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Kant

Il documento esplora la vita e il pensiero di un filosofo nato a Kaliningrad, evidenziando il suo ideale politico di una repubblica basata sui principi della rivoluzione francese e la sua critica al dispotismo. La sua filosofia, nota come criticismo, si concentra sull'analisi dei fondamenti della conoscenza, distinguendo tra conoscenza intellettuale e sensibile, e proponendo una nuova teoria della conoscenza che integra materia e forma. La sua opera principale, 'Critica della ragion pura', affronta le condizioni di possibilità della matematica, fisica e metafisica, stabilendo la validità della conoscenza umana e i limiti della ragione.

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Kant

Il documento esplora la vita e il pensiero di un filosofo nato a Kaliningrad, evidenziando il suo ideale politico di una repubblica basata sui principi della rivoluzione francese e la sua critica al dispotismo. La sua filosofia, nota come criticismo, si concentra sull'analisi dei fondamenti della conoscenza, distinguendo tra conoscenza intellettuale e sensibile, e proponendo una nuova teoria della conoscenza che integra materia e forma. La sua opera principale, 'Critica della ragion pura', affronta le condizioni di possibilità della matematica, fisica e metafisica, stabilendo la validità della conoscenza umana e i limiti della ragione.

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Nasce a Kaliningrad, città Russa.

Fu educato nello spirito religioso del pietismo (religione protestante molto


rigorosa dal punto di vista della disciplina). si iscrive all’università e inizia ad insegnare come precettore
privato per poi andare nell’università della sua città.

Il suo ideale politico, lo delineò nello scritto “Per la pace perpetua”, Un progetto filosofico era
quello di aver una costituzione repubblicana fondata sui principi della rivoluzione francese
(libertà, indipendenza e eguaglianza). Era a favore ma ne condannava gli eccessi.
la ragione è il bene più alto sulla terra e l’ultima pietra di paragone della verità. Rifiutava
il dispotismo e “costringeva dolcemente a pensare da sè”. sulla sua tomba furono incise
le seguenti parole <<Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me>>.

Nell’attività si distinguono TRE PERIODI:

- IL PRIMO (PRECRITICO) si interessa alle scienze naturali. L’opera


principale descrive la formazione dell’intero sistema cosmico
- IL SECONDO prevale l’interesse filosofico con l’orientamento verso l’empirismo inglese e il criticismo
- NEL (CRITICO) scrive critica: della ragion pura, pratica, del giudizio

LA DISSERTAZIONE

La scrive per poter essere professore fisso all’università. Il ’69 fu un anno importante
che gli ha portato una gran luce perché in filosofia è stato come Copernico in astronomia.

In essa distingue la CONOSCENZA:


- INTELLETTUALE che coglie le cose come sono nel loro ordine intellegibile (i noumeni)
- SENSIBILE che coglie le cose come appaiono (i fenomeni)
In essa distingue:
- MATERIA ovvero la sensazione, una modificazione degli organi di senso quindi a “posteriori”
- FORMA, la legge, indipendente dalla sensibilità, ordina la materia sensibile.
Le due forme, sono spazio e il tempo

La sua filosofia CRITICISMO, perché fa della critica lo strumento per eccellenza


della filosofia. ossia interrogarsi sul fondamento di determinate esperienze umane
Infatti si giudica dopo l’esperienza altrimenti si cade nel pregiudizio. Ci si interroga
su queste esperienze x chiarire possibilità, validità e i limiti

Il KANTISMO può essere considerato come la prosecuzione


di quell’indirizzo critico che l’empirismo inglese aveva seguito fin da Locke
riconoscendo e segnando i limiti della ragione e del mondo umano
Il kantismo Della ragione, vuole chiarirne in modo esauriente strutture e possibilità.
LA CRITICA DELLA RAGION PURA: analisi critica dei fondamenti del sapere
l'universo era diviso in:
- SCIENZA (matematica e fisica) che grazie ai successi di Galileo e Newton
appariva come un sapere fondato e in continuo progresso
- METAFISICA con il suo volere andare oltre l'esperienza non aveva
trovato il cammino sicuro della scienza

necessità di un riesame globale della struttura e della validità della conoscenza.


