GF73
GF73
com
N. 73 - 2021 | NOVEMBRE Gienneci Studios Editoriale. [Link]
LAGO MASSACIUCCOLI
Band of Giroinfoto
73
[Link]
NOVEMBRE 2021
LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del
fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo,
dove chiunque appassionato di fotografia e viaggi può
Oggi
esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un Dopo più di 5 anni di redazione e affrontando un anno difficile come il
pubblico interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità
che svelano le infinite locations del nostro pianeta. 2020, il progetto Giroinfoto continua a crescere in modo esponenziale,
aggiudicandosi molteplici consensi professionali in tema di qualità dei
È così che Giroinfoto magazine© diventa una finestra sul contenuti editoriali e non solo.
mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico,
con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze Questo grazie alla forza dell'interesse e dell'impegno di moltissimi
del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters membri delle Band of Giroinfoto (i gruppi di reporter accreditati alla
professionisti e amatori del photo-reportage. rivista e cuore pulsante del progetto) , oggi distribuite su tutto il territorio
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più nazionale e in continua crescita.
interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni
più vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere Una vera e propria community, fatta da operatori e lettori, che supportano
un punto di riferimento per la promozione della cultura e sostengono il progetto Giroinfoto in una continua evoluzione,
fotografica in viaggio e la valorizzazione del territorio. arricchendosi di contenuti e format di comunicazione sempre più nuovi.
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi, Per l'anno 2021 affronteremo nuove sfide per offrire ancora più esperienze
contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, alle nostre band e ai nostri lettori, proiettando i contenuti su nuove frontiere
in una rassegna che guarda il mondo con occhi artistici dell'intrattenimento, oltre la carta stampata, oltre l'on-line reading, oltre i
e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e social, per rendere più forte la nostra teoria di aggregazione fisica, reale
situazioni, andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai interazione sociale e per non assomigliare sempre di più a "pixel", ma a
tutti ci siamo fossilizzati. persone in carne ed ossa che interagiscono fra di loro condividendo la
passione della fotografia, della cultura e della scoperta.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e
viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze Un sentito grazie per averci seguito e un benvenuto a chi ci seguirà da
di viaggio raccontate da fotografie e informazioni utili. oggi, ci aspettano esperienze indimenticabili da condividere con tutti voi.
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
[Link]
LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 5
Official site
[Link]
facebook
@[Link]
Instagram
@giroinfoto
Pinterest
giroinfoto
Issuu
giroinfoto magazine
ANNO VII n. 73 Youtube
20 Novembre 2021 giroinfoto TV
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
LAGO MASSACIUCCOLI
GIROINFOTO MAGAZINE
73
I N D E X
R E P O R TA G E
TINA MODOTTI
10 LAGO MASSACIUCCOLI
Storia e attualità
Band of Giroinfoto
28
28 TINA MODOTTI
Donne, Messico e Libertà
Band of Giroinfoto
36 PAGLIARE DI TIONE
Dove il tempo non vale niente
A cura di Dino Natale
46 FAVIGNANA
Tonnara Florio
Band of Giroinfoto
R E P O R TA G E 68 MONDI SOMMERSI
L'incanto del profondo
PAGLIARE DI TIONE Skira editore
36
R E P O R TA G E
46
FAVIGNANA
R E P O R TA G E
74
ABBAZIA DI SAN FRUTTUOSO
88
VILLA NECCHI
2021
88
Band of Giroinfoto
SOMMERGIBILE PROVANA
Torino
110
Band of Giroinfoto
NEMO'S GARDEN
Orto subacqueo
126
A cura di Pierluigi Peis
R E P O R TA G E
110
SOMMERGIBILE PROVANA
R E P O R TA G E
126
NEMO'S GARDEN
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Novembre 2021
347 52 8 35ARTI- 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI COLI ARTICOLI ARTICOLI
Giacomo Bertini
Letizia Angeli
Nel XIX secolo, tra le opere di bonifica, si registrano anche quelle del noto architetto Lorenzo Nottolini, che ideò un
progetto, in verità mai realizzato, su commissione del Ducato di Lucca, che prevedeva lo scavo di un letto artificiale per il
fiume Serchio che sarebbe andato a sfociare in mare più a nord, drenando le acque del lago e delle paludi.
Alla fine dell’Ottocento il famoso compositore Giacomo Puccini si innamora a prima vista della quiete e della forza
ispiratrice che il lago gli offre e va ad abitare in una villa sulle sue sponde, oggi trasformata in un museo ricco di ricordi
e cimeli del Maestro.
In questo luogo, oltre alla tranquillità che il lago gli offriva per lo svolgimento della sua attività artistica, Puccini trovava
anche l’opportunità di dedicarsi a un’altra sua forte passione: la caccia agli uccelli acquatici.
Come vedremo successivamente, era consueto per le famiglie Tra le modalità più comuni adottate nella pratica venatoria
benestanti sfruttare le lussuose dimore di campagna sulle sul lago vi era quella che prevedeva l’utilizzo di barchini
rive o nei dintorni del lago per organizzare battute di caccia dalla forma allungata e stretta e a chiglia piatta, ideale per
ospitando illustri personaggi appassionati di questa pratica muoversi anche nei bassi fondali di canali e stagni.
sportiva, usufruendo di appostamenti fissi celati tra la fitta
vegetazione di cannelle e circondati dalle tese per richiamare Un’altra tipica modalità era quella della caccia in botte:
la selvaggina. veniva utilizzata una botte galleggiante ancorata sul fondo
e adeguatamente mimetizzata, nella quale prendeva posto il
È superfluo specificare che erano pochi coloro che potevano cacciatore dopo aver disposto tutt’intorno stampi di uccelli
permettersi questo tipo di caccia come semplice attività acquatici e zimbelli.
di svago; infatti, per una parte non irrilevante di chi abitava Tale modalità era utilizzata in particolare per la caccia ai
intorno al lago, la caccia e la pesca, costituivano l’unico modo palmipedi.
per soddisfare le loro quotidiane esigenze alimentari, ed Come rimessa per i barchini, che venivano lasciati in acqua,
hanno rappresentato, fino a non molti decenni fa, una risorsa venivano utilizzati dei ricoveri consistenti in capanni costruiti
dell’economia locale, grazie alla vendita della cacciagione con pali ricoperti di rami e di frasche, oppure, tuttalpiù, con
e del pescato o per le varie attività commerciali ad esse pannelli di legno o di metallo.
collegate.
La tecnica di pesca era caratterizzata dall’utilizzo di una Questo cambiamento da lì a pochi decenni provocò, però,
complessa struttura su palafitte chiamata «bilancia», anche il declino di tale tipo di pesca.
costruita in legno, lamiera e, più recentemente, vetroresina o
eternit, materiale quest’ultimo oggi proibito, come è noto. Ad accentuare tale tendenza contribuì anche il peggioramento
Su queste strutture veniva montata una grande rete, che della qualità delle acque e una consistente diminuzione del
brandeggiava a mo’ di bilancia, sollevata da grossi argani consumo di pesce d’acqua dolce, ciò spinse i pescatori ad
azionati a mano, da questo particolare movimento deriva il abbandonare tale attività e di conseguenza la manutenzione
nome che si estende all’intera struttura. di molte di queste strutture, che sono andate incontro ad un
Con la grande rete era facile catturare un gran numero di rapido degrado.
pesci al loro passaggio.
Oggi, navigando nel lago, si può avere l’esatta percezione
Negli anni Sessanta e Settanta, grazie a una legge che rese dei cambiamenti che si sono succeduti, a partire dagli
possibile esercitare la pesca liberamente con solo una appostamenti, fissi galleggianti o collocati su palafitte,
licenza rilasciata dall’amministrazione provinciale, si registrò alcuni dei quali ancora utilizzati, o alle «bilance» ancora ben
una crescita nella costruzione delle «bilance», favorita anche conservate, mentre a poca distanza si possono notare cumuli
dal miglioramento delle condizioni economiche degli abitanti di macerie.
del luogo.
Dinanzi a questi cambiamenti le autorità locali, come il normativi, ma grazie agli sforzi di tutti sono emersi i primi
Parco Regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli benefici che rendono incantevole una passeggiata sulla riva
e il Comune di Massarosa, i proprietari dei terreni e le del lago o, addirittura, un’escursione in barca.
associazioni naturalistiche, quali «Oasi Lipu» e «RiVivilago», si L’associazione «RiVivilago» è tra le sostenitrici di uno
sono adoperate sinergicamente a intraprendere un percorso sviluppo controllato e si impegna nella promozione di una
finalizzato al raggiungimento di un equilibrio che consenta sempre più forte educazione naturalistica diretta a chi
alle attività turistiche e ludiche di svolgersi nel rispetto della si avvicina al lago, sforzandosi di far crescere maggiore
natura e degli abitanti del posto. attenzione, consapevolezza e rispetto per l’ambiente contro
maleducazione e vandalismo.
