Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
58 visualizzazioni128 pagine

GF69

Giroinfoto Magazine numero 69 di luglio 2021 presenta un progetto editoriale dedicato alla fotografia e ai viaggi, con l'obiettivo di creare una comunità di appassionati che condividono esperienze e contenuti. Il numero include reportage su attività come il paracadutismo, con focus su diverse discipline e storie di avventure ad alta quota. La rivista continua a crescere e ad evolversi, offrendo uno spazio per la promozione della cultura fotografica e del territorio.

Caricato da

josecavalheiro13
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
58 visualizzazioni128 pagine

GF69

Giroinfoto Magazine numero 69 di luglio 2021 presenta un progetto editoriale dedicato alla fotografia e ai viaggi, con l'obiettivo di creare una comunità di appassionati che condividono esperienze e contenuti. Il numero include reportage su attività come il paracadutismo, con focus su diverse discipline e storie di avventure ad alta quota. La rivista continua a crescere e ad evolversi, offrendo uno spazio per la promozione della cultura fotografica e del territorio.

Caricato da

josecavalheiro13
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

N.69 - LUGLIO 2021 [Link].

com
N. 69 - 2021 | LUGLIO Gienneci Studios Editoriale. [Link]

Skydiving
Adrenalina ad alta quota
Band of Giroinfoto

WORLD PRESS PHOTO CLAVESANA VILLA TORRIGIANI


2021 I CALANCHI TOSCANA
Skira Editore Band of Giroinfoto Band of Giroinfoto

Photo cover by Gabriele Sturaro


WEL
COME

69
[Link]
LUGLIO 2021
LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 3

Benvenuti nel mondo di


Giroinfoto magazine ©

Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del
fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo,
dove chiunque appassionato di fotografia e viaggi può
Oggi
esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un Dopo più di 5 anni di redazione e affrontando un anno difficile come il
pubblico interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità
che svelano le infinite locations del nostro pianeta. 2020, il progetto Giroinfoto continua a crescere in modo esponenziale,
aggiudicandosi molteplici consensi professionali in tema di qualità dei
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul contenuti editoriali e non solo.
mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico,
con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze Questo grazie alla forza dell'interesse e dell'impegno di moltissimi
del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters membri delle Band of Giroinfoto (i gruppi di reporter accreditati alla
professionisti e amatori del photo-reportage. rivista e cuore pulsante del progetto) , oggi distribuite su tutto il territorio
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più nazionale e in continua crescita.
interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni
più vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere Una vera e propria community, fatta da operatori e lettori, che supportano
un punto di riferimento per la promozione della cultura e sostengono il progetto Giroinfoto in una continua evoluzione,
fotografica in viaggio e la valorizzazione del territorio. arricchendosi di contenuti e format di comunicazione sempre più nuovi.

Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, Per l'anno 2021 affronteremo nuove sfide per offrire ancora più esperienze
contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, alle nostre band e ai nostri lettori, proiettando i contenuti su nuove frontiere
in una rassegna che guarda il mondo con occhi artistici dell'intrattenimento, oltre la carta stampata, oltre l'on-line reading, oltre i
e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e social, per rendere più forte la nostra teoria di aggregazione fisica, reale
situazioni, andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai interazione sociale e per non assomigliare sempre di più a "pixel", ma a
tutti ci siamo fossilizzati. persone in carne ed ossa che interagiscono fra di loro condividendo la
passione della fotografia, della cultura e della scoperta.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e
viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze Un sentito grazie per averci seguito e un benvenuto a chi ci seguirà da
di viaggio raccontate da fotografie e informazioni utili. oggi, ci aspettano esperienze indimenticabili da condividere con tutti voi.

Una raccolta di molteplici idee, uscite fotografiche e Director of [Link]


progetti di viaggio a cui partecipare con il puro spirito di Giancarlo Nitti
aggregazione e condivisione, alimentando ancora quella
che è oggi la più grande community di fotonauti.

Giroinfoto Magazine nr. 69


4

on-line dal

11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.

L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E

[Link]

Giroinfoto Magazine nr. 69


LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 5

LA RIVISTA DEI FOTONAUTI


Progetto editoriale indipendente

Official site
[Link]
facebook
@[Link]
Instagram
@giroinfoto
Pinterest
giroinfoto
Issuu
giroinfoto magazine
ANNO VII n. 69 Youtube
20 Luglio 2021 giroinfoto TV

DIRETTORE RESPONSABILE LAYOUT E GRAFICHE PARTNERS


ART DIRECTOR Gienneci Studios Instagram
Giancarlo Nitti @Ig_piemonte, @Ig_valledaosta,
PER LA PUBBLICITÀ: @Ig_lombardia_, @Ig_veneto, @Ig_liguria_
CAPO REDATTORE Gienneci Studios,
Mariangela Boni hello@[Link] @cookin_italia

RESPONSABILI DELLE ATTIVITÀ DISTRIBUZIONE: SKIRA Editore


Barbara Lamboley (Resp. generale)
Gratuita, su pubblicazione web on-line di Urbex Team Old Italy
Adriana Oberto (Resp. gruppi)
[Link] e link collegati.
Barbara Tonin (Regione Piemonte)
Monica Gotta (Regione Liguria)
Manuel Monaco (Regione Lombardia) CONTATTI
Gianmarco Marchesini (Regione Lazio) email: redazione@[Link]
Isabella Bello (Regione Puglia) Informazioni su [Link]:
Rita Russo (Regione Sicilia) [Link]
Giacomo Bertini (Regione Toscana) hello@[Link]
Bruno Pepoli (Regione Emilia Romagna)
Questa pubblicazione è ideata e realizzata
COORDINAMENTO DI REDAZIONE
da Gienneci Studios Editoriale.
Maddalena Bitelli
Tutte le fotografie, informazioni, concetti,
Remo Turello
Regione Piemonte testi e le grafiche sono di proprietà
Stefano Zec intellettuale della Gienneci Studios © o
Regione Liguria di chi ne è fornitore diretto(info su www.
Silvia Scaramella [Link]) e sono tutelati dalla legge in
Regione Lombardia tema di copyright. Di tutti i contenuti è fatto
Laura Rossini divieto riprodurli o modificarli anche solo
Regione Lazio in parte se non da espressa e comprovata
Rita Russo autorizzazione del titolare dei diritti.
Regione Sicilia
Giacomo Bertini
Regione Toscana

Giroinfoto Magazine nr. 69


10
6

C O N T E N T S
R E P O R TA G E

SKYDIVING

GIROINFOTO MAGAZINE

69
I N D E X

R E P O R TA G E

TERRASINI
10 SKYDIVING
Adrenalina ad alta quota
Band of Giroinfoto Piemonte-Lombardia

36
36 TERRASINI
Terra del Golfo
Band of Giroinfoto Sicilia

54 CIMITERO MONUMENTALE
Milano
A cura di Alina Timis

66 WORLD PRESS PHOTO


2021
Skira Editore

R E P O R TA G E

CIMITERO
MONUMENTALE

54
R E P O R TA G E

66
WORLD PRESS PHOTO
2021

Giroinfoto Magazine nr. 69


7

R E P O R TA G E

70
VILLA TORRIGIANI

VILLA TORRIGIANI
Storia e architettura
70 R E P O R TA G E

Band of Giroinfoto Toscana REGIA FARMACIA

82
REGIA FARMACIA
Torino
82
Band of Giroinfoto Piemonte

GAZIANTEP
Il Museo dei Mosaici di Zeugma
92
A cura di Monica Gotta

I CALANCHI
Clavesana
104
Band of Giroinfoto Piemonte

R E P O R TA G E

92
GAZIANTEP

R E P O R TA G E

104
I CALANCHI

Giroinfoto Magazine nr. 69


PUBBLICA
SU GIROINFOTO MAGAZINE
Ti piace la fotografia e sei
un'appassionato di viaggi?

[Link], con la sua rivista,


ti mette a disposizione ogni mese
uno spazio tutto tuo dove potrai
pubblicare un articolo o anche una
sola fotografia.

Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.

526 366 125


VI PRESENTIAMO

I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters

Pubblicazione delle Copertura degli articoli sui continenti


statistiche e i volumi
relativi al report
mensile di:

Luglio 2021
313 52 8 35ARTI- 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI COLI ARTICOLI ARTICOLI

4% 77% 1,5% 204.973 5.338


16% 0,5% Letture totali Letture nell'ultimo
1% mese
VIAGGIA
SCRIVICI
CONDIVIDI
FOTOGRAFA

Scegli un tuo viaggio che Componi il tuo articolo


hai fatto o una location che direttamente sul nostro sito.
preferisci.

Seleziona le foto più


interessanti che hai fatto.

L'articolo verrà pubblicato


sulla rivista che potrai
condividere.

DIVENTA REPORTER DI GIROINFOTO MAGAZINE


Leggi il regolamento sul sito [Link]
Ogni mese a disposizione tante pagine per le tue foto e i tuoi articoli.
10 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Elisabetta Cabiddu Manuel Monaco


Giancarlo Nitti Silvia Petralia
Giuliano Guerrisi Silvia Scaramella

Adrenalina ad alta quota

Provare l’emozione di lanciarsi da un aereo è una A Milano, l'unica galleria del vento verticale in
sensazione di libertà guardando il mondo dall’alto. Italia e la seconda al modo dopo quella di Abu
Dhabi.
Chi osa saltare nel vuoto a più di 4.000 metri
d’altezza, avrà sicuramente un’incredibile storia da Aero Gravity è il progetto che realizza il sogno
raccontare e un ricordo indelebile da conservare di un gruppo di paracadutisti che desideravano
nel tempo. condividere la loro passione rendendola
accessibile a chiunque e senza limiti.
Ci siamo recati all'aereoporto "Carlo del Prete" di
Vercelli dove risiede la scuola di paracadutismo Il raccondo di alcuni membri di Giroinfoto che
[Link] SSD per toccare con mano questa hanno assaporato l'inebriante volo in galleria.
fantastica esperienza.

A cura di Silvia Petralia e Giancarlo Nitti A cura di Silvia Scaramella e Manuel Monaco

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 11

Quando si parla di paracadutismo, si è soliti pensare immediatamente


alle formazioni aviolancistiche lanciate da un C130 militare.
Difatti, le prime esperienze ed esperimenti con il paracadute sono
stati a firma militare se escludiamo il progetto mai realizzato di
Leonardo da Vinci nel 1435.
Oggi, ormai da più di 60 anni, parallelamente alle pratiche militari,
l'espressione del paracadutismo si traduce in attività sportiva
prendendo la denominazione di paracadutismo sportivo o skydiving.

Negli ultimi anni, il paracadutismo sportivo ha subito un'evoluzione


tale da poter permettere la nascita e il perfezionamento di varie
discipline come il freefly, relative work, sky surf, canopy piloting, ecc.
e viene praticato in zone denominate drop-zone presenti un po' in
tutta Italia all'interno di medio-piccoli aeroporti.

Il tipico lancio paracadutistico-sportivo prevede il decollo e salita in


quota con un aereo da aviolancio a circa 4200 metri, l'apertura della
porta e l'uscita in caduta libera fino ai 1500/1000 mt dal livello del
terreno con l'apertura del paracadute.
L'atterraggio avviene veleggiando con il paracadute all'interno della
drop-zone con un circuito di atterraggio.

Giroinfoto Magazine nr. 69


12 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Come dicevamo, oggi il paracadutismo continua ad evolversi come vero e


proprio sport e, addirittura, in ambito ricreativo, a pari passo con i materiali
sempre più performanti, sicuri e tecnologici.

Una peculiarità di questo sport è che contiene all'interno di esso una


numerosa serie di discilpline dimostrando di non essere solo limitato a
lanciarsi da un aereo e atterrare con un paracadute.
Nel tempo si sono sviluppate diverse specialità come il free fly, detto anche
volo tridimensionale.
Il paracadutista compie dei movimenti non solo orizzontali ma anche verticali
spostandosi e coordinandosi in diverse posizioni, anche relativamente al
proprio compagno di volo.

Il free style, prettamente individuale e che consiste in caduta libera di


eseguire una serie di evoluzioni e volteggi, ricordando esercizi di danza o
ginnastica artistica, nel minor tempo possibile.
Il relative work, una spettacolare formazione di due o più paracadutisti che
realizzano delle figure volando molto vicini ed eseguendo delle prese.
Lo skysurf, una tecnica di paracadutismo acrobatico in cui il paracadutista si
lancia con una specie di tavola da snowboard attaccata ai piedi compiendo
evoluzioni.
Head down, una competizione che sfida l'aereodinamica precipitando a testa
in giù raggiungendo velocità impressionanti per il volo umano che toccano
i 400 km/h.
Chi non ricorda Patrick de Gayardon con la sua avveneristica wingsuit, una
tuta alare che permette di planare in volo partendo dalla porta di un aereo o
lanciandosi da una montagna in modalità base jumping per costeggiare le
rocce.

Infine possiamo citare il canopy e il canopy work, che partono dal momento
di apertura del paracadute compiendo evoluzioni a vela aperta in singola
o in lavoro relativo con altri paracadutisti e lo scenico swooping in cui il
paracadutista in fase di atterraggio esegue un percorso parallelo al terreno
di diverse decine di metri a velocità vicine ai 90 km/h.

Come avete visto nello skydiving c'è da divertirsi, ma ciò che trattiene molti
dal praticare questo sport è sicuramente il terrore dell'atto di uscire da un
aereo per precipitare nel vuoto... comprensibile, ma in questo caso con un
po' di coraggio le scuole di paracadutismo ci vengono incontro dando la
possibilità di provare in completa sicurezza con un volo tandem ancorati
saldamente ad un istruttore con centinaia se non migliaia di lanci alle spalle
o assaggiare la caduta libera all'interno di una galleria verticale del vento
insieme a un tutor.

La redazione di Giroinfoto si è recata presso la scuola di paracadutismo


[Link] SSD di Vercelli per "lanciare" Silvia, uno dei nostri reporter da un
aereo e inviato Manuel e Silvia presso l'Aero Gravity di Milano a provare
l'esperienza della galleria del vento.

Facciamoci raccontare com'è andata.

Giancarlo Nitti

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 13

SWOOPING
Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


14 R E P O RTA G E | SKYDIVING

La scuola di paracadutismo Raffaele Chierichetti e da sempre


“VZONE S.S.D” (società sportiva ha l'impegno di portare al grande
dilettantistica) inizia l’attività nel pubblico il paracadutismo sportivo
1974 e opera presso l'Aeroporto di come uno sport incredibilmente
Vercelli "Carlo del Prete" situato a suggestivo e accessibile a tutti.
sud di Vercelli.
La scuola è riconosciuta dall' ENAC La scuola, infatti, propone agli iscritti
per l’istruzione e la preparazione un corso di paracadutismo che
specifica all’ottenimento della soddisfa elevati standard qualitativi
licenza di paracadutismo e vanta nazionali ed internazionali,
la presenza di giovani ed esperti utilizzando metodologie didattiche
istruttori che nel corso del tempo all'avanguardia che permettono di
hanno ottenuto le principali licenze ottenere l'abilitazione al lancio e di
nazionali ed internazionali a partire imparare i fondamentali necessari
da quelle americane come l'USPA, in pochissimo tempo.
UPT, STRONG ENTERPRISES e
FAI per la partecipazione alle VZONE si occupa, inoltre, della
competizioni mondiali. preparazione dell'attività agonistica
e del supporto ai soci, in previsione
L'associazione è formata da uno delle numerose gare annuali
staff con la grande passione del sostenute.
volo condotto da Gabriele Miglio e

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 15

A cura di Silvia Petralia

Felicità, è quello che ho provato quando mi è stata data la Insomma, con tutte queste restrizioni per il virus, riuscire
possibilità di prenotare il lancio. a cimentarmi in qualcosa di così adrenalinico è stata una
Adrenalina ed emozione, sono le sensazioni che ho provato benedizione.
quando mi sono svegliata e preparata per recarmi dagli amici
di V. Zone SSD insieme al team Giroinfoto. Oltre al team Giroinfoto c'era anche il mio compagno, anche
lui aveva deciso di lanciarsi.
In molti mi hanno chiesto se fossi riuscita a dormire e se Credo che condividere questa esperienza con lui mi abbia
avessi paura, ma la risposta è stata: assolutamente no… per dato molta più forza ed entusiasmo.
nulla, anzi, sono carica! E poi, paura di cosa?
Sono una docente di sicurezza e conosco le statistiche per Così andiamo a registrarci, ci consegnano occhialini e
cui sono consapevole di compiere ogni giorno azioni molto bandana per il volo, e ci comunicano che tra soli 15 minuti
più rischiose, come ad esempio guidare. saremmo saliti sull'aereo per il lancio.

Perché dovrei avere paura di lanciarmi con un istruttore L'adrenalina aumenta così come la voglia di buttarsi nel vuoto,
qualificato ed esperto, sapendo di avere a disposizione di volare e sentirsi liberi… questo è quello che provavo e
ben due paracaduti? ( il primo paracadute e un secondo di desideravo fortemente.
emergenza).
Sono almeno 15 anni che sogno di lanciarmi con il paracadute,
ma penso che questo sia stato in assoluto il periodo migliore
per farlo.

