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Statistica - Lesson 2

Il documento tratta delle scale di misurazione in statistica, descrivendo quattro tipi principali: nominale, ordinale, ad intervalli e di rapporti, ognuna con proprietà e operazioni specifiche. Viene inoltre discusso come rappresentare graficamente i dati e sintetizzarli utilizzando indici di tendenza centrale e variabilità. Infine, il testo fornisce esempi pratici di misurazione e analisi di variabili quantitative.

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Statistica - Lesson 2

Il documento tratta delle scale di misurazione in statistica, descrivendo quattro tipi principali: nominale, ordinale, ad intervalli e di rapporti, ognuna con proprietà e operazioni specifiche. Viene inoltre discusso come rappresentare graficamente i dati e sintetizzarli utilizzando indici di tendenza centrale e variabilità. Infine, il testo fornisce esempi pratici di misurazione e analisi di variabili quantitative.

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Last updated April 26, 2016

Scale di Misurazione
Lezione 2

Statistica
G. Bacaro CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
II anno, II semestre
Tipi di Variabili
1 Scale di Misurazione

1. Variabile categoriche (qualitative)

2. Variabile quantitativa continua

3. Variabile quantitativa discreta (conteggi o proporzioni)

Statitica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
Scale di Misurazione
2 Scale di Misurazione

Le misure possono essere raggruppate in 4 tipi di scale, che godono di proprietà


formali differenti; di conseguenza, esse ammettono operazioni differenti.

Statistica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
Scala Nominale
4 Scale di Misurazione

Nominale o Classificatoria

La scala nominale o classificatoria è il livello più basso di misurazione. E’ utilizzata


quando i risultati possono essere classificati o raggruppati in categorie qualitative,
dette anche nominali ed eventualmente identificate con simboli. I caratteri nominali,
detti anche “sconnessi”, costituiscono variabili le cui modalità o attributi non
assumono alcun ordine precostituito.

Nella scala nominale o qualitativa, esiste una sola relazione, quella di identità: gli
individui attribuiti a classi diverse sono tra loro differenti, mentre tutti quelli della
stessa classe sono tra loro equivalenti, rispetto alla proprietà utilizzata nella
classificazione.

Statistica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
Scala Ordinale
5 Scale di Misurazione

Ordinale o per Ranghi

La scala ordinale o per ranghi rappresenta una misurazione che contiene una
quantità di informazione immediatamente superiore a quella nominale; essa assume
modalità logicamente sequenziali, non importa se in ordine crescente o decrescente.

Questa misura ha un limite fondamentale. In una scala ordinale, non è possibile


quantificare le differenze di intensità tra le osservazioni.

Con la scala per ranghi, le differenti classi possono essere ordinate sulla base dell’intensità
del fenomeno. (es.: Si supponga che il risultato di un reagente sia di colorare in verde una
serie di provette, secondo la quantità di sostanza contenuta. E’ possibile mettere in ordine le
provette secondo l'intensità del colore, per avere una stima approssimata della quantità di
sostanza contenuta. Se si confrontano tre o più provette con intensità di colore differente, è
facile stabilirne l'ordine; rimane impossibile misurare ad occhio la quantità di colore di
ognuna e la differenza esistente tra esse). 5

Statistica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
Scala per Intervalli
6 Scale di Misurazione

Intervalli

La scala ad intervalli aggiunge la proprietà di misurare le distanze o differenze tra


tutte le coppie di valori. La scala di intervalli si fonda su una misura oggettiva e
costante, anche se il punto di origine e l'unità di misura sono arbitrari

In una scala ad intervalli, solo le differenze tra i valori sono quantità continue e
isomorfe alla struttura dell'aritmetica. Solo per le differenze sono permesse tutte le
operazioni: possono essere tra loro sommate, elevate a potenza oppure divise,
determinando le quantità che stanno alla base della statistica parametrica.

Esempi classici di scale ad intervalli sono la temperatura (misurata in gradi Celsius o


Fahrenheit, ma non Kelvin) ed il tempo (misurato secondo calendari differenti).

Statistica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
Scala di Rapporti
7 Scale di Misurazione

Scala di Rapporti

La scala di rapporti ha il vantaggio di avere un’origine reale. Sono tipiche scale di


rapporti l'altezza, la distanza, la velocità, l'età, il peso, il reddito; più in generale, tutte
quelle misure in cui 0 (zero) significa quantità nulla

Non solo le differenze, ma gli stessi valori possono essere moltiplicati o divisi per
quantità costanti. Alle variabili misurate con una scala di rapporti, il tipo di
misurazione più sofisticato e completo, può essere applicato qualsiasi test statistico.

Pure con una scala di rapporti è possibile scendere nella scala di misurazione,
trasformandola in una scala di rango o addirittura qualitativa.

