Socrate
Il primo dei tre grandi (Socrate, Platone e Aristotele).
Contesto filosofico: c’è uno scontro in atto. Socrate viene scambiato
per un sofista, viene accusato e portato in tribunale. Ma tra Socrate
e i sofisti c’è un abisso. Secondo Socrate la verità esiste, per i sofisti
no. Nasce nel 470 e muore nel 399 a.C.). vive l’età della sua
maturità nel momento di crisi della democrazia. Verrà condannato a
morte e sarà proprio questo modello politico a decretare la sua fine.
Platone scriverà molto su Socrate (proporrà un modello diverso
dalla democrazia).
Era di condizioni agiate, non nobile, ma vestiva trasandato, girava
scalzo, usciva la mattina dicendo “vado a comprare il pane”, e
tornava dopo 3 giorni, semplicemente stava in giro a parlare, dalla
mattina alla sera. Era incuriosito dal parlare, con tutti, soprattutto
con gli ultimi (ciabattino, calzolaio…). Tutti, secondo lui, avevano un
sapere da dargli.
Non si è mai tirato indietro nei suoi doveri di cittadino, ma ogni
volta che lo tiravano dentro nella politica, era impossibile non farla,
e lui si tirava indietro.
“Se io mi fossi dedicato alla politica, non avrei fatto cosa utile né a
me né a voi, e soprattutto sarei già morto”.
Quando Socrate parla con qualcuno è come se quel qualcuno stesse
parlando con una torpedine (animale marino), che ad un certo
punto ti dà la scossa (fa riflettere).
È stato soprannominato anche il tafano di Atene, che punge quel
cavallo che è Atene e dà fastidio: faceva delle domande
impertinenti.
“Io so di non sapere”
“In media stat virtus”: la verità sta nel mezzo (Aristotele)
Socrate non scrive niente, VOLUTAMENTE. Disse “al massimo scrivo
sulla sabbia, perché tutto può durare una marea”.
Platone scrive sotto forma di dialogo. Lui scrive ma condanna la
scrittura. “se io scrivo smetto di pensare”. Scrive in una forma
letteraria molto vicina a quella di Socrate. La verità è qui in mezzo
nel dialogo.
Aristotele scrive in un modo completamente diverso, scrive
TRATTATI. Un trattato descrive lo stato dell’arte di una disciplina fino
a quel momento. Contiene la verità fino a quel punto.
Platone fonda L’ACCADEMIA. Aristotele fonda IL LICEO.
PAG.138 DEL LIBRO: confrontarsi con gli altri è più utile di parlare
con persone che la pensano come te.
Quando noi ci domandiamo che cos’è qualcosa (lo fanno
specialmente i bambini).
NON FERMARSI AGLI ASPETTI ACCIDENTALI.
Socrate utilizza molto l’ironia (ride di sé e con gli altri)
Metodo maieutico: tirare fuori qualcosa, la verità delle persone
affermando un percorso e non un punto di arrivo (scultore e anche
ostetrica, come i genitori di Socrate).
Formazione: indirizzare una persona verso la sua strada basandosi
sulla persona stessa (è qualcosa di interno).
PAG. 145 DEL LIBRO: il filosofo è pronto alla morte e si gode la sua
vita = malattia psicosomatico (soma = prigione)
ETICA E MORALE.
BADTIME = film, qualcuno gode nel fare del male agli altri.
Consapevolezza: fate quello che fate, sapendo quello che fate.
Il daimon(demone) = qualcosa mi blocca e non mi fa fare qualcosa,
non lo esorta mai, e lo blocca quando è sul punto di fare qualcosa
che non dovrebbe fare.
Dialogo interiore = autocoscienza (a volte c’è, a volte non c’è, sono
di più le volte che non c’è, perché essere autocoscienti ha un costo
enorme).
Una cosa può essere valida indipendente da chi l’ha scritta.
Platone inizia a scrivere questo dialogo quando è maturo. Anziché
andare verso la complessità, andava verso la semplicità, e ha tirato
fuori un capolavoro rivolgendosi a chiunque, di qualunque età.
Brachilogie: domande brevi, a raffica, pungenti, hanno il compito di
mettere a disagio l’interlocutore.
A seconda dei momenti storici, abbiamo divinità che corrispondono
a quel popolo, per esempio i greci avevano desideri molto limitati;
quindi, gli dei greci a loro volta erano limitati.
