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Nietzsche

Friedrich Nietzsche, nato nel 1844, è un filosofo tedesco la cui vita è segnata da eventi tragici e una continua ricerca di significato. La sua filosofia si sviluppa in quattro fasi, dalla denuncia della decadenza culturale alla critica della morale cristiana, culminando nella sua idea di 'volontà di potenza'. La sua opera più nota, 'La nascita della tragedia dallo spirito della musica', esplora il dualismo tra impulso dionisiaco e apollineo nella cultura greca, evidenziando la crisi della cultura occidentale.

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Nietzsche

Friedrich Nietzsche, nato nel 1844, è un filosofo tedesco la cui vita è segnata da eventi tragici e una continua ricerca di significato. La sua filosofia si sviluppa in quattro fasi, dalla denuncia della decadenza culturale alla critica della morale cristiana, culminando nella sua idea di 'volontà di potenza'. La sua opera più nota, 'La nascita della tragedia dallo spirito della musica', esplora il dualismo tra impulso dionisiaco e apollineo nella cultura greca, evidenziando la crisi della cultura occidentale.

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Nietzsche

Vita
• Friedrich Nietzsche nasce nel 1844 in Sassonia;
• Il padre è un pastore luterano della chiesa locale, muore quando Friedrich ha 5 anni;
• Dopo la morte del fratellino di Nietzsche, la famiglia si trasferisce a Naumburg;
• Nietzsche viene ammesso al prestigioso liceo di Pforta (Fichte era un ex alunno);
• 1864: si iscrive alla facoltà di teologia di Bonn (fede era vacillante).
• I suoi interessi si rivolgono alla filologia (= scienza che cerca di ricostruire la forma
originaria dei testi letterari antichi);
• 1865: segue il filologo Friedrich Ritsch all’Università di Lipsia e ottiene una certa
notorietà per i saggi che scrive su alcuni poeti greci del VI secolo a.C. e su Aristotele;
• A Lipsia acquista per caso “Il mondo come volontà e rappresentazione” in libreria;
• Il pensiero di Schopenhauer influenza il suo pensiero per tutto il resto della sua esistenza;
• 1868: incontra il compositore Richard Wagner, l’amicizia con lui durerà 10 anni
• 1869: diventa professore di lingua e letteratura greca all’Università di Basilea, ma sente
poca affinità con i colleghi filologi;
• Lettura di opere scientifiche e discussioni con colleghi scienziati;
• 1870: conferenze sulla nascita della tragedia greca;
• Partecipa alla Guerra franco-prussiana come infermiere ma si ammala di difterite;
• 1872: La nascita della tragedia dallo spirito della musica (opera celebre), scritta durante il
periodo di convalescenza trascorso a casa della madre;
• Scandalo e accuse dei filologi → recensioni negative: manca di rigore scientifico, fa
riferimenti all’attualità e alla filosofia, contiene «non sensi, stupidità, favole, allucinazioni e
distorsioni»
• Nietzsche si disaffeziona alla vita accademica
• 1876: ottiene un anno di congedo e si reca con Paul Rée in Italia;
• 1879: chiede il congedo definitivo per motivi di salute
• Vita “nomade”: viaggia per l’Europa (Francia e Italia in inverno, Svizzera in estate);
• Rari ritorni in Germania segnati da crisi depressive (insofferenza verso l’ambiente
familiare e dissidi con il mondo culturale tedesco);
• Condizioni infelici (abbandonato dagli amici, pensione insufficiente), ma ottimismo;
• È convinto di aver raggiunto la fama

Gennaio 1889, crollo fisico e mentale:


• “Biglietti della follia”: lettere inviate ad amici, colleghi e sconosciuti con affermazioni
deliranti, si firma “Dioniso”, “il Crocifisso”, “l’Anticristo”;
• Nietzsche abbraccia un cavallo frustato dal vetturino (→ episodio reale o leggenda?
l’aneddoto ricorda un passaggio di Delitto e castigo di Dostoevskij)
• Overbeck si reca a Torino e conduce Nietzsche in una clinica di Basilea e poi in un’altra
clinica a Jena;
• Dopo un anno passato in ospedale, la madre lo riporta a casa a Naumburg;
• Nietzsche non si ristabilirà più: la madre e poi la sorella Elisabeth si prenderanno cura di
lui per 11 anni, fino alla sua morte avvenuta il 25 agosto 1900
Filosofia di Nietzsche
Quattro fasi del pensiero di Nietzsche:
⁃ Il periodo giovanile
⁃ Il periodo illuministico o “filosofia del mattino”
⁃ La fase matura o “filosofia del meriggio” (periodo culmine di Nietzsche)
⁃ Gli ultimi anni o “filosofia del tramonto” (continua a scagliarsi contro la morale della
religione cristiana)

Periodo giovanile
Stile saggistico / argomentativo
Ricerca filologica e riflessione sulla decadenza della società occidentale.

Filosofia del mattino


Stile aforistico
Obiettivo: distruzione delle illusioni metafisiche e morali e della religione giudaico-
cristiana.

