Marx
Marx
Nasce in Germania, da una famiglia ebrea, che si era convertita col protestantesimo per
ragioni politiche. Riceve una buona educazione di stampo liberale e razionalista. Si iscrive
alla facoltà di giurisprudenza , poi studia filosofia. Frequenta gli ambienti di Berlino, poi
studia a Jena. Si dedica al giornalismo politico, avrà problemi di censura con il governo. Nel
1843 “Critica della filosofia del diritto di Hegel”, matura il distacco da Hegel, presenta il
necessario superamento del l’idealismo. Alcune delle sue pubblicazione vengono pubblicate
fuori la Germania, ad esempio a Parigi viene pubblicato nel 1844 “ Annali franco-tedeschi”.
Marx si sposta poi a Parigi e stringe amicizia con Engels, figlio di un industriale inglese lo
introduce negli ambienti del socialismo francese e mondo dell’industria. Il socialismo nasce
in Francia negli anni 20-30 dell’ottocento. Engels sarà d’aiuto a Marx quando Marx scrive il
manifesto del partito comunista nel 1848. Nel 1847 ci fu il primo congresso dei comunisti,
Marx non ci va ma doveva scrivere un manifesto programmatico. Si pone per la
realizzazione di un nuovo modello: società comunista. A Londra comincia a lavorare al
British Museum, voleva allontanarsi dalla riflessione filosofica-politica, nel 1866 arriva il
primo volume del “CAPITALE “. Spiegazione in caratteri economici della società capitalista di
metà ottocento. Ci sono sempre rapporti economici tra classi che hanno il potere (grandi
industriali ) e classi sociali che subiscono questa sudditanza, nella società il proletariato
subisce i potenti, lotta capitalista. Scrive altri trattati che riguarderanno l’attualità, in mezzo
c’è anche la guerra franco-prussiana, muore nel 1883 e diventa il punto di riferimento del
movimento internazionale operaio.
● nel pensiero di marx troviamo l’unione indissolubili di TEORIA e PRASSI. Quando lui
parla della società capitalista, la mette in discussione, la critica, parla anche di come
superare il CAPITALISMO. Con l’affermazione di una società più giusta, equa, una
società comunista in maniera pratica.
● La sua analisi della realtà, è in analisi GLOBALE. Vanno considerati, se voglio
riuscire a capire la storia e il momento che la società sta vivendo bisogna
considerare tutti gli affetti. Critica a Feuerbach, di aver preso solo la religione in
considerazione. Marx vuole in analisi dell’uomo globale.
Critica Hegel come tutto l’idealismo, ma apprezza la dimensione dialettica, perché secondo
lui la realtà non è ferma. Non piace la dialettica della sintesi, ma gli piace la lotta degli
opposti, la lotta di classe. Per lui nel corso della storia le classi sociali, si sono opposte tra di
loro facendo nascere situazioni nuove. La realtà non è statica. Inesistenza della sintesi.
Marx apprezza l'analisi filosofica svolta da Feuerbach, il quale aveva individuato l'origine
umana della religione e dell'idea di Dio, mostrando l'aspetto fortemente conservatore insito
nella fede. Inoltre, Feuerbach aveva ricondotto la filosofia dalla speculazione astratta
all'indagine sull'uomo concreto, inteso come un ente naturale inserito nella società. Tuttavia,
a un'analisi più approfondita, anche la posizione feuerbachiana risulta insufficiente per Marx,
perché non riesce a spiegare veramente l'origine dell'alie-nazione religiosa, ossia perché gli
uomini tendono a creare Dio, proiettando in un essere trascendente le loro qualità
fondamentali, quelle che costituiscono l'essenza stessa dell'umanità.