Elisabetta Cabiddu Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


16 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Giuliano Guerrisi Photography Manuel Monaco Photography

Poco prima di salire sull'aereo abbiamo partecipato al briefing Qui scopriamo che l'aereo che ci porterà in quota non
con l'istruttore tandem, dopo una spiegazione sulle procedure è un comune Pilatus PC-6, ma il famoso Pilatus F-Hdey
da seguire. «GoldenEye», cioè lo stesso velivolo utilizzato da James Bond
Consistono nel simulare l'uscita dall'aereo e le posizioni da per sfuggire allo spietato colonnello Ourumov nella scena del
mantenere al lancio, durante il volo e in fase di atterraggio. film GoldenEye nel 17° capitolo della saga dedicata a 007.
Siamo circa una decina a lanciarci del primo gruppo della
Finalmente si sale! giornata, 4 tandem e relativi piloti tandem con i videoman per
Ci dirigiamo verso l'aereo. le riprese in caduta libera.
In questa scuola utilizzano un Pilatus PC-6 Porter, un
turboelica da 550 cavalli e 15 metri di apertura alare, preparato Gli istruttori ci dicono come posizionarci sull'aereo mettendo
appositamente per il lancio paracadutistico, in grado di le gambe a incastro in modo da “entrarci” tutti... sembra di
arrivare a 4200 metri in 15 minuti, atterrare in soli 180 secondi giocare a tetris!
con un rateo di discesa estremo e arrestandosi in 50 metri di Una volta sistemati per bene si accende il motore e si parte.
pista.

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 17

L'emozione cresce, un po' perchè il momento del lancio si


avvicina e un po' semplicemente per la gioia di volare.
È incredibile come la percezione del volo aumenta quando
si è in un piccolo aereo.

Mentre ci alziamo in volo il mio istruttore Simone Ghione,


detto Ghigo, mi parla in modo molto rassicurante e allo
stesso tempo si assicura di tenere altissimo l'entusiasmo!
Mi racconta un po' di informazioni su Vercelli, mi chiede
come sto e mi chiede di provare a dirgli a quanti metri
eravamo, “duemila” gli rispondo, ma mi dice che avevamo
da poco superato i mille metri e che saremo dovuti arrivare
a 4200 m!

A un minuto dal raggiungimento della quota, suona un


allarme che avvisa che manca pochissimo al lancio:
“oddio, il momento si avvicina, non ci credo, sono pazza,
chi me l'ha fatto fare!”
Quello è stato il primo e ultimo momento di “panico” che
ho avuto, forse il primo dove ho realizzato cosa stavo per
fare.
Giancarlo Nitti Photography
Termina il minuto e aprono il portellone dell'aereo.

Gabriele Sturaro Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


18 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Sinceramente immaginavo di vedere i compagni davanti a me prepararsi


con più calma al lancio e invece, ovviamente, non è stato per nulla così.
Succede tutto in una manciata di secondi, il tempo di aprire il
portellone è sufficiente: si sono già lanciati tutti quelli davanti a me!

Rimaniamo io e il mio compagno e alla fine, mi dicono di alzarmi,


avvicinarmi e di non guardare giù, la paura e l'adrenalina aumenta,
l'istruttore sistema la mia testa sulla sua spalla facendomi
guardare sempre verso l'alto e si lancia!

Sinceramente non ho capito molto di come


sia finita nel vuoto, è stato tutto molto rapido e le
emozioni erano tantissime...
Ma stavamo volando!
Il videoman, Gabriele Sturaro, uscito
sincronizzandosi con il pilota tandem gioca con
me, mi prende le braccia, le mani, ci muoviamo,
posiziona le sue braccia come farebbe superman,
ci divertiamo tantissimo e assaporiamo a pieno il
senso di libertà.
Dopo aver percorso circa 3000 mt, in solo un
minuto di caduta libera a circa 220 km/h, il pilota
tandem apre il paracadute.
Con l'apertura arriva un forte contraccolpo, trovo
sia molto divertente questa fase del lancio dove
ti sembra di tornare su quando in realtà rimani
sospeso, effetto accentuato dal vedere il videoman
che invece continua a precipitare aprendo il suo
paracadute successivamente per arrivare prima a
terra.

Gabriele Sturaro Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 19

Gabriele Sturaro Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


20 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Scendiamo con il paracadute e sembra quasi di


rimanere fermi.
Prosegue così l'ultima parte dell'esperienza.
Gli ultimi mille metri li fai in completo relax: ti godi il
panorama, il cielo azzurro e il vento sulla faccia.

L'istruttore, probabilmente per la “noia” mi propone un giro


di "giostra", chiaramente accetto il giro e iniziamo a ruotare
su noi stessi velocemente.

Prima da un lato, poi dall'altro, mi fa anche provare a pilotare


il paracadute, un po' di manovre e via: sembra quasi di saper
volare!
Gabriele Sturar
o Photography

Elisabetta Cabiddu Photography Manuel Monaco Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 21

Giancarlo Nitti Photography

Gabriele Stu
raro Photog
raphy

Termina così la mia esperienza in volo.


Insomma, l'unica paura che ti resta è quella di non poterti più
lanciare, o quantomeno non quel giorno!!

Trascorrono anche questi ultimi 5 minuti e ci prepariamo per Purtroppo gli istruttori dicono che quando ti lanci la prima
l'atterraggio. volta è normale che il tempo scivoli velocemente, mentre
Posiziono le gambe distese a 90°, si atterra sull'erba in rallenta grazie all'esperienza nei lanci successivi...
posizione “seduta”.
“Che peccato è già finito!”, questo è quello che io ma anche Spero dunque di poter ripetere l'esperienza in futuro!
altri pensano appena terminata l'esperienza.
Di sicuro se ti è piaciuta la vorresti già ripetere. Silvia Petralia

Giroinfoto Magazine nr. 69


22 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Intervista ad Ettore Testa, Guido Fasulo e Raffaele Chierichetti

Manuel Monaco Photography

A cura di Silvia Petralia

Oggi abbiamo la fortuna di incontrare le tre generazioni che


hanno fondato, condotto e proseguito le attività paracadutistiche
all'aereoporto di Vercelli.
Una storia affascinante e complessa che ha permesso alla Drop-zone
di Vercelli di distinguersi in questo sport.

Ciao Ettore, come ha avuto inizio la tua passione per il


paracadutismo?

Nel 1943 diventai volontario delle "Camicie Nere",


dopo essere uscito dalla scuola di ragioneria iniziai
Quando ha avuto origine la società a Vercelli?
la carriera militare.
Nel '47 non esistevano i paracadutisti in italia
A Vercelli avviarono l'attività aereonautica
e i militari americani già si lanciavano con il
nel 1974, io ai tempi ero istruttore a Casale
paracadute dal 1912.
Monferrato e mi fecero la proposta di
Gli italiani non erano organizzati e avevano timore
spostarmi.
di questa nuova strategia militare e io non lo potevo
Mi dissero: “Se mi porti 10 tessere a
accettare.
Vercelli ti faccio prendere l'aereo” e io lo
Infatti, proprio in quell'anno, iniziando gli
feci!
addestramenti militari del mio contingente mi
Iniziammo con un piccolissimo aereo da 5
ritrovai con quelli della classe 1930, mentre io ero
posti, un Cesna 205.
della classe 1927.
In quegli anni portare avanti un aereoporto
Da quel momento il paracadutismo si fissò
privato era estremamente complicato, tra
indelebilmente nella mia vita.
burocrazie e pizzi da pagare.
Successivamente dal 1964 agli anni '80 feci corsi
Dopo diversi anni come direttore è
di perfezionamento a Pisa diventando uno dei 20
subentrato Fasulo.
istruttori ed esaminatore militare in Italia.

Raccontaci una delle esperienze più rischiose che hai avuto in tanti anni di Qando ti sei lanciato l'ultima volta?
paracadutismo.
Nel 2015 ancora saltavo, a circa 88 anni,
Un giorno dovevo provare dei paracadute che non si aprivano a Palestro, ho da sempre saltato con un sigaro in
famosa per la presenza delle rane. bocca, ovviamente acceso!
Con altri ragazzi a 1000 m ci lanciamo con questi paracadute, insomma Una volta mi lanciai con un tandem di una
che ci fosse qualche problematica era evidente, in quanto riuscii ad aprire il ragazza famosa della televisione (non
paracadute tenendolo praticamente solo nelle mani, senza imbracatura se posso fare nomi) e la baciai in volo.
avessi mollato la presa dalle mani non avrei più avuto niente! Una volta atterrati gli dissi, ti è piaciuto?
E lei rispose, sì ma potevi toglierti il sigaro
dalla bocca quando mi baciavi ed io gli
Ti è mai capitato di insegnare qualcosa ad altri istruttori? risposi: e con quale mano avrei potuto?

Sì con degli istruttori francesi, una volta saltai con i primi paracadute alari con
loro come allievo, arrivammo a terra, ma loro, nonostante l'esperienza non
sapevano come ripiegare i paracadute, e così io insegnai loro come ripiegarli.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 23

Ciao Guido, tu quando sei subentrato nella società?

All'apertura dell'aereoporto nel 1974 ho da praticamente


subito affiancato Ettore e negli anni 90 presi in carico
la parte amministrativa delle attività sostituendo l'aereo
esistente con un altro Cesna 205 "I-IPAJ" che utilizzammo
fino al 2017.
Nel 2017 avevo in previsione di chiudere l'attività, per i
costi di gestione dell'aereo e la concorrenza enorme, ma
fortunatamente i giovani che facevano parte del club mi
hanno proibito di chiudere, sia per il nome sia per la storia e
l'importanza della scuola nelle loro vite.

Una curiosità: Come mai il logo della società storica è rappresentato da una rana?

La rana rappresenta innanzitutto Vercelli, e la abbiamo adottata per rappresentarci a nostra volta.
Nel 2017 cambia ragione sociale e gestione, subentrando Raffaele Chierichetti e Gabriele Miglio con un nuovo brand "[Link]"
ma la rana è rimasta il simbolo numero 1 della scuola.
Anche dopo il cambio gestione sono rimasto il direttore della scuola grazie alla forte volontà dei ragazzi della nuova società,
seguo ancora molte delle parti burocratiche della scuola.
Con i ragazzi ci siamo intesi subito, abbiamo la stessa visione delle cose, le stesse idee.
In tutto questo comunque Ettore Testa è e rimane per tutti noi un pilastro fondamentale, come anche Orazio Malavasi morto
sfortunatamente in un campionato a Siena.

Come ti sei ritrovato a dirigere insieme al tuo socio Gabriele Miglio le attività di Vercelli?

Considero i miei soci una famiglia.


Ho iniziato nel 93 a lanciarmi col paracadute e nel 2009 ho iniziato a farlo come
lavoro negli USA.
Iniziò tutto con la telefonata che mi fece Gabriele Miglio quando mi disse apriamo un
centro in Italia, io ero negli USA e avevo una richiesta per lavorare a Dubai, lì era un
posto sicuro, mentre qui sarebbe stato tutto da costruire.

Siamo partiti e abbiamo avuto un'ascesa importante nonostante la vicinanza con gli
altri posti concorrenti.
Abbiamo tentato i primi 3 week-end con il Cesna 205 ma non eravamo competitivi.
Abbiamo quindi poi preso l'aereo Pilatus PC-6 porter, 550 cavalli,usato anche per il
film Goldeneye, pilotato da James Bond.
L'acquisto è avvenuto da un amico tedesco che aveva l'aereo a Cagliari, ci ha
scommesso, ci ha creduto e ora è contento.
Obbiettivi dell'attività?

L'obbiettivo è sempre quello di continuare come stiamo facendo, sono stati due anni pesanti per il covid, ma c'è stata una risposta
che non mi aspettavo, nonostante la crisi la gente chiama e prenota, fortunatamente.
Quindi la prerogativa sarà quella di continuare, le difficoltà saranno anche più importanti di quelle affrontate finora, ma noi non
molliamo.
D'altra parte anche la partenza è stata davvero molto difficile, perchè ci siamo scontrati con tante problematiche che abbiamo
sempre affrontato di petto, non abbiamo mollato e le soluzioni sono arrivate di conseguenza.
E questo per noi è già stato un ottimo obbiettivo da raggiungere.
Solo l'anno scorso abbiamo fatto 300 iscritti e i tandem sono poi arrivati di conseguenza.
Inoltre i nostri iscritti sono affezionati, non è una gestione “industriale”, le persone che vengono costruiscono dei rapporti di
amicizia, di fiducia, si sta insieme, si mangia insieme, siamo davvero una grande famiglia.

Giroinfoto Magazine nr. 69


24 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Solo i supereroi possono volare?


everybody can fly!

“Everybody can fly” è il motto e la missione dell’unica


galleria del vento verticale in Italia.

Aero Gravity è il progetto nato nel 2017 dal sogno


di un gruppo di paracadutisti che desideravano
condividere la loro passione rendendola accessibile
a chiunque e senza limiti.
Aero Gravity è attualmente la seconda più grande
galleria del vento verticale al mondo, superata solo
dalla CLYMB di Abu Dhabi.

A cura di
Manuel Monaco
Silvia Scaramella

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 25

Archivio Aerogravity Photography

In realtà gli 8 metri di cristallo visibili sono solo una


piccola parte della struttura complessiva.
Questo impianto di indoor skydiving totalmente
all’avanguardia, progettato da un team internazionale
di ingegneri, ha dimensioni ancora più grandi: l’altezza
totale della galleria, dalle fondamenta fino in cima, è di
21 metri circa con uno spazio di volo effettivo di 15/16
metri.

Costruire una struttura così grande ha richiesto studi


precisi e l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, ma
il risultato finale è straordinario.
Le grandi dimensioni della galleria, l’utilizzo di sei turbine
e il doppio ricircolo dell’aria, permettono di sfruttare
al meglio l’effetto Venturi e di riprodurre fedelmente
l’ambiente di volo esterno, riducendo al minimo le
turbolenze.

La particolarità dei tunnel verticali è proprio questa:


permettono di ricreare, in un ambiente sicuro e
controllato, ciò che i paracadutisti vivono durante il lancio
nei sessanta secondi di caduta libera.
La costruzione di questa struttura in Italia, oltre a rendere
accessibile uno sport estremo a tutti, ha portato enormi
benefici a un settore di nicchia.
I professionisti possono infatti allenarsi senza
preoccuparsi delle condizioni meteo e senza i tempi morti
di decollo, atterraggio, ripiegamento del paracadute, etc...

Giroinfoto Magazine nr. 69


26 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Archivio Aerogravity Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 27

Chi può volare?


I più assidui utilizzatori della struttura sono ovviamente i
professionisti. È possibile scegliere tra numerose proposte che variano
Infatti, coloro che hanno già la licenza da paracadutista, nel numero di ingressi in camera di volo e nel numero di
oppure hanno completato il corso AeroTRAINING, possono partecipanti.
richiedere di essere riconosciuti come Sport Flyers e allenarsi Ci sono pacchetti per le famiglie, per gruppi, per le aziende
in autonomia prenotando lo spazio di volo. ma anche per le scuole.
Per i bambini esiste un progetto dedicato, il Kids Flight School,
La struttura è importante anche per le forze armate che la che mette a disposizione la galleria del vento per lezioni
frequentano regolarmente per esercitazioni e addestramenti, settimanali con tariffe dedicate.
allo scopo di ridurre al minimo i rischi di incidenti durante i Lo scopo di questo progetto è quello di realizzare in Italia
lanci. quanto già succede all’estero: avvicinare i più piccoli a questo
sport e, per chi lo desidera, partecipare alle varie competizioni.
Ma come abbiamo già detto, tutti possono volare ad Aero
Gravity. L’attenzione rivolta specialmente ai bambini è altissima.
Se hai almeno quattro anni, non sei in gravidanza e non soffri La cosa più importante è che si instauri un rapporto di fiducia
di dislocazione degli arti superiori e vuoi provare un’emozione con l’istruttore: essendo abituati a un rapporto molto umano,
indimenticabile, sei nel posto giusto. la necessità di indossare casco, tuta e occhialini protettivi
Non è richiesta nessuna esperienza o competenza specifica, potrebbe spaventarli.
ma, abbigliamento comodo e scarpe con i lacci sono Al momento le iscrizioni alla Kids Flight School sono aperte!
fondamentali.
Per tutto il resto, ti basterà ascoltare attentamente le
indicazioni che ti verranno date e fidarti del tuo istruttore che
sarà sempre con te.

Matteo Bellomi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


28 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Archivio Aerogravity Photography

Un altro progetto molto importante per il team è il Disability La voglia e il desiderio di non fare differenze e di parlare
Project. sempre in modo chiaro alle persone, creano un ambiente
Come si evince dal nome, questo progetto è interamente sereno in cui la disabilità passa in secondo piano e l’unica
pensato per persone con disabilità, che siano intellettive, cosa che resta è l’adrenalina del volo.
sensoriali o motorie.
Disability Project ha preso forma grazie all’impegno e Questo non significa che non siano adottate precauzioni
alla preparazione di tutto lo staff, ma anche grazie alla speciali quando necessario.
collaborazione con l’Associazione Obiettivo Volare che ha Ad esempio, grazie alla partnership con il gruppo Humantech,
presentato al gruppo Andrea Pacini, unico paracadutista prestigioso gruppo di ortopedie italiano, chi ha una disabilità
paraplegico italiano in attività, nonché attuale responsabile motoria, può utilizzare gli ausili ortopedici sviluppati
del progetto. appositamente per il volo indoor.