Filosofia del meriggio


Stile “profetico” (parabole, immagini, visioni)
Eterno ritorno, oltre uomo (superuomo), morte di Dio, volontà di potenza
Temi trasversali tra il secondo e quarto periodo

Filosofia del tramonto


Ripresa stile aforistico
La volontà di potenza
Opera più importante che intendeva portare a termine, ma non ci è riuscito
Critica serrata della morale e della religione cristiana.
Periodo giovanile
La denuncia della decadenza occidentale
1872-1876
Stile saggistico

Tema principale: decadenza cultura occidentale


Cioè, secondo lui la cultura si sta impoverendo, non è più in grado di produrre valori, arte
nuova
È come se la cultura fosse paralizzata
Accusa la cultura tedesca (loro non percepivano questa cosa, credevamo di essere i più
avanzati, avevano appena vinto la guerra franco prussiana)
Sà che rimarrà inascoltato

• Brevi trattati;
• Polemica nei confronti della civiltà occidentale in decadenza;
• Ogni opera illumina diversi aspetti della decadenza occidentale (imbarbarimento,
impoverimento culturale, paralisi creativa…);
• La decadenza è particolarmente visibile nel mondo tedesco, anche se la vittoria della
Guerra franco-prussiana (1870-1871) fa sì che i tedeschi si percepiscano erroneamente come
nazionale avanzata anche culturalmente;
• Nietzsche si propone come pensatore che annuncia “verità scomode” e che è destinato a
rimanere inascoltato e incompreso

Testo più famoso: “La nascita della tragedia dallo spirito della musica”
L’immagine della grecità trasmetta dal neoclassicismo è un’immagine falsa e parziale
Ci viene in mente solo un lato: armonia, ordine, misura (impulso apollineo)
L’altro lato (impulso dionisiaco) è stato dimenticato, vuole far scoprire entrambi i lati

- Impulso dionisiaco
Riferimento Dioniso (dio del vino, ebrezza, musica). Culto che derivava dall’oriente.
Liberazione delle passioni umane, ricerca del piacere, valori del corpo / vita, lega spirito
natura e uomo.
Esprime gli aspetti istintuali e irrazionali della natura umana: vitalità senza limiti e misure,
sfrenatezza, tendenza al caos, valorizzazione della corporeità e legame con la natura, ma
anche mancanza di senso e tragicità del vivere
Se lasciato senza freni, tende a generare perdita di individualità, violenza, dolore, morte
Vicinanza con concezione della vita di Schopenhauer: manifestazione crudele e violenta di
forze irrazionali prive di senso
Piacere e dolore al loro massimo grado
Lo spirito si esprime nella musica e nella poesia lirica
Abbraccia la vita nella sua caoticità, non da senso, ordine all’esistenza
- Impulso apollineo
Lato esaltato dalla grecità
Deriva da Apollo - dio della luce e delle arti
Ha a che fare con tutto ciò che è legato all’ordine, razionalità
Esprime la razionalità che limita e dà forma al caos dell’impulso dionisiaco;
È l’impulso all’astrazione (produzione di categorie e concetti), all’organizzazione,
all’ordine, alle forme limpide e definite, alla chiarezza concettuale, alla razionalizzazione
degli eventi;
Tenta di conferire un senso all’esistenza e renderla più sopportabile (es. gli dèi sono
un’espressione dell’elemento “apollineo”, un artificio creato dagli uomini per dare senso
alle atrocità dell’esistenza);
Manifestazioni dello spirito apollineo sono la filosofia, religione, leggi, arti figurative
Vuole dare un senso, scopo, ordine, direzione alla vita

La tragedia greca
Tragedia - nata in onore a Dioniso
Gli scrittori di tragedie hanno accostato parti cantate (parte dionisiaca) a parti recitate (parti
apollinee)
L’elemento dionisiaco è stato progressivamente rimosso dai drammaturghi, perché ritenuto
troppo inquietante, in favore di parti recitate;
Scrittori: Eschilo e Sofocle
Miracolo metafisico - equilibrio tra parti cantate e recitate (armonia apollineo e dionisiaco)
L’equilibrio si rompe quando Euripide quando fa prevalere l’impulso apollineo su quello
dionisiaco
(La ricerca di Nietzsche era di cercare la parte dionisiaca)
Euripide si fa influenzare da Socrate
Dialogo socratico = cittadini, loro sapere non autentico, interrogava, riusciva a far emergere
il loro falso sapere
Poi fa emergere la conoscenza interiore
Far affiorare la verità nell’anima
Inizio decadenza dell’occidente, troppo valorizzata la ragione a discapito delle passioni e
pulsioni
Razionalismo socratico prosegue con:
⁃ Platone
⁃ Cristianesimo (religioni: tutte manifestazioni dello spirito apollineo)
⁃ Illuminismo (Usa la ragione per allontanare le tenebre dell’ignoranza)
⁃ Ideali Rivoluzione francese
Per Nietzsche: Mettere una maschera sul volto della vita per evitare di guardarla
direttamente in faccia
Sistematico occultamento della dimensione tragica dell’esistenza, valorizzazione eccessiva
della ragione
La vita non ha senso, caos, disordine
È un misto di dolore e piacere, l’uomo non riesce a guardare in faccia il dolore e quindi
mette una maschera
Religione è un’illusione, rende sopportabile la vita
Riferimento Marx (religione “oppio dei popoli”, Libeniz)

Nietzsche valorizza un’altra linea culturale


Linea dionisiaca
Recuperare l’impulso dionisiaco è compito della cultura tedesca
⁃ Kant - la ragione non può scoprire come è fatta la realtà in se stessa, possiamo vedere
come appare. Cosa in sè
Non è un autore ottimistico
⁃ Schopenhauer: il noumeno conoscibile ma irrazionale
⁃ Wagner: (i due erano amici) unisce teatro, danza, musica. Recupera nella dimensione
teatrale quella dionisiaca che si era persa da Europido

Testo: “Considerazioni inattuali”


