GF69
GF69
com
N. 69 - 2021 | LUGLIO Gienneci Studios Editoriale. [Link]
Skydiving
Adrenalina ad alta quota
Band of Giroinfoto
69
[Link]
LUGLIO 2021
LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del
fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo,
dove chiunque appassionato di fotografia e viaggi può
Oggi
esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un Dopo più di 5 anni di redazione e affrontando un anno difficile come il
pubblico interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità
che svelano le infinite locations del nostro pianeta. 2020, il progetto Giroinfoto continua a crescere in modo esponenziale,
aggiudicandosi molteplici consensi professionali in tema di qualità dei
È così, che Giroinfoto magazine©, diventa una finestra sul contenuti editoriali e non solo.
mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico,
con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze Questo grazie alla forza dell'interesse e dell'impegno di moltissimi
del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters membri delle Band of Giroinfoto (i gruppi di reporter accreditati alla
professionisti e amatori del photo-reportage. rivista e cuore pulsante del progetto) , oggi distribuite su tutto il territorio
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più nazionale e in continua crescita.
interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni
più vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere Una vera e propria community, fatta da operatori e lettori, che supportano
un punto di riferimento per la promozione della cultura e sostengono il progetto Giroinfoto in una continua evoluzione,
fotografica in viaggio e la valorizzazione del territorio. arricchendosi di contenuti e format di comunicazione sempre più nuovi.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, Per l'anno 2021 affronteremo nuove sfide per offrire ancora più esperienze
contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, alle nostre band e ai nostri lettori, proiettando i contenuti su nuove frontiere
in una rassegna che guarda il mondo con occhi artistici dell'intrattenimento, oltre la carta stampata, oltre l'on-line reading, oltre i
e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e social, per rendere più forte la nostra teoria di aggregazione fisica, reale
situazioni, andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai interazione sociale e per non assomigliare sempre di più a "pixel", ma a
tutti ci siamo fossilizzati. persone in carne ed ossa che interagiscono fra di loro condividendo la
passione della fotografia, della cultura e della scoperta.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e
viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze Un sentito grazie per averci seguito e un benvenuto a chi ci seguirà da
di viaggio raccontate da fotografie e informazioni utili. oggi, ci aspettano esperienze indimenticabili da condividere con tutti voi.
on-line dal
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.
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ANNO VII n. 69 Youtube
20 Luglio 2021 giroinfoto TV
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
SKYDIVING
GIROINFOTO MAGAZINE
69
I N D E X
R E P O R TA G E
TERRASINI
10 SKYDIVING
Adrenalina ad alta quota
Band of Giroinfoto Piemonte-Lombardia
36
36 TERRASINI
Terra del Golfo
Band of Giroinfoto Sicilia
54 CIMITERO MONUMENTALE
Milano
A cura di Alina Timis
R E P O R TA G E
CIMITERO
MONUMENTALE
54
R E P O R TA G E
66
WORLD PRESS PHOTO
2021
R E P O R TA G E
70
VILLA TORRIGIANI
VILLA TORRIGIANI
Storia e architettura
70 R E P O R TA G E
82
REGIA FARMACIA
Torino
82
Band of Giroinfoto Piemonte
GAZIANTEP
Il Museo dei Mosaici di Zeugma
92
A cura di Monica Gotta
I CALANCHI
Clavesana
104
Band of Giroinfoto Piemonte
R E P O R TA G E
92
GAZIANTEP
R E P O R TA G E
104
I CALANCHI
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Luglio 2021
313 52 8 35ARTI- 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI COLI ARTICOLI ARTICOLI
Provare l’emozione di lanciarsi da un aereo è una A Milano, l'unica galleria del vento verticale in
sensazione di libertà guardando il mondo dall’alto. Italia e la seconda al modo dopo quella di Abu
Dhabi.
Chi osa saltare nel vuoto a più di 4.000 metri
d’altezza, avrà sicuramente un’incredibile storia da Aero Gravity è il progetto che realizza il sogno
raccontare e un ricordo indelebile da conservare di un gruppo di paracadutisti che desideravano
nel tempo. condividere la loro passione rendendola
accessibile a chiunque e senza limiti.
Ci siamo recati all'aereoporto "Carlo del Prete" di
Vercelli dove risiede la scuola di paracadutismo Il raccondo di alcuni membri di Giroinfoto che
[Link] SSD per toccare con mano questa hanno assaporato l'inebriante volo in galleria.
fantastica esperienza.
A cura di Silvia Petralia e Giancarlo Nitti A cura di Silvia Scaramella e Manuel Monaco
Infine possiamo citare il canopy e il canopy work, che partono dal momento
di apertura del paracadute compiendo evoluzioni a vela aperta in singola
o in lavoro relativo con altri paracadutisti e lo scenico swooping in cui il
paracadutista in fase di atterraggio esegue un percorso parallelo al terreno
di diverse decine di metri a velocità vicine ai 90 km/h.
Come avete visto nello skydiving c'è da divertirsi, ma ciò che trattiene molti
dal praticare questo sport è sicuramente il terrore dell'atto di uscire da un
aereo per precipitare nel vuoto... comprensibile, ma in questo caso con un
po' di coraggio le scuole di paracadutismo ci vengono incontro dando la
possibilità di provare in completa sicurezza con un volo tandem ancorati
saldamente ad un istruttore con centinaia se non migliaia di lanci alle spalle
o assaggiare la caduta libera all'interno di una galleria verticale del vento
insieme a un tutor.
Giancarlo Nitti
SWOOPING
Giancarlo Nitti Photography
Felicità, è quello che ho provato quando mi è stata data la Insomma, con tutte queste restrizioni per il virus, riuscire
possibilità di prenotare il lancio. a cimentarmi in qualcosa di così adrenalinico è stata una
Adrenalina ed emozione, sono le sensazioni che ho provato benedizione.
quando mi sono svegliata e preparata per recarmi dagli amici
di V. Zone SSD insieme al team Giroinfoto. Oltre al team Giroinfoto c'era anche il mio compagno, anche
lui aveva deciso di lanciarsi.
In molti mi hanno chiesto se fossi riuscita a dormire e se Credo che condividere questa esperienza con lui mi abbia
avessi paura, ma la risposta è stata: assolutamente no… per dato molta più forza ed entusiasmo.
nulla, anzi, sono carica! E poi, paura di cosa?
Sono una docente di sicurezza e conosco le statistiche per Così andiamo a registrarci, ci consegnano occhialini e
cui sono consapevole di compiere ogni giorno azioni molto bandana per il volo, e ci comunicano che tra soli 15 minuti
più rischiose, come ad esempio guidare. saremmo saliti sull'aereo per il lancio.
Perché dovrei avere paura di lanciarmi con un istruttore L'adrenalina aumenta così come la voglia di buttarsi nel vuoto,
qualificato ed esperto, sapendo di avere a disposizione di volare e sentirsi liberi… questo è quello che provavo e
ben due paracaduti? ( il primo paracadute e un secondo di desideravo fortemente.
emergenza).
Sono almeno 15 anni che sogno di lanciarmi con il paracadute,
ma penso che questo sia stato in assoluto il periodo migliore
per farlo.
