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Quantità Di Acqua Vapore Acqueo

Il documento analizza l'umidità negli edifici storici, evidenziando le sue cause, tipologie e effetti sul patrimonio architettonico. Viene proposta una diagnosi dettagliata per identificare l'origine dell'umidità e suggeriti interventi mirati per la sua gestione e prevenzione. Si sottolinea l'importanza di evitare soluzioni standardizzate e di comprendere le specificità di ogni caso per garantire la conservazione degli edifici.

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Quantità Di Acqua Vapore Acqueo

Il documento analizza l'umidità negli edifici storici, evidenziando le sue cause, tipologie e effetti sul patrimonio architettonico. Viene proposta una diagnosi dettagliata per identificare l'origine dell'umidità e suggeriti interventi mirati per la sua gestione e prevenzione. Si sottolinea l'importanza di evitare soluzioni standardizzate e di comprendere le specificità di ogni caso per garantire la conservazione degli edifici.

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L’UMIDITÀ NEGLI EDIFICI STORICI: DIAGNOSTICA E INTERVENTI

COSA È L’UMIDITÀ? È la quantità di acqua (o di vapore acqueo) contenuta nell’aria, in una sostanza (es. miscela o malta) o di un
corpo ([Link]).

L’umidità può causare diversi tipi di degrado (fisico, chimico, biologico), provocando seri danni al patrimonio architettonico. Non
possiamo limitarci a constatarne la presenza, ma è necessario comprendere le cause del fenomeno.

DIAGNOSI DELL’UMIDITÀ

La diagnosi delle strutture interessate da fenomeni di umidità ha come obiettivo l’individuazione dell’origine e delle cause della
presenza dell’acqua, ai fini della loro rimozione e/o del loro controllo (o regimentazione). La diagnosi si compie osservando non
solo i segni (più o meno visibili) lasciati dal passaggio dell’acqua attraverso le strutture e sulle superfici, ma anche i caratteri
dell’edificio e del sito in cui si trova.

FASI OPERATIVE:

1. ANAMNESI STORICO-CRITICA (studio dell’edificio e dell’ambiente)


2. FASE DIAGNOSTICA (comprensione delle cause e dei tipi di umidità)
3. INTERVENTO :eliminare le cause dell’umidità (non solo gli effetti) evitare gli interventi “da manuale” applicati in modo
standardizzato, senza una comprensione del caso specifico
4. VERIFICA/MANUTENZIONE POST OPERAM (limitare la futura insorgenza di umidità)

ORIGINE E TIPOLOGIE

- Umidità da costruzione: acqua naturalmente presente nei materiali (es. malte, calcestruzzi, intonaci)
- Umidità da infiltrazione: infiltrazione di acque meteoriche o di acque provenienti da altre fonti (es. perdite di tubazioni)
- Umidità da risalita capillare: da falda o da acque disparse (es. ristagni al suolo)
- Umidità da condensa: la condensazione è il passaggio dell’acqua dallo stato di vapore allo stato liquido (processo inverso
dell’evaporazione). Può avvenire sia sulle superfici, sia all’interno delle murature.

Si verifica quando l’aria dell’ambiente entra a contatto con una superficie fredda, raffreddandosi fino a raggiungere la
temperatura di rugiada. L’intensità del fenomeno della condensazione aumenta al diminuire della temperatura.

CAUSE

- Circostanze intrinseche al manufatto o al sito (es. presenza di acquea nel terreno o nel luogo stesso)
- Errata progettazione o cattiva manutenzione (es. sistemi di raccolta e smaltimento delle acque)
- Azioni antropiche: guasti, rotture accidentali, interventi errati (es. uso di materiali impermeabilizzanti, non traspiranti)

EFFETTI

La presenza di acquea può provocare fenomeni di alterazione e degrado di varia natura e tipologia:

- Degrado fisico (gelività, cristallizzazione salina) --> erosione, esfoliazioni, scagliature,…


- Degrado chimico (formazione di sostanza che innescano reazione chimiche: es. carbonatazione, solfatazione= -->
dissoluzione, erosione, incrostazioni, croste nere.

