Università degli Studi di Catania
SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO
INFORMAZIONE AGLI STUDENTI
Rischio Chimico
Programma
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
2. Misure di prevenzione e protezione
3. Pericoli correlati alla attività di laboratorio
4. Buone prassi di laboratorio
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
Cos’è il rischio
Rischio chimico
Rischio cancerogeno e mutageno
Cos’è il rischio
Solo se ci esponiamo al Pericolo c’è Rischio
esempio
Fonte di pericolo: tossicità di una sostanza (proprietà
intrinseca della sostanza)
se c’è probabilità di entrare in contatto con
la sostanza…
c’è il rischio: intossicazione, avvelenamento…
4 (probabilità che ci sia il danno)
Cos’è il rischio
I RISCHI SONO TUTTI
COMPLETAMENTE ELIMIBABILI?
Cos’è il rischio
NO!
sono insiti nelle nei luoghi, nelle sostanze, nelle macchine o
attrezzature che usiamo, nell’attività svolta, ecc.
Allora cosa possiamo fare?
Cos’è il rischio
Classe di Magnitudo = gravità del danno
Classe di Probabilità = probabilità che accada
Si riduce la probabilità che accada il danno
1. Prevenzione per eliminare il rischio (interventi tecnici,
procedure, informazione e formazione…)
Si riduce la gravità del danno
2. Protezione con idonei Dispositivi di Protezione Collettiva (D.P.C.)
3. Protezione con idonei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.)
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
Cos’è il rischio
Rischio chimico
Rischio cancerogeno e mutageno
Rischio chimico
Esposizione a sostanze e preparati pericolosi immessi nell’ambiente
in seguito all’attività lavorativa e che variano la composizione
dell’aria.
D Lgs 81/08
Titolo I - Principi comuni (artt. 1 - 61)
Titolo II - Luoghi di lavoro (artt. 62 - 68)
Titolo III - Uso delle attrezzature di lavoro e dei d.p.i. (artt. 69 - 87)
Titolo IV - Cantieri temporanei o mobili (artt. 88 - 160)
Titolo V - Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (artt. 161 - 166)
Titolo VI - Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167 – 171)
Titolo VII - Attrezzature munite di videoterminali (artt. 172 - 179)
Titolo VIII - Agenti fisici (artt. 180 – 220)
Titolo IX - Sostanze pericolose (artt. 221 - 265)
Titolo X - Esposizione ad agenti biologici (artt. 266 – 286)
Titolo XI - Protezione da atmosfere esplosive (artt. 287 – 297)
Titolo XII - Disposizioni in materia penale e di procedura penale (artt. 298 – 303)
Rischio chimico
gas
aeriformi
Sostanze e (solo stato gassoso –
miscibilità completa)
preparati
pericolosi vapori
aerosol o particellari
(fase liquida e/o solida
dispersa nell’atmosfera)
nebbie
Aerosol di particelle solide Aerosol di particelle liquide
polveri
fumi
Rischio chimico
Gas
• aeriforme che a temperatura ambiente esiste allo stato di gas (es. ossido di
carbonio, acetilene, protossido di azoto, ozono)
Vapori
• forma gassosa di una sostanza normalmente allo stato liquido (es. vapori di solventi, vapori di acidi)
Polveri generate da azione meccanica (es. taglio, macinazione, levigatura)
• particelle solide disperse nell’aria che penetrano in profondità ma in parte espirate
• frazione che penetra fissa negli alveoli (25% 0,5u di diametro, 55% tra 1-2u e 20% 3u. Oltre i5u
scarsa probabilità di giungere all’alveolo)
Fumi generati da reazioni chimiche
• particelle solide disperse nell’aria
• provenienti dalla combustione incompleta di sostanze carboniose o condensazione di sostanze
gassose, di dimensioni inferiori a 1u (es. scarichi di motori, fumi di saldatura…)
Nebbie generati da reazioni chimiche
• particelle liquide disperse nell’aria
• generate da processi di evaporazione e condensazione, di nebulizzazione, di dimensioni
inferiori a 1u (es. nebbie oleose, nebbie di solventi…)
Rischio chimico
• molto
tossici/tossici
• nocivi
• irritanti
• sensibilizzanti
• cancerogeni
• mutageni
• tossici per il ciclo
riproduttivo
• esplosivi
• infiammabili
• …
Rischio chimico
Esplosivi
• Sostanze e preparati solidi, liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l’azione dell’ossigeno
atmosferico, possono provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in
determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a