(Gruppo di quattro scritti)
Più importante tra i quattro scritti: “Sull’utilità e il danno della storia per la vita”
Testi che non verranno apprezzarti dalla critica contemporanea, in contrasto com i valori e il
sentire dell’epoca, destinati a rimanere inascoltati
La decadenza della cultura occidentale è data da un’altra causa:
• Stoicismo, “malattia stoica”
Nell’Ottocento è stato accumulato un grande sapere storico, ma ciò ha trasformato gli
uomini in “enciclopedie ambulanti” e spettatori passivi che non sono più capaci di far fiorire
nuova storia;
L’Ottocento diventa museo delle epoche precedenti incapace di originalità, creatività e
innovazione;
La soluzione è l’oblio, dimenticare il passato + mettere la storia al servizio della vita;
La storia non deve essere un sapere contemplativo, ma un sapere finalizzato ad agire, creare,
innovare
Precisazioni
Il rapporto con la storia passata può essere di tre tipi:
⁃ Storia monumentale
Narrare la storia attraverso grandi personaggi
Cosa positiva - ci da dei grandi modelli a cui possiamo ispirarci (Napoleone…)
Cosa negativa - si rischia l’imitazione sterile delle grandi figure passate, non si è in grado di
fare qualcosa di nuovo
Possiamo prendere riferimento ma non dobbiamo legarci troppo
(riferimento Hegel e Marx, masse vera voce, persone dimenticate, gli ultimi)
⁃ Storia antiquaria
Andare a riscoprire e valorizzare le tradizioni del proprio popolo
Positivo: si scoprono le proprie radici
Negativo: si può arrivare al rapporto statico e copia, può indurre al “collezzionismo” dei
fatti storici (rapporto “museale” con la storia)
⁃ Storia critica
(Preferenza di Nietzsche)
Chiamare la storia passata in tribunale e giudicarla e condannarla
Ripartire da zero ed essere liberi
Spinge a vivere in modo libero e creativo ma può indurre a pensare che il passato non ci
possa insegnare nulla
Negativo: si rischia di non filtrare nulla dalla storia passata
Bisognerebbe bilanciare i tre atteggiamenti
Filosofia del mattino
1878-1882
Chiamata anche fase illuministica
Illuminismo - usa luce della ragione per dissolvere le tenebre dell’ignoranza
Nietzsche vuole fare lo stesso
Vuole usare la sua filosofia per mostrare come religione e morale siano superstizione, fonte
di pregiudizi erronei
Legge molti testi di filosofi illuministici, prende il loro stile

Stile aforistico
= frasi brevi non sopportare da lunghe spiegazioni razionali
(Es. frasi nei baci perugina)
Enunciazione rapida e allusiva, non supportata da argomentazioni esplicite e senza nessi
logici con gli aforismi precedenti o successivi

Altri cambiamenti
Distacco da Wagner e Schopenhauer
⁃ Wagner - musicista
1876 organizza un festival, successo inaspettato internazionale
Nietzsche capisce che Wagner non è un artista dionisiaco ma anzi le sue opere sono
costruite per andare incontro i gusti della massa
Anche Wagner diventa una persona che appartiene alla decadenza della cultura occidentale
⁃ Schopenhauer
Fase giovanile: Arte come antidoto temporaneo alle sofferenza della vita
Ora Nietzsche pensa che l’arte sia una conoscenza debole che agisce solo sull’aspetto
emotivo dell’uomo e non sulla razionalità, l’arte non è in grado di salvare l’uomo
Non è un antidoto contro il declino della cultura contemporane

Sfiducia nell’arte ma fiducia nella scienza


Idea ordinata, leggi fisiche e precise. - impulso apollineo
Questa parte della scienza è una pretesa illusoria, Nietzsche la critica
Pensa che il filosofo debba diventare un po scienziato

Nietzsche critica la scienza positivista del suo tempo, che crede di poter conoscere la
struttura ultima del reale (= razionalismo e ottimismo socratico-platonico) ma elogia il
metodo scientifico: è antidogmatico e disincantato (rifiuto delle verità rivelate e del
principio di autorità);
• Il filosofo deve farsi “scienziato” e adottare un metodo critico-storico:
o Non accettare ciò che insegna la tradizione;
o Considerare con sospetto ogni certezza;
o Comprendere che ogni verità è il risultato del contesto storico-politico-economico in cui
è stata elaborata;
o Mostrare che dietro ogni verità si celano in realtà interessi di individui o gruppi sociali
Per Nietzsche l’uomo non può conoscere la vera struttura della realtà perché la “verità
assoluta” non esiste
Prospettivismo
= la verità dipende dai punti di vista
= non esistono fatti, ma solo interpretazioni
La scienza non può scoprire la verità perchè non esiste
Esistono solo punti di vista finiti sulla realtà
La verità dipende dai punti di vista
Non esistono fatti ma solo interpretazioni
(Forma di relativismo)
Non è una tesi nuova nella filosofia (sofisti, scettici)
• Ogni affermazione sul mondo è espressione di un punto di vista limitato sulla realtà;
• La nostra conoscenza del mondo è sempre limitata e parziale;
• Ciò che chiamiamo “verità” è soltanto una delle infinite possibili interpretazioni del
mondo;
• Spesso le presunte “verità” sono stabilite da rapporti di forza all’interno della società

Come mai alcune tesi le consideriamo vere o false


Dipende dall’ideologia (discorso simile Marx)

