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Informatica

Il documento tratta le basi dell'informatica, coprendo argomenti come il processore, le periferiche, la RAM, la ROM, il sistema operativo, e il software. Viene spiegato il funzionamento dell'hardware e delle memorie portatili, oltre a fornire informazioni sulle licenze software e sull'uso di Microsoft PowerPoint. È una guida utile per i candidati al concorso per funzionari tecnici dell'Agenzia delle Entrate.

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Il documento tratta le basi dell'informatica, coprendo argomenti come il processore, le periferiche, la RAM, la ROM, il sistema operativo, e il software. Viene spiegato il funzionamento dell'hardware e delle memorie portatili, oltre a fornire informazioni sulle licenze software e sull'uso di Microsoft PowerPoint. È una guida utile per i candidati al concorso per funzionari tecnici dell'Agenzia delle Entrate.

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313/10 • Concorso Agenzia delle Entrate

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Informatica

Sommario
1| Informatica di base 3| Shortcut da tastiera

2| Schede pratiche

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Informatica di base

1 Il processore
Il processore è il nucleo del calcolatore preposto all’elaborazione dei dati, l’elemento «pen-
sante» del computer in quanto interpreta le istruzioni dei programmi, esegue i calcoli, attiva
e controlla il funzionamento degli altri componenti.
La velocità di un processore è detta frequenza di clock e si misura in Hertz e suoi multipli.
Esso è composto da: unità logico-aritmetica, unità di controllo; registri.
Il processore è allocato nella scheda madre, che costituisce la scheda principale del computer.
Il processore e la memoria principale costituiscono l’unità centrale del computer.

2 Le periferiche
La periferica è una qualsiasi tipologia di dispositivo hardware del computer che si interfaccia
tra l’utilizzatore e l’elaboratore. Le periferiche si distinguono in:
— interne, poiché poste all’interno del computer (ad es.: scheda video, scheda audio e hard
disk);
— esterne, in quanto collocate all’esterno del computer. Queste ultime si distinguono in peri-
feriche di input e periferiche di output.
Le unità di ingresso (o periferiche di input) consentono di immettere nel computer i dati che
devono essere elaborati dal processore. Le principali periferiche di input sono: la tastiera, il
mouse, lo scanner, il microfono, la macchina fotografica digitale, la penna ottica ecc.
Le unità di uscita (o periferiche di output) hanno la funzione di restituire all’utente i dati immessi nel
computer ed elaborati dal processore. Le principali periferiche di output sono il monitor e la stampante.
Alcune periferiche possono svolgere contemporaneamente funzioni di input e di output. Tra
queste ricordiamo il modem, i touch screen o schermi sensibili, le porte USB.

3 Universal Serial Bus (USB)


L’USB (Universal Serial Bus) è uno standard di comunicazione seriale che permette di col-
legare periferiche di ogni genere a un computer. È stato progettato per consentire, attraverso
degli hub (concentratori o multiprese) di connettere fino a 127 dispositivi (compreso il controller
e i vari hub) sullo stesso controller.
Grazie a un’interfaccia standardizzata, consente di collegare o scollegare i dispositivi senza
dover riavviare il computer; inoltre, è in grado di alimentare direttamente il dispositivo a cui è
collegato. Quest’ultimo, dunque, può non aver più bisogno di un’alimentazione elettrica a parte.

4 La RAM
La RAM (acronimo di Random Access Memory) è la memoria di lavoro; su di essa sono me-
morizzati i dati e i programmi su cui il computer sta operando in quel momento (a differenza
delle memorie di massa, che contengono i dati e i programmi quando questi non sono in uso).

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É una memoria veloce ma volatile, cioè perde tutte le informazioni quando il computer viene
scollegato dall’alimentazione elettrica. Per tale motivo è necessario «salvare» dati e documenti
sulle memorie di massa prima di spegnere il computer.

5 La memoria ROM
La ROM (acronimo di Read Only Memory o memoria di sola lettura) è un tipo di memoria
non volatile — conserva il suo stato anche in assenza di alimentazione elettrica — utilizzata per
conservare dati e istruzioni necessari per l’avvio di alcuni dispositivi elettronici, compresi i PC.
Cosa avviene, ad esempio, quando si preme il tasto di accensione del computer? Il primo
software che la macchina esegue nella fase di avvio (bootstrap) si trova proprio nella ROM. Si
tratta di un piccolo programma che verifica sia la presenza sia il corretto funzionamento dei
principali componenti hardware (RAM, dischi, tastiera ecc.) attraverso la fase POST (Power-On
Self-Test), prima di avviare il sistema operativo.
In particolare:
— il BIOS (Basic Input Output System) è stato per molto tempo l’unico programma di avvio memo-
rizzato nella ROM di un computer. È a tutt’oggi ancora presente su molti sistemi ed è composto da
semplici istruzioni a basso livello, in grado di comunicare direttamente con l’hardware del sistema;
— l’UEFI (Unified Extensible Firmware Interface) è la versione attuale del software di avvio. Si
potrebbe definire l’erede del BIOS e presenta notevoli miglioramenti dal punto di vista ope-
rativo e delle funzionalità;
— il firmware è, invece, un programma specifico, integrato e memorizzato anch’esso in una ROM,
che è presente su molti sistemi (smartphone, smart TV), schede di espansione o periferiche (SSD,
router, ecc.). Esso contiene le istruzioni per il corretto funzionamento del sistema operativo ren-
dendo possibile la comunicazione con le componenti hardware, con la CPU o con altri sistemi.

6 Il sistema operativo
Il sistema operativo è l’insieme dei software preposti sia alla gestione dell’hardware, sia
all’interfacciamento con l’utente. Se da un lato, infatti, assicura il corretto funzionamento dei
dispositivi, dall’altro rende semplice, efficiente e «trasparente all’utente» l’utilizzo delle risorse
del sistema di calcolo.
Un sistema di calcolo è trasparente in quanto gli utenti non hanno bisogno di sapere cosa
stia realmente accadendo, ma hanno piuttosto l’esigenza che tutto il sistema funzioni a dovere,
potendo così concentrare gli sforzi esclusivamente sulle procedure di input e di output.
Il sistema operativo può essere anche definito come un insieme di programmi che, da un
lato, gestisce l’elaborazione dei dati e «coordina» il funzionamento del computer e, dall’altro,
permette all’utente di interagire con il computer e di impartire i comandi. È, pertanto, un ele-
mento essenziale, in quanto senza di esso un computer non può funzionare.
Il più diffuso è sicuramente Windows nelle sue varie versioni (l’ultima è la 11), ma ne esistono
altri altrettanto validi. Ad esempio, il sistema operativo Linux è caratterizzato da un’altissima
affidabilità ed anche dal fatto di essere gratuito.

7 File compresso
In informatica con il termine compressione dati si indica la tecnica di elaborazione dati che,
attuata per mezzo di opportuni algoritmi, permette la riduzione della quantità di bit necessari
alla rappresentazione in forma digitale di un’informazione.

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Generalmente la compressione dati viene utilizzata per ridurre le dimensioni di un file e


quindi lo spazio necessario per la sua memorizzazione. I file compressi, infatti, occupano meno
spazio di archiviazione e possono essere trasferiti ad altri computer più rapidamente dei file non
compressi. È possibile utilizzare i file e le cartelle compressi esattamente come i file e le cartelle
non compressi. È inoltre possibile includere più file in un’unica cartella compressa, semplifican-
do la condivisione di un gruppo di file, poiché sarà necessario allegare a un messaggio di posta
elettronica una sola cartella invece di diversi file. I formati che individuano i file compressi sono
più comuni .rar e .zip.

8 L’hardware
L’hardware (dall’inglese hard = rigido e ware = materiale) è l’insieme dei dispositivi fisici,
elettronici e meccanici che costituiscono l’elaboratore e che permettono l’esecuzione materiale
delle operazioni.
L’hardware svolge le seguenti funzioni:
— elabora, interpreta ed esegue le istruzioni dei programmi;
— coordina il trasferimento dei dati;
— memorizza i dati e i programmi per il funzionamento del PC;
— collega tutti gli elementi funzionali;
— consente lo scambio dei dati.
L’hardware non comprende solo l’esterno del calcolatore, ma anche il suo interno.
I componenti dell’hardware sono: il processore e la scheda madre, le schede audio e video,
la memoria centrale e la memoria di massa, le unità di ingresso, le unità di uscita, i dispositivi di
input/output.

9 Le memorie portatili
Tutti i supporti preposti a immagazzinare, conservare e restituire informazioni sono detti
memorie di massa. Servono, dunque, per registrare dati, documenti e programmi in modo
permanente.
Le memorie portatili sono quelle che possono agevolmente essere trasportate e utilizzate
secondo le esigenze individuali. Le più diffuse sono: la chiavetta USB, il CD, il DVD ecc.
Una chiavetta USB o penna USB (in inglese flash drive o pendrive) è una memoria di massa
portatile di dimensioni molto contenute, che si collega al computer mediante la comune porta
USB.
Nella chiave USB i dati sono memorizzati in una memoria flash contenuta al suo interno.
La memoria a semiconduttore di tipo flash SSD (Solid State Drive) è un device paragonabile
a una chiavetta USB, ma di più grandi dimensioni e di grande capacità, in grado di svolgere lo
stesso ruolo di un hard disk con i seguenti vantaggi: bassa produzione di calore, silenziosità,
velocità nettamente maggiore sia in lettura che in scrittura, maggiore resistenza agli urti.
I CD-ROM, ormai in disuso, sono dischi registrati e letti attraverso un raggio laser e costituiscono un
esempio di memoria di massa di sola lettura. In genere erano usati per: registrare prodotti multimediali
(dizionari, corsi di lingua, manuali, materiale sonoro e video di alta qualità); distribuire programmi appli-
cativi di grandi dimensioni; fare copie di backup dei dati.
I DVD (Digital Versatile Disk) sono usati per immagazzinare dati, programmi, film digitali. Esteriormente
e tecnologicamente un DVD è simile a un CD, ma è più capiente. È stato superato dal Blu-ray, supporto
capace di contenere decine di GB.

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10 Il software
Con il termine «software» s’intende l’insieme delle applicazioni, o programmi, necessario
all’utilizzo del computer da parte dell’utente. Il software consiste in una serie di istruzioni date
alla macchina hardware, affinché essa svolga determinati compiti.
Si distinguono:
— il software di base o di sistema, che gestisce le risorse del computer e svolge la funzione
di interfaccia tra macchina e utente. Si tratta di un programma operativo (es. Microsoft Win-
dows), che consente all’utente di utilizzare il computer. In caso di sua assenza, occorrerebbe
programmare direttamente la macchina per poterla utilizzare;
— i software applicativi, che svolgono le funzioni e le operazioni particolari di cui l’utente ha
bisogno (videoscrittura, calcolo, archiviazione dati, elaborazione grafica ecc.).

11 Le licenze software
Affinché l’utente sia chiamato ad accettare una licenza d’uso non è detto che questa deb-
ba essere a pagamento. Esistono infatti anche licenze che non prevedono il pagamento di un
corrispettivo in denaro, ma il rispetto di determinate regole inserite appunto nella licenza.
Esaminiamo a questo punto i principali tipi di licenze comunemente utilizzati nella distribu-
zione del software.
Innanzitutto possiamo suddividere le licenze per il:
— software proprietario;
— software libero.
Rientrano nel primo tipo, oltre a quelle che implicano direttamente un pagamento a fronte
della concessione della licenza, anche le licenze trial (o versioni di prova), le licenze shareware
e quelle freeware.
La versione di prova prevede che l’utente utilizzi il programma per un determinato periodo
di tempo, scaduto il quale il software smette di funzionare. Se si desidera continuare ad utiliz-
zare l’applicazione, bisognerà pagare un corrispettivo dopodiché, tipicamente, verrà inviato
un numero seriale che permetterà di «sbloccare» il programma che riprenderà a funzionare
correttamente ed a tempo indeterminato. Nel caso di licenza shareware, di solito è permesso
all’utente di copiare e diffondere il programma che, in linea di massima, è dotato di funzionalità
ridotte rispetto alla versione completa. Pagando una determinata cifra, è possibile sbloccare
le funzioni inibite. Le licenze freeware, infine, mettono a disposizione dell’utente programmi
completi senza che sia previsto alcun corrispettivo. Si tratta solitamente di programmi realizzati
da amatori che vogliono condividere con altri le proprie creazioni, senza volerne trarre profitti
economici, o per far pubblicità alle proprie doti di programmatori.
Il software libero, può essere utilizzato gatuitamente dall’utente, che tuttavia è tenuto a
rispettare la licenza d’uso. Un’altra classificazione del software consiste nella differenziazione
in open source e closed source. Le licenze open source permettono a chiunque di utilizzare i
programmi senza limitazione, incoraggiando al tempo stesso lo studio del funzionamento, le
eventuali modifiche e la distribuzione tramite la duplicazione.
Il sistema operativo Linux è uno degli esempi più fulgidi di software open source, ma esistono anche casi
più recenti e di grande successo: uno su tutti, il sistema operativo Android, diventato ormai uno standard per
i dispositivi mobili (e basato sul kernel — cioè sul «nucleo» — Linux). Ma non sono solo i sistemi operativi a
basarsi su licenze open source: anche tanti applicativi molto utilizzati sono basati su questo tipo di licenza (si
pensi ad esempio al famosissimo browser Firefox, o alla suite di programmi di office automation OpenOffice).