Poco prima di salire sull'aereo abbiamo partecipato al briefing Qui scopriamo che l'aereo che ci porterà in quota non
con l'istruttore tandem, dopo una spiegazione sulle procedure è un comune Pilatus PC-6, ma il famoso Pilatus F-Hdey
da seguire. «GoldenEye», cioè lo stesso velivolo utilizzato da James Bond
Consistono nel simulare l'uscita dall'aereo e le posizioni da per sfuggire allo spietato colonnello Ourumov nella scena del
mantenere al lancio, durante il volo e in fase di atterraggio. film GoldenEye nel 17° capitolo della saga dedicata a 007.
Siamo circa una decina a lanciarci del primo gruppo della
Finalmente si sale! giornata, 4 tandem e relativi piloti tandem con i videoman per
Ci dirigiamo verso l'aereo. le riprese in caduta libera.
In questa scuola utilizzano un Pilatus PC-6 Porter, un
turboelica da 550 cavalli e 15 metri di apertura alare, preparato Gli istruttori ci dicono come posizionarci sull'aereo mettendo
appositamente per il lancio paracadutistico, in grado di le gambe a incastro in modo da “entrarci” tutti... sembra di
arrivare a 4200 metri in 15 minuti, atterrare in soli 180 secondi giocare a tetris!
con un rateo di discesa estremo e arrestandosi in 50 metri di Una volta sistemati per bene si accende il motore e si parte.
pista.
Gabriele Stu
raro Photog
raphy
Trascorrono anche questi ultimi 5 minuti e ci prepariamo per Purtroppo gli istruttori dicono che quando ti lanci la prima
l'atterraggio. volta è normale che il tempo scivoli velocemente, mentre
Posiziono le gambe distese a 90°, si atterra sull'erba in rallenta grazie all'esperienza nei lanci successivi...
posizione “seduta”.
“Che peccato è già finito!”, questo è quello che io ma anche Spero dunque di poter ripetere l'esperienza in futuro!
altri pensano appena terminata l'esperienza.
Di sicuro se ti è piaciuta la vorresti già ripetere. Silvia Petralia
Raccontaci una delle esperienze più rischiose che hai avuto in tanti anni di Qando ti sei lanciato l'ultima volta?
paracadutismo.
Nel 2015 ancora saltavo, a circa 88 anni,
Un giorno dovevo provare dei paracadute che non si aprivano a Palestro, ho da sempre saltato con un sigaro in
famosa per la presenza delle rane. bocca, ovviamente acceso!
Con altri ragazzi a 1000 m ci lanciamo con questi paracadute, insomma Una volta mi lanciai con un tandem di una
che ci fosse qualche problematica era evidente, in quanto riuscii ad aprire il ragazza famosa della televisione (non
paracadute tenendolo praticamente solo nelle mani, senza imbracatura se posso fare nomi) e la baciai in volo.
avessi mollato la presa dalle mani non avrei più avuto niente! Una volta atterrati gli dissi, ti è piaciuto?
E lei rispose, sì ma potevi toglierti il sigaro
dalla bocca quando mi baciavi ed io gli
Ti è mai capitato di insegnare qualcosa ad altri istruttori? risposi: e con quale mano avrei potuto?
Sì con degli istruttori francesi, una volta saltai con i primi paracadute alari con
loro come allievo, arrivammo a terra, ma loro, nonostante l'esperienza non
sapevano come ripiegare i paracadute, e così io insegnai loro come ripiegarli.
Una curiosità: Come mai il logo della società storica è rappresentato da una rana?
La rana rappresenta innanzitutto Vercelli, e la abbiamo adottata per rappresentarci a nostra volta.
Nel 2017 cambia ragione sociale e gestione, subentrando Raffaele Chierichetti e Gabriele Miglio con un nuovo brand "[Link]"
ma la rana è rimasta il simbolo numero 1 della scuola.
Anche dopo il cambio gestione sono rimasto il direttore della scuola grazie alla forte volontà dei ragazzi della nuova società,
seguo ancora molte delle parti burocratiche della scuola.
Con i ragazzi ci siamo intesi subito, abbiamo la stessa visione delle cose, le stesse idee.
In tutto questo comunque Ettore Testa è e rimane per tutti noi un pilastro fondamentale, come anche Orazio Malavasi morto
sfortunatamente in un campionato a Siena.
Come ti sei ritrovato a dirigere insieme al tuo socio Gabriele Miglio le attività di Vercelli?
Siamo partiti e abbiamo avuto un'ascesa importante nonostante la vicinanza con gli
altri posti concorrenti.
Abbiamo tentato i primi 3 week-end con il Cesna 205 ma non eravamo competitivi.
Abbiamo quindi poi preso l'aereo Pilatus PC-6 porter, 550 cavalli,usato anche per il
film Goldeneye, pilotato da James Bond.
L'acquisto è avvenuto da un amico tedesco che aveva l'aereo a Cagliari, ci ha
scommesso, ci ha creduto e ora è contento.
Obbiettivi dell'attività?
L'obbiettivo è sempre quello di continuare come stiamo facendo, sono stati due anni pesanti per il covid, ma c'è stata una risposta
che non mi aspettavo, nonostante la crisi la gente chiama e prenota, fortunatamente.
Quindi la prerogativa sarà quella di continuare, le difficoltà saranno anche più importanti di quelle affrontate finora, ma noi non
molliamo.
D'altra parte anche la partenza è stata davvero molto difficile, perchè ci siamo scontrati con tante problematiche che abbiamo
sempre affrontato di petto, non abbiamo mollato e le soluzioni sono arrivate di conseguenza.
E questo per noi è già stato un ottimo obbiettivo da raggiungere.
Solo l'anno scorso abbiamo fatto 300 iscritti e i tandem sono poi arrivati di conseguenza.
Inoltre i nostri iscritti sono affezionati, non è una gestione “industriale”, le persone che vengono costruiscono dei rapporti di
amicizia, di fiducia, si sta insieme, si mangia insieme, siamo davvero una grande famiglia.
A cura di
Manuel Monaco
Silvia Scaramella
Un altro progetto molto importante per il team è il Disability La voglia e il desiderio di non fare differenze e di parlare
Project. sempre in modo chiaro alle persone, creano un ambiente
Come si evince dal nome, questo progetto è interamente sereno in cui la disabilità passa in secondo piano e l’unica
pensato per persone con disabilità, che siano intellettive, cosa che resta è l’adrenalina del volo.
sensoriali o motorie.
Disability Project ha preso forma grazie all’impegno e Questo non significa che non siano adottate precauzioni
alla preparazione di tutto lo staff, ma anche grazie alla speciali quando necessario.
collaborazione con l’Associazione Obiettivo Volare che ha Ad esempio, grazie alla partnership con il gruppo Humantech,
presentato al gruppo Andrea Pacini, unico paracadutista prestigioso gruppo di ortopedie italiano, chi ha una disabilità
paraplegico italiano in attività, nonché attuale responsabile motoria, può utilizzare gli ausili ortopedici sviluppati
del progetto. appositamente per il volo indoor.