La risposta di Marx a tale interrogativo è che gli uomini sono portati a trasferire il proprio
essere in un principio religioso esterno (Dio) perché stanno male nella realtà in cui sono
costretti a vivere. Nella religione, infatti, si riflette il bisogno di consolazione dell'uomo
sofferente e oppresso nella vita sociale. Gli uomini, scontenti e frustrati, impossibilitati a
realizzarsi sulla Terra, creano una dimensione immaginaria in cui riversano le proprie
aspirazioni di felicità. Religione “oppio per il popolo”. Al contrario di Feuerbach, per Marx
non è la religione che favorisce l'instaurarsi della dipendenza e dello sfruttamento, ma è la
condizione di sfruttamento che fa si che Puomo crei, attraverso la religione, una dimensione
alternativa grazie alla quale poter continuare a vivere e a sperare. Pertanto, se per abbattere
l'oppressione materiale secondo Feuerbach occorreva abolire la religione, per Marx, invece,
è necessario trasformare la realtà, superare concretamente l'ingiustizia e la disuguaglianza
affinché Puomo non abbia più bisogno di trovare espedienti per far fronte alla sua
insoddisfazione.
Motivi di alienazione:
1 PUNTO:
L’operaio si trova a produrre qualcosa che non gli appartiene, lui dovrà anche riacquistare, è
schiavo del prodotto che lui ha contribuito a creare. Il prodotto nella maggior parte dei casi, è
un prodotto spersonalizzato, non gli appartiene, non ce niente di lui, quando verrà messo sul
mercato sarà dominato anche lui dalla dinamica di acquisto per un suo stesso prodotto
2 PUNTO:
L’operaio nella produzione diventa uno strumento nelle mani di qualcun altro. Lui è il mezzo
di cui si serve il sistema capitalista per produrre quell’oggetto. Si sente una bestia, animale
senza personalità.
3 PUNTO:
L’operaio non ha un lavoro che lo nobilita, che gli permette di trasmettere qualcosa, di
inventare, creare qualcosa. Il lavoratore inserito in questo sistema non è più come un
artigiano che trasmette parte della sua creatività. Il lavoro non manifesta più l’essenza
creativa dell’uomo. Il lavoro spersonalizza l’uomo, non rimane nulla dell’essenza dell’uomo.
4 PUNTO:
USCIRE DALL’ALIENAZIONE
bisogni e le esigenze sono diventati sempre più complessi e, per poterli soddisfare, si e resa
necessaria un'organizzazione della produzione diversificata. E questo il motivo della prima
divisione tra il lavoro manuale e quello intellettuale, che può essere considerata la
pre-condizione della frantumazione della società in classi contrapposte. La divisione del
lavoro, dunque, se da un lato ha generato ricchezza e progresso, dall'altro ha provocato
scissioni e disuguaglianze, dando origine a quel sistema della proprietà che è alla base di
ogni sfruttamento. In esso una minoranza di capitalisti detiene la proprietà dei mezzi
impiegati per la produzione.
Marx è molto critico nei confronti del moderno liberalismo, perché secondo lui tale sistema,
pur proclamando l'uguaglianza dei diritti, in realtà non fa che sancire e giustificare l'egoismo
e l'individualismo. In esso, infatti, i cittadini si trovano a essere tutti uguali di fronte alla legge,
cioè di fronte allo Stato, ma differenti nella società civile, dove prevalgono gli interessi privati
e i contrasti tra le classi; sono uguali di diritto (cioè da un punto di vista "formale"), ma
disuguali di fatto (dal punto di vista delle condizioni
materiali di vita).
CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA
Il compito che Marx si propone con la sua filosofia è proprio quello di comprendere il
movimento della storia e analizzarlo in modo oggettivo e scientifico, rimuovendo le teorie e
dottrine - le «ideologie» - che tendono a nascondere la verità. La cultura, infat-ti, è vista da
Marx come uno strumento ideologico di potere, in quanto e espressione della classe
dominante, la quale crea un'immagine falsa e deformata della realtà, nell'intento più o meno
consapevole di difendere i propri interessi.