Per lui la ricerca sui fondamenti del sapere diventa un'indagine rivolta alla matematica, fisica e metafisica
Da qui nascono le DOMANDE FONDAMENTALI a cui la critica risponderà
/ Com'è possibile la Matematica Pura? La fisica? La metafisica come disposizione naturale? come scienza?

-di MATEMATICA E FISICA deve giustificare e chiarire le condizioni che le rendono possibili come scienze
- nel caso della METAFISICA Bisogna scoprire se ci sono condizioni tali per porla come scienza

Una volta individuato il fondamento della scientificità di matematica e fisica


sarà possibile vedere se anche la metafisica possa costruirsi su di esso.

È convinto che la conoscenza umana, in particolare la SCIENZA è l'esempio di verità universale e necessarie.
Pur derivando in parte dall'esperienza e nutrendosene, ha principi immutabili che sono pilastri su cui essa
si regge che denomina come GIUDIZI SINTETICI A PRIORI
- giudizi perché connettono un predicato con un soggetto
- sintetici il predicato dice qualcosa di nuovo e in più rispetto al soggetto
- a priori essendo universali non derivano dall'esperienza

Non sono:
- GIUDIZI ANALITICI A PRIORI. Il predicato non fa che esplicitare quanto già implicitamente
contenuto nel soggetto. Pur essendo universali e necessari sono infecondi Perché non
ampliano il nostro preesistente patrimonio conoscitivo. Richiamano la concezione
razionalistica, che parte da questi principi per derivare da essi tutto lo scibile.
È CONTRO a ciò in quanto dice che la scienza derivi dall’esperienza
- GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto
aggiungendosi o sintetizzando ad esso in virtù dell'esperienza. Pur essendo fecondi sono
privi di universalità perché Poggiano sull'esperienza. Richiamano l'interpretazione
empiristica che fonda la scienza solamente sull'esperienza.
È CONTRO ciò in quanto per lui alla base dell'esperienza ci sono principi
inderivabili dall'esperienza stessa

RIVOLUZIONE COPERNICANA
Elabora una nuova TEORIA della conoscenza la SINTESI DI MATERIA E FORMA Ovvero come elemento a
posteriori e a priori
- la MATERIA è la molteplicità mutevole delle impressioni sensibili che provengono dall'esperienza
- la FORMA è l'insieme delle modalità fisse attraverso cui la mente umana ordine tali impressioni

ES. Paragona la mente kantiana a un computer che elabora i dati forniti dall'esterno utilizzando
una serie di programmi fissi e, pur mutando le informazioni (impressioni sensibili)
non muta gli schemi attraverso i quali sono ricevute (forme a priori)
KARL POPPER assimila le forme a priori kantiane a una specie di intelaiatura per gli oggetti e gli eventi
ES. se portassimo sempre delle lenti azzurre potremmo dire che il mondo anche in futuro continuerà ad
essere azzurro Quindi, ogni evento anche in futuro dipenderà da cause nello spazio e nel tempo

Ciò implica IMPORTANTI CONSEGUENZE.


- LA PRIMA. Per spiegare la scienza ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto dicendo che non è la
mente che si modella in modo passivo sulla realtà, ma è quest'ultima che si modella sulle forme a
priori attraverso cui la percepiamo. come Copernico fece per spiegare i moti tra sole e terra

LA SECONDA è distinzione tra:


- FENOMENO è la realtà quale ci appare tramite le forme a priori
- COSA IN SÉ / considerata indipendentemente da noi e dalle forme a priori, costituisce x sconosciuta

