Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni2 pagine

Tacito 2

Publio Cornelio Tacito, nato probabilmente nel 55 d.C. nella Gallia Narbonense, è un importante storico e scrittore romano, noto per le sue opere come 'Historiae' e 'Annales'. Durante il suo periodo sotto Domiziano, ricoprì cariche politiche ma si allontanò dalla vita pubblica, dedicandosi alla scrittura. Il 'Dialogus de oratoribus', attribuito a Tacito, discute la decadenza dell'oratoria e riflette sulla mancanza di libertà sotto il principato.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni2 pagine

Tacito 2

Publio Cornelio Tacito, nato probabilmente nel 55 d.C. nella Gallia Narbonense, è un importante storico e scrittore romano, noto per le sue opere come 'Historiae' e 'Annales'. Durante il suo periodo sotto Domiziano, ricoprì cariche politiche ma si allontanò dalla vita pubblica, dedicandosi alla scrittura. Il 'Dialogus de oratoribus', attribuito a Tacito, discute la decadenza dell'oratoria e riflette sulla mancanza di libertà sotto il principato.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Tacito

Secondo alcuni antichi manoscritti il nome era Publio Cornelio Tacito, Apollinare lo
chiama col prenome Gaius.

Dove è nato? Secondo alcuni è nato a Roma perché negli Annales riferendosi a Seiano
lo definisce provinciale e Seiano era nato a Viterbo, altri dicono sia nato nell’attuale
Terni. La tesi più accreditata è che sia nato nella Gallia Narbonense, l’attuale Costa
Azzurra, in Provenza.

Quando è nato? Plinio il Giovane ha affermato di ammirare Tacito già quando era
adolescente, Plinio il Giovane è nato nel 61-62 quindi Tacito era di poco più grande e
possiamo considerare che sia nato nel 55.
Tacito era di famiglia cospicua e quindi si è potuto dedicare agli studi, molto
importante il matrimonio con Giulia, figlia di Giulio Agricola. Agricola muore nel 53 e
alcuni sostengono che questo sia avvenuto per l’invidia di Domiziano nei suoi
confronti, Tacito sembra condividere questa idea.

Cosa succede a Tacito nel periodo di Domiziano? Tacito dice che sotto Vespasiano,
sotto Tito e sotto Domiziano, ha ricoperto importanti cariche politiche e negli ultimi
anni preferì rimanere un pò distante dalla vita politica. Diventerà consul suffectus
(console subentrato).
Plinio dirà dirà che le glorie che ha avuto Virginio Rufo c’è stato il discorso funebre
pronunciato da Tacito. Ha avuto un proconsolato nel 111-112 in Asia minore, si è
dedicato alla stesura delle sue opere e poi è morto nel 117-120.

Tacito aveva una forte personalità di storico, è stato uno dei giganti della letteratura. I
quattro più importanti sono Seneca, Petronio, Tacito e Apuleio.

Opere. Abbiano due monografie una per il suocero Agricola; la Germania, unica opera
etnografica dove vengono descritti usi e consumi dei Germani; Dialogus de oratoribus;
i capolavori sono le Historiae e gli Annales.

Dialogus de oratoribus. La paternità di Tacito oggi è accettata ma l’assegnazione a


Tacito ha fatto versare parecchio inchiostro alla critica. Una delle annotazioni dei critici
è il fatto che sia stato trovato insieme con l’Agricola e la Germania. Gli umanisti
dicevano che l’opera era di Tacito. Quanto allo stile è diverso dalle altre opere di
Tacito che in genere usa espressioni sintetiche, un linguaggio ellittico e quindi anche
complesso da tradurre. Il Dialogus, invece, ha uno stile ciceroniano tuttavia è anche
vero che si era molto attenti alla questione dei generi quindi il dialogo per forza
doveva assumere lo stile utilizzata da Cicerone. In conclusione, possiamo dire che
quest’opera è pacificamente attribuita a Tacito. Alcuni sostenevano potesse essere di
Titino Capitone che compare nelle lettere di Plinio.
Perché Tacito scrive quest’opera? Perché un amico di Plinio il Giovane, Fabio Giusto,
chiede a Tacito cosa pensa della situazione dell’oratoria e Tacito risponde riferendo di
un dialogo sentito da giovane nel 75 (lo collochiamo in quell’anno perché si dice che
Vespasiano da sei anni era al potere e Vespasiano sale al potere nel 69).
Pubblica l’opera nel 98-100.
Il dialogo avviene nella casa di Curiazio Materno, un grande oratore che aveva
abbandonato la retorica per darsi alla poesia e sappiamo che è stato autore di
tragedie come il Domizio, il Tieste che mostravano sentimenti antitirannici e quindi
una critica al potere, per questo fu mandato a morte nel 91 da Domiziano.
Emblematica è la scelta del personaggio che fa Tacito.
I protagonisti: Curiazio Materno riceve la visita di Marco Apro e Giulio Secondo, il primo
chiede perché si sia dedicato alla poesia e quindi il primo discorso riguarda il valore e
la maggiore utilità della poesia o dell’oratoria. Arriva successivamente Vipstano
Messalla e si passa al nucleo centrale della discussione, cioè la decadenza
dell’oratoria. Marco Apro nega questa decadenza perché più che decadenza la
definisce evoluzione dell’oratoria. Messalla dice che nel tempo moderno non ci sono
più grandi oratori a causa della artificiosità delle esercitazioni a scuola, della
corruzione costumi, dell’incapacità delle famiglie. Curiazio Materno, che sembra
coincidere con il punto di vista di Tacito, dice che l’oratoria si alimenta come una
fiamma, che l’oratoria va costantemente alimentata e al tempo della Repubblica
questa fiamma era alimentata perché c’erano dibattiti, anche scontri feroci, cose che
non avvengono ora. Il problema vero è quindi la mancanza di libertas essendoci un
princeps che comanda per tutti. Tuttavia per Tacito il principato è una dolorosa
necessità.
La tesi dell’Anonimo del Sublime e la tesi di Tacito coincidono.

Potrebbero piacerti anche