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N. 79 - 2022 | MAGGIO Gienneci Studios Editoriale. [Link]
79
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MAGGIO 2022
LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 3
Novembre 2015,
da un lungo e vasto background professionale del
fondatore, nasce l’idea di un progetto editoriale aggregativo,
dove chiunque appassionato di fotografia e viaggi può
Oggi
esprimersi, condividendo le proprie esperienze con un Ed ecco entrati nel sesto anno di redazione di Giroinfoto Magazine.
pubblico interessato all’outdoor, alla cultura e alle curiosità
che svelano le infinite locations del nostro pianeta. Le difficoltà degli ultimi due anni relative alla pessima gestione socio-
politica sono cresciute, intralciando il libero sfogo editoriale limitando le
È così che Giroinfoto magazine© diventa una finestra sul prerogative della rivista nello sviluppo culturale e turistico in aiuto dei
mondo da un punto di vista privilegiato, quello fotografico,
territori.
con cui ammirare e lasciarsi coinvolgere dalle bellezze
del mondo e dalle esperienze offerte dai nostri Reporters
professionisti e amatori del photo-reportage. Nonostante tutto, e grazie all'impegno di tutti i nostri collaboratori, il
Una lettura attuale ed innovativa, che svela i luoghi più progetto [Link] non si arresta, anzi, combatte con tutte le proprie
interessanti e curiosi, gli itinerari più originali, le recensioni
forze per pubblicare articoli utili alla valorizzazione dei territori bisognosi
più vere e i viaggi più autentici, con l’obiettivo di essere
un punto di riferimento per la promozione della cultura di visibilità.
fotografica in viaggio e la valorizzazione del territorio.
In questo periodo storico, dove tutto è ormai convertito al mondo
Uno strumento per diffondere e divulgare linguaggi,
contrasti e visioni in chiave professionale o amatoriale, digitale, risulta talvolta anacronistico volersi concentrare su un progetto
in una rassegna che guarda il mondo con occhi artistici cartaceo, sia per motivi di convenienza economica che di divulgazione.
e creativi, attraversando una varietà di soggetti, luoghi e Da qui la decisione di mantenere il magazine con un format "tradizionale"
situazioni, andando oltre a quella “fotografia” a cui ormai
per il mantenimento della qualità comunicativa, evolvendolo alla
tutti ci siamo fossilizzati.
digitalizzazione favorendo la fruizione.
Un largo spazio di sfogo, per chi ama fotografare e In ultimo, vorrei ringraziare anche tutti i nostri lettori che crescono
viaggiare, dove è possibile pubblicare le proprie esperienze continuamente sostenendo il progetto Giroinfoto.
di viaggio raccontate da fotografie e informazioni utili.
11/2015
Giroifoto è Giroifoto è Giroifoto è
Editoria Attività Promozione
Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta dalla passione per la fotografia eventi e i prodotti legati ad
e dai nostri reporters. e il viaggio. esso.
L E G G I L A G R AT U I TA M E N T E O N - L I N E
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LA REDAZIONE | GIROINFOTO MAGAZINE 5
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ANNO VIII n. 79
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20 Maggio 2022 giroinfoto TV
C O N T E N T S
R E P O R TA G E
GIROINFOTO MAGAZINE
79
I N D E X
R E P O R TA G E
MONTECARLO
10 GIORGIO PARODI DAYS
100 anni Moto Guzzi
Band of Giroinfoto
26
26 MONTECARLO
Lucca
Band of Giroinfoto
42 PALAZZO DUCALE
Urbino
Band of Giroinfoto
60 FESTIVAL DELL'ORIENTE
Torino - Lingotto Fiere
Band of Giroinfoto
R E P O R TA G E
PALAZZO DUCALE
URBINO
42
R E P O R TA G E
60
FESTIVAL DELL'ORIENTE
R E P O R TA G E
80
BORGO PANTANO
BORGO PANTANO
Tra mistero e verità
80 R E P O R TA G E
96
PALAZZO CARIGNANO
Torino
96
Band of Giroinfoto
BUNKER SORATTE
Roma
116
Band of Giroinfoto
AUTOMOTORETRÒ
Auto e moto della storia
130
Band of Giroinfoto
R E P O R TA G E
116
BUNKER SORATTE
R E P O R TA G E
130
AUTOMOTORETRÒ
Un modo divertente e
coinvolgente per condividere le
tue emozioni.
I NOSTRI
REPORTS Articoli totali Articoli pubblicati Nuovi
sul magazine dagli utenti Reporters
Maggio 2022
397 52 8 36 20 1
ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI ARTICOLI
Dario Truffelli
Giuseppe Tarantino
Luca Barberis
Manuela Albanese
Monica Gotta
Stefano Zec
A cura di
Monica Gotta
Nel fine settimana del 13, 14 e 15 maggio 2022 hanno avuto luogo i GP Days.
