Università degli studi di Napoli Federico II
Scuola di Medicina eChirurgia
Corso Laurea Magistrale Scienze della Nutrizione Umana(N71)
University of Naples
Federico II
Food Science and Technologies
University of Naples Federico II
Corso Integrato:
Chimica degli alimenti e tecnologie alimentari
Scienze e Tecnologie Alimentari
Appunti dalle lezioni (A.A. 2019-2020)
Classificazione di latte alimentare
Risanamento del latte
- Pastorizzazione
- Sterilizzazione
- Microfiltrazione
Indici del trattamento termico
1
grammi/litro Stato fisico dei composti
Composizione del Latte di vacca
Acqua 905 Acqua libera (solvente)
+ acqua legata (3,7%)
Glucidi:lattosio 49 Soluzione
Lipidi: 35
Sostanze grasse propriamente dette 34 Emulsione di globuli di grasso (3-5
Lecitina (fosfolipidi) 0,5 micron)
Parte insaponificabile 0,5
(steroli, caroteni, tocoferoli)
Protidi: 34 Sospensione micellare di
fosfocaseinato di calcio (0,08-0,12
micron)
Caseina 27
Proteine solubili (globulina, 5,5
albumina) Soluzione (colloidale)
1,5
Sostanze azotate non proteiche Soluzione
Sali: 9 Soluzione o stato colloidale (P e Ca)
Dell’acido citrico (acido) 2
Dell’acido fosforico(P2O5) 2,6
Dell’acido cloridrico (NaCl) 1,7
Costituenti diversi tracce
(vitamine, enzimi, gas disciolti)
Estratto secco (totale) 127
Residuo magro 92
Proprietà fisiche del latte
vaccino
Densità del latte intero 1,029-1,034(g/mL)
Densità del latte scremato 1,035-1,037 (g/mL)
Densità della sostanza grassa 0,940 (g/mL)
Potere calorico (per litro) 700 calorie
pH
6,6 - 6,8
Punto di congelamento
- 0,55°C
MILKOSCAN
Il MilkoScan determina il tenore di
grasso, proteine e lattosio nel latte
(g/100g)
È uno spettrofotometro a raggi infrarossi (NIR,
near infrared), che si basa sui principi della
spettroscopia vibrazionale nell’infrarosso
Spettroscopia vibrazionale nell’infrarosso
Questa tecnica trova applicazione
nell’identificazione delle molecole basandosi
sull’analisi dei legami costituenti
È un metodo rapido per misurare alcuni
contaminanti negli alimenti
Cenni sui principi teorici della spettroscopia nell’infrarosso
Lo spettro delle onde
elettromagnetiche è rappresentato
nella Figura 1 e comprende
radiazioni elettromagnetiche dai
raggi gamma, caratterizzati da un
bassa lunghezza d’onda (l = 0,1
nm) ed alta energia, alle onde
radio con alta lunghezza d’onda (l
> 100 cm) e bassa energia.