PARTIZIONE CRITICA
Distingue TRE FACOLTÀ CONOSCITIVE:
- LA SENSIBILITÀ la facoltà con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi e tramite
le forme a priori di spazio e tempo
- L'INTELLETTO attraverso cui pensiamo i dati sensibili tramite concetti puri o categorie
- A RAGIONE procedendo oltre l'esperienza cerca di spiegare la realtà mediante le 3 idee

La Critica divisa in DUE DOTTRINE:


- DEGLI ELEMENTI che vuole scoprire gli elementi formali della conoscenza (puri o a priori)
- DEL METODO consiste nel determinare il loro uso
La dottrina degli elementi divisa in:
- ESTETICA TRASCENDENTALE studia la sensibilità e le forme a priori di
spazio e tempo, fondando su di essi la matematica
- LOGICA divisa in analitica (studia intelletto e forme a priori) e dialettica
(ragione e 3 idee sulle quali si forma la metafisica)

NELL'ESTETICA TRASCENDENTALE studia la SENSIBILITÀ (recettiva, accoglie i contenuti per intuizione dalla
realtà o dall'esperienza) e (attiva, organizza il materiale delle sensazioni tramite spazio e tempo

- SPAZIO è la forma del senso esterno, la rappresentazione a priori


che sta a fondamento delle intuizioni esterne e il disporsi delle cose l’una accanto all'altra
- TEMPO è la forma del senso interno a fondamento dei nostri
stati interni e dei loro disporsi l'uno dopo l'altro.

NELL'ESPOSIZIONE METAFISICA confuta la visione:

- EMPIRISTICA considera spazio e tempo tratte dall'esperienza (Locke).


spazio e tempo non possono derivare dall'esperienza perché per
fare un'esperienza dobbiamo presupporre le rappresentazioni di spazio e tempo

- OGGETTIVISTICA li considera come entità a sé stanti o recipienti vuoti (Newton).


se spazio e tempo fossero recipienti vuoti, dovrebbero continuare ad esistere anche se in essi
non vi fossero oggetti. non sono contenitori xk non si potrebbe concepire la loro esistenza,
ma sono quadri mentali a priori entro cui connettiamo dati fenomenici
- CONCETTUALISTICA li considera concetti che esprimono rapporti tra le cose (Leibniz).
spazio e tempo non possono essere considerati con lo stesso criterio
xk hanno una natura di tipo intuitiva e non discorsiva

NELL'ESPOSIZIONE TRASCENDENTALE
Continua a giustificarli tramite considerazioni matematiche.
La geometria e aritmetica sono scienze sintetiche a priori per eccellenza,
xk ampliano le nostre conoscenze tramite costruzioni mentali che vanno oltre il già Noto

- LA GEOMETRIA dimostra le proprietà delle figure mediante


l’intuizione pura di spazio senza ricorrere all'esperienza
- L'ARITMETICA determina la proprietà delle serie numeriche basandosi sull'intuizione
pura di spazio, che è universale in quanto valida per tutte le menti pensanti

LA LOGICA TRASCENDENTALE è la 2 parte della dottrina degli elementi.


Vuol stabilire l'origine e la validità oggettiva delle conoscenze a priori che sono
proprie dell'intelletto e della ragione
Sensibilità e intelletto sono indispensabili alla conoscenza poiché senza sensibilità
nessun oggetto ci verrebbe dato e senza intelletto nessun oggetto verrebbe pensato

I CONCETTI sono funzioni (operazioni che consistono nell’ordinare diverse rappresentazioni) sono:
- EMPIRICI costruiti con materiali ricavati dall'esperienza
- PURI contenuti a priori nell'intelletto

I puri si identificano con le CATEGORIE (concetti basilari della mente che


costituiscono le supreme funzioni unificatrici dell'intelletto.)
(Poiché pensare è giudicare, E poiché giudicare significa attribuire un
predicato a un soggetto, ci saranno tante categorie Quante sono le modalità di giudizio)
Raggruppa i giudizi secondo la qualità, quantità, relazione e modalità
e fa corrispondere a ogni tipo di giudizio un tipo di categoria

