SANTIPPE
1) VITA E NOME
Santippe, nata ad Atene nel 440 a.C. circa e morta nel 360 a.C. circa, è diventata famosa
per essere passata alla storia come la moglie di Socrate, descritta spesso dal carattere
bisbetico e polemico e perciò per antonomasia rese il suo nome definizione di “donna acida”.
Si sposò con Socrate nel 415 a.C. circa, quando egli aveva circa 55 anni e lei 25. Da questo
matrimonio nacquero tre figli maschi: Lamprocle, Sofronisco (chiamato come il nonno
paterno, padre di Socrate) e Menesseno.
Santippe si presume che venisse da una famiglia prestigiosa, poiché il suo nome conteneva
Hippos tipico dei nomi appartenenti alla nobiltà; inoltre, il suo nome era formato da “Sant”,
dal greco ξανθός, ovvero "biondo” + “Ippe”,dal greco ἵππος, ovvero "cavallo", cioè cavallo
biondo.
2) ANEDDOTI E RACCONTI
Non esistono veri e propri aneddoti sulla vita di Santippe, eccetto alcune testimonianze
riguardanti il suo carattere in vari scritti.
Il carattere della donna viene riportato in varie opere, come: in alcune più antiche, come il
Fedone di Platone o i Memorabilia di Senofonte,che la presentano come una moglie devota
e una madre amorevole, che godeva dell'affetto ma soprattutto dell'assoluto rispetto del
marito Socrate.
Invece, nel Simposio di Senofonte, il personaggio di Socrate la descrive come "la donna con
cui fra tutte è più difficile andare d'accordo", anche se in seguito ammette e racconta che il
suo carattere lo ha attratto più della sua bellezza.
Eliano e Diogene Laerzio cementificarono una determinata visione del personaggio, in cui si
va a inserire anche l'aneddoto secondo cui, durante una lite, Santippe versò in testa al
marito una brocca d'acqua o addirittura il contenuto di un vaso da notte, gesto al cui Socrate,
impassibile, rispose:"Non è forse vero che al tuono segue la pioggia?".
3) SANTIPPE UNICA MOGLIE?
Secondo lo stesso Diogene che cita come fonte un presunto testo di Aristotele Sulla buona
nascita, Santippe non sarebbe stata l'unica moglie di Socrate; infatti si vociferava che sposò
o tenne in concubinato anche una certa Myrto.
Aristosseno nella Vita di Socrate, dicendo di essersi basato su fonti dirette che avrebbero
conosciuto personalmente il filosofo, Myrto sarebbe stata in realtà la moglie legittima, e
Santippe l'amante, il cui figlio venne poi legittimato: secondo questa versione, Santippe
sarebbe stata la madre solo del primogenito L., mentre gli altri due S. e M. sarebbero stati
figli di Myrto.
Tuttavia, Plutarco sostiene che Myrto fosse solo una povera vedova che Socrate aiutò
accogliendola in casa, senza che ciò implicasse nessun matrimonio o rapporto intimo.
Dato che non esistono fonti congruenti per nessuna delle 2 versioni, la seguente storia ebbe
poco credito allora.
OPERE e SANTIPPE
1) Edgar Allan Poe cita Santippe nella sua poesia An Acrostic, dove Poe usa il nome di
Zantippe come simbolo di un personaggio che rappresenta un contrasto con l'ideale
di bellezza o grazia ed è spesso ricordata nella storia per il suo temperamento
focoso e le sue liti con Socrate.
2) La poetessa inglese Amy Levy ha scritto un monologo drammatico intitolato
"Santippe", in cui Santippe riflette sulla sua vita, sul suo matrimonio e sulle sue
emozioni. La poesia non solo esplora il personaggio di Santippe, ma diventa anche
una riflessione sulle dinamiche di potere, amore e sacrificio nelle relazioni.
Questo monologo fornisce una lettura emotiva e critica della figura storica di
Santippe, mettendo in luce le sue frustrazioni e il conflitto interiore, mentre esplora
temi universali come l'amore, il sacrificio e la solitudine.
3) Nella serie di libri per bambini Un detective in toga di Henry Winterfeld, uno dei
personaggi è soprannominato "Santippo", dal momento che condivide il carattere
della [Link] è un personaggio noto per la sua astuzia e il suo spirito
indagatore. È un giovane schiavo che vive nell'antica Roma e si ritrova coinvolto in
un mistero da risolvere. Nonostante la sua condizione di schiavitù, Santippo dimostra
una grande intelligenza e un forte senso di giustizia. La sua abilità nel raccogliere
informazioni e la sua capacità di osservazione sono fondamentali per svelare gli
enigmi che circondano la trama. Questa figura rappresenta un esempio di come
anche chi è in una posizione di svantaggio possa contribuire a risolvere situazioni
complesse e a combattere l'ingiustizia.
CURIOSITA’ IN PIU’
Dal momento che la tradizione ateniese imponeva di dare al primogenito il nome del nonno
più illustre, è allora probabile che "Lamprocle" fosse il nome del padre di Santippe, e che
occupasse quindi un posto di rilievo ad Atene; ciò si può notare dal fatto che il primogenito
non lo hanno chiamato Sofronisco.
La poetessa esplora il dolore, il risentimento e la frustrazione di Santippe, che si sente
trascurata dal marito, Socrate, più interessato alla filosofia e ai suoi discepoli che alla sua
famiglia e alla sua vita [Link] monologo, Santippe esprime la sua insoddisfazione
per il ruolo che le è stato imposto nella società dell'epoca- La sua rabbia è alimentata dalla
consapevolezza che il suo sacrificio per il marito e la sua famiglia non venga [Link]
monologo è una riflessione sulla condizione di donna nell'antica Grecia, ma anche una
critica alla mancanza di comprensione reciproca all'interno del matrimonio.