Statistica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
In Sintesi
8 Scale di Misurazione

Proprietà delle Scale


- nella scala nominale, esistono solo relazioni di equivalenza;

- in quella ordinale, alla precedente si aggiungono relazioni di minore o maggiore di;

8
In Sintesi
9 Scale di Misurazione

Proprietà delle Scale


- in quella ad intervalli alle due precedenti si aggiunge la relazione di rapporto tra
ogni coppia d’intervalli;
Equivalenza

Insieme di proprietà per definire la proprietà additiva:

9
In Sintesi
10 Scale di Misurazione

Proprietà delle Scale


- nella scala di rapporti si ha anche la quarta relazione di rapporto conosciuto tra
ogni coppia di valori.

10

Statistica
CdL in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
Statistica descrittiva

Come descrivere una variabile in un insieme di osservazioni

1. Utilizzare rappresentazioni grafiche dei dati

2. Sintetizzare i dati con degli indici Tendenza centrale

Variabilità

11
Rappresentazione grafica di una variabile quantitativa

Esempio: misura dell’altezza di 400 alberi

15.1, 17.2, 18, 21, 22, 25, 24, 15, 25.5, 16, 25, 24, 14, 26, 24.3,
27, 23, 22 ,22.3 ,25, 20, 18, 21.4, 24, 24, 28, 26, 22, 27.3, 21,
26 ,18 ,25, 20.4, 14, 25, 24, 19, 17,
15.4, 24, 27, 23.7, 19 ,18 ,15, 25.3, 18, 13.1, 24, 26, 22...

12
Rappresentazione grafica di una variabile quantitativa

Esempio: misura dell’altezza di 400 alberi

15.1, 17.2, 18, 21, 22, 25, 24, 15, 25.5, 16, 25, 24, 14, 26, 24.3,
27, 23, 22 ,22.3 ,25, 20, 18, 21.4, 24, 24, 28, 26, 22, 27.3, 21,
26 ,18 ,25, 20.4, 14, 25, 24, 19, 17,
15.4, 24, 27, 23.7, 19 ,18 ,15, 25.3, 18, 13.1, 24, 26, 22...

Posso creare delle classi di altezze:


13-14:
14-15:
15-16:
17-18: Frequenze
... assolute
13
Istogramma delle frequenze assolute

Numero di individui con


altezza 19-20 m
80
assoluta
60
Frequenza
Frequenza
40
20
0

14 16 18 20 22 24 26

Altezza
Altezza (m)

14
Istogramma delle frequenze assolute
140

80
Posso variare la

60
80 100

dimensione delle classi di

Frequenza
frequenza

40
60
40

20
20
Frequenza assoluta
0

0
-40 -20 0 20 40 60 80 14 16 18 20 22 24 26

Altezza Dimensione
40

15
30

Frequenza

10
20

5
10
0

16 18 20 22 24 26 16 18 20 22 24 26

Altezza (m) 15
Istogramma delle frequenze assolute

400
80

Frequenza cumulata
Frequenza assoluta

300
60

200
40

100
20
0

0
14 16 18 20 22 24 26 14 16 18 20 22 24 26

Altezza (m) Altezza (m)

Se sommo le frequenza assolute ottengo un frequenza cumulata

16
Rappresentazione grafica di una variabile quantitativa

Distribuzione di frequenza

La frequenza assoluta rappresenta il


numero di osservazioni ottenute per un
certo valore della variabile

La frequenza relativa (%) rappresenta


il numero di osservazioni ottenute per
un certo valore della variabile diviso
per il numero totale di osservazioni

17
Istogramma delle frequenze
80

80
Frequenza assoluta
60

60
Frequenza
40

40
20

20
0

0
0 2 4 6 8 10 14 16 18 20 22 24 26

Altezza (m)

La forma dell’istogramma descrive la forma della distribuzione


della variabile altezza albero
18
Indici di tendenza centrale e dispersione
Indici di tendenza centrale e dispersione

Indici di posizione: Indici di dispersione o variabilità:


Descrivono il valore centrale di quanto si discostano le singole
un gruppo di osservazioni osservazione?

25
Altezza (m)

20

Ogni popolazione presenta un certo


15
grado di variabilità!!!
Abete Larice

20
Indici di tendenza centrale: min e max

Intervallo dei valori

Massimo 50

40

Altezza (m)
30

20

10
Minimo

21
Indici di tendenza centrale: media

La media aritmetica

Intera popolazione Campione

  x i
x
 x i

N n

40
35
30
Uso della media: quando i valori si Numero di alberi
25
distribuiscono in modo più o meno 20

simmentrico attorno ad un valore centrale 15


10
5
0
10 15 20 25 30 35 40 45 50
Altezza

22
Indici di tendenza centrale: moda

La moda rappresenta il valore della variabile


a cui è associata la frequenza più alta
MODA

40

35

Nel caso in cui la classe non è Numero di alberi


30

discreta si prende il valore 25

centrale della classe 20

15

10

0
10 15 20 25 30 35 40 45 50

Altezza
23
Indici di tendenza centrale: mediana

La mediana: la mediana costituisce il valore centrale di una serie di


misure
Serie di 19 misure di altezza

9 misure
50 sopra Si usa quando la distribuzione
dei valori non è simmetrica
30
40
10° valore 25
Altezza (m)