riscaldamento in condizione di parziale contenimento
Comburenti
• Sostanze e preparati che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili,
provocano una forte reazione esotermica
Rischio chimico
Estremamente infiammabili, infiammabili:
• sostanze e preparati liquidi con punto di infiammabilità estremamente basso e punto di ebollizione
basso;
• sostanze e preparati gassosi che, a contatto con l'aria, a temperatura ambiente e senza apporto di
energia, possono subire innalzamenti termici e da ultimo infiammarsi;
• sostanze e preparati solidi che possono facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una
sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo l’allontanamento della
sorgente;
• sostanze e preparati che, a contatto con l'acqua o l'aria umida, sprigionano gas estremamente
infiammabili in quantità pericolose
Rischio chimico
Molto tossiche, tossiche o nocive
• sostanze e preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccolissime quantità,
possono essere letali o provocare lesioni acute o croniche;
Corrosive
• sostanze e preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un'azione distruttiva (ustione
chimica);
Irritanti
• sostanze e preparati, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una
reazione infiammatoria;
Sensibilizzanti
• sostanze e preparati che, per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo ad una reazione di
ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse
caratteristiche.
Rischio chimico
Mutagene
• sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre
difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza;
Tossiche per il ciclo riproduttivo
• sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare o
rendere più frequenti effetti nocivi, non ereditari, nella prole oppure danni a carico della funzione o
delle capacità riproduttive maschili o femminili.
Rischio chimico
Pericolose per l'ambiente
• Sostanze e preparati che qualora si diffondano nell'ambiente, presentano o possono presentare
rischi per una o più delle componenti ambientali.
Rischio chimico
MISCIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DELLE SOSTANZE
Bisogna porre particolare attenzione durante l’uso, lo smaltimento e anche
lo stoccaggio delle sostanze chimiche e dei preparati.
Alcune sostanze usate in laboratorio reagiscono in modo pericoloso quando
sono in contatto tra loro.
Rischio chimico
MISCIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DELLE SOSTANZE
INFIAMMABILI + COMBURENTI = reazione esotermica che può
produrre grandi quantità di calore, fino ad arrivare alla
accensione della miscela ed all'innesco di incendi, e può
produrre inoltre la decomposizione di sostanze e lo sviluppo di
vapori tossici.
ACIDI + ALCALI = reazione che porta alla formazione di Sali che
produce tanto più calore quanto più forti e concentrate sono le
sostanze coinvolte; acidi ed alcali si presentano generalmente
come soluzioni acquose per cui non sussiste un pericolo di
innesco, ma il forte calore prodotto dalle reazioni può
comportare l'evaporazione delle soluzioni, lo sviluppo di vapori
tossici e la rottura dei contenitori in vetro.
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Rischio chimico
MISCIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DELLE SOSTANZE
ACIDI O ALCALI + IPOCLORITO = caso particolare di combinazione di sostanze aggressive (acidi e alcali)
con una sostanza potenzialmente tossica (ipoclorito); si tratta di sostanze diffuse, anche ad es. negli
ambienti ospedalieri, in quanto entrano nella composizione dei prodotti per la pulizia degli ambienti
(disincrostanti e disin
fettanti). Un uso improprio di miscele di tali sostanze provoca la rottura della molecola di ipoclorito
che libera cloro allo stato gassoso, molto tossico ed irritante per inalazione.
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Rischio chimico
MISCIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DELLE SOSTANZE – CORRETTO STOCCAGGIO
• Le informazioni le troviamo sulle SDS ed esistono elenchi di
sostante incompatibili facilmente reperibili nel web. 21
Rischio chimico
via di penetrazione dell’agente chimico
respiratoria cutanea
digerente
Introduzione può avvenire contemporaneamente
per più vie !!