DIAGNOSI PRELIMINARE: CONOSCERE L’EDIFICIO

1. L’EDIFICIO: è necessario conoscere le caratteristiche e la storia conservativa


o Fasi costruttive, restauri, risanamenti e manutenzioni già eseguite (problema “congenito” o recente? Costante nel
tempo, o improvviso? Fenomeno stagionale, che si ripete ogni anno, oppure dipende dalle precipitazioni
meteoriche?)
o Materiali e tecniche costruttive
o Destinazione d’uso (storica/recente/attuale)
o Modalità di fruizione del bene (es. condizioni di affollamento, uso occasionale)
o Presenza di impianti di riscaldamento e/o condizionamento, modalità ed orari di funzionamento
o Condizioni di cattiva manutenzione o errata progettazione/realizzazione
2. FENOMENI DI ALTERAZIONE E DEGRADO
o Presenza di acqua da condensazione sulle superfici
o Individuazione del fronte di risalita nel caso di infiltrazione capillare (limite di migrazione dell’acqua nelle
strutture, al di sopra del quale il materiale è asciutto)
o Variazioni dimensionali, deformazioni o fessurazioni di elementi edilizi (pavimenti, infissi,..)
o Rigonfiamenti, distacchi e disgregazione degli intonaci (tanto più gravi nel caso di finiture storiche e decorate)
o Macchie di umidità, aloni
o Efflorescenze: i Sali (composti cristallini) esposti all’aria possono perdere l’acqua (che evapora) divenendo opachi
e riducendosi in polvere
o Scagliature, erosioni e disgregazioni di materiali lapidei e laterizi (si verificano quando la cristallizzazione avviene
all’interno del materiale)
o Degrado biologico (muschi, licheni, funghi, vegetazione)
3. IL SITO: è necessario considerare
o Caratteristiche geografiche ed orografiche (rilievi)
o Caratteristiche idro-geologiche (presenza e distribuzione acque)
o Condizioni di esposizione (soleggiamento, esposizione ai venti, etc..)
o Caratteristiche della vegetazione (presenza di sempreverdi o piante che vivono in prossimità di acqua, [Link])
o Esistenza e stato di manutenzione delle opere della rete di distribuzione (acqua, riscaldamento) di quella fognaria
(scarichi e fognature)
o Caratteristiche degli edifici circostanti e dei fenomeni rilevabili altrove
I MATERIALI E L’ACQUA

CARATTERISTICHE CHIMICHE

- Materiali idrofili (è idrofila una molecola, o una parte di essa, che ha affinità con l’acqua)
- Materiali idrofobi (è idrofoba una molecola che non ha affinità con l’acqua e che, pertanto, è insolubile in essa)

CARATTERISTICHE E PROPRIETÀ FISICHE

- Porosità (chiusa o aperta): la porosità è definita come il rapporto tra il volume dei vuoti e il volume totale (è aperta
quando i pori comunicano con l’esterno, chiusa quando i pori non comunicano tra loro e con l’esterno)
- Permeabilità: proprietà dei corpi di lasciarsi attraversare da liquidi
- Capillarità: è un complesso di fenomeni che si verificano in un liquido contenuto in un recipiente (tubo capillare)
- Igroscopicità: è la capacità di un materiale di assorbire l’acqua presente nell’ambiente circostante

CAUSE E ORIGINE DELL’UMIDITÀ: I TIPI PRINCIPALI


LA RISALITA CAPILLARE DA FALDA FREATICA

Attacca l’edificio in tutta la sua pianta con perfetta uniformità (salvo che l’ossatura sia costruita con materiali diversi) se le
caratteristiche del sito si mantengono le stesse per tutta l’estensione dell’edificio.

È comune a tutti gli edifici della stessa zona, coevi di costruzione, ed omogenei per materiali impiegati.