Analizza la morale
Vuole ideare una “chimica delle idee e sentimenti”
= scomposizione in elementi più semplici dei concetti e dei sentimenti morali
Scompone la materia in atomi, quale è la struttura intima
Vuole capire l’origine, se ne hanno una
Bene e male principi eterni
Vuole esplorarli al microscopio
Scopre che non sono affatto universali e immutabili, variano a seconda del tempo e luogo
Cambia ciò che è considerato bene e male nel tempo
Le norme morali sono spesso maschere dietro a cui si nascondono egoismo, desiderio di
vendetta e volontà di dominio

Questi temi vengono sviluppati anche in un’opera nella filosofia del tramonto
“Geneologia della morale”
Nietzsche mostra come sono nati i valori che regolano la società occidentale (= mostra la
loro genesi);
• I valori non hanno un’origine trascendente e divina ma sono il frutto di dinamiche sociali;
= i concetti di “bene” e “male” non derivano da Dio ma sono invenzioni uman
Afferma che originariamente tutte le società umane erano divise in caste
⁃ Signori
⁃ Schiavi

Signori
= forza = bene
- Dominatori (sono i guerrieri, i potenti)
- Caratterizzati da coraggio, forza fisica, capacità di dominare
- Hanno dei valori, si auto concepiscono come il bene, parte positiva e migliore della società
- I signori si percepiscono migliori rispetto agli schiavi
- La parola latina bonus (“buono”) secondo Nietzsche deriva da duonus (“guerriero”).

Schiavi
= debolezza = male
- Sottomessi
- Casta debole, senza ruoli politici, spirituali e militari
- Caratterizzati da paura, debolezza, mediocrità, parte negativa della società
- La parola latina captivus (da cui l’italiano “cattivo”) significa “prigioniero”, “colui che è
stato sottomesso”

Tavola originaria dei valori morali:


Bene - capacità di dominare
Male - sottomissione, debolezza
(Fenomenologia dello Spirito di Hegel, padrone-schiavo)

Nel corso della storia si assiste a un rovesciamento dei valori


Causa dei sacerdoti
- I sacerdoti sono inferiori rispetto ai guerrieri ma invidiosi del potere che i guerrieri
esercitano
- Vorrebbero dominare la società come i guerrieri ma non hanno la forza fisica per
contrastare i guerrieri
Operano in modo subdolo, propongono una diversa “tavola dei valori”
Istigati dai sacerdoti, gli schiavi si ribellano ritenendosi “buoni” e definendo “malvagi” i
dominatori

Vecchi valori = Male (morale dei signori)


La “morale dei signori” celebra la vitalità e la salute, la sensualità, la forza fisica e d’animo,
il coraggio, la fierezza, la capacità di dominio
Nuovi valori = Bene (morale degli schiavi)
La morale degli schiavi o “morale del gregge” celebra l’umiltà, la debolezza, la castità, la
sottomissione (negazione della vita e dei valori del corpo)
Ciò che era considerato bene viene rivalutato in male
La sottomissione, umiltà, debolezza diventa il bene
La religione cambia il segno
Gli schiavi si ribellano ai guerrieri e diventano loro la classe dominante
Popolo ebraico: popolo “sacerdotale” per eccellenza
(Nietzsche non era un antisemita)
Critica le religioni più che l’ebraismo in generale
Cristianesimo: crea degli individui repressi, sensi di colpa, nega la dimensione dionisiaca,
ogni impulso naturale è “peccato”
= decadenza occidentale
Si ribalta ancora la tavola dei valori
Doveva fare questo in un’opera “La volontà di potenza”
Doveva avvenire la tra svalutazione di tutti i valori
Recupero dei valori propri della classe dei guerrieri

Inganni che la metafisica occidentale ha creato per rendere sopportabile la vita:


• Iperuranio platonico;
• Aldilà cristiano;
• Verità scientifiche (la stessa ricerca della verità è un tentativo di dare senso al mondo).
Lo spirito apollineo crea delle maschere per rendere la vita sopportabile
Maschere della religione, filosofia, scienza
Non esiste alcuna verità, eterno, immutabile
L’umanità non è ancora pronta ad accettare che la vita non abbia senso o che non abbia un
fondamento e una verità ultima
L’autentica emancipazione è la dissoluzione stessa della nozione di verità

Tema della “morte di Dio”


Vuol dire che Dio non è mai esistito
Dio - non solo quello delle religioni, ma quello evocato dall’eterno, immutabile nel corso
della storia
Aforisma titolo “L’uomo folle”
L’uomo folle - maschera di Nietzsche, alterego di Nietzsche
Le persone a cui parla non credono a Dio, non capiscono l’annuncio della morte di Dio
Persone atee che non capiscono che Dio non esiste - sono gli scienziati dell’Ottocento. Non
capiscono che anche la scienza è un’illusione
Dio cessa di esistere quando smettiamo di illuderci
L’idea di Dio è generata da noi (riferimento Feuerbach)