Rischio chimico
respiratoria
Rischio chimico
digerente
Rischio chimico
cutanea
Rischio chimico
MODALITÀ DI AZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
• in modo improvviso e brutale incidente/infortunio: incendio,
esplosione, ustione, intossicazione, asfissia, ecc.
• dopo un certo tempo di esposizione malattia: dell’apparato respiratorio
(asma, rinite, allergie), di malattie della pelle e delle mucose (irritazioni,
ulcerazioni, eczemi, ecc.), di malattie del sistema nervoso (mal di testa,
tremori, turbe psichiche, ecc.), dei tumori (delle vie aeree e digerenti,
ecc.).
Rischio chimico
Per valutare correttamente l’esposizione ad agenti chimici bisogna riferirsi
a valori di riferimento!!
Si fa ricorso a valori limite di esposizione professionale
I più noti e usati nei paesi industrializzati sono i TLV (Treshold limit values)
dell’ACGIH ( American Conference of Governmental Industrial Hygienists) e
sono tre: TLV-TWA - TLV-STEL - TLV-C
È SUFFICIENTE CHE UNO QUALSIASI DEI TLV
VENGA SUPERATO PER PRESUMERE CHE
ESISTA UN POTENZIALE RISCHIO DI
ESPOSIZIONE PER LA SOSTANZA IN
QUESTIONE
Rischio chimico
TLV-TWA – media ponderata nel tempo: concentrazione media
ponderata nel tempo (su una giornata lavorativa di 8 ore e 40 ore
lavorative settimanali) alla quale si ritiene che quasi tutti i lavoratori
possono essere esposti ripetutamente, giorno dopo giorno, senza
effetti negativi.
Non bisogna dimenticare la sensibilità individuale!!!!
TLV-STEL - limite per breve tempo di esposizione: concentrazione alla
quale si ritiene che i lavoratori possono essere esposti
continuativamente per un breve periodo di tempo senza che
insorgano: irritazione, alterazione cronica o irreversibile del tessuto,
riduzione dello stato di vigilanza o influire sulle capacità di mettersi in
salvo o ridurre materialmente l’efficienza lavorativa, purchè il TLV-TWA
giornaliero non venga superato.
TLV-C - Ceiling (tetto): concentrazione che non deve essere superata
durante qualsiasi momento dell’esposizione lavorativa.
Rischio chimico
COME CONOSCERE LE SOSTANZE :
1. ETICHETTA posta sulla confezione è un’importante fonte di
informazione sui rischi a cui siamo esposti e sui danni a cui
possiamo andare incontro per la nostra salute, per l’ambiente e per i
nostri beni.
2. SCHEDA DI SICUREZZA fornita con la confezione dal produttore
contiene informazioni più approfondite.
Rischio chimico
1. ETICHETTA
• Specifiche norme stabiliscono quali informazioni vanno poste
sull’etichetta. Norme che si sono evolute ed adeguate nel tempo in base
alle nuove conoscenze della scienza e della tecnica.
• Nel 2008 la Comunità Europea ha emanato il Regolamento CLP
(Classification Labelling Packaging) relativo a classificazione, etichettatura
e imballaggio delle sostanze e delle miscele. Con questo regolamento si
invitano le aziende a modificare le informazioni delle etichette per
uniformarsi al sistema di comunicazione dei pericoli globali GHS (Global
Harmonized System) valido in tutti i paesi del mondo.
• Vantaggio: pittogrammi e informazioni sono riconosciute a livello
mondiale e non più solo europeo, ciò facilita la comunicazione.