L’altezza di risalita è tendenzialmente uniforme, i valori più elevati si rilevano nell’esposizione nord e nord-est e nei muri interni
meno ventilati rispetto a quelli perimetrali.

L’altezza di risalita presenta oscillazioni trascurabili dovute in generale a variazioni cicliche stagionali del livello della falda.

TIPI DI UMIDITÀ: L’INFILTRAZIONE

L’infiltrazione dell’acqua nei materiali può avvenire per:

- Gravità
- Pioggia battente
- Acqua ristagnante sul terreno o nel sottosuolo

È IMPORTANTE DISTINGUERE “I PERCORSI FISIOLOGICI” DAI “PERCORSI PATOLOGICI”


(dovuti a guasti, rotture).

TIPI DI UMIDITÀ: LA CONDENSAZIONE

PARETI “FREDDE” E PONTI TERMICI

- Fenomeno stagionale: in ogni anno si ripresenta alla stessa


stagione
- Può avvenire a qualunque altezza dell’edificio
- Bagna in superficie la parete (condensa superficiale)
- L’acqua proviene dall’aria interna (non dall’esterno), per
raffreddamento del vapore contenuto
- Si elimina con il calore e la ventilazione, ma il fenomeno tende a
ripetersi naturalmente
L’EDIFICIO: CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

STUCCATURA PIANA A FILO MURO

STUCCATURA A SCIVOLO

STUCCATURA PIANA RIENTRANTE RISPETTO AL FILO MURARIO

STUCCATURA PIANA RIENTRANTE RISPETTO AL FILO MURARIO --> l’acqua piovana si deposita sulla
superficie e penetra per capillarità all’interno del materiale (per pori con <0.5 mm)

Idem per la presenza di gocciolatori sulle sporgenze (cornici, davanzali, etc,..)

DIAGNOSI STRUMENTALE

PROGETTO DIAGNOSTICO: METODI DISTRUTTIVI E NON DISTRUTTIVI

OBIETTIVI: METODI:

caratterizzazione termica e igrometrica misura del contenuto d’acqua e dei


(edificio e ambiente) parametri termoigrometrici (T, UT),
monitoraggi ambientali

OBIETTIVI: METODI:

studio dei meccanismi di degrado indagini di laboratorio sui materiali


biologico e fisico-chimico (proprietà fisiche), misure della qualità
dell’aria (inquinanti)

1. MISURA DEL CONTENUTO D’ACQUA NELLE STRUTTURE:


o Metodi di tipo indiretto (termografia, conduttimetria, metodo capacitativo, metodo termico,…)
o Metodi di tipo diretto (metodo ponderale, metodo al carburo di calcio,…)
2. CARATTERIZZAZIONE DELL’ARIA AMBIENTE:
o Misurazione pontuale dei parametri termoigrometrici (barometri, psicometri, igrometri, termometri,
termoigrometri, ecc…)
o Monitoraggi microclimatici (barografi, termoigrografi e sistemi elettronici d’acquisizione e registrazione
automatica dei dati)
o Integrazione con rilievi termografici

INDAGINE MICROCLIMATICA
L’indagine microclimatica consiste nella misura, continua nel tempo, dei parametri microclimatici (T, UR e grandezze derivate) e
talvolta anche dei parametri climatici (velocità dell’aria, direzione del vento, irraggiamento solare, intensità luminosa e delle
precipitazioni

Il fine è quello di comprendere l’equilibrio termoigrometrico del sistema ambiente-manufatto per determinare le migliori
condizioni in cui il processo di deterioramento può essere contrastato o rallentato.

Lo svolgimento dell’indagine presuppone la messa a punta di un progetto di monitoraggio in grado di stabilire:

- Localizzazione dei punti di misura


- Limiti temporali dell’indagine (almeno un anno)
- Intervallo di campionamento
- Tipo di strumenti per l’acquisizione e registrazione dei dati

INTERVENTI

La risoluzione dei problemi conservativi (degrado) connessi alla presenza di umidità nelle costruzioni dipende dalla corretta
identificazione dell’origine della presenza dell’acqua (belle sue varie manifestazioni) e nella comprensione delle cause.