• Uomo folle che cerca Dio: filosofo-profeta ispirato a Diogene di Sinope, filosofo cinico
del IV secolo a.C. che andava in giro con una lanterna accesa affermando di “cercare
l’uomo” (fuor di metafora, l’“uomo folle” è Nietzsche stesso);
• Ascoltatori del mercato: scienziati e pensatori positivisti atei dell’Ottocento → secondo
Nietzsche non hanno compreso il significato e la reale portata della “morte di Dio” (hanno
ancora fiducia nel fatto che la scienza scoprirà la “verità delle cose”);
• Morte di Dio: non significa che Dio (= la Verità o qualsiasi Eterno e Immutabile della
storia culturale e religiosa dell’Occidente) fosse vivo e che poi è morto, ma che non è mai
esistito (= la verità non può essere trovata perché non esiste)
• «Noi lo abbiamo ucciso…»: Dio muore quando gli uomini cessano di autoingannarsi;
• Immagini impressionanti dell’uomo folle: indicano il carattere grandioso e sovrumano
dell’impresa compiuta dagli “assassini di Dio” e il senso di smarrimento che si prova di
fronte alla sua “morte” (= scomparsa di ogni punto di riferimento stabile tradizionale);
• Le chiese: ripetono i riti in modo stanco e superficiale, sono residui del passato;
• «Non dobbiamo noi stessi diventare dèi…»: deve sorgere una nuova umanità, consapevole
delle implicazioni della “morte di Dio”
→ l’uomo deve diventare “Oltreuomo” (“Superuomo”);
• «Vengo troppo presto, non è ancora il mio tempo…»: i tempi in cui l’umanità compirà
questo passo non sono ancora maturi

“Morte di Dio”
= Superamento di tutti i valori morali e metafisici della tradizione
= Non esiste un fondamento ultimo del mondo
Dio “muore” quando gli uomini cessano di autoingannarsi e cominciano a vivere la propria
esistenza senza fare riferimento a entità trascendenti o princìpi superiori ed eterni
Ma gli uomini non sono ancora pronti ad abbandonare il concetto di “verità eterna” e di
“fondamento ultimo”
L’“uomo folle” viene deriso e rimane inascoltato

Dottrina importante di Nietzsche: superuomo


Quando l’uomo si rende conto che Dio in tutte le sue possibili forme non esiste diventa oltre
uomo o super uomo, stadio successivo

Nichilismo
= comprendere che la realtà non ha un senso stabile, eterno, mutabile
Mancanza di scopi e di senso nella realtà
Esito della morte di Dio: nichilismo
I valori della tradizioni sono maschere apollinee
Il senso della realtà è quello che noi vogliamo dare
(Il significato del termine dipende dall’autore di riferimento)
Nietzsche lo definisce così: «Nichilismo: manca il fine; manca la risposta al “perché?”;
che cosa significa “nichilismo”? Che i valori supremi si svalutano».
I valori tradizionali stanno tramutando

Due tipi di nichilismo:


⁃ Nichilismo passivo
Si rimane spaventati, paralizzati, non ha più senso agire, vivere
Tutte le convinzioni che ci facevano andare avanti sono scomparse
Senso di angoscia e disperazione che coglie gli uomini deboli al venir meno del senso del
mondo (e di ogni “impalcatura”, “sovrastruttura” o “maschera” apollinea);
La vita e le azioni sembrano senza senso e pertanto inutili → immobilismo, paralisi.
⁃ Nichilismo attivo
= “gaia scienza”
Corretto atteggiamento da assumere di fronte alla “morte di Dio”
Morale, etica nostre convinzioni
Si aprono infinite possibilità di vita che l’uomo può esplorare dopo la morte di Dio
L’uomo non deve essere atterrito dalla morte di dio ma deve essere contento per le porte che
si aprono
Apre nuove possibilità per la cultura e l’agire umano
Due atteggiamenti che l’uomo può avere dopo aver visto la morte di Dio

Atteggiamento degli spiriti liberi che di fronte al venire meno dei valori sanno cogliere le
possibilità che si aprono, come viandanti che apprezzano il viaggio della vita anche se non
vi è una mèta ultima;
Consiste nel dubbio scettico verso ogni presunta certezza, nell’evitare l’autoinganno e nel
provare gioia per i cambiamenti e per la provvisorietà della propria condizione;
“Gaia scienza” = conoscenza “felice” della propria precarietà

Anche l’uomo è destinato a morire e anche l’anima


Se uno abbraccia totalmente lo spirito dionisiaco non lo vede come cosa negative, apprezza
tutto, accettazione della vita cosi come è
Filosofia del meriggio
Gli insegnamenti di Zarathustra
1883-1885
Stile: imitazione dei testi sacri, le idee di Nietzsche sono esposte da un profeta, Zarathustra,
che insegna raccontando parabole, sogni, visioni

Opera “Così parlo Zarathustra”


Opera della maturità e libro più famoso
Testo non compreso da tutti, sottotitolo: “Un libro per tutti e per nessuno”
Stile aforistico con aggiunta di una tonalità profetica
Difficile decifrare il vero significato che N voleva rivelarci
Rappresenta il mezzogiorno → porta a maturazione le idee seminate nella “filosofia del
mattino”

Figura di Zarathustra
• Profeta vissuto nell’Iran orientale tra il 1000 e il 600 a.C. (non è noto il periodo esatto);
• Gli studiosi contemporanei hanno messo in dubbio la sua esistenza effettiva;
• Fondatore di una religione dualista (zoroastrismo o mazdeismo): il mondo è il risultato
della lotta di due princìpi contrapposti (bene e male);
• Culto tipico dei persiani, si diffonde in Oriente (India, religione dei Parsi) e in Occidente
(eresie ebraiche e cristiane);
• Nietzsche lo sceglie come “alter ego”, forse su suggerimento dall’amico teologo
Overbeck, o forse perché Zarathustra fu il primo a creare la contrapposizione tra bene e
male e quindi ora deve essere il primo a dissolverla, correggendo il suo passato errore.
Zarathustra - maschera di Nietzsche