Global Harmonized System
dell’ONU
Rischio chimico
1. ETICHETTA
Rischio chimico
Rischio chimico
1. ETICHETTA
Direttiva 67/548 Regolamento CLP
Rischio chimico
1. ETICHETTA
Inoltre con il regolamento CLP …scompaiono le frasi R ed S
Indicazioni di pericolo: H Consigli di prudenza: P
200-299 pericolo fisico 1 00 Generale
300-399 pericolo per la salute 2 00 Prevenzione
400-499 pericolo per l’ambiente 3 00 Reazione
4 00 Conservazione
5 00 Smaltimento
Rischio chimico
2. SCHEDA DI SICUREZZA
• ACCOMPAGNANO OBBLIGATORIAMENTE I
PRODOTTI PERICOLOSI E SONO COMPOSTE
DA 16 VOCI STANDARDIZZATE
• REDATTE NELLA LINGUA DEL PAESE DI
IMPIEGO
• INFORMAZIONI PIÙ APPROFONDITE
RISPETTO ALL’ETICHETTA
• CONFORMI AL REGOLAMENTO CLP
(PITTOGRAMMI E FRASI DI RISCHIO)
• AGGIORNATE DAI FORNITORI SE
DISPONIBILI NUOVE INFO SU MISURE DI
GESTIONE DEI RISCHI O SU NUOVI PERICOLI
O EVENTUALI RESTRIZIONI
Rischio chimico
2. SCHEDA DI SICUREZZA
Aggiornate al regolamento europeo
REACH Registration, Evaluation and
Authorization of Chemicals.
Regolamento n. 1907/2006 del
Parlamento Europeo e del Consiglio
del 18 Dicembre 2006,
concernente la registrazione, la
valutazione, l’autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche.
Rischio chimico
Il regolamento europeo REACH prevede che i circa 30 000 composti
attualmente prodotti e utilizzati dall’industria chimica vengano
assoggettati ad una serie di controlli per verificarne i possibili effetti
sulla salute umana e sull’ambiente sia nel corso della loro
produzione che durante il successivo utilizzo.
Il punto chiave è che l’onere di questi controlli passa dalle
autorità nazionali e comunitarie (cioè dalla collettività) alle
industrie.
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
Cos’è il rischio
Rischio chimico
Rischio cancerogeno e mutageno
Rischio cancerogeno e mutageno
Rischio legato a sostanze che aumentano significativamente il rischio
di contrarre malattie tumorali nei soggetti esposti anche a distanza di
anni dal momento della cessazione dell’attività lavorativa, o che
generano mutazioni geniche e/o cromosomiche in cellule somatiche
e/o germinali.
Rischio cancerogeno e mutageno
Con riferimento specifico al Titolo IX del [Link]. 81/2008 è necessario
attenersi a quanto segue:
1. Tutte le lavorazioni che comportino l'impiego di
sostanze/preparati cancerogeni-mutageni devono essere
evitate sostituendo, se possibile, detti prodotti con altri meno
nocivi per la salute.
2. Se il ricorso ad altri materiali non è possibile, le lavorazioni
devono essere effettuate separatamente dalle altre, in modo
da non coinvolgere persone estranee alla lavorazione in
questione, in un sistema chiuso, ovvero sotto cappa da
laboratorio o sistemi equivalenti, usando dispositivi di
protezione individuale (guanti, occhiali, maschere, ecc...).
Rischio cancerogeno e mutageno
3. La quantità di prodotto presente in laboratorio deve essere
quella strettamente necessaria.
4. Il numero dei lavoratori esposti dovrà essere limitato a
quello strettamente necessario.
5. L'operatore dovrà provvedere, dopo l'uso, alla sistematica
pulizia di attrezzature, ambienti, ecc.
6. Particolare cura va posta nella pulizia di DPI ed indumenti.
7. Per gli scarti occorre assicurare che la raccolta in attesa
dell'avvio allo smaltimento avvenga in condizioni di
sicurezza, utilizzando contenitori ermetici etichettati in
modo chiaro, completo, ben visibile.