Dall’inizio del progetto, la struttura ha registrato la del vento, nel reclutamento di 89 persone con disabilità, con il
partecipazione di oltre 500 persone. fine di selezionare 5 atleti che rappresenteranno Aero Gravity
Inoltre, moltissime Associazioni sportive, di promozione e l’Italia, durante la prima competizione internazionale di
sociale e organizzazioni di vario genere hanno regalato ai indoor skydiving che si terrà a maggio 2022 a Aix-Marseille
propri iscritti questa emozione indimenticabile. in Francia.
Tra le tante collaborazioni, risalta quella con Special Olympics
Italia e con Daniele Cassioli, atleta non vedente, pluricampione
del Mondo di Sci Nautico.
È necessario arrivare con un’oretta d’anticipo rispetto Qui vengono consegnate le tute, il caschetto e gli occhialini e
all’orario di volo previsto per effettuare la registrazione ed ci si può cambiare negli spogliatoi.
evitare ritardi nella schedulazione.
La sede di Aero Gravity si trova a Pero, vicinissima alla Fiera Al termine della vestizione, in una sala dedicata al briefing
di Milano, ed è facilmente individuabile in quanto si tratta di teorico, vengono spiegate le regole basiche e le gestualità
un edificio color rosso acceso sulla cui sommità svettano che permetteranno di interagire con l’istruttore.
i loghi dello sponsor principale (Fastweb) e di Aero Gravity. Durante il volo infatti non è possibile parlare perché il rumore
Molto caratteristica la vetrata che permette, anche da fuori, di generato dalle sei turbine rende impossibile sentirsi.
vedere coloro che volano nel tunnel. Ma non preoccupatevi, vi verranno forniti anche i tappi per le
orecchie e non sentirete alcun rumore fastidioso! Dicevamo, è
Conclusa la registrazione si può attendere il proprio turno importante memorizzare un paio di gesti che vi permetteranno
sugli spalti o al bar e osservare i volteggi di chi sta volando. di comprendere le indicazioni che vi darà il vostro istruttore.
Le classi di volo sono composte da un massimo di 14
partecipanti. Terminato il briefing si torna al secondo piano, e si viene
L’esperienza inizia nel momento in cui si viene condotti al condotti in camera di pre-volo.
primo piano dove c’è l’area di vestizione.
La camera comunica direttamente con il tunnel quindi, una assimila quanto vissuto durante il volo e memorizza la
volta che la classe è entrata, non si esce fino alla fine del turno posizione da mantenere.
di volo.
Ogni partecipante, nella formula AeroSTART, accede al tunnel In questo modo quando si rientra per il secondo turno, si è in
due volte per un minuto: nel primo ingresso l’istruttore darà le grado di stabilizzarsi più velocemente ed è proprio in questo
indicazioni per “stabilizzarsi”. momento che si raggiungerà il massimo del divertimento: si
sperimenta il cosiddetto High Fly o Taxi Fly.
In questa fase è molto importante seguire quanto vi suggerisce L’istruttore vi porterà in alto per poi concludere con la caduta
l’istruttore e mantenere un costante contatto visivo con lui ma libera!
soprattutto rilassarsi e godersi l’esperienza.
Come Band of Giroinfoto abbiamo potuto sperimentare Vedere gli atleti allenarsi è un vero spettacolo...sembra tutto
il volo indoor presso questa giovane e innovativa realtà. facilissimo!
Immaginerete quanto fossimo curiosi di provare a volare per Ma sarà davvero tutto così semplice?
la prima volta. Mentre guardavamo affascinati i movimenti degli atleti e degli
Arrivando alla struttura abbiamo visto volteggiare un istruttore istruttori è arrivata Alessandra, la responsabile marketing.
attraverso l’enorme vetrata, non stavamo più nella pelle! Con lei abbiamo potuto scoprire Aero Gravity e tante curiosità.
Dopo la registrazione ci siamo fermati a guardare uno dei Ad esempio, sapete come vengono puliti i vetri del tunnel?
team di Formation Skydiving (lavoro relativo) migliori del Volando!
panorama italiano che si allenava. L’acqua può essere utilizzata senza pericolo nel tunnel.
Considerate che il wind tunnel di Aero Gravity può ospitare
fino a 8 persone contemporaneamente.
Mentre Alessandra ci illustrava queste e molte altre curiosità A turno ci avviciniamo alla porta che comunica direttamente
è arrivato Martin, il nostro istruttore che, dopo il briefing, ci ha con il tunnel e, sulla soglia, ci lasciamo cadere in avanti
dato ancora qualche dritta. (aiutati ovviamente da Martin) e ci siamo!
Siamo poi passati alla vestizione (prestate attenzione a
come infilare la tuta, la zip va davanti) ed infine siamo saliti al Il flusso d’aria è imponente e ci sostiene e spinge all’istante!
secondo piano per entrare in camera di volo. Martin ci aiuta e ci dà le indicazioni e, WOW, stiamo volando,
ed è fighissimo (si può dire?)!
Messi i tappi, la bandana (che si sostituisce alle mascherine
che altrimenti volerebbero via), gli occhialini (ben stretti) e il Ricordando quanto imparato durante il briefing e seguendo le
casco, siamo pronti per entrare. indicazioni di Martin che costantemente comunica con noi è
facile (non ci schiantiamo sulle pareti solo perché Martin ci
Ok, siamo nella camera ed è giunto il nostro turno, sarà facile prende in tempo)!
come sembra?
Da qui in poi parleremo al plurale perché descriviamo le Presa coscienza di cosa stiamo facendo, un po’ a destra e un
emozioni provate da entrambi ma ricordate che nel tunnel si po’ a sinistra, un po’ più su, un po’ più giù, il minuto vola via; si
entra una persona per volta. torna in camera di pre-volo.
Interiorizzato quanto appena successo siamo pronti per il cui stiamo scrivendo, non possiamo non pensare a quanto
secondo ingresso (evviva!). Martin, e in generale tutti gli istruttori, siano fantastici perché
Ora le cose si fanno interessanti. nonostante nel tunnel non si possa comunicare verbalmente,
Siamo nel tunnel, stiamo volando, Martin si aggancia a noi con sono in grado di metterti a tuo agio, farti rilassare e nello
un movimento rotatorio e iniziamo a salire a spirale, siamo in stesso momento guidarti e farti godere appieno di questa
un attimo oltre gli 8 metri d’altezza! magnifica esperienza, semplicemente con uno sguardo, con
E poi il vuoto, la caduta libera. un sorriso o con un semplice gesto.
Cuore in gola, la rete si avvicina sempre di più ma grazie a
Martin ci fermiamo appena in tempo! È una cosa non banale, per nulla scontata, se pensate che in
E poi ancora, di nuovo lassù per tornare, di colpo, giù! quei minuti siete su un flusso d’aria che viaggia oltre i 200
Oh mio Dio, bellissimo! Lo rifacciamo? Questo è stato il nostro km/h.
pensiero e altri che non possiamo scrivere.
I tunnel verticali sebbene vengano largamente utilizzati dai Certo, bisogna considerare che rispetto agli spazi aperti e
paracadutisti professionisti in quanto permettono di allenarsi “illimitati” del cielo il volo indoor è più “difficile” in quanto si
tutti i giorni dell’anno, possono essere utilizzati anche per svolge in uno spazio limitato.
avvicinare a questo sport chiunque, come il team Aero Gravity
sta dimostrando. Rimane comunque più accessibile, infatti, chi ha paura a salire
su un aereo oppure non potrebbe farlo per problemi di salute
Rispetto ad un lancio in tandem in cui il controllo è totalmente a può benissimo frequentare un tunnel verticale come Aero
carico dell’istruttore, nel volo indoor l’istruttore è un facilitatore Gravity.