Formulata la tavola delle categorie, deve giustificare la validità e il loro uso


Nella DEDUZIONE TRASCENDENTALE

Per le forme della sensibilità, (per spazio e tempo) il problema non sussiste poiché
un oggetto non può apparire all'uomo se non attraverso queste forme.
Riguardo le categorie non è evidente che gli oggetti debbano sottostare ad esse. Kant vuol dirci che dire
che la realtà obbedisce alle nostre intuizioni e ai nostri pensieri è un paradosso che esige una giustificazione

LA SOLUZIONE KANTIANA È ARTICOLATA IN ALCUNI PUNTI


In un ragionamento che consiste nel mostrare che:
Poiché tutti i pensieri presuppongono l'io penso, E poiché Esso pensa
tramite le categorie, ne segue che tutti gli oggetti pensanti presuppongono le categorie.
Ciò equivale a dire che la natura obbedisce alle forme del nostro intelletto

IO PENSO
si configura come il principio supremo della conoscenza umana, a cui deve sottostare
Ogni realtà per poter entrare nel campo dell’esperienza e divenire un oggetto per noi.
Senza l'io penso e le categorie saremmo chiusi nel cerchio della soggettività
individuale e potremmo stabilire soltanto delle connessioni particolari

NELLA DOTTRINA DELL'IO


invece di cercare in Dio la garanzia ultima della conoscenza, la scopre nella mente dell'uomo

Intende il fondamento del sapere in termini di possibilità e limiti, conforme


al modo d'essere dell’ente Pensante finito: l'uomo
LE IDEE funzionano solo in rapporto con le istituzioni spazio-temporali alle quali si applicano.
Considerate di per sé sono vuote e questo fa sì che esse risultino operanti solo in relazione al fenomeno
Di conseguenza il conoscere non può estendersi al di là dell'esperienza, in quanto una conoscenza che non
si riferisce all' esperienza non è conoscenza, ma un vuoto pensiero che non conosce nulla

L'ambito della conoscenza umana è limitato al fenomeno, poiché la cosa in sé che denomina
NOUMENO (intelligibile puro) non può divenire oggetto di un'esperienza possibile. Distingue:

- IN SENSO POSITIVO. esso è l’oggetto di un'intuizione non sensibile, cioè una conoscenza
che a noi non è accessibile e che potrebbe essere Propria di un possibile intelletto
Divino dotato di una intuizione intellettuale
- IN SENSO NEGATIVO. È il concetto di una cosa in sé (come di una x) che non può entrare in
rapporto conoscitivo con noi ed essere oggetto della nostra intuizione sensibile

ES. Paragona la conoscenza scientifica alla terraferma di un’isola, mentre assimila il desiderio di varcare le
soglie dell’esperienza alle smanie di un navigante attratto dalla scoperta di terre nuove ma destinato a
viaggiare per i flutti
-Nell'estetica e nell’analitica Porta a termine la prima parte del suo programma,
dimostrare come sia possibile il sapere scientifico.
-Nella dialettica affronta la seconda parte di tale programma, ovvero il
problema se la metafisica può costituirsi come scienza o no.

LA DIALETTICA TRASCENDENTALE

è l'analisi e lo smascheramento dei ragionamenti Fallaci (che ingannano) della metafisica


LA METAFISICA è un parto della ragione, questa non è altro che l'intelletto stesso. Questo procedere
oltre i dati esperienziali, deriva dalla nostra innata tendenza all’incondizionato e alla totalità.

Questa spiegazione fa leva sulle 3 IDEE TRASCENDENTALI che sono proprie della
ragione che porta a unificare dati:
- DEL SENSO INTERNO mediante l'idea di anima (l'idea della totalità dei fenomeni interni)
- DEL SENSO ESTERNO mediante l'idea di mondo (// esterni)
- INTERNI ED ESTERNI mediante l'idea di Dio (inteso come totalità di tutte
le totalità e fondamento di tutto ciò che esiste)
LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA
La ragione serve a dirigere l'azione, così accanto alla ragione teoretica troviamo quella pratica.

