Nietzsche
Nietzsche
Vita
• Friedrich Nietzsche nasce nel 1844 in Sassonia;
• Il padre è un pastore luterano della chiesa locale, muore quando Friedrich ha 5 anni;
• Dopo la morte del fratellino di Nietzsche, la famiglia si trasferisce a Naumburg;
• Nietzsche viene ammesso al prestigioso liceo di Pforta (Fichte era un ex alunno);
• 1864: si iscrive alla facoltà di teologia di Bonn (fede era vacillante).
• I suoi interessi si rivolgono alla filologia (= scienza che cerca di ricostruire la forma
originaria dei testi letterari antichi);
• 1865: segue il filologo Friedrich Ritsch all’Università di Lipsia e ottiene una certa
notorietà per i saggi che scrive su alcuni poeti greci del VI secolo a.C. e su Aristotele;
• A Lipsia acquista per caso “Il mondo come volontà e rappresentazione” in libreria;
• Il pensiero di Schopenhauer influenza il suo pensiero per tutto il resto della sua esistenza;
• 1868: incontra il compositore Richard Wagner, l’amicizia con lui durerà 10 anni
• 1869: diventa professore di lingua e letteratura greca all’Università di Basilea, ma sente
poca affinità con i colleghi filologi;
• Lettura di opere scientifiche e discussioni con colleghi scienziati;
• 1870: conferenze sulla nascita della tragedia greca;
• Partecipa alla Guerra franco-prussiana come infermiere ma si ammala di difterite;
• 1872: La nascita della tragedia dallo spirito della musica (opera celebre), scritta durante il
periodo di convalescenza trascorso a casa della madre;
• Scandalo e accuse dei filologi → recensioni negative: manca di rigore scientifico, fa
riferimenti all’attualità e alla filosofia, contiene «non sensi, stupidità, favole, allucinazioni e
distorsioni»
• Nietzsche si disaffeziona alla vita accademica
• 1876: ottiene un anno di congedo e si reca con Paul Rée in Italia;
• 1879: chiede il congedo definitivo per motivi di salute
• Vita “nomade”: viaggia per l’Europa (Francia e Italia in inverno, Svizzera in estate);
• Rari ritorni in Germania segnati da crisi depressive (insofferenza verso l’ambiente
familiare e dissidi con il mondo culturale tedesco);
• Condizioni infelici (abbandonato dagli amici, pensione insufficiente), ma ottimismo;
• È convinto di aver raggiunto la fama
Periodo giovanile
Stile saggistico / argomentativo
Ricerca filologica e riflessione sulla decadenza della società occidentale.
• Brevi trattati;
• Polemica nei confronti della civiltà occidentale in decadenza;
• Ogni opera illumina diversi aspetti della decadenza occidentale (imbarbarimento,
impoverimento culturale, paralisi creativa…);
• La decadenza è particolarmente visibile nel mondo tedesco, anche se la vittoria della
Guerra franco-prussiana (1870-1871) fa sì che i tedeschi si percepiscano erroneamente come
nazionale avanzata anche culturalmente;
• Nietzsche si propone come pensatore che annuncia “verità scomode” e che è destinato a
rimanere inascoltato e incompreso
Testo più famoso: “La nascita della tragedia dallo spirito della musica”
L’immagine della grecità trasmetta dal neoclassicismo è un’immagine falsa e parziale
Ci viene in mente solo un lato: armonia, ordine, misura (impulso apollineo)
L’altro lato (impulso dionisiaco) è stato dimenticato, vuole far scoprire entrambi i lati
- Impulso dionisiaco
Riferimento Dioniso (dio del vino, ebrezza, musica). Culto che derivava dall’oriente.
Liberazione delle passioni umane, ricerca del piacere, valori del corpo / vita, lega spirito
natura e uomo.