Per questo motivo è necessario predisporre una tavola delle acque in cui rilevare tutti i fenomeni di umidità, insieme ai percorsi
delle acque nell’edificio e intorno ad esso.

La conseguente scelta tecnico-progettuale è diretta quindi alla rimozione delle cause, oltre a controllare/limitare gli effetti sul
manufatto.

Le possibili soluzioni tecnologiche sono riconducibili sostanzialmente a due diverse logiche di intervento:

- ATTIVA: intercettazione del flusso entrante e rimozione delle cause agendo direttamente sulle strutture
- PASSIVA: inibizione degli scambi di energia termica e acqua (sia allo stato liquido, sia gassoso), agendo sulle condizioni
e sui diversi fattori a contorno, impedendo o rallentando i meccanismi di alterazione e degrado causati dall’umidità.

INTERVENTI: AGIRE SULLE CAUSE (!)

- UMIDITÀ DA CONDENSAZIONE:
o Controllo della ventilazione forzata e naturale
o Impianti di riscaldamento e climatizzazione
o Modalità di fruizione (apertura al pubblico, regolamentazione del numero di visitatori)
o Stabilizzazione del microclima (es. nei locali ipogei)
o Isolamento termico (ove possibile), evitare ponti termici
- UMIDITÀ DA INFILTRAZIONE:
o Eliminazione della cause di infiltrazione (riparazione tetti, grondaie, pluviali, …)
o Regimentazione dei flussi d’aria (es. vento), eventuali barriere vegetali
- UMIDITÀ DA RISALITA
o Intercettazione dei flussi di acque disperse nel terreno
o Corretta regimentazione delle acque meteoriche (smaltimento)
o Realizzazione di intercapedini (isolano, ma non risolvono le cause)
o Intonaci aeranti (favoriscono l’evaporazione, ma non risolvono le cause)

AVVERTENZE: attenzione alle soluzioni tecniche da manuale

Le tecniche di risanamento offerte dai manuali o dalle schede tecniche di prodotti/metodi sono in continuo aggiornamento, ma
non devono essere utilizzate in modo acritico.

Ovvero, non si possono applicare tecniche standardizzate senza aver prima compreso la complessità del fenomeno (cause,
origini) e gli effetti che questo produce sull’edificio.

Bisogna essere ben consapevoli che i fenomeni di degrado derivanti dall’umidità sono molteplici e hanno cause diverse: la
diagnosi deve basarsi su una conoscenza generale dell’edificio, del sito e della storia conservativa dell’edificio stesso (danni e
manutenzioni precedenti, interventi già attuati)
Come per i problemi di degrado strutturale e materico, anche la diagnosi e la proposta progettuale per i problemi di umidità
devono integrarsi con la comprensione degli aspetti costruttivi e storici, soprattutto quando si è in presenza di elementi
costruttivi e/o apparati decorativi che risultano molto vulnerabili all’umidità (es. solai lignei, dipinti murari, affreschi, stucchi,
superfici decorate, …)

La presenza di umidità non è solo un problema di per sé, ma è anche (soprattutto) la causa di altri tipi di degrado poiché innesca
fenomeni di tipo chimico e fisico.

INTEVENTI DA MANUALE: da adottare con cautela e consapevolezza critica

UMIDITÀ DA RISALITA

Metodi chimici:

- Barriere chimiche
o Iniezioni a pressione

o Iniezioni a lenta diffusione

Metodi elettrici

- Elettrosmosi attiva

- Elettrosmosi passiva

Intonaci aeranti (sono interventi ausiliari…ma non risolutivi!)


INTEVENTI DA MANUALE: avvertenze per l’uso!

UMIDITÀ DA RISALITA, INFILTRAZIONE E CONDENSA. INTERCAPEDINI E VESPAI:

- VERTICALI

- ORIZZONTALI

- CONTROMURI INTERNI

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