Le difficoltà non sono mancate a causa dell’evoluzione
economica e sociale molto più rapida degli aggiornamenti
Di questa associazione fanno parte cacciatori, pescatori, già si sono meritoriamente impegnati nella manutenzione e
proprietari di «bilance», sportivi e amanti della natura; quindi, nel recupero di una quarantina circa di queste strutture.
grazie al concorso di tutte queste variegate componenti, si
crea un circolo virtuoso che contribuisce a riportare sul lago Un’altra importante realtà che opera per la salvaguardia del
equilibrio e attività sostenibili. lago è l’Oasi Lipu.
Grazie ai suoi capanni, raggiungibili con una passerella in
Le 400 «bilance» ancora esistenti, ma esposte all’usura e legno, lunga circa 800 metri, molti amanti della fotografia e
al degrado, avranno bisogno di un tempestivo intervento del birdwatching possono incontrare tramonti mozzafiato e
di salvaguardia per evitare che si trasformino in altri rifiuti oltre 160 specie di animali che abitano il lago nelle diverse
ammassati sulle rive del lago. stagioni dell’anno.
Una tale urgenza è ben presente all’attenzione sia delle
associazioni naturalistiche che dei proprietari, alcuni dei quali
Prevalentemente nella stagione primaverile ed estiva, sul Non solo intorno allo specchio d’acqua si trovano elementi
lago si svolgono diverse attività sportive, in particolare di interesse artistico o storico: infatti, a breve distanza, sopra
canottaggio, canoa e vela. Si tratta di iniziative che favoriscono un’altura di poco sopraelevata rispetto al livello del lago, si
la convivenza di un ambiente naturale-culturale unico, con la trovano i resti di una villa e di un complesso termale, risalenti
pratica di una disciplina sportiva assolutamente non invasiva al I secolo d.C., della famiglia di origine etrusca dei Venulei.
ed estremamente rispettosa dell’ambiente.
Qui, ottimo punto panoramico da dove si può osservare
Navigando sulle acque del lago la nostra attenzione è attirata l’intera estensione del lago, sono conservati diversi reperti
da una sontuosa villa in stile neogotico toscano. Si tratta provenienti dagli scavi effettuati nelle zone circostanti esposti
della storica Villa Ginori, risalente al 1737 quando il Marchese in parte in questo vero e proprio museo a cielo aperto mentre
Carlo Benedetto Ginori Lisci fece trasformare un vecchio altri si trovano all’interno di una struttura coperta.
edificio nella villa oggi visibile.
Gli esterni sono caratterizzati dalla presenza di una torre L’equilibrio creato attorno a questo lago è unico nel suo genere
che domina il paesaggio, dal parato in mattoni rossi con e si percepisce osservando con attenzione le testimonianze
bifore e colonnini in marmo bianco e da un romantico della presenza dell’uomo nel corso del tempo.
imbarcadero, ossia un porticciolo privato un tempo utilizzato Una presenza che non ha mai guastato in modo irrecuperabile
anche dal compositore Giacomo Puccini, che lo raggiungeva l’armonia dei luoghi.
attraversando il lago dalla sua villa situata sulla sponda
opposta.
Filo conduttore della vita di Tina Modotti sarà il tema della È proprio da lui che apprese le prime nozioni e iniziò a
libertà. cimentarsi nella professione. Si appassionò al mondo della
Essendo nata poverissima, avrebbe potuto sfruttare la sua fotografia e lo zio, andandone molto fiero, dedicò molto
bellezza intraprendendo la carriera di attrice, per avere una tempo a insegnarle come usare la macchina fotografica
vita agiata ma il suo desiderio di libertà la portò a studiare e a per esprimere emozioni e immortalare delle situazioni che
seguire le sue doti artistiche. sappiano, da sole, raccontare quello che chi scatta vuole
raccontare.
Tina a soli dodici anni si trovò costretta ad andare a lavorare
in una fabbrica tessile. Nel 1918 si sposò con il noto pittore Roubaix de l'Abrie Richey
Nel 1912 il padre di Tina per trovare fortuna emigrò in America in arte Robo e insieme si trasferirono a San Francisco.
e, dopo due anni, la figlia lo seguì. Una figura molto importante Nella nuova città, oltre a coltivare il suo matrimonio, iniziò una
per la sua carriera fu lo zio Pietro Modotti che possedeva uno carriera teatrale che in pochi anni sfociò nella realizzazione
studio fotografico. di tre film.
StefanoTruffelli
Dario Zec Photography
Photography
La sua carriera nel cinema ebbe vita breve perché non riusciva Il legame affettivo con Weston si deteriorò e il crescente
ad accettare come veniva venduto e presentato al pubblico il impegno politico le fece abbandonare l’arte.
suo corpo, si sentì percepita come oggetto e mai apprezzata Fu costretta a lasciare il Messico perché ingiustamente
per le sue doti. accusata di aver preso parte all’attentato al presidente
messicano e all’uccisione del suo compagno di allora, il
Tina smise di essere attrice, ma non modella, infatti posò per giornalista cubano Mella. Ritornò in California e si dedicò
i grandi muralisti. nuovamente alla sua grande passione.
Fu l’incontro con Edward Weston ad avvicinarla nuovamente
alla fotografia. Tina visse di fotografia ed eseguì molti ritratti, si unì al
Fra i due nacque una relazione. pittore e militante Xavier Guerrero (che ben presto andò a
Il marito, scoperto il tradimento, fuggì in [Link] cercò Mosca alla scuola Lenin), aderì al Partito Comunista, lavorò
di raggiungerlo pochi mesi dopo ma arrivò tardi, egli era morto per il movimento sandinista nel Comitato "Manos fuera de
di vaiolo due giorni prima. Nicaragua" e partecipò alle manifestazioni in favore di Sacco e
Vanzetti durante le quali conobbe Vittorio Vidali, rivoluzionario
Fra il 1925 e il 1926 tornò a San Francisco, dove conobbe italiano ed esponente del Komintern.
la fotografa Dorothea Lange, grande documentarista della
grande depressione americana, acquistò una camera Graflex
e insieme a Weston rientrò in Messico e intraprese con lui un
viaggio di tre mesi nelle regioni centrali raccogliendo immagini
per il libro di Anita Brenner Idols Behind Altars.
ABRUZZO
La ristrutturazione edilizia è stata realizzata senza alterare la La facciata si alza su un piazzale erboso ed è dotata di una
struttura originaria, così che l’insediamento non ha perduto in gradinata che dà accesso al portale, due finestre, un oculo in
alcun modo la sua autenticità. alto e la cavità che ospita la campana.
L’energia elettrica è prodotta da pochi pannelli fotovoltaici
installati sui tetti e nessuna antenna o altro segno della Al centro del villaggio si scopre la presenza più originale:
modernità è stato aggiunto, tanto che internet e telefono un grande pozzo circolare rivestito di pietra, ricavato da
non hanno segnale e il silenzio è rotto solo dal muggito di un inghiottitoio naturale, dal quale veniva attinta l’acqua
qualche mucca che può capitare di incontrare o dall’ abbaiare piovana scendendo e salendo lungo due gradinate interne e
di qualche cane lupo. simmetriche.
Alle Pagliare di Tione ha sede un’associazione culturale “Il pane di solina e la tipica “fritta dorata” costituita da pane
melo di nonno Dario”, signore di Tione che con dedizione e bagnato nell’uovo e fritto) oppure il mercatino dell’artigianato
amore, ha potato un melo prospiciente il suo pagliaio affinché coinvolgendo le realtà locali.
producesse fino ad oggi frutti piccoli ed aspri, poco appetibili
soprattutto per noi esseri umani abituati a frutti molto ricercati Il melo di nonno Dario si occupa anche manutenzione
ed esotici. dei sentieri, insieme ad altri enti ed associazioni, al Parco
Eppure, nonno Dario curava il suo melo “perché altrimenti la Regionale Sirente Velino e al Comune di Tione degli Abruzzi.
natura avrebbe preso il sopravvento”. L’associazione è senza scopo di lucro, apartitica, e si basa sul
volontariato.