Esprime gli aspetti istintuali e irrazionali della natura umana: vitalità senza limiti e misure,
sfrenatezza, tendenza al caos, valorizzazione della corporeità e legame con la natura, ma
anche mancanza di senso e tragicità del vivere
Se lasciato senza freni, tende a generare perdita di individualità, violenza, dolore, morte
Vicinanza con concezione della vita di Schopenhauer: manifestazione crudele e violenta di
forze irrazionali prive di senso
Piacere e dolore al loro massimo grado
Lo spirito si esprime nella musica e nella poesia lirica
Abbraccia la vita nella sua caoticità, non da senso, ordine all’esistenza
- Impulso apollineo
Lato esaltato dalla grecità
Deriva da Apollo - dio della luce e delle arti
Ha a che fare con tutto ciò che è legato all’ordine, razionalità
Esprime la razionalità che limita e dà forma al caos dell’impulso dionisiaco;
È l’impulso all’astrazione (produzione di categorie e concetti), all’organizzazione,
all’ordine, alle forme limpide e definite, alla chiarezza concettuale, alla razionalizzazione
degli eventi;
Tenta di conferire un senso all’esistenza e renderla più sopportabile (es. gli dèi sono
un’espressione dell’elemento “apollineo”, un artificio creato dagli uomini per dare senso
alle atrocità dell’esistenza);
Manifestazioni dello spirito apollineo sono la filosofia, religione, leggi, arti figurative
Vuole dare un senso, scopo, ordine, direzione alla vita
La tragedia greca
Tragedia - nata in onore a Dioniso
Gli scrittori di tragedie hanno accostato parti cantate (parte dionisiaca) a parti recitate (parti
apollinee)
L’elemento dionisiaco è stato progressivamente rimosso dai drammaturghi, perché ritenuto
troppo inquietante, in favore di parti recitate;
Scrittori: Eschilo e Sofocle
Miracolo metafisico - equilibrio tra parti cantate e recitate (armonia apollineo e dionisiaco)
L’equilibrio si rompe quando Euripide quando fa prevalere l’impulso apollineo su quello
dionisiaco
(La ricerca di Nietzsche era di cercare la parte dionisiaca)
Euripide si fa influenzare da Socrate
Dialogo socratico = cittadini, loro sapere non autentico, interrogava, riusciva a far emergere
il loro falso sapere
Poi fa emergere la conoscenza interiore
Far affiorare la verità nell’anima
Inizio decadenza dell’occidente, troppo valorizzata la ragione a discapito delle passioni e
pulsioni
Razionalismo socratico prosegue con:
⁃ Platone
⁃ Cristianesimo (religioni: tutte manifestazioni dello spirito apollineo)
⁃ Illuminismo (Usa la ragione per allontanare le tenebre dell’ignoranza)
⁃ Ideali Rivoluzione francese
Per Nietzsche: Mettere una maschera sul volto della vita per evitare di guardarla
direttamente in faccia
Sistematico occultamento della dimensione tragica dell’esistenza, valorizzazione eccessiva
della ragione
La vita non ha senso, caos, disordine
È un misto di dolore e piacere, l’uomo non riesce a guardare in faccia il dolore e quindi
mette una maschera
Religione è un’illusione, rende sopportabile la vita
Riferimento Marx (religione “oppio dei popoli”, Libeniz)
Stile aforistico
= frasi brevi non sopportare da lunghe spiegazioni razionali
(Es. frasi nei baci perugina)
Enunciazione rapida e allusiva, non supportata da argomentazioni esplicite e senza nessi
logici con gli aforismi precedenti o successivi
Altri cambiamenti
Distacco da Wagner e Schopenhauer
⁃ Wagner - musicista
1876 organizza un festival, successo inaspettato internazionale
Nietzsche capisce che Wagner non è un artista dionisiaco ma anzi le sue opere sono
costruite per andare incontro i gusti della massa
Anche Wagner diventa una persona che appartiene alla decadenza della cultura occidentale
⁃ Schopenhauer
Fase giovanile: Arte come antidoto temporaneo alle sofferenza della vita
Ora Nietzsche pensa che l’arte sia una conoscenza debole che agisce solo sull’aspetto
emotivo dell’uomo e non sulla razionalità, l’arte non è in grado di salvare l’uomo
Non è un antidoto contro il declino della cultura contemporane
Nietzsche critica la scienza positivista del suo tempo, che crede di poter conoscere la
struttura ultima del reale (= razionalismo e ottimismo socratico-platonico) ma elogia il
metodo scientifico: è antidogmatico e disincantato (rifiuto delle verità rivelate e del
principio di autorità);
• Il filosofo deve farsi “scienziato” e adottare un metodo critico-storico:
o Non accettare ciò che insegna la tradizione;
o Considerare con sospetto ogni certezza;
o Comprendere che ogni verità è il risultato del contesto storico-politico-economico in cui
è stata elaborata;
o Mostrare che dietro ogni verità si celano in realtà interessi di individui o gruppi sociali
Per Nietzsche l’uomo non può conoscere la vera struttura della realtà perché la “verità
assoluta” non esiste
Prospettivismo
= la verità dipende dai punti di vista