La regione dell’infrarosso
(suddivisa in vicino infrarosso,
infrarosso e lontano infrarosso) è
compresa tra 800 e 25000 nm
Figura 1. Lo spettro delle onde
elettromagnetiche
MILKOSCAN
Cenni sui principi teorici della spettroscopia nell’infrarosso
Ogni radiazione elettromagnetica interagisce con la materia e l’interazione
dipende sia dalle proprietà della radiazione che dalla struttura della materia
Nelle interazioni tra radiazione elettromagnetica e materia si può avere
scambio di energia con assorbimento di radiazione e si avrà uno spettro
di assorbimento
Negli atomi e nelle molecole l’ interazione è causata dal passaggio degli
elettroni dallo stato fondamentale (ossia distribuiti su livelli energetici più
bassi) allo stato eccitato (livelli energetici superiori)
L’atomo o la molecola assorbono l’energia che è equivalente alla differenza tra
i livelli energetici, in accordo con la meccanica quantistica e quando gli
elettroni ritornano allo stato fondamentale, l’atomo o la molecola danno uno
spettro di assorbimento (es. un metallo che diventa incandescente per effetto
del calore)
Cenni sui principi teorici della spettroscopia nell’infrarosso
MILKOSCAN
Nell’infrarosso l’interazione della radiazione elettromagnetica con la
materia riguarda le “vibrazioni di legame”, detti modi vibrazionali, che
possono essere: deformazioni di piegamento (bending) e stiramenti
(stretching)
I legami tra gli atomi possono essere considerati come molle flessibili,
cosicché gli atomi sono in costante moto vibrazionale e la molecola non è
rigida in quanto i suoi legami possono essere stirati o deformati
Ogni legame chimico in una molecola vibra ad una frequenza che è
caratteristica di quel legame
Questi modi vibrazionali danno origine ad uno spettro di assorbimento
caratteristico dei gruppi funzionali di ogni molecola se l'oscillazione
conduce ad un cambiamento all’interno del dipolo nella molecola
MILKOSCAN
Il MilkoScan effettua le misure a tre lunghezze d’onda
corrispondenti all’assorbimento dei legami dei
principali costituenti del latte:
l 5.630 nm grasso C=O del legame estere
l 6.400 nm proteine C-NH del legame peptidico
l 6.550 nm lattosio C-OH del legame ossidrilico
Richiami legislativi
Legge n. 169 del 1989
“Disciplina del trattamento e della commercializzazione di latte
alimentare vaccino”.
DPR 54 del 1997
Recepimento delle Direttive 92/46 e 92/47/CEE. Regolamenta la
produzione di latte e prodotti lattiero-caseari.
Regolamento CE 853 del 2004 Allegato III sez. IX
“Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine
animale”.
Definisce i requisiti specifici per la produzione di latte crudo e
prodotti lattiero caseari.
Regolamento 2073 del 2005 Definisce i criteri di sicurezza alimentare
e di processo nella produzione di latte e prodotti lattiero caseari.
Regolamento n. 2377 del 1990
Limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti
di origine animale.
Classificazione del Latte alimentare
ü Crudo
In base al ü A breve conservazione (Pastorizzato,
trattamento fresco pastorizzato)
termico ü A media conservazione (Microfiltrato,
ESL)
ü A lunga conservazione (Sterilizzato)
v Intero > 3,5% di materia grassa
In baseal v Parzialmente scremato à con materia
titolo di grassa tra 1,5% e 1,8%
v Scremato > con materia grassa
grasso inferiore o uguale allo 0,5%
Requisiti generali per la produzione di latte
alimentare
Il latte crudo per essere ammesso all'alimentazione umana
non condizionata deve provenire:
“da allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi e bucellosi e da
animali che non presentino sintomi di malattie infettive trasmissibili
all'uomo attraverso il latte, che denotino uno stato sanitario generale
buono e non evidenzino sintomi di malattie che possano comportare
una contaminazione del latte…
…ai quali non siano stati somministrati sostanze o prodotti non
autorizzati, o per i quali, in caso di somministrazione di prodotti o
sostanze autorizzati, siano stati rispettati i tempi di sospensione
prescritti per tali prodotti o sostanze.”
(Reg. CE 853/2004)
RISANAMENTO TERMICO
MICRORGANISMI PATOGENI
CHE POSSONO CONTAMINARE IL LATTE
Mycobacterium tubercolosis
Brucella
Streptococcus emoliticus
Staphilococcus aureus
Salmonella
Escherichia coli
12
RISANAMENTO TERMICO
Distruzione Temperatura (°C) da raggiungere per una durata di: :
o inattivazione 1h 30’ 10’ 5’ 2’ 30” 15” 5”
Micobacterium
Tubercolosis 55,56 57,8 60,6 62,5 65 68,3 70 72,8
Escherichia coli 59,5 62,2 64,5 65,8 67,6 70,5 71,7 74,5
Brucella 51,7 60 63
Affioramento 62,2 64,5 65,8 67,8 69,5 72,7 74,5
Fosfatasi 60,8 62,2 64,5 65,8 68,9 70,5 71,7 74,2
Perossidasi 72 74 75 77 79 80 81
Il bacillo della tubercolosi viene distrutto a temperature inferiori a quelle della
pastorizzazione del latte ed a quelle della inattivazione dellafosfatasi
Le brucelle e le salmonelle vengono distrutte più facilmente
L’Escherichia coli viene distrutto ad una temperatura maggiore rispetto al bacillo della
tubercolosi
13
RISANAMENTO TERMICO
L’abbattimento della carica microbica può essere ottenuto
variando i rapporti del binomio tempo-temperatura.