Appello per gli operai è CONCRETO. Nel manifesto del partito comunista “proletari di tutto il
mondo unitevi”. Dopo aver preso coscienza devo fare qualcosa nella realtà. Anche la
religione di Feuerbach, anche nella religione nella coscienza di se è tutto stratto, feuerbach
ha fatto bene a criticare la religione ma doveva farlo in modo concreto, poiché l’uomo cmq ,
questa secondo marx la religione è usata per sottomettere il lavoratore, per far continuare le
ingiustizie sociali. Bisogna andare oltre l’ideologia, bisogna andare nel concreto. Si
concentra nella cosa più concreta, il lavoro, l’attività economica. L’attività economica: la base
economica dell’umanità è detta STRUTTURA da cui dipende la SOVRASTRUTTURA, cioè
la politica, l’etica,l’arte, la religione.
La base, il motore della storia, è il LAVORO: rapporti economici, cioè tutti quegli elementi
necessari al processo di produzione. Individua gli uomini, forza lavoro, i mezzi del lavoro,
mezzi di produzione e le conoscenze tecniche e scientifiche.
I rapporti di produzione sono i rapporti che si instaurarono fra gli uomini nel corso della
produzione, tra coloro che possiedono i mezzi di produzione (proprietà) e coloro che
producono. Nella globalità vanno a costituire LA STRUTTURA, cioè la base economica di
ogni società. Come fosse uno scheletro, un fondamento e in base ai rapporti di produzione
tra questi si sono sviluppate determinate forze politiche, ideali etici, religiosi, filosofici e
questo complesso di valori dipende direttamente dalla STRUTTURA. Questo complesso di
valori prende il nome di SOVRASTRUTTURA. I rapporti di produzione con gli elementi che
regolano la produzione rappresentano lo scheletro economico di qualsiasi società in
qualsiasi epoca, in base ai rapporti si svilupperanno diversi tipi di cultura, arte e modelli
politici, etici che rappresentano la sovrastruttura. Tutto questo complesso di idee è
determinato dalla struttura economica. I rapporti economici determinano tutto. Nel momento
in cui si sono avvicendati diversi rapporti di produzione è strutturata secondo uno scontro tra
classi sociali. A un certo punto si crea uno squilibrio tra coloro che hanno la proprietà e
coloro che lavorano. I lavoratori iniziano a acquistare consapevolezza della loro condizione e
si creerà uno scontro: lotta di classe. Da questo scontro non si esce con una sintesi, ma con
la vittoria a lungo termine dei proletari. Processo fisiologico, che accade in tutti i momenti
della storia dell’uomo (rivoluzione francese, aristocratici e borghesi prevalgono i borghesi).
Lotte legate all’economia, potere economico.
Comunisti: protagonisti del cambiamento il proletariato, per raggiungere una giustizia sociale
che vorrà dire abolire la proprietà privata
I socialisti non riconoscono, cosa che farà il comuniamo, il proletariato come soggetto unico
del cambiamento storico.
Si muovono tramite un appello rivolto a tutti, non deve agitare una parte della società, farsi
sentire una classe sociale.
Mentre i comunisti vedono come protagonista del cambiamento quindi fanno appello a
quella precisa classe sociale il proletariato.
MANIFESTO
Riunire con il programma tutte le forze dei vari paesi, introduzione. Nelle prime due parti c’è
in analisi storica sulla lotta di classe: la storia delle asocieta è la lotta di classe, oppressi e
oppressori, lotta a volte palese a volte no, finita con una totale rovina di una delle due classi
in contesa o una profonda rivoluzione. Società borghese ha introdotto nuove condizioni di
oppressione, sostituti endosi alle antiche. In essa le opposizioni si sono semplificate, la
società si sta scindendo in due classi completamente opposte: borghesia e proletariato. La
borghesia ha avuto un ruolo rivoluzionario, ha esaltato la libera concorrenza, l’utilizzo delle
macchine per gli operai, nello svolgersi del capitale si svolge il proletario, operai il quale
lavoro accresce il capitale. Lavoro operaio= merce. Sviluppandosi l’industria il proletariato
cresce e si addensa in grandi masse crescendo la forza e la coscienza. La rovina della
borghesia è la vittoria del proletariato, questo è inevitabile. Descrizione della società dopo la
vittoria dei proletari. 10 punti sono il momento in cui si passa dalla società borghese allla
dittatura del proletariato. Quando i mezzi di produzione andranno da coloro che sono
associati, e non vi saranno più differenze di classe, abolisce la classi e il loro dominio. Il
proletariato per raggiungere questo può usare la forza di classe, ma dopo aver raggiunto
l’obiettivo non ci dovranno essere più classi.