(garantisce che l’esperienza si svolga in totale sicurezza) e,
quindi, si è attivi nella ricerca della corretta posizione e si può
sperimentare direttamente come la minima variazione della
posizione, ad esempio di una mano o del volto, influisca sulla
fluttuazione e sulla stabilità.
Ringraziamo
tutto lo staff per la calorosa accoglienza e per l’enorme
disponibilità dimostrata.
Un grazie speciale ad Alessandra che ci ha guidato alla
scoperta di questa bellissima realtà, a Martin che ci ha
letteralmente sostenuto nel tunnel e a Sandro Andreotti [Link]
per averci permesso di vivere questa esperienza molto
emozionante.
Un ultimo, ma non per importanza, ringraziamento va a Matteo
Bellomi per aver documentato tutto con foto e video.
Distante poco meno di 25 km da Palermo, Terrasini è proprietà di Rodolfo Bonello, feudatario normanno e guerriero
facilmente raggiungibile in auto percorrendo l’autostrada A29 al seguito del conte Ruggero I di Sicilia.
Palermo - Trapani, in direzione di quest’ultima, fino all’uscita Nei secoli successivi numerosi principi e baroni sfruttarono il
omonima. feudo, fin quando non arrivò la famiglia La Grua Talamanca,
Numerosi sono, inoltre, i pullman che la collegano al capoluogo principi di Carini, i quali, agli inizi del XVIII secolo, acquistarono
e, infine, per chi la volesse raggiungere in aereo, l’aeroporto questo territorio dal barone Donato di Gazzara.
internazionale Falcone - Borsellino dista solo 12 km.
Fu a quel tempo che Vincenzo III La Grua Talamanca promosse
Sull’origine del nome “Terrasini” esistono due interpretazioni. l’insediamento urbano nel feudo, le cui attività prevalenti
La prima, “Terra sinus", ossia terra del golfo, deriva, secondo furono, già da allora, l’agricoltura e la pesca e su sua proposta
lo storico Gioacchino Di Marzo, dal nome con il quale i romani il re spagnolo Filippo IV decretò la nascita del comune.
denominarono il golfo di Castellammare, “Sinus Aegestanus”, Nel 1836, il Re Borbone Ferdinando II con un decreto fece
sul quale il territorio di Terrasini si affaccia. annettere al Comune di Terrasini la limitrofa frazione di Cinisi,
denominata Favarotta (sorgente).
La seconda interpretazione, forse la più appropriata,
vede derivare il nome della città da “Terra sinorum”, terra Così il nuovo territorio comunale occupò e occupa a oggi
delle insenature, per la particolare caratteristica della un’area di circa 20 Kmq sita lungo il tratto iniziale della costa
costa antistante il territorio comunale, ora rocciosa, alta e che si affaccia sul golfo di Castellammare, dominato dalla
frastagliata, ora bassa e sabbiosa o pietrosa, ricca di approdi Torre di Capo Rama, il cui promontorio oggi fa parte della
e di grotte naturali. Riserva Naturale che da essa prende il nome, per la ricchezza
e la varietà della flora e della fauna che vi si trova.
La storia di Terrasini inizia, probabilmente, intorno all’anno
1000 D.C., quando questo territorio, ancora inabitato, era
L’ampia piazza, che ha forma rettangolare, è lastricata con Essa è per questo la chiesa più grande in tutto il Golfo di
basole di marmo siciliano e su di essa si affacciano antichi Castellammare
palazzi risalenti al XVII e XVIII secolo, insieme al maestoso Per la realizzazione della chiesa occorsero circa vent’anni,
edificio di culto, dedicato alla patrona di Terrasini, Maria durante i quali i cittadini di Cinisi cercarono in ogni modo
Santissima delle Grazie. di ostacolarne la costruzione. Ciò nonostante la chiesa fu
La piazza e le traverse limitrofe ad essa, ormai chiuse al completata nella prima metà del Settecento, in puro stile
traffico, sono sede di numerosi locali che rendono il centro barocco.
storico un perfetto luogo d’incontri e di animazione non
soltanto per i cittadini, ma anche per i turisti che hanno Il duomo presenta un'imponente facciata con otto colonne,
molteplici opportunità di assaggiare le più note specialità quattro doriche e quattro corinzie; al centro della facciata è
della gastronomia e della pasticceria siciliane. presente la statua di Maria Santissima delle Grazie, mentre ai
lati si ergono le due statue dei Santi Pietro e Giuseppe.
Il Duomo, che costituisce il monumento più importante della
città di Terrasini, ha una storia particolare. Un altro elemento caratteristico della chiesa sono le due
Esso, infatti, fu realizzato nel Settecento, quando era ancora vertiginose torri, alte circa 30 metri, su cui sono installati due
viva la rivalità tra i comuni di Terrasini e Cinisi, per volere del orologi.
barone Gazzara che decise, insieme ai suoi concittadini, di L'interno è invece costruito in pregiato marmo bianco scolpito
costruire una chiesa tanto grande da superare non solo quella da maestri siciliani, nel quale sono presenti numerosi affreschi
del vicino comune di Cinisi ma anche quelle presenti nei dipinti da artisti locali.
comuni limitrofi.
Ubicati poco fuori il centro abitato, lungo la costa, gli edifici più
antichi del territorio sono costituiti dalle torri d’avvistamento
che servivano per avvertire la popolazione dell’attacco di
pirati o dei temuti Saraceni.
TORRE TOLEDA
Rita Russo Photography
TORRE CAPORAMA
Rita Russo Photography
TORRE ALBA
Rita Russo Photography
Di certo però l’attrattiva maggiore di questa solare cittadina costituita da una piccola caletta dalle acque cristalline
a vocazione prevalentemente turistica è costituita dalla sua incorniciata da alte scogliere e da faraglioni dalle forme
costa articolata, che dalla spiaggia sabbiosa della Ciucca, in irregolari, alla quale si accede tramite una lunga scalinata.
prossimità del porticciolo arriva alla spiaggia di San Cataldo,
costituita da ciottoli misti a sabbia che si trova al confine del Tra i tratti di costa più belli c’è sicuramente anche Cala Rossa
territorio comunale con quello di Trappeto. così chiamata per il colore delle rocce che la formano che è
il luogo ideale per coloro che amano tuffarsi dagli scogli e
Tra le suddette spiagge si trovano numerose baie rocciose, praticare snorkeling o immersioni.
scoscese falesie dalle rocce colore bianco e rosso,
punteggiate da splendidi faraglioni e cavità naturali.
Tutto ciò regala panorami mozzafiato e tramonti spettacolari.
LA CIUCCA
Rita Russo Photography
SAN CATALDO
Rita Russo Photography
PRAIOLA
Rita Russo Photography
CALA ROSSA
Rita Russo Photography
Dal punto di vista faunistico, l’area di riserva ospita fauna tipica delle coste rocciose.
Tra i mammiferi si trovano le volpi, il coniglio selvatico e il riccio.
