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Dominanti Secondarie:: V (II) II V (Iii) III VII V (IV) I V IV V (V) V

Il documento tratta delle dominanti secondarie e delle loro applicazioni in diverse tonalità, evidenziando regole armoniche e melodiche. Vengono discusse tecniche di modulazione e l'uso di note estranee all'armonia, come note di passaggio e appoggiature. Inoltre, si analizzano strutture melodiche e progressioni armoniche, con indicazioni su come evitare errori comuni nella composizione musicale.

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Dominanti secondarie:

V (II) = usata solo nel modo maggiore (terza alzata di un semitono) prima del
II prima di una cadenza

V (III) = nel modo maggiore terza e quinta alzate di un semitono, risolve sul
III. Nel modo minore la fondamentale (VII grado) non viene alzato

V (IV) = viene inserita una settima per distinguerlo dal I. Usata verso la fine
dopo il V, seguita dal IV

V (V) = usato anche nella cadenza sospesa. Seguito dal V. Terza alzata di un
semitono

V (VI) = nel modo maggiore terza alzata di un semitono. Seguito dal VI.
Nel modo minore non viene alzata.

V (VII) = non si usa


_____________________________________________________________

Non fare 2ª eccedente (in senso melodico non armonico)

Nella quarta e sesta che fa parte della cadenza (I46) l’accordo successivo
deve scendere

Tonalità minori 7º grado alterato

Se il Basso va per grado congiunto, moto contrario parti sopra

Sensibile deve salire, settima deve scendere

Segnare cadenze

Mantenere note comuni se possibile

Stanghette partitura (basso in giù, tenore in su, contralto in giù, soprano in


su)

Scrivere note legate se durano di più di un accordo

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_____________________________________________________________

Parallele nascoste = non è una parallela diretta ma una delle voci


nell’intervallo melodico passa per una nota che potrebbe formare una quinta
o ottava parallela. Sono consentite con / tra le voci interne, tra voci esterne
solo se il soprano si muove per grado congiunto
_____________________________________________________________

III grado:
-seguito da VI o IV o I
-segue VI o VII (non alterato)

VII grado:
-si può usare in primo rivolto per collegare due accordi (quando ho il secondo
grado al basso)
-con la fondamentale al basso o in primo rivolto va visto come una dominante
che va alla tonica
-se arriva da un primo e va un primo in maggiore si mette l’accordo diminuito
(es. Si-re-fa-lab)
-nel modo minore l’accordo diminuito va al V e poi I
__________________________________________________________

Capitolo 8 Piston (note estranee all’armonia)

Note all'interno di un brano ma estranee all'armonia (non sono armonizzabili


ma sono movimenti melodici, l'accordo resta fermo)

Nota di passaggio: colmare salto melodico tra due note dell’accordo. Note di
passaggio in levare o sul tempo debole della battuta

Nota di volta: è un passaggio per grado congiunto da una nota dell'accordo


a una che non lo è che poi torna indietro alla nota dell'accordo

Anticipazione: una voce anticipa una nota dell'accordo successivo su un


tempo debole

Appoggiatura: nota esterna all'armonia in battere che deve risolvere (di


solito scende)

Ritardo: nota dissonante su un tempo forte che è presenta nell'accordo


precedente

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Modulazioni:

-con accordo perno = grado presente sia nella tonalità d’arrivo che di
destinazione
*(grado di riposo I o VI per la tonalità d’arrivo e di
preparazione II o IV per la tonalità di destinazione,
oppure tensione III o V)

-con approccio cromatico = una o due voci si spostano cromaticamente

-con cadenza evitata = modulazione nella tensione della tonalità che si


abbandona (V o I46).
Risoluzione eccezionale al V o VII della nuova tonalità
(dominanti secondarie).
Voci procedono per grado congiunto o cromaticamente
(almeno una voce ferma)
*Rispettare andamento cromatico voci

-modulazione enarmonica = con settima diminuita formato da terze


minori. E’ un accordo ciclico (stessi suoni che
cambiando fondamentale si può ricavare la VII
di una nuova tonalità)

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Accordo settima diminuita (sempre 3 semitoni tra una nota e l'altra):


permette di fare una modulazione usando quell'accordo come accordo di una
nuova tonalità

Si usa nel II grado di tonalità minore e nel VII grado di una tonalità maggiore

E' una sorta di accordo perno

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Capitolo 7 Piston (struttura melodia) p.86

Cadenza solistica = accordo orchestra fermo e parte il virtuosismo del


solista (usata nella forma musicale concerto)

Tema = melodia che ricorre più volte in una composizione

Controcanto = melodia che contrasta ritmicamente e melodicamente una


melodia principale

Melodia secondaria = melodia che imita l’andamento ritmico-melodico della


melodia principale (spesso per terze o seste)

Cantus firmus = tema con note da valori lunghi e con poca differenza ritmica
che accompagna una melodia più veloce (spesso affidato al
basso)

Tune = melodie con gruppi regolari di frasi, distinti motivi ritmici-intervallari


(estensione limitata, facili da cantare), forti cadenze di tonica e
dominante

Melodia sinfonica = usata come tema di un lavoro più ampio (non contiene
forti cadenze quindi la mancanza di un finale le consente di
proseguire quando necessario.
Tipica della forma-sonata o rondò dove questa melodia può
essere sviluppata variando pur non perdendo la sua identità
(fase detta sviluppo).