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Nelle licenze closed source, invece, l’utente non può in alcun modo accedere al codice
sorgente né modificarlo.
Spesso, nel linguaggio comune, si tende a identificare i concetti di software libero e di softwa-
re open source. In realtà, i due concetti afferiscono a tipologie diverse, riferendosi il primo alla
gratuità del software e il secondo alla possibilità di accedere al codice sorgente e modificarlo.

12 Presentazione in Power point


Microsoft PowerPoint è il programma di presentazione prodotto da Microsoft, utilizzato
principalmente per proiettare, e quindi comunicare su schermo, progetti, idee e contenuti
incorporando testo, immagini, grafici, filmati, audio e potendo presentare tutto questo con
animazioni di alto livello. È, inoltre, possibile inserire link ipertestuali ad altre dispositive o a siti
esterni. Consente la creazione di presentazioni informatiche multimediali tramite la realizzazione
di diapositive (slide) visualizzabili in sequenza su qualsiasi computer dotato di questo software.
Powerpoint è però spesso utilizzato per presentazioni che devono cercare di tenere alta
l’attenzione degli spettatori ed uno dei modi migliori è senza dubbio quello di «animare» un po’
la scena, con le numerose funzionalità del programma.

13 I servizi ICT
L’uso sempre più crescente della tecnologia nella gestione e nell’elaborazione delle informa-
zioni ha reso fondamentale la presenza dell’informatica e delle telecomunicazioni.
In tale contesto, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT o TIC) rappre-
sentano l’insieme delle metodologie e delle tecniche utilizzate nella trasmissione e ricezione dei
dati o, più in generale, delle informazioni.
Tutti gli ambiti professionali che riguardano lo sviluppo della comunicazione digitale, come il
cloud computing, le reti sociali, il marketing digitale, la realtà virtuale ecc., fanno parte delle TIC.
Le TIC sono impiegate in quasi tutti gli ambiti della vita quotidiana, essendo presenti sia in ambito
pubblico che privato. Inoltre, non essendo dedicate ad un uso specifico, sono considerate delle tec-
nologie general purpose che influiscono sullo sviluppo sociale ed economico della nostra comunità.
Le TIC includono tutte le risorse necessarie alla manipolazione (o elaborazione) delle infor-
mazioni, come personal computer, software, reti e piattaforme web, ognuna con determinate
funzionalità.
Alla base delle TIC è possibile evidenziare tre tecnologie generali:
— dispositivi (strumenti fisici elettronici come computer, smartphone, televisori, console per
giochi ecc.);
— servizi web (servizi non fisici come motori di ricerca, posta elettronica, social media ecc.);
— reti di telecomunicazione (ad es. reti come le LAN, le WAN e le reti wireless oppure l’avanzata
tecnologia di fibra ottica).

14 Cloud computing
Negli ultimi anni il panorama software sta radicalmente mutando. Mentre, infatti, tradizional-
mente il software era sempre collegato a un determinato computer, nel senso che si acquistava la
licenza e si installava il programma sul computer locale, attualmente si sta affermando sempre
più il cloud computing, ossia un insieme di tecnologie che permettono all’utente di memorizzare,
archiviare ed elaborare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware/software distribuite in
rete in un’architettura tipica client-server.

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Ai servizi offerti in cloud si accede tramite un’apposita area riservata, inserendo le proprie
credenziali private, in cui è possibile caricare file e documenti, operare direttamente online tramite
applicazioni predefinite e condividere il proprio lavoro con altri utenti e/o colleghi.
Gli esempi sono tantissimi: si pensi, ad esempio, all’applicazione online Google Docs, che
permette la realizzazione e l’archiviazione di documenti di testo, fogli elettronici e presentazioni
completamente online. Tra i principali servizi di cloud computing ricordiamo Microsoft One
Drive, Google Drive e Dropbox.

15 Browser e le pagine web


Un web browser (o semplicemente browser) è un’applicazione lato client che consente agli
utenti la navigazione in rete. Si occupa di instaurare una connessione con un server, richiedere
i contenuti e presentare gli stessi sotto forma di pagine web formattate.
Attualmente sono diversi i browser (liberamente scaricabili) che si dividono il mercato: Google
Chrome, Microsoft Edge, Mozilla Firefox, Opera e Safari (per Apple). Ciascuno ha, ovviamente,
la propria interfaccia grafica ma le funzionalità sono molto simili.
Le pagine web sono scritte in un linguaggio standardizzato chiamato HTML (HyperText Markup
Language) che definisce:
— il contenuto testuale della pagina;
— eventuali istruzioni di formattazione;
— i riferimenti agli oggetti esterni (immagini, file multimediali);
— i collegamenti (link) ad altre pagine situate ovunque nel mondo. Gli utenti possono raggiun-
gere la pagina indicata facendo clic su uno di essi.
Il contenuto di una pagina web non ha teoricamente limiti né riguardo la lunghezza né rispetto
al numero di oggetti (ad esempio le immagini), ma in genere si cerca di contenere le dimensioni
per non appesantire la lettura. Per gestire più informazioni intorno a specifici argomenti, non
sempre è possibile concentrarle tutte in un unico sito web. A volte, data la mole e la varietà di
notizie attinenti, bisogna attingere da fonti esterne, cioè da altri siti internet. Sono nati così i
portali web, che cercano di raccogliere, concentrare e indirizzare in maniera coerente gli utenti
sfruttando al meglio i collegamenti ipertestuali.
Un portale Internet è un sito web che presenta, insieme a numerose informazioni, anche una
serie di link interni ed esterni a risorse correlate. Viene visto anche come una porta d’ingresso, un
punto di partenza a gruppi consistenti di risorse, tutte in qualche modo in relazione tra loro: un
esempio è il sito internet di un’università che offre accesso a molteplici contenuti e, immettendo
i propri dati personali, può diventare un «portale web personalizzato».

16 I servizi di collaborazione online


Più persone possono aggiornare insieme un foglio dati contente cifre e numeri relativi a rilievi
statistici compiuti in luoghi diversi. Sempre con gli stessi strumenti le stesse persone possono
concordare un appuntamento e tenere una riunione online o creare e partecipare a una lezione
in cui il docente è in un luogo diverso rispetto a quello in cui si trovano gli allievi. Si parla in tal
proposito di collaborazione online, ossia della possibilità – data da strumenti e tecnologie – di
condividere il lavoro di office automation. Gran parte dei servizi di collaborazione online sfruttano
la tecnologia del cd. cloud computing (già esaminata in precedenza).
Tutti gli strumenti di collaborazione hanno delle caratteristiche in comune. La prima, più
evidente, è che permettono i cd. accessi multipli e concorrenti, nel senso che più utenti possono
utilizzare contemporaneamente lo strumento; l’altra caratteristica essenziale è la possibilità di

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accesso su scala globale: più persone possono prendere parte allo stesso progetto, alla stessa
riunione o lezione, da qualsiasi parte del mondo, perché la diffusione delle tecnologie dell’infor-
mazione e della comunicazione permette ormai di poter accedere a internet da qualsiasi luogo.

17 I social network e l’instant messaging


Tra gli strumenti di comunicazione che stanno sempre più diffondendosi tra le istituzioni
scolastiche, vi sono i social network, un servizio fruibile via Web che permette:
— la creazione di un profilo pubblico (in toto o anche solo parzialmente) nell’ambito di un
sistema organizzato e regolato;
— la creazione da parte dell’utente di una lista di contatti;
— la possibilità (sotto diverse forme e secondo regole variabili) di visualizzare la lista degli amici
dei propri contatti.
I social, oltre a servire come strumento di comunicazione istituzionale, possono avere anche
una valenza didattica. Numerose sono, infatti, le attività che è possibile organizzare con gli
studenti, grazie a Facebook, Instagram, Twitter:
— mettere in contatto alunni e docenti prima e durante l’anno scolastico, migliorando la mutua
comunicazione;
— assegnare compiti e raccogliere appunti individuali e collettivi;
— coinvolgere esperti esterni;
— offrire link e approfondimenti agli amici e ai follower.
Inoltre, negli ultimi anni si è assistito al progressivo utilizzo dell’instant messaging con
le applicazioni di messaggistica istantanea, come Whatsapp e Telegram, anche nel contesto
scolastico. Sono sempre di più gli istituti che attivano gruppi e canali ufficiali dedicati per le
comunicazioni giornaliere e istituzionali.

18 Microsoft SharePoint
L’applicazione Microsoft SharePoint è utilizzata per creare siti web da condividere con i
partecipanti ad un’organizzazione istituzionale, come ad esempio una scuola o un’università.
È possibile usarlo come spazio in cui archiviare, organizzare, condividere e accedere alle infor-
mazioni da qualsiasi dispositivo tramite browser web.
Lo scopo principale è di consentire il lavoro collaborativo in team tramite l’utilizzo di strumenti
condivisi secondo una gerarchia di permessi di sviluppo.

19 App per smartphone


Lo sviluppo delle applicazioni (o app) per smartphone è decisamente una delle modalità più
utilizzate per raggiungere un alto numero di cittadini. Le scuole, gli enti pubblici, gli enti territoriali, le
aziende sanitarie e molte altre amministrazioni utilizzano le app per raggiungere la cittadinanza sulla
base di una serie di criteri: vi sono infatti app di diverso tipo che rispondono a esigenze diverse. Tutte
le app istituzionali, per essere utilizzate, devono essere scaricate per le rispettive piattaforme Android
o iOS e richiedono l’attivazione di un account del cittadino (attivabile tramite Spid, CNS, CIE). Dopo
l’autenticazione si avrà accesso a una serie di servizi online che elenchiamo a titolo esemplificativo:
— ricevere informazioni relative all’amministrazione e alle informazioni degli uffici (es. e-mail,
numero di telefono, orari, ecc.) tramite un collegamento diretto al sito web istituzionale;
— prenotare appuntamenti con gli uffici scolastici;
— ricevere avvisi urgenti tramite le cosiddette notifiche push;

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— visualizzare un calendario;
— scaricare direttamente atti amministrativi come ad esempio bilanci e prospetti;
— visualizzare mappe cittadine in tempo reale per ricercare monumenti o siti d’interesse;
— consultare gli orari dei trasporti pubblici;
Oltre alle app specifiche è opportuno ribadire come esistano anche app ideate dalle ammi-
nistrazioni centrali per raggiungere i cittadini a prescindere dalla territorialità o da settori
di competenza specifici, come ad esempio quello dell’istruzione. È questo il caso della già
menzionata app IO che consente, a qualunque ente pubblico che conosca il codice fiscale di un
cittadino, di contattarlo, inviargli documenti o avvisi, o conoscere le preferenze dell’utente in
termini di servizi attivi e canali di contatto.