Essa ospita anche alcuni rettili tra i quali l’endemica lucertola siciliana, il biacco, il geco e l’emidattilo.
Ma è l’abbondanza di fauna aviaria che fa della riserva un luogo adatto agli appassionati di birdwatching.
Essa si trova lungo le rotte migratorie e durante i periodici spostamenti, alcune specie sostano indisturbate sulla scogliera.
Oltre ai gabbiani reali, che nidificano tra gli anfratti delle falesie, è possibile avvistare anche il passero solitario, il martin
pescatore, il gheppio ed il falco pellegrino.
La vegetazione della macchia, inoltre, offre riparo anche ad alcune specie di rondoni, cappellacci, cinciallegre e merli; mentre
occasionalmente è possibile osservare alcune specie migratorie quali gli aironi cinerini, le garzette e alcune specie di anatre.
Le grotte, invece, ospitano colonie di alcune specie di pipistrelli.
La flora presente in queste aree è di tipo arbustivo e discontinuo e tra le varie specie presenti ciò che salta subito all’occhio
sono le distese di macchia mediterranea a palme nane, fittamente distribuite sui pianori soprastanti la scogliera.
Alla fine dell’Ottocento, Milano era una città in rapida espansione, Morì nel 1899 nella sua casa a Varese e le sue spoglie
pertanto i cimiteri collocati all’interno delle mura, i cosiddetti sono custodite nel cimitero monumentale di Milano, in
bastioni, erano malvisti. una tomba sobria da lui disegnata proprio all’ingresso
Pierluigi
Il Peis Photography
complesso monumentale è un insieme di fabbricati edificati della galleria.
in epoche diverse, che, con il passare degli anni ha assunto una
valenza storica, artistica e a tratti inquietante. Nel 2018, in occasione del bicentenario della nascita di
Carlo Maciachini, il comune di nascita dell’artista Induna
Carlo Maciachini fu il creatore del Monumentale, nato in Olona insieme al comune di Milano hanno ospitato
provincia di Varese nel 1818 e diventato architetto a 43 anni, l’iniziativa ‘’Buon Compleanno Architetto!’’ presso il
iniziò la realizzazione dopo aver vinto un concorso indetto dal cimitero Monumentale con l’obiettivo di far conoscere
Comune di Milano, il cui desiderio era di avere un cimitero unico a un ampio pubblico questo importante personaggio e
che convogliasse su di sé le sepolture distribuite nei sei cimiteri le sue opere, tra cui ricordiamo anche l’edicola Keller, la
periferici. Sonzogno, o la Calegari.
EDICOLA SONZOGNO
Alina Timis Photography
FAMEDIO
Il luogo colpisce soprattutto per le sue
dimensioni, uno spazio di circa 250.000 mq, Alina Timis Photography
che a soli 30 anni dall’inaugurazione ospitava
già oltre 74.000 defunti.
Il cimitero è un’opera ambiziosa, abbina stili
che vanno dal gotico al bizantino e infine al
romantico: è un vero e proprio museo a cielo
aperto.
Da subito ha rappresentato per gli artisti del
mondo un’occasione straordinaria per misurarsi
con un tema antico come quello funerario.
Ogni anno, ogni 2 novembre, vengono inseriti altri nomi nelle vari monumenti di note famiglie della grande borghesia
pareti del Famedio, personaggi che hanno fatto la storia di milanese, tra cui la famiglia Falck, quello della famiglia
Milano ma non necessariamente sepolti qui. L’onore nell’essere Ferdinando Bocconi, fondatore dell’omonima università
iscritti nel Famedio non comporta necessariamente la nonché proprietario dei grandi magazzini diventati poi la
sepoltura nel luogo, bensì la menzione del proprio nome, Rinascente.
tenendo conto delle seguenti 3 categorie: gli “illustri”, per vari
meriti letterari, artistici o scientifici, i “benemeriti” che hanno Poi ci sono le edicole, le tombe scultoree e architettoniche, vere
recato beneficio o fama alla città e i “distinti" nella storia della opere d’arte, che rappresentano lo stile ed il gusto dell’epoca
patria”. in cui vennero realizzate, spiccano come le più maestose,
quelle delle famiglie Campari (una tomba da brividi), Bracco,
Ovviamente, la prima sezione del cimitero è occupata da Brambilla e Treccani, fondatore della Enciclopedia Italiana.
illustri figli milanesi o d’adozione, addentrandosi, troviamo
EDICOLA BOCCONI
Alina Timis Photography
Wolfgang Amadeus Mozart e oltre al Famedio e alla sua Cripta, è presente anche la sagoma massiccia del Civico Mausoleo
Palanti, opera dell’architetto Mario Palanti completata nel 1928, il Civico Mausoleo Garbin e la Nicchia D dell’Edicola F di
Levante Superiore, zona che ospita le ceneri di Enzo Tortona.
Al termine dell’asse centrale (circa 625 m dalla cancellata d’ingresso) si trova il Tempio Crematorio.
Completato nel 1876 e donato al Comune di Milano, è il primo in Italia, essendo anche il primo Paese in Europa ad adottare la
pratica crematoria, preso poi come modello da altre città e Paesi.
Il maestoso Tempio Crematorio, il primo al mondo, inaugurato il 22 Gennaio del 1876, accoglie la salma di Alberto Keller, ricco
industriale e filantropo, che si trova al centro del reparto acattolico nella parte sinistra, dove troviamo anche le sepolture di
alcune famiglie facoltose svizzere e tedesche, come i Richard, Eberhard o Körner.
I forni della sala di cremazione, sono stati costruiti nel 1896 quando è stato effettuato il secondo ampliamento del Tempio.
BERNOCCHI
Alina Timis Photography
CASATI TOSCANINI
Alina Timis Photography Alina Timis Photography
UNA CURIOSITÀ
Per 30 anni i tram sono stati utilizzati come carri funebri
municipali, un servizio di cordoglio pubblico in funzione dal 1895
fino al 1925, poi i tram a cavalli per i primi 20 anni di servizio,
nato per ovviare al problema dei cortei funebri vista la posizione
periferica del cimitero.
Skira Editore
Dal 1955 il concorso annuale World Press Photo
rappresenta l’eccel- lenza del giornalismo visivo.
4.315 fotografi da 130 paesi per un totale di 74.470
immagini perve- nute (con un incremento rispetto alle
edizioni precedenti) raccontano uno degli anni più
duri della nostra storia, che ha visto l’intero pianeta
lottare contro un nemico comune.
Ma no solo.
Come ogni anno le foto che verranno selezionate
rappresenteranno il meglio del giornalismo visivo,
esplorando ogni angolo della contemporaneità e
raccontandone tutti gli aspetti.
La foto dell’anno è stata scattata da Mads Nissen a
São Paulo e ritrae una paziente malata di Covid-19
che riceve il suo primo abbraccio dopo cinque mesi.
Suddivise in otto categorie, le immagini raccontano
la profondità e la complessità del lavoro
fotogiornalistico, mettendo il lettore a diretto contatto
con fotografie sensazionali, a volte scioccanti, che
raccontano il nostro mondo.
World Press Photo
Story of the Year Skira pubblica il quarto volume sul prestigioso
Amore mio premio dopo quelli delle edizioni 2018, 2019 e 2020.