Programma
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
2. Misure di prevenzione e protezione
3. Pericoli correlati alla attività di laboratorio
4. Buone prassi di laboratorio
4. Misure di prevenzione e protezione
Informazione e Formazione
Dispositivi di protezione collettiva
Dispositivi di protezione individuale
Misure di prevenzione e protezione
Per i rischi NON completamente eliminabili, applicate tutte le misure
preventive possibili:
Si riduce la probabilità che accada il danno
1. Prevenzione per eliminare il rischio (interventi tecnici, procedure
operative, informazione e formazione…)
Si riduce la magnitudo – gravità del danno
2. Protezione con idonei Dispositivi di Protezione Collettiva (D.P.C.)
3. Protezione con idonei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.)
Misure di prevenzione e protezione
1. INFORMAZIONE
Il rischio chimico deve poter essere individuato
rapidamente da tutto il personale compreso quello delle
ditte esterne per mezzo di:
Segnaletica (cartelli, colori, segnali luminosi e acustici,
ecc.), etichette, pittogrammi, schede di sicurezza,
istruzioni operative, procedure tecniche per l’uso di
apparecchiature.
Misure di prevenzione e protezione
2. FORMAZIONE
Tutti i lavoratori (anche gli equiparati) devono essere capaci di:
Identificare i rischi che possono presentarsi nei luoghi di lavoro.
Comprendere i rischi indicati dalle marcature delle attrezzature
di laboratorio, dall'etichettatura degli imballaggi e dalle schede
di sicurezza messe a loro disposizione.
Attuare le misure di prevenzione necessarie in funzione dei rischi
identificati
Scegliere e utilizzare i dispositivi di protezione individuale
necessari
Identificare e utilizzare i mezzi di soccorso di cui dispongono
Rispettare le regole elementari di igiene e sicurezza.
Misure di prevenzione e protezione
Alcuni Dispositivi di Protezione Collettiva
(D.P.C.)
Alcuni Dispositivi di Protezione Individuale
(D.P.I.)
Rischio chimico
MISCIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DELLE SOSTANZE – CORRETTO STOCCAGGIO
. acidi
· basi Ciascun reagente nel giusto armadio!!
· infiammabili
· tossici
Rischio chimico
MISCIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DELLE SOSTANZE – CORRETTO STOCCAGGIO
• per lo stoccaggio di sostanze infiammabili devono essere
utilizzati armadi di sicurezza antincendio
• per lo stoccaggio di sostanze tossiche devono essere
utilizzati armadi di sicurezza con aspirazione verso l’esterno
che garantiscano un elevato numero ricambi d’aria ora.
(Ulteriore suddivisione in scaffali diversi ad es. se ci sono
acidi e basi tossiche)
• per lo stoccaggio sostanze acide e basiche devono essere
utilizzati armadi di sicurezza con aspirazione verso l’esterno
che garantiscano tra i 30-50 ricambi d’aria ora
Misure di prevenzione e protezione
Dispositivi di protezione collettiva
Misure di prevenzione e protezione
Misure di prevenzione e protezione
Misure di prevenzione e protezione
Misure di prevenzione e protezione
Dispositivi di protezione individuale
- Camici (antiacido, antistastico e ignifugo)
- Occhiali: a stanghetta con ripari laterali
per protezione chimica,
per protezione alle alte/basse temperature,
per raggi UV,
per raggi laser
Visiera, maschera facciale per la protezione da
schizzi e areosol
Misure di prevenzione e protezione
Maschere protettive:
– mascherine igieniche per polveri innocue di diametro
>=5 micron
– FFP1 per la protezione da polveri nocive, aerosol a base
acquosa di materiale particellare (>=0,02 micron)
– FFP2 per la protezione da polveri a media tossicità, fibre
e areosol a base acquosa di materiale particellare (>=
0,02 micron), fumi metallici
– FFP3 per la protezione da polveri tossiche, fumi aerosol
a base acquosa di materiale particellare tossico con
granulometria >=0,02 micron
Misure di prevenzione e protezione
Maschere protettive:
• maschere per gas e vapori organici con filtri antigas di classe 1,
2, 3, rispettivamente con piccola, media e grande capacità di
assorbimento; grigio per gas e vapori inorganici; giallo per
anidride solforosa, altri gas e vapori acidi; verde per
ammoniaca e suoi derivati organici; blu/bianco per ossidi di
azoto; rosso/bianco per mercurio.
• maschere combinate con filtri in grado di trattenere sia
particelle in sospensione solide e/o liquide che gas e vapori
Misure di prevenzione e protezione
Guanti:
1. monouso di
materiale
compatibile con le
sostanze
manipolate.