Marx dice che il proletariato deve raggiungere i suoi obiettivi anche violentemente per
distruggere la società borghese. Socialismi li definisce falsi perché non sono riusciti a
individuare il vero soggetto del cambiamento (proletariato) e si sono affidati a soluzioni
inefficaci. 3 Tipi di falsi socialismi:
● socialismo reazionario: pensano che sia necessario ritornare a una società
pre-industriale, a un modello economico che prevedeva una economia basata
sull’agricoltura. Oppure prevedeva una realtà industriale ma molto limitata e piccola
come quella manifatturiera. Un sistema pre capitalista.
● socialismo conservatore/ borghese: socialismo di una classe politica di estrazione
borghese il quale pensa di fare riforme per alleviare queste condizioni di disagio per i
lavoratori. Mantiene però il diritto di proprietà privata. Per marx quindi non risolve
nulla, il socialismo francese appartiene a questa categoria. Nome che marx fa di
questo socialismo borghese è PRUDON
● comunismo critico utopistico: più vicino alle idee di Marx. Rimane utopico perché
quando i rappresentanti del socialismo parlano di cambiamento si rivolgono a tutta la
società, anche ai borghesi che non vogliono cambiare lo stato di cose, di unirsi, con
solidarietà. Richiamano ideali che hanno poco efficia concreta, le riforme devono
essere attuate da tutta la società senza riconoscere al proletariato lo spirito da
protagonista che il comunismo gli riconosce. SENSIMON maggiore esponente.
I loro intenti devono essere rivoluanzionari e violenti per cambiare l’attuale stato delle cose
la, il comunismo appoggia qualsiasi moto rivoluzionario, il proletariato deve unirsi e perdere
le proprie catene tanto ha solo quelle da perdere. Proletari unitevi.
IL CAPITALE
Doveva essere composto da 6 volumi, noi abbiamo solo i primi 4. Il primo del 1866, ha
l’obiettivo di andare a spiegare i meccanismi della struttura economica. Si parte della
presupposto che la situazione del sistema borghese capitalista, è caratterizzata da una
prospettiva dialettica perché tutta la storia è fatta di lotte, che riflettono delle leggi universali
dell’economia. Il capitale è un opera di natura economica nel quale si trovano anche delle
formule, un opera molto concreta, ci sarà anche la trattazione di ciò che verrà dopo il
capitalismo. È convinto che il capitalismo produrrà delle forze che lo ribalteranno, tra queste
forze abbiamo sicuramente il proletariato, protagonista del cambiamento. Rovescerà il
sistema borghese, con la dittatura del proletariato e poi con l’affermazione della società
comunista.
All’interno di questo sistema tutto è considerato merce, non solo come prodotto che come
consumatore acquisto, non solo come prodotto creato dall’industria, ma sarà anche IL
LAVORO FORNITO DALL’OPERAIO.
La merce ha due valori: di uso e di scambio. Valore d’uso: ognuno di essi ha un utilizzo in
base ai nostri bisogni. Dipende da un mio bisogno
Valore di scambio: non si tiene conto dell’uso, ma il lavoro che serve per produrre quella
merce, più aumenta più sale il prezzo. Lavoro necessario per produrle, dall’abbondanza o
scarsità di un prodotto. Dipende dalla condizione di mercato, momenti e periodi e lavoro per
produrlo.
Spiega con due formule l’economia pre capitalista e quella capitalista. Ritroviamo il concetto
di lerc e denaro.