© Antonio Faccilongo Getty Reportage
Habibi
© Antonio Faccilongo, getty
Reportage
Habibi è il racconto di una storia d’amore
ambientata nel mezzo di uno dei conflitti
contemporanei più lunghi e complicati, la
guerra israelo-palestinese.
Le mogli dei prigionieri politici palestinesi, i
quali stanno scontando condanne a lungo
termine nelle carceri israeliane, per concepire
nuovi figli, sono ricorse al contrabbando dalle
prigioni dello sperma dei loro cari.
Rita Russo
Stefano Zec
Il progressivo insabbiamento di alcuni porti del nord Europa, le guerre di religione che
insanguinarono tutto il continente, sfociando poi nella carneficina della Guerra dei
Trent’anni (1618 – 1648), preclusero ogni possibilità di raggiungere quei mercati, come
Bruges, Anversa e Londra, tanto ambiti dai mercanti lucchesi.
Per questi motivi molte famiglie decisero di investire almeno una parte dei loro capitali
in terreni da coltivare sui quali vennero costruite, ristrutturate e abbellite le ville che
ancora oggi possiamo ammirare in tutta la loro magnificenza.
La villa è un complesso monumentale a cielo aperto. i terreni su cui sarebbe sorta la villa, che venne ceduta nel
Costruita alla fine del XVI secolo in stile rinascimentale, è 1651, a seguito del fallimento della famiglia, a Cesare Santini
stata più volte arricchita e abbellita. che diede inizio alla trasformazione architettonica dell’edificio
Si ammirano, oggi, la sua splendida facciata, una tra le più e del parco circostante.
importanti testimonianze di architettura barocca in Toscana, e
un giardino che offre una straordinaria quantità di spettacolari Questi muore lasciando in eredità al figlio Nicolao Santini,
scenografie in un intreccio tra tecnica, scienza e mitologia. appena quattordicenne, uno dei patrimoni più grandi dello
Stato lucchese.
La costruzione di questa villa si deve alla nobile famiglia Il giovane Nicolao, dopo aver viaggiato in Europa e dopo aver
Buonvisi la più ricca e importante famiglia di mercanti e di ricoperto la carica di ambasciatore della Repubblica di Lucca
banchieri che, già nel XIV secolo, prestava denaro a molte alla corte di Luigi XIV, decide di dare nuovo impulso ai lavori
case regnanti in Europa. avviati dal padre apportando quelle modifiche che hanno reso
I Buonvisi erano già proprietari di diverse ville nella campagna la villa così sontuosa e scenografica.
lucchese quando, nel 1593, acquistarono da Bernardino Berti
Barbara Lamboley
Floriana Podda
Maria Grazia Castiglione
Massimo Tabasso
Remo Turello
Col passare dei secoli, la Regia Farmacia ha mantenuto il preparazione di medicinali, integratori e farmaci veterinari
suo carattere storico, insieme alla notorietà, e in essa si può oltre che degli elisir, utilizzando però le tecniche più moderne
ritrovare un’ambientazione originale con i mobili ottocenteschi per la realizzazione degli stessi.
in noce, gli stemmi di casa Savoia cotti a fuoco su vetro e i L’attività della Regia Farmacia continua a rinnovarsi nel tempo,
preziosi contenitori. mantenendo sempre il riferimento alle proprie origini.
Ne è un esempio la rinnovata gestione del reparto tisaneria.
Allo stesso modo si sono conservate anche alcune delle
ricette originali dei prodotti che venivano realizzati a metà La reintroduzione di spezie, miscele per infuso e piante
Ottocento, come il Balsamo di Gerusalemme e l’Elisir longavita. officinali, miscelate secondo le necessità o i gusti, è un modo
per riportare in auge l’utilizzo di rimedi naturali per la cura dei
Tradizione e modernità vanno però di pari passo in quanto problemi quotidiani, metodo antico ma allo stesso tempo
è stato mantenuto un laboratorio galenico interno per la valido anche nella nostra società moderna.
La farmacia è situata su un angolo di uno dei complessi del Ai giorni nostri non rimangono che poche parti di questo
Seminario Arcivescovile e si affaccia su piazza San Giovanni, lungo labirinto di percorsi segreti, ma sicuramente in epoca
a pochi metri dal Duomo di Torino. risorgimentale vennero usati per spostarsi di nascosto da un
Il locale conserva ancora un piano sotterraneo in cui porte e luogo a un altro della città.
volte originali impreziosiscono l’ambiente della struttura della
curia.
Per terminare questo tuffo nel passato è d’obbligo fare Da qui approdò alla corte dei Savoia, ma nei secoli venne
qualche cenno ai numerosi “elisir” a cui abbiamo accennato perduta. Solo più tardi, agli inizi dell’Ottocento, la ricetta venne
più volte. recuperata dal dottor Schiapparelli che la riformulò, ottenendo
il prodotto che possiamo assaggiare ancora oggi.
Il più famoso è indubbiamente il Balsamo di Gerusalemme,
che è probabilmente anche il più antico. Anche se è classificato come amaro, si tratta più di un
Secondo le leggende, infatti, la ricetta fu rinvenuta da un vino liquoroso il cui gusto particolare ed esotico rimanda
chierico che viaggiava al seguito di una delle crociate in all’Oriente.
Terrasanta. La ricetta completa è segreta, ma sicuramente contiene
incenso e mirra miscelati con altre erbe, generando un vino da
Costui sentì parlare di un rimedio in grado di guarire tutti i mali meditazione che fu molto apprezzato fin dai suoi esordi tra gli
e riuscì ad ottenerne la ricetta. intellettuali torinesi del Risorgimento.
Al suo ritorno in Europa la portò con sé e la fece giungere in
Francia.
rrivare a Gaziantep
richiede un lungo viaggio considerato che questa città è più
vicina alla Siria che non alle maggiori località turistiche turche.
Infatti tra Gaziantep e la città siriana di Aleppo ci sono poco più di 100 km da
percorrere. Torniamo alla nostra meta, torniamo in Anatolia, precisamente in
Anatolia Sud-Orientale.
Sappiate che l'Anatolia o Asia Minore, come fu nota ai latini, comprende gran parte
dell’odierna Turchia e le appartiene politicamente da quando fu rivendicata dal
movimento nazionalista di Mustafa Kemal, meglio noto con il nome di Atatürk.
Anatolia deriva dal greco anatolè, "paese di levante", "punto dove sorge il sole,
Oriente".
GEORGIA
ARMENIA
TURCHIA
Gaziantep
IRAQ
SIRIA
Istanbul
Ankara
Gaziantep
Arrivati a Istanbul si può raggiungere Gaziantep con un volo Le sistemazioni alberghiere sono di facile reperimento e
interno di circa un’ora e mezza. dotate di tutti i comfort a cui siamo abituati.
Il primo consiglio è quello di prevedere, all’andata o al ritorno, In alcuni casi si possono definire "spartane" considerando
una permanenza di qualche giorno ad Istanbul, una città di luoghi pochi frequentati dal turismo, ma sempre pulite,
rara bellezza. decorose e gestite da persone disponibili ed estremamente
amichevoli.