t (log) abbattimento
alterazione
Senza alterazione
T (°C)
Scelta del binomio tempo-temperatura in funzione
dell’abbattimento della carica microbica (linea blu) e
dell’alterazione del latte (linea rossa)
14
RISANAMENTO TERMICO
Diagrammi tempo-
temperatura dei fenomeni
di denaturazione di alcuni
componenti del latte e
della distruzione di
microrganismi
15
DURABILITÀ DEL PRODOTTO
La DURABILITÀ del prodotto
dipende dal livello di
contaminazione microbica del
prodotto finito
16
LA CONSERVABILITÀ DEL PRODOTTO DIPENDE
DAL TIPO DI TRATTAMENTO TERMICO
PASTORIZZAZIONE
qALTA HTST (High Temperature Short
Time) à 72°C per 15’’
qBASSA LTLT (Low Temperature Long
Time) à 63°C per 30’
Prodotto da Scopo
conservarsi
mediante catena del ELIMINAZIONE DELLA FLORA
freddo per PATOGENA, MA NON DELLE
SPORE
UN TEMPO
LIMITATO
17
LA CONSERVABILITÀ DEL PRODOTTO DIPENDE
DAL TIPO DI TRATTAMENTO TERMICO
q STERILIZZAZIONE
120°C per 15 minuti in contenitore chiuso
q UHT (Ultra High Temperature)
140°C per 4 secondi in flusso continuo
seguito da confezionamento asettico
Scopo
PRODOTTO INATTIVAZIONE DELLE SPORE
a lunga BATTERICHE che risultano incapaci
conservazione di riprodursi
(Shelf-stable)
18
PASTORIZZAZIONE
Il risanamento termico, effettuato mediante gli impianti di
trattamento, ha lo scopo di operare un certo numero di
riduzioni decimali della flora microbica fino a rendere il
prodotto finito LIBERO DA MICRORGANISMI
PATOGENI
ESEMPIO
105 batteri/mL à 10 batteri/mL
19
PASTORIZZAZIONE
L’impianto opera un numero fisso di
riduzioni decimali per cui migliore è la
qualità microbica della materia prima,
maggiore è la durabilità del prodotto finito
20
Esistono due principali tipologie di
pastorizzatori
Scambiatori Scambiatori
tubulari
a piastre
Scambiatori tubulari
Il latte circola attraverso un fascio orizzontale di
lunghi tubi in uno spazio anulare di qualche
millimetro di spessore. Dall’altra parte, a seconda
dell’apparecchio, circola il vapore.
Multitubulare Monotubulare
Scambiatori tubulari
Apparecchiature abbastanza ingombranti
Smontaggio per la pulizia meno agevole rispetto agli
scambiatori a piastre
Meno costosi degli scambiatori a piastre.