Economia pre capitalista: m-d-m (merce, denaro, merce)
Ho una merce che produco io, la vendo, ricavo del denaro e questo denaro mi servirà per
comprare un altro tipo di merce che non ho. Economia definita dei bisogni.
Denaro iniziale fa riferimento al denaro che ha il capitalista, questo denaro viene utilizzato
per entrare in una catena di produzione quindi per produrre una merce che verrà venduta. Il
ricavato è un quantitativo di denaro superiore a quello iniziale. Da dove viene questo denaro
maggiore?
D1: è profitto del capitalista, ma non è tutto denaro nelle tasche del capitalista poiché esso
ha dei costi. Per individuare il meccanismo usa due elementi:
capitale costante: capitale, quantitativo di denaro che serve al capitalista per i macchinari e
per le materie prime
capitale variabile: capitale investito nei salari degli operai. Variabile perché può avere più o
meno operai e perché può variare i salari.
Il capitalista deve quindi pagare altro, il PLUS VALORE, dipende dal capitale variabile. Il
valore che influisce di più sul guadagno è il capitale variabile. Nel momento in cui gli operai
vengono pagati per un tot di ore in realtà la produzione può aumentare rispetto a quello che
l’operaio avrebbe fatto senza macchinario. Il capitalista, con le macchine, si riserva di
pagare l’operaio meno rispetto a quello che viene prodotto. L’operaio quindi fornisce un
quantitativo di lavoro gratuito. L’operaio viene pagato ciò che gli serve per la sopravvivenza.
Viene sfruttato. Questo lavoro gratis costituisce il plus valore. L’operaio è trattato come
merce. Più operai ci sono più bassa sarà la paga. ( Dickens: lavoro minorile. Riforme per
prevenire le ore di lavoro, e sfruttamento minorile.)
Il progresso raggiunto con la grande industria finisce per ritorcersi contro il capitalista stesso,
poiché nel sistema produttivo emergono e si affermano forze che si rivelano oggettivamente
autodistruttive. La prima e più importante è quella che Marx definisce la «caduta tendenziale
del saggio di profitto». Si tratta di una legge in base alla quale il profitto del capitalista, a un
certo punto dello sviluppo produttivo, anziché aumentare tende a ridursi. Vediamone il
motivo. Accrescendosi in modo rilevante il capitale costan-te, rappresentato dalle macchine
e dalle materie prime, diminuisce il peso del capitale variabile, in quanto con la
meccanizzazione si richiede un numero inferiore di operai.
L'effetto è il calo del plusvalore, che, come sappiamo, dipende dal pluslavoro dell'operaio e,
dunque, dal capitale variabile. Con il variare della composizione del capitale a sfavore del
lavoro dell'operaio, si ottiene pertanto una riduzione del saggio (o tasso) di profitto che
deriva dal plusvalore. Marx attribuisce molta importanza a questa legge, che considera il
punto debole dell'economia capitalistica.
Quello di questi due il valore che influisce di più sul guadagno è quello del capitale variabile
quindi quello dello stipendio degli operai, quindi sostanzialmente dice che nel momento in
cui gli operai vengono pagati per un tot di ore in realtà la produzione può, avendo magari dei
macchinari particolari, aumentare rispetto a quello che concretamente avrebbe fatto
l’operaio senza macchinario.
Peggio con lavoro minorile, legislazioni che abbiamo visto in sypria per regolamentare un
era al si sotto del quale non si possono far lavorare bambini.
A metà 800 non c’è c’è uno sfruttamento dell’operaio che è pppreso nei confronti del
capitalismo che è oppressore che aumenta ancora di più, aumenta discolouration e e
malcontento e va a crescere il numero degli operai proletari e dimuire quello dei capitalisti.
I capitalisti piccoli tenderanno a sparire e diventeranno soggetti sociali che si troveranno alla
stredua dei proletari.
Oltr a crescere di numero i proletari il mercato pure avrà uno scossone perché se produci
produco a un certo punto queste merci se le dovrà comprare, non tutte saranno di prima
necessità quindi il mercato si satura nessuno compra più niente e questa è l’ennesima
contradidzione che si porta dietro il capitalismo.
Con la mscchina la produzione aumenta, l’operaio deve fare di meno, operaio può essere
pure licenziato perché si capisce che quello che faceva prima con l’utilizzo della macchina
può essere svolto da altre categorie di lavoratori pagati anche di meno per ed donne e
bambini senza garanzie assicurative.
Nella crisi del 1929 è una crisi finanziaria per cui il discorso è legato alle banche ai prestiti
non resistito dalle industrie perché a un certo punto l’industria americana che negli anni 20
aveva prodotto a dismisura non riesce a smaltire più quelo che produce, c’è una saturazione
del mercato.(sovrapproduzione)
questo crea a livello numerico un ribaltamento dei rapporti di potenza precedenti perché
mentre prima operai erano poco consapevoli e di meno rispetto al numero che si trovano a
esse con queste contraddizioni generale dal capitalismo stesso, ora si trovano in una
situazione di forza che può aiutare una rivoluzione e devono diventare protagonisti non solo
della rivoluzione ma di quella che secondo Marx è una fase di passaggio che vede il
protagonista il proletario che chiama dittatura del proletariato.
La dittatura del proletariato è una fase di passaggio non è la società comunista perché nella
dittatura noi abbiamo delle misure transitorie che dovranno avere come obiettivo quello di
abattere lo stato borghese ma si deve passare atttavesos una fase intermedia per poter poi
arrivare in maniera graduale alla società comunista.
Marx sostiene che Contraddizioni sono come delle forze oscure che il proletariato stesso ha
prodotto ma che non riesce più a gestire.
Aumentano i capitalisti, capitalisti piccoli vanno a aumentare il numero dei proletari creano
squilibrio. Proletari crescono di numero, se io producono sempre di più ci devono essere
degli acquirenti, ma a un certo punto il mercato si satura perché nessuno prende altro.
Prestiti non vengono ridati, saturazione del mercato. Crisi del 29 in America. Si chiedono
capitali in prestito alla banca, ma non si riescono a dare. Non avevano depositi.
perché alla vecchia classe borghese si passa al proletariato, ma la società comunista non
violenta divisioni di classe, quindi si dovrà passare poi all’uguaglianza sociale.
Marx afferma che nello stato borghese c’erano delle istituzioni e realtà che creavano principi
d’ingiustizia. Questa contrapposizione tra oppressi e oppressori, deve lasciare spazio a delle
misure di passaggio, dove ci sarà il potere del proletariato inizialmente ma non
definitivamente. Nel 1971, ci sarà la Comune di Parigi,cioè si prova a organizzare la società
secondo lo stato comunista. Marx analizza i limiti della comune di Parigi e del comunismo
spesso. Le caratteristiche del programma sono dette nel testo “la guerra civile in Francia”, si
parla di misure che i proletari una volta arrivati al potere devono prendere:
Ognuno deve avere secondo i propri bisogni, tutti sono a servizio della comunità in misura
uguale. Servono tutti allo stesso modo.
Deperimento dello stato: lo stato con queste misure verrà sempre meno. Lo stato borghese
deve essere sconfitto, annullato. Dopo questa fase di dittatura del proletariato, ci sarà
l’abolizione del proletariato.
Indipendentemente dal salario conta la capacità creativa, non c’è distinzione tra lavoro
intellettuale e fisico, devo fare qualcosa nel quale mi sento realizzato. Non vivo per il salario
che mi da lo stato, guardo se il lavoro corrisponde a quello che voglio allora mi trovo in una
società priva di divisione del lavoro, dove nessun lavoro è meglio di un altro ma è solo quello
che fa per me : GIUSTIZIA SOCIALE. “Un uomo che si riscopre nel suo lavoro è un uomo
nuovo”. Trasforma l’uomo economico nell’uomo nuovo che vede nel lavoro la propria
realizzazione. Il lavoro non è più merce, non è più fonte di guadagno. Lavoro che nobilita
l’uomo.