L’associazione crede in un recupero coerente del borgo, non I comuni di Tione degli Abruzzi e Rocca di Mezzo danno
solo per riviverlo ma per viverlo: una differenza non da poco. all’associazione un contributo a consuntivo e rendicontazione
Per far conoscere e vivere le Pagliare, l’associazione organizza delle spese sostenute. La tessera associativa annuale costa
nei periodi estivi attività varie all’aria aperta per grandi e 15 euro e comprende degustazioni e la partecipazione alle
piccini: dalla caccia al tesoro per famiglie, alle degustazioni varie attività dell’anno.
dei tipici prodotti locali (formaggi, ricotta di pecora, legumi,
Maddalena Bitelli Photography
Non sono solo queste rustiche architetture a rendere Si possono così apprezzare l’integrazione tra la pietra delle
interessante questa zona montana ma, soprattutto, pareti e il legno dei pavimenti, la presenza del camino, le
l’imponenza dolomitica del Monte Sirente e delle sue Valli cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e le opere di
limitrofe. canalizzazione, la gestione degli spazi di lavoro e di riposo.
Ulteriore elemento di interesse sono i muretti, i recinti di pietra
Nell’altopiano oltre al villaggio delle Pagliare di Tione sono quadrati e circolari, gli stazzi notturni per gli ovini.
visibili anche le Pagliare di Fontecchio e Fagnano, meno
frequentate ma di bellezza non inferiore. Il panorama è godibile in ogni direzione e spazia dal Sirente,
Dalle Pagliare di Tione, infatti, partono numerosi sentieri fino che l'aria limpida dà la sensazione di poterlo toccare con
al Sirente e all’Altipiano delle Rocche; l’itinerario che conduce mano, alla catena del Gran Sasso e alla Maiella, come dire
alle Pagliare di Fontecchio è di circa 10 km tra andata e due Parchi Nazionali e uno Regionale.
ritorno. L’intera area è ideale per escursioni a piedi, a cavallo, in
Non vi sono sensibili differenze rispetto all’altro villaggio, mountain bike e con le ciaspole negli inverni con abbondanti
salvo le peggiori condizioni di conservazione. nevicate.
Altro itinerario non meno interessante e bello è il sentiero 17 Dall’ Autostrada A24-A25 Roma-Pescara, siamo usciti al
che porta dalle Pagliare di Tione a Rocca di Mezzo su terreno casello autostradale di Pratola Peligna-Sulmona.
di medie difficoltà della distanza di circa 10 Km. Proseguendo poi per Corfinio, Raiano, Castelvecchio
Subequo, Secinaro e Goriano Valli siamo arrivati a Tione.
Scendendo verso Tione c’è poi la magnifica valle Subequana, Di qui abbiamo girato a sinistra prima della Chiesa di San
con Goriano ,Beffi con il suo superbo castello, Acciano; un' Nicola e di fronte l'ufficio postale e proseguito in salita per la
ampia valle, prevalentemente collinare, costellata da borghi strada che porta alle Pagliare.
medievali e solcata dal fiume Aterno; villaggi d'altura in pietra
e splendide terrazze sulla catena montuosa del Sirente- L’insediamento è raggiungibile con una strada ben segnalata
Velino, tutto questo a pochi chilometri dalla città dell'Aquila, in che inizialmente è asfaltata e a un certo punto diventa sterrata
un territorio spesso sconosciuto a molti aquilani che in parte ma facilmente transitabile.
in questi posti hanno le loro origini familiari. Dall’uscita dall’autostrada Casello di Pratola Peligna la
distanza è di circa 40Km la gran parte su strade asfaltate e
Abbiamo raggiunto la località delle Pagliare di Tione in una facilmente percorribili.
limpida e stupenda giornata autunnale il giorno prima del
lockdown di ottobre 2020.
Un consiglio
per chi decidesse da far visita alle Pagliare: non ci sono servizi, è
un borgo disabitato e la rete telefonica è praticamente assente:
tuttavia è proprio questa la sua particolarità; qui si respira una
pace e tranquillità che è davvero difficile trovare da altre parti e
poi… le casette, i prati, la vista sul Sirente: semplicemente unico.
Tra le duecento isole che, incastonate come da S-SW), dista circa 6 miglia dal porto di
preziose gemme, popolano l’intero Mar Trapani e fa parte di questa provincia, insieme
Mediterraneo, quella più vicina alla più grande alle altre isole dell’arcipelago.
di tutte, la Sicilia, è l’isola di Favignana, la
maggiore dell’Arcipelago delle Egadi, del quale Le Egadi rappresentano il lembo emerso della
fanno parte anche Levanzo, Marettimo, Isola catena montuosa sottomarina che collega la
della Formica e altri scogli minori. Catena Maghrebide dell’Africa settentrionale
con quella Appenninica Siciliana.
Favignana, estesa poco più di 19 kmq, il cui
nome deriva dal Favonio (termine con il quale
i Romani indicavano il vento caldo proveniente
Cala Rossa
Favignana è tra le poche isole del Mediterraneo in cui è La sabbia bianchissima, alternata alla roccia calcarenitica,
possibile accedere facilmente da terra alla maggior parte rende l’acqua di un colore che varia dal celeste al blu e la
delle sue numerose baie e spiagge che, essendo distribuite trasparenza di quest’ultima produce un effetto ottico tale da
lungo tutta la costa, consentono di trovare sempre un punto dare l’impressione che le barche ormeggiate, piuttosto che
di accesso al mare, qualunque sia la direzione da cui spira il galleggiare, siano sospese.
vento.
Praia
Lido Burrone
Cala Azzurra
Altre baie come Cala Rotonda, Cala Faraglioni, Punta Longa e Punta Sottile offrono spiagge libere con ciottoli.
In particolare dalle ultime due, site a ovest dell’isola, si godono tramonti mozzafiato di rara bellezza.
Per gli amanti della scogliera e dei tuffi imperdibili si segnalano, inoltre, Scalo Cavallo e Bue Marino.
Numerose sono, infine, le grotte, sia superficiali sia semi sommerse e sommerse, legate all’intenso carsismo che caratterizza
le rocce carbonatiche costituenti il substrato della fascia costiera.
Cala Faraglioni
Punta Sottile
Scalo Cavallo
Cala Rotonda
Bue Marino
Punta Longa
Quando si raggiunge Favignana in traghetto o in aliscafo, si è Dopo il crollo dell’impero Romano, le Egadi caddero prima
subito colpiti oltre che dal Forte di Santa Caterina, anche dalla nelle mani dei Vandali e dei Goti e poi in quelle dei Saraceni
corposa struttura dell’Ex stabilimento Florio e dall’omonimo che costruirono alcune torri di avvistamento.
palazzo in stile liberty che costituiva la residenza della
famiglia Florio sull’isola. Ma fu a partire dal 1081, sotto il regno di Ruggero d’Altavilla,
che Favignana visse un periodo florido.
Ed è attraverso questi edifici che è possibile leggere gran Con i Normanni, le Isole Egadi oltre a riavere pace e prosperità,
parte della storia di essa. tornarono alla pratica della religione cristiana che si diffuse in
Sebbene la presenza umana a Favignana risalga al Paleolitico tutto l’arcipelago.
superiore e l’isola fosse conosciuta da tutti i popoli
dell’antichità, tra i quali i Greci, i Fenici che la utilizzarono per Le torri saracene, una volta conquistate, furono ampliate e
i loro intensi traffici commerciali e i Romani che sconfissero trasformate in forti: il forte San Giacomo (all'interno dell'ex-
i Fenici, di tutti questi popoli sono rimaste solo alcune tracce carcere, in paese) e quello di Santa Caterina (in cima alla
riscontrabili in zona S. Nicola. montagna).
Durante il periodo aragonese, ai signori grotte, precedentemente usate come Grazie alla pesca del tonno e alle attività
dell’isola fu concessa, unitamente al abitazioni, in fienili e stalle. economiche ad essa relative, Favignana
dominio di Favignana, la facoltà di Durante gli anni del successivo dominio divenne la “Regina delle tonnare”.
realizzare due tonnare, chiamate S. borbonico (1734-1848) sulle Due Sicilie, Oltre al grandissimo impulso
Leonardo e San Nicolò. non mancarono cospirazioni contro la dato all’economia isolana, i Florio
dinastia dei regnanti considerati tiranni. cambiarono l’aspetto dell’isola, sia
Dal 1416 la Sicilia cominciò ad essere I Borboni attuarono una politica di sistemando l’intero arco portuale, sia
governata dai viceré spagnoli che repressione estrema contro i cospiratori. costruendo il Palazzo in stile liberty,
dotarono l’isola di numerosi forti e torri la Camparia (dove venivano costruite
di guardia, in vicinanza delle spiagge, Circa 32000 persone furono rinchiuse le barche e le reti), lo Stabilimento e
per combattere le frequenti scorrerie in carcere e molte di queste furono la chiesetta di S. Antonio, avvalendosi
dei corsari che, in quel periodo, condannate alla detenzione proprio nel della collaborazione dell’architetto
tormentavano le coste. forte di S. Caterina. Giuseppe Damiani Almeyda.