20 La posta elettronica
Nel giro di pochi anni la posta elettronica, o e-mail (abbreviazione di electronic mail) è diven-
tata uno strumento fondamentale, oltre che molto economico, per la trasmissione di informazioni
all’interno della Pubblica Amministrazione. Attualmente è uno dei mezzi di ICT (acronimo di
Information and Communication Technology) più diffusi per comunicare sia all’esterno (comu-
nicazione esterna) sia all’interno di un’organizzazione (comunicazione interna).
A differenza del telefono e delle chat, la posta elettronica consiste in una tipologia di comunica-
zione asincrona: il suo funzionamento, cioè, non implica la compresenza di mittente e destinatario.
In confronto ai mezzi tradizionali di comunicazione, la posta elettronica offre alcuni conside-
revoli vantaggi, quali l’economicità, la velocità, la multimedialità, la semplicità di archiviazione
e di ricerca, la possibilità di invio massivo.
Inoltre, è opportuno tenere in giusto conto le caratteristiche distintive dei messaggi di
posta elettronica:
— assenza di feedback immediato;
— impossibilità di adeguare la comunicazione alle reazioni del destinatario (come invece av-
viene nella comunicazione faccia a faccia e anche in quella mediata, ad esempio attraverso
la voce nelle conversazioni telefoniche);
— possibilità di progettare il messaggio e di pianificarne l’avvio.

21 La PEC (posta elettronica certificata)


La posta elettronica certificata (PEC) è una tipologia particolare di posta elettronica che per-
mette di dare a una e-mail lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento
tradizionale. Anche il contenuto può essere certificato e firmato elettronicamente garantendo,
quindi, anche l’autenticazione e l’integrità dei dati.
La disciplina normativa è principalmente contenuta nel [Link]. 7-3-2005 n. 82 (cosiddetto
Codice dell’amministrazione digitale - CAD).
Il servizio può essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso l’AgID (Agenzia per
l’Italia digitale), che è l’organo pubblico preposto al controllo della posta elettronica certificata.
Il servizio PEC, per sua stessa natura, mostra una serie di vantaggi rispetto all’atto giudiziario
tradizionale. I principali sono:
— ogni formato digitale può essere inviato tramite posta elettronica certificata;
— i messaggi possono essere consultati da ogni computer o smartphone connesso alla rete
Internet;
— l’avvenuta consegna al provider della mail viene garantita; nel caso non sia possibile reca-
pitare il messaggio al destinatario, il mittente viene informato;

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— le ricevute di consegna hanno piena validità legale, anche se il messaggio non è stato ef-
fettivamente letto dal destinatario (su cui grava l’onere della prova di non aver ricevuto il
messaggio), in maniera simile alla cd. «compiuta giacenza» dell’atto giudiziario cartaceo;
— l’invio dei messaggi può avere costi inferiori a quello delle raccomandate.
La PEC offre, inoltre, elevati requisiti di qualità e continuità del servizio. Sussiste, infatti,
l’obbligo da parte del gestore, di applicar e le procedure atte a garantire il rispetto delle misure
di sicurezza previste dal Codice dei dati personali e la sicurezza della comunicazione.

22 Il domicilio digitale
Con le modifiche al CAD operate dal [Link]. 217/2017, però, la PEC come tradizionalmente
configurata cede il passo al nuovo istituto del domicilio digitale, al cui alveo viene ricondotta
(artt. 1 e 6 e ss., [Link]. 82/2005).
Il domicilio digitale è un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica
certificata (PEC) o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal
«Regolamento eIDAS» del 2014, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale.
Da un punto di vista puramente giuridico e formale, infatti, il domicilio digitale è una sorta
di «domicilio virtuale»; esso infatti viene definito come un indirizzo elettronico eletto presso
un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato
qualificato (SERCQ), come definito dal Regolamento eIDAS, valido ai fini delle comunicazioni
elettroniche aventi valore legale (art. 1 CAD).
I cittadini possono registrare il proprio domicilio digitale, ad esempio un precedente indiriz-
zo PEC già attivo, all’INAD, l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali, al quale ricevere tutte le
comunicazioni ufficiali da parte della pubblica amministrazione.

23 La REM (Registered Electronic Mail)


Poiché la PEC non accerta in maniera incontrovertibile l’integrità e l’autenticità di un
documento non essendo in grado di certificare l’identità del mittente e del destinatario così come
richiesto dal Reg. (UE) 910/2014 (eIDAS), con la conseguenza che non può essere riconosciuta
come «servizio elettronico di recapito certificato qualificato» (SERCQ), ma solo come «servizio di
recapito certificato» (SERC), è già iniziata, per concludersi indicativamente entro giugno 2024,
la migrazione verso la REM (Registered Electronic Mail), la cd. PEC europea.
In questo modo si assicura l’interoperabilità a livello europeo dei meccanismi di scambio
di posta elettronica, offrendo le stesse garanzie a tutti i cittadini e a tutte le imprese di ciascuno
stato membro dell’Unione europea. Ciò consentirà appunto di attribuire valore legale di racco-
mandata con ricevuta di ritorno a tutti i messaggi scambiati al di fuori dell’Italia, certificando
l’autenticità del messaggio di posta e dei suoi allegati e soprattutto non consentendo l’alterazione.

24 La newsletter
La newsletter è uno strumento di comunicazione esterna e interna assai diffuso, che permette
di creare e di mantenere uno scambio massivo e continuativo di notizie, aggiornamenti, infor-
mazioni e approfondimenti: facile, rapida ed economica, vi fanno ricorso ormai da anni scuola,
enti pubblici, istituzioni no profit, associazioni ecc. Consiste semplicemente in un messaggio di
posta elettronica inviato — periodicamente e gratuitamente — a un gruppo di corrispondenti
con cui si è in contatto per motivi professionali, o che ne abbiano volontariamente fatto richiesta
attraverso la compilazione di un form d’iscrizione online. Oltre che nei temi e negli argomenti

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che trattano, le newsletter si differenziano nella veste grafica, nella struttura, nella periodicità di
invio e, più di tutto, nelle finalità. Le scuole utilizzano il servizio di newsletter come strumento
di trasparenza e di informazione per gli studenti, i genitori e i docenti.
Le newsletter a uso interno rappresentano un modello a sé stante. Produrre una newsletter
indirizzata al personale risponde ai principali obiettivi di comunicazione interna:
— informare i dipendenti;
— permettere e allargare la partecipazione all’interno dell’ente;
— far sentire i dipendenti parte dell’organizzazione in cui lavorano;
— creare una comunicazione continuativa;
— aprire spazi di dialogo e di condivisione.
La newsletter rappresenta, infatti, un efficace canale di contatto diretto tra i vertici e i dipen-
denti. Superando il tradizionale concetto di «circolare», diventa uno strumento di comunicazione
flessibile soprattutto per quanto riguarda la facilità con la quale può essere predisposta e la
frequenza con la quale può essere inviata. Anche nella redazione di una newsletter, come in ogni
atto comunicativo, occorre valutare la composizione del messaggio in base alle sue finalità
comunicative: struttura, elementi grafici, stile e registro di scrittura vanno calibrati, quindi, te-
nendo in considerazione i destinatari e gli obiettivi che ci si pone. Per costruire messaggi efficaci
bisogna, inoltre, tenere ben presenti le caratteristiche e i limiti del mezzo.

25 I cookie
I cookie rappresentano dei file contenenti informazioni relative all’utente come, ad esempio,
il nome del computer oppure la prima data di connessione a quel sito. Il motivo per il quale un
sito può far uso di un cookie (che letteralmente significa «biscottino») è legato all’efficienza delle
operazioni da far svolgere all’utente: quelle informazioni infatti una volta che sono memorizzate
possono essere usate dal server Web in seguito, quando l’utente visiterà nuovamente quel sito.
In altre parole, il cookie specifica in modo univoco l’utente che visita un sito Web con un
codice numerico, in modo che al successivo accesso a quello stesso sito le impostazioni perso-
nalizzate dell’utente precedentemente salvate serviranno al software per «riconoscere» l’utente
ed evitargli la riscrittura delle sue preferenze.
Senza i cookie, ad esempio, navigando su Facebook per sfogliare profili o messaggi, bisogne-
rebbe fare il login ogni volta che si cambia pagina.
I cookie costituiscono anche uno strumento fondamentale per indirizzare in modo mirato mes-
saggi pubblicitari e memorizzare informazioni statistiche che concernono l’utilizzo di Internet.

26 Antivirus e sicurezza
Per proteggere il computer dai virus e da altre minacce è necessario adottare misure ade-
guate e costanti. In particolare è opportuno installare un programma antivirus, mantenendolo
aggiornato. I programmi antivirus esaminano il computer per individuare eventuali virus che
tentano di accedere ai messaggi di posta elettronica, al sistema operativo o ai file. Ogni giorno
vengono diffusi nuovi virus, pertanto è consigliabile verificare sempre la disponibilità di aggior-
namenti del software. Risulta opportuno, inoltre, non aprire i messaggi di posta elettronica con
mittenti ignoti e allegati sconosciuti. Molti virus vengono inviati come allegati nei messaggi di
posta elettronica e si diffondono non appena tali allegati vengono aperti.
È opportuno poi utilizzare un blocco popup con il browser. Per popup si intende una finestra
del browser di dimensioni ridotte che viene visualizzata nella parte superiore del sito Web atti-

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vo. Sebbene la maggior parte di queste finestre popup sia creata da pubblicitari e quindi risulti
assolutamente sicura, è possibile che alcune contengano codici non sicuri o dannosi. Un blocco
popup può evitare la visualizzazione di alcune di queste finestre.
Infine, può essere opportuno utilizzare un firewall o altri programmi analoghi che avvisano
l’utente in caso di attività sospette, se un virus o un worm tenta di connettersi al computer.
Possono inoltre impedire il tentativo da parte di virus, worm e pirati informatici di scaricare
programmi potenzialmente pericolosi sul computer.

27 La sicurezza dei dati informatici


La sicurezza dei dati informatici riguarda due aspetti prioritari: evitare le perdite accidentali
di dati (cancellazione di file, rottura dell’hard disk, virus); evitare che dati privati (personali o
aziendali) finiscano in mani non autorizzate.
Per far fronte al primo tipo di problema è necessario:
— salvare frequentemente i dati sull’hard disk oppure in cloud mentre si lavora su un do-
cumento. Infatti i dati su cui si sta lavorando sono memorizzati sulla RAM e questa memoria
perde le informazioni nel caso in cui il PC debba essere riavviato per un problema tecnico
o nel caso in cui venga meno la corrente elettrica. In tale evenienza tutti i dati non ancora
salvati su hard disk verrebbero persi irrimediabilmente;
— usare un gruppo di continuità, ossia un dispositivo dotato di batteria in grado di garantire
un certo periodo di autonomia in caso di mancanza di corrente, ma anche realizzare perio-
dicamente copie di backup (cioè di riserva) dei documenti su pen drive, CD-ROM o hard disk
aggiuntivi.
Il backup tutela anche da perdite dovute al malfunzionamento dell’hard disk o all’azione di
virus. È, inoltre, opportuno analizzare frequentemente l’hard disk con un software antivirus, così
da individuare ed eliminare eventuali virus prima che possano causare danni.
Per far fronte alla seconda ipotesi in cui i dati raccolti in ambito aziendale o scolastico va-
dano a finire in mani non autorizzate, anche in espressa violazione delle norme sulla privacy,
è necessario:
— sistemare computer, server e archivi informatici in luoghi sicuri e protetti;
— realizzare sistemi di controllo degli accessi ai dati e ai computer, suddividendo gli utenti in
gruppi con diversi livelli di autorizzazione per leggere e immettere dati;
— prevedere codici utente e password per usare il computer;
— crittografare i dati riservati.

28 Reati informatici e cybersicurezza


I reati informatici costituiscono un fenomeno criminale che si caratterizza per l’abuso della
tecnologia informatica sia hardware che software. Sono stati introdotti dalla L. 23-12-1993, n.
547, che ha previsto nuove figure di reato ampliato gli strumenti investigativi a disposizione delle
forze di polizia, attraverso la modifica e l’aggiunta di nuovi articoli al codice penale e a quello di
procedura penale. Ne costituiscono alcuni esempi: gli attentati ad impianti di pubblica utilità;
l’accesso abusivo ad impianti informatici o telematici; l’intercettazione, impedimento o interru-
zione di comunicazioni informatiche; la falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto
di comunicazioni informatiche o telematiche; la frode informatica; gli attacchi ai documenti
informatici e alla privacy delle informazioni; gli attacchi al diritto di autore.