L’impianto di pastorizzazione
Latte crudo
Scambiatori a piastre preriscaldato
Latte
pastorizzato
Acqua
calda
Latte
pastorizzato
raffreddato
Acqua fredda
Latte crudo 21
L’impianto di pastorizzazione
IL LATTE VIENE PORTATO ALLA TEMPERATURA
DI PASTORIZZAZIONE (CIRCA 75°C) ED E’
TENUTO A QUESTA TEMPERATURA PER TUTTA
LA DURATA DI PERCORRENZA DEL TUBO DI
SOSTA (ROSSO) (CIRCA 15 SECONDI)
ØSUL LATTE
PRERISCALDATO VIENE IL LATTE
EFFETTUATA PASTORIZZATO
L’OPERAZIONE DI VIENE QUINDI
SCREMATURA - RAFFREDDATO
PULITURA. NELLE SEZIONI DI
ØLA PANNA VIENE RECUPERO CALORE
OMOGENEIZZATA ED E IN QUELLA DI
EVENTUALMENTE RAFFREDDAMENTO
RIUNITA CON IL LATTE FINALE AD ACQUA
MAGRO PER OTTENERE GELIDA
LATTE INTERO
22
LATTE PASTORIZZATO
FRESCO (D.M. 24.07.2003 - Scadenza 7 giorni dopo il trattamento termico)
PASTORIZZATO § Fresco Pastorizzato Alta Qualità
Un solo trattamento § Fresco Pastorizzato
termico entro 48 ore
dalla mungitura
PASTORIZZATO
§ Pastorizzato
Più trattamenti termici o
(DPR 54/97 - Scadenza a discrezione
un trattamento termico del produttore, 20-30gg)
più intenso del latte
fresco, ma inferiore a
quello UHT
Conservazione a 4°C
23
LATTE PASTORIZZATO a temperatura elevata
LATTE ESL (extended shelf life)
(Dir. 92/46/CEE; DPR n. 54/97)
(DPR 54/97 - Scadenza a discrezione del produttore, 20-30 gg)
qLatte sottoposto a più trattamenti termici o ad un trattamento
termico compreso tra 80 e 120°C per 2-3 secondi
q Conservare a 0 - 4°C
Al consumo:
• prova negativa della fosfatasi alcalina e della perossidasi
• contenuto di sieroproteine solubili non denaturate > 11%
24
LATTE FRESCO PASTORIZZATO
(D.M. 24.07.2003 - Scadenza 6 giorni dopo il trattamento termico)
(Legge 169/89; Dir. 92/46/CEE)
q Perviene crudo allo stabilimento di confezionamento
q È sottoposto ad un solo trattamento termico a 72-75°C per 15 sec,
q Conservare a 0 - 4°C
Al consumo:
• prova della fosfatasi alcalina negativa
• prova della perossidasi positiva
• contenuto di sieroproteine solubili non denaturate > 14 %
25
LATTE FRESCO PASTORIZZATO
ALTA QUALITÀ (Legge 169/89; Dir. 92/46/CEE)
(D.M. 24.07.2003 - Scadenza 6 giorni il trattamentotermico)
qPerviene crudo allo stabilimento di confezionamento
qÈ sottoposto ad un solo trattamento termico a 72-75°C per 15 sec,
da conservare a 0 - 4°C
Al consumo:
• prova della fosfatasi alcalina negativa
• prova della perossidasi positiva
• contenuto di grasso > 3.5 %; contenuto di proteine > 3.2 %
• contenuto di sieroproteine solubili non denaturate > 15.5 %
• carica batterica totale < 100.000 germi/ml
• cellule somatiche < 400.000
26
PASTORIZZAZIONE DEL LATTE
Depurazione fisica
LATTE
Correzione nel titolo di grasso
OMOGENEIZZAZIONE
PASTORIZZAZIONE
72-75°c 15 SEC
RAFFREDDAMENTO 4°C
CONFEZIONAMENTO
LATTE
PASTORIZZATO
Sterilità Commerciale
Caratteristiche del prodotto
qNel periodo di shelf-life non si deteriora e
mantiene buone caratteristiche commerciali
qNon presenta microrganismi e tossine
dannosi per la salute dei consumatori
qNon presenta microrganismi in grado di
proliferare durante la shelf-life
28
STERILIZZAZIONE DEL LATTE
Depurazione fisica
LATTE
Correzione nel titolo di grasso
PRERISCALDAMENTO
STERILIZZAZIONE UHT
135-150°C 4-5 SEC
Metodo Metodo
OMOGENEIZZAZIONE
continuo discontinuo
RAFFREDDAMENTO
