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Desdemonae

Il documento presenta una reinterpretazione della storia di Desdemona e Otello, esplorando temi di amore, gelosia e responsabilità attraverso un coro di voci femminili. Le Desdemone, rappresentate come entità multiple, riflettono sulla loro scelta e sulle conseguenze delle parole non dette. L'epilogo sottolinea l'importanza di ascoltare e comunicare per prevenire tragedie simili nel presente.
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Desdemonae

Il documento presenta una reinterpretazione della storia di Desdemona e Otello, esplorando temi di amore, gelosia e responsabilità attraverso un coro di voci femminili. Le Desdemone, rappresentate come entità multiple, riflettono sulla loro scelta e sulle conseguenze delle parole non dette. L'epilogo sottolinea l'importanza di ascoltare e comunicare per prevenire tragedie simili nel presente.
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PROLOGO – Le voci, le Desdemone

DESDEMONA AMA

FLASHBACK 1: Desdemona al Senato

IAGO – la manipolazione verbale

OTELLO SI INCRINA

EMILIA – il monologo

L’ACCUSA A DESDEMONA

FLASHBACK 2: La Canzone del Salice

LA NOTTE

EPILOGO CORALE

SCENA 1 – PROLOGO
(tutte le donne in scena)

Spazio vuoto.
Le attrici entrano una alla volta. Non guardano il pubblico subito. Il coro parla, ma non insieme.
Le frasi si accavallano.

CORO
Questa è una storia d’amore.
No.
Questa è una storia di gelosia.
No.
Questa è una storia di parole.
Dette.
Ripetute.
Credute.
È una storia che conoscete.
Pensate di conoscerla.

(Entrano le 4 DESDEMONA. Restano vicine, come se fossero una sola.)

DESDEMONA 1
Io l’ho scelto.

DESDEMONA 2
Non mi ha rapita.
DESDEMONA 3
Non mi ha ingannata.

DESDEMONA 4
L’ho scelto perché mi guardava davvero.

(Pausa. Il coro si avvicina lentamente.)

CORO
E lo rifaresti?

DESDEMONA 1
Sì.

DESDEMONA 2
Sì.

DESDEMONA 3
Sì.

DESDEMONA 4
Sì.

(Piccola pausa. Il coro cambia tono.)

CORO
E quando hanno iniziato a parlare?

DESDEMONA 1
Non ho ascoltato.

DESDEMONA 2
Ho riso.

DESDEMONA 3
Ho pensato: non riguarda me.

DESDEMONA 4
Ho pensato: l’amore basta.

Pausa lunga. Una del coro guarda il pubblico.

CORO
In questa storia
nessuna di noi è innocente.

(Pausa.)

CORO
Alcune hanno parlato.
Alcune hanno taciuto.
Alcune hanno visto.
Alcune hanno guardato dall’altra parte.
(Le Desdemone avanzano di un passo.)

DESDEMONA (tutte, piano)


Io ero viva.

Buio

SCENA 2 – DESDEMONA AMA


La scelta

Luce calda. Le Desdemone non sono ancora spezzate: si muovono quasi insieme.

DESDEMONA 1
All’inizio era semplice.

DESDEMONA 2
Mi parlava e io ascoltavo.

DESDEMONA 3
Non mi prometteva niente.

DESDEMONA 4
Mi raccontava chi era.

(Pausa)

CORO
E tu?

DESDEMONA 1
Io non avevo paura.

DESDEMONA 2
Non dovevo dimostrare nulla.

DESDEMONA 3
Non dovevo proteggermi.

(Piccola pausa. Otello fa un passo avanti, ma resta in silenzio.)

DESDEMONA 4
Con lui ero vista.

(Il coro reagisce, piano.)

CORO
Vista.
DESDEMONA 1
Non come glia.

DESDEMONA 2
Non come esempio.

DESDEMONA 3
Non come proprietà.

DESDEMONA 4
Come scelta.

(Pausa)

CORO
E sapevi che scegliere vuol dire perdere qualcosa?

(Pausa. Le Desdemone si guardano.)

DESDEMONA (una dopo l’altra)


Sì.
Sì.
Sì.
Sì.

(Otello nalmente parla, una sola battuta.)

OTELLO
Io non sapevo come tenerti.

(Silenzio. Le Desdemone lo guardano.)

DESDEMONA 1
Non dovevi tenermi.

Buio.

SCENA 3 - FLASHBACK: DESDEMONA


DAVANTI AL SENATO
(da Atto I, scena 3 – versione ridotta e contemporanea)

1 DESDEMONA (una sola, non moltiplicata)

CORO FEMMINILE (come Senato / società)

Luce chiara, quasi fredda.


Il coro è frontale, giudicante.
fi
fi
CORO
Parla.

DESDEMONA
Non per difendermi. Per dire la verità.

(Pausa)

DESDEMONA
Non sono stata rubata.
Non sono stata ingannata.
Non sono stata costretta.

(Il coro si muove appena.)

DESDEMONA
Ho ascoltato una storia e ho scelto chi la raccontava.