I discorsi di Zarathustra si aprono con il racconto di tre metamorfosi


(Riferimento Fenomenologia dello Spirito)
⁃ Cammello (“tu devi!”): simboleggia l’umanità nel momento in cui si inchina ai valori e
se ne fa carico con atteggiamento umile e sottomesso. Gli viene imposta una legge. La
tradizione impone all’uomo un certo comportamento
⁃ Leone (“io voglio!”): animale indomabile, libero. Con il ruggito distrugge la tradizione
occidentale, la vecchia morale e gli obblighi imposti dalla società. L’uomo impone la
propria volontà sulla tradizione. Non è in grado di creare nuovi valori ma apre lo spazio
per accoglierli
⁃ Fanciullo: simbolo di innocenza, della nuova umanità. I bambini si inventano
situazioni, cambiano regole dei giochi. L’umanità dopo aver distrutto i valori del
passato devono creare nuovi valori che possono essere cambiati in ogni momento,
massima libertà, come i bambini. Figura del fanciullo simboleggia anche l’oltre uomo o
super uomo (ciò che l’uomo dovrebbe diventare dopo aver visto la morte di Dio)
L’Oltreuomo (o Superuomo)
Uomo che va oltre la morale, etica, religione, tradizione
Oltre uomo abbraccia a pieno lo spirito dionisiaco, dice si alla vita in tutti i suoi aspetti, sia
piacevoli che dolorosi senza amplificarla o mascherarla
È fedele alla terra, deve guardare alla temporalità
I sacerdoti illudono l’uomo di vivere a pieno la propria vita
È un uomo che abbatte i vecchi valori e introduce valori nuovi, ponendosi “al di là del bene
e del male”
È un “oltreuomo” perché ha oltrepassato la condizione dell’uomo comune, rifiutando di
sottomettersi ai valori dominanti imposti dall’esterno e raggiungendo uno stadio evolutivo
successivo
In lui l’impulso dionisiaco non viene represso ma esternato
È un “eroe affermatore”: accetta la vita con gioia, anche nei suoi aspetti più tragici e
dolorosi e crea liberamente il proprio mondo

Oltreuomo ideale a cui l’uomo deve tendere


Ci da degli esempi / precursori: Napoleone, aristocrazia antica, uomini rinascimento
Ma in realtà sono tutti esempi inadeguati: l’Oltreuomo è una figura mitica, incarna un ideale
che deve ancora essere raggiunto
L’Oltreuomo accetta la “morte di Dio” e la accoglie positivamente: dato che l’unica realtà è
la vita terrena e non ci sono valori assoluti repressivi, ogni uomo può essere se stesso ed
esprimere la propria vera natura;
Non si tratta di sostituire le vecchie tavole dei valori con nuove tavole immodificabili, ma
vivere senza valori stabili e senza un fondamento ultimo, dicendo coraggiosamente “sì!”
alla vita
L’Oltreuomo implora gli uomini di accettare la propria condizione mortale e rimanere
“fedeli alla terra”

Dottrine importanti:
Apollineo
Dionisiaco
Nichilismo attivo
Super uomo
Eterno ritorno
Eterno ritorno

Nell’opera “Così parlò Zarathustra”, Nietzsche presenta l’idea dell’eterno ritorno:


tutto ciò che esiste è destinato a ripetersi infinite volte, sempre nello stesso identico modo.
Come viene spiegato?
Zarathustra dialoga con un nano e usa l’immagine di una porta carraia con due strade:
una strada va avanti, verso il futuro infinito;
l’altra torna indietro, verso il passato infinito.

Queste due vie si incontrano in un punto, chiamato Attimo.


Il tempo stesso non è una linea retta, ma un cerchio, dove ogni cosa ritorna.
Cosa significa?
Ogni evento che accade è già accaduto infinite volte e accadrà ancora.
Tutte le cose sono legate fra loro, come in un “nodo di cause”.
Non esiste una vera novità o cambiamento assoluto: tutto torna sempre uguale a sé stesso.

Perché è importante?
Nietzsche usa questa dottrina per spingere l’uomo a vivere la propria vita come se dovesse
riviverla eternamente.
Quindi, bisogna scegliere e vivere con pienezza e responsabilità ogni momento.

Risultato della dottrina dell’eterno ritorno


Abbiamo già vissuto questa vita infinite volte

Siamo in grado di sopportare questa dottrina?


Nietzsche risponde con un altro aforisma
Il demone chiede se quella persona volesse vivere la stessa vita all’infinito senza cambiare
niente?
Se dici si - superuomo, accetti gli aspetti positivi e negativi

Paralisi della temporalità


Come si concilia questa dottrina di Nietzsche con quelle precedenti?
Come mai Nietzsche teorizza questa dottrina dal movimento circolare?
Prima idea: Teorizza il tempo circolare in contrapposizione con il cristianesimo (solo freccia
orientata verso il futuro, scandita da dei momenti particolari che danno senso a tutto)
Cristianesimo:
- Creazione
- Incarnazione di Dio
- Giudizio finale
Conseguenze: il passato è unico e irripetibile + apertura della speranza di un tempo nuovo
(redenzione).
Il significato degli istanti attuali hanno senso all’ultimo momento futuro, il giudizio finale

Eterno ritorno dell’identico


⁃ Cultura classica: avevano notato questa cosa
Visione ciclica del tempo (ripetizione dei fenomeni astronomici e naturali e degli eventi
umani, morte e rinascita ciclica dell’universo)
La natura sembra funzionale come un anello
⁃ Nietzsche: gli istanti non hanno scopo futuro ma hanno valore li per se stesso, non
riceve importanza da altro
Non esiste una mèta ultima verso la quale il tempo scorre: ogni istante, ogni evento, ritorna
infinite volte identico a se stesso

Come interpretare la dottrina dell’eterno ritorno?


