dimostrativi che si servono di un indizio per risalire alla
causa (es. se c’è del fumo vuol dire che c’è il fuoco).
La Fisica sostiene invece che l'Universo sia retto da un ordine
razionale e necessario, con cicli cosmici che si ripetono immutabili. la
realtà sarebbe invece composta da due principi:
Principio passivo (la materia)
Principio attivo (Dio che dà forma alla materia attraverso la
ragione)
Quanto all'Etica, la base è vivere secondo natura, ovvero
secondo ragione.
Secondo gli Stoici, agire in conformità della ragione è un dovere e la
virtù è l'unico bene che bisogna perseguire. Le emozioni non hanno
valore, perché non appartengono all'ordine razionale, e pertanto è
necessario raggiungere l'apatia, il distacco dalle emozioni.
Epicuro distingue 3 parti della filosofia: la canonica,la fisica e l’etica. Come abbiamo
detto prima epicuro è il filosofo del piacere ma non in maniera assoluta bensi
moderata. Per questo motivo distingue 2 tipi di piacere: quello stabile (che consiste
nella privazione del dolore) e quello in movimento (che consiste nella gioia e nella
letizia). La felicità risiede solo nel piacere stabile cioè nel “non soffrire e nel non
agitarsi”: per questo è definita come atarassia (assenza del turbamento dell’anima)
e come aponia (assenza di dolore fisico).
La fisica per epicuro è materialistica dato che tutto ciò che esiste è corpo. Per
epicuro ogni corpo è composto da atomi che si muovono nel vuoto. La fisica si basa
su Democrito, ma introduce la nozione di vuoto.
Riguardo la politica, Epicuro, pur riconoscendola importante, consiglia al saggio di
astenersene (vivi nascosto): l’ambizione politica è fonte di turbamento. Con il suo
noto comandamento “vivi nascosto” ritiene che i beni supremi dell’uomo non
risiedono negli (illusori) fasti del potere ma nella serenità dell’animo.
Contrariamente alle altre filosofie, impegnate nella ricerca del vero e nella
costruzione di un determinato sistema “metafisico, lo scetticismo dichiara che
l’uomo non può accedere alla verità ultima delle cose.
Si chiama “scettico” chi dubita di quel che sa, di quel che crede, di
quel che gli viene detto. Dubitare non vuol dire rifiutare, ma
sospendere il giudizio e darsi il tempo di discutere, valutare,
considerare e criticare. Se intendiamo così l’aggettivo “scettico”,
possiamo dire che tutti i filosofi di ogni tempo e luogo sono, almeno
inizialmente, scettici. Dubitare e criticare sono attività proprie
della filosofia, fin dalla sua nascita. La parola greca “skèpsis” da cui
viene “scettico” e “scetticismo”, significava infatti “percezione”,
“osservazione”, “riflessione”, “indagine”, “ricerca”
Lo scetticismo, come le 2 dottrine precedenti, mira la raggiungimento della felicità
(ottenimento della pace interiore):questa si raggiunge mediante l’esercizio del
dubbio:
Successivamente all’età ellenistica ci avviciniamo a una nuova filosofia, la filosofia
Cristiana. É sancita dalla nascita di una religione, il cristianesimo. Questa religione
influenzerà in particolar modo il medioevo ma anche tutte le epoche successive. Si
basa sul credere in Gesù cristo, uomo realmente esistito, che sia figlio di Dio. Morto
in croce per i nostri peccati e poi al terzo giorno risorto. Secondo i cristiani è il
messia che gli ebrei aspettano da secoli solo che a differenza loro esso ha esteso la
salvezza a tutti gli uomini e non solo agli ebrei.
I primi scritti filosofici cristiani sono:
Vangelo di Giovanni: identificazione del Cristo con il Lógos; Cristo figlio di Dio,
salvatore dell’uomo.