= non esistono fatti, ma solo interpretazioni
La scienza non può scoprire la verità perchè non esiste
Esistono solo punti di vista finiti sulla realtà
La verità dipende dai punti di vista
Non esistono fatti ma solo interpretazioni
(Forma di relativismo)
Non è una tesi nuova nella filosofia (sofisti, scettici)
• Ogni affermazione sul mondo è espressione di un punto di vista limitato sulla realtà;
• La nostra conoscenza del mondo è sempre limitata e parziale;
• Ciò che chiamiamo “verità” è soltanto una delle infinite possibili interpretazioni del
mondo;
• Spesso le presunte “verità” sono stabilite da rapporti di forza all’interno della società
Analizza la morale
Vuole ideare una “chimica delle idee e sentimenti”
= scomposizione in elementi più semplici dei concetti e dei sentimenti morali
Scompone la materia in atomi, quale è la struttura intima
Vuole capire l’origine, se ne hanno una
Bene e male principi eterni
Vuole esplorarli al microscopio
Scopre che non sono affatto universali e immutabili, variano a seconda del tempo e luogo
Cambia ciò che è considerato bene e male nel tempo
Le norme morali sono spesso maschere dietro a cui si nascondono egoismo, desiderio di
vendetta e volontà di dominio
Questi temi vengono sviluppati anche in un’opera nella filosofia del tramonto
“Geneologia della morale”
Nietzsche mostra come sono nati i valori che regolano la società occidentale (= mostra la
loro genesi);
• I valori non hanno un’origine trascendente e divina ma sono il frutto di dinamiche sociali;
= i concetti di “bene” e “male” non derivano da Dio ma sono invenzioni uman
Afferma che originariamente tutte le società umane erano divise in caste
⁃ Signori
⁃ Schiavi
Signori
= forza = bene
- Dominatori (sono i guerrieri, i potenti)
- Caratterizzati da coraggio, forza fisica, capacità di dominare
- Hanno dei valori, si auto concepiscono come il bene, parte positiva e migliore della società
- I signori si percepiscono migliori rispetto agli schiavi
- La parola latina bonus (“buono”) secondo Nietzsche deriva da duonus (“guerriero”).
Schiavi
= debolezza = male
- Sottomessi
- Casta debole, senza ruoli politici, spirituali e militari
- Caratterizzati da paura, debolezza, mediocrità, parte negativa della società
- La parola latina captivus (da cui l’italiano “cattivo”) significa “prigioniero”, “colui che è
stato sottomesso”
• Uomo folle che cerca Dio: filosofo-profeta ispirato a Diogene di Sinope, filosofo cinico
del IV secolo a.C. che andava in giro con una lanterna accesa affermando di “cercare
l’uomo” (fuor di metafora, l’“uomo folle” è Nietzsche stesso);
• Ascoltatori del mercato: scienziati e pensatori positivisti atei dell’Ottocento → secondo
Nietzsche non hanno compreso il significato e la reale portata della “morte di Dio” (hanno
ancora fiducia nel fatto che la scienza scoprirà la “verità delle cose”);
• Morte di Dio: non significa che Dio (= la Verità o qualsiasi Eterno e Immutabile della
storia culturale e religiosa dell’Occidente) fosse vivo e che poi è morto, ma che non è mai
esistito (= la verità non può essere trovata perché non esiste)
• «Noi lo abbiamo ucciso…»: Dio muore quando gli uomini cessano di autoingannarsi;
• Immagini impressionanti dell’uomo folle: indicano il carattere grandioso e sovrumano
dell’impresa compiuta dagli “assassini di Dio” e il senso di smarrimento che si prova di
fronte alla sua “morte” (= scomparsa di ogni punto di riferimento stabile tradizionale);
• Le chiese: ripetono i riti in modo stanco e superficiale, sono residui del passato;
• «Non dobbiamo noi stessi diventare dèi…»: deve sorgere una nuova umanità, consapevole
delle implicazioni della “morte di Dio”
→ l’uomo deve diventare “Oltreuomo” (“Superuomo”);
• «Vengo troppo presto, non è ancora il mio tempo…»: i tempi in cui l’umanità compirà
questo passo non sono ancora maturi
“Morte di Dio”
= Superamento di tutti i valori morali e metafisici della tradizione
= Non esiste un fondamento ultimo del mondo
Dio “muore” quando gli uomini cessano di autoingannarsi e cominciano a vivere la propria
esistenza senza fare riferimento a entità trascendenti o princìpi superiori ed eterni
Ma gli uomini non sono ancora pronti ad abbandonare il concetto di “verità eterna” e di
“fondamento ultimo”
L’“uomo folle” viene deriso e rimane inascoltato
Nichilismo
= comprendere che la realtà non ha un senso stabile, eterno, mutabile
Mancanza di scopi e di senso nella realtà
Esito della morte di Dio: nichilismo
I valori della tradizioni sono maschere apollinee
Il senso della realtà è quello che noi vogliamo dare
(Il significato del termine dipende dall’autore di riferimento)
Nietzsche lo definisce così: «Nichilismo: manca il fine; manca la risposta al “perché?”;
che cosa significa “nichilismo”? Che i valori supremi si svalutano».