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Per rispondere alla necessità di far emergere in modo più puntuale la minaccia informatica,
in particolar modo verso i soggetti della pubblica amministrazione, è stata aprovata una legge
in materia di rafforzamento della cybersicurezza e di reati informatici.
La cybersicurezza, che è quell’insieme di tecnologie studiate per tutelare le reti, i dispositivi
e i programmi da attacchi o accessi non autorizzati, rappresenta un settore cruciale nel mondo
digitalizzato in cui viviamo.
Sicurezza delle reti, sicurezza delle applicazioni, sicurezza delle informazioni e degli accessi
e recupero eventuale di dati persi in caso di attacco cibernetico sono le componenti alla base
della cybersicurezza.
Il Parlamente ha recentemente approvato la L. 28-6-2024, n. 90 finalizzata proprio a conseguire
una più elevata capacità di protezione e risposta di fronte a emergenze cibernetiche.
In particolare, è previsto un inasprimento di pene o ulteriori circostanze aggravanti rispetto
alle fattispecie di reati informatici previste dalla legislazione vigente, come pure l’introduzione
di nuove fattispecie delittuose (ad esempio l’estorsione mediante reati informatici).

29 Phishing
Si tratta di un’attività illegale volta ad ottenere l’accesso a informazioni personali o riser-
vate mediante l’utilizzo di messaggi di posta elettronica fasulli. Il phisher invia un messaggio che
imita grafica e logo di un ente «ufficiale» (ad esempio una banca), richiedendo informazioni quali
numeri di carta di credito, di conto corrente ecc. e l’utente, ingannato dall’aspetto «ufficiale»
della mail può essere indotto a «cascare nella rete».
Più nel dettaglio, il meccanismo è il seguente:
1. il truffatore invia alla vittima un messaggio di posta elettronica richiedendo, a causa ad
esempio di particolari problemi verificatisi col proprio conto corrente, di cliccare su un link
(presente nel messaggio) per regolarizzare la propria posizione;
2. cliccando sul link, il malcapitato ha l’illusione di andare sul sito dell’ente, ma in realtà egli
viene indirizzato ad una copia fittizia del sito web ufficiale, situata su un server controllato dal
phisher. Tutti i dati che verranno immessi da quel momento in poi (ad esempio compilando
un modulo presente sulla pagina) saranno a completa disposizione del phisher, che potrà
utilizzarli ad esempio per trasferire somme di denaro o acquistare beni.

30 La crittografia
Essere sicuri che i dati che immettiamo su Internet non possano essere letti da occhi indiscreti
è a volte una necessità. Si pensi ad esempio ad un acquisto effettuato via Internet con carta di
credito: dobbiamo essere sicuri che, quando inviamo il nostro numero di carta, questo arrivi
a destinazione in maniera sicura, senza che nessuno possa intercettarlo e leggerlo. Il concetto
di crittografia è proprio questo: il nostro numero di carta viene trasmesso in un formato non
leggibile a chi non ha la chiave per decodificarlo. Esistono dei protocolli per la crittografia dei
dati; il più utilizzato è il protocollo TSL (Transport Layer Security, che ha soppiantato il protocollo
Secure Sockets Layer, o SSL), che garantisce un alto livello di affidabilità.
TLS è utilizzato per le transazioni commerciali in rete ma anche per altri servizi che richiedono
un elevato tasso di sicurezza, come l’home banking o i servizi per la compravendita online di
titoli e azioni. Entrambi questi protocolli, come già accennato in precedenza, vanno a costituire
l’estensione sicura dell’http: l’https.

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31 Local Area Network (LAN)


LAN (Local Area Network) significa rete locale. É una rete formata da un numero relativamen-
te piccolo di computer (qualche decina) disposti ad una distanza reciproca ridotta (massimo
qualche centinaio di metri).
In genere una LAN viene realizzata nella sede di una società per condividere le informazioni
presenti su un «server» o dispositivi il cui costo non consente di fornirne uno per ogni postazione.
Il server è un computer della rete (in genere più potente degli altri) che ha il compito di
gestire e mettere a disposizione degli altri computer i dati, i programmi o i dispositivi condivisi.

32 Wide Area Network (WAN)


La WAN (Wide Area Network) è una rete di telecomunicazione che consente di connettere
più reti locali geograficamente distanti. A differenza della LAN, che consente di collegare tra
loro dispositivi localizzati in aree delimitate (ad es. la sede di un’azienda), la Wide Area Network
è efficace per creare reti unificate sulle quali ad esempio i dipendenti di un’azienda, anche se
lavorano in sedi dislocate, possono lavorare insieme.
Poiché devono coprire distanze elevate, le reti WAN possono essere cablate o wireless. Nel
primo caso si utilizzano tecnologie di inoltro dati come il multiprotocol label switching (MPLS),
che garantisce anche prestazioni elevate in termini di velocità di trasferimento delle informazioni;
nel secondo caso si utilizzano, invece, le tecnologie 5G e LTE.
Negli ultimi anni, inoltre, sono sempre più diffuse le reti WAN definite da software (cd. SD-
WAN) le quali si affidano ai software di gestione della connessione messi a disposizione, tra
l’altro, da Amazon e da Microsoft.

33 Firewall
In informatica, nell’ambito delle reti di computer, un firewall (termine inglese dal significato
originario di parete refrattaria, muro tagliafuoco, muro ignifugo) è un componente di difesa
perimetrale di una rete informatica che può anche svolgere funzioni di collegamento tra due
o più tronconi di rete, garantendo, dunque, una protezione in termini di sicurezza informatica
della rete stessa.
Un firewall è un software che genera una linea di difesa tra il proprio computer e la Rete, of-
frendo una serie di strumenti per proteggere i dati e le informazioni che si conservano all’interno
del computer e ridurre il rischio di intrusioni quando si è connessi ad Internet.
Viene applicato alla rete e consente di fare passare solo pacchetti chiari e autorizzati. L’obiet-
tivo di questo tipo di programmi è quello di controllare il flusso di informazioni che partono e
arrivano al computer per verificare se le informazioni scambiate seguono o meno criteri legittimi.
Non appena una comunicazione esce da questi criteri, il firewall entra in azione e consente
di scegliere se bloccare o meno un particolare scambio di dati.
Si usa per motivi di sicurezza in quanto in generale lo scopo di un firewall è di proteggere un
computer o una rete da accessi pericolosi o da attacchi di hacker.
Usualmente la rete viene divisa in due sottoreti: una, detta esterna, comprende l’intera Inter-
net mentre l’altra interna, detta LAN (Local Area Network), comprende una sezione più o meno
grande di un insieme di computer locali.

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34 Virtual Private Network (VPN)


Quando ci colleghiamo ad Internet dobbiamo essere consapevoli che tutte le nostre attività
potrebbero essere tracciate. Inoltre è sempre possibile subire intrusioni nei sistemi allo scopo
di carpire informazioni sensibili. Se ciò rappresenta un pericolo per un utente privato, lo è an-
cor di più per le organizzazioni. Una VPN (Virtual Private Network) consente di creare una rete
privata virtuale (detto tunnel VPN) che garantisce privacy, anonimato e sicurezza dei dati
attraverso un canale di comunicazione riservato, tra dispositivi remoti che risulteranno come
collegati alla stessa LAN.
Scopo delle reti VPN è quello di offrire, a un costo inferiore, le stesse possibilità delle linee
private in affitto sfruttando reti pubbliche (abbattendo dunque i costi delle infrastrutture). Si
tratta, dunque, di una rete privata instaurata tra soggetti che utilizzano un sistema di trasmis-
sione pubblico e condiviso (ad esempio Internet). Per collegarsi a reti di questo tipo è previsto
un sistema di autenticazione, in modo da garantire l’accesso ai soli utenti autorizzati. Per ga-
rantire la sicurezza che i dati inviati in Internet non siano intercettati o utilizzati da soggetti non
autorizzati, vengono utilizzati sistemi di crittografia.

35 Il Bluetooth
Il Bluetooth è una modalità di trasmissione/ricezione dati che spesso si ritrova come
funzionalità aggiuntiva della scheda Wi-Fi (oppure da installare a parte, anche sotto forma di
penna USB). Fornisce un metodo standard ed economico per scambiare informazioni tra dispo-
sitivi diversi attraverso una frequenza radio sicura in grado di ricercare i dispositivi coperti dal
segnale entro un raggio di una decina di metri, mettendoli in comunicazione tra loro.
Questi dispositivi possono essere ad esempio: telefoni cellulari, PC, notebook, stampanti, fotocamere
digitali, smartwatch, altoparlanti, cuffie e smart TV purché provvisti delle specifiche hardware e software
richieste dallo standard.

Alcuni servizi offerti dal bluetooth possono essere:


— il trasferimento di file;
— il trasferimento di immagini;
— la trasmissione di dati audio in qualità stereo;
— la connessione a sistemi di stampa;
— la connessione a sistemi di viva voce;
— il controllo di dispositivi.

36 Near-field communication (NFC)


La comunicazione di prossimità (appunto Near-field communication) è una tecnologia di
ricetrasmissione che fornisce connettività senza fili bidirezionale a corto raggio (fino a un massimo
di 10 cm) ed è una funzionalità presente esclusivamente su alcuni modelli di smartphone. Viene
utilizzata per pagamenti rapidi senza contatto (contactless) e senza dover utilizzare carte di credito.
Una volta associato il metodo di pagamento al dispositivo, basterà avvicinare lo smartphone
al POS (Point of sale) dotato della stessa tecnologia per effettuare il pagamento in automatico.

37 Il protocollo informatico
L’attività di protocollazione è quella fase del processo amministrativo che certifica prove-
nienza e data di acquisizione del documento, identificandolo in maniera univoca per mezzo

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dell’apposizione di informazioni numeriche e temporali. Costituisce pertanto un passo obbligato


per tutti i flussi documentali che intercorrono tra le amministrazioni ed all’interno di esse.
Il protocollo informatico è l’insieme delle risorse tecnologiche necessarie alla realizzazione
di un sistema automatico per la gestione elettronica dei flussi documentali, come previsto dal
Regolamento recante norme per la gestione del protocollo informatico da parte delle ammini-
strazioni pubbliche (D.P.R. 428/1998) e successive disposizioni.
Ai sensi del [Link]. 165/2001, art. 1, le pubbliche amministrazioni sono tenute a realizzare la
gestione del protocollo con sistemi informativi automatizzati.
Gli obiettivi che si intendono perseguire con lo strumento del «protocollo informatico» sono:
— eliminare i registri cartacei, diminuire gli uffici di protocollo, razionalizzare il flusso documentale;
— implementare gli strumenti che favoriscono un effettivo esercizio del diritto di accesso allo
stato dei procedimenti e ai relativi documenti da parte dei soggetti interessati, al fine di
migliorare la trasparenza dell’azione amministrativa.
Il sistema di protocollo informatico deve garantire la sicurezza e l’integrità dei dati, consen-
tendo il reperimento delle informazioni concernenti i documenti registrati e, in condizioni di
sicurezza, l’accesso alle informazioni dei soggetti interessati. Ciascuna amministrazione ha il
compito di individuare gli uffici cui affidare la gestione unica o coordinata dei documenti per
grandi aree organizzative omogenee.

38 Le firme elettroniche
La firma, in via generale, è la sottoscrizione del documento, avente lo scopo di identificarne
l’autore e di definire la paternità della dichiarazione.
Se il documento è redatto su carta, nessun problema; che accade, invece, laddove si sia in
presenza di un documento informatico? Poiché parliamo di «scrittura informatica», è sorto il pro-
blema di stabilire il collegamento tra il documento informatico e il suo «autore»: questo avviene
proprio grazie al sistema delle firme elettroniche e digitali. Inoltre, come vedremo, a questo profilo è
strettamente intrecciato anche l’aspetto dell’efficacia giuridica e probatoria del documento stesso.
Il Codice dell’amministrazione digitale (art. 1) definisce la firma digitale come quel particolare
tipo di firma qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una priva-
ta, correlate tra loro, che consente al titolare di firma elettronica tramite la chiave privata e a un
soggetto terzo tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la
provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.
Nella pratica, la chiave privata serve per «firmare» e la chiave pubblica serve, invece, per
«controllare» e «verificare». La firma digitale conferisce al documento informatico cui viene
apposta alcune caratteristiche: autenticità e integrità (garantisce cioè l’identità del sottoscrit-
tore e assicura che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione) e non ripudio,
cioè conferisce piena validità al documento, che non può essere ripudiato dal sottoscrittore.
Inoltre, l’art. 1, comma 1bis, del CAD rinvia alle definizioni contenute nell’art. 3 del Reg. (UE) 910/2014
(eIDAS), che distingue le seguenti tipologie di firme:
— la firma elettronica (FE). Essa viene definita, all’art. 3 del Regolamento, come insieme di dati in forma
elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici e utilizzati dal
firmatario per firmare. È la forma più «debole» di firma, in quanto consiste in uno strumento destinato
esclusivamente alla sottoscrizione e non anche alla identificazione o autenticazione del soggetto.
Lafirma elettronica è un principio giuridico generale, trattandosi di dati connessi ad altri dati utilizzati
per firmare, per esempio una mail tradizionale o il bancomat;
— la firma elettronica avanzata (FEA), quella peculiare firma elettronica che soddisfi i requisiti enunciati
nell’art. 26 del Reg. (UE) 910/2014 (eIDAS) (è connessa unicamente al firmatario; è idonea a identificare

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il firmatario; viene creata mediante dati per la creazione di una firma elettronica che il firmatario può,
con un elevato livello di sicurezza, utilizzare sotto il proprio esclusivo controllo; infine, è collegata ai dati
sottoscritti in modo da consentire l’identificazione di ogni successiva modifica di tali dati). Un esempio di
tale tipologia potrebbe essere la firma grafometrica sui tablet;
— la firma elettronica qualificata (FEQ), ossia «creata da un dispositivo per la creazione di una firma
elettronica qualificata e basata su un certificato qualificato per firme elettroniche». Si tratta, nella
pratica, di un attestato elettronico che collega i dati di una firma elettronica ad una persona fisica e
per apporre tale firma su un documento si dovrà utilizzare un apposito dispositivo contenente dati
e certificati in grado di identificare univocamente il firmatario. Un esempio di tale firma può essere
ravvisato in una card con chip che contiene dati anagrafici e codice fiscale, come la Tessera Sanitaria.