Una soluzione alternativa ed avventurosa è viaggiare con i
mezzi pubblici. Per le lettrici femminili suggerisco di tenere a mente che in
Si può scegliere l’autobus, in partenza da Istanbul, per una questo Paese, per entrare nelle moschee e in luoghi sacri, è
durata di circa 18 ore di viaggio. necessario avere spalle e gambe coperte, spesso anche il
I biglietti si possono comprare online oppure direttamente in capo, e piedi scalzi.
stazione. Non è inusuale trovare all'ingresso di questi luoghi capi di
Se siete abbastanza "audaci" da affittare una macchina per abbigliamento che vengono affittati per poter entrare nel
essere liberi di gestire le tappe intermedie, potrete approfittare luogo che desiderate visitare.
di questo viaggio di circa 1.100 km per ammirare i panorami,
fare amicizia con il popolo turco, gustare piatti della cucina Qualsiasi mezzo scegliate per arrivare a Gaziantep, certo è
locale e scoprire i segreti dei luoghi più ameni che incontrerete. che si tratta di un luogo imperdibile per i meravigliosi mosaici
di Zeugma e per chi ama la buona cucina.
Se viaggerete in auto, una tappa obbligata è la città di Ankara
dove potrete conoscere la storia di un personaggio storico Ma non solo…
della Turchia, Atatürk. Gaziantep è entrata a far parte dell’UNESCO CREATIVE CITIES
All’interno dell’Anitkabir, il mausoleo dedicato a Mustafa NETWORK, essendosi distinta appunto per la sua cucina e per
Kemal, primo presidente della Turchia moderna, è stato altre eccellenze artigiane.
anche allestito un museo con molti oggetti antecedenti o
dell'epoca della fondazione della repubblica, sulla guerra di
indipendenza, sulla storia della Turchia e sulla vita di Atatürk.
Qui sono conservate anche le sue spoglie.
È ARTE
la cooperazione tra città di tutto il mondo la cui
caratteristica comune è l'uso della creatività per
promuovere lo sviluppo urbano sostenibile.
BAKIRCILAR
ÇARŞISI BAZAR
Il secondo motivo per cui Gaziantep è molto conosciuta è
il Bakircilar Çarşisi Bazar.
GAZIANTEP
Chiamata anche Antep, è un luogo molto particolare per
l’umanità in genere.
È stata riconosciuta come una delle città più antiche
ZEUGMA
abitate continuativamente per secoli, esattamente
a partire dai tempi della Mesopotamia, complice la Seleucia o Belkis-Zeugma è un sito
produzione dei pistacchi e l’essere uno degli snodi lungo romano sul fiume Eufrate risalente
la via della seta. al III secolo a.C., distante circa 60 km
da Gaziantep.
La città è protetta da Kale, la fortezza o castello di Nacque per unire due città ai lati
Gaziantep. opposti del fiume, Seleucia allo
Pare che la cittadella sia stata edificata dai romani, Zeugma e Apamea allo Zeugma.
restaurata dall'imperatore Giustiniano nel VI secolo d.C.
e poi ampiamente riedificata dai Selgiuchidi nel XII e XIII Nel 64 a.C. la città passò sotto
secolo. dominio romano e il suo nome fu
abbreviato in Zeugma che significa
All'interno del castello si trova il Museo Panoramico della incrocio o testa del ponte, un ponte
Difesa e dell'Eroismo di Gaziantep. tra il mondo occidentale e quello
Con il parco urbano più grande della Turchia al di qua orientale.
dell'Eufrate e una vibrante cultura del caffè, Gaziantep
emana eleganza e sicurezza. Vanta anche un'attrattiva Nel tempo la città acquistò maggiore
spettacolare che da sola merita lo sforzo di arrivare qui: il importanza commerciale, divenne
superbo nuovo Museo dei Mosaici di Zeugma. una delle principali tappe sulla
Via della Seta, la sua popolazione
È in corso un'opera di riqualificazione delle parti più antiche aumentò e divenne una città molto
della città e la fortezza, i bazar, i caravanserragli e le antiche ricca fino alla sua distruzione.
case in pietra sono stati oggetto di un'accurata opera di Alcuni ritrovamenti avvenuti durante
restauro. gli scavi sono un buon indicatore del
Gaziantep, una delle porte d'accesso all'Anatolia sud- volume commerciale e della densità
orientale, mai come ora ha nutrito tanta speranza e dei trasporti e delle comunicazioni
fiducia nel futuro. all’epoca esistenti nella regione.
Adriana Oberto
Barbara Tonin
Cinzia Carchedi
Domenico Gervasi
Fabrizio Rossi
Giancarlo Nitti
Lorena Durante
Maria Grazia Castiglione
Massimo Tabasso
Monica Pastore
Remo Turello
A celebrare la tradizione del borgo e l’esperienza nella Nelle fotografie, l’antico a colori si fonde con l’attuale in
viticoltura, sono intervenuti anche due noti giornalisti e bianco e nero, in una simbiosi quasi surreale tra passato e
fotografi: presente, forse a sottolineare che la storia del paese è parte
Edo Prando e Marina Macrì. di noi e noi saremo parte della storia.
“Le storie, quelle vere, non le scegli tu. Sono loro a scegliere te. Sono lì, in vista.
Navigante di mari sconosciuti, ti affidi a quella corrente che, dal profondo dell’abisso,
ti conduce.
E inizi a raccontare gli approdi, le tempeste, le albe di speranza e di disperazione nelle
quali ti porta.”
EDO PRANDO
reportage di viaggio in diversi Paesi del mondo, dall’Europa al Sud
America.
Ha realizzato una serie di reportage dal Sud America con spedizioni
etno-antropologiche dell’Università di Torino, risalendo il corso del
fiume Orinoco, alla scoperta degli Yanomàmi, popolazione autoctona
con pochissimi contatti con il resto del mondo.
MARINA MACRÌ
Clavesana è un piccolo borgo, ma crede fermamente nella Non solo il borgo e il buon vino, infatti, sono motivo per una
capacità dell’arte e della fotografia di essere un potente visita a Clavesana.
mezzo per comunicare la bellezza del suo borgo e dei I maestosi calanchi e le spiaggette dal sapore caraibico sono
paesaggi circostanti. sicuramente una meta che tutti i turisti e gli amanti della
natura visiteranno con piacere.
Sulla spinta dell’entusiasmo di far conoscere Clavesana, nasce
l’Associazione “I Calanchi di Clavesana”, che periodicamente
organizza incontri culturali ed enogastronomici, come ad
esempio quello di oggi, e l’annuale concorso fotografico
dedicato ai calanchi.
Anticamente Clavesana era definita la “chiave della porta” Alla fine del XIV secolo il feudo si ridusse a Clavesana e a
per passare in Liguria. pochi paesi confinanti.
Era abitata dai liguri Bagenni e, dopo la conquista romana,
venne annessa alla Gallia Cisalpina. Il castello, tuttora esistente, fu ristrutturato dal cavaliere
Annibale Caramelli che lo trasformò in palazzo signorile
Nell’Alto Medioevo Clavesana fu sede della dinastia destinandolo a pacifica dimora.