Nel 2021 si festeggiava il centenario delle Moto Guzzi, rimandato a causa della pandemia Covid-19.
Considerato il momento pandemico storico l’Associazione Giorgio Parodi nella persona di Elena Bagnasco Parodi ha optato
per posticipare l’evento al 2022.
Così è stato!
Con grande dedizione Elena Bagnasco Parodi ha fatto sì che quest’evento fosse salvaguardato e svolto con la giusta attenzione
mediatica.
Giorgio Parodi partì per l’Africa Orientale Italiana, inquadrato nella 105ma
squadriglia, dove svolse missioni di ricognizione e azioni di
supporto alle truppe impegnate sul terreno.
Rientrò in Italia a giugno del 1936 e nel 1937 sposò Elena
nacque a Venezia l’11 giugno del 1897, dove la famiglia si
Cais dei Conti di Pierlas con quale ebbe tre figli.
era momentaneamente trasferita per ragioni professionali.
Fin dalla giovanissima età manifestò i tratti di un carattere
fortemente riservato, assertivo e dedito al lavoro.
Divenne un pilota sportivo e militare con rare e numerose
qualità, come testimoniano le sue numerose vittorie in gare
internazionali, i primati aeronautici di velocità conquistati e
le ben sei medaglie al valore di cui fu insignito.
Non fu solo istruttore di volo, ma fu anche co-fondatore
dell’Aeroclub di Genova e del Circolo Canottieri Moto Guzzi.
Nuovamente richiamato alle armi allo scoppio della Seconda Guidò la Moto Guzzi insieme al fratello Enrico fino al 1955.
Guerra Mondiale, Giorgio venne ferito gravemente durante Alternò l’esperienza bellica con i panni dell’imprenditore
una missione di ricerca e soccorso di un pilota disperso. Uscì affermando le sue doti di manager innovatore, solidale e
dal conflitto con una grave mutilazione che gli impedirà di filantropo.
volare ancora. L’anno prima si spense purtroppo l’adorata moglie e madre dei
suoi figli e il dolore gli fu fatale. Morì il 18 agosto di quell’anno
Congedato nel 1943, tornò alla testa dell’azienda di Mandello. per un attacco cardiaco.
Da segnalare che alcuni dipendenti della stessa militarono
nelle formazioni partigiane della zona. Questo fu ed è Giorgio Parodi, con la storia della sua famiglia
Trattando con i Comandi tedeschi, prima della liberazione, e dei suoi eredi tra cui, come affermato in precedenza,
fu in grado di impedire che alcuni dipendenti venissero annoveriamo Elena Bagnasco Parodi, organizzatrice dei GP
deportati facendoli dichiarare “indispensabili” all’attività. Days 2022.
Successivamente Giorgio interagì spesso con il Comitato
di Liberazione Nazionale (CLN) sostenendone le attività, Elena, con grande dedizione, ha ripercorso la storia di Giorgio
proteggendone i membri e negoziando con il Comando Parodi, della famiglia in particolare per scoprire ciò che
Alleato affinché la fabbrica non venisse bombardata. In tal ancora era celato da un velo di mistero.
modo riuscì a tutelare i lavoratori e le loro famiglie, attraverso Il mistero privato, il mistero degli affari di famiglia, gli anedotti,
la prosecuzione dell’attività. le lettere, le storie o se vogliamo chiamiamole leggende di una
I caduti della Moto Guzzi nella guerra di liberazione sono famiglia che affonda le sue radici nel tessuto imprenditoriale
ancor oggi ricordati con una targa affissa all'ingresso della genovese e che tanto ha dato alla città di Genova.
fabbrica. Ha dato lustro alla Superba con un’ennesima dimostrazione
di quanto spirito imprenditoriale e spirito di combattimento
Due anni dopo assunse anche la Presidenza della EVP - abbiano i genovesi con il loro desiderio di emergere e di creare
Emanuele Vittorio Parodi, la società di navigazione creata eccellenze come fu a partire dai giorni della Repubblica.
dal padre.
In sella alle Guzzi attraverso la città con arrivo in Via Mura delle Capuccine. La
scelta di questa location non è avvenuta a caso.
Nel tardo pomeriggio si sono fermate nuovamente per pubblicazione e canterà la canzone “Tutti pazzi per la Guzzi”
essere ammirate dal pubblico genovese in Carignano dove il primo inno dei fans della celebre motocicletta Made in
il CIV ha organizzato degli stand all’insegna dei prodotti Italy.
genovesi, con street food e bancarelle di vario genere.