(Pausa)

DESDEMONA
Ho visto in lui ciò che voi chiamate diverso e io ho chiamato umano.

CORO
(sussurrato) Umano.

DESDEMONA
Se questa è una colpa allora sì: sono colpevole.

(Pausa lunga.)

DESDEMONA
Ma non chiedetemi di rinnegare ciò che ho scelto con gli occhi aperti.

Silenzio. Buio netto.

Scena 4 - OTELLO SI INCRINA


Luce fredda. Otello al centro. Il coro intorno, come un pensiero che gira.

OTELLO
Non era così. / Io ero sicuro.

(Il coro ripete, spezzato:)

CORO
Sicuro.
Sicuro.
OTELLO
Poi una parola.
Solo una.
E adesso non riesco più a fermarle.

(Il coro inizia a muoversi lentamente.)

CORO
Se è vero?
Se non è vero?
Se sei cieco?
Se sei ridicolo?

(Otello si copre le orecchie, ma il coro continua.)

OTELLO
Io l’amo.

(Pausa)

CORO
Chi ama
ha paura.

(Pausa più lunga)

OTELLO
Non voglio dubitare.

CORO
Ma dubiti.

OTELLO
Non voglio controllare.

CORO
Ma controlli.

(Otello guarda Desdemona, lontana.)

OTELLO
Perché non riesco più a darmi
di quello che vedo?

(Desdemona fa un passo verso di lui.)

DESDEMONA
Sono qui.

(Il coro interviene subito.)

CORO
Qui non basta.
fi
(Otello abbassa lo sguardo.)

OTELLO
Se ho torto
perderò me stesso.

(Pausa)

CORO
E se hai torto
perderai lei.

Silenzio pesante. Buio.

SCENA 5 - DESDEMONA e Emilia


DESDEMONA
Ti sembra strano?

EMILIA
Cosa?

DESDEMONA
Che mi guardi così.

(Pausa)

EMILIA
No.
È che…
ti vedo stanca.

DESDEMONA
Non lo sono.

(Pausa breve)

EMILIA
Allora sei attenta.

(Pausa)

DESDEMONA
È normale, no?
Quando ami qualcuno.

EMILIA
Sì.

(Pausa più lunga)

DESDEMONA
Passa.
(Emilia annuisce, ma non è convinta.)

EMILIA
Passa.

(Il coro osserva, silenzioso.)

DESDEMONA
Dimmi la verità.

(Pausa)

EMILIA
La verità
è che non so come dirtela.

(Silenzio)

DESDEMONA
Allora dimmi qualcos’altro.

(Pausa)

EMILIA
Va tutto bene.

(Il coro abbassa lo sguardo.)

CORO
Va tutto bene.

(Desdemona sorride, ma è fragile.)

DESDEMONA
Lo sapevo.

(Emilia resta immobile.)

Buio lento.

SCENA 6 - MONOLOGO DI EMILIA


Emilia è in piedi. Non accusa. Capisce troppo tardi.

EMILIA

Ho visto tutto.
Ma non insieme.
Ho visto un uomo diventare silenzioso.
Ho visto una donna diventare più attenta.
Ho visto parole piccole
diventare pesanti.

(Pausa)

Non è vero che non sapevo.


È vero che non volevo sapere.

(Pausa)

Ci insegnano a stare attente.


A non esagerare.
A non dire tutto.
A non creare problemi.

Io ho fatto questo.
Ho aggiustato.
Ho spiegato.
Ho smussato.

(Pausa)

Quando lui diceva:


“È solo gelosia”
io pensavo: passerà.

Quando lei diceva:


“Non capisco”
io pensavo: l’amore chiarisce.

(Pausa più lunga)

Ma l’amore non chiarisce


se nessuno parla davvero.

(Pausa)

Un uomo non nasce violento.


Diventa fragile.
E nessuno gli insegna cosa farsene.

(Pausa)

E noi
impariamo a proteggerli
anche quando fanno male.

(Pausa)

Io potevo parlare prima.


Ma prima
non sembrava abbastanza grave.
(Pausa. Guarda il pubblico.)

Lo diventa sempre
quando è troppo tardi.

Silenzio.

SCENA 7 - DELL’ACCUSA A DESDEMONA


In scena OTELLO, DESDEMONA × 4, CORO FEMMINILE. Le Desdemone sono vicine, ma non
unite. Otello resta fermo. Non urla.

OTELLO
Guardami.

(Una Desdemona lo guarda. Le altre no.)

DESDEMONA 1
Ti guardo.

OTELLO
Non tu.

(Pausa. Un’altra Desdemona alza lo sguardo.)

DESDEMONA 2
Sono qui.

OTELLO
Non basta essere qui.

(Il coro si muove lentamente.)

CORO
Non basta.
Non basta.
Non basta.

DESDEMONA 3
Cosa vuoi da me?

OTELLO
La verità.

(Pausa)

DESDEMONA 4
Te l’ho data.
OTELLO
No.
Mi hai dato parole.

(Il coro si ferma.)