Ostinato = melodia che si ripete molte volte (a volte semplice alternanza


tonica-dominante)
*se l’ostinato è più lungo e affidato alla voce più grave è detto basso
ostinato (usato per tutto il brano nella passacaglia o ciaccona)

Melodie di collegamento o ornamentali = non sono temi ma melodie per


collegare frase o noti importanti
(spesso sono virtuosismi)

Melodie di figurazione = melodia con molti arpeggi con un valore più


armonico che melodico
Profilo melodia = cambiamenti direzione, estensione della melodia

Motivo = breve elemento tematico (perchè si ripete e si riconosce) soggetto


a ripetizioni o trasformazioni. Allo stesso tempo non è una melodia
indipendente ma parte di una melodia
*usato spesso nel barocco

Frase = nucleo melodico di senso compiuto, composto generalmente da 4 o


8 battute. Seguita da un’altra frase se non ha una conclusione.
*fine frase è detta cadenza

Variazione melodica = tipico del tema con variazioni. Variazione melodia


riproposta con ornamenti / abbellimenti (es. trilli e
acciaccature, scale virtuosistiche)

Melodia polifonica = spesso nelle linee melodiche vengono arpeggiate


anche le note che compongono gli accordi.

Bisogna fare una riduzione analitica eliminando le


ripetizioni e le note estranee all’armonia, riscrivendo gli
accordi come singoli elementi simultanei. La melodia
può anche avere una linea multipla (più melodie
riassunte in una

Analisi melodica:
-determinazione delle frasi, semi-frasi e cadenze
-evidenziare piccoli elementi motivici
-determinare struttura armonica e base melodia (anche con riduzione
analitica)

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non far salire mai tutte le voci a meno che non sia un cambio di posizione
dell’accordo
non fare salti di settima discendenti del basso, solo ascendenti e settime
minori (quando il basso fa questo passaggio bisogna vederlo come uno
spostamento per grado congiunto e quindi un V_2)

nelle scale di passaggio usare scala minore melodica (sesto e settimo


alterati), non armonica

concludere brani con V-I o al massimo I-IV-I

non passare da quinta a ottava e viceversa (sono accordi vuoti)

la settima di dominante è vista come un cambio di posizione dell’accordo


(non si può usare per evitare parallele)

andare ad un unisono con moto contrario delle due voci

quando il basso scende da VI a V bisogna usare il VI col IV6

Con un I6 prima è meglio un V2

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Analisi:

sul V grado si può trovare una nota del I grado

negli arpeggi con accordi veloci si analizza l’accordo della battuta

Marcia (tempo binario)

Appunti OneNote

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Progressioni:

Modulo riproposto con lo stesso schema e stessi intervalli (alcune regole


non vengono ascoltate, esempio raddoppio sensibile)
Possono essere modulanti (affermano una nuova tonalità con progressioni
come V-I)

Oppure non modulanti (esempio intervallo I-IV, non afferma nuove tonalità)

Può iniziare non modulante e poi andare ad un intervallo V-I e diventare


modulante.

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Settima di dominante V7 = settima minore (sia scala maggiore che minore)

Scala maggiore:

-Settima artificiale II-III-VI = 3 minore + 5 giusta + settima minore

-Settima artificiale I-IV = 3 maggiore + 5 giusta + settima maggiore

-Settima artificiale VII = 3 min + 5 dim + settima minore


Scala minore armonica:

-Settima artificiale II = 3 min + 5 dim + settima minore

-Settima artificiale IV = 3 min + 5 giusta + settima minore

-Settima artificiale VI = 3 maggiore + 5 giusta + settima maggiore

-Settima artificiale VII = 3 min + 5 dim + settima dim

Scala minore melodica:

-Settima artificiale II = 3 min + 5 giusta + settima minore

-Settima artificiale IV = 3 maggiore + 5 giusta + settima minore

-Settima artificiale VI = 3 min + 5 dim + settima minore

-Settima artificiale VII = 3 min + 5 dim + settima dim

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Uso fioriture (nel tempo debole tranne il ritardo / appoggiatura) :

-note di volte = quando ho una nota ferma posso muoverla per grado
congiunto, per moto contrario al basso

-note di passaggio = (conviene siano più brevi rispetto alla nota in cui si
arriva)

Nelle tonalità minori usare la scala melodica

-appoggiature = (nota che risolve per grado congiunto e fa parte


dell’accordo precedente, generalmente la sensibile che va
alla fondamentale)

-ritardi = nota su cui risolve non deve essere raddoppiata (tranne se è la


fondamentale ad essere ritardata)

Conviene ritardare la fondamentale o la terza (quest’ultima non può


essere raddoppiata)

Nota legata già presente nell’accordo precedente

-note sfuggite / reaching tone =

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