- Teoria cosmologica
Nietzsche si basa sulle conoscenze scientifiche del suo tempo
La quantità di energia presente nell’universo è costante e finita (nulla ci crea né si distrugge,
tutto si trasforma)
Si può manifestare in un numero finito di forme e configurazioni
Il tempo è infinito, quindi tutte le possibili combinazioni di energia che costituiscono il
mondo devono necessariamente ripetersi.
La materia si ripete all’infinito in un tempo infinito

Metafora
Oppure questa teoria non va presa alla lettera ma usata come metafora
La dottrina va intesa in senso etico-metaforico
È un invito a vivere il momento presente nel migliore e più pieno dei modi (= se tu fossi
consapevole che questo istante dovrà ripetersi infinite altre volte, come ti comporteresti per
viverlo nel migliore dei modi?);
Nietzsche ci chiede come reagiremmo
Carpe diem
Vivi a pieno l’instante morale perchè potresti riviverlo all’infinito

Il mondo non ha fondamenti metafisici


Valorizzazione della vita terrena
Rifiuto del modello temporale lineare cristiano (→ svaluta la vita terrena: è solo un viaggio
verso la vita vera dell’al di là; ciascun istante ha senso solo se visto in relazione alla mèta,
alla fine dei tempi)
Concezione ciclica del tempo (→ ogni istante ha valore in se stesso, indipendentemente
dagli altri: non riceve valore da un presunto “momento finale”)
La rinuncia a illusioni ultraterrene conferisce pienezza di senso a ogni attimo, rendendolo
degno di essere vissuto per quello che è e non per il futuro a cui ci conduce
Il fatalismo
= “pietrificazione” degli eventi
Ogni istante è destinato a ripetersi in eterno
Non può mai accadere nulla di nuovo: tutto ciò che accade è già stato e necessariamente
ritornerà
Eterno ritorno visto come un fatalismo, provoca in noi il nichilismo passivo
Eterno ritorno può indurre in noi un nichilismo passivo
Apparente perdita di senso e inutilità di qualunque iniziativa umana
Se tutto è già deciso la mia libertà dove è?
Reazione dell’uomo comune: Nichilismo passivo oppure inorridimento e consolatorio
ritorno alle illusioni metafisiche tradizional

Amor fati “amore per il destino”


= intreccio di libertà e necessità
Dottrina eterno ritorno alla lettera, tempo circolo
Il Superuomo non vive come un eterno ritorno che lo soffoca
Il Superuomo è in grado di dire si anche all’eterno ritorno, di volerlo
Qualcosa che lui desidera e necessariamente ottiene
Intreccio libertà e necessità (riferimento Hegel e Schelling)
Il Superuomo, invece, accetta senza angoscia il pensiero dell’eterno ritorno.
Nemmeno il Superuomo può sfuggire alla necessità dell’eterno ritorno del passato e al
proprio destino, ma invece di tentare di rifiutarlo o di sopportarlo, lo vuole e desidera senza
riserve
Il Superuomo vuole la necessità dell’accadere (paradosso: in teoria non c’è spazio per
l’azione e la scelta);
Il destino non è più subìto come un giogo, un peso, ma voluto: il destino diventa la scelta
della nostra libertà (solo accettando il destino siamo veramente liberi dal peso degli eventi e
dallo stesso eterno ritorno)

Nietzsche dice il suo grande si all’eterno ritorno


Componimento “Ditirambi di Dioniso”
Filosofia del tramonto
Il concetto di “volontà di potenza”
1886-1889
Stile aforistico

Oltre all’Oltreuomo e all’eterno ritorno, Così parlò Zarathustra propone un altro tema
fondamentale:
la volontà di potenza

Questo concetto dà il titolo a un’opera incompiuta che Nietzsche tenterà di scrivere nel suo
quarto periodo, la “filosofia del tramonto”

Così parlò Zarathustra:


il Superuomo è l’espressione della “volontà di potenza”
= caratteristica comune a tutti gli esseri viventi (piante, animali, uomini)

La volontà di potenza non è:


la Volontà di vivere di Schopenhauer (= istinto di conservazione) ma è:
• la forza espansiva della vita stessa;
• istinto all’autoaffermazione = volontà di affermare i propri valori e la propria prospettiva
sul mondo.

Accogliendo la “morte di Dio”, la volontà e la forza vitale dell’uomo sono pienamente liberi
di esprimersi

La rivalutazione dell’arte
Fase illuministica:
• Pessimismo circa le capacità educative dell’arte;
• L’arte non salva dalla decadenza.

Ultimi scritti:
torna su posizioni simili a quelle espresse ne La nascita della tragedia
=
È possibile una redenzione estetica del mondo
• Nella Nascita della tragedia l’arte era un antidoto contro il dolore prodotto
dall’insensatezza della vita ora è un antidoto contro la ricerca della verità tipica delle
scienze moderne;
• L’arte è forza creatrice che rinuncia alla verità (è “produttrice di menzogne” e di
“maschere”): serve a potenziare la vita e la creatività umana ed è un’incarnazione della
volontà di potenza
Le valenze negative della volontà di potenza
Oltre a essere forza creatrice autoaffermantesi, la volontà di potenza è anche istinto di
sopraffazione e volontà di dominio

Si mostra apertamente negli spiriti liberi (superuomini), nei deboli è presente in forma celata
e mascherata (es. sacerdoti: desiderano dominare sui propri simili ma non hanno le forze per
farlo apertamente, quindi sottomettono il prossimo mediante la religione)