Le lettere di paolo dove si sottolinea l’importanza di vivere secondo lo spirito e no
secondo la carne.
Quindi l’obiettivo della filosofia Cristiana è sicuramente quello si avvicinarsi più
possibile alla verità rivelata da Gesù cristo e che i credenti possono studiare
attraverso il nuovo testamento.
Col tempo si sviluppò la patristica che era il periodo in cui i padri della chiesta
iniziarono a scrivere e teorizzare sulla dottrina Cristiana. Questo periodo può essere
diviso in tre parti. La prima che va dalla 200 DC con la difesa del cristianesimo contro
i nemici pagàni. Il secondo periodo dal 200 al 450 con la formazione della dottrina
Cristiana. E info al 750 con la morte e resurrezione di cristo.
È vero anche che il cristianrsumo si svilupperà solo dopo il secondo secolo con i
cosiddetti apologisti che scrivono per difendere il cristianesimo
Uno dei massimi esponenti della filosofia Cristiana è
Aurelio Agostino nasce nel 354 DC nell’Africa romana. Padre era pagano e la madre
Cristiana. A 19 anni si avvicina alla filosofia grazie ad uno scritto di cicerone che era
andato perduto. E infine a 20 anni entra nella setta dei manichei che era una
religione fondata da un re persiano e Inizia ad insegnare retorica a Cartagine.
Durante la sua ricerca filosofica si distacca dal manicheismo e a 29 anni si reca a
Roma e un anno dopo a Milano. Ed è proprio lì che si converte grazie alla
predicazione del vescovo Ambrogio diventando catecumeno. Nel 386 lascia
l’insegnamento e Inizia a scrivere le sue prime opere. Infine nel 395 diventa vescovo
di ippona
I suoi obiettivi erano quelli di chiarire i principi della fede e difendere la sua fede dai
nemici
Agostino ha passato tutta la sua vita alla ricerca di se stesso attraverso la ricerca
della filosofia
Dapprima convinto di averla trovata nel manicheismo poi però nel cristianesimo.
Nella sua ricerca e quindi nelle sue opere metterà sempre Dio da un lato e l’anima
umana dall’altra
Secondo Agostino cercare l’anima significava nel mentre cercare Dio perché solo Dio
può fornirci le chiavi di accesso a questa verità
In questa ricerca la ragione e fede vanno a braccetto. Questo perché la fede ha
bisogno della ragione e viceversa
Sappiamo anche che Agostino è contro il pensiero degli scettici questo perché la
nostra esistenza non può essere messa in dubbio perchd anche se dubitiamo e ci
inganniamo sulla nostra esistenza, se lo stiamo facendo vuol dire che esistiamo.
Inoltre secondo Agostino non si può dubitare della verità perché per dubitare è
necessario essere già nella verità
Sottolineando però che l’uomo è nella verità ma non la verità perché la verità è Dio
U’altra cosa importante da sottolinare del pensiero di agostino è che secondo lui
L’individuo può vincere il peccato e salvarsi solo mediante l’aiuto della grazia divina.
Ma non c’è solo bisogno della grazia ma anche delle opere dell’uomo in vita, ossia di
come si è comportato. Inoltre per Agostino la grazia è concessa a tutti ed è poi
l’uomo che sceglie se accettarla o meno, se percorrere quella strada della verità o
meno. Da un altro lato sembra però che Agostino pensa che la grazia sia selezionata
e quindi resa come dono.