I valori tradizionali stanno tramutando
Atteggiamento degli spiriti liberi che di fronte al venire meno dei valori sanno cogliere le
possibilità che si aprono, come viandanti che apprezzano il viaggio della vita anche se non
vi è una mèta ultima;
Consiste nel dubbio scettico verso ogni presunta certezza, nell’evitare l’autoinganno e nel
provare gioia per i cambiamenti e per la provvisorietà della propria condizione;
“Gaia scienza” = conoscenza “felice” della propria precarietà
Figura di Zarathustra
• Profeta vissuto nell’Iran orientale tra il 1000 e il 600 a.C. (non è noto il periodo esatto);
• Gli studiosi contemporanei hanno messo in dubbio la sua esistenza effettiva;
• Fondatore di una religione dualista (zoroastrismo o mazdeismo): il mondo è il risultato
della lotta di due princìpi contrapposti (bene e male);
• Culto tipico dei persiani, si diffonde in Oriente (India, religione dei Parsi) e in Occidente
(eresie ebraiche e cristiane);
• Nietzsche lo sceglie come “alter ego”, forse su suggerimento dall’amico teologo
Overbeck, o forse perché Zarathustra fu il primo a creare la contrapposizione tra bene e
male e quindi ora deve essere il primo a dissolverla, correggendo il suo passato errore.
Zarathustra - maschera di Nietzsche
Dottrine importanti:
Apollineo
Dionisiaco
Nichilismo attivo
Super uomo
Eterno ritorno
Eterno ritorno
Perché è importante?
Nietzsche usa questa dottrina per spingere l’uomo a vivere la propria vita come se dovesse
riviverla eternamente.
Quindi, bisogna scegliere e vivere con pienezza e responsabilità ogni momento.
Metafora
Oppure questa teoria non va presa alla lettera ma usata come metafora
La dottrina va intesa in senso etico-metaforico
È un invito a vivere il momento presente nel migliore e più pieno dei modi (= se tu fossi
consapevole che questo istante dovrà ripetersi infinite altre volte, come ti comporteresti per
viverlo nel migliore dei modi?);
Nietzsche ci chiede come reagiremmo
Carpe diem
Vivi a pieno l’instante morale perchè potresti riviverlo all’infinito
Oltre all’Oltreuomo e all’eterno ritorno, Così parlò Zarathustra propone un altro tema
fondamentale:
la volontà di potenza
↓
Questo concetto dà il titolo a un’opera incompiuta che Nietzsche tenterà di scrivere nel suo
quarto periodo, la “filosofia del tramonto”
La rivalutazione dell’arte
Fase illuministica:
• Pessimismo circa le capacità educative dell’arte;
• L’arte non salva dalla decadenza.