DESDEMONA 1
Sono le uniche che ho.

(Pausa lunga.)

OTELLO
Con chi eri?

(Silenzio.)

DESDEMONA 2
Con me stessa.

OTELLO
Non mentire.

(Il coro, freddo:)

CORO
Non mentire.

DESDEMONA 3
Non capisco cosa vuoi sentire.

OTELLO
Quello che nascondi.

(Pausa. Le Desdemone si guardano.)

DESDEMONA 4
Non sto nascondendo niente.

OTELLO
È questo il problema.

(Il coro avanza di un passo.)

CORO
Quando non c’è prova
il sospetto basta.

(Pausa)

DESDEMONA (tutte, una dopo l’altra)


Ti amo.
Ti amo.
Ti amo.
Ti amo.
(Otello fa un passo indietro.)

OTELLO
Adesso è troppo tardi.

Silenzio assoluto. Una Desdemona resta in piedi. Le altre si siedono a terra.


Buio lento.

SCENA 8 - FLASHBACK: LA CANZONE


DEL SALICE
(da Atto IV, scena 3 – versione corale)

Luci basse. Una Desdemona inizia, le altre entrano piano.

DESDEMONA 1
C’era una donna
che cantava per non piangere.

DESDEMONA 2
Cantava piano.

DESDEMONA 3
Per non farsi sentire.

DESDEMONA 4
Per non disturbare.

(Il coro ripete, come un’eco:)

CORO
Non disturbare.

(Pausa)

DESDEMONA 1
Il salice piegava i rami
no a toccare l’acqua.

DESDEMONA 2
E lei piegava la voce
no a sparire.

(Il coro inspira ed espira lentamente.)

DESDEMONA (tutte)
Cantava
per restare.
fi
fi
(Pausa lunga.)

Una Desdemona resta sola in luce.

DESDEMONA
Se qualcuno ama troppo
impara a stare zitta.

Buio lento.

SCENA 9 - DELLA NOTTE


Quello che non si vede

In scena

• DESDEMONA × 4

• CORO FEMMINILE

• OTELLO (presenza laterale, quasi invisibile)

Luci basse.
Nessun letto. Nessun realismo.

Il coro è seduto o accovacciato ai lati, come se stesse ascoltando.

Una Desdemona è al centro. Le altre sono sparse.

DESDEMONA 1
Ho sempre pensato
che l’amore facesse rumore.

(Pausa)

DESDEMONA 2
Invece è diventato silenzio.

(Il coro inspira insieme, lentamente.)

CORO
Silenzio.

DESDEMONA 3
Non ho urlato.

(Pausa)
DESDEMONA 4
Non perché non avessi paura.
Ma perché non capivo.

(Il coro si alza molto lentamente.)

CORO
Non capiva.
Non capiva.

(Otello fa un passo avanti, ma resta nell’ombra.)

DESDEMONA 1
Continuavo a pensare:
se spiego meglio,
se trovo le parole giuste,
se aspetto ancora un po’…

(Pausa)

DESDEMONA 2
Non sapevo
che l’amore può diventare
un posto dove non respiri.

(Il coro fa un passo indietro, come trattenendo il ato.)

CORO
Trattenere.
Trattenere.

DESDEMONA 3
Non ho lottato.

(Pausa secca)

DESDEMONA 4
Perché non era una guerra.
Era qualcuno che amavo.

(Otello alza lo sguardo. Non parla.)

Le Desdemone si avvicinano una all’altra, molto lentamente.

DESDEMONA (tutte, piano)


Io ero viva.

(Pausa lunghissima.)

Una Desdemona si sdraia a terra.


Le altre restano in piedi.

Il coro sussurra, quasi impercettibile:


fi
CORO
Ora è notte.

Buio.

SCENA 10 - EPILOGO CORALE


Dopo la storia

Luci di nuovo accese, ma fredde.


Tutte le donne in scena.
Desdemona (una sola) è davanti.

Otello e Iago non ci sono.

CORO
Questa storia è nita.

(Pausa)

CORO
Ma non è passata.

(Pausa)

CORO
Ogni volta che una parola
viene detta senza responsabilità.
Ogni volta che un dubbio
diventa verità.
Ogni volta che il silenzio
sembra più comodo.

(Una Desdemona guarda il pubblico.)

DESDEMONA
Non chiedetemi perché non sono scappata.

(Pausa)

DESDEMONA
Chiedetevi
perché nessuno ha fermato le parole
prima che diventassero condanna.

(Il coro fa un passo avanti.)

CORO
Non è una storia antica.
fi
Non è una storia lontana.
Non è solo una tragedia.

(Pausa)

CORO
È un modo di amare
che abbiamo imparato male.

(Pausa)

Una alla volta, le attrici dicono (non tutte insieme):

CORO (voci singole)


Ascoltare prima.
Credere di più.
Parlare quando serve.
Non aspettare.

(Ultima battuta, tutti insieme, piano:)

CORO
Perché dopo
è sempre troppo tardi.

Buio nale.
fi

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