All’interno della filosofia Cristiana non troviamo solo la patristica ma anche
scolastica significa l’insegnante delle arti liberali che erano costituite da trivio
( grammatica, logica o dialettica) e quadrivio ( geometria, aritmetica, astronomia e
musica). Questo quindi ci fa capire che la scolastica è stato strettamente connesso
con l’insegnamento. Questo avveniva attraverso due metodi 1) la lectio cioè leggere
e commentare un testo 2) la disputazio che consistenza nei analisi di un problema
estrapolando tutti i pro e contro del problema. Per capire meglio la scolastica
possiamo dividerla in 4 periodi. Il primo che comprende la prescolastica che coincide
con il 8 e 9 secolo dove troviamo un problema del rapporto tra ragione e fede. Il
secondo periodo che comprende l’alta scolastica che va dalla metà del 11 alla fine
del 12 dove troviamo invece la fede e ragione in antitesi tra di loro. Poi abbiamo la
scolastica che va dal 1200 fino ai primi ddl 1300 dove ragione e fede sono in antitesi
ma in un rapporto armonioso. Ed infine abbiamo la decadenza della scolastica che
comprende il 9 secondo con fede e ragione separate e autonome.
Uno dei maggiori esponenti della scolastica è Tommaso daquino
Tommaso è nato intorno al 1225 a Rocca secca in Italia
E nel 1243 entro nell’ordine dei domenicani a Napoli. Successivamente fu trasferito
a Parigi dove diventa scolaro di alberto. Segui alberto anche a colonia dove iniziò a
commentare la Bibbia e le sentenze di Pietro Lombardo. Vivd anche però un periodo
molto difficile visto che vennero ritenuti dei falsi apostrofi precursori dell’anticristo.
Il papa inizialmente sembrava volesse dare ragione a queste critiche poi
successivamente appoggio gli ordini mendicanti. Da qui successivamente decise di
insegnare tra Parigi e l’Italia. Infine muore prima di arrivare al concilio di Lione del
1274.
Anche Tommaso fa riferimento alla relazione tra ragione e fede vista in maniera
armoniosa. Considera la fede superiore alla ragione ma afferma anche che la fede ga
bisogno della ragione per 3 motivi. Innanzitutto quello di dimostrare i preamboli
delle fede cioè prima di poter credere e quindi di avere fede è necessario credere
che Dio esiste. Il secondo motivo è che la ragione può aiutare a chiarire le verità
della fede attraverso similitudini che solo l’intelletto può fare. Infine l’ultimo motivo
è che la ragione può controbattere alle obiezioni mosse contro la fede
dimostrandone la loro falsità. Inoltre è giusto specificare che la ragione rispetto alla
fede è autonoma. La ragione ha una propria verità ma queste verità sono state
trasmesse comunque da Dio. Ecco perché vede una relazione armoniosa tra fede e
ragione perché la verità della ragione non può entrare in contrasto con la verità di
fede visto che la fonte di verità è sempre Dio
Un’altra cosa importante da sottolineare di Tommaso è che secondo lui l’esistenza di
Dio ca va dimostrata attraverso 5 vie. La prima via è qurlla cosmologica che parte
dalle ideologie di aristotele dove secondo cio afferma che tutto ciò che si muove è
mosso da altro. Una sorta di motore che muove tutte le cose, ovviamente questo
motore è Dio. La seconda via è la via causale secondo cui ogni causa ha una causa
che è effetto di un’altra causa, per evitare il regresso ci deve essere una causa non
causata cioè Dio. La terza via è legata al rapporto tra possibile e necessario, dove le
cose possibili sono contingenti alle cose necessarie in quanto esistono proprio
perché esistono delle cose necessarie. Di queste cose necessarie, alcune sono
necessarie ma deve esistere una cosa necessaria che è necessaria per se stessa
quindi un ente necessario e questo sarà Dio. La quarta via è la via legata ai gradi di
perfezione dove ogni casa ha un proprio grado di perfezione dettato dalla verità ma
ci deve essere un grado di perfezione massimo che è Dio. Infine l’ultima via è legata
alla finalità delle cose dove invece afferma che le cose naturali del mondo non sono
intelligenti ma allo stesso tempo hanno una finalità ovvero un obiettivo. E questo
obiettivo deve essere necessariamente governato da qualcuno dotato di intelligenza
che muove le cose del modo verso il loro obiettivo ovvero Dio.