In particolare, sia il forte di Santa Questo venne in parte demolito e
Caterina che quello di San Giacomo devastato nel 1860 dai rivoltosi, che Dal periodo Borbonico fino al fascismo,
furono ampliati nella forma e nelle portarono via dall’edificio perfino le l’isola fu utilizzata soprattutto come
dimensioni attuali, alla fine del XV inferriate e vi devastarono anche la prigione e luogo di confino per gli
secolo, dall’allora Signore di Favignana, cappella. avversari politici.
Andrea Riccio.
Nel 1874, Ignazio Florio prese possesso Durante il secondo conflitto mondiale
Nel 1640 l’isola passò al genovese delle Isole Egadi e delle tonnare, Favignana, per la sua posizione
Camillo Pallavicino che fece opere di acquistandole dal marchese Pallavicino. strategica, fu dotata di un’imponente
bonifica del suolo, introdusse l’agricoltura La famiglia Florio rappresentò il periodo rete di casematte e fortificazioni militari,
e costruì le prime case, trasformando le più florido per l’arcipelago. in gran parte ancora oggi conservate.
Il Forte di Santa Caterina che, arroccato sulla cima della Il piano terra era infossato nella roccia e, a partire dal XVII
montagna più alta, vigila come un avvoltoio su tutta l’isola, secolo, in questa fossa venivano detenuti i prigionieri politici.
adibito dai Borboni a prigione, ha ospitato sia banditi che Il primo piano era costituito probabilmente dai locali di
importanti uomini politici, come il mazziniano Giovanni alloggio per la guarnigione e sopra di esso vi era la terrazza
Nicotera, insieme ad altri componenti della sfortunata di avvistamento.
spedizione di Sapri, che venne poi liberato dai garibaldini
dopo lo sbarco dei Mille. Un piccolo fossato correva lungo la facciata e l’ingresso era
possibile attraverso un ponte levatoio che successivamente
Durante la Seconda Guerra Mondiale il forte venne usato per fu sostituito da un corridoio.
difendere l’isola e fu dotato di postazioni di artiglieria. La luce all’interno dell’edificio penetrava attraverso un gran
Oggi è abbandonato e ridotto ad un rudere pericolante, in numero di finestre, feritoie, spiragli e buche.
parte vandalizzato, esposto agli agenti atmosferici e ai forti Al suo interno vi era anche una cappella dedicata a Santa
venti che soffiano sull’isola quasi tutto l’anno. Caterina, nella quale veniva celebrata la messa per i detenuti.
Difficile resistere alla tentazione di salire in cima! La veduta mozzafiato che si gode dal forte vale la faticosa
Per soddisfarla è possibile percorrere a piedi una mulattiera, salita.
in parte a gradoni, che si inerpica a zig zag sull’accentuato Infatti, dalla cima si può ammirare non solo tutta Favignana
pendio che incombe sul paese e che si raggiunge imboccando e le altre isole dell’arcipelago, ma anche gran parte della
la strada dietro l’Ex Stabilimento Florio. costa trapanese e nelle giornate prive di foschia è possibile
Difficilmente intuibile la traccia dell’impronta saracena assistere ad uno splendido tramonto su Marettimo, la più
e normanna della fortezza, all’esterno di essa si notano distante tra le Egadi.
frequenti elementi di archeologia militare, come un vecchio Nonostante le condizioni di abbandono in cui attualmente
radar dismesso, sui quali la ruggine campeggia indisturbata. versa questa struttura, essa resta, comunque, un luogo ricco
L’edificio, che ha una forma rettangolare con sporgenze di storia e di attrattiva.
simmetriche ai quattro angoli, fu realizzato con blocchi di
pietra calcarea locale.
Altro sito colmo di fascino che ha In esso, oltre a testimonianze della storia dell’isola attraverso reperti archeologici
reso nota l’isola, è costituito dal subacquei della Battaglia delle Egadi (241 a.C.) e altri recuperi effettuati nell’arcipelago,
maestoso complesso di edifici è possibile conoscere tutte le modalità della pesca e del processo di confezionamento
denominato Ex Stabilimento del tonno in tutte le sue fasi, attraverso esaurienti visite guidate.
Florio delle Tonnare di Favignana
e Formica, che accoglie con
imponenza il visitatore una volta
raggiunto il porto, uno degli esempi
di archeologia industriale più
famoso di tutta la Sicilia.
Ex Tonnara Florio
Quella dei Florio e dell’industria del tonno è la storia che Grazie alle sue capacità imprenditoriali, Ignazio
ha maggiormente segnato il recente passato dell’isola. sperimentò un innovativo metodo di conservazione. Il
I Florio erano una famiglia di mercanti di origini tonno venne, infatti, conservato, dopo la bollitura, sott’olio
calabresi, che tra l’800 e i primi ‘900 costruirono un (non più sotto sale) dentro scatole di latta.
impero economico, commerciale e industriale in Sicilia,
divenendo una delle famiglie più ricche d’Italia di quel Egli, oltre ad accrescere il patrimonio familiare, si avvicinò
periodo. alla vita politica del paese divenendo anch’esso Senatore
del Regno d’Italia, ma morì poco più che cinquantenne.
Il capostipite della famiglia, Paolo, padre del futuro
senatore Vincenzo, si trasferì nella ricca Palermo nel Gli successe il figlio maggiore, Ignazio jr., che ereditò
1783, quando Bagnara Calabra fu distrutta da un violento l’impero di famiglia, sperimentando anche nuove attività,
terremoto e impiantò in città una fiorente attività di come la fondazione del quotidiano L’Ora, l’apertura del
aromateria, commerciando in spezie, prodotti coloniali e lussuoso albergo Villa Igea (dal nome della figlia), nato
chinino (rimedio contro la malaria). originariamente come centro per la cura dei malati di
Quando nel 1807 Paolo morì, vista la giovane età del figlio tubercolosi, la costruzione dei cantieri navali a Palermo
Vincenzo, gli successe il fratello minore Ignazio, il quale (ancora oggi esistenti) e l’apertura del teatro Massimo.
gestì con grande capacità l’attività iniziata dal fratello,
istruendo e avviando al contempo all’attività di famiglia Sebbene si sia rivelato un vero e proprio mecenate
il nipote Vincenzo che gli era stato affidato. Alla morte finanziando e seguendo i lavori di diverse opere e
dello zio, Vincenzo, ormai ventinovenne, gli successe circondandosi sempre di artisti, letterati e dei regnanti più
nell’attività paterna. potenti del mondo, Ignazio jr., protagonista con la moglie
Donna Franca del periodo della Belle époque palermitana,
Nel giro di poco tempo, grazie anche alle esperienze purtroppo non mostrò le stesse capacità imprenditoriali
che lo zio Ignazio gli aveva permesso di fare, facendolo dei suoi predecessori e ciò portò al graduale e irreparabile
studiare e viaggiare, Vincenzo intraprese numerose tracollo dell’azienda di famiglia.
iniziative industriali, tra cui quella della produzione del
vino marsala e del cognac, del tabacco e del cotone e Ben presto, per far fronte ai debiti, egli fu costretto a
con grande lungimiranza anche quella delle tonnare. vendere nel 1937 anche Favignana e la tonnara, con
Seguendo, infatti, le orme dello zio Ignazio, che aveva tutti i diritti di terra e di mare, ai Parodi di Genova che
preso in affitto la tonnara di San Nicola e di Vergine Maria continueranno la lavorazione del tonno fino al 1982,
a Palermo, Vincenzo acquisì anche quella dell’Arenella. anno in cui lo stabilimento chiuderà definitivamente. Pur
Uomo brillante e di larghe vedute, egli si accostò con concludendosi così il legame dei Florio con le Isole Egadi,
successo non solo al settore della navigazione, fondando l’eredità soprattutto umana e il bagaglio culturale lasciato
nel 1840 la Società dei battelli a vapore siciliani, con i da questa famiglia alle isole è di certo immenso. Ignazio
quali venivano assicurati i collegamenti con l’America, jr. morì nel 1957.
ma anche all’industria dello zolfo che in Sicilia ebbe un
notevole incremento.
Dalla Piazzetta si accede a diversi locali, tra i quali il magazzino Tutto ciò che era necessario alla produzione veniva realizzato
del prodotto finito, oggi divenuto l’Antiquarium delle Egadi, all’interno della fabbrica stessa dalle maestranze addette,
testimonianza della navigazione intorno a queste isole fin persino le latte.
dall’epoca più antica. In particolare, all’Expo Universale del 1891-92, che fu organizzata
a Palermo, la Florio presentò le innovative scatolette di latta con
La tappa successiva è la Casa dell’Olio, il cuore del ciclo apertura a chiave.
produttivo.