2. sotto-guanti di
materiale
anallergico
3. anticalore per
alte temperature
4. criogenici per
azoto liquido
Misure di prevenzione e protezione
- grembiule per azoto liquido e visiera per criogeni
- copri-scarpe
- calzature da lavoro a norma
Programma
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
2. Misure di prevenzione e protezione
3. Pericoli correlati alla attività di laboratorio
4. Buone prassi di laboratorio
5. Pericoli correlati alle attività di laboratorio
Pericoli legati ai materiali/sostanze utilizzati
Pericoli connessi alle apparecchiature
Pericoli legati all’ambiente
Pericoli legati all’operatore
Pericoli legati ai materiali/sostanze utilizzati
Sostanze e preparati pericolosi in quanto:
Irritanti, tossiche, nocive, corrosive, cancerogene, capaci di
provocare effetti irreversibili, esplosive, infiammabili, agenti
biologici pericolosi …materiali radioattivi …
Pericoli connessi alle apparecchiature
centrifughe, agitatori ed
in genere parti meccaniche
in movimento, sotto pressione
e sotto vuoto, ad alte o
basse temperature, ecc…
Pericoli presentati da strutture, locali, impianti,
arredi
scarso o cattivo utilizzo degli spazi,
affollamento, distribuzione di gas
non sicura, piani di lavoro, banchi
e cappe non idonei…
Pericoli legati all’operatore
Addestramento non sempre
sufficientemente adeguato degli operatori
Eccessiva certezza dell’operatore nel
compiere una tecnica routinaria
Distrazione dell’operatore dovuta a
fattori estrinseci
Programma
1. Concetto di Rischio e Rischi specifici
2. Misure di prevenzione e protezione
3. Pericoli correlati alla attività di laboratorio
4. Buone prassi di laboratorio
Buone prassi di laboratorio
Non lavorare mai in laboratorio da solo nè in assenza del tuo Tutor
o del Tecnico Preposto
Buone prassi di laboratorio
Buone prassi di laboratorio
Vestiti in modo adeguato ed indossa sempre i Dispositivi di Protezione Individuale richiesti,
mantienili in buono stato e segnala eventuali problemi.
Buone prassi di laboratorio
Leggi le schede di sicurezza dei prodotti chimici che devi utilizzare
Buone prassi di laboratorio
Etichetta tutti i reagenti (working solution) e le soluzioni indicando cos’è, la
concentrazione, data di preparazione e scadenza, stabilità e modalità di
conservazione. Non abbandonare mai materiale non identificabile nelle aree di
lavoro!!!
Buone prassi di laboratorio
Se effettui delle operazioni che comportano pericolo comunicalo alle persone
presenti in laboratorio, potrebbero avere la necessità di indossare DPI adeguati.
Verifica se particolari lavorazioni richiedono specifiche procedure operative e non
lasciare senza controllo le reazioni in corso a meno che non siano state
predisposte apposite procedure.
Non toccare maniglie delle porte, mouse, telefonino o altri oggetti in laboratorio
con guanti contaminati!!
Buone prassi di laboratorio
Pulisci sempre il banco di lavoro prima e dopo ogni esperimento
Buone prassi di laboratorio
Prima spegni e pulisci la bilancia quando utilizzi sostanze tossiche
Buone prassi di laboratorio
Alla fine dell’esperimento riponi strumentazioni, reagenti e vetreria al proprio posto
Buone prassi di laboratorio
Non portare fuori dal laboratorio reagenti senza specifica autorizzazione
Buone prassi di laboratorio
Assicurati che i reagenti siano stoccati per compatibilità e negli armadi
appropriati
Buone prassi di laboratorio
Identifica e smaltisci in modo corretto i rifiuti speciali che hai prodotto
Manipolazione di una sostanza tossica
Pericolo: Tossicità della sostanza
RISCHIO: penetrazione della
sostanza per contatto e inalazione
Rischio presente: elevato Rischio presente: basso
Spesso non è necessario scoprire cose nuove ma
vedere con occhi differenti ciò che già conosciamo
A. Einstein
Grazie per l’attenzione!!