39 La Carta della cittadinanza digitale


Nella pubblica amministrazione digitale i cittadini e le imprese hanno diritti che il Codice
dell’amministrazione digitale, nella nuova veste disegnata dalle più recenti innovazioni legisla-
tive, precisa e definisce e che rende, quindi, effettivamente esigibili:
— diritto all’uso delle tecnologie. Chiunque ha il diritto di usare, in modo accessibile ed efficace,
le soluzioni e gli strumenti previsti dal CAD nei rapporti con le pubbliche amministrazioni (e
le autorità indipendenti), con i gestori di servizi pubblici e con le società a controllo pubbli-
co, anche ai fini dell’esercizio dei diritti di accesso e della partecipazione al procedimento
amministrativo, fermo restando i diritti delle minoranze linguistiche riconosciute;
— diritto all’identità digitale e diritto al domicilio digitale. Chiunque ha il diritto di accedere
ai servizi on-line offerti dai pubblici uffici, tramite la propria identità digitale e anche mediante
il punto di accesso telematico.
L’identità digitale è la rappresentazione informatica della corrispondenza tra un utente e
i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in
forma digitale. Un esempio è lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale), ossia il sistema
di autenticazione tramite il quale i privati possono accedere ai servizi on-line della P.A. con
un’unica password.
Il domicilio digitale, invece, è un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta
elettronica certificata (PEC: ossia quel servizio di posta elettronica che consente di inviare
messaggi aventi il medesimo valore di una raccomandata con avviso di ricevimento, assicu-
rando così la prova dell’invio e della consegna) o un servizio elettronico di recapito certificato
qualificato.
— diritto di effettuare qualsiasi pagamento con modalità informatiche (art. 5). Le P.A. sono
obbligate ad accettare, tramite una piattaforma tecnologica, i pagamenti loro spettanti a
qualsiasi titolo attraverso sistemi di pagamento elettronico, inclusi quelli basati sull’uso del
credito telefonico in caso di micro-pagamenti;
— comunicazione tra imprese e amministrazioni pubbliche. La presentazione di istanze,
dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra
imprese e amministrazioni, nonché l’adozione da parte di queste ultime di provvedimenti
amministrativi, avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della
comunicazione;
— diritto all’utilizzo del domicilio digitale. Le comunicazioni tramite i domicili digitali sono
effettuate agli indirizzi inseriti negli elenchi ovvero o a quello eletto come domicilio speciale
per determinati atti o affari. Le comunicazioni elettroniche trasmesse ad uno dei domicili
digitali producono, quanto al momento della spedizione e del ricevimento, gli stessi effetti
giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono
alla notificazione per mezzo della posta;

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— indice dei domicili digitali. Sono l’INI-PEC o indice nazionale dei domicili digitali delle im-
prese e dei professionisti, l’IPA o indice dei domicili digitali della pubblica amministrazione
e dei gestori di pubblici servizi e l’INAD o indice nazionale dei domicili digitali delle persone
fisiche, dei professionisti e degli altri enti di diritto privato;
— diritto a servizi on-line semplici e integrati. Chiunque ha diritto di fruire dei servizi erogati
dai soggetti tenuti all’applicazione del CAD, in forma digitale e in modo integrato, anche
attraverso dispositivi mobili;
— alfabetizzazione informatica dei cittadini. È obbligo dello Stato e dei soggetti pubblici
promuovere iniziative per favorire la diffusione della cultura digitale tra i cittadini, con parti-
colare riguardo ai minori e alle categorie a rischio di esclusione;
— partecipazione democratica elettronica. Le P.A. devono fornire ogni forma di uso delle
nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche resi-
denti all’estero, al processo democratico e per facilitare l’esercizio dei diritti politici e civili
e migliorare la qualità dei propri atti, anche attraverso l’utilizzo di forme di consultazione
preventiva per via telematica sugli schemi di atto da adottare.

40 I malware
Il malware (termine che deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software)
indica genericamente un «programma maligno», in altre parole un software creato con l’unico
scopo di creare danni ad un computer, fargli compiere operazioni non autorizzate dall’utente o
danneggiare dati o programmi.
I malware possono nascondersi in un file eseguibile o all’interno di macro e, una volta
attivati, oltre a danneggiare i file (si pensi a un documento o a un foglio di calcolo) possono
intervenire sul sistema che li ospita facendogli compiere operazioni non volute dall’utente. I
malware possono installarsi all’interno di un sistema e, nascondendosi nei programmi utilizzati
nella procedura di boot, eseguirsi automaticamente ogni volta che un computer è acceso e
messo in funzione.
Vediamone alcuni:
— un trojan è un malware che si nasconde all’interno di un software apparentemente utile e
lecito ed è, quindi, attivato direttamente dall’utente che, installando o eseguendo il pro-
gramma lecito, installa ed esegue anche il malware;
— il rootkit è un malware che, una volta eseguito su un sistema, permette di ottenere, anche da
un computer collegato da remoto, i privilegi di amministratore, il cd. root, sul sistema stesso;
— il worm, letteralmente «verme», è un malware infettivo, capace di auto replicarsi, che non
ha bisogno di agganciarsi a un file eseguibile per diffondersi;
— lo spyware è un programma che raccoglie informazioni sull’attività online di un utente e le
trasmette ad un server remoto senza il suo consenso. Il server, raccolti i dati, li utilizza per
diversi scopi tra cui l’invio di pubblicità;
— il botnet identifica un gruppo di programmi che dialogano tra loro tramite Internet e che
interagiscono con altri programmi installati sui computer degli utenti;
— il ransonware (letteralmente «software a riscatto», dall’inglese «ransom») è un malware che,
una volta introdotti in un sistema, cifrano in modo irreversibile tutti i documenti e file presenti
nelle memorie di massa, rendendoli inaccessibili e, quindi, inutilizzabili o ineseguibili;
— l’adware è un software che, durante l’esecuzione o l’installazione, mostra inserzioni pubbli-
citarie che «consigliano» eventuali miglioramenti o versioni aggiornate dello stesso software
in esecuzione o di altri software accessori.

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41 Agenzia per l’Italia Digitale (AGID)


Secondo quanto dispone il Codice dell’amministrazione digitale, l’Agenzia per l’Italia Digi-
tale è preposta alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana in coerenza con gli
indirizzi dettati dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato, e con l’Agenda
digitale europea; essa promuove l’innovazione digitale del Paese e l’utilizzo delle tecnologie di-
gitali nell’organizzazione della P.A. e nel rapporto tra questa, i cittadini e le imprese, nel rispetto
dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza e secondo i criteri di efficienza, economicità
ed efficacia. L’AgID si occupa anche di collaborare con le istituzioni dell’Unione europea, per
svolgere i compiti necessari all’adempimento degli obblighi internazionali assunti dallo Stato
nelle materie di competenza.
Tra le altre funzioni svolte dall’AGID ricordiamo le principali:
— emanazione di linee guida contenenti regole, standard e guide tecniche, nonché di indirizzo,
vigilanza e controllo sull’attuazione del Codice, anche attraverso l’adozione di atti ammini-
strativi generali;
— monitoraggio delle attività svolte dalle amministrazioni;
— programmazione e coordinamento delle attività delle amministrazioni per l’uso delle tecno-
logie dell’informazione e della comunicazione, mediante la redazione e la successiva verifica;
— l’attuazione del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione;
— promozione della cultura digitale e della ricerca anche tramite comunità digitali regionali;
— vigilanza sui servizi fiduciari, sui gestori di posta elettronica certificata, sui conservatori di do-
cumenti informatici accreditati, nonché sui soggetti, pubblici e privati, che partecipano a SPID.

42 Il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica ammini-


strazione
Si tratta di un documento programmatico che consente la fissazione degli obiettivi e l’indi-
viduazione dei principali interventi di sviluppo e gestione dei sistemi informativi delle ammini-
strazioni pubbliche. Il Piano è elaborato dall’AgID, anche sulla base dei dati e delle informazioni
acquisiti dai soggetti tenuti all’applicazione del CAD ed è approvato dal Presidente del Consiglio
dei ministri o dal Ministro delegato entro il 30 settembre di ogni anno.
A febbraio 2024 è stato pubblicato il nuovo Piano triennale per l’Informatica nella Pubblica
Amministrazione 2024-2026 che ha accolto e integrato i suggerimenti di Università, mondo della
ricerca e di imprese nell’ottica di rendere sempre più condivisa la sua attuazione.
Gli obiettivi del Piano 2024-2026 si articolano in quattro punti: competenze digitali, servizi
pubblici digitali, digitalizzazione delle imprese e infrastrutture digitali sicure e sostenibi-
li, descritti dal programma strategico «Decennio Digitale 2030», istituito dalla Decisione (UE)
2022/2481 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022.
Il nuovo Piano si rinnova sia nella struttura che nei contenuti, approfondendone alcuni per dare
maggiore sostegno alle amministrazioni pubbliche nel cammino di sviluppo e gestione dei servizi
digitali. Affronta, inoltre, per la prima volta il tema dell’Intelligenza Artificiale e indica i principi
generali a cui le amministrazioni dovranno attenersi in questa fase di così rapida evoluzione.

43 Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è quella tecnologia informatica attraverso la quale l’uomo interagisce
con la macchina e le macchine tra di loro, simulando i processi di intelligenza umana, consen-
tendo di creare software e applicazioni in grado di pensare come gli esseri umani.

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Le abilità dell’IA sono quelle di analizzare informazioni, risolvere sfide complesse auto-
nomamente, raggiungere obiettivi attraverso strategie definite, percepire e interagire con il
mondo circostante, produrre nuove idee ovvero generare creatività.
Rispetto alla mente umana la tecnologia IA è in grado di elaborare enormi quantità di dati
che però la stessa tecnologia acquisisce non in maniera creativa o intuitiva come potrebbe fare
una persona, ma incamerando dati dai database che gli stessi umani mettono a disposizione
(archivi digitali, Web ecc.): il software analizza i dati e attraverso algoritmi creati da sviluppatori
(umani) ne estrae informazioni utili.
Per la realizzazione di tutto ciò l’IA utilizza tecnologie emergenti come l’uso di algoritmi, i siste-
mi computazionali, la robotica, la visione artificiale e la rielaborazione del linguaggio naturale.
Il più potente chatbot di OpenAI basato su intelligenza artificiale e apprendimento è ChatGPT
(lanciata sul mercato a fine 2022) che insieme a Midjourney, un sistema di IA text to image capace
di generare immagini in base a semplici istruzioni di testo, hanno rappresentato l’inizio del lancio
di tutte una serie di chatbot che hanno fatto irruzione nella vita quotidiana delle persone di tutto
il mondo (ad es. Gemini, Chatsonic etc.).
Il 13 marzo 2024 il Parlamento europeo ha approvato il primo Regolamento sull’IA per
«migliorare il funzionamento del mercato interno e promuovere la diffusione di un’intelligenza
artificiale (IA) antropocentrica e affidabile, garantendo contemporaneamente un elevato livello
di protezione della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti
fondamentali» che stabilisce:
— regole comuni per l’uso dei sistemi di IA nell’Unione;
— divieti di talune pratiche di IA;
— requisiti specifici per i sistemi ad alto rischio e conseguenti obblighi per gli operatori di tali sistemi.
Al fine di accompagnare il quadro regolatorio europeo, il Governo italiano ha recentemente ap-
provato un disegno di legge per l’introduzione di disposizioni in materia di intelligenza artificiale.
Tale provvedimento individua criteri regolatori capaci di riequilibrare il rapporto tra le oppor-
tunità che offrono le nuove tecnologie e i rischi legati al loro uso improprio, al loro sottoutilizzo
o al loro impiego dannoso. Inoltre, introduce norme di principio e disposizioni di settore che,
da un lato, promuovano l’utilizzo delle nuove tecnologie per il miglioramento delle condizioni
di vita dei cittadini e della coesione sociale e, dall’altro, forniscano soluzioni per la gestione del
rischio fondate su una visione antropocentrica.