Prima della chiusura della giornata di venerdì è stato
Nella stessa location è stato montato il palco per il concerto presentato il volume “Giorgio Parodi – Le ali dell’Aquila” a
di Danilo Luce che nella serata ha intrattenuto gli ospiti e i cura dell’Associazione Giorgio Parodi e dopo gli appassionati
Guzzisti con la sua musica e non solo. delle storiche moto Guzzi si sono dati appuntamento a
Qui gli appassionati della mitica due ruote dell’Aquila si sabato 14 maggio 2022 per la cavalcata in sella alle Guzzi
sono dati appuntamento da tutta Italia e da molte città con meta il piccolo borgo gioiello della Riviera di Levante,
europee per il raduno e per scoprire le bellezze della città Portofino.
di Genova e di alcune località della Riviera di Levante. Il
cantante Danilo Luce è stato invitato dagli organizzatori per
tenere un concerto, dove anticiperà “Centauri” di prossima
Luca Barberis Photography Guzzi, affascinato dalla passione dei 2 giovani, propone
un modello innovativo, più bello di quello che avevano
immaginato Ravelli e Parodi.
Inizia così il progetto con l’idea di industrializzare la moto.
Nel 1919 Ravelli muore in un incidente aereo.
Nel 1921 fu grazie al finanziamento del papà Emanuele
Vittorio che partì il progetto vero e proprio con la fondazione
dell’azienda. Giorgio, ripensando all’amico Ravelli, decide
di dedicare l’Aquila della sua divisa al ricordo dell’amico e
decide di trasformare GP, le iniziali del primo prototipo Guzzi
Parodi in Moto Guzzi per evitare fraintendimenti con le sue
inziali – Giorgio Parodi – un grande gesto di generosità, in
onore del nome dell’azienda, al progettista, Carlo Guzzi.
STORIA DI UN IMPRENDITORE E DELLA PASSIONE DI 3 AMICI La prima sede delle Guzzi coincise con quella dell’azienda di
famiglia. Nel 1939 entra in commercio una piccola moto che
Perché Moto Guzzi e l’Aquila se l’azienda era Parodi? si chiama Piccola Elastica.
Con questo nome inizia una diversa tradizione creata da
Giorgio, un ragazzo di vent’anni, parte si arruola volontario allo Elena, la moglie di Giorgio.
scoppio della Prima Guerra Mondiale. Un giorno Elena andò a trovare Giorgio in ufficio e sentendo
Parte con il motoscafo di famiglia e scopre a Venezia la sua parlare dell’azienda e delle moto.
grande passione, il volo. Si chiese perché queste moto avessero tutti nomi così duri,
Inizia a volare, quindi dalla Regia Marina approda agli maschili.
idrovolanti.
L’idea scaturì da una fotografia di un volo di aironi dietro alla
Nel 1917 Giorgio incontra un altro grande pilota, Giovanni scrivania di Giorgio.
Ravelli. Ravelli, allora trentenne, era già pilota di aerei e Data la passione di Giorgio per il volo, Elena chiese perché
motociclette molto affermato e trasmette a Giorgio queste non chiamare il prossimo modello con il nome di un uccello.
grandi passioni. Ai tempi, circa nel 1918, la motocicletta era Da qui nacquero le moto con i nomi come Airone, Cardellino,
un oggetto strano, veniva utilizzata principalmente per gli Aquila, Falcone, un’allusione all’aerodinamicità e alla libertà
spostamenti dei militari, per consegnare la posta ad esempio, di questi animali.
oppure nelle gare motociclistiche. Quel giorno Airone fu la prima della serie ornitologica.
8 Cilindri
La “Otto Cilindri” è stata una moto concepita dalla mente fertile
di Giulio Cesare Carcano, uno dei più grandi progettisti italiani
nel settore motoristico e che ha rappresentato un punto fermo in
questo mondo sia nel settore nazionale che internazionale. In tal
senso facciamo riferimento ai materiali in quanto nel 1957 non
esisteva l’elettronica.
In onore di un aviatore come fu Giorgio Parodi alle 17 circa di Citiamo alcune delle figure parte del programma acrobatico:
domenica 15 maggio 2022 si sono esibite le Frecce Tricolori, Schneider, Tonneau, looping, la bomba, il cuore, il ventaglio e
orgoglio italiano dell’Aeronautica Militare. altre dove si inseriscono le manovre del solista.