Secondo Nietzsche il Superuomo non deve soffocare l’impulso alla sopraffazione ma


perlopiù gli uomini si sottomettono alla morale e ai valori tradizionali
(la storia mostra il predominio di forze antivitalistiche)

I superuomini sono una minoranza rispetto al “gregge”

Per uscire dalla decadenza bisogna evitare di sopprimere l’istinto vitale e la ricerca del
potere

Nietzsche propone una società elitista (aristocratica) in cui le masse sono assoggettate al
governo dei “migliori”
= individui superiori capaci di affermare un nuovo sistema di valori

Teoria reazionaria, anti-democratica e anti-egualitaria

Anche per questi motivi il concetto di “volontà di potenza” è stato impiegato nella
propaganda nazista
Tuttavia, Nietzsche:
• non è “nazista” (per motivi cronologici);
• non propone una società della “razza pura”: la mescolanza delle “razze” è una delle
soluzioni per contrastare la decadenza della società contemporanea

La volontà di potenza
• Prima di cadere preda della follia, Nietzsche afferma di aver completato la sua “opera
principale”, intitolata La volontà di potenza, ma quando i familiari aprono il baule
proveniente da Torino trovano solo quaderni di appunti;
• La sorella Elisabeth e l’amico Peter Gast tentano di ricostruire congetturalmente il testo:
smembrano alcuni brani e ne accorpano altri, seguendo un criterio tematico e non
cronologico;
• Le scelte compiute dalla sorella e dai suoi collaboratori (tra cui il marito Bernhard Förster,
come lei convinto antisemita) vengono criticate:
1) Ha fatto credere che Nietzsche avesse davvero scritto La volontà di potenza;
2) Stravolgimento dell’ordine cronologico degli scritti, sviste di trascrizione (ecc.);
3) Pesante manipolazione degli scritti del fratello per renderli compatibili con l’ideologia
nazista (falsa accusa?)
Nietzsche e il nazismo
Il nazismo ha reso la filosofia di Nietzsche parte integrante della propria ideologia e del
proprio progetto politico.
Per quale motivo è accaduto questo?
• Possibile risposta: la sorella di Nietzsche, che ha curato l’edizione di tutti gli scritti inediti
del fratello, ha tentato di “attualizzarne” la filosofia per farla aderire all’ideologia nazista;
• 1927: Elisabeth, con tale intento, scrive Le parole profetiche di Nietzsche su Stati e popoli;
• 1933: la sorella riceve Hitler nella villa di Weimar, facendogli dono di un bastone
intarsiato appartenuto a Nietzsche (cerimonia pubblica documentata dalla stampa)

Tutta colpa della sorella?


Il pensiero di Nietzsche venne utilizzato all’interno dell’ideologia nazista

Tutta colpa della sorella? Affermarlo sarebbe una falsificazione:
• Elisabeth non fu la sola a interpretare Nietzsche come “precursore del nazismo” (molti
tentativi nel corso degli anni Trenta);
• Quando i nazisti si appropriano del pensiero di Nietzsche, lo fanno basandosi sulle opere
che aveva pubblicato in vita, più che sugli inediti curati dalla sorella → i testi di Nietzsche
si prestavano a questa interpretazione;
• È falsa l’accusa per cui Elisabeth avrebbe inserito interpolazioni antisemite e protonaziste
negli scritti del fratello; non avrebbe avuto interesse a farlo, visto che nei primi anni del
Novecento il regime nazista non esisteva ancora;
• Elisabeth è intervenuta soprattutto sull’epistolario, per far credere che tra lei e il fratello ci
fossero buoni rapporti, quando in verità Nietzsche disprezzava Elisabeth e la madre

Anni ’60
Tentativo di riabilitare l’immagine di Nietzsche agli occhi dell’opinione pubblica e renderlo
utilizzabile anche nel pensiero politico di Sinistra

Eccessiva enfatizzazione del ruolo di Elisabeth nella “nazificazione” di Nietzsche

Elisabeth diventa un “parafulmine”: vengono attribuite a lei le affermazioni più “scomode”
di Nietzsche

Nietzsche:
• Non fu un nazista (motivi cronologici: Hitler nasce nel 1889 e Nietzsche muore nel 1900);
• Non fu antisemita: luoghi comuni e stereotipi antiebraici nella Nascita della tragedia, ma
in seguito manifesta ostilità verso l’antisemitismo (es. si rifiuta di partecipare al matrimonio
della sorella a causa dell’antisemitismo di suo marito)

Tuttavia…
• La filosofia di Nietzsche è anti-democratica e anti-egualitaria;
• Auspica una società aristocratica, governata da un’élite educata secondo i valori
dell’“Oltreuomo”;
• Molte qualità del Superuomo si prestano a una lettura nazista:
o La “volontà di potenza” può essere interpretata come l’esaltazione della legge del più
forte;
o La “fedeltà alla terra” può essere letta come un incitamento a conservare le proprie
tradizioni, evitando il mescolamento con altre “razze” e culture;
• Ci sono passi che sembrano fare di Nietzsche l’apologeta della “razza superiore”: nella
Genealogia della morale parla dello spirito aristocratico come della «bestia bionda, avida di
preda e di vittoria»;
• L’esaltazione dell’uomo aristocratico superiore, sebbene non fosse da Nietzsche
identificato con un’etnia specifica, fu trasformata nell’esaltazione dell’uomo di razza ariana

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