Distingue:
- LA RAGION PURA PRATICA che opera indipendentemente dall'esperienza e dalla sensibilità
- LA RAGION EMPIRICA PRATICA che opera sulla base dell'esperienza e della sensibilità

E poiché la moralità si identifica con la dimensione della ragion pura pratica, Kant dovrà
distinguere in quali casi la ragione è pratica e pura, In quali è pratica senza essere pura
ALLA BASE DELLA CRITICA si trova una legge morale valida per tutti e per sempre.

ESISTE UNA LEGGE MORALE ASSOLUTA O INCONDIZIONATA e dal suo punto di vista:
-o è una chimera, in quanto l'uomo agisce in virtù delle inclinazioni naturali,
- o deve essere incondizionata, cioè presupporre una Ragion Pratica pura capace di svincolarsi dalle
inclinazioni sensibili e di guidare la condotta in modo stabile

La tesi dell'assolutezza della morale implica 2 CONVINZIONI:


- la libertà di agire dell'uomo. La morale implica la possibilità umana di autodeterminarsi al di là delle
sollecitazioni, facendo sì che la libertà si configuri come il primo presupposto della vita etica
- di conseguenza la legge morale risulterà universale e necessaria,
(immutabilmente uguale a se stessa in ogni tempo e luogo)

Kant distingue PRINCIPI PRATICI (le regole generali della nostra volontà) in:
- LA MASSIMA la prescrizione di valore puramente soggettivo, valida per l'individuo che la fa propria
- L'IMPERATIVO è una prescrizione di valore oggettivo, che vale per chiunque.

GLI IMPERATIVI si dividono in:

IMPERATIVI IPOTETICI prescrivono dei mezzi in vista di determinati Fini


e hanno la forma del “Se… devi…” Essi si specificano in:
- REGOLE DALL'ABILITÀ che illustrano le norme tecniche per raggiungere un certo scopo
- IN CONSIGLI DELLA PRUDENZA Che forniscono i mezzi per ottenere il benessere o la felicità

L'IMPERATIVO CATEGORICO ordina il dovere in modo incondizionato, ossia il “devi” Puro e Semplice.
definisce qualcosa di incondizionato non richiedente altro che il rispetto della legge in generale.

Esistono 3 formule:
- BASE. “agisci in modo che la massima della tua volontà possa
- valere sempre come principio di una legislazione universale.”
- SECONDA. “agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona
- sia in quella di ogni altro sempre come fine e mai come mezzo.”
rispettare la dignità umana Che è in te e negli altri, evitando di ridurre
il prossimo o te al mezzo del tuo egoismo e delle tue passioni.
- TERZA. ripete la prima, ma a differenza mette in evidenza l’autonomia
della volontà, dicendo che il comando morale non debba essere un imperativo esterno,
ma il frutto spontaneo della volontà razionale, la quale essendo legge fa sì che noi,
sottomettendoci adesso non facciamo che obbedire a noi stessi
nella DIALETTICA DELLA RAGION PURA PRATICA prende in considerazione IL SOMMO BENE.

In questo mondo, virtù e felicità non sono mai congiunte, poiché essere virtuosi
e la ricerca della felicità sono due azioni distinte e opposte. Di conseguenza, virtù
e felicità costituiscono il contrato etica per eccellenza che forma l’oggetto specifico
della dialettica della ragion pura pratica.
L’unico modo per uscire da tale qst contrasto che rischia di rendere impossibile il sommo
bene è di postulare un mondo dell’aldilà in cui possa realizzarsi ciò che risulta impossibile: virtù = felicità

I POSTULATI DELLA RAGION PURA PRATICA


sono le esigenze interne della morale che vengono ammesse per rendere possibile la
realtà della morale stessa, ma che non possono essere dimostrate. SN:

- IL POSTULATO DELL’IMMORTALITÀ DELL’ANIMA il quale afferma:


poiché solo la santità, rende degni del sommo bene
E poiché la santità non è mai realizzabile nel nostro mondo
si deve ammettere che l’uomo, oltre il tempo finito dell’esistenza, possa
disporre di un tempo infinito grazie a cui progredire all’infinito verso la santità
- IL POSTULATO DELL’ESISTENZA DI DIO, la credenza in una volontà santa ed
onnipotente che faccia corrispondere la felicità al merito.
- POSTULATO DELLA LIBERTÀ. afferma che noi non sapremo di essere
liberi sì ci scoprissimo obbligati a seguire la legge morale

LA CRITICA DEL GIUDIZIO


studia il SENTIMENTO facendo di esso una terza facoltà mediante cui l’uomo fa
esperienza di quella finalità del reale. Per lui i giudizi sentimentali costituiscono
il campo dei giudizi “riflettenti”, in contrapposizione al campo dei giudizi “determinanti”:

- DETERMINANTI che determinano gli oggetti fenomenici mediante forme a priori;


- RIFLETTENTI riflettono su una natura già costituita mediante i giudizi determinanti

La critica si configura come un’analisi dei giudizi riflettenti. I 2 tipi fondamentali


di giudizio riflettente sn derivanti a priori dalla nostra mente.
- GIUDIZIO ESTETICO (che verte sulla bellezza) In analitica (parla di bello e sublime)
- TELEOLOGICO (che riguarda il discorso sui fini della natura)
attribuisce un fine all’ordine della natura per comprendere gli organismi viventi.
L’intelletto non potrà mai capire la causa che sta dietro ogni evento ma tutto ciò
giuda la ricerca scientifica spingendo l’uomo verso nuovi traguardi
BELLO
Non è ciò che comunque piace, ma ciò che piace nel giudizio estetico. Chiarisce la natura di qst giudizio,
dividendolo secondo la tavola delle categorie, che offre QUATTRO DEFINIZIONI DI BELLEZZA

- Secondo la QUALITÀ, il bello è l’oggetto di un piacere senza alcun interesse.


una cosa è bella perché è bella, non perché soddisfa interessi esterni
- // QUANTITÀ. è ciò che piace universalmente senza concetto.
le cose belle sono perché vissute spontaneamente e non giudicate
tali attraverso un ragionamento
- // RELAZIONE. la bellezza è percepita come finalità senza scopo.
L’armonia degli oggetti belli, non è soggetta a uno scopo determinato.
- // MODALITÀ. è ciò che è riconosciuto come oggetto di un piacere necessario.
Esso è un qualcosa su cui tutti devono essere d’accordo, anche se non si esprime
mediante i concetti in quanto il bello è qualcosa che ognuno percepisce, ma
che nessuno riesce a spiegare

IL SUBLIME
Si ha di fronte alla grandezza di un qualcosa come la natura
Distingue 2 tipi:
- MATEMATICO nasce in presenza di qualcosa di smisuratamente grande
Es (montagne, via Lattea). Di fronte a tutte queste cose, noi da un lato proviamo
dispiacere perché la nostra immaginazione non riesce ad abbracciare qst grandezze,
Dall’altro lato proviamo piacere perché la nostra ragione davanti qst spettacoli
si eleva all’idea di infinito. Il dispiacere dell’immaginazione
diventa il piacere della ragione che riesce a risvegliare l’idea dell’infinito

- DINAMICO nasce in presenza di potenti forze naturali. Avvertiamo la nostra


piccolezza e la nostra impotenza nei confronti della natura, ma poi proviamo piacere
per la nostra grandezza spirituale, dovuta al fatto di essere umani pensanti.

afferma che il sublime per eccellenza è la legge morale. Di fronte alla forza
invincibile della ragione che ordina il dovere, l’uomo non può che provare un
sentimento che lo induce a sottomettersi a essa.

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