Teoria delle idee: teoria di Platone.
Dialogo aporetico: apparentemente inconcludente, ma se noi
sappiamo leggere tra le righe, una spiegazione c’è. Platone non
esplicita nero su bianco la definizione che cerchiamo all’interno del
dialogo, ma ci crea una “strada” per arrivarci (come Pollicino).
La filosofia non è per molti e non è per niente per tutti, è per
pochi.
Eschilo: fa riferimento al fatto che non con tutti possiamo parlare di
tutto. “Io volentieri a coloro che sanno parlo, a coloro che non
sanno mi nascondo”.
EUTIFRONE:
Il problema è cos’è il pio, non empio, cosa lo mette in condizione di
non essere peccatore.
Eraclito: “il signore, il cui oracolo è a Delfi, non afferma né
nasconde, ma lascia intendere per cenni”.
Meleto è uno dei 3 accusatori, che ha denunciato Socrate, è stato
accusato di empietà, colui che non è santo, peccatore. Corrompe i
giovani: corruzione mentale (dice ai giovani cose che non devono
pensare), non crede negli dei, e introduce nuove divinità.
Eutifrone è un sacerdote, è un indovino, di quelli che ti leggono le
carte, è un po’ l’anti-Socrate, è incapace di avere dei pensieri
propri. Tutti i pensieri che fa li fa perché la sua società gli ha detto
che si fa così. Non riesce ad immaginare alternative al mondo a cui
è stato indottrinato/addestrato. Non è in grado di porsi il dubbio, si
comporta in automatico.
Per Eutifrone essere santo, era per esempio denunciare il padre che
aveva commesso un’ingiustizia.
Socrate ha fatto solo un esempio ma non ha spiegato (esempio =
caso particolare, potrebbe non avere in sé tutte le caratteristiche
essenziali che io voglio sapere quando ti chiedo qualcosa).
Eutifrone sostituisce la definizione: Santo è ciò che è gradito agli
dei.
Questa spiegazione non va bene a Socrate.
Non possiamo fare una media di cos’è gradito agli dèi, perché gli
dèi sono tanti, e ciò che è gradito a uno, può non essere gradito ad
un altro.
Apologia di Socrate: primo libro dove il nome di Socrate compare
nel titolo.
La persona che viene raccontata non è Platone, ma è Socrate.
Platone nelle sue opere si nomina solo tre volte, artifici del lettore
per poter dire all’autore il proprio punto di vista.
Platone racconta le ultime ore di vita di Socrate. Socrate poi berrà il
veleno e morirà.
Platone teneva molto a Socrate, gli ha dedicato quasi tutte le opere.
Per Socrate, Platone era “assente, quasi malato”, ma in realtà lui
non sarebbe mai stato lontano da lui nelle sue ultime ore di vita. La
presenza di Platone è sempre sottintesa, e usa le maschere degli
altri per esternare i suoi pensieri. Poi c’è anche la presenza
dichiarata.
Se Platone avesse scritto del falso avrebbero potuto condannare
anche lui. Non può essere assente, perché sta narrando cose
accadute: lui è dietro le quinte, sempre.
Per poter accusare qualcuno di non essere un buon educatore,
dobbiamo avere le conoscenze in merito (bisogna averne titolo).
Se io sono ateo come faccio a non credere agli dèi, credendo negli
dèi?
Il concetto di anima è centrale all’interno del pensiero greco, non
solo nel cristianesimo, e la cura dell’anima (della propria interiorità,
coscienza, sentimenti), il suo messaggio doveva essere un
messaggio per questa città addormentata.
Viene proposta a Socrate la possibilità di fare un altro discorso.
Socrate non si ritiene colpevole, merita un premio.
Ogni giorno bisognerebbe usare la mente (cercare, pensare ecc…)
abbiamo il dovere morale di trovare risposte (spesso pensiamo di
averle trovate ma non sempre sono corrette).
Socrate ti metteva davanti alla tua ignoranza (in modi non sempre
piacevole)
Meleto è il burattinaio.
Coloro che accusarono Socrate morirono nei peggiori dei modi e a
Socrate venne dedicata una statua.
La filosofia ci aiuta in vita e in morte.
Mito di Er reincarnazione dell’anima.
NO PAG 151
Pag. 176 da vedere!!
VERIFICA DI FILO: dai sofisti a Socrate