CONFEZIONAMENTO CONFEZIONAMENTO
ASETTICO (tetrapak) in contenitori ermetici
STERILIZZAZIONE
LATTE UHT IN CONTENITORE
110-120°C 15-20 MIN
LATTE STERILE29
in bottiglia
METODI UHT
Ultra High Temperature
Riscaldamento Prevede il contatto con
vapore di qualità
DIRETTO
alimentare
Riscaldamento Il prodotto è separato
INDIRETTO dal mezzo riscaldante
mediante piastre o tubi
30
UHT
(ultrapastorizzazione o uperizzazione)
METODI DIRETTI
Sistema di iniezione di Sistema di infusione
Vapore nel latte del latte nel vapore
Permettono di mantenere temperature
molto elevate per tempi molto brevi
(minor danneggiamento)
31
UHT - OMOGENEIZZAZIONE
Nella tecnologia di produzione del latte UHT
con metodi diretti, l’omogeneizzazione
segue il trattamento termico
Nella camera di compressione, in cui si
forma la miscela vapore-latte, i globuli di
grasso si potrebbero riaggregare
33
TRATTAMENTO UHT DEL LATTE
Depurazione fisica
LATTE
Correzione nel titolo di grasso
PRERISCALDAMENTO
STERILIZZAZIONE UHT
135-150°C 4-5 SEC
Metodo OMOGENEIZZAZIONE
continuo
RAFFREDDAMENTO
CONFEZIONAMENTO
ASETTICO (tetrapak)
LATTE UHT
34
DIAGRAMMI TERMICI
Pastorizzazione e tecnologie UHT a confronto
sosta
UHT
INDIRETTO
UHT
DIRETTO
Pastorizzazione
Tempo, sec
35
Sterilizzazione
Trattamento UHT
Autoclave a 120°C
per circa 30min)
Confezionamento in
recipiente ermetico
36
STERILIZZAZIONE DEL LATTE
Depurazione fisica
LATTE
Correzione nel titolo di grasso
PRERISCALDAMENTO
STERILIZZAZIONE UHT
135-150°C 4-5 SEC
Metodo
OMOGENEIZZAZIONE
discontinuo
RAFFREDDAMENTO
CONFEZIONAMENTO
in contenitori ermetici
STERILIZZAZIONE
IN CONTENITORE
110-120°C 15-20 MIN
LATTE STERILE37
in bottiglia
DIFETTI DEL LATTE UHT E STERILIZZATO
Gusto di cotto intenso Trattamento termico
e carammelloso, colore elevato, soprattutto nel
giallo latte sterilizzato
Gusto e/o odore di Irrancidimento grassi
“ossidato” o “rancido” per effetto della luce
soprattutto nel latte solare
sterilizzato in bottiglia
Interazione tra le
Fenomeno della proteine destabilizzate
dal calore e i gruppi
“coagulazione dolce” o
calcio/fosforo/citrati
“gelificazione”
Precipitazione di
Depositi sul fondo proteine e zucchero 38
RISANAMENTO TERMICO DEL LATTE
Depurazione fisica
LATTE
Correzione nel titolo di grasso
OMOGENEIZZAZIONE PRERISCALDAMENTO
PASTORIZZAZIONE STERILIZZAZIONE UHT
72-75°c 15 SEC 135-150°C 4-5 SEC
Metodo Metodo
RAFFREDDAMENTO 4°C OMOGENEIZZAZIONE
continuo discontinuo
RAFFREDDAMENTO
CONFEZIONAMENTO
CONFEZIONAMENTO CONFEZIONAMENTO
LATTE ASETTICO (tetrapak) in contenitori ermetici
PASTORIZZATO
STERILIZZAZIONE
LATTE UHT IN CONTENITORE
110-120°C 15-20 MIN
LATTE STERILE39
in bottiglia
LATTE
MICROFILTRATO PASTORIZZATO
D.M. del 24.7.2003
Latte microfiltrato e scadenza latte pastorizzato
(scadenza 10 giorni dalla data di confezionamento)
40
LATTE MICROFILTRATO PASTORIZZATO
MICROFILTRAZIONE
(D.M. del 17.06.2002)
Filtrazione tangenziale del latte attraverso membrane
che presentano pori di diametro di circa 1 micron,
inferiori alle dimensioni della quasi totalità dei
microrganismi e delle cellule somatiche presenti nel
latte
Pressione trans-membrana compresa tra 1 e 1,2 bar
41
Principio della
RETENTAT
Microfiltrazione (MF)
O
PERMEATO
Membrane ceramiche
(allumina e zirconio)
Latte
crudo intero 42
