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La Moda Rococò

La moda Rococò, influenzata dalla corte di Francia, si caratterizzò per abiti femminili elaborati e scollature sensuali, con l'uso di busti e panier che limitavano i movimenti. Con l'arrivo del neoclassicismo, si passò a stili più semplici e pratici, mentre l'Inghilterra divenne un punto di riferimento per la moda maschile. La Rivoluzione francese portò a un cambiamento radicale, abbandonando l'opulenza aristocratica a favore di stili più sobri e simbolici.
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La Moda Rococò

La moda Rococò, influenzata dalla corte di Francia, si caratterizzò per abiti femminili elaborati e scollature sensuali, con l'uso di busti e panier che limitavano i movimenti. Con l'arrivo del neoclassicismo, si passò a stili più semplici e pratici, mentre l'Inghilterra divenne un punto di riferimento per la moda maschile. La Rivoluzione francese portò a un cambiamento radicale, abbandonando l'opulenza aristocratica a favore di stili più sobri e simbolici.
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La moda Rococò

Denominato anche barocchetto o rococò, dal nome di decorazioni a pietruzze e conchiglie allora di moda, il
secolo seguitò, almeno fino alla Rivoluzione francese, ad essere influenzato dalla moda aristocratica della
corte di Francia. In Italia l'imitazione fu spinta al punto che anche parrucchieri e cuochi dovevano avere un
nome o una provenienza d'oltralpe. Verso la fine del secolo, grazie alla potenza economica derivata dal
colonialismo e dalla Rivoluzione industriale, l'Inghilterra diventò importantissima per la diffusione delle
mode, soprattutto maschili. Per tutto il secolo successivo e parte del Novecento gli uomini eleganti si fecero
fare vestiti e accessori direttamente a Londra. Fino alla Rivoluzione francese la moda femminile fu
caratterizzata da colori chiari, fiorellini intessuti e merletti. Una nota di sensuale civetteria si insinuò nel
costume: scollature profonde, falsi nei maliziosamente appoggiati sul seno, avambracci scoperti. Tuttavia la
figura era rigidamente ingabbiata dal busto e dal panier, una sottogonna in stecche di balena che dava
all'abito una forma piatta e ovoidale.

Il panier era talmente largo che le signore avevano difficoltà a passare per le porte e potevano sedere su un
unico divano. L'abito più diffuso fino al 1770 fu l'andrienne, detto anche robe à la française, che aveva sul
retro un lungo manto a strascico che comportava l'uso di metri di tessuto. Questa moda derivava dal
teatro, dove un'attrice si presentò sulla scena della commedia Andria vestita con un grande abito a
[Link] il 1770 la linea della veste diventò rotondeggiante e si accorciò fino a mostrare la caviglia.
Comparvero sopravvesti arricciate sul retro e aperte davanti, dette polonaise, e giacchette corte e strette,
antenate del moderno tailleur. Intanto Maria Antonietta si era fatta costruire a Versailles un villaggio
rustico, le Hameau de la Reine, dove, vestita con abiti di mussola dai colori pastello, cappelli di paglia e con
un fazzoletto di pizzo bianco al collo, il fisciù, coltivava ortaggi e allevava animali.

Con la scoperta delle rovine di Pompei, rinacque l'arte greco-romana. Il gusto neoclassico che si faceva
avanti portò una ventata di semplicità, e le donne indossarono la robe en chemise, una veste lunga, soffice
e spesso candida. Per l'uomo continuò l'uso dell'abit à la française, ma con colori chiari e decorazioni
ricamate. La giacca superiore, detta marsina, era decorata da file di bottoni e, fino alla prima metà del
secolo, ebbe falde molto svasate grazie a imbottiture cartonate nascoste. La marsina si evolse e diventò
una veste lunga e stretta, mentre la sottomarsina si accorciò trasformandosi nel gilet. Comparve anche un
piccolo collo montante. Dopo il 1770 cominciarono a insinuarsi, soprattutto nell'abbigliamento maschile,
mode che venivano dall'Inghilterra. Questa nazione, grazie alla Rivoluzione industriale e alla ricchezza dei
suoi commerci coloniali, si impose come modello per tutta l'Europa ed i semplici abiti dei gentiluomini
inglesi entrarono definitivamente nella storia della moda. In particolare il frac, e la redingote il cui nome
deriva dall'inglese riding coat, e che indicava una veste aperta dietro per poter cavalcare comodamente.

Caratteristica del secolo è la parrucca usata dai due sessi e abbondantemente incipriata dopo essere stata
impomatata con creme fissanti. All'epoca della regina di Francia Maria Antonietta non vi si usava solo la
semplice parrucca , ma bensì un mixaggio di capelli veri della persona pettinata unita insieme a toupet di
riccioli e boccoli di simile di colore (che erano sempre realizzati mediante ferri capelli veri , che le contadine
e le povere ragazze si tagliavano e rivendevano ai parrucchieri per pochi soldi ) che i parrucchieri
reinterpretavano al gusto della moda lanciata del momento a corte dal parrucchiere Leonard , uomo
incontrastato dell'eleganza delle acconciature monumentali, decorate anche da minigabbiette con uccellini
inseriti dentro , fiori, gemme, fiocchi, pizzi e perfino velieri o minibottigliette piene d acqua con inseriti dei
fiori freschi , nascosti fra i riccioli, questa moda leziosa ed eccentrica finì nel 1780 quando con la chemise si
adottò e si sviluppò pettinature più semplice più basse e cotonate in maniera semplice e in orizzontale dal
viso ornate da piume , piccole perline , fiori freschi o cappellini a larga tesa in paglia ornati di fiocchi e
gemme . Anche il trucco fu diffuso tra uomini e donne: in generale la figura maschile si fece più leziosa e
meno marziale che nel Seicento. Con la Rivoluzione francese una violenta reazione popolare investì anche
la moda aristocratica: cominciarono a scomparire tessuti pregiati, trucchi, panier e merletti. Si abbandonò
la seta per la mussola di cotone. Non l'oro e i diamanti, ma il ferro fu usato come materiale principale per i
gioielli. Le signore iniziarono a portare attorno al collo un nastro rosso, detto alla ghigliottina perché voleva
imitare il segno della testa staccata dal busto. Fu perfino inventato il taglio di capelli à la victime, che
ricordava la tosatura imposta alle condannate. Comparvero coccarde tricolori per indicare l'appartenenza
rivoluzionaria.

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