Il team di Aero Gravity si è impegnato innanzitutto ad eliminare


ogni possibile barriera architettonica e a rendere l’ambiente
accogliente e sicuro per tutti.

Archivio Aerogravity Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 29

Dall’inizio del progetto, la struttura ha registrato la del vento, nel reclutamento di 89 persone con disabilità, con il
partecipazione di oltre 500 persone. fine di selezionare 5 atleti che rappresenteranno Aero Gravity
Inoltre, moltissime Associazioni sportive, di promozione e l’Italia, durante la prima competizione internazionale di
sociale e organizzazioni di vario genere hanno regalato ai indoor skydiving che si terrà a maggio 2022 a Aix-Marseille
propri iscritti questa emozione indimenticabile. in Francia.
Tra le tante collaborazioni, risalta quella con Special Olympics
Italia e con Daniele Cassioli, atleta non vedente, pluricampione
del Mondo di Sci Nautico.

Il progetto sta avendo il successo che tutto il team di


Aero Gravity auspicava e sta andando oltre le aspettative:
grazie all’impegno e al lavoro di questi anni, la società ha
l’opportunità di partecipare al progetto #Windtunnelhandifly,
capitanato dalla Federazione Francese di Paracadutismo e
cofinanziato da Erasmus + Sport, insieme ad altre 20 gallerie

Archivio Aerogravity Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


30 R E P O RTA G E | SKYDIVING

È necessario arrivare con un’oretta d’anticipo rispetto Qui vengono consegnate le tute, il caschetto e gli occhialini e
all’orario di volo previsto per effettuare la registrazione ed ci si può cambiare negli spogliatoi.
evitare ritardi nella schedulazione.
La sede di Aero Gravity si trova a Pero, vicinissima alla Fiera Al termine della vestizione, in una sala dedicata al briefing
di Milano, ed è facilmente individuabile in quanto si tratta di teorico, vengono spiegate le regole basiche e le gestualità
un edificio color rosso acceso sulla cui sommità svettano che permetteranno di interagire con l’istruttore.
i loghi dello sponsor principale (Fastweb) e di Aero Gravity. Durante il volo infatti non è possibile parlare perché il rumore
Molto caratteristica la vetrata che permette, anche da fuori, di generato dalle sei turbine rende impossibile sentirsi.
vedere coloro che volano nel tunnel. Ma non preoccupatevi, vi verranno forniti anche i tappi per le
orecchie e non sentirete alcun rumore fastidioso! Dicevamo, è
Conclusa la registrazione si può attendere il proprio turno importante memorizzare un paio di gesti che vi permetteranno
sugli spalti o al bar e osservare i volteggi di chi sta volando. di comprendere le indicazioni che vi darà il vostro istruttore.
Le classi di volo sono composte da un massimo di 14
partecipanti. Terminato il briefing si torna al secondo piano, e si viene
L’esperienza inizia nel momento in cui si viene condotti al condotti in camera di pre-volo.
primo piano dove c’è l’area di vestizione.

Archivio Aerogravity Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 31

Matteo Bellomi Photography

La camera comunica direttamente con il tunnel quindi, una assimila quanto vissuto durante il volo e memorizza la
volta che la classe è entrata, non si esce fino alla fine del turno posizione da mantenere.
di volo.
Ogni partecipante, nella formula AeroSTART, accede al tunnel In questo modo quando si rientra per il secondo turno, si è in
due volte per un minuto: nel primo ingresso l’istruttore darà le grado di stabilizzarsi più velocemente ed è proprio in questo
indicazioni per “stabilizzarsi”. momento che si raggiungerà il massimo del divertimento: si
sperimenta il cosiddetto High Fly o Taxi Fly.
In questa fase è molto importante seguire quanto vi suggerisce L’istruttore vi porterà in alto per poi concludere con la caduta
l’istruttore e mantenere un costante contatto visivo con lui ma libera!
soprattutto rilassarsi e godersi l’esperienza.

Terminato il primo minuto si ritorna in camera di pre-volo.


Mentre gli altri partecipanti si alternano nel tunnel il cervello

Matteo Bellomi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


32 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Come Band of Giroinfoto abbiamo potuto sperimentare Vedere gli atleti allenarsi è un vero spettacolo...sembra tutto
il volo indoor presso questa giovane e innovativa realtà. facilissimo!
Immaginerete quanto fossimo curiosi di provare a volare per Ma sarà davvero tutto così semplice?
la prima volta. Mentre guardavamo affascinati i movimenti degli atleti e degli
Arrivando alla struttura abbiamo visto volteggiare un istruttore istruttori è arrivata Alessandra, la responsabile marketing.
attraverso l’enorme vetrata, non stavamo più nella pelle! Con lei abbiamo potuto scoprire Aero Gravity e tante curiosità.

Dopo la registrazione ci siamo fermati a guardare uno dei Ad esempio, sapete come vengono puliti i vetri del tunnel?
team di Formation Skydiving (lavoro relativo) migliori del Volando!
panorama italiano che si allenava. L’acqua può essere utilizzata senza pericolo nel tunnel.
Considerate che il wind tunnel di Aero Gravity può ospitare
fino a 8 persone contemporaneamente.

Matteo Bellomi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 33

Matteo Bellomi Photography

Mentre Alessandra ci illustrava queste e molte altre curiosità A turno ci avviciniamo alla porta che comunica direttamente
è arrivato Martin, il nostro istruttore che, dopo il briefing, ci ha con il tunnel e, sulla soglia, ci lasciamo cadere in avanti
dato ancora qualche dritta. (aiutati ovviamente da Martin) e ci siamo!
Siamo poi passati alla vestizione (prestate attenzione a
come infilare la tuta, la zip va davanti) ed infine siamo saliti al Il flusso d’aria è imponente e ci sostiene e spinge all’istante!
secondo piano per entrare in camera di volo. Martin ci aiuta e ci dà le indicazioni e, WOW, stiamo volando,
ed è fighissimo (si può dire?)!
Messi i tappi, la bandana (che si sostituisce alle mascherine
che altrimenti volerebbero via), gli occhialini (ben stretti) e il Ricordando quanto imparato durante il briefing e seguendo le
casco, siamo pronti per entrare. indicazioni di Martin che costantemente comunica con noi è
facile (non ci schiantiamo sulle pareti solo perché Martin ci
Ok, siamo nella camera ed è giunto il nostro turno, sarà facile prende in tempo)!
come sembra?
Da qui in poi parleremo al plurale perché descriviamo le Presa coscienza di cosa stiamo facendo, un po’ a destra e un
emozioni provate da entrambi ma ricordate che nel tunnel si po’ a sinistra, un po’ più su, un po’ più giù, il minuto vola via; si
entra una persona per volta. torna in camera di pre-volo.

Matteo Bellomi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


34 R E P O RTA G E | SKYDIVING

Matteo Bellomi Photography

Interiorizzato quanto appena successo siamo pronti per il cui stiamo scrivendo, non possiamo non pensare a quanto
secondo ingresso (evviva!). Martin, e in generale tutti gli istruttori, siano fantastici perché
Ora le cose si fanno interessanti. nonostante nel tunnel non si possa comunicare verbalmente,
Siamo nel tunnel, stiamo volando, Martin si aggancia a noi con sono in grado di metterti a tuo agio, farti rilassare e nello
un movimento rotatorio e iniziamo a salire a spirale, siamo in stesso momento guidarti e farti godere appieno di questa
un attimo oltre gli 8 metri d’altezza! magnifica esperienza, semplicemente con uno sguardo, con
E poi il vuoto, la caduta libera. un sorriso o con un semplice gesto.
Cuore in gola, la rete si avvicina sempre di più ma grazie a
Martin ci fermiamo appena in tempo! È una cosa non banale, per nulla scontata, se pensate che in
E poi ancora, di nuovo lassù per tornare, di colpo, giù! quei minuti siete su un flusso d’aria che viaggia oltre i 200
Oh mio Dio, bellissimo! Lo rifacciamo? Questo è stato il nostro km/h.
pensiero e altri che non possiamo scrivere.

Terminato il volo, con l’adrenalina in circolo, è difficile


formulare pensieri complessi e profondi ma, nel momento in

Matteo Bellomi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | SKYDIVING 35

I tunnel verticali sebbene vengano largamente utilizzati dai Certo, bisogna considerare che rispetto agli spazi aperti e
paracadutisti professionisti in quanto permettono di allenarsi “illimitati” del cielo il volo indoor è più “difficile” in quanto si
tutti i giorni dell’anno, possono essere utilizzati anche per svolge in uno spazio limitato.
avvicinare a questo sport chiunque, come il team Aero Gravity
sta dimostrando. Rimane comunque più accessibile, infatti, chi ha paura a salire
su un aereo oppure non potrebbe farlo per problemi di salute
Rispetto ad un lancio in tandem in cui il controllo è totalmente a può benissimo frequentare un tunnel verticale come Aero
carico dell’istruttore, nel volo indoor l’istruttore è un facilitatore Gravity.
(garantisce che l’esperienza si svolga in totale sicurezza) e,
quindi, si è attivi nella ricerca della corretta posizione e si può
sperimentare direttamente come la minima variazione della
posizione, ad esempio di una mano o del volto, influisca sulla
fluttuazione e sulla stabilità.

Ringraziamo
tutto lo staff per la calorosa accoglienza e per l’enorme
disponibilità dimostrata.
Un grazie speciale ad Alessandra che ci ha guidato alla
scoperta di questa bellissima realtà, a Martin che ci ha
letteralmente sostenuto nel tunnel e a Sandro Andreotti [Link]
per averci permesso di vivere questa esperienza molto
emozionante.
Un ultimo, ma non per importanza, ringraziamento va a Matteo
Bellomi per aver documentato tutto con foto e video.

Matteo Bellomi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


36 R E P O RTA G E | TERRASINI

A cura di Rita Russo

rinomata località turistico - balneare per la sua


splendida posizione panoramica sul mare, è
non solo la meta estiva preferita dai palermitani
ma anche dai turisti che amano sia la cultura
e le bellezze naturali, sia la gastronomia e
l’accoglienza tipicamente siciliane.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 37

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


38 R E P O RTA G E | TERRASINI

Rita Russo Photography

Distante poco meno di 25 km da Palermo, Terrasini è proprietà di Rodolfo Bonello, feudatario normanno e guerriero
facilmente raggiungibile in auto percorrendo l’autostrada A29 al seguito del conte Ruggero I di Sicilia.
Palermo - Trapani, in direzione di quest’ultima, fino all’uscita Nei secoli successivi numerosi principi e baroni sfruttarono il
omonima. feudo, fin quando non arrivò la famiglia La Grua Talamanca,
Numerosi sono, inoltre, i pullman che la collegano al capoluogo principi di Carini, i quali, agli inizi del XVIII secolo, acquistarono
e, infine, per chi la volesse raggiungere in aereo, l’aeroporto questo territorio dal barone Donato di Gazzara.
internazionale Falcone - Borsellino dista solo 12 km.
Fu a quel tempo che Vincenzo III La Grua Talamanca promosse
Sull’origine del nome “Terrasini” esistono due interpretazioni. l’insediamento urbano nel feudo, le cui attività prevalenti
La prima, “Terra sinus", ossia terra del golfo, deriva, secondo furono, già da allora, l’agricoltura e la pesca e su sua proposta
lo storico Gioacchino Di Marzo, dal nome con il quale i romani il re spagnolo Filippo IV decretò la nascita del comune.
denominarono il golfo di Castellammare, “Sinus Aegestanus”, Nel 1836, il Re Borbone Ferdinando II con un decreto fece
sul quale il territorio di Terrasini si affaccia. annettere al Comune di Terrasini la limitrofa frazione di Cinisi,
denominata Favarotta (sorgente).
La seconda interpretazione, forse la più appropriata,
vede derivare il nome della città da “Terra sinorum”, terra Così il nuovo territorio comunale occupò e occupa a oggi
delle insenature, per la particolare caratteristica della un’area di circa 20 Kmq sita lungo il tratto iniziale della costa
costa antistante il territorio comunale, ora rocciosa, alta e che si affaccia sul golfo di Castellammare, dominato dalla
frastagliata, ora bassa e sabbiosa o pietrosa, ricca di approdi Torre di Capo Rama, il cui promontorio oggi fa parte della
e di grotte naturali. Riserva Naturale che da essa prende il nome, per la ricchezza
e la varietà della flora e della fauna che vi si trova.
La storia di Terrasini inizia, probabilmente, intorno all’anno
1000 D.C., quando questo territorio, ancora inabitato, era

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 39

Il nucleo più antico della cittadina ha conservato, inalterato nel


tempo, un impianto urbanistico con una trama a scacchiera
regolare, in cui lunghi isolati di case basse e bianche sono
allineati lungo strade dritte e convergenti verso mare.

In questo contesto risaltano la monumentale chiesa madre e


i due palazzi settecenteschi appartenuti ai principi di Carini:
il palazzo La Grua Talamanca, oggi residenza municipale,
edificio assai rimaneggiato, che conserva le antiche vestigia
nelle sale interne del piano terra e il palazzo Cataldi, che
conserva le originarie caratteristiche di un palazzo nobiliare,
oggi sede della Biblioteca Comunale.

Il cuore del centro abitato è costituito da Piazza Duomo e


dalla piccola villa San Giuseppe sita a fianco alla chiesa, al
centro della quale è presente una fontana che costituisce una
vera attrattiva per i turisti in visita alla cittadina. Infatti, essa è
costituita da un rubinetto sospeso che attraverso un potente
getto d'acqua dà l'impressione di levitare.

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


40 R E P O RTA G E | TERRASINI

L’ampia piazza, che ha forma rettangolare, è lastricata con Essa è per questo la chiesa più grande in tutto il Golfo di
basole di marmo siciliano e su di essa si affacciano antichi Castellammare
palazzi risalenti al XVII e XVIII secolo, insieme al maestoso Per la realizzazione della chiesa occorsero circa vent’anni,
edificio di culto, dedicato alla patrona di Terrasini, Maria durante i quali i cittadini di Cinisi cercarono in ogni modo
Santissima delle Grazie. di ostacolarne la costruzione. Ciò nonostante la chiesa fu
La piazza e le traverse limitrofe ad essa, ormai chiuse al completata nella prima metà del Settecento, in puro stile
traffico, sono sede di numerosi locali che rendono il centro barocco.
storico un perfetto luogo d’incontri e di animazione non
soltanto per i cittadini, ma anche per i turisti che hanno Il duomo presenta un'imponente facciata con otto colonne,
molteplici opportunità di assaggiare le più note specialità quattro doriche e quattro corinzie; al centro della facciata è
della gastronomia e della pasticceria siciliane. presente la statua di Maria Santissima delle Grazie, mentre ai
lati si ergono le due statue dei Santi Pietro e Giuseppe.
Il Duomo, che costituisce il monumento più importante della
città di Terrasini, ha una storia particolare. Un altro elemento caratteristico della chiesa sono le due
Esso, infatti, fu realizzato nel Settecento, quando era ancora vertiginose torri, alte circa 30 metri, su cui sono installati due
viva la rivalità tra i comuni di Terrasini e Cinisi, per volere del orologi.
barone Gazzara che decise, insieme ai suoi concittadini, di L'interno è invece costruito in pregiato marmo bianco scolpito
costruire una chiesa tanto grande da superare non solo quella da maestri siciliani, nel quale sono presenti numerosi affreschi
del vicino comune di Cinisi ma anche quelle presenti nei dipinti da artisti locali.
comuni limitrofi.

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 41

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


42 R E P O RTA G E | TERRASINI

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 43

Rita Russo Photography


Di fronte al Municipio di Terrasini (ex palazzo La Grua
Talamanca), al centro della Piazza dedicata ai giudici
Falcone e Borsellino, si trova il Monumento ai Caduti, donato
dai cittadini di Terrasini residenti a Detroit, che raffigura un
cippo quadrangolare in marmo, sormontato da una figura
alata, sul quale sono incisi i nomi dei terrasinesi caduti nelle
due grandi guerre del secolo scorso.

Tra i palazzi degni di nota spicca il Palazzo d’Aumale, sito


sul Lungomare Peppino Impastato.
Questa struttura ottocentesca fu originariamente proprietà
del principe Henri d’Orléans, duca d’Aumale che la utilizzò
come struttura di supporto alla sua azienda agricola del
tempo, sita nella vicina contrada dello Zucco.
Oggi, dopo numerosi anni di abbandono, il palazzo ospita il
Museo Regionale di Storia Naturale e la mostra permanente
del carretto siciliano (Giroinfoto n.67).
Nella periferia della cittadina, in [Link] Paternella, si trova Villa
Fassini, in stile liberty, la cui progettazione viene attribuita
all’arch. Ernesto Basile.

