Borghesi, nobili e servi
sono i borghesi ad assumere il ruolo centrale
Pantalone – diventa immagine delle buone qualità del mercante venziano, del suo senso
dell’onore, della sua razionalità e della sua intraprendenza economica
nobili – appaiano privi di valori, chiusi in una vita parassitaria, tra ridicole manie, puntigli
senza fondamento, debiti senza fine, anche se non mancano le eccezioni positive
servi – mantengono la schematicita di quelli della commedia dell’arte si segnalano per la
gratuita intelligenza, la capacità di giocosa provocazione, la proterva aggressività verso i
padroni
I cicisbei
Il cicisbeo di una dama era un uomo per lo più (ma non sempre) celibe, spesso suo accompagnatore
stabile, «per qualche decennio, e magari tendenzialmente per una vita
Dottore – uomo di toga – proviene da un ambiente borghese
Anziano confidente e amico di lunga data
Dottore Anselmi – funzione di doppio coniugale del personaggio – marito Anselmo
o Lui è infatti un secondo marito per Isabella che, per una legge non scritta
nell’ambiente patrizio, è autorizzata, e pure serenamente, ad avere uno o più
cavaliere serventi (che erano amanti)
o Oppure secondo Anselme del L’Avare di Moliere
Posizione scomodissima all’interno delle dinamiche di famiglia
Insomma, il Dottore sa (e deve) stare al suo posto, e mai si potrà permettere di contraddire la
contessa
si sottolinea il carattere totalmente succube del Dottore, simbolo di una borghesia che si
sente ancora in difetto rispetto ai poteri egemoni del patriziato.
Cavaliere – uomo di spada
Più giovane e prestante
a differenziare il personaggio del Cavaliere da quello del Dottore é l’intenzione: alla base
dell’atteggiamento servizievole del patrizio sta spesso un interesse o una semplice
noncuranza, non una totale abnegazione verso il ruolo della Contessa. Il Cavaliere si sente
alla pari rispetto ad Isabella; non sente la necessità di prostrarsi, o di umiliarsi, come senza
fiatare fa il Dottore.
Il Cavaliere è presentato come un patrizio sicuro di sé; disposto al ruolo di cavalier servente,
ma più incline a mettersi a disposizione per i propri interessi più che per quelli della dama.
È un comportamento tipico del nobile a cui non serve chiedere per vedere i propri desideri
realizzati, dotato di una certa spregiudicatezza e mancanza di valori, che lo portano a
pensare, senza porsi molti dubbi sulla moralità della cosa, di poter “servire” sia suocera sia
nuora.
mira a conquistare Doralice, più giovane e avvenente della contessa;
Nella figura del Cavaliere, e nelle sue azioni, s’incarnano gli incubi di Isabella: sta per
succedere quello che lei ha temuto fin dall’inizio, la giovinezza di Doralice ha vinto, o, per lo
meno, ha convinto il cicisbeo.
Il cicisbeo = simbolo della nobilità; l’uso della dama di avere uno – o più – cicisbei che
l’accompagnavano agli eventi mondani della città era di certo sinonimo dello status sociale e culturale
proprio della classe nobiliare. per Isabella, è il Dottore a ricoprire questo ruolo, ma nulla le impedisce
di farsi servire da un altro cavalier servente, in questo caso il Cavaliere, più giovane e prestante. In
quanto dama, la presenza dei cicisbei al suo fianco era sinonimo di galanteria; ma il fatto cambia se a
essere servita è la nuora, che non essendo nobile non ha diritto a farsi accompagnare – secondo
Isabella, non ha diritto nemmeno a partecipare alla vita mondana, infatti – e la figura di un cavalier
servente quindi non le compete
linguaggio: Pantalone è l’unico dei personaggi, oltre agli zanni, a parlare in dialetto, caratteristica che
lo lega alla classe borghese e che è anch’essa funzionale alla differenziazione con il patriziato.
Pantalone, nonostante esprima della stanchezza per la situazione in cui si trova, sembra essere l’unico
a mantenere una certa lucidità. Da sempre ostile alla presenza dei cicisbei in casa, perché riconosceva
la loro estraneità al contesto familiare, ora si rende conto di quanto i due danneggino la serenità di
Isabella e Doralice. e se è possibile, peggiorano la situazione.
Senza di loro, infatti, probabilmente Doralice sarebbe rimasta un po’ meno marcata nella sua
supponenza, e Isabella non avrebbe aumentato la sua ostilità nei confronti della nuora che le aveva
rubato il cicisbeo. Oltre a ciò, è tramite i due cavalieri serventi che le due donne si parlano; senza
questo canale di comunicazione, si sarebbero di certo scambiate meno insulti. Insomma, i due non
portano niente di buono in casa, e il mercante ne è ben consapevole