Numero di alberi
20
30
15

9 misure 10
20 sotto 5

0
10 15 20 25 30 35 40 45 50

10 Altezza
24
Indici di tendenza centrale: mediana

Se il numero di osservazione è pari la mediana è la media dei


due valori centrali

Ranking Valore
Serie di 12 misure di altezza
1° 10
2° 12
50 3° 19
4° 27
5° 29
40
6° 32 Mediana=33.5
7° 35
Altezza (m)

30 8° 38
9° 39
20
10° 40
11° 51
12° 52
10
25
Indici di tendenza centrale: quantili

Quantili: la mediana costituisce un caso specifico di quantile

50
Il quantile è un valore qα che divide
Q75 (Q3)
le osservazioni in due parti,
40
Q50 (MEDIANA) proporzionali ad α e (1-α) e
caratterizzate da valori
Altezza (m)

30
Q25 (Q1) rispettivamente minori e maggiori
di qα
20

10

26
Indici di tendenza centrale: quantile 25%

q25 È il valore che divide la serie in due parti: la prima contiene il 25%
delle osservazioni mentre la seconda il restante 75%

50

40
100-25%
Altezza (m)

30
q25

20 25%

10

27
Formule per i quartili (Q1 e Q3)

Formule per ottenere le posizioni di Q1 E Q3

Q1=(n+1)/4 Q3=3(n+1)/4

Le tre regole:
1. Se Q1 o Q3 sono un numero intero: OK
2. Se Q1 o Q3 sono ...,5: media dei due valori
3. Se Q1 o Q3 è ...,XX: si approssima al più vicino

Esempio con Q1
Q1=4 si prende il 4° valore
Q1=3.5 si media il 3° e 4° valore
Q1=3.45 si prende il 3° valore
Q1=3.89 si prende il 4° valore
28
Box-plot

MAX

75% percentile (Q3)

Mediana
Range interquartile (IQR)

25% percentile (Q1)

MIN

29
Box-plot

30
I 5 valori di sintesi

MAX
Q3
MEDIANA

Altezza (m)
Q1
MIN

+ MEDIA ARITMETICA
Abete Larice

31
Indici di variabilità

Tutte le popolazioni hanno un grado più o meno alto di variabilità!

25
Altezza (m)

20

15

Abete Larice

32
Indici di variabilità

50 Gli indici di posizione non sono


sufficienti per descrivere una variabile
quantitativa
40
Altezza (m)

30

Gli indici di variabilità misurano il grado


20
di dispersione dei dati attorno al valore
centrale

10

Foresta A Foresta B
33
Indici di variabilità: intervallo di variazione

L’intervallo di variazione è la più cruda misura di variabilità

50
Max Intervallo =Max-Min

40
Intervallo
Altezza (m)

30 Maggiore l’intervallo maggiore la


variabilità
20 Min

10

34
Foresta A Foresta B
Indici di variabilità: deviazione standard (I)

La deviazione standard si basa sulla misura degli scarti

Media
Osservazione (xi)
50

40 Scarto o residuo=xi-media
Altezza (m)

30
Scarto

20
Maggiori gli scarti maggiore la
variabilità

10

35
Foresta A
Indici di variabilità: deviazione standard (II)

Posso sommare gli scarti per misurare la variabilità?


Media
Osservazione (xi)

50
Somma dei quadrati=∑(xi-media)2

40
+
Altezza (m)

30

-
Scarto

20

10

36
Foresta A
Indici di variabilità: deviazione standard (III)

CAMPIONE VARIANZA
Media
2
Osservazione (xi)
s2 
 i
( x  media )
n 1
50

40
+ POPOLAZIONE
Altezza (m)

2
30
2   i
( x  media )

- N
Scarto

20

10

37
Foresta A
Indici di variabilità: deviazione standard (IV)

CAMPIONE
Media
2
Osservazione (xi)
s
 i
( x  media )
n 1
50

40
+ POPOLAZIONE
Altezza (m)

2
30  i
( x  media )

-

N
Scarto

20

10

38
Foresta A
Indici di variabilità: Coefficiente di variazione

La deviazione standard misura la variabilità di una popolazione o


campione

La deviazione standard dipende dal valore assoluto delle media

Il coefficiente di variazione ci permette di valutare la variabilità fra


popolazioni con medie molto diverse

s 100
CV 
x

39
Indici di variabilità: Coefficiente di variazione

È più variabile l’altezza o l’etá degli studenti?

Altezza media=1.70 (s=0.20) 11.7%


Età media=22 anni (s=1) 4.5%

s 100
CV 
x

40

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