Originariamente appartenuta alla potente famiglia siciliana


dei Florio, questa villa è nota anche per essere diventata,
negli anni 1970, la prima grande comunità hippy italiana,
fondata da Carlo Silvestro, giornalista musicale e poeta
romano, che accoglieva giovani provenienti da tutta Italia e
dall’Estero.

Giroinfoto Magazine nr. 69


44 R E P O RTA G E | TERRASINI

Terrasini è stata negli ultimi anni abbellita anche con


numerose installazioni di artisti, che ornano oltre il centro
abitato soprattutto il Lungomare Peppino Impastato.

Ubicati poco fuori il centro abitato, lungo la costa, gli edifici più
antichi del territorio sono costituiti dalle torri d’avvistamento
che servivano per avvertire la popolazione dell’attacco di
pirati o dei temuti Saraceni.

Il sistema di avvistamento prevedeva la collocazione di


un punto di osservazione costiero su ogni promontorio
strategico del territorio, in maniera da garantire velocemente,
con segnalazioni luminose, la comunicazione visiva tra una
torre e l’altra.

Tra le antiche e maestose torri, Torre Toleda, Torre Alba, Torre


di San Cataldo e Torre di Capo Rama, la più antica è l’ultima
che domina l’omonimo promontorio e ricade in zona "A" della Rita Russo Photography
Riserva Naturale Orientata.

Questa torre costruita con impianto circolare nel XV secolo


faceva parte delle 11 torri controllate dal Senato della Città
di Palermo, delle quali rappresentava anche quella più
occidentale.

La Torre Alba, invece, facilmente raggiungibile dal Lungomare


Peppino Impastato, oggi costituisce una delle sedi di
rappresentanza del comune di Terrasini.

TORRE TOLEDA
Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 45

TORRE CAPORAMA
Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


46 R E P O RTA G E | TERRASINI

TORRE ALBA
Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 47

Giroinfoto Magazine nr. 69


48 R E P O RTA G E | CHIARA FERRARIS
TERRASINI

Di certo però l’attrattiva maggiore di questa solare cittadina costituita da una piccola caletta dalle acque cristalline
a vocazione prevalentemente turistica è costituita dalla sua incorniciata da alte scogliere e da faraglioni dalle forme
costa articolata, che dalla spiaggia sabbiosa della Ciucca, in irregolari, alla quale si accede tramite una lunga scalinata.
prossimità del porticciolo arriva alla spiaggia di San Cataldo,
costituita da ciottoli misti a sabbia che si trova al confine del Tra i tratti di costa più belli c’è sicuramente anche Cala Rossa
territorio comunale con quello di Trappeto. così chiamata per il colore delle rocce che la formano che è
il luogo ideale per coloro che amano tuffarsi dagli scogli e
Tra le suddette spiagge si trovano numerose baie rocciose, praticare snorkeling o immersioni.
scoscese falesie dalle rocce colore bianco e rosso,
punteggiate da splendidi faraglioni e cavità naturali.
Tutto ciò regala panorami mozzafiato e tramonti spettacolari.

La spiaggia più famosa dopo la Ciucca è sicuramente quella di


Praiola, piccola spiaggia libera dalla sabbia dorata che si trova
proprio vicino al centro abitato, di fronte al Museo D’Aumale,

LA CIUCCA
Rita Russo Photography

SAN CATALDO
Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 49

PRAIOLA
Rita Russo Photography

CALA ROSSA
Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


50 R E P O RTA G E | TERRASINI

Per gli amanti della natura, infine, nel territorio comunale,


si trova, come già accennato in precedenza, anche un sito
di elevato interesse naturalistico costituito dalla Riserva
Naturale Orientata di Capo Rama.
Questa riserva, istituita nel giugno 2000 dalla Regione
Siciliana e affidata in gestione al WWF Italia, è suddivisa in
zona A e zona B ed occupa una superficie di circa 57 ettari.

In particolare, il promontorio di Capo Rama con la sua


successione di rocce triassiche è stato inserito anche
nell’elenco dei geositi italiani, in quanto località di
rilevante interesse geologico di alto valore naturalistico
ed importante testimone della storia della Terra. Questa
successione è, infatti, ricca di fossili, fra i quali prevalgono i
gusci dei Magalodonti (lamellibranchi di grandi dimensioni)
fossili guida del Triassico, primo periodo dell’era mesozoica
o secondaria, insieme a resti di coralli ed altri organismi
che popolavano i fondali marini.

La costa è alta e rocciosa (falesia) e su essa si aprono


alcune grotte legate alla concomitante azione dell’erosione
marina e dei fenomeni carsici, dovuti ai processi di
dissoluzione del carbonato di calcio a opera delle acque
di infiltrazione superficiale che circolano nell’ammasso
roccioso calcareo.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 51

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


52 R E P O RTA G E | TERRASINI

Dal punto di vista faunistico, l’area di riserva ospita fauna tipica delle coste rocciose.
Tra i mammiferi si trovano le volpi, il coniglio selvatico e il riccio.
Essa ospita anche alcuni rettili tra i quali l’endemica lucertola siciliana, il biacco, il geco e l’emidattilo.
Ma è l’abbondanza di fauna aviaria che fa della riserva un luogo adatto agli appassionati di birdwatching.

Essa si trova lungo le rotte migratorie e durante i periodici spostamenti, alcune specie sostano indisturbate sulla scogliera.
Oltre ai gabbiani reali, che nidificano tra gli anfratti delle falesie, è possibile avvistare anche il passero solitario, il martin
pescatore, il gheppio ed il falco pellegrino.
La vegetazione della macchia, inoltre, offre riparo anche ad alcune specie di rondoni, cappellacci, cinciallegre e merli; mentre
occasionalmente è possibile osservare alcune specie migratorie quali gli aironi cinerini, le garzette e alcune specie di anatre.
Le grotte, invece, ospitano colonie di alcune specie di pipistrelli.

La flora presente in queste aree è di tipo arbustivo e discontinuo e tra le varie specie presenti ciò che salta subito all’occhio
sono le distese di macchia mediterranea a palme nane, fittamente distribuite sui pianori soprastanti la scogliera.

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | TERRASINI 53

Come in tutti i centri abitati storici anche a Terrasini non


mancano le tradizioni folkloristiche.
Quella più antica e degna di nota, è la ”Festa di li schietti”
(festa degli scapoli) cui è dedicata una statua in bronzo
ubicata nelle vicinanze del Municipio.

Durante questa festa, che si tiene il sabato e la domenica


di Pasqua, con un complesso rituale rimasto immutato nel
tempo, un gruppo di scapoli alzano, sul palmo di una mano
sola, un albero di circa 50 Kg di arancio amaro o melangolo,
preventivamente (circa un mese prima) scelto nelle campagne
del paese dal comitato organizzatore degli schietti.

L’albero, infatti, simbolo e protagonista della manifestazione,


deve presentare alcune peculiarità per la buona
riuscita dell’alzata, tra le quali quella di essere dritto ed
equilibratamente frondoso.
La festa ha inizio all’alba del Sabato Santo con il taglio
dell’albero, simbolo della vita che si rinnova. Questo è uno dei
momenti sacri della festa e avviene in campagna.
Al rito del taglio segue quello della “manciata” (mangiata),
ossia il pasto collettivo che ricongiunge la festa agli antichi
riti agrari pagani.
Con tutto il rituale dell’alzata, infatti, inizia un nuovo ciclo
della natura e l’atto del cibarsi riuniti attorno al fuoco per
consumare carne di “crasto” (montone) e sarde arrostite sulla
brace - prodotti simbolo delle principali attività del territorio di
Terrasini, l’agricoltura e la pesca -, annaffiato da vino locale,
propizierà un anno di abbondanza e felicità.

Nel pomeriggio del sabato, l’albero, nuovamente protagonista


della festa, viene trasferito in paese su un carretto
accompagnato dal maestro d’ascia che lo adatta alle regole
dell’alzata. Terminata questa operazione, l’albero viene
addobbato con striscioni colorati, “ciancianeddi” (sonagli
utilizzati per adornare i cavalli da tiro per i carretti) e piccole
caciotte ed è pronto per l’alzata che avverrà durante il giorno
seguente, ossia la domenica di Pasqua.

In questo giorno l’albero, dopo essere stato benedetto


dal parroco e fatto sfilare per le strade del paese, è pronto
affinché gli scapoli, nel tipico costume siciliano, possano
dare prova di forza e abilità sotto i balconi delle promesse
spose o delle “zite” (fidanzate), ufficiali e non.

In questo ultimo caso con l’alzata il giovane dichiara il suo


amore alla famiglia dell’amata e all’intera comunità.
Quando la zita acconsente stacca un ramo dall’albero lanciato
in aria, siglando così la promessa di matrimonio.
Nonostante le innovazioni introdotte nel corso degli anni,
come la partecipazione dei “maritati” (sposati) e dei bambini,
i quali sollevano un albero di peso proporzionato alla loro
forza, la vitalità della originaria tradizione è rimasta immutata
tanto che gli esiti della gara costituiscono per i giorni
successivi oggetto di interminabili discussioni nei bar o nei
circoli del paese.

Vista la nutrita comunità di cittadini terrasinesi emigrati e


residenti a Detroit, la festa viene celebrata in contemporanea
anche in America nella quale però per ovvi motivi è andato
perso il significato di festa agraria ed essa assume la veste
di una sagra nella quale emerge la nostalgia dell’emigrato.

Rita Russo Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


54 R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO 55

UN MUSEO A CIELO APERTO

A cura di Alina Timis

La parola cimitero deriva dal greco ‘’koimētérion’’ che sta per


dormitorio o luogo di riposo, destinato alla sepoltura dei morti,
invece il verbo ‘’koimân’’ significa far addormentare.

Il cimitero monumentale di Milano nasce come cimitero ‘’di


tutti i milanesi’’, riconosciuto all’unanimità come ‘’museo a cielo
aperto’’ e noto per le sue maestose sculture e per il gran numero
di opere di grandi architetti e scultori, è uno dei monumenti più
rappresentativi del capoluogo lombardo.

Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


56 R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO

Seguì l’inaugurazione parziale nel 1866 in quanto alcune


sue facciate non erano del tutto ultimate, l’opera venne
poi completata solo nel 1887.
Nella realizzazione dei lavori, Carlo ha collaborato
con vari scultori, pittori e marmisti, tra cui ricordiamo
il pittore Luigi Cavenaghi e gli ornatisti Angelo e Celso
Stocchetti.

Dopo la progettazione del Monumentale, Carlo


Maciachini ebbe un enorme successo nell’architettura
funeraria.
Edificato in stile eclettico, inaugurato e benedetto il 2 novembre Altre opere importanti dell’architetto sono: il Tempio di
del 1866, nel corso degli anni è diventato un vero e proprio ‘’inno San Spiridione a Trieste, che fu anche il suo primo lavoro
alla milanesità’’, tant’è che viene considerato un pezzo di storia di una certa rilevanza; la facciata della Basilica di San
di Milano. Simpliciano a Milano; la facciata del Duomo di Voghera;
Tuttavia, il cimitero più grande della città è il Cimitero Maggiore, la cupola e la facciata del Duomo di Pavia e tante altre.
che si estende su una superficie di oltre 650.000 mq e conosciuto Inoltre, fu lui a realizzare il letto a baldacchino per la
come Cimitero di Musocco, così chiamato perché parte della sua principessa Sissi e il marito Francesco Giuseppe, ospiti
costruzione si trovava in una frazione del comune di Musocco. a Palazzo Reale nel 1857.

Alla fine dell’Ottocento, Milano era una città in rapida espansione, Morì nel 1899 nella sua casa a Varese e le sue spoglie
pertanto i cimiteri collocati all’interno delle mura, i cosiddetti sono custodite nel cimitero monumentale di Milano, in
bastioni, erano malvisti. una tomba sobria da lui disegnata proprio all’ingresso
Pierluigi
Il Peis Photography
complesso monumentale è un insieme di fabbricati edificati della galleria.
in epoche diverse, che, con il passare degli anni ha assunto una
valenza storica, artistica e a tratti inquietante. Nel 2018, in occasione del bicentenario della nascita di
Carlo Maciachini, il comune di nascita dell’artista Induna
Carlo Maciachini fu il creatore del Monumentale, nato in Olona insieme al comune di Milano hanno ospitato
provincia di Varese nel 1818 e diventato architetto a 43 anni, l’iniziativa ‘’Buon Compleanno Architetto!’’ presso il
iniziò la realizzazione dopo aver vinto un concorso indetto dal cimitero Monumentale con l’obiettivo di far conoscere
Comune di Milano, il cui desiderio era di avere un cimitero unico a un ampio pubblico questo importante personaggio e
che convogliasse su di sé le sepolture distribuite nei sei cimiteri le sue opere, tra cui ricordiamo anche l’edicola Keller, la
periferici. Sonzogno, o la Calegari.

L’idea del progetto nasce nel 1837 ma solo nel 1863 fu


ufficialmente data via libera ai lavori.

EDICOLA SONZOGNO
Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO 57

FAMEDIO
Il luogo colpisce soprattutto per le sue
dimensioni, uno spazio di circa 250.000 mq, Alina Timis Photography
che a soli 30 anni dall’inaugurazione ospitava
già oltre 74.000 defunti.
Il cimitero è un’opera ambiziosa, abbina stili
che vanno dal gotico al bizantino e infine al
romantico: è un vero e proprio museo a cielo
aperto.
Da subito ha rappresentato per gli artisti del
mondo un’occasione straordinaria per misurarsi
con un tema antico come quello funerario.

Per quanto riguarda la struttura, è composto da


3 aree distinte: una centrale, che è la più vasta,
dedicata alle famiglie e defunti cattolici; una
parte sinistra dedicata agli acattolici e quella
a destra, guardando la facciata, dedicata agli
israeliti.

Nell’area più vasta troviamo il cosiddetto


Famedio, o Pantheon degli uomini illustri, che
deriva dal latino ‘’famae aedes’’ e significa
‘’tempio della fama’’, raggiungibile da un’ampia
scalinata, viene inaugurato nel 1867 e ospita
solo 7 uomini illustri, tra cui ricordiamo
Alessandro Manzoni il cui sarcofago occupa
tutta la parte centrale, morto nel 1873 e portato
nel Famedio 10 anni dopo, poi ci sono Carlo
Cattaneo, Luca Beltrami, Salvatore Quasimodo,
Carlo Forlanini, Bruno Munari e Leo Valiani.

Tutti i milanesi illustri e personaggi famosi


sono sepolti proprio in questo posto, è
una costruzione in marmo e mattoni che
inizialmente è stata costruita per essere
una chiesa, successivamente trasformata in
un’opera all’aperto.

Giroinfoto Magazine nr. 69


58 R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO

Alina Timis Photography

Ogni anno, ogni 2 novembre, vengono inseriti altri nomi nelle vari monumenti di note famiglie della grande borghesia
pareti del Famedio, personaggi che hanno fatto la storia di milanese, tra cui la famiglia Falck, quello della famiglia
Milano ma non necessariamente sepolti qui. L’onore nell’essere Ferdinando Bocconi, fondatore dell’omonima università
iscritti nel Famedio non comporta necessariamente la nonché proprietario dei grandi magazzini diventati poi la
sepoltura nel luogo, bensì la menzione del proprio nome, Rinascente.
tenendo conto delle seguenti 3 categorie: gli “illustri”, per vari
meriti letterari, artistici o scientifici, i “benemeriti” che hanno Poi ci sono le edicole, le tombe scultoree e architettoniche, vere
recato beneficio o fama alla città e i “distinti" nella storia della opere d’arte, che rappresentano lo stile ed il gusto dell’epoca
patria”. in cui vennero realizzate, spiccano come le più maestose,
quelle delle famiglie Campari (una tomba da brividi), Bracco,
Ovviamente, la prima sezione del cimitero è occupata da Brambilla e Treccani, fondatore della Enciclopedia Italiana.
illustri figli milanesi o d’adozione, addentrandosi, troviamo

EDICOLA FALCK EDICOLA BRAMBILLA EDICOLA CAMPARI


Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO 59

EDICOLA BOCCONI
Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


60 R E P O RTA G E | DA BASTIA MONUMENTALE
CIMITERO A PORTO - MILANO

Alla Cripta, si accede dai portici di ingresso al cimitero ed è una


componente del Famedio, ospita personaggi che appartengono
ad una storia più recente di Milano, come Alda Merini, Giuseppe
Meazza, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Dario Fo, Ambrogio
Fogar, Paolo Grassi, Duilio Loi e Franca Rame.

Continuando la passeggiata, sul lato destro si intravede il


reparto israelita, aperto nel 1872 e separato dal resto del
cimitero da un muro, è suddiviso in 6 campi di cui 3 campi
dedicati ai bambini.
Le loro tombe suscitano molta tenerezza e allo stesso tempo
danno
Pierluigiun senso
Peis di tranquillità.
Photography
OSSARIO CENTRALE
Sulla parete destra dell’Ossario Centrale si trova la famosa Alina Timis Photography
scritta a ricordo di Carl Thomas Mozart, figlio del compositore

Wolfgang Amadeus Mozart e oltre al Famedio e alla sua Cripta, è presente anche la sagoma massiccia del Civico Mausoleo
Palanti, opera dell’architetto Mario Palanti completata nel 1928, il Civico Mausoleo Garbin e la Nicchia D dell’Edicola F di
Levante Superiore, zona che ospita le ceneri di Enzo Tortona.