Dal Lido di Genova Elena Bagnasco Parodi ha parlato alle
migliaia di persone presenti in attesa dello spettacolo. L’emozione particolare che le Frecce Tricolori hanno donato
in questa giornata ai cittadini di Genova è stata sentire le
Le Frecce Tricolori hanno presentato il loro programma loro voci mentre impartivano i comandi per l’esecuzione
acrobatico composto da 18 avvincenti manovre di elevato delle manovre acrobatiche.
e spettacolare contenuto tecnico, evento promosso Abbiamo sentito le loro voci, ferme, dare i comandi per
dall’Associazione Arma Aeronautica, per ricordare il l’esecuzione mentre, con i nostri occhi e il naso puntato al
grande aviatore genovese e anche in attesa del Centenario cielo guardavamo tutti le loro evoluzioni e le figure di fumo
dell’Aeronautica Militare previsto per il 28 marzo 2023. tricolore disegnate nell’azzurro del cielo di una splendida
giornata primaverile.
La sequenza incalzante delle manovre dei piloti delle
Frecce è frutto di un lavoro di squadra preciso e perfetto.
RINGRAZIAMENTI
Alessio Bagnoli
Giacomo Bertini
Luca Bonuccelli
Letizia Angeli
Dominante sul colle che separa la Valdinievole dalla all’epoca, insanguinavano di frequente quelle contrade ai
Piana di Lucca, si trova l’abitato di Montecarlo, capoluogo confini tra i comuni di Lucca, Pisa e Firenze spesso in guerra
dell’omonimo comune e caratterizzato dalla presenza della tra loro, tutti gli abitanti rimasti senza dimora si radunarono
splendida fortezza ben visibile sull’estremità nord della attorno al massiccio torrione semicircolare, dove venne
collina. costruito l’attuale paese di Montecarlo, così chiamato in
onore del Principe Carlo figlio del Re Giovanni di Boemia.
Circondato da imponenti bastioni all’interno dei quali si innalza
il campanile della Collegiata di Sant’Andrea, Montecarlo è un Il Principe, divenuto imperatore con il nome di Carlo IV, venne
concentrato di storia, ricco di fascino e luogo ideale per le più volte a Montecarlo, occupandosi della fortificazione della
numerose iniziative culturali e di svago che vi si organizzano. rocca, che si rivelò un luogo di grande rilevanza strategica
La storia di questo caratteristico borgo della Toscana ci nelle successive guerre che si combatterono in tutto il corso
riporta al primo trentennio del sec. XIV. del XIV secolo tra i comuni limitrofi.
Inizialmente Montecarlo fu sottoposto al dominio di Lucca,
A seguito della distruzione dei due borghi di Pieve di San quindi, per circa un ventennio, fu dominio pisano, per passare
Piero in Campo e di Vivinaia, durante le vicende belliche che, in via definitiva , nel 1437, ai fiorentini.
Stefano
AlessioZec Photography
Bagnoli Photography
Montecarlo
Lucca
Il simbolo storico di questo luogo è la fortezza che sorge nel conservazione per permettere ai turisti durante il periodo
punto più alto del colle del Cerruglio e la sua parte più antica estivo di visitare l’affascinante struttura.
risale alle origini del paese.
Grazie alla disponibilità dei proprietari, la fortezza ospita le
Dall’aspetto triangolare con le sue alte mura e le sue tre torri – diverse manifestazioni pubbliche che si tengono nel corso
Torre del Mastio, dell’Apparizione e di Santa Barbara – nel ‘400 dell’anno.
fu oggetto di lavori di ampliamento da parte di Paolo Guinigi, Una curiosità storica riguarda l’evento che ha dato il nome alla
Signore di Lucca, e definita nel 1555 da Granduca Cosimo Torre dell’Apparizione. Una leggenda narra dell’apparizione
I dei Medici, il quale dispose, inoltre, ulteriori ampi lavori di della Madonna sulle mura della fortezza, durante l’assedio
fortificazione, fra cui l’imponente bastione di piazza d’Armi. dell’esercito pisano nella notte del 24 gennaio 1400 eel corso
di un colpo di mano per cogliere di sorpresa i difensori della
Nei secoli successivi, a causa dei cambiamenti generali delle rocca.
condizioni politiche, venne meno la necessità di una fortezza
a difesa del luogo; per questo nel 1775 il granduca di Toscana Grazie a questa apparizione luminosa la notte si trasformò
Pietro Leopoldo la mise in disarmo e attraverso una vendita in giorno e il nemico, terrorizzato dall’evento, si dette alla
all’asta la cedette a privati. fuga e finì annegato nel Leccio, un piccolo torrente che si era
Da oltre il complesso un secolo è proprietà della miracolosamente ingrossato ed aveva inondato la campagna
famiglia Pardocchi-Menchini che, sotto la vigilanza della circostante.
Soprintendenza, ha compiuto enormi sforzi di restauro e
Sulla via