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Schede pratiche

1 Struttura di un personal computer: componenti interni


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e periferiche
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COMPUTER

COMPONENTI INTERNI PERIFERICHE

Scheda madre INPUT OUTPUT INPUT/OUTPUT

Processore
Tastiera Monitor Monitor touch screen

Memoria RAM
Mouse Stampante

Disco fisso
Scanner Altoparlanti/Cuffie

Scheda video
Webcam
Scheda audio

Microfono

Scheda madre (motherboard o mainboard): contiene tutti i circuiti elettrici e i collegamenti


tra i vari componenti interni del PC. Sulla scheda madre viene alloggiato il processore, i moduli
di memoria RAM e le schede audio e video.
Processore: al suo interno avviene il processo di elaborazione dei dati secondo la logica
fornita dalle istruzioni dei programmi.
Memoria RAM: al suo interno vengono immagazzinati temporaneamente i dati in corso di
elaborazione. Quando si spegne il computer, il contenuto della RAM viene cancellato.
Disco fisso: permette la memorizzazione permanente dei dati. Ad esempio quando salviamo
un file, questo viene «scritto» sul disco fisso.
Scheda video: permette la trasformazione dei bit in immagini che vengono visualizzate sul monitor.
Scheda audio: permette la trasformazione dei bit in suoni che possono essere ascoltati
tramite gli altoparlanti e le cuffie.
Tastiera: periferica di input che permette l’immissione di testi e comandi.
Mouse: dispositivo che permette il dialogo dell’utente con l’interfaccia grafica del sistema
operativo e dei programmi. Spostando il mouse, il puntatore sullo schermo segue il movimento.
I comandi vengono gestiti mediante i cosiddetti «clic» e «doppio clic» dei tasti del mouse.

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Scanner: permette la digitalizzazione di testi e immagini.


Webcam: telecamera che permette di trasmettere le immagini riprese, in forma digitale,
attraverso un’interfaccia USB.
Microfono: può essere utilizzato per la comunicazione via Internet ma anche per impartire
comandi al PC. Mediante particolari software, è possibile utilizzare un microfono per «dettare»
testi ad un programma di videoscrittura.
Monitor: è uno schermo simile ad un televisore che serve a visualizzare i dati inviati al PC
(ad esempio mediante la tastiera) e i risultati delle elaborazioni.
Stampante: serve a trasferire su carta il risultato di un’elaborazione sotto forma di testo o
immagini.
Altoparlanti o cuffie: servono per ascoltare i suoni riprodotti da un computer (i suoni di
sistema, un file mp3, l’audio di un film etc.) e vengono collegati al computer mediante dei con-
nettori posti sulla parte posteriore della scheda audio.
Monitor touch screen: particolari monitor di ultima generazione mediante i quali è possibile
impartire i comandi al computer mediante la pressione delle parti sensibili dello schermo. La
tecnologia touch è largamente utilizzata anche per smartphone e tablet.

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2 L’interfaccia di Windows
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LEGENDA
Microsoft Windows è il sistema operativo più diffuso tra i PC, soprattutto in ambito scolastico.
1. Pulsante Start o di Avvio: cliccando su di esso si apre il menu Start o di Avvio.
2. Menu Start o di Avvio: mostra le applicazioni utilizzate di recente.
3. Barra delle applicazioni: mostra le icone di alcuni programmi, che possono essere aperti
con un clic, e i pulsanti delle applicazioni aperte, che possono essere iconizzate o ingrandite
con un clic sul pulsante medesimo.
4. Area di notifica: mostra le notifiche di sistema (ad esempio l’arrivo di una nuova mail, lo
stato della rete, la presenza di problemi nel sistema etc.).
5. Orologio e calendario: mostra la data e l’ora. Cliccando su di esso è possibile modificare le
impostazioni.
6. Cestino: nel cestino vengono spostati i file eliminati, che possono essere recuperati finché
il cestino non viene svuotato.
7. Icone: elemento fondamentale dei sistemi Windows: file, programmi e cartelle vengono
tutti rappresentati da icone. Un doppio clic su un’icona apre il file, la cartella o il programma
corrispondente.
8. Pulsante di spegnimento: serve per arrestare il sistema. Cliccando sulla freccetta vengono
mostrate ulteriori icone per, ad esempio, riavviare il computer o cambiare utente.
9. Indicatore di ricezione Wi-fi.
10. Luminosità.

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3 L’interfaccia di Word
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LEGENDA
Microsoft Word è il Word processor, ossia il programma di videoscrittura, più diffuso al mondo.
È parte della suite di software Microsoft Office.
1. Barra di accesso rapido: contiene i comandi utilizzati più frequentemente. I comandi possono
essere aggiunti o eliminati cliccando sulla freccia a destra della barra stessa.
2. Barra del titolo: mostra il nome del documento correntemente visualizzato seguito dal nome
dell’applicazione.
3. Pulsanti di controllo: permettono, da sinistra a destra, di iconizzare, ripristinare e chiudere
la finestra.
4. Barra multifunzione: è composta da schede, le quali raggruppano comandi omogeni per
la gestione del documento (ad esempio la scheda Inserisci permette di inserire immagini,
intestazioni e piè di pagina, simboli etc. all’interno di un documento).
5. Gruppo: ciascuna scheda è suddivisa in gruppi che, a loro volta, contengono i singoli comandi
(ad esempio, il gruppo Carattere della scheda Home contiene tutti i comandi per la gestione
del carattere: tipo, grandezza, colore, stile etc.).
6. Guida in linea: se cliccato, questo pulsante mostra la Guida di Word, per la risoluzione di
problemi o la migliore comprensione di alcuni aspetti del programma.
7. Punto di inserimento: è il punto a partire dal quale viene inserito il testo quando lo si digita
dalla tastiera.
8. Barra di stato: mostra alcune informazioni quali numero di pagine del documento, numero
di parole, presenza di errori ortografici etc. Può essere personalizzata cliccando su di essa
con il tasto destro del mouse.
9. Pulsanti di visualizzazione: permettono di modificare la modalità di visualizzazione del
documento. Le modalità sono cinque: Layout di stampa, Lettura a schermo intero, Layout
web, Struttura, Bozza.
10. Zoom: permette di modificare lo zoom di visualizzazione del documento. È possibile fare ciò
cliccando sui pulsanti + e – oppure agganciando con il mouse l’indicatore e trascinandolo
verso destra o verso sinistra.
11. Account che ha eseguito l’accesso: le funzioni del software variano a seconda della licenza
acquistata.

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4 L’interfaccia di Excel
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LEGENDA
Excel è il foglio elettronico della suite di Office ed è uno dei software più utilizzati al mondo.
Il programma permette di fare calcoli e creare tabelle e grafici dalle funzionalità molto avanzate.
Ogni foglio di lavoro è composto da un reticolo di celle che si ottengono con l’intersezione di
colonne e righe.
1. Barra di accesso rapido: contiene i comandi utilizzati più frequentemente. I comandi possono
essere aggiunti o eliminati cliccando sulla freccia a destra della barra stessa.
2. Barra del titolo: mostra il nome della cartella di lavoro correntemente visualizzata, seguito
dal nome dell’applicazione.
3. Pulsanti di controllo della finestra dell’applicazione: permettono, da sinistra a destra, di
iconizzare, ripristinare e chiudere la finestra.
4. Guida in linea: se cliccato, questo pulsante mostra la Guida di Excel, per la risoluzione di
problemi o la migliore comprensione di alcuni aspetti del programma.
5. Barra multifunzione: è composta da schede, le quali raggruppano comandi omogeni per
la gestione della cartella di lavoro (ad esempio la scheda Formule permette la completa
gestione di formule e funzioni).
6. Gruppo: ciascuna scheda è suddivisa in gruppi che, a loro volta, contengono i singoli comandi
(ad esempio, il gruppo Carattere della scheda Home contiene tutti i comandi per la gestione
del carattere: tipo, grandezza, colore, stile etc.).
7. Barra della formula: visualizza la formula o la funzione contenuta nella cella selezionata. È
possibile digitare o modificare una formula o una funzione direttamente al suo interno.
8. Casella del nome: di default mostra il riferimento della cella correntemente selezionata. È
possibile digitare una stringa al suo interno per assegnare un nome a una cella. Una volta
assegnato un nome ad una cella, questo può essere utilizzato al posto del riferimento in una
formula o in una funzione.
9. Cella: è l’elemento fondamentale di una cartella di lavoro di Excel. Una cella è individuata
da un riferimento, composto dall’intersezione di una riga e di una colonna. Ad esempio la
cella B5 è quella che si trova all’intersezione della colonna B con la riga 5.
10. Fogli di lavoro: ciascuna cartella è composta di default da tre fogli. È possibile aggiungerne
altri o eliminarli. In una cartella di lavoro deve però essere presente almeno un foglio. Per
passare da un foglio all’altro è sufficiente cliccare sulla linguetta che lo identifica.
11. Pulsanti di visualizzazione: permettono di modificare la modalità di visualizzazione della
cartella di lavoro. Le modalità sono tre: Normale, Layout di pagina, Anteprima interruzioni
di pagina.
12. Zoom: permette di modificare lo zoom di visualizzazione della cartella di lavoro. È possibile
fare ciò cliccando sui pulsanti + e – oppure agganciando con il mouse l’indicatore e trasci-
nandolo verso destra o verso sinistra.
13. Barra di stato: mostra informazioni sullo stato del foglio. Ad esempio, Pronto indica che la
cella selezionata è pronta ad ospitare i dati che verranno digitati.
14. Account che ha eseguito l’accesso: le funzioni del software variano a seconda della licenza
acquistata.

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5 L’interfaccia di Access
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LEGENDA
Access è un software del pacchetto Office, creato per la realizzazione e la gestione di database.
Consente di strutturare dati in tabelle, di metterli in relazione e di fare ricerche su di essi (query).
1. Barra di accesso rapido: contiene i comandi utilizzati più frequentemente. I comandi possono
essere aggiunti o eliminati cliccando sulla freccia a destra della barra stessa.
2. Barra del titolo: mostra il nome del database correntemente aperto, seguito dal nome
dell’applicazione.
3. Pulsanti di controllo: permettono, da sinistra a destra, di iconizzare, ripristinare e chiudere
la finestra.
4. Guida in linea: se cliccato, questo pulsante mostra la Guida di Access, per la risoluzione di
problemi o la migliore comprensione di alcuni aspetti del programma.
5. Barra multifunzione: è composta da schede, le quali raggruppano comandi omogeni per
la gestione del database (ad esempio la scheda Crea permette di creare tabelle, maschere,
query e report).
6. Gruppo: ciascuna scheda è suddivisa in gruppi che, a loro volta, contengono i singoli comandi
(ad esempio, il gruppo Formattazione testo della scheda Home contiene tutti i comandi per
la gestione del testo: tipo di carattere, grandezza, colore, stile etc.).
7. Riquadro di spostamento: visualizza tutti gli oggetti (tabelle, maschere, query, report) pre-
senti nel database. Cliccando sulla freccia con la punta rivolta verso il basso in alto a destra
del riquadro, è possibile modificare i criteri di visualizzazione.
8. Etichetta: quando abbiamo più oggetti aperti, uno è in primo piano e degli altri vengono
mostrate solo le etichette. È possibile passare da un oggetto all’altro cliccando sulle etichette
che li identificano.
9. Finestra oggetto: mostra l’oggetto correntemente aperto.
10. Selettore dei record: quando una maschera o una query è aperta, possiamo spostarci tra i
record utilizzando questo selettore. È anche possibile operare ricerche all’interno dei record.
Inoltre, mostra se sono stati applicati o meno dei filtri.
11. Pulsanti di visualizzazione: permettono di modificare la modalità di visualizzazione. Le mo-
dalità variano a seconda del tipo di oggetto sul quale stiamo lavorando. In linea di massima,
comunque, da qui è possibile passare dalla visualizzazione «normale» (il primo pulsante a
sinistra) alla visualizzazione «struttura» (ultimo pulsante a destra).
12. Account che ha eseguito l’accesso: le funzioni del software variano a seconda della licenza
acquistata.

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6 L’interfaccia di PowerPoint
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LEGENDA

1. Barra di accesso rapido: contiene i comandi utilizzati più frequentemente. I comandi pos-
sono essere aggiunti o eliminati cliccando sulla freccia a destra della barra stessa.
2. Barra del titolo: mostra il nome della presentazione correntemente visualizzata seguito dal
nome dell’applicazione.
3. Pulsanti di controllo: permettono, da sinistra a destra, di iconizzare, ripristinare e chiudere
la finestra.
4. Barra multifunzione: è composta da schede, le quali raggruppano comandi omogeni per
la gestione del documento (ad esempio la scheda Animazioni permette la gestione delle
animazioni degli oggetti che fanno parte di una diapositiva).
5. Gruppo: ciascuna scheda è suddivisa in gruppi che, a loro volta, contengono i singoli comandi
(ad esempio, il gruppo Diapositive contiene tutti i comandi per la gestione delle diapositive:
inserimento di una nuova diapositiva, scelta del layout etc.).
6. Guida in linea: se cliccato, questo pulsante mostra la Guida di PowerPoint, per la risoluzione
di problemi o la migliore comprensione di alcuni aspetti del programma.
7. Scheda Diapositive: mostra le miniature delle diapositive che fanno parte della presenta-
zione. Cliccando sulla scheda Struttura viene mostrato il testo delle singole diapositive, e
più in particolare la struttura del testo medesimo: titolo, elenchi puntati, numerati etc.
8. Diapositiva attiva: la parte principale dell’interfaccia è occupata dalla diapositiva attiva,
cioè quella su cui si sta lavorando in un determinato momento.
9. Barra di stato: mostra alcune informazioni quali numero di diapositive della presentazione,
il tema utilizzato, la lingua usata. Può essere personalizzata cliccando su di essa con il tasto
destro del mouse.
10. Pulsanti di visualizzazione: permettono di modificare la modalità di visualizzazione del
documento. Le modalità sono quattro: Visualizzazione normale, Sequenza diapositive,
Visualizzazione di lettura, Presentazione.
11. Zoom: permette di modificare lo zoom di visualizzazione della diapositiva corrente. È pos-
sibile fare ciò cliccando sui pulsanti + e – oppure agganciando con il mouse l’indicatore e
trascinandolo verso destra o verso sinistra.
12. Account che ha eseguito l’accesso: le funzioni del software variano sulla base della licenza
acquistata.

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7 L’interfaccia di Google Chrome


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LEGENDA
Internet Explorer è il browser, ossia il software di navigazione internet del sistema windows.
È sicuramente uno dei browser più diffusi al mondo.
1. Pulsanti di controllo: da sinistra a destra, iconizza, ripristina e chiude la finestra.
2. Pulsanti Avanti e Indietro: servono per navigare avanti e indietro tra le pagine visitate.
3. Barra dell’indirizzo: qui va digitato l’URL della pagina che si intende visitare. Una volta
digitato l’indirizzo, per caricare la pagina battere Invio o cliccare sul pulsante Vai nella parte
destra della barra.
4. Schede. Quando più pagine sono aperte, ciascuna pagina è aperta in una scheda. Per passare
da una scheda all’altra è sufficiente cliccare sull’etichetta che la identifica.
5. Pulsanti Pagina iniziale, Preferiti e Strumenti: il pulsante Pagina iniziale porta alla pagina
impostata (dall’utente o di default) come home page all’apertura del browser; il pulsante
Preferiti apre il menu per la gestione dei segnalibri: il pulsante Strumenti apre il menu degli
strumenti per la gestione del programma.
6. Finestra principale: mostra la pagina web aperta nella scheda correntemente visualizzata.

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8 Il software
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A riga di comando

Di sistema Sistema operativo

Ad interfaccia
grafica

SOFTWARE
Videoscrittura

Foglio elettronico

Database

Applicativo
Presentazioni elettroniche

Browser web

Grafica

Il software può essere suddiviso in due grandi categorie: software di sistema e software
applicativo.
Il software di sistema è necessario per l’avvio e il funzionamento del computer. Tipico
esempio di software di sistema è il sistema operativo.
Il sistema operativo è un insieme di programmi che, da un lato, gestisce l’elaborazione dei
dati e «coordina» il funzionamento del computer e, dall’altro, permette all’utente di interagire
con il computer e di impartire i comandi. Quest’ultima azione è compiuta mediante l’interfaccia.
Inizialmente l’interfaccia dei sistemi operativi era a riga di comando: i comandi venivano
materialmente digitati dall’utente il quale, quindi, doveva conoscere la sintassi utilizzata dal
sistema. MS-DOS è un tipico esempio di sistema operativo a riga di comando.
I moderni sistemi operativi sono a interfaccia grafica: l’utente impartisce i comandi in modo
intuitivo agendo su oggetti grafici presenti sullo schermo (icone, pulsanti etc.). Windows è un
tipico esempio di sistema operativo a interfaccia grafica.
Il software applicativo è installato ed utilizzato dagli utenti per soddisfare precise esigenze.
Non è dunque un software necessario per il funzionamento del PC.

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Le tipologie di software applicativo più utilizzate sono le seguenti:


— programmi di videoscrittura, chiamati anche word processor. Permettono di utilizzare il
computer per scrivere, modificare e stampare testi utilizzando una formattazione professio-
nale (ad esempio Microsoft Word);
— programmi di foglio elettronico, permettono di automatizzare calcoli complessi mediante
l’utilizzo di formule e funzioni e di realizzare e gestire grafici statistici (ad esempio Microsoft
Excel);
— programmi di archiviazione dati o database, utili per la creazione e la gestione di archivi
(ad esempio Microsoft Access);
— software di presentazione, utilizzati per creare presentazioni elettroniche composte da
diapositive, che possono essere mostrate sul monitor o proiettate sullo schermo. Trovano
applicazione in campo didattico, scientifico e commerciale (ad esempio Microsoft Power-
Point);
— browser web, permettono di visualizzare le pagine web e di navigare, interpretando il
linguaggio con il quale le pagine stesse sono scritte (ad esempio l’HTML) e traducendolo in
maniera comprensibile per l’utente (ad esempio Google Chrome);
— programmi di grafica. Servono per la visualizzazione, la modifica e la gestione di file grafici.
Molto usati in campo fotografico, editoriale e pubblicitario (ad esempio Photoshop).

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9 Reti di computer
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RETE

LAN
WAN

Con BUS Ad anello A stella

RETE LOCALE + INTERNET

Intranet Extranet

LAN (Local Area Network): rete locale che collega un numero limitato di computer in un’area
abbastanza ristretta (al massimo pochi chilometri).
LAN con bus: tutti i computer sono collegati ad un unico cavo (bus). Le informazioni viaggiano
sul bus, e può avvenire un solo collegamento alla volta tra qualsiasi coppia di computer. Un gua-
sto sul bus divide la rete in due tronconi che possono continuare a funzionare autonomamente.

LAN ad anello: ogni PC è collegato ad altri due computer. Le informazioni viaggiano in una
direzione predeterminata, oraria o antiorario. Un guasto ad un collegamento non impedisce il
funzionamento della rete in quanto le informazioni possono viaggiare nella direzione opposta
a quella predeterminata.

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LAN a stella: tutti i computer sono collegati ad un dispositivo centrale (detto hub o concen-
tratore) il cui compito è di coordinare i vari collegamenti che si instaurano tra i computer. In caso
di guasto ad un collegamento, il resto della rete continua a funzionare normalmente, mentre il
guasto del concentratore ne compromette il funzionamento.

WAN (Wide Area Network): o reti geografiche, sfruttano i collegamenti di tipo telefonico
per mettere in collegamento computer anche molto distanti. La gestione delle WAN è estrema-
mente complessa e richiede la presenza di tecnici specializzati con competenze informatiche
e telematiche.
Intranet ed Extranet: l’utilizzo combinato delle reti di computer e di Internet ha dato vita a
due tipologie di rete molto utilizzate in ambito aziendale: Intranet ed Extranet. L’Intranet è una
rete che utilizza gli stessi protocolli di Internet, ma mentre l’accesso alle risorse Internet è libero,
l’accesso alla Intranet è riservato solo a coloro che dispongono delle opportune autorizzazioni
(ad esempio i dipendenti di un’azienda). L’Extranet è una Intranet che permette l’accesso anche
a determinati soggetti esterni (ad esempio i clienti di un’azienda).

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10 Software e tipi di licenza


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Licenza d’uso: quando si acquista un software in realtà non si stipula una vendita del software
ma una licenza d’uso, cioè un contratto in cui in cui chi fornisce il programma fissa una serie di
condizioni per il suo utilizzo. In altri termini, acquistare un programma non vuol dire diventarne
proprietario, in quanto ciò che si acquista è la licenza di utilizzare quel determinato programma.
Software libero: il software è libero (free) quando il titolare dei diritti autorizza chiunque
ad utilizzare il programma, riprodurlo e distribuirlo, in forma originale o anche dopo averlo
modificato, sia gratuitamente che a pagamento. Affinché il software possa essere considerato
libero è necessario che di esso sia messo a disposizione il codice sorgente.
Licenza freeware: si ha questo tipo di licenza quando il titolare dei diritti concede a chi lo
richiede (ovvero automaticamente mettendolo a disposizione su Internet) un software, esclu-
dendo la possibilità di modifica.
Nell’ambito delle licenze freeware si distinguono tre sottoclassi:
— cardware: prevede in cambio dell’utilizzo del software che sia spedita una cartolina all’autore,
con suggerimenti, ringraziamenti etc.;
— greenware e careware, che richiedono l’adempimento di obblighi di tipo sociale. Nella
licenza greenware il fruitore viene invitato ad un comportamento corretto nei confronti
dell’ambiente; nella licenza careware si richiede il rispetto generalizzato che ricopra, oltre i
diritti morali, anche i rapporti con gli altri esseri umani.
Licenza shareware: si ha quando l’uso del software è concesso solo per un determinato
periodo o con funzionalità ridotte. Per la rimozione dei suddetti limiti è previsto un pagamento.
La licenza shareware è quindi funzionale all’acquisto del prodotto nella sua integrità.
Licenza trial version: con questa licenza il venditore mette a disposizione una versione
provvisoria del programma.
Licenza open source: open source significa «sorgente (o codice) aperto», ossia libertà di
utilizzo e di modifica del codice del software, con la finalità di rendere di pubblico dominio le
risorse informatiche.
Le licenze open source possono essere di vario genere, tra cui:
— licenza GPL (General Public Licence) che disciplina il diritto di copia, di distribuzione e di
modifica. Fondamentale l’indicazione, da parte di chi apporta modifiche, che si tratta di un
programma modificato, nonché l’assenza di garanzia circa l’originalità della copia. Deve essere
sempre indicato l’autore e le modifiche e la distribuzione sono ammesse solo se rispettano
le condizioni della licenza;
— licenze BSD e MIT. Sono modelli di licenze precompilate da unire al software. Anche in questo
caso è prevista l’indicazione dell’autore e l’avviso che la garanzia non viene assicurata;
— licenza artistica. SI tratta di una particolare licenza che fa riferimento alle modalità di copia
del software affinché sia mantenuta l’artisticità delle soluzioni visive scelte dall’autore;
— licenza Debian. La distribuzione del free software Debian è regolata da un documento
programmatico: le linee guida Debian (DFSG) che hanno fortemente influenzato la filosofia
dell’open source.

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3
Shortcut da tastiera

SHORTCUT WINDOWS
CTRL + X Tagliare l’elemento selezionato.
CTRL + C Copiare l’elemento selezionato.
CTRL + V Incollare l’elemento selezionato.
CTRL + Z Annullare un’azione.
ALT + TAB Spostarti tra le app aperte.
ALT + F4 Chiudere l’elemento attivo o uscire dall’app attiva.
Tasto WINDOWS + L Bloccare il PC.
Tasto WINDOWS + D Visualizzare e nascondere il desktop.
F2 Rinominare l’elemento selezionato.
F3 Cercare un file o una cartella in Esplora file.
F4 Visualizzare l’elenco della barra degli indirizzi in
Esplora file.
F5 Aggiornare la finestra attiva.
F6 Scorrere gli elementi della schermata in una finestra
o sul desktop.
F10 Attivare la barra dei menu nell’app attiva.
ALT + F8 Mostrare la password nella schermata di accesso.
ALT + ESC Scorrere gli elementi nell’ordine con cui sono stati
aperti.
ALT + lettera sottolineata Eseguire il comando associato alla lettera indicata.
ALT + INVIO Visualizzare le proprietà per l’elemento selezionato.
ALT + BARRA SPAZIATRICE Aprire il menu di scelta rapida per la finestra attiva.
CTRL + F4 Chiudere il documento attivo (nelle app a schermo
intero e che ti consentono di tenere aperti più do-
cumenti contemporaneamente).
CTRL + A Selezionare tutti gli elementi in un documento o
una finestra.
CTRL + D (o CANC) Eliminare l’elemento selezionato e spostarlo nel
Cestino.
CTRL + R (o F5) Aggiornare la finestra attiva.
CTRL + Y Ripetere un’azione.
CTRL + ALT + TAB Usare i tasti di direzione per passare tra le app aperte.
CTRL + ESC Aprire la schermata Start.
CTRL + MAIUSC + ESC Aprire Gestione attività.

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CONCORSI

SHORTCUT WINDOWS
CTRL + MAIUSC Cambiare il layout di tastiera se ne è disponibile
più di uno.
CTRL + BARRA SPAZIATRICE Attivare o disattivare Input Method Editor (IME)
per il cinese.
MAIUSC + F10 Visualizzare il menu di scelta rapida per l’elemento
selezionato.
MAIUSC con qualsiasi tasto di direzione Selezionare più elementi in una finestra o sul de-
sktop oppure selezionare il testo in un documento.
MAIUSC + CANC Eliminare l’elemento selezionato senza spostarlo
prima nel Cestino.
ESC Uscire dall’attività corrente o arrestarla.
STAMP Acquisire uno screenshot dello schermo intero e
copiarlo negli Appunti.
tasto WINDOWS Aprire o chiudere il menu Start.
Tasto con il logo di WINDOWS + A Aprire il Centro notifiche.
Tasto WINDOWS + B Impostare lo stato attivo nell’area di notifica.
Tasto WINDOWS + D Visualizzare e nascondere il desktop.
Tasto WINDOWSg + ALT + D Visualizzare e nascondere la data e l’ora sul desktop.
Tasto WINDOWS +E Apri Esplora file.
Tasto WINDOWS + F Aprire Hub di Feedback e fare uno screenshot.
Tasto WINDOWS + I Aprire Impostazioni.
Tasto WINDOWS + L Bloccare il PC o cambiare account.
Tasto WINDOWS + M Ridurre a icona tutte le finestre.
Tasto WINDOWS + P Scegliere una modalità di visualizzazione della
presentazione.
Tasto WINDOWS + R Aprire la finestra di dialogo Esegui.
Tasto WINDOWS + S Aprire la ricerca.
Tasto WINDOWS + MAIUSC + S Acquisire uno screenshot di una parte dello scher-
mo.
Tasto WINDOWS + T Scorrere le app sulla barra delle applicazioni.
Tasto WINDOWS + U. Aprire Centro accessibilità.
Tasto WINDOWS + MAIUSC + V Scorrere le notifiche.
Tasto WINDOWS + X Aprire il menu Collegamento rapido.
Tasto WINDOWS + Y Alternare l’input tra Windows Mixed Reality e il
desktop.
Tasto WINDOWS + Z Mostrare i comandi disponibili in un’app nella mo-
dalità a schermo intero.
Tasto WINDOWS + punto (.) o punto e virgola (;) Aprire il pannello emoji.
Tasto WINDOWS + PAUSA Visualizzare la finestra di dialogo Proprietà del
sistema.
Tasto WINDOWS + CTRL + F Cercare i PC (se sei in una rete).

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CONCORSI

SHORTCUT WINDOWS
Tasto WINDOWS + Tab Aprire Visualizzazione attività.
Tasto WINDOWS + freccia SU Ingrandire la finestra.
Tasto WINDOWS + freccia GIÙ Rimuovere l’app corrente dalla schermata o ridurre
a icona la finestra desktop.
Tasto WINDOWS + freccia SINISTRA Ingrandire l’app o la finestra desktop sul lato sinistro
dello schermo.
Tasto WINDOWS + freccia DESTRA Ingrandire l’app o la finestra desktop sul lato destro
dello schermo.
Tasto WINDOWS + HOME Ridurre a icona tutte le finestre tranne la finestra
desktop attiva (alla seconda pressione vengono
ripristinate tutte le finestre).
Tasto WINDOWS + MAIUSC + freccia SU Allargare la finestra desktop dall’alto in basso dello
schermo.
Tasto WINDOWS + MAIUSC + freccia GIÙ Ripristinare/ridurre a icona le finestre desktop
attive in senso verticale, mantenendo la larghezza.
Tasto WINDOWS + MAIUSC + freccia SINISTRA o Spostare un’app o una finestra del desktop da un
DESTRA monitor a un altro.
Tasto WINDOWS + BARRA SPAZIATRICE Alternare la visualizzazione della lingua di input e
del layout di tastiera.
Tasto WINDOWS + CTRL + BARRA SPAZIATRICE Passare a un input selezionato in precedenza.
Tasto WINDOWS + CTRL + INVIO Attiva Assistente vocale.
Tasto WINDOWS + segno più (+) Aprire la Lente di ingrandimento.

SHORTCUT WORD (E IN GENERALE I PROGRAMMI OFFICE)


CTRL + N Creare un nuovo documento.
MAIUSC + F12 Salvare il documento.
ALT + F4 Chiudere il documento.
CTRL + X Tagliare il contenuto selezionato e copiarlo negli
Appunti.
CTRL + C Copiare il contenuto selezionato negli Appunti.
CTRL + V Incollare il contenuto degli Appunti.
CTRL + A, CTRL + 5 (da tastierino numerico) Selezionare tutto il contenuto di un documento.
CTRL + G Applicare il formato grassetto al testo.
CTRL + I Applicare il formato corsivo al testo.
CTRL + S Applicare il formato di sottolineatura al testo.
CTRL + Parentesi quadra chiusa (]) Rendere apice il testo selezionato
CTRL + E Centrare il testo.
CTRL + T Allineare il testo a sinistra.
CTRL + R Allineare il testo a destra.
CTRL + Z Annullare l’ultima azione.
CTRL + Y Ripetere l’azione precedente, se possibile.

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SHORTCUT WORD (E IN GENERALE I PROGRAMMI OFFICE)


CTRL + ALT + S Dividere la finestra del documento.
CTRL + freccia SINISTRA Spostare il cursore di una parola a sinistra.
CTRL + freccia DESTRA Spostare il cursore di una parola a destra.
CTRL + freccia SU Spostare il cursore di un paragrafo verso l’alto.
CTRL + freccia GIÙ Spostare il cursore di un paragrafo verso il basso.
FINE Spostare il cursore alla fine della riga corrente.
HOME Spostare il cursore all’inizio della riga corrente.
CTRL + ALT + PGSU Spostare il cursore nella parte superiore della
schermata.
CTRL + ALT + PGGIÙ Spostare il cursore nella parte inferiore della
schermata.
PGSU Spostare il cursore scorrendo la visualizzazione
documento verso l’alto di una schermata.
PGGIÙ Spostare il cursore scorrendo la visualizzazione
documento verso il basso di una schermata.
CTRL + PGGIÙ Spostarsi all’inizio della pagina successiva.
CTRL + PGSU Spostarsi all’inizio della pagina precedente.
CTRL + FINE Spostare il cursore alla fine del documento.
CTRL + HOME Spostare il cursore all’inizio del documento.
CTRL + MAIUSC + T Visualizzare il riquadro attività Spostamento per ese-
guire ricerche all’interno dei contenuti del documento.
MAIUSC + tasti di direzione Selezionare testo.
CTRL + MAIUSC + Freccia sinistra Selezionare la parola a sinistra.
CTRL + MAIUSC + Freccia DESTRA Selezionare la parola a destra.
MAIUSC + HOME Selezionare dalla posizione corrente all’inizio della
riga corrente.
MAIUSC + FINE Selezionare dalla posizione corrente alla fine della
riga corrente.
CTRL + MAIUSC + freccia su Selezionare dalla posizione corrente all’inizio del
paragrafo corrente.
CTRL + MAIUSC + freccia giù Selezionare dalla posizione corrente alla fine del
paragrafo corrente.
MAIUSC + PGSU Selezionare dalla posizione corrente alla parte
superiore della schermata.
MAIUSC + PGGIÙ Selezionare dalla posizione attuale alla parte infe-
riore della schermata.
CTRL + MAIUSC + HOME Selezionare dalla posizione corrente all’inizio del
documento.
CTRL + MAIUSC + FINE Selezionare dalla posizione corrente alla fine del
documento.

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SHORTCUT WORD (E IN GENERALE I PROGRAMMI OFFICE)


CTRL + ALT + MAIUSC + PGGIÙ Selezionare dalla posizione attuale alla parte infe-
riore della finestra.
CTRL + A Selezionare tutto il contenuto di un documento.
CTRL + Backspace Eliminare una parola a sinistra.
CTRL + CANC Eliminare la parola a destra del punto di inserimento.
F2, spostare il cursore nella posizione di destinazio- Spostare il contenuto selezionato in una posizione
ne e quindi premere INVIO. specifica.
MAIUSC + F2, spostare il cursore nella posizione di Copiare il contenuto selezionato in una posizione
destinazione, quindi premere INVIO. specifica.
ALT + F3 Definire un blocco di Glossario con il contenuto
selezionato.
CTRL + MAIUSC + C Copiare la formattazione selezionata.
CTRL + MAIUSC + V Incollare la formattazione selezionata.
CTRL + MAIUSC + S Visualizzare la finestra di dialogo Sostituisci
CTRL + 1 Applicare un’interlinea singola al paragrafo.
CTRL + 2 Applicare un’interlinea doppia al paragrafo.
CTRL + 5 Applicare un’interlinea di 1,5 al paragrafo.
CTRL + MAIUSC + N Applicare lo stile Normale.
CTRL + ALT + MAIUSC + S Visualizzare il riquadro attività Stili.
CTRL + D Visualizzare la finestra di dialogo Carattere.
Aumentare la dimensione del carattere. CTRL + MAIUSC + parentesi uncinata chiusa (>)
CTRL + MAIUSC + < Aumentare la dimensione del carattere.
MAIUSC + F3 Cambiare il testo tra lettere maiuscole, minuscole
e tutte Iniziali Maiuscole.
CTRL + MAIUSC + A Modificare il testo in tutte le lettere maiuscole.
CTRL + MAIUSC + L Aggiungere un elenco puntato.
CTRL + MAIUSC + D Applicare la formattazione sottolineatura doppia.
CTRL + MAIUSC + K Applicare la formattazione maiuscoletto.
CTRL + BARRA SPAZIATRICE Rimuovere la formattazione di carattere manuale.
CTRL + MAIUSC + Q Modificare il testo selezionato con il tipo di carattere
Simbolo.
MAIUSC + INVIO Inserire un’interruzione di riga.
CTRL + INVIO Inserire un’interruzione di pagina.
CTRL + MAIUSC + INVIO Inserire un’interruzione di colonna.
Ctrl + ALT + SEGNO MENO (sul tastierino numerico) Inserire una lineetta (—).
CTRL + SEGNO MENO (sul tastierino numerico) Inserire un trattino (–).
CTRL + ALT + C Inserire il simbolo di copyright (©).
CTRL + ALT + R Inserire il simbolo di marchio registrato (®).
CTRL + ALT + T Inserire il simbolo di marchio (™).

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