Al termine dell’asse centrale (circa 625 m dalla cancellata d’ingresso) si trova il Tempio Crematorio.
Completato nel 1876 e donato al Comune di Milano, è il primo in Italia, essendo anche il primo Paese in Europa ad adottare la
pratica crematoria, preso poi come modello da altre città e Paesi.

Il maestoso Tempio Crematorio, il primo al mondo, inaugurato il 22 Gennaio del 1876, accoglie la salma di Alberto Keller, ricco
industriale e filantropo, che si trova al centro del reparto acattolico nella parte sinistra, dove troviamo anche le sepolture di
alcune famiglie facoltose svizzere e tedesche, come i Richard, Eberhard o Körner.

I forni della sala di cremazione, sono stati costruiti nel 1896 quando è stato effettuato il secondo ampliamento del Tempio.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO 61

Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


62 R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO

BERNOCCHI
Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO 63

L’edicola Antonio Bernocchi del 1936, ospita le spoglie


dell’omonimo senatore, uno dei finanziatori del palazzo della
Triennale di Milano e si sviluppa su un tronco di cono decorato
da 176 sculture tutto tondo modellate da Giannino Castiglioni,
la base vede Giuda come primo di una lunga serie di figure, che
popolano l’altezza del monumento con un andamento a spirale,
rappresentano la via crucis, l’interno conserva mosaici dorati e
pavimento di marmo policromo.

La tomba di Isabella Casati, è una scultura di Enrico Butti, che


ritrae una bellissima ragazza di soli 24 anni sul letto di morte,
il pannello alle sue spalle invece rappresenta un sogno che la
rapisce.

La tomba della famiglia di Arturo Toscanini, colpisce per


delicatezza e drammaticità, perché allude al piccolo figlio
Giorgio, scomparso prematuramente e la disperazione dei
genitori raffigurati in un abbraccio.

La tomba di Alessandro Manzoni, il suo sarcofago messo in


origine lungo la parete di fondo, venne innalzato nel 1958 sopra
un basamento con rilievo in bronzo sempre opera di Giannino
Castiglioni.
Quando si decise di riposizionare il sarcofago al centro del
Famedio e il corpo mummificato fu esposto, il caso vuole che
dall’ingresso entrasse un raggio di luce che colpì il volto dello
scrittore, ci fu chi invocò i santi del paradiso, chi pensava di
assistere ad una resurrezione, chi semplicemente fuggì per lo
spavento, pertanto la bara rimase aperta e incustodita.

Sempre nella parte centrale del piazzale, si intravede un


monumento commemorativo dei circa 800 milanesi uccisi
nei campi di concentramento ed è opera del gruppo BBPR,
importanti esponenti dell’architettura italiana.

CASATI TOSCANINI
Alina Timis Photography Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


64 R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO

Vicino all’ingresso, si possono ammirare una serie di fotografie


e stampe che mostrano lo sviluppo storico del cimitero negli
anni e 2 carri funebri elettrici a batteria costruiti nel 1920.
Oltre all’antico carro funebre che si nota all’interno, si apre
il cortile delle sculture dimenticate, dove sono accatastate
tutte le sculture smontate dai monumenti che nessuno ha mai
reclamato o portato via, come fosse una sorte di cimitero nel
cimitero.

Nel cimitero monumentale gli spazi vengono assegnati in


un ordine preciso, seguendo una regola rigorosa, lo spazio
massimo che può essere assegnato a una tomba è di 7 m per 7.
Visto il cospicuo numero di monumenti selezionati attraverso
criteri di rilevanza culturale, si sta svolgendo la catalogazione
parallelamente alla mappatura sistematica di tutte le sepolture
del cimitero a opera del curatore, al fine di poter raccogliere tutte
le informazioni in un unico database informatizzato.

Sono numerose le possibilità per il turista di visitare il cimitero,


si possono fare le visite da soli o con guide specializzate, io
consiglio la guida per scoprire ogni curiosità sulla vita dei defunti.
Le tombe, ognuna a modo suo, evocano sensazioni particolari
negli osservatori, è come intraprendere un piccolo viaggio nel
passato intrigante e misterioso, molto interessante dal punto di
vista umano e sociale. Un cimitero che celebra la persona anche
dopo la morte con tombe monumentali di rinomati artisti.
Ogni statua ha un cartello che ne spiega la storia. Alcune tombe
sono semplicissime, senza alcuna fotografia o portafiori.

Il modo migliore per visitare il cimitero è quello di perdersi tra i


monumenti funebri, di leggere le iscrizioni sulle lapidi funerarie,
che a volte sono anche divertenti, lontano dai rumori della città.
Potrebbe sembrare un posto inquietante, è pur sempre un
luogo di sepoltura, ma in realtà è un luogo anche romantico e le
migliaia di tombe e monumenti funerari danno una sensazione
di armonia. Persino i giardini interni sono un’opera d’arte.

Credo sia un posto unico, dove allontanarsi dal traffico cittadino


e fare un tuffo nel passato, attraverso le storie delle personalità
che hanno fatto la storia di Milano.
Che dire...è un luogo sacro e macabro allo stesso tempo che
esige rispetto!
Non posso che concludere con 2 parole semplicissime incise su
uno dei tanti monumenti: VOGLIAMOCI BENE!

Alina Timis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CIMITERO MONUMENTALE - MILANO 65

UNA CURIOSITÀ
Per 30 anni i tram sono stati utilizzati come carri funebri
municipali, un servizio di cordoglio pubblico in funzione dal 1895
fino al 1925, poi i tram a cavalli per i primi 20 anni di servizio,
nato per ovviare al problema dei cortei funebri vista la posizione
periferica del cimitero.

La prima stazione dei tram funebri si trovava alla fine di


Via Bramante e i convogli, composti in genere da 3 vetture,
percorrevano Via Cenisio e Viale Certosa fino a Musocco.

Le carrozze, adibite al trasporto degli accompagnatori del


feretro, avevano un meccanismo di riscaldamento per l’inverno e
un ventilatore per l’estate, inoltre i sedili erano imbottiti.
La vettura, iniziò così ad essere chiamata dai milanesi, la
Gioconda.

Nel 1907 venne inaugurata un’altra stazione in Piazza Medaglie


D’Oro che esiste ancora oggi, ma al suo interno sono state
ricavate le terme di Porta Romana.

Il Cimitero Monumentale di Milano si trova nella zona 8 della


città, nel quartiere Isola ed è facilmente raggiungibile tramite
la metropolitana M3 lilla, fermata Monumentale o M2 verde
fermata Garibaldi con una passeggiata di pochi minuti.

Giroinfoto Magazine nr. 69


66 BOOK | WORLD PRESS PHOTO 2021

WORLD PRESS PHOTO 2021


Foto dell'anno
The First Embrace
© Mads Nissen, Danimarca,
Politiken/Panos Pictures
World Press Photo

Giroinfoto Magazine nr. 69


BOOK | WORLD PRESS PHOTO 2021 67

WORLD PRESS PHOTO 2021


Il catalogo della nuova edizione del più famoso premio internazionale di fotogiornalismo

Skira Editore
Dal 1955 il concorso annuale World Press Photo
rappresenta l’eccel- lenza del giornalismo visivo.
4.315 fotografi da 130 paesi per un totale di 74.470
immagini perve- nute (con un incremento rispetto alle
edizioni precedenti) raccontano uno degli anni più
duri della nostra storia, che ha visto l’intero pianeta
lottare contro un nemico comune.

Ma no solo.
Come ogni anno le foto che verranno selezionate
rappresenteranno il meglio del giornalismo visivo,
esplorando ogni angolo della contemporaneità e
raccontandone tutti gli aspetti.
La foto dell’anno è stata scattata da Mads Nissen a
São Paulo e ritrae una paziente malata di Covid-19
che riceve il suo primo abbraccio dopo cinque mesi.
Suddivise in otto categorie, le immagini raccontano
la profondità e la complessità del lavoro
fotogiornalistico, mettendo il lettore a diretto contatto
con fotografie sensazionali, a volte scioccanti, che
raccontano il nostro mondo.
World Press Photo
Story of the Year Skira pubblica il quarto volume sul prestigioso
Amore mio premio dopo quelli delle edizioni 2018, 2019 e 2020.
© Antonio Faccilongo Getty Reportage

Oltre alla World Press Photo of the Year 2021 è stata


premiata anche la World Press Photo Story of the Year 2021,
riconoscimento che va per la prima volta a un italiano, Antonio
Faccilongo di Roma, con un servizio per Getty Reportage dal
titolo Habibi (“amore mio”).

Circa 4.200 palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane,


alcuni dei quali con condanne da 20 anni o più: dal momento
che le visite coniugali sono negate e il contatto fisico è vietato
fin dai primi anni 2000, i detenuti palestinesi che desiderano
avere figli contrabbandano il loro sperma fuori dalla prigione,
nascondendolo, per esempio, nei regali agli altri figli. Habibi
racconta proprio il coraggio e la perseveranza di queste
persone sullo sfondo di uno dei conflitti più lunghi e complicati
della storia moderna.
19 × 24,5 cm, 240 pagine 250 colori, brossura
ISBN 978-88-572-4590-4
Mostre
Torino, Palazzo Madama
7 maggio – 22 agosto 2021
Roma, Mattatoio
28 maggio – 22 agosto 2021

Giroinfoto Magazine nr. 69


68 BOOK | WORLD PRESS PHOTO 2021

California Sea Lion Plays with Mask


© Ralph Pace

Ambiente, 1° premio California Sea Lion Plays with Mask ©


Ralph Pace, Stati Uniti.
Un leone marino della California nuota verso una mascherina
nel sito di immersione Breakwater a Monterey, California, il 19
novembre.
I dispositivi di protezione individuale, che contengono anche
plastica, possono essere scambiati per cibo da uccelli, pesci,
mammiferi marini e altri animali.

Habibi
© Antonio Faccilongo, getty
Reportage
Habibi è il racconto di una storia d’amore
ambientata nel mezzo di uno dei conflitti
contemporanei più lunghi e complicati, la
guerra israelo-palestinese.
Le mogli dei prigionieri politici palestinesi, i
quali stanno scontando condanne a lungo
termine nelle carceri israeliane, per concepire
nuovi figli, sono ricorse al contrabbando dalle
prigioni dello sperma dei loro cari.

Giroinfoto Magazine nr. 69


BOOK | WORLD PRESS PHOTO 2021 69

Contemporary Issue, Storie


© Alexey Vasilyev, Russia

Un lavoro sugli abitanti della Sacha, una repubblica


nell'estremo nord-est della Russia, che vivono in una
zona remota con condizioni meteorologiche estreme:
le temperature possono scendere fino a -50 °C in
inverno. Sebbene la Sacha, nota anche come Jacuzia,
si estenda per oltre tre milioni di chilometri quadrati, la
sua popolazione è di circa 950.000 persone, di cui circa
il 50% è di etnia Sakha (o Yakuts).
L'arte è diventata un modo per mostrarne e preservarne
la cultura, le tradizioni e le storie: ogni anno
un'industria cinematografica locale (soprannominata
spensieratamente "Sakhawood") gira dai sette ai
dieci lungometraggi, da commedie romantiche e film
polizieschi a fiabe e leggende locali.

Tour of Poland Cycling Crash


© Tomasz Markowski, Poland
Il ciclista olandese Dylan Groenewegen (a sinistra)
cade alcuni metri prima del traguardo, dopo essersi
scontrato con Fabio Jakobsen, anche lui olandese,
durante la prima tappa del Giro di Polonia, a Katowice,
in Polonia, il 5 agosto.

Giroinfoto Magazine nr. 69


70 R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI

Rita Russo
Stefano Zec

A CURA DI GIACOMO BERTINI

Non serve un occhio particolarmente


attento per notare le numerose
ville storiche che si incontrano
attraversando la campagna lucchese
e in particolare quella parte di essa
attualmente compresa nel territorio del
comune di Capannori.

La maggior parte di queste ville,


costruite ex novo o derivanti da
ristrutturazioni di edifici preesistenti,
risale ad un periodo che va dal XV al XVII
secolo, anche se molte di esse hanno
subito arricchimenti e ristrutturazioni
fino al XIX secolo.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI 71

Storia & Architettura

A orientare l’attenzione di molte ricche famiglie lucchesi verso il contado fu certamente


la grave crisi della mercatura che, tra il XVI e il XVII secolo colpì tutte le attività legate alla
lavorazione della seta sulla quale si reggeva tutta l’economia della piccola Repubblica
di Lucca.

Il progressivo insabbiamento di alcuni porti del nord Europa, le guerre di religione che
insanguinarono tutto il continente, sfociando poi nella carneficina della Guerra dei
Trent’anni (1618 – 1648), preclusero ogni possibilità di raggiungere quei mercati, come
Bruges, Anversa e Londra, tanto ambiti dai mercanti lucchesi.
Per questi motivi molte famiglie decisero di investire almeno una parte dei loro capitali
in terreni da coltivare sui quali vennero costruite, ristrutturate e abbellite le ville che
ancora oggi possiamo ammirare in tutta la loro magnificenza.

Queste dimore di campagna, inoltre, hanno consentito ai nobili e ricchi proprietari di


realizzare con maggiore libertà, rispetto a quanto potessero fare nei palazzi cittadini, il
loro desiderio di circondarsi di bellezze artistiche.
E così, se all’interno spiccavano quadri e statue ad abbellire, all’esterno i giardini
facevano bella mostra di sé, con ninfei, labirinti e gli immancabili giochi d’acqua.

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


72 R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI

Giacomo Bertini Photography

Un’altra possibilità offerta da queste sontuose ville di


campagna, tanto apprezzata, era l’accoglienza di amici e di
personaggi illustri, con relativi festeggiamenti, balli, banchetti
e cerimonie per allietare gli ospiti provenienti anche da altre
città e spesso anche da altri Paesi, favorendo quell’amicizia
necessaria per concludere affari e rafforzare le conoscenze
favorendo persino qualche contatto politico in una sorta di
diplomazia ufficiosa.

Ammirandole dall’esterno si percepisce quanto queste ville


siano maestose, ma per apprezzare e godere della loro
bellezza è necessario accedervi e passeggiare attraverso i
loro parchi celati dagli alti muri di cinta.

Giacomo Bertini Photography

Sara Mangia Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI 73

Tra queste incantevoli ville, ancora ben conservata e curata


in ogni dettaglio è degna di nota Villa Torrigiani o Villa di
Camigliano.

Superata la soglia dell’imponente cancello si ha la sensazione


di essere esploratori privilegiati di un luogo segreto che
custodisce capolavori d’arte, di architettura e rarità della
botanica.
Di fronte ai nostri occhi si presenta subito uno spettacolo
della natura proposta secondo i canoni della scena barocca,
con scorci di autentica bellezza e con “quadri” naturali che
richiamano varie sensibilità artistiche: dal paesaggismo, al
modernismo, fino alla contemporaneità.

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


74 R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI

La villa è un complesso monumentale a cielo aperto. i terreni su cui sarebbe sorta la villa, che venne ceduta nel
Costruita alla fine del XVI secolo in stile rinascimentale, è 1651, a seguito del fallimento della famiglia, a Cesare Santini
stata più volte arricchita e abbellita. che diede inizio alla trasformazione architettonica dell’edificio
Si ammirano, oggi, la sua splendida facciata, una tra le più e del parco circostante.
importanti testimonianze di architettura barocca in Toscana, e
un giardino che offre una straordinaria quantità di spettacolari Questi muore lasciando in eredità al figlio Nicolao Santini,
scenografie in un intreccio tra tecnica, scienza e mitologia. appena quattordicenne, uno dei patrimoni più grandi dello
Stato lucchese.
La costruzione di questa villa si deve alla nobile famiglia Il giovane Nicolao, dopo aver viaggiato in Europa e dopo aver
Buonvisi la più ricca e importante famiglia di mercanti e di ricoperto la carica di ambasciatore della Repubblica di Lucca
banchieri che, già nel XIV secolo, prestava denaro a molte alla corte di Luigi XIV, decide di dare nuovo impulso ai lavori
case regnanti in Europa. avviati dal padre apportando quelle modifiche che hanno reso
I Buonvisi erano già proprietari di diverse ville nella campagna la villa così sontuosa e scenografica.
lucchese quando, nel 1593, acquistarono da Bernardino Berti

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI 75

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


76 R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI

Nella prima fase i lavori si sono concentrati sulla


sopraelevazione dell’edificio e sul completamento del
giardino a cui partecipano importanti scultori provenienti
da Massa Carrara, uno scalpellino da Firenze e un
progettista da Roma.

Grazie alla loro esperienza, intorno al cantiere della villa


s’incrociano più filoni culturali e artistici che convergono
verso la teatralizzazione dell’intero sistema: la tradizione
della scenografia e dell’architettura teatrale emiliana,
che ha favorito la costruzione del teatro ligneo situato
tra il piano nobile e il piano attico del palazzo; la scuola
romana e i modelli francesi hanno inciso nell’allestimento
dei parterre del giardino frontale.