↓
Ultimi scritti:
torna su posizioni simili a quelle espresse ne La nascita della tragedia
=
È possibile una redenzione estetica del mondo
• Nella Nascita della tragedia l’arte era un antidoto contro il dolore prodotto
dall’insensatezza della vita ora è un antidoto contro la ricerca della verità tipica delle
scienze moderne;
• L’arte è forza creatrice che rinuncia alla verità (è “produttrice di menzogne” e di
“maschere”): serve a potenziare la vita e la creatività umana ed è un’incarnazione della
volontà di potenza
Le valenze negative della volontà di potenza
Oltre a essere forza creatrice autoaffermantesi, la volontà di potenza è anche istinto di
sopraffazione e volontà di dominio
↓
Si mostra apertamente negli spiriti liberi (superuomini), nei deboli è presente in forma celata
e mascherata (es. sacerdoti: desiderano dominare sui propri simili ma non hanno le forze per
farlo apertamente, quindi sottomettono il prossimo mediante la religione)
Per uscire dalla decadenza bisogna evitare di sopprimere l’istinto vitale e la ricerca del
potere
↓
Nietzsche propone una società elitista (aristocratica) in cui le masse sono assoggettate al
governo dei “migliori”
= individui superiori capaci di affermare un nuovo sistema di valori
↓
Teoria reazionaria, anti-democratica e anti-egualitaria
Anche per questi motivi il concetto di “volontà di potenza” è stato impiegato nella
propaganda nazista
Tuttavia, Nietzsche:
• non è “nazista” (per motivi cronologici);
• non propone una società della “razza pura”: la mescolanza delle “razze” è una delle
soluzioni per contrastare la decadenza della società contemporanea
La volontà di potenza
• Prima di cadere preda della follia, Nietzsche afferma di aver completato la sua “opera
principale”, intitolata La volontà di potenza, ma quando i familiari aprono il baule
proveniente da Torino trovano solo quaderni di appunti;
• La sorella Elisabeth e l’amico Peter Gast tentano di ricostruire congetturalmente il testo:
smembrano alcuni brani e ne accorpano altri, seguendo un criterio tematico e non
cronologico;
• Le scelte compiute dalla sorella e dai suoi collaboratori (tra cui il marito Bernhard Förster,
come lei convinto antisemita) vengono criticate:
1) Ha fatto credere che Nietzsche avesse davvero scritto La volontà di potenza;
2) Stravolgimento dell’ordine cronologico degli scritti, sviste di trascrizione (ecc.);
3) Pesante manipolazione degli scritti del fratello per renderli compatibili con l’ideologia
nazista (falsa accusa?)
Nietzsche e il nazismo
Il nazismo ha reso la filosofia di Nietzsche parte integrante della propria ideologia e del
proprio progetto politico.
Per quale motivo è accaduto questo?
• Possibile risposta: la sorella di Nietzsche, che ha curato l’edizione di tutti gli scritti inediti
del fratello, ha tentato di “attualizzarne” la filosofia per farla aderire all’ideologia nazista;
• 1927: Elisabeth, con tale intento, scrive Le parole profetiche di Nietzsche su Stati e popoli;
• 1933: la sorella riceve Hitler nella villa di Weimar, facendogli dono di un bastone
intarsiato appartenuto a Nietzsche (cerimonia pubblica documentata dalla stampa)
Anni ’60
Tentativo di riabilitare l’immagine di Nietzsche agli occhi dell’opinione pubblica e renderlo
utilizzabile anche nel pensiero politico di Sinistra
↓
Eccessiva enfatizzazione del ruolo di Elisabeth nella “nazificazione” di Nietzsche
↓
Elisabeth diventa un “parafulmine”: vengono attribuite a lei le affermazioni più “scomode”
di Nietzsche
Nietzsche:
• Non fu un nazista (motivi cronologici: Hitler nasce nel 1889 e Nietzsche muore nel 1900);
• Non fu antisemita: luoghi comuni e stereotipi antiebraici nella Nascita della tragedia, ma
in seguito manifesta ostilità verso l’antisemitismo (es. si rifiuta di partecipare al matrimonio
della sorella a causa dell’antisemitismo di suo marito)
Tuttavia…
• La filosofia di Nietzsche è anti-democratica e anti-egualitaria;
• Auspica una società aristocratica, governata da un’élite educata secondo i valori
dell’“Oltreuomo”;
• Molte qualità del Superuomo si prestano a una lettura nazista:
o La “volontà di potenza” può essere interpretata come l’esaltazione della legge del più
forte;
o La “fedeltà alla terra” può essere letta come un incitamento a conservare le proprie
tradizioni, evitando il mescolamento con altre “razze” e culture;
• Ci sono passi che sembrano fare di Nietzsche l’apologeta della “razza superiore”: nella
Genealogia della morale parla dello spirito aristocratico come della «bestia bionda, avida di
preda e di vittoria»;
• L’esaltazione dell’uomo aristocratico superiore, sebbene non fosse da Nietzsche
identificato con un’etnia specifica, fu trasformata nell’esaltazione dell’uomo di razza ariana