Una volta bollito, lasciato scolare e stivato nelle latte a seconda
della qualità, della pezzatura e del peso, il tonno raggiungeva
questa sala su nastri trasportatori.
Le latte, posate sui grandi tavoli di pietra, venivano così riempite
di olio dalle operaie che, con una bottiglia al collo, versavano
goccia a goccia il prezioso liquido sul tonno, finché questo non
ne assorbiva più.
Continuando il percorso esterno, anche forti contenuti storici, sociali esse trovavano posto i tonnaroti che,
si raggiunge l’area definita “Bosco” e culturali. La mattanza era un vero e sollevando il fondo della rete con la sola
nella quale, sotto il patio, alle funi che proprio rituale, con molti riferimenti forza delle braccia, facevano affiorare i
scendono dalle travi di legno venivano religiosi. tonni in superficie.
appesi i tonni per la coda che, una volta
decapitati e sventrati, venivano lasciati La figura fondamentale della tonnara Mentre questi si dibattevano
a dissanguare prima di essere avviati era costituita dal rais, il capo, ruolo violentemente l’uno contro l’altro
alla successiva trasformazione. spesso tramandato di padre in figlio. tingendo l’acqua di rosso, venivano
Uomo dotato di grandissima agganciati e issati sulle barche stesse.
Di fronte al Bosco, la grande trezzana conoscenza del mare, al rais spettava il Il lavoro dei tonnaroti favignanesi
a quattro porte serviva per l’alaggio e il compito e la responsabilità di montare iniziava sempre il 23 aprile per San
varo dei grandi vascelli che, provenienti la struttura a terra e di calarla a mare, Giorgio, quando veniva calata la tonnara.
dalla tonnara, scaricavano i tonni disponendola solitamente a croce, oltre
proprio in prossimità di quest’area. quello di vigilare in ogni momento su di Nel periodo primaverile, infatti, i tonni
essa per tutto il periodo. rossi, ogni anno, entravano dall’Oceano
La pesca del tonno con la rete detta Egli dirigeva poi le concitate operazioni nel Mediterraneo per riprodursi e tornare
tonnara, che ha una storia millenaria, di pesca, impartendo ordini dalla sua poi nuovamente nell’Atlantico.
costituisce il più tradizionale metodo imbarcazione, detta muciara, incitando E la tonnara era un sistema di pesca
per la cattura del tonno rosso, oggi i pescatori al ritmo di canti, denominati sostenibile, perché veniva catturato solo
ormai poco utilizzata. cialome. il 10 per cento dei tonni di passaggio.
La mattanza è solo la parte terminale In questo periodo, dunque, veniva
della complessa macchina da pesca. Ai lati della camera della morte, erano collocata in mare questa trappola fatta
Per quanto possa sembrare ai più una poste due imbarcazioni a remi più da reti disposte in maniera da formare
pratica barbara, in realtà ad essa erano grandi, chiamate vascelli, di levante delle camere comunicanti.
collegati oltre agli interessi economici e di ponente. In piedi sul bordo di
Le reti, che venivano calate inizialmente davanti il porto di Anche il sistema delle croci e la croce posta all’entrata della
Favignana, erano posate a circa 40 m di profondità, avevano tonnara, sulla quale il santo raffigurato doveva proteggere la
uno sviluppo areale di 320.000 kmq, erano lunghe 1 km ed pesca, avevano funzione propiziatoria.
erano necessari circa 8 km di rete per formare le camere.
Una volta entrati dentro le reti, ancorate al fondo con conci La mattanza, dunque, era un connubio tra riti e suggestione,
di calcarenite, i tonni non riuscivano più ad uscire e grazie religione e mistero, nel quale alla lotta tra uomo e natura si
all’intervento dei tonnaroti, questi venivano fatti passare affiancava l’orrore della morte.
da una camera all’altra fino a condurli all’ultima, chiamata
camera della morte, unica rete chiusa al fondo e sollevabile. L’ultima mattanza a Favignana risale al 2007.
Le reti restavano in mare per alcuni mesi, periodicamente Da allora, a causa della pesca intensiva, fuori e dentro il
controllate per stabilire il numero di esemplari imprigionati. Mediterraneo, con metodologie tutt’altro che sostenibili, il
Raggiunto un certo numero si procedeva alla mattanza. numero dei tonni è diminuito notevolmente.
I pochi e piccoli esemplari che riescono a raggiungere le
Le cialome, vere e proprie melodie ritmate e canti propiziatori, nostre acque non bastano per mantenere in piedi questo tipo
derivate da canti popolari di origine araba, erano parte di attività industriale, che oggi si è trasformata piuttosto in
imprescindibile del rito della mattanza. una limitata attività artigianale.
Esse, infatti, erano necessarie al fine di scandire il ritmo dei
movimenti dei tonnaroti che le intonavano prima, durante e
dopo la mattanza stessa del tonno.
Le bellezze naturali di Favignana, che spaziano tra mare L’AMP è stata suddivisa in zone in cui sono associati diversi
(acque cristalline e variegata fauna e flora marina) e terra divieti ed attività consentite. In particolare, l’intera isola di
(ricca avifauna e vegetazione terrestre) la rendono una meta Favignana ricade in zona C (riserva parziale), nella quale
ambita per gli amanti della natura a 360°. sono consentite la balneazione, la navigazione, l’ancoraggio
e le immersioni solo se autorizzate dall’AMP, eccezion fatta
E proprio per preservare le bellezze naturali dell’arcipelago, per l’area intorno a Cala Faraglione che ricade in zona B
nel dicembre 1991, è stata istituita l’Area Marina Protetta (riserva generale) dove sono consentite, solo ai residenti,
Isole Egadi che, con un’estensione di circa 54.000 ettari, è la la navigazione, la sosta e le immersioni entro i 500 m dalla
riserva marina più grande del Mediterraneo. costa.
La pesca subacquea è comunque vietata in tutta l’AMP.
Essa, che ha la finalità di tutelare gli habitat naturali, con Essa, inoltre, da un paio di anni, gestisce, per conto della
particolare riferimento alla salvaguardia delle risorse Regione Siciliana, l’accoglienza dell’area museale dell’Ex
marine, alla regolamentazione della pesca e alla necessità Stabilimento Florio.
di conservare la biodiversità in un’ottica di sviluppo
sostenibile, si occupa di promuovere numerosi progetti Tra le tante specie animali che popolano queste isole, oltre
di tutela ambientale, tra i quali quello di proteggere la più alla rarissima foca monaca, da tempo considerata estinta in
estesa e meglio conservata prateria di Posidonia oceanica Italia, la cui presenza è stata documentata di recente nell’isola
(circa 12.000 ha) che popola i fondali delle isole dell’intero di Marettimo, si trovano alcune specie di tartarughe marine,
arcipelago, dominando il paesaggio marino sommerso anche tra le quali quella più comune e diffusa è la Caretta caretta.
a profondità molto elevate, grazie all’eccezionale limpidezza Allo scopo di proteggere questa specie dai numerosi incidenti
delle acque marine. cui sono soggette o a causa dell’inquinamento o a causa di
collisioni con imbarcazioni da pesca o da diporto, dal 2015
La posidonia ha una notevole importanza ecologica non è operativo, a Favignana, il Centro di Primo Soccorso per
solo perché è considerata il polmone del Mediterraneo, Tartarughe Marine, gestito dall’AMP in collaborazione con le
dal momento che produce una gran quantità di ossigeno associazioni ambientaliste WWF Italia e Legambiente.
e assorbe CO2, ma anche perché contribuisce a mitigare
l’erosione costiera attraverso la formazione delle banquette,
strutture prodotte dallo spiaggiamento delle foglie morte a
causa delle mareggiate. Inoltre, al suo interno vivono molti
organismi animali e vegetali che nella prateria trovano
nutrimento e protezione.
Questo centro, aperto tutto l’anno, attraverso visite guidate, è possibile apprendere nozioni base sulla biologia ed ecologia
accoglie e cura esemplari di delle tartarughe marine e sulle pratiche da seguire in caso di avvistamento e recupero
tartarughe in difficoltà, recuperati di esemplari in difficoltà, allo scopo di consentire un successivo reinserimento in mare
nei Compartimenti Marittimi di degli animali curati.
Trapani e Mazzara del Vallo e
attraverso un numero di telefono
dedicato “SOS Tarta” 3385365759,
attivo h24, è possibile a chiunque
segnalare direttamente un
esemplare in difficoltà, così
da garantire una tempestività
di intervento e di soccorso,
aumentando la percentuale di
sopravvivenza di questi animali.