Nella seconda fase dei lavori si interviene nel palazzo e


nel giardino a nord-est, proseguendo successivamente
con l’acquisto di terreni adiacenti portando all’espansione
radiale del parco e alla costruzione della chiesa esterna
alla chiusa e del borgo adiacente, detto “borgo di Parigi”,
per la sua ispirazione alla Reggia di Versailles, che Nicolao
Santini conosceva grazie al suo incarico diplomatico alla
corte del Re Sole.

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI 77

Giacomo Bertini Photography

A completamento di questa nuova scenografia ha un ruolo


importante la facciata del palazzo, traguardabile dalle
forature posizionate strategicamente ai lati del portale
d’ingresso, schermo trasparente di un meraviglioso
sistema prospettico di respiro paesaggistico.

Tornando al “borgo di Parigi” è necessario specificare


che la sua costruzione è stata realizzata per dare vita a
un sistema di microcosmi ben distinti: il primo è la villa
che emerge come la reggia del Re Sole visibile da lontano,
l’altra racchiusa entro le mura munite di torri come una
cittadella fortificata e vissuta da contadini ed artigiani.

Le torri cilindriche, oltre a svolgere la funzione di


irrigidimento strutturale del bastione, regolarizzano
il perimetro e rafforzano le coordinate prospettiche,
puntualizzando gli angoli del borgo che si trovano sulla
direttrice del palazzo.
La loro funzione pratica, invece, è quella di torri-piccionaie,
utilizzate soprattutto per le comunicazioni, tramite
piccioni viaggiatori, relative agli scambi commerciali
e agli affari oltre che alle relazioni diplomatiche che il
Santini aveva con Lione e Parigi.

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


78 R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI

L’attenzione ai dettagli delle linee che contribuiscono a


legare l’edificio con l’ambiente circostante rendendo la villa
ancora più accattivante, si nota anche osservando la linea
immaginaria che attraversa il lungo viale, la porta principale,
il salone nel centro della villa fino ad arrivare nel giardino sul
retro.

Fortunatamente ogni modifica effettuata dai vari proprietari


nello stile e nelle caratteristiche architettoniche per
mantenerla e aggiornarla secondo le mode e le esigenze
delle varie epoche, non ha intaccato le caratteristiche e gli stili
preesistenti, ancora ben visibili.

Nel 1816 Vittoria Santini, figlia di Nicolao, sposò Pietro


Guadagni, che prese il cognome della madre, Torrigiani, per
ereditarne le proprietà familiari e il titolo di marchese quando
l’antica famiglia fiorentina rimase senza eredi maschi. Da
allora la proprietà della villa è rimasta in mano ai discendenti
Don Fabio Colonna dei Principi di Stigliano e sua moglie
Donna Vittoria, grazie al matrimonio che unì nel 1937 la
Marchesa Simonetta Torrigiani con il Principe di Stigliano Don
Carlo Colonna.

La villa Torrigiani costituisce un’importante presenza


all’interno del sistema di ville della Lucchesia, in una posizione
splendida, ai piedi delle colline, inserita nella cornice di un
armonioso paesaggio.

Un maestoso viale di cipressi secolari lungo 700 metri


introduce alla residenza con la sua grandiosa facciata
caratterizzata da un doppio ordine di serliane.

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


RR EE PP O
O RRTTA
AGG EE || TEATRO
VILLA TORRIGIANI
MASSIMO 79

Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


80 R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI

Giacomo Bertini Photography

Il giardino si caratterizza per le sue articolate stratificazioni: se


infatti l’impianto originario dei Buonvisi risale al Cinquecento,
quello barocco seicentesco di Nicolao Santini si ispira al
gusto francese (è stato fatto il nome di André Le Nôtre, noto
architetto paesaggista francese del XVI sec.), mentre quello
ottocentesco del marchese Torrigiani porterà alla creazione
del parco romantico secondo una moda assai diffusa in
Lucchesia.

Il prezioso giardino barocco si articola secondo un asse


comprendente le fontane e il bellissimo giardino di Flora,
rarissimo esempio di giardino di fiori ancora conservato con
il prezioso disegno delle aiuole destinate a ospitare fioriture,
chiuso da un padiglione a pianta ottagonale caratterizzato da
una cupola coronata dalla statua della dea e da imprevedibili
giochi d’acqua.

Il giardino è poi collegato con il livello soprastante, dominato


dalla grande peschiera, da un articolato e scenografico
sistema di scalinate a doppia rampa con statue e vasi che
ospita al suo interno un percorso di grotta.

Alla notevole varietà di esemplari arborei si aggiunge anche


la collezione di camelie in varietà ottocentesche che fanno
di questo giardino un vero capolavoro anche sotto il profilo
botanico.
Oggi, grazie all’esemplare manutenzione del verde assicurata
dai giardinieri che ogni giorno si prendono cura di quanto
necessario e pur continuando a essere abitata dalla famiglia,
la villa è aperta alle visite guidate o semplicemente a
passeggiate nel parco per ammirare e godere delle meraviglie
che offre, facendo di Villa Torrigiani una meta turistica molto
ambita per coloro che visitano Lucca.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | VILLA TORRIGIANI 81

Per sostenere le attività necessarie a


salvaguardare il patrimonio storico e
culturale di queste ville, creando anche
un indotto turistico che contribuisce
in minima parte a rinforzare l’enorme
impegno economico che grava per la loro
cura e manutenzione, è stata fondata nel
1986 L’Associazione delle Ville e dei Palazzi
Lucchesi.

Questa associazione opera nella


convinzione che la conoscenza e la ricerca
siano alla base della conservazione e
valorizzazione, organizzando, già dal 1987,
il Festival delle Ville, un appuntamento
fisso con cadenza biennale, incentrato su
convegni, mostre e concerti.
Giacomo Bertini Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


82 R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA

Barbara Lamboley
Floriana Podda
Maria Grazia Castiglione
Massimo Tabasso
Remo Turello

Maria Grazia Castiglione Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA 83

A cura di Remo Turello

Floriana Podda Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


84 R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA

Torino è una città dal grande passato: monumenti e musei


importantissimi fanno bella mostra di sé, adagiati in vari
punti del suo territorio e assediati dai turisti in tutte le
stagioni.

Ma la vera storia di una città è fatta dai suoi abitanti, dalla


loro vita e dalle loro attività.
Botteghe e laboratori artigianali, se ben conservati, possono
trasportarci in altre epoche altrettanto bene di un museo e
permetterci di rivivere, per qualche momento, situazioni
molto diverse dalle nostre.
È questo il caso, ad esempio, della Regia Farmacia
Schiapparelli di via XX Settembre.

La Regia Farmacia nasce il 10 marzo 1824, quando Giovanni


Battista Schiapparelli acquistò i locali di una vecchia
spezieria. Il dottor Schiapparelli fu un pioniere della chimica
e della farmacologia italiana e investì i primi guadagni di
quella attività per rendere la farmacia una delle più note di
Torino.

Già nei primi anni ottenne riconoscimenti molto importanti,


testimoniati dai diplomi e dagli attestati che decorano le
pareti della bottega.
All’interno di quei locali erano soliti ritrovarsi intellettuali
e carbonari dell’Ottocento, rivoluzionari e non, tutti attirati
dagli “elisir della casa”.

Personaggi come Camillo Benso conte di Cavour,


Quintino Sella, Urbano Rattazzi, Francesco Crispi e molti
altri frequentarono l’ufficetto posto originariamente nel
retrobottega, chiacchierando mentre sorseggiavano i
famosi preparati di Schiapparelli.

Maria Grazia Castiglione Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA 85

Barbara Lamboley Photography

Col passare dei secoli, la Regia Farmacia ha mantenuto il preparazione di medicinali, integratori e farmaci veterinari
suo carattere storico, insieme alla notorietà, e in essa si può oltre che degli elisir, utilizzando però le tecniche più moderne
ritrovare un’ambientazione originale con i mobili ottocenteschi per la realizzazione degli stessi.
in noce, gli stemmi di casa Savoia cotti a fuoco su vetro e i L’attività della Regia Farmacia continua a rinnovarsi nel tempo,
preziosi contenitori. mantenendo sempre il riferimento alle proprie origini.
Ne è un esempio la rinnovata gestione del reparto tisaneria.
Allo stesso modo si sono conservate anche alcune delle
ricette originali dei prodotti che venivano realizzati a metà La reintroduzione di spezie, miscele per infuso e piante
Ottocento, come il Balsamo di Gerusalemme e l’Elisir longavita. officinali, miscelate secondo le necessità o i gusti, è un modo
per riportare in auge l’utilizzo di rimedi naturali per la cura dei
Tradizione e modernità vanno però di pari passo in quanto problemi quotidiani, metodo antico ma allo stesso tempo
è stato mantenuto un laboratorio galenico interno per la valido anche nella nostra società moderna.

Massimo Tabasso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


86 R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA

Barbara Lamboley Photography

La farmacia è situata su un angolo di uno dei complessi del Ai giorni nostri non rimangono che poche parti di questo
Seminario Arcivescovile e si affaccia su piazza San Giovanni, lungo labirinto di percorsi segreti, ma sicuramente in epoca
a pochi metri dal Duomo di Torino. risorgimentale vennero usati per spostarsi di nascosto da un
Il locale conserva ancora un piano sotterraneo in cui porte e luogo a un altro della città.
volte originali impreziosiscono l’ambiente della struttura della
curia.

Si tratta di un ampio locale che un tempo faceva parte dei


famosi ‘infernotti’ di Torino.
Erano locali e cantine scavate sotto i palazzi per essere
utilizzati come depositi.

Col tempo, però, gli infernotti vennero ampliati, creando una


vera e propria rete di comunicazione sotterranea.
Si narra, infatti, che nell’800 fosse possibile partire dai
sotterranei della Regia Farmacia e raggiungere la chiesa della
Gran Madre passando da un infernotto all’altro.

Massimo Tabasso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA 87

Massimo Tabasso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


88 R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA

Per terminare questo tuffo nel passato è d’obbligo fare Da qui approdò alla corte dei Savoia, ma nei secoli venne
qualche cenno ai numerosi “elisir” a cui abbiamo accennato perduta. Solo più tardi, agli inizi dell’Ottocento, la ricetta venne
più volte. recuperata dal dottor Schiapparelli che la riformulò, ottenendo
il prodotto che possiamo assaggiare ancora oggi.
Il più famoso è indubbiamente il Balsamo di Gerusalemme,
che è probabilmente anche il più antico. Anche se è classificato come amaro, si tratta più di un
Secondo le leggende, infatti, la ricetta fu rinvenuta da un vino liquoroso il cui gusto particolare ed esotico rimanda
chierico che viaggiava al seguito di una delle crociate in all’Oriente.
Terrasanta. La ricetta completa è segreta, ma sicuramente contiene
incenso e mirra miscelati con altre erbe, generando un vino da
Costui sentì parlare di un rimedio in grado di guarire tutti i mali meditazione che fu molto apprezzato fin dai suoi esordi tra gli
e riuscì ad ottenerne la ricetta. intellettuali torinesi del Risorgimento.
Al suo ritorno in Europa la portò con sé e la fece giungere in
Francia.

Margherita Sciolti Photography

Massimo Tabasso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA 89

Barbara Lamboley Photography

Margherita Sciolti Photography

Anche l’Elisir di longa vita deriva da una ricetta di Schiapparelli,


creata prendendo come riferimento quelle degli elisir
seicenteschi e rimasta pressoché inalterata nei secoli.

Allo stesso modo il Sangue di Kraken, rivisitazione di una


ricetta a base di anice e colorata con sangue di drago, resina
derivata da alcune piante africane, o il Veleno di Vipera, a
base di salvia e limone, coi loro nomi suggestivi e le ricette
antiche ci riportano a tempi lontani.

Famosa è anche la Polvere Eremita, da sciogliere in acqua


minerale. Un composto a base di piperazina a funzione
antiuretica risalente alla fine degli anni '30.

Barbara Lamboley Photography Barbara Lamboley Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


90 R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA

In conclusione, la Regia Farmacia Schiapparelli è una di quelle


antiche botteghe di Torino che sanno coniugare il passato col
presente, le nuove tecnologie con le antiche ricette, dando quel
qualcosa di magico in più ad una delle attività fondamentali per
la vita e il benessere.

Floriana Podda Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | REGIA FARMACIA 91

Maria Grazia Castiglione Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


92 R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP

A cura di Monica Gotta

Come descritto nei precedenti articoli su


Ani Citadel (Giroinfoto 38) e il Monastero di
Sumela (Giroinfoto 53), un viaggio in Turchia è
un’esperienza da mettere nel cassetto dei sogni
da realizzare.
Il Museo dei Mosaici di Zeugma
È un grande paese con una forte identità culturale
e ogni tappa del viaggio accende la curiosità
di conoscere le meraviglie nascoste di questo
Paese ricco di scenari naturalistici e paesaggistici
incantevoli ed unici.

La città di Gaziantep si apre ai visitatori forte della


sua tradizione culturale, storica e, soprattutto, per
la sua espressione artistica.

Giroinfoto Magazine nr. 69


A
R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP 93

rrivare a Gaziantep
richiede un lungo viaggio considerato che questa città è più
vicina alla Siria che non alle maggiori località turistiche turche.

Infatti tra Gaziantep e la città siriana di Aleppo ci sono poco più di 100 km da
percorrere. Torniamo alla nostra meta, torniamo in Anatolia, precisamente in
Anatolia Sud-Orientale.

Sappiate che l'Anatolia o Asia Minore, come fu nota ai latini, comprende gran parte
dell’odierna Turchia e le appartiene politicamente da quando fu rivendicata dal
movimento nazionalista di Mustafa Kemal, meglio noto con il nome di Atatürk.
Anatolia deriva dal greco anatolè, "paese di levante", "punto dove sorge il sole,
Oriente".

Fu sede d’insediamenti preistorici e culla di antiche civiltà, di cui scopriremo


testimonianza nel Museo dei Mosaici di Zeugma.

GEORGIA

ARMENIA
TURCHIA

Gaziantep

IRAQ

SIRIA

Giroinfoto Magazine nr. 69


94 R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP

Istanbul

Ankara

Gaziantep

Arrivati a Istanbul si può raggiungere Gaziantep con un volo Le sistemazioni alberghiere sono di facile reperimento e
interno di circa un’ora e mezza. dotate di tutti i comfort a cui siamo abituati.
Il primo consiglio è quello di prevedere, all’andata o al ritorno, In alcuni casi si possono definire "spartane" considerando
una permanenza di qualche giorno ad Istanbul, una città di luoghi pochi frequentati dal turismo, ma sempre pulite,
rara bellezza. decorose e gestite da persone disponibili ed estremamente
amichevoli.
Una soluzione alternativa ed avventurosa è viaggiare con i
mezzi pubblici. Per le lettrici femminili suggerisco di tenere a mente che in
Si può scegliere l’autobus, in partenza da Istanbul, per una questo Paese, per entrare nelle moschee e in luoghi sacri, è
durata di circa 18 ore di viaggio. necessario avere spalle e gambe coperte, spesso anche il
I biglietti si possono comprare online oppure direttamente in capo, e piedi scalzi.
stazione. Non è inusuale trovare all'ingresso di questi luoghi capi di
Se siete abbastanza "audaci" da affittare una macchina per abbigliamento che vengono affittati per poter entrare nel
essere liberi di gestire le tappe intermedie, potrete approfittare luogo che desiderate visitare.
di questo viaggio di circa 1.100 km per ammirare i panorami,
fare amicizia con il popolo turco, gustare piatti della cucina Qualsiasi mezzo scegliate per arrivare a Gaziantep, certo è
locale e scoprire i segreti dei luoghi più ameni che incontrerete. che si tratta di un luogo imperdibile per i meravigliosi mosaici
di Zeugma e per chi ama la buona cucina.
Se viaggerete in auto, una tappa obbligata è la città di Ankara
dove potrete conoscere la storia di un personaggio storico Ma non solo…
della Turchia, Atatürk. Gaziantep è entrata a far parte dell’UNESCO CREATIVE CITIES
All’interno dell’Anitkabir, il mausoleo dedicato a Mustafa NETWORK, essendosi distinta appunto per la sua cucina e per
Kemal, primo presidente della Turchia moderna, è stato altre eccellenze artigiane.
anche allestito un museo con molti oggetti antecedenti o
dell'epoca della fondazione della repubblica, sulla guerra di
indipendenza, sulla storia della Turchia e sulla vita di Atatürk.
Qui sono conservate anche le sue spoglie.

Non è l’unico luogo d’interesse lungo questo tragitto.


Troverete mercati, luoghi storici, ma soprattutto incontrerete
le persone di questo splendido Paese che sono molto
accoglienti.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP 95

UNESCO CREATIVE CITIES


NETWORK
LA CUCINA
Il progetto, lanciato nel 2004, mira a promuovere

È ARTE
la cooperazione tra città di tutto il mondo la cui
caratteristica comune è l'uso della creatività per
promuovere lo sviluppo urbano sostenibile.