LATTE MICROFILTRATO
Parte liquida del latte contenente
tutti i componenti originali del latte
PERMEATO (plasma, siero, proteine, zuccheri,
sali minerali) escluso il grasso
ØGrasso e batteri (dal latte
intero)
RETENTATO ØMicrorganismi e grasso
residuo (dal latte sgrassato)
43
Schema di trattamento del latte microfiltrato pastorizzato
Il RETENTATO può
essere eliminato o
Se la panna non è stata essere aggiunto in
trattata termicamente, il latte continuo al latte
microfiltrato ricostituito con il scremato da
grasso, dopo l’ microfiltrare
omogeneizzazione, viene
interamente pastorizzato a 72
°C per 16 sec
LATTE MICROFILTRATO PASTORIZZATO
44
DURATA 10 GIORNI
MICROFILTRAZIONE
VANTAGGI SVANTAGGI
C Riduce la carica microbica D Non è specifica
del latte in funzione della per i patogeni
taglia dei microrganismi
D Non garantisce la
C Maggiore debatterizzazione bonifica sanitaria
(99,9% di batteri eliminati) del prodotto
C È molto più efficiente
pastorizzazione perché
elimina anche le spore
45
Effetto del trattamento termico sul contenuto
in azoto delle proteine del siero
Tipo di trattamento Sostanza azotata
(%)
Nessun trattamento 95.5
Pastorizzazione 80.8
UHT diretto 38.8
UHT indiretto 27.6
Sterilizzazione in bottiglia 21.9
Il trattamento termico può influire sulle
caratteristiche organolettiche e sulle proprietà
nutrizionali dei prodotti
46
Indicatori del trattamento termico
Parametri utilizzati dalla Legislazione Italiana per valutare
l’intensità del trattamento termico subito dal latte
Fosfatasi alcalina
Sieroproteine Lattoperossidasi
Furosina
Formazione del LATTULOSIO
Perché si forma il LATTULOSIO?
A 180°C si verifica una parziale isomerizzazione del glucosio a fruttosio
lattosio à lattulosio (galattosio + fruttosio)
Tale modificazione viene indotta a
determinati livelli dall’intensità e dalla
durata del trattamento termico
Contenuto di b-Lg nei latti trattati termicamente
Tracciati cromatografici di alcuni tipi di latte alimentare (da Resmini)
REAZIONE DI MAILLARD
(imbrunimento non
enzimatico)
si innesca a temperature
superiori ad 80°C
e-fructosil-lisina
REAZIONE DI MAILLARD
Nel latte la reazione di Maillard si ferma al primo
stadio se le condizioni di riscaldamento non sono
troppo drastiche o i tempi troppo prolungati
Come si fa a verificare che la reazione
non sia andata avanti?
Si procede alla determinazione della
furosina che è un indicatore del
trattamento termico
51
REAZIONE DI MAILLARD
proteina zucchero
Primo
composto
stabile
della
reazione
Idrolisi
acida
Formazione
di furosina
52
Furosina
• Non è presente nel latte crudo
• È un prodotto che si forma per idrolisi
acida del prodotto di Amadori nella
reazione di Maillard nei trattamenti che
superano le temperature di 80°C
INDICATORI DEL TRATTAMENTO TERMICO
Furosina
La determinazione della furosina serve a
valutare gli effetti del trattamento termico
applicato al latte o l’aggiunta di latte in polvere
o UHT al latte crudo o pastorizzato
54
INDICATORI DEL TRATTAMENTO TERMICO
Furosina
qNel crudo e nel latte pastorizzato la
presenza di furosina indica spesso
l’aggiunta fraudolenta di latte in
polvere
qLa determinazione della furosina
nel latte e nei prodotti lattiero caseari
prevede l’utilizzo di apparecchiature
per analisi cromatografiche (HPLC)
55