Il centro è diviso in due settori: un
pronto soccorso vero e proprio
dotato di sala operatoria, che
occupa attualmente il piano
semi cantinato del prestigioso
Palazzo Florio, residenza in stile
liberty e neogotico di proprietà
del Comune di Favignana, sito
nel cuore del centro storico
dell’abitato, in prossimità del porto;
ed un’area riservata alla cura e alla
riabilitazione delle tartarughe che
occupa un piccolo locale all’interno
dell’ex Stabilimento Florio, dove,
Favignana è nota anche per le sue numerose cave, I metodi di estrazione praticati per la realizzazione delle cave
prevalentemente distribuite sulla parte orientale dell’isola, che a Favignana erano essenzialmente di due tipi: a cielo aperto
hanno rappresentato per lungo tempo una fonte economica (a fossa) o in galleria e la determinazione del metodo di scavo
importante per i suoi abitanti. dipendeva esclusivamente dalla condizione orografica del
terreno.
Infatti, le calcareniti, rocce sedimentarie ricche di fossili che
ne testimoniano l’origine marina, impropriamente definite tufo Il primo metodo prevedeva la realizzazione di una cava
(roccia, invece, di origine vulcanica), per la loro compattezza, attraverso la squadratura di una superficie orizzontale, delle
sono state estratte e utilizzate nell’edilizia come pietra concia, dimensioni di 10x10 m circa e la successiva eliminazione
sin dai tempi della dominazione romana, sebbene il massimo della vegetazione e del cappellaccio, lo strato di alterazione
sviluppo dell’attività estrattiva sia stato raggiunto tra il 1700 superficiale della roccia che aveva uno spessore variabile tra
ed il 1950. 1 e 2 metri, fino a quando non veniva raggiunta la pietra più
compatta e di colore biancastro.
I tagli, le cavità e le gallerie che hanno avuto origine a causa di
quest’ultima, vere e proprie opere d’arte scavate dai “pirriaturi”
(maestri esperti nell’estrazione della pietra), sono oggi state
trasformate, specialmente da privati cittadini, in suggestive
abitazioni e giardini ipogei.
La cava, pertanto, veniva realizzata strato per strato I punti in cui oggi è possibile vedere esempi di cave di
permettendo ai cavatori di estrarre la roccia dall’alto verso calcarenite sono Scalocavallo, Cala Rossa e Bue Marino. In
il basso, avendo cura di lasciare dei conci sul fondo di ogni particolare, in corrispondenza del primo, dove vi è un esempio
strato al fine di formare una scala, unico elemento di accesso di entrambi i metodi di estrazione, sono ancora visibili,
alla cava stessa. prospicienti la costa, alcuni piani inclinati ricoperti di lastre
calcaree, attraverso i quali i conci venivano fatti scivolare e
Il secondo metodo prevedeva, invece, la creazione di cave a caricati sugli schifazzi.
sviluppo orizzontale il cui avvio avveniva o attraverso grotte
naturali, situate prevalentemente lungo la costa o attraverso Per la redazione di questo articolo si ringrazia, in particolare,
l’apertura di una galleria su una parete verticale di una cava il Direttore dell’AMP Egadi, Tata Livreri, per aver reso possibile
a cielo aperto, lasciando intatte alcune porzioni di roccia che la visita del Centro di recupero tartarughe marine e dell’Ex
fungevano da sostegno verticale. Stabilimento Florio, grazie alla competenza e alla gentilezza
Le gallerie potevano avere uno sviluppo anche di centinaia di dei suoi collaboratori.
metri.
Quest’attività muoveva eserciti di lavoratori che oltre ai + INFO
cavatori erano costituiti anche dai carrettieri che spostavano i [Link]
blocchi fino ai punti di imbarco e dai marinai che esportavano
la pietra sulla terraferma attraverso tipiche imbarcazioni
siciliane da trasporto a vela, chiamate “schifazzi”.
Acque salate, ma anche acque dolci, ricche di una gamma magnifica di viventi,
immortalati dalle fotografie di Vincenzo Paolillo, in questo senso vero e proprio strumento
di conoscenza e tutela delle specie ac- quatiche. Un repertorio di colori, luci e ambienti
fantastici, ma anche di movimenti e vita.
Immagini che insegnano più di molte parole, che fanno conoscere e ammirare l’incredibile edizione italiana e inglese
ricchezza di forme e di colori della vita sot- tomarina. 24 × 30 cm,
Fotografie suggestive, ricche di luce e di movimento, che ritraggono pesci coloratissimi 264 pagine
che si muovono sinuosi, foreste di alghe, colonie di coralli, enormi spugne e gorgonie, cartonato
granchi e conchiglie, eleganti meduse, possenti megattere e temibili squali: un mondo
dai toni accesi, popolato e silenzioso, nel quale si snoda la lunga storia dei suoi abitanti. ISBN 978-88-572-4517-1 I, -4523-2 E
Vincenzo Paolillo
nasce nel 1939 a La Spezia, dopo la fine del secondo Da allora e fino al 1989 partecipa con successo a tutti i
conflitto mondiale si trasferisce a Chiavari (Genova) principali concorsi di fotografia subacquea in Europa,
dove porta a termine tutti gli studi fino alla laurea in negli Stati Uniti e in Australia conseguendo oltre sessanta
Giurisprudenza, quindi a Genova dove tuttora risiede e premi: tra i più importanti due Palme d’Oro, una nel 1986
dove ha svolto, fino a qualche anno fa, l’attività di avvocato nel diaporama, l’altra l’anno successivo per le immagini
specializzato in diritto del lavoro. a colori, al “Festival mondial de l’image sousmarine” di
Antibes; il primo posto assoluto al concorso internazionale
Nel 1975 inizia a fare le prime immersioni, riuscendo di Lazise nel 1987, in quello organizzato dalla rivista
così a coniugare tre grandi passioni: i viaggi, il mare e la tedesca “Tauchen” nel 1985, e nella biennale di Bruxelles
fotografia. del 1984; sempre il primo posto nelle stampe a colori
Nel 1981 decide di partecipare a due concorsi di fotografia all’“Underwater Festival” in California nel 1985 e nel 1987,
subacquea: nel primo organizzato dalla rivista “Mondo al festival della foto subacquea di Anversa del 1984, al
Sommerso” – all’epoca la più importante nel settore festival di Atene nel 1985 e nel 1986, nelle diapositive alla
in Italia – intitolato “Oscar mondiale della fotografia “Photographic Competition” della U.P. Society (Stati Uniti)
subacquea” ottiene il terzo posto per il complesso delle nel 1987, al “Limerick Festival” in Irlanda nel 1983 e all’“VII
opere presentate e una delle sue immagini viene giudicata Festival di Brighton” in Inghilterra.
la più bella tra quelle in gara; nel secondo, organizzato
a Ravenna da Foto Mauro, vince nella categoria Nel 1988 viene invitato dalla Confederazione mondiale
“Macrofotografia”. delle attività subacquee – su segnalazione della
federazione belga, essendosi affermato nuovamente al
Festival di Anversa l’anno precedente – a partecipare, Il lavoro sull’Amazzonia – di cui in questo libro compaiono
insieme ad altri diciannove fotografi di tutta Europa e diverse immagini, alcune inedite – realizzato insieme a
del Nord America, alla più importante competizione di Gianfranco D’Amato, è stato pubblicato in diverse riviste
fotografia subacquea in estemporanea di quell’anno, il europee, ed è stato oggetto di diverse mostre di cui una ad
“Royal Blue Dolphin” ad Aqaba e risulta vincitore. Antibes e un’altra all’Acquario di Napoli nel 1993.
Al “Nikon Photo Contest International 1985/86”, concorso Sempre con Gianfranco D’Amato un documentato servizio
fotografico cui in quell’edizione partecipano oltre su alcune popolazioni della Papua Nuova Guinea con un
settemila fotografi di tutto il mondo, ottiene il terzo posto puntuale riferimento ai lavori degli etnologi che le hanno
con una foto subacquea, tale è il successo che l’anno studiate (Malinowski, Margaret Mead) è stato pubblicato
successivo verrà creata una specifica categoria per quel in riviste italiane ed europee.
genere di immagini.
Con lo stesso D’Amato ha pubblicato alcuni servizi terresti
Nel 1986/87 inizia l’attività pubblicistica. e subacquei sul Borneo malese.
Da allora ha collaborato e pubblicato con le più importanti Nel 1997 pubblica con l’editore White Star Seychelles, un
riviste italiane ed europee sia subacquee sia di natura e libro di immagini prevalentemente subacquee.
ambiente. Tra le prime, in Italia: “Aqua”, “Il subacqueo”,
“Sub”; in Europa: “Tauchen”, “Apnea”. Tra le seconde, in
Italia: “Airone”, “Oasis”, “Vie del Mondo”, “Atlante”, “Ligabue
Magazine”, “Newton”, “Focus” (ma anche Biografia
“Panorama”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Lo specchio dei
tempi”); in Europa: “Geo” in Germania; “Grands Reportages”
e “Terre sauvage” in Francia; “Rutas del mundo” in Spagna
e “New Wave”: la rivista dell’Oceano Indiano.
Immersioni nella storia, Santuari della natura tra gli altri), oltre
che Oceani per Mondadori, Il grande Atlante del mare per
Fabbri Editori, Liguria per Sagep, Il patrimonio dell’umanità Un’insolita inquadratura di un nudibranco
per Touring Club Italiano. tropicale (Phyllidiopsis shireenae).
Nel 2006 con Alberto Vanzo pubblica per Gribaudo il libro Malesia, Mabul
Mare di Liguria, che vince il Plongeur d’Or al festival di Antibes. © 2021 Vincenzo Paolillo
La mostra “Mare di Liguria”, con Alberto Vanzo, è stata
esposta al “II Festival della Scienza a Genova” nel 2003.
l pesce palla minacciato si gonfia per impedire, o quanto meno rendere difficile, al predatore
il mangiarlo; la sfera è il mezzo di difesa che mette in atto questo pesce palla a punti bianchi
(Arothron meleagris).
Maldive
© 2021 Vincenzo Paolillo
Dario Truffelli
Davide Mele
Giuseppe Tarantino
Monica Gotta
L'escursione che raggiunge San Fruttuoso di Camogli è La storia narra che il santo, colpito dalla peste, si allontanò
un'ottima sintesi di quello che la Liguria rappresenta a livello dall’abitato per rifugiarsi nel bosco.
visivo: un continuo contrasto di verde e di blu, tra alberi e mare, Fu un cane a salvargli la vita portandogli un pezzo di pane
salite e discese continue, buon cibo e panorami mozzafiato. tutti i giorni.
L’itinerario regala una discreta quantità dei paesaggi tipici San Rocco offre un belvedere sul mare, un luogo con una
della Liguria: terrazzamenti, edicole votive, le tipiche stradine posizione privilegiata da dove si vedono Camogli, Genova e,
liguri – le cosiddette creuze in dialetto, ossia strade/percorsi in giornate particolarmente limpide, anche luoghi più distanti.
stretti che portano al mare – e, al termine del percorso, si Si prosegue poi attraverso alcuni piccoli orti, in mezzo alle
raggiunge la famosa Abbazia di San Fruttuoso, adagiata nella case, inerpicandosi per salite piuttosto ripide e ciottolate,
baia omonima e accessibile solo a piedi oppure dal mare. contornate dagli ulivi.
Le indicazioni sono per Portofino Vetta ed è proprio lì vicino
Il percorso più lungo parte dalla splendida piazzetta della che ci si ritrova dopo circa mezz'ora di salita, a 412 metri
Chiesa di San Rocco, davanti alla quale peraltro si trova una sopra il livello del mare.
statua di un cane.
Qui si commemora infatti la fedeltà dell'animale e ancora oggi
viene elargito un premio annuale a chi tra di essi si distingue
per azioni particolari nella zona.
Pietre Strette
Giuseppe Tarantino Photography
Da qui parte
la nostra
escursione
Nelle giornate prive di foschia si possono ammirare due
golfi, il Golfo Paradiso e il Golfo del Tigullio, nonché le Alpi
Marittime e Apuane.
Da qui le indicazioni da seguire sono quelle per la
località Pietre Strette, facilmente identificabili perché
rappresentate da un cerchio rosso vuoto.
La Baia di Capodimonte
marine.
Nel 1954 venne immersa la statua del Cristo degli Abissi al largo
della baia. Si tratta di una statua di bronzo, alta circa due metri
e mezzo, che rappresenta un Cristo con le braccia tese al cielo,
opera dello scultore genovese Guido Galletti.
La statua fu calata in mare su proposta di Duilio Mercante, un
personaggio molto conosciuto nel mondo dell’attività subacquea
italiana, che lo volle in memoria di tutti i morti in mare.
L’Abbazia di
San Fruttuoso Dario Truffelli Photography
Monica GottaPhotography
Fu vescovo in una città della Grecia nord-orientale; fu venerato perché compì molti miracoli e il suo
culto si diffuse in tutto il mondo ortodosso. La tradizione popolare racconta che avesse il dono di
rendere fertile la terra e perciò è molto popolare negli ambienti contadini.
Il viaggio in traghetto
La navigazione dalla Baia di San Fruttuoso a Camogli è breve.
Lasciando San Fruttuoso si vede allontanare l’abbazia con la sua
meravigliosa architettura.
Si passa davanti a Cala dell’Oro, si doppia Punta Chiappa, la cui
scogliera si protende nel mare di un profondo blu, e ci si ferma
qualche minuto a Porto Pidocchio.
Camogli
San Rocco
Porto Pidocchio
Punta Chiappa
Cala dell'oro
San Fruttuoso
SAN ROCCO
Monica Gotta Photography
Alina Timis
Camillo Balossini
Mari Mapelli
Un’incantevole dimora
MILANO
si fa presto a dire Milano, ma nella città del design e della
moda da vedere non ci sono solo il Duomo, il Castello
Sforzesco, il Cenacolo o il Teatro alla Scala.
Villa Necchi
Piazza Duomo
Nel giardino si trovano una piscina, tra le prime costruite a L’abitazione, che si ispira al nascente razionalismo, è arretrata
Milano su un terreno privato riscaldata con una speciale rispetto alla strada e articolata su più piani: gli spazi di
serpentina, dotata di un sistema automatico per il ricambio servizio, compresa la cucina, si trovano nel seminterrato; i
dell’acqua e anche un campo da tennis. locali di ricevimento e soggiorno al primo piano; le camere da
letto al piano superiore e le stanze per il personale di servizio
La bellissima porta di rame, zinco e argento sembra blindare nel sottotetto.
il giardino d’inverno.
Il primo approccio avviene attraverso la portineria, un edificio I soggiorni della villa, molto vasti, si possono collegare tra loro
minuscolo ma di sicuro interesse, che può essere apprezzato tramite porte scorrevoli a scomparsa.
al meglio percorrendo via Mozart provenendo da Via Vivaio. Ecco, quindi, come la necessità e il desiderio di scambi
Materiali di rivestimento come il granito e gli inserti di marmo reciproci tra le stanze, tra l’interno e l’esterno, tra il giardino e
preannunciano eleganza e ricchezza autentica ma senza la casa, viene realizzato attraverso un sistema di filtri, di piani
essere vistosa. scorrevoli e trasparenti.
Ogni affaccio della villa possiede una propria individualità sia Grazie all’impiego di moderni accorgimenti tecnici, quali
nel disegno sia nei dettagli. l’ascensore, i montacarichi, i citofoni, i telefoni, la piscina
La doppia parete in vetro del giardino connette il fronte del riscaldata, le grate di protezione e le vetrate manovrabili
giardino a quello di ingresso, all’epoca popolato da piccole elettricamente, gli impianti delle cucine e di riscaldamento, la
serre ‘’arredate’’ con piante grasse. villa si distingue come un esempio di villa urbana che riesce a
coniugare eleganza, funzionalità e tecnologia.
L'ingresso
cominciare dall’entrata, dove viene sfruttato per scandire
le fasce orizzontali della vetrata.
La biblioteca
Tra le sale della casa, la biblioteca è quella che testimonia di
più il gusto e la raffinatezza del progettista Portaluppi.
La libreria, che riveste interamente le pareti lunghe e ne sfrutta
tutta l’altezza, è vista come una sala da conversazione, da Mari Mapelli Photography
lettura, da intrattenimento sociale, dove i famigliari e gli
amici si scambiavano idee.
Il salone
dalle mosse forme neo-rococò, superfici piane e spigoli vivi,
divani e sedute di gusto tipicamente settecentesco.
Geniale e inesauribile disegnatore, per 40 anni Buzzi è Tra gli interventi del Buzzi va segnalata anche l’ampia cornice
impegnato come decoratore, arredatore, restauratore, a specchio e legno dorato della vetrina verso la biblioteca,
architetto di giardini per l’alta borghesia di tutta Italia. in modo da creare un collegamento visivo tra le due sale e
Gli Agnelli, i Falck, i Pirelli sono alcuni dei suoi clienti. sottolineare la fluidità degli spazi della casa.
Dal 1946 fino al 1957 prepara bozze per nuovi mobili o Tra i dipinti della collezione Gian Ferrari esposti nella sala, oltre
rivestimenti, consigliando acquisti di antiquariato e seguendo a due Nature Morte di Giorgio Morandi, segnaliamo anche le
in prima persona alcuni lavori di manutenzione ordinaria, straordinarie opere di Giorgio de Chirico, Oreste ed Elettra e il
funge da tramite tra mercanti ed esecutori che sceglie con Ritratto di Alfredo Casella.
cura, verificando personalmente l’esperienza e l’affidabilità.
Quasi interamente proiettata verso l’esterno, la veranda seconda delle esigenze degli abitanti e delle stagioni dell’anno.
si apre sul giardino attraverso le due pareti vetrate, tanto
da esprimere forme e principi più adatti ad abitazioni di Prezioso è anche il pavimento in travertino, marmo verde Roja
villeggiatura immerse nella natura. e marmo verde Patrizia.
Ancora più prezioso, è il magnifico tavolo in lapislazzuli di
Nella parte edificata si intravede un’elegante cornice volta asciutto disegno portaluppiano, sul quale è esposto un bel
ad accogliere e valorizzare la luce e i colori della natura gruppo di vasi cinesi del XVIII-XIX secolo.
circostante. Anche lo sfruttamento della doppia vetrata
per creare una serra lungo le pareti della stanza conferma La sala è tra le più autentiche della casa perché è rimasta
l’attenzione di Portaluppi per le più recenti soluzioni inalterata per tutto il XX secolo, salvo alcune eccezioni.
architettoniche. La grande scultura bronzea, presente nella sala, è un’opera
del 1930 dell’artista milanese Adolfo Wildt e raffigura Il puro
Questo tipo di struttura ovviamente non offre sicurezza, folle, il giovane eroe consacrato alla ricerca del Santo Graal,
pertanto l’architetto rimedia inserendo nel locale due ovviamente anche quest’opera appartiene alla collezione
massicce grate scorrevoli in alpacca (detta anche argentone), Gian Ferrari.
trasformando un semplice corpo di protezione in un elemento
dall’alto valore decorativo ed estremamente curato; tutte
le finestre sono dotate di un triplice sistema di chiusura a
scomparsa, persiane e doppi vetri separati manovrabili a
La veranda
Lo studio
Decisamente maschile, studio del padrone di casa, era
una vera stanza di lavoro: è presente una cassaforte per
l’argenteria di casa e due armadi per l’archivio professionale
di Angelo Campiglio.
Il fumoir
Il fumoir è la stanza che più di ogni altra ha subito una
radicale trasformazione per mano di Tomaso Buzzi.
La sala da pranzo
Con un ricco rivestimento in pergamena, realizzata in radica
con profilature in ottone, era composta da tavolo, sedie,
vetrina buffet e contro-buffet, quest’ultimo ornato da pannelli
raffiguranti le ‘’Tre caravelle di Cristoforo Colombo’’.
La camera
da letto
Coniugi Necchi Campiglio
Nella stanza matrimoniale, l’intervento di Buzzi è
particolarmente evidente dalla parete avvolgente corredata
da nicchie illuminate per incorniciare il letto.
Quest’ultimo ha un rivestimento in raso con ricami antichi,
che prevede un decoro tessile anche per la porta scorrevole
della camera.
La camera
da letto
Nedda Necchi Alina Timis Photography
zona ospiti
funge da divisorio per il bagno completo e curato nei minimi
dettagli.
Il portico ad arco che si affaccia sul giardino, inizialmente
pensato come spazio aperto dall’architetto, venne chiuso
successivamente con una vetrata per creare un piccolo
soggiorno riparato.
+ INFO
Villa Necchi si trova in Via Mozart, 14, Milano
[Link]
Orari di apertura: da mercoledì alla domenica dalle ore 10:00
alle ore 18:00 gestita da FAI.
È consigliata la prenotazione.
Adriana Oberto
Cinzia Carchedi
Domenico Gervasi
Elisabetta Cabiddu
Maria Grazia Castiglione
Massimo Tabasso
A.N.M.I
"Grosso"
Associazione Nazionale Marinai Italiani
TORINO
Nel 1896, per iniziativa del Sottocapo timoniere Giuseppe Torta, nasceva a Torino la Società di Mutuo Soccorso fra i militari della
Regia Marina, che negli anni successivi sarebbe poi diventata l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.)
Nel 1925, sotto la denominazione di Società Marinai in Congedo in Torino, la sede si trasferì in riva al Po, vicino al Ponte Isabella in
Viale Marinai d’Italia 1, dove attualmente risiede.
Nel 1933, nel cortile interno della sede, fu posizionata la parte centrale dello scafo del sommergibile “Andrea Provana”, unità della I
Guerra Mondiale e oggi meta di visite guidate e di grande interesse storico.
Museo navale
Come funziona un
sommergibile
Quando il sommergibile naviga in superficie si Durante la fase di emersione gli sfoghi vengono chiusi
riempiono le “casse di zavorra” d’aria e le valvole, i e viene immessa aria ad alta pressione nelle casse di
cosiddetti “sfoghi”, rimangono chiuse. zavorra espellendone l’acqua contenuta, in tal senso
il sommergibile si alleggerisce e sale in superficie
Durante la fase di immersione: gli sfoghi delle casse dove completa lo svuotamento delle casse di zavorra
di zavorra vengono aperti lasciando fuoriuscire l’aria riportandosi nella condizione iniziale.
che viene sostituita dall’acqua marina. Infatti, il mezzo
subacqueo, spinto anche dall’azione dell’elica e dei L’aria ad alta pressione per lo svuotamento è inviata
timoni di profondità, si immerge e le casse di zavorra si tramite delle bombole contenenti circa 300 kg di aria
allagano completamente rendendo il mezzo pesante e compressa: tali bombole dovevano essere sempre
annullando la spinta di galleggiamento. tenute cariche e i marinai dormivano al di sopra delle
stesse.
Il dosaggio del mezzo avviene regolando la presenza
di acqua di mare nelle casse di compenso, interne
all’unità. Gli spostamenti in quota e quelli di rotta
vengono effettuati mediante l’azione dei timoni di
profondità e di direzione.
SMG
"Andrea Provana"
LA STORIA
Noli
Una volta pronti facciamo i pochi passi verso l'acqua con le pinne Potrebbero essere anche cose interessanti ma io fremo
in mano, quando l'acqua mi arriva più o meno all'altezza della vita per vedere ciò per cui sono venuto fino a qui.
ci infiliamo anche le pinne e comincia l'immersione.
All'improvviso, mentre risaliamo seguendo la pendenza
Non ci dirigiamo subito verso il Nemo's Garden (o orto di Nemo) del fondo e la profondità piano piano diminuisce, si
ma più in profondità, per ammirare una gorgonia solitaria in cominciano ad intravvedere le sagome delle cupole
mezzo alla sabbia e, risalendo, alcuni bassi scogli che affiorano trasparenti ancorate al suolo con delle grandi catene e
dalla sabbia. quello che sembra lo scheletro di un albero.
Ogni sfera contiene dalle 65 alle 95 piante. praticamente chiuso, crescono sane e velocemente senza
Hanno cominciato con il basilico, la coltura più tipica della l'ausilio di pesticidi o insetticidi.
Liguria e ingrediente essenziale per il pesto, per poi coltivare
fragole, lattuga, erbe aromatiche e altre piante. Una fase molto delicata è il raccolto.
La bassa profondità e la trasparenza delle biosfere L’acqua salata non deve entrare a contatto con le colture,
garantiscono che i raggi del sole portino la luce sufficiente sulle quali avrebbe un effetto devastante, per cui gli addetti
per la fotosintesi clorofilliana. devono sciacquarsi con acqua dolce e trasportare il raccolto
in contenitori stagni e proteggerli dalla luce solare.
La temperatura quasi stabile dell'acqua durante il giorno e
l'escursione termica che si verifica all'interno tra la notte e il
giorno, fanno sì che l'acqua di mare sul fondo della biosfera,
evapori e si condensi sulla superficie interna della semisfera.
Nella bombola ho ancora più della metà dell'aria ma dopo Finita l'immersione mi dicono che il giorno seguente col
poco più di un’ora arriva il momento di risalire e uscire gommone si va a fare un’immersione nei fondali dell'Isola
dall'acqua. Gallinara e decido di unirmi a loro, lavo la mia attrezzatura e
la metto a sgocciolare per poi lasciarla lì.
Nonostante l'immersione in pochi metri d'acqua, il Vado al bar a bere una birra poi con calma rientro al campeggio
tempo è volato e l'avventura è stata molto gratificante ed veramente soddisfatto della giornata.
entusiasmante.
on-line dal
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti dalla promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta e passione per la fotografia e il eventi e i prodotti legati ad
dai nostri reporters. viaggio. esso.
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
[Link]
[Link]
APPASSIONATI A NOI
PHOTO
T R AV E L
M AG A Z I N E
L AGO M ASSACIUCCOLI
Giacomo Bertini
[Link]