Aleramica, importante famiglia feudale i cui rami I tratti di mura perimetrale vennero inglobati nelle strutture
governarono molte terre di Piemonte e Liguria; il Marchesato delle vecchie case della “Via Vecchia” che verrà restaurata e
di Clavesana divenne così il capoluogo estendendosi tra le resa percorribile.
valli Tanaro e Bormida fino a uno sbocco sul mar Ligure (le Dalla fine del 1600 fino all’epoca della rivoluzione francese,
attuali province di Cuneo, Savona e Imperia). vi risiedettero i Marchesi di Cavallermaggiore.
Clavesana ha partecipato attivamente alla resistenza,
Sempre in epoca medievale, sulla collina del borgo rurale, ospitando i Partigiani e schierandosi al loro fianco.
in Località Garino, si insediò un convento di monaci che Il Gonfalone del Comune è decorato di Medaglia d’Argento al
disboscarono i terreni per impiantare i primi vigneti. Valor Civile.
Il termine calanchi indica i solchi che si formano lungo il La presenza di sodio nel terreno e l’alta temperatura che
fianco di un monte o di una collina, in presenza di terreno secca la massa conferiscono al versante un comportamento
argilloso, con componente sabbiosa e scarsa o assente dispersivo e instabile, che si degrada facilmente in presenza
vegetazione. di piogge, ruscellamento, frane e creep (scorrimento
Si formano a seguito dell’azione erosiva di acqua e vento, viscoso).
soprattutto quando si susseguono settimane di siccità
e piogge intense concentrate in un breve periodo, una Tanto più sono intense le precipitazioni e tanto più è secco il
pendenza del terreno di almeno 40° che favorisce un pendio, maggiore sarà la velocità di degradazione.
rapido deflusso dell’acqua e una sommità del pendio poco I calanchi si presentano all’aspetto come solchi verticali
erodibile. paralleli, stretti e affilati, che si estendono a interi versanti.
La conformazione stessa di tali fessurazioni e spaccature Non solo gli agenti atmosferici influiscono sulla
favorisce lo scioglimento in acqua delle particelle del conformazione dei calanchi. L’attività agricola e, in
terreno e, a seguito dell’evapotraspirazione, la successiva particolare, l’utilizzo di sostanze organiche sono in grado di
riaggregazione e cementificazione in strati spessi e duri. modificare irreversibilmente l’attività calanchiva.
La vegetazione, principalmente arbusti e piante ruderali, L’utilizzo dei fertilizzanti oltre una certa percentuale, la
che si stabilisce sui calanchi è molto resistente e abituata bonifica intensiva e il livellamento dei terreni circostanti può
a condizioni estreme, oltre a riuscire a tollerare la salinità portare alla ricolonizzazione spontanea della vegetazione
dell’acqua presente nel terreno. boschiva, con la conseguenza di diminuire sensibilmente
Tuttavia quest’ultima, assieme all’instabilità dei substrati l’attività erosiva e provocare la graduale scomparsa dei
e all’inclinazione dei versanti, ne riduce notevolmente la calanchi.
biodiversità.
Si avverte, pertanto, la necessità di salvaguardare tale
Il periodo di formazione dei calanchi non è conosciuto. Si meraviglia naturale, cercando approcci di sviluppo agricolo
ritiene, però, che la loro genesi sia riconducibile all’Olocene, più sostenibili e divulgando la bellezza delle geometrie delle
come conseguenza del disboscamento delle foreste di lame e delle marne dei calanchi.
querce sempreverdi, per opera umana.
Nell’antico Palazzo del Comune si può visitare il Museo Il Palazzo Comunale resta tuttora la sede municipale del
storico-etnografico e di tradizione, inaugurato nel 2000. paese e ospita la splendida “Sala Consiliare” (all’epoca
L’edificio, costruito su preesistenze a fine Settecento, “Salone d’onore”) affrescata in stile neoclassico.
apparteneva ai Conti Faussone, divenne poi proprietà della Il Museo storico è sorto su iniziativa di un gruppo di volontari
famiglia Filippi e infine fu donato al Comune che ne fece la nato nel 2000 e si è proposto come “Gruppo Amici di
propria sede. Clavesana”.
Nei locali del primo piano erano situati gli uffici comunali, Dopodiché si è costituito in una vera e propria associazione
che nel 1996
Giancarlo vennero trasferiti nel nuovo edificio polivalente
Nitti Photography culturale prendendo il nome di Associazione di Volontariato
nella centrale frazione Madonna della Neve; dopo tale Culturale “Marchesato dei Clavesana”.
decentramento è prevalso il progetto di istituire un museo
etnografico dedicato alla storia sociale ed economica del
paese.
Il primo obiettivo del gruppo è l’organizzazione di una nuova Infine si è allestita un’accurata esposizione degli oggetti
manifestazione capace di valorizzare il territorio del paese e nelle sale del Palazzo Comunale dove ogni attrezzo ha avuto
di promuovere i suoi prodotti tipici. una sua precisa collocazione e descrizione.
Lo spazio espositivo del Museo occupa i due piani del
Nasce così la prima edizione della rassegna “Sapori di Palazzo.
Langa” e l’inaugurazione del Museo storico-etnografico di
tradizione del Comune. L’atrio del palazzo ospita i primi oggetti esposti, come un
Così il gruppo di volontari inizia un paziente lavoro di ricerca grande torchio in legno del 1895 per estrarre il vino o l’olio, e
e di raccolta di antichi attrezzi agricoli in disuso ripulendo una pigiatrice con i rulli in ghisa per spremere l’uva.
e sistemando gli attrezzi agricoli che necessitavano di un
intervento di recupero. Lungo le scale per il secondo piano si snoda un itinerario
artistico e religioso condotto con le fotografie di chiese,
Un’attenta ricerca storica e linguistica ha permesso di stilare cappelle e piloni del paese.
una didascalia specifica per ogni oggetto, che riporta il suo
nome in lingua piemontese e italiana, le caratteristiche,
l’utilizzo, il donatore e il numero in ordine cronologico di
donazione.
Nelle due sale al piano terra: la prima è dedicata alla sportive di ieri e di oggi (la ricerca dei tartufi, la caccia, la
coltivazione della vite e alla produzione del vino (lo spazio pesca, il gioco del pallone elastico e il gioco delle bocce);
della saletta attigua è riservato a una piccola enoteca); la seconda sala ospita interessanti documenti relativi alla
la seconda sala è il locale più ampio del museo e ospita storia antica, moderna e contemporanea del paese.
numerosi attrezzi agricoli per la lavorazione della terra e
l’allevamento degli animali. I pezzi esposti nel museo sono complessivamente circa
trecento e testimoniano la generosità di molte persone,
Al secondo piano si apre un piccolo atrio, in cui si trovano che hanno voluto donare oggetti del loro passato affinché
fotografie e riquadri dei tre ponti, che in paese attraversano il restassero nella memoria collettiva.
corso del fiume Tanaro.
Clavesana ha ben chiara la propria identità ed è desiderosa
Da questo secondo pianerottolo si accede alle sale: la prima di condividerla: non resta altro che andarla a visitare!
è dedicata alle attività economiche-sociali e alle attività
Si ringrazia
per l’ospitalità l’Amministrazione, l’Associazione
Culturale Angelo Ruga, Marina Macrì ed Edo Prando
e l’Associazione “I Calanchi di Clavesana”, in
particolare Anna Maria Bracco e Alessandra Botto.
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