La rete copre sette aree creative: artigianato e arti


Gaziantep è famosa per i suoi dolci.
popolari, design, cinema, gastronomia, letteratura,
La baklava è uno di questi.
media e musica.
Diventato l’emblema per cui questa
città è conosciuta in tutta la Turchia,
Le città creative si impegnano a sviluppare e condividere
il dolce è composto da sottili strati
esperienze per renderle più inclusive e sostenibili, per
di sfoglia, burro e una generosa
creare sinergie e per promuovere programmi e reti di
quantità di pistacchio, prodotto in
scambio professionale e artistico.
quest’area del Paese.

Quando vi avvicinerete a una delle


pasticcerie che le producono, il
profumo del burro, rigorosamente
chiarificato e di pecora, vi guiderà
all’interno di questi tempi del gusto.

Grazie a questo dolce così


particolare Gaziantep è stata
riconosciuta dall’Unesco Creative
City of Gastronomy nel 2015.

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


96 R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP

BAKIRCILAR
ÇARŞISI BAZAR
Il secondo motivo per cui Gaziantep è molto conosciuta è
il Bakircilar Çarşisi Bazar.

Si trova a sud della fortezza ed è, come molti mercati, uno


spumeggiante intrico di stradine brulicante di vita.
Comprende anche il Zincirli Bedesten, mercato dei fabbri
ramai.

Interamente restaurato, è accompagnato dai suoni degli


attrezzi degli artigiani che lavorano il metallo per creare
oggetti unici.

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP 97

In questo mercato si trovano anche i calzolai


che producono scarpe fatte a mano, altri prodotti
artigianali tipici della zona e altre attività e negozietti
decisamente interessanti.

È un luogo interessante da perlustrare, magari anche


per perdersi nei vicoli alla ricerca di eccellenti prodotti
alimentari.

Fatto sta che sarete avvolti dal profumo delle


spezie, da ghirlande di prodotti essiccati come ad
esempio pomodori, melanzane e peperoncini, mentre
ammirerete anche prodotti tessili multicolori.

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


98 R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP

Monica Gotta Photography

GAZIANTEP
Chiamata anche Antep, è un luogo molto particolare per
l’umanità in genere.
È stata riconosciuta come una delle città più antiche
ZEUGMA
abitate continuativamente per secoli, esattamente
a partire dai tempi della Mesopotamia, complice la Seleucia o Belkis-Zeugma è un sito
produzione dei pistacchi e l’essere uno degli snodi lungo romano sul fiume Eufrate risalente
la via della seta. al III secolo a.C., distante circa 60 km
da Gaziantep.
La città è protetta da Kale, la fortezza o castello di Nacque per unire due città ai lati
Gaziantep. opposti del fiume, Seleucia allo
Pare che la cittadella sia stata edificata dai romani, Zeugma e Apamea allo Zeugma.
restaurata dall'imperatore Giustiniano nel VI secolo d.C.
e poi ampiamente riedificata dai Selgiuchidi nel XII e XIII Nel 64 a.C. la città passò sotto
secolo. dominio romano e il suo nome fu
abbreviato in Zeugma che significa
All'interno del castello si trova il Museo Panoramico della incrocio o testa del ponte, un ponte
Difesa e dell'Eroismo di Gaziantep. tra il mondo occidentale e quello
Con il parco urbano più grande della Turchia al di qua orientale.
dell'Eufrate e una vibrante cultura del caffè, Gaziantep
emana eleganza e sicurezza. Vanta anche un'attrattiva Nel tempo la città acquistò maggiore
spettacolare che da sola merita lo sforzo di arrivare qui: il importanza commerciale, divenne
superbo nuovo Museo dei Mosaici di Zeugma. una delle principali tappe sulla
Via della Seta, la sua popolazione
È in corso un'opera di riqualificazione delle parti più antiche aumentò e divenne una città molto
della città e la fortezza, i bazar, i caravanserragli e le antiche ricca fino alla sua distruzione.
case in pietra sono stati oggetto di un'accurata opera di Alcuni ritrovamenti avvenuti durante
restauro. gli scavi sono un buon indicatore del
Gaziantep, una delle porte d'accesso all'Anatolia sud- volume commerciale e della densità
orientale, mai come ora ha nutrito tanta speranza e dei trasporti e delle comunicazioni
fiducia nel futuro. all’epoca esistenti nella regione.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP 99

MUSEO DEI MOSAICI DI ZEUGMA


Costruito sul terreno di una fabbrica di tabacco e inaugurato Il progetto del museo è stato realizzato proprio sulla base dei
ufficialmente nel 2012 con i suoi 3 piani, circa 7.000 mq di reperti artistici e culturali di Zeugma, sulla sua vita quotidiana,
esposizione e 1.700 mq di mosaico, il magnifico e moderno concepito per dare al visitatore una visione e una prospettiva
museo espone i mosaici rinvenuti nel sito romano di Belkis- architettonica a grandezza naturale.
Zeugma, prima che fosse parzialmente sommerso per sempre Ma questo è anche un museo hi-tech.
a causa della diga di Birecik.
Nei vari blocchi museali si trovano aree interattive, touch
La diga, costruita sul fiume Eufrate a poco più di un chilometro screen che permettono ai visitatori di accedere a schermate
dalla zona degli scavi, avrebbe sommerso i tesori del sito informative, video e fotografie delle opere esposte anche
romano. durante lo scavo.
Gli archeologici intensificarono i lavori di scavo e portarono Completano questa mirabile struttura giochi di luce
alla luce ville, mosaici, affreschi e statue in ottimo stato di appositamente studiati per valorizzare quanto esposto e per
conservazione. fare della visita un’esperienza sensoriale unica nel suo genere.
Il sito archeologico era diviso in tre zone, di cui due furono
sommerse mentre la terza, la più alta del sito, si salvò e oggi
è il museo all’aperto di Belkis-Zeugma.

I reperti più importanti si trovano oggi nel museo di Gaziantep


e sono di eccezionale qualità artistica, valorizzati da
un’innovativa gestione dello spazio su 3 piani espositivi che
rendono la visita a questa singolare collezione un’esperienza
imperdibile.

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


100 R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP

I mosaici coprivano pareti e pavimenti delle ville dei nobili di


Zeugma e dimostrano l’alto livello artistico dell’epoca, l’arte MUSEO DEI MOSAICI DI ZEUGMA
del mosaico.
Queste opere sono molto realistiche, le figure sono
enormemente dettagliate, i colori vivacissimi. Quando si
osservano e si incrociano gli occhi dei soggetti rappresentati
nei mosaici la nostra immaginazione si proietta nel passato.

Degna di nota e una delle attrazioni principali del museo è la


Ragazza Zingara o Giovane Zingara (The Gipsy Girl, II sec. d.C.
Villa di Menade).

La Ragazza Zingara è in una stanza, sapientemente illuminata,


per sottolineare lo sguardo malinconico della ragazza che
sembra seguire chiunque posi lo sguardo su di lei.
È la ragazza che incanta gli sguardi da quasi 2.000 anni.

Un altro mosaico molto ben conservato che cattura


l’attenzione del visitatore è Oceano e Teti – Casa di Oceano II
e III sec. d.C.

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP 101

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


102 R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | ANATOLIA - GAZIANTEP 103

Dal secondo piano si possono vedere al meglio i mosaici


virtualmente completi ritrovati sui pavimenti delle ville patrizie
romane. Raffigurano scene mitologiche e venivano scelti con
cura in base alle stanze a cui erano destinati e riflettevano il
gusto del proprietario dell'abitazione.
Nel 2012 al museo è stato assegnato il Grand Presidential
Culture and Arts Grand Award, considerato il più alto
riconoscimento della Turchia.

Da Gaziantep si può iniziare ad apprezzare la bellezza di


una terra che è, come nel passato, un importante crocevia di
culture e genti diverse.

Monica Gotta Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


104 R E P O RTA G E | CALANCHI

A cura di Barbara Tonin e Monica Pastore

Riscoprire la propria identità tra


arte, tradizione e calanchi.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 105

Adriana Oberto
Barbara Tonin
Cinzia Carchedi
Domenico Gervasi
Fabrizio Rossi
Giancarlo Nitti
Lorena Durante
Maria Grazia Castiglione
Massimo Tabasso
Monica Pastore
Remo Turello

Nelle langhe sud-occidentali, dove il Tanaro si diverte a serpeggiare


ridisegnando il profilo delle dolci colline, racchiuso in un’ansa alla destra del
fiume, si leva un piccolo colle sulla cui sommità sorge un borgo.
È Clavesana Capoluogo.

Salendo per la tortuosa e stretta strada, ombreggiata da una lussureggiante


vegetazione, si arriva al piccolo paese, che rimanda i ricordi ad altri tempi,
quando eravamo piccoli.

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


106 R E P O RTA G E | CALANCHI

Quando si andava a trovare i nonni in soleggiate domeniche


estive e la gente ti fermava per salutarti e dirti quanto eri
cresciuto.
È la “puntura de la rimembranza”, nostalgica, che ci riporta
alla mente come un boomerang immagini, sentimenti e sapori
e che, soprattutto, ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.

Ci fa rivivere la nostra storia.


Ci dice qual è la nostra identità.
Clavesana è questo.
È storia, è tradizione, è memoria.
È l’identità dei suoi paesani ed è proprio questo che si
festeggia oggi nel borgo.
Un tema importante, molto sentito.
CLAVESANA

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 107

Una giornata all’insegna


dell’arte.
Clavesana, con animo semplice e genuino, riconosce dalle colline langarole, si stabilisce negli ultimi anni
sé stessa nel duro lavoro di campagna dei suoi della sua vita a Clavesana.
abitanti, nella produzione del vino, nei personaggi Il luogo fu tanto amato dall’artista e proprio qui la
che l’hanno abitata, come l’artista Angelo Ruga, moglie Biagina Baccani fonda e istituisce la sede
e di quelli che la vivono, come Edo Prando, negli principale dell’Associazione Culturale Angelo
sport tradizionali, nell’alluvione del 1994, nei piccoli Ruga e mantiene vivi lo studio e l’atelier del pittore:
oggetti di casa, fotografie e documenti conservati “… mi diceva che i suoi dipinti nascevano come
nel prezioso museo storico-etnografico e nei suoi testimonianze per il dopo. Di lavoro, di dolore, di
maestosi calanchi. rivolta. Brandelli di verità che altri avrebbero usato”
(cit. Biagina Baccani Ruga).
Clavesana è un piccolo paese che conta circa 800
abitanti. Il territorio di Clavesana un tempo era ricoperto di
Il centro storico si sviluppa sulla collina mentre in castagneti, soprattutto nella parte collinare.
pianura troviamo la frazione Madonna della Neve, il Col passare del tempo si è sviluppata la viticoltura
nucleo più popoloso del paese. che attualmente è di grande importanza per
l’economia del paese.
È un borgo placido e forse proprio per la sua Il vitigno più importante è il Dolcetto di Dogliani.
atmosfera tranquilla è stato scelto dall’artista
Angelo Ruga come propria musa ispiratrice. Ed è proprio questo il soggetto del quadro, donato per
l’occasione dall’Associazione all’Amministrazione
Nato a Torino nel 1930, dopo diverse esperienze di Clavesana, come ringraziamento per la stima e
pittoriche in Umbria, Lucania e Puglia e dopo aver l’affetto nei confronti di Ruga.
vissuto per un periodo ad Albissola Marina, attratto

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


108 R E P O RTA G E | CALANCHI

A celebrare la tradizione del borgo e l’esperienza nella Nelle fotografie, l’antico a colori si fonde con l’attuale in
viticoltura, sono intervenuti anche due noti giornalisti e bianco e nero, in una simbiosi quasi surreale tra passato e
fotografi: presente, forse a sottolineare che la storia del paese è parte
Edo Prando e Marina Macrì. di noi e noi saremo parte della storia.

Con una serie di fotografie che accompagnano il visitatore


nel cuore del paese, Prando individua i produttori di vino e il
campanile, presente in ogni foto, come identità locale. Una
mostra diffusa “che strizza l’occhio alla tradizione fotografica”
[cit. E. Prando] e riscopre il “metodo di una volta”, ovvero far
posare i soggetti all’aperto, con luce naturale, di fronte a un
lenzuolo bianco.

Maria Grazia Castiglione Photography

Maria Grazia Castiglione Photography

“Le storie, quelle vere, non le scegli tu. Sono loro a scegliere te. Sono lì, in vista.

Come La lettera rubata di Poe non le vedi.


Poi, poco a poco, con destino impercettibile, il tuo sguardo ci passa sopra con maggiore
frequenza. Involontario, così credi.
Poi il ricordo di luoghi visti, di libri letti, è sempre meno casuale.
Infine avverti, con stupita certezza, che sono quei luoghi ripercorsi, quelle letture iterate
ad averti scelto.

Navigante di mari sconosciuti, ti affidi a quella corrente che, dal profondo dell’abisso,
ti conduce.
E inizi a raccontare gli approdi, le tempeste, le albe di speranza e di disperazione nelle
quali ti porta.”

(Marina Macrì ed Edo Prando)

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 109

Dal 2005 si dedicano con passione a scoprire e a


far conoscere la realtà passata e presente della
Lituania dai tempi della deportazione da parte
dell’Unione Sovietica (1941) ai giorni nostri
(per approfondire si veda [Link]
com/).

Per mezzo di foto, video e testi, raccontano al


mondo storie sconosciute e occultate.
Storie di violenza e sofferenza, ma anche della
voglia di vivere e della forza interiore di chi non ha
accettato di piegarsi alla prepotenza e all’ingiustizia
e che non ha voluto cedere il proprio futuro.

Perché fare reportage significa prima di tutto


conoscere le persone e i loro sentimenti, gli
avvenimenti che li hanno fatti diventare ciò che
sono, come vivono la quotidianità.
La tecnica in fotografia è fondamentale, ma è
indispensabile anche l’espressività e saper cogliere
la vera essenza del soggetto, che può essere una
persona, un popolo, un territorio.

Creare un contatto. Vivere la situazione. Condividere


Domenico Gervasi Photography con rispetto i patimenti e le piccole gioie. Solo così
è possibile creare un legame empatico che può dar
vita a un reportage verace.
E infine divulgare con ogni mezzo per arrivare a tutti,
tramite parole, immagini e video.

Fabrizio Rossi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


110 R E P O RTA G E | CALANCHI

Giornalista, fotografo e videomaker ha realizzato numerosi

EDO PRANDO
reportage di viaggio in diversi Paesi del mondo, dall’Europa al Sud
America.
Ha realizzato una serie di reportage dal Sud America con spedizioni
etno-antropologiche dell’Università di Torino, risalendo il corso del
fiume Orinoco, alla scoperta degli Yanomàmi, popolazione autoctona
con pochissimi contatti con il resto del mondo.

I suoi reportage sono stati pubblicati in diversi giornali e periodici,


tra cui “Europeo”, “Famiglia Cristiana”, “Vie Nuove”, “Atlante”, “Argos
Magazine” e nella maggior parte delle riviste di fotografia italiane.
Ha pubblicato numerosi libri di tecnica e immagine fotografica e non
solo, tra cui I Signori del tartufo, Baio, l’antico Carnevale del Piemonte
Occitano, Guida alla Speleologia dell’Italia.

Già docente presso l’Istituto professionale di fotografia “Umanitaria”


di Milano, ha lavorato come direttore e giornalista per la maggior
parte delle riviste di fotografia italiane, realizzando testi e fotografie:
“Photo”, “Fotografia Italiana”, “Fotografare”, “Tutti Fotografi”, “Foto
Cult”, “Progresso Fotografico”.

Per l’Editore De Agostini ha curato la revisione della Enciclopedia


della Fotografia e ha realizzato Videocamera, enciclopedia a fascicoli
della videoripresa amatoriale.
È stato membro della giuria dell’European Camera of the Year, che
assegna il premio internazionale “Fotocamera europea dell’anno”.
Massimo Tabasso Photography Negli anni Settanta è stato responsabile delle news presso Teletorino,
una delle prime emittenti televisive private.
Oggi è responsabile del sito [Link], dedicato alla
fotografia, con interviste, reportage e test tecnici.

MARINA MACRÌ

Giornalista e Fotografa, è responsabile, assieme a Edo


Prando, del service editoriale P.M. Studio e del relativo
sito [Link], dedicato al mondo della
fotografia.
Ha realizzato una serie di reportage di viaggio in
differenti Paesi, tra cui Georgia, Lituania, Irlanda, Romania
e Bulgaria.

Ha lavorato per diversi giornali e magazine, tra cui Il


Sole 24ore Business Media, Il Mio Castello editore, VNU
Business Pubblications; ha inoltre realizzato servizi
giornalistici d’inchiesta per il “Tucano Magazine”, tra cui
un servizio sul Turismo sessuale, poi ripreso dal Ministero
delle Pari Opportunità; e sugli Asili nido per il mensile “Il mio
bambino”. Massimo Tabasso Photography

Ha collaborato nel corso degli anni con testi e foto a mensili


di fotografia e informatica.
Diplomata in fotografia, ha partecipato all’ideazione del mensile “Il Fotografo” (Il Mio Castello Editore) presso il
quale ha poi lavorato come capo redattrice.
Ha collaborato con testi e foto al mensile “Progresso Fotografico”, “Quattro Zampe” (editrice Edit) e alla
realizzazione di “Videocamera”, enciclopedia a fascicoli della videoripresa amatoriale dell’editore De Agostini.
Ha lavorato presso il Dipartimento di Fotografia dell’Istituto Europeo di Design; presso il quindicinale
Fotonotiziario e presso l’associazione dei fotografi professionisti Tau Visual.

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 111

Clavesana è un piccolo borgo, ma crede fermamente nella Non solo il borgo e il buon vino, infatti, sono motivo per una
capacità dell’arte e della fotografia di essere un potente visita a Clavesana.
mezzo per comunicare la bellezza del suo borgo e dei I maestosi calanchi e le spiaggette dal sapore caraibico sono
paesaggi circostanti. sicuramente una meta che tutti i turisti e gli amanti della
natura visiteranno con piacere.
Sulla spinta dell’entusiasmo di far conoscere Clavesana, nasce
l’Associazione “I Calanchi di Clavesana”, che periodicamente
organizza incontri culturali ed enogastronomici, come ad
esempio quello di oggi, e l’annuale concorso fotografico
dedicato ai calanchi.

Domenico Gervasi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


112 R E P O RTA G E | CALANCHI

Anticamente Clavesana era definita la “chiave della porta” Alla fine del XIV secolo il feudo si ridusse a Clavesana e a
per passare in Liguria. pochi paesi confinanti.
Era abitata dai liguri Bagenni e, dopo la conquista romana,
venne annessa alla Gallia Cisalpina. Il castello, tuttora esistente, fu ristrutturato dal cavaliere
Annibale Caramelli che lo trasformò in palazzo signorile
Nell’Alto Medioevo Clavesana fu sede della dinastia destinandolo a pacifica dimora.
Aleramica, importante famiglia feudale i cui rami I tratti di mura perimetrale vennero inglobati nelle strutture
governarono molte terre di Piemonte e Liguria; il Marchesato delle vecchie case della “Via Vecchia” che verrà restaurata e
di Clavesana divenne così il capoluogo estendendosi tra le resa percorribile.
valli Tanaro e Bormida fino a uno sbocco sul mar Ligure (le Dalla fine del 1600 fino all’epoca della rivoluzione francese,
attuali province di Cuneo, Savona e Imperia). vi risiedettero i Marchesi di Cavallermaggiore.
Clavesana ha partecipato attivamente alla resistenza,
Sempre in epoca medievale, sulla collina del borgo rurale, ospitando i Partigiani e schierandosi al loro fianco.
in Località Garino, si insediò un convento di monaci che Il Gonfalone del Comune è decorato di Medaglia d’Argento al
disboscarono i terreni per impiantare i primi vigneti. Valor Civile.

Giancarlo Nitti Photography

Barbara Tonin Photography Remo Turello Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 113

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


114 R E P O RTA G E | CALANCHI

Adriana Oberto Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 115

Maria Grazia Castiglione Photography Massimo Tabasso Photography

Il termine calanchi indica i solchi che si formano lungo il La presenza di sodio nel terreno e l’alta temperatura che
fianco di un monte o di una collina, in presenza di terreno secca la massa conferiscono al versante un comportamento
argilloso, con componente sabbiosa e scarsa o assente dispersivo e instabile, che si degrada facilmente in presenza
vegetazione. di piogge, ruscellamento, frane e creep (scorrimento
Si formano a seguito dell’azione erosiva di acqua e vento, viscoso).
soprattutto quando si susseguono settimane di siccità
e piogge intense concentrate in un breve periodo, una Tanto più sono intense le precipitazioni e tanto più è secco il
pendenza del terreno di almeno 40° che favorisce un pendio, maggiore sarà la velocità di degradazione.
rapido deflusso dell’acqua e una sommità del pendio poco I calanchi si presentano all’aspetto come solchi verticali
erodibile. paralleli, stretti e affilati, che si estendono a interi versanti.

Adriana Oberto Photography

Monica Pastore Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


116 R E P O RTA G E | CALANCHI

La conformazione stessa di tali fessurazioni e spaccature Non solo gli agenti atmosferici influiscono sulla
favorisce lo scioglimento in acqua delle particelle del conformazione dei calanchi. L’attività agricola e, in
terreno e, a seguito dell’evapotraspirazione, la successiva particolare, l’utilizzo di sostanze organiche sono in grado di
riaggregazione e cementificazione in strati spessi e duri. modificare irreversibilmente l’attività calanchiva.

La vegetazione, principalmente arbusti e piante ruderali, L’utilizzo dei fertilizzanti oltre una certa percentuale, la
che si stabilisce sui calanchi è molto resistente e abituata bonifica intensiva e il livellamento dei terreni circostanti può
a condizioni estreme, oltre a riuscire a tollerare la salinità portare alla ricolonizzazione spontanea della vegetazione
dell’acqua presente nel terreno. boschiva, con la conseguenza di diminuire sensibilmente
Tuttavia quest’ultima, assieme all’instabilità dei substrati l’attività erosiva e provocare la graduale scomparsa dei
e all’inclinazione dei versanti, ne riduce notevolmente la calanchi.
biodiversità.
Si avverte, pertanto, la necessità di salvaguardare tale
Il periodo di formazione dei calanchi non è conosciuto. Si meraviglia naturale, cercando approcci di sviluppo agricolo
ritiene, però, che la loro genesi sia riconducibile all’Olocene, più sostenibili e divulgando la bellezza delle geometrie delle
come conseguenza del disboscamento delle foreste di lame e delle marne dei calanchi.
querce sempreverdi, per opera umana.

L’esposizione del terreno argilloso, fortemente erodibile,


agli intensi fenomeni climatici ha dato il via ai primi
modellamenti.

Massimo Tabasso Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 117

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


118 R E P O RTA G E | CALANCHI

Nell’antico Palazzo del Comune si può visitare il Museo Il Palazzo Comunale resta tuttora la sede municipale del
storico-etnografico e di tradizione, inaugurato nel 2000. paese e ospita la splendida “Sala Consiliare” (all’epoca
L’edificio, costruito su preesistenze a fine Settecento, “Salone d’onore”) affrescata in stile neoclassico.
apparteneva ai Conti Faussone, divenne poi proprietà della Il Museo storico è sorto su iniziativa di un gruppo di volontari
famiglia Filippi e infine fu donato al Comune che ne fece la nato nel 2000 e si è proposto come “Gruppo Amici di
propria sede. Clavesana”.

Nei locali del primo piano erano situati gli uffici comunali, Dopodiché si è costituito in una vera e propria associazione
che nel 1996
Giancarlo vennero trasferiti nel nuovo edificio polivalente
Nitti Photography culturale prendendo il nome di Associazione di Volontariato
nella centrale frazione Madonna della Neve; dopo tale Culturale “Marchesato dei Clavesana”.
decentramento è prevalso il progetto di istituire un museo
etnografico dedicato alla storia sociale ed economica del
paese.

Monica Pastore Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 119

Lorena Durante Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


120 R E P O RTA G E | CALANCHI

Monica Pastore Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 121

Il primo obiettivo del gruppo è l’organizzazione di una nuova Infine si è allestita un’accurata esposizione degli oggetti
manifestazione capace di valorizzare il territorio del paese e nelle sale del Palazzo Comunale dove ogni attrezzo ha avuto
di promuovere i suoi prodotti tipici. una sua precisa collocazione e descrizione.
Lo spazio espositivo del Museo occupa i due piani del
Nasce così la prima edizione della rassegna “Sapori di Palazzo.
Langa” e l’inaugurazione del Museo storico-etnografico di
tradizione del Comune. L’atrio del palazzo ospita i primi oggetti esposti, come un
Così il gruppo di volontari inizia un paziente lavoro di ricerca grande torchio in legno del 1895 per estrarre il vino o l’olio, e
e di raccolta di antichi attrezzi agricoli in disuso ripulendo una pigiatrice con i rulli in ghisa per spremere l’uva.
e sistemando gli attrezzi agricoli che necessitavano di un
intervento di recupero. Lungo le scale per il secondo piano si snoda un itinerario
artistico e religioso condotto con le fotografie di chiese,
Un’attenta ricerca storica e linguistica ha permesso di stilare cappelle e piloni del paese.
una didascalia specifica per ogni oggetto, che riporta il suo
nome in lingua piemontese e italiana, le caratteristiche,
l’utilizzo, il donatore e il numero in ordine cronologico di
donazione.

Lorena Durante Photography Monica Pastore Photography

Lorena Durante Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


122 R E P O RTA G E | CALANCHI

Nelle due sale al piano terra: la prima è dedicata alla sportive di ieri e di oggi (la ricerca dei tartufi, la caccia, la
coltivazione della vite e alla produzione del vino (lo spazio pesca, il gioco del pallone elastico e il gioco delle bocce);
della saletta attigua è riservato a una piccola enoteca); la seconda sala ospita interessanti documenti relativi alla
la seconda sala è il locale più ampio del museo e ospita storia antica, moderna e contemporanea del paese.
numerosi attrezzi agricoli per la lavorazione della terra e
l’allevamento degli animali. I pezzi esposti nel museo sono complessivamente circa
trecento e testimoniano la generosità di molte persone,
Al secondo piano si apre un piccolo atrio, in cui si trovano che hanno voluto donare oggetti del loro passato affinché
fotografie e riquadri dei tre ponti, che in paese attraversano il restassero nella memoria collettiva.
corso del fiume Tanaro.
Clavesana ha ben chiara la propria identità ed è desiderosa
Da questo secondo pianerottolo si accede alle sale: la prima di condividerla: non resta altro che andarla a visitare!
è dedicata alle attività economiche-sociali e alle attività

Adriana Oberto Photography

Remo Turello Photography Fabrizio Rossi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 123

Si ringrazia
per l’ospitalità l’Amministrazione, l’Associazione
Culturale Angelo Ruga, Marina Macrì ed Edo Prando
e l’Associazione “I Calanchi di Clavesana”, in
particolare Anna Maria Bracco e Alessandra Botto.

Cinzia Carchedi Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


124 R E P O RTA G E | CALANCHI

Giroinfoto Magazine nr. 69


R E P O RTA G E | CALANCHI 125

Giancarlo Nitti Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


126

SEGUICI

Pierluigi Peis Photography

Giroinfoto Magazine nr. 69


127

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO

in uscita il 20 agosto 2021

[Link]

Giroinfoto Magazine nr. 69


Conoscere il mondo attraverso un
obbiettivo è un privilegio che solo
Giroinfoto ti può dare veramente.

APPASSIONATI A NOI

PHOTO
T R AV E L
M AG A Z I N E

SKYDIVING VERCELLI
Gabriele Sturaro

[Link]

Potrebbero piacerti anche

  • GF73
    Nessuna valutazione finora
    GF73
    140 pagine
  • GF71
    Nessuna valutazione finora
    GF71
    144 pagine
  • GF79
    Nessuna valutazione finora
    GF79
    148 pagine
  • GF68
    Nessuna valutazione finora
    GF68
    128 pagine
  • GF70
    Nessuna valutazione finora
    GF70
    148 pagine
  • GF72
    Nessuna valutazione finora
    GF72
    148 pagine
  • GF77
    Nessuna valutazione finora
    GF77
    132 pagine
  • GF74
    Nessuna valutazione finora
    GF74
    144 pagine
  • GF66
    Nessuna valutazione finora
    GF66
    148 pagine
  • GF64
    Nessuna valutazione finora
    GF64
    140 pagine
  • GF78
    Nessuna valutazione finora
    GF78
    152 pagine
  • GF80
    Nessuna valutazione finora
    GF80
    148 pagine
  • GF65
    Nessuna valutazione finora
    GF65
    144 pagine
  • GF82
    Nessuna valutazione finora
    GF82
    132 pagine
  • GF81
    Nessuna valutazione finora
    GF81
    148 pagine
  • GF57
    Nessuna valutazione finora
    GF57
    142 pagine
  • GF35
    Nessuna valutazione finora
    GF35
    136 pagine
  • GF62
    Nessuna valutazione finora
    GF62
    140 pagine
  • GF61
    Nessuna valutazione finora
    GF61
    136 pagine
  • GF42
    Nessuna valutazione finora
    GF42
    116 pagine
  • GF51
    Nessuna valutazione finora
    GF51
    146 pagine
  • GF32
    Nessuna valutazione finora
    GF32
    106 pagine
  • GF23
    Nessuna valutazione finora
    GF23
    166 pagine
  • GF24
    Nessuna valutazione finora
    GF24
    136 pagine
  • GF47
    Nessuna valutazione finora
    GF47
    122 pagine
  • GF33
    Nessuna valutazione finora
    GF33
    84 pagine
  • GF34
    Nessuna valutazione finora
    GF34
    142 pagine
  • GF36
    Nessuna valutazione finora
    GF36
    144 pagine
  • GF19
    Nessuna valutazione finora
    GF19
    136 pagine
  • GF50
    Nessuna valutazione finora
    GF50
    134 pagine
  • GF52
    Nessuna valutazione finora
    GF52
    122 pagine
  • GF21
    Nessuna valutazione finora
    GF21
    120 pagine
  • GF25
    Nessuna valutazione finora
    GF25
    112 pagine
  • GF53
    Nessuna valutazione finora
    GF53
    128 pagine
  • GF58
    Nessuna valutazione finora
    GF58
    132 pagine
  • GF54
    Nessuna valutazione finora
    GF54
    122 pagine
  • GF46
    Nessuna valutazione finora
    GF46
    134 pagine
  • GF22
    Nessuna valutazione finora
    GF22
    110 pagine
  • GF59
    Nessuna valutazione finora
    GF59
    132 pagine
  • GF27
    Nessuna valutazione finora
    GF27
    48 pagine
  • GF29
    Nessuna valutazione finora
    GF29
    86 pagine
  • GF38
    Nessuna valutazione finora
    GF38
    142 pagine
  • GF20
    Nessuna valutazione finora
    GF20
    110 pagine
  • GF40
    Nessuna valutazione finora
    GF40
    116 pagine
  • GF43
    Nessuna valutazione finora
    GF43
    124 pagine
  • GF39
    Nessuna valutazione finora
    GF39
    100 pagine
  • GF37
    Nessuna valutazione finora
    GF37
    140 pagine
  • GF44
    Nessuna valutazione finora
    GF44
    106 pagine
  • GF56
    Nessuna valutazione finora
    GF56
    128 pagine
  • GF26
    Nessuna valutazione finora
    GF26
    78 pagine
  • GF55
    Nessuna valutazione finora
    GF55
    120 pagine
  • GF49
    Nessuna valutazione finora
    GF49
    136 pagine
  • GF30
    Nessuna valutazione finora
    GF30
    110 pagine
  • GF48
    Nessuna valutazione finora
    GF48
    136 pagine
  • GF41
    Nessuna valutazione finora
    GF41
    104 pagine
  • GF45
    Nessuna valutazione finora
    GF45
    150 pagine
  • GF28
    Nessuna valutazione finora
    GF28
    102 pagine
  • GF31
    Nessuna valutazione finora
    GF31
    98 pagine
  • GF60
    Nessuna valutazione finora
    GF60
    134 pagine
  • Francesco Gusmano, Recensione A Wilfrid Sellars, Empirismo e Filosofia Della Mente (Dialegesthai)
    Nessuna valutazione finora
    Francesco Gusmano, Recensione A Wilfrid Sellars, Empirismo e Filosofia Della Mente (Dialegesthai)
    4 pagine
  • Principessa Brutta Copione Modificato
    Nessuna valutazione finora
    Principessa Brutta Copione Modificato
    8 pagine
  • Unità 9 - Esercizio Di Autoapprendimento
    Nessuna valutazione finora
    Unità 9 - Esercizio Di Autoapprendimento
    2 pagine
  • Capitolato - Parte II - Sezione 14 - Barriere Antirumore
    Nessuna valutazione finora
    Capitolato - Parte II - Sezione 14 - Barriere Antirumore
    51 pagine
  • Enneagramma Della Personalità
    Nessuna valutazione finora
    Enneagramma Della Personalità
    8 pagine
  • Platone e Aristotele
    Nessuna valutazione finora
    Platone e Aristotele
    5 pagine
  • Pensiero Leopardi
    Nessuna valutazione finora
    Pensiero Leopardi
    7 pagine
  • Neurodiritto Giammarioni Olivia
    Nessuna valutazione finora
    Neurodiritto Giammarioni Olivia
    12 pagine
  • Fa162-A0u11 Ja4clln
    Nessuna valutazione finora
    Fa162-A0u11 Ja4clln
    71 pagine
  • CSQ 020 I Rev03 Istruzioni Per Le Aziende Richiedenti La Certificazione Uni en Iso 3834-2, 3 e 4 in Conformita' Allo Schema
    Nessuna valutazione finora
    CSQ 020 I Rev03 Istruzioni Per Le Aziende Richiedenti La Certificazione Uni en Iso 3834-2, 3 e 4 in Conformita' Allo Schema
    9 pagine