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Bergson

Bergson critica la concezione scientifica del tempo, sostenendo che il tempo vissuto è qualitativo e fluido, in contrasto con il tempo spazializzato della scienza. Nella sua opera 'Materia e Memoria', esplora il rapporto tra corpo e coscienza, distinguendo tra memoria abituale e memoria pura, e affermando che la coscienza seleziona creativamente il passato. In 'L'Evoluzione Creatrice', propone una visione dell'evoluzione come processo creativo animato da uno slancio vitale, enfatizzando l'importanza dell'intuizione rispetto all'intelligenza analitica per comprendere la vita.

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Bergson

Bergson critica la concezione scientifica del tempo, sostenendo che il tempo vissuto è qualitativo e fluido, in contrasto con il tempo spazializzato della scienza. Nella sua opera 'Materia e Memoria', esplora il rapporto tra corpo e coscienza, distinguendo tra memoria abituale e memoria pura, e affermando che la coscienza seleziona creativamente il passato. In 'L'Evoluzione Creatrice', propone una visione dell'evoluzione come processo creativo animato da uno slancio vitale, enfatizzando l'importanza dell'intuizione rispetto all'intelligenza analitica per comprendere la vita.

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🔷 1.

IL TEMPO DELLA SCIENZA E IL TEMPO DELLA VITA


🧭 Il problema di fondo
Bergson parte da un’osservazione centrale: la filosofia e la scienza moderna hanno cercato
di misurare e concettualizzare il tempo come se fosse qualcosa di esterno, omogeneo,
spazializzabile, riducendolo a una successione di istanti.

Ma il tempo vissuto non è questo.

🕰️ Tempo della scienza =


tempo spazializzato

●​ È il tempo dei fisici e matematici: una linea retta, composta da punti misurabili, tutti
uguali.​

●​ È astratto, quantitativo, divisibile, e omogeneo.​

●​ Serve per il calcolo e per la previsione, ma non corrisponde all’esperienza della vita.​

💓 Tempo della vita =


durata reale (durée réelle)

●​ È il tempo interiore, vissuto dalla coscienza.​

●​ È qualitativo, irripetibile, fluido, continuo.​

●​ Non è fatto di “istanti” successivi, ma di un flusso ininterrotto dove passato, presente


e futuro si fondono.​

●​ La durata è il tempo che “si sente”, che “ci attraversa” nella coscienza: vivere non è
sommare attimi, ma essere immersi in un fluire che si trasforma sempre.​

🔍 Esempio chiarificatore:
Pensa a una melodia: non puoi comprenderla analizzando le singole note isolate, ma solo
nell’unità del movimento sonoro, nella sua durata. Così è la coscienza: un fluire continuo,
non scomponibile in “fotogrammi”.
❗Per Bergson:
“Sbagliamo quando crediamo di dover spiegare il tempo con lo spazio: è il
contrario.”

🔷 2.
MATERIA E MEMORIA
Questa è una delle sue opere più importanti (Matière et mémoire, 1896), dove affronta il
rapporto tra corpo e coscienza, materia e spirito, percezione e memoria.

🎯 Obiettivo:
Superare sia il meccanicismo materialista (che riduce la mente al cervello) sia il dualismo
cartesiano (che separa nettamente mente e corpo).

🧠 Corpo e coscienza: non due sostanze, ma


due direzioni del reale

●​ Il reale ha due poli:​

○​ uno è la materia, la parte più “inerte”, spazializzata;​

○​ l’altro è lo spirito, cioè la coscienza in movimento.​

●​ Non sono due cose diverse, ma due modi di vedere lo stesso slancio vitale: materia
e memoria sono due facce di un’unica realtà.​

👁️‍🗨️ La percezione
●​ La percezione non è passiva (come credeva il meccanicismo), ma è già una
selezione attiva: scegliamo ciò che ci serve per agire.​

●​ Non percepiamo “tutto”, ma solo ciò che è utile all’azione.​

🧠 La memoria: due tipi


Bergson distingue due forme fondamentali di memoria:

1.​ Memoria abituale:​


○​ Serve all’azione.​

○​ È corporea, automatica, come imparare a guidare o camminare.​

○​ È incorporata nei gesti, non ha bisogno di coscienza piena.​

2.​ Memoria pura:​

○​ È spirituale e conserva i ricordi come vissuti, nel loro colore affettivo e


qualitativo.​

○​ È la durata passata che sopravvive nel presente, che ci costituisce come


individui unici.​

🔁 Rapporto con la coscienza


●​ La coscienza non è la registrazione meccanica degli stimoli, ma è la selezione
creativa del passato che si attualizza nel presente.​

●​ Il corpo è un centro di azione, non il produttore della coscienza.​

🔷 3.
L’EVOLUZIONE CREATRICE

(1907)
Questa è l’opera più famosa e matura di Bergson. In essa presenta una visione alternativa
dell’evoluzione, contro il determinismo meccanicistico (alla Darwin o alla Spencer), e
sviluppa la sua metafisica della vita come creazione imprevedibile.

🌱 Il principio centrale:
élan vital

(slancio vitale)

●​ L’universo non è una macchina: è un processo creativo continuo, animato da uno


slancio vitale originario, che attraversa la materia e genera forme di vita sempre
nuove.​
●​ Questo slancio:​

○​ non è prevedibile;​

○​ non segue un piano prestabilito;​

○​ non è lineare;​

○​ è libertà allo stato puro.​

⚙️ Contro l’evoluzionismo meccanico:


●​ Darwin spiegava l’evoluzione con adattamento e selezione. Ma per Bergson questo
non basta: l’adattamento non crea, ma seleziona.​

●​ L’evoluzione, invece, è creazione di forme nuove, spesso imprevedibili e uniche.​

●​ La vita non è spiegabile per via causale, ma solo intuitivamente, come slancio
spirituale, come forza che inventa.​

🧠 L’intelligenza vs. l’intuizione


Bergson distingue due modalità conoscitive:

1.​ Intelligenza:​

○​ Serve per il mondo materiale, le tecniche, la scienza.​

○​ Analizza, divide, misura.​

○​ È astratta, adatta a ciò che è ripetibile e fisso.​

2.​ Intuizione:​

○​ È la conoscenza profonda della vita, del tempo, della coscienza.​

○​ Non analizza, ma penetra nell’interiorità delle cose.​

○​ Coglie il flusso vitale, l’unità dinamica, la durata.​

🧬 La biforcazione della vita


●​ Lo slancio vitale si divide in diversi rami evolutivi:​
○​ Vegetali: rigidità, automatismi.​

○​ Animali: coscienza, movimento.​

○​ Uomo: riflessione, libertà, spiritualità.​

Ma attenzione: l’evoluzione non è un progresso lineare verso l’uomo, ma una divergenza


creativa. L’uomo è una delle molte possibilità della vita, non il suo scopo predeterminato.

🔚 In sintesi,
la visione bergsoniana del mondo

:
●​ La realtà non è meccanica, ma vivente, fluente, imprevedibile.​

●​ Il tempo reale è la durata vissuta, non l’orologio.​

●​ La mente è memoria creativa, non archivio automatico.​

●​ L’evoluzione non è calcolo né necessità, ma slancio creativo.​

●​ Per capire davvero la vita, non basta l’intelligenza analitica: serve l’intuizione, che
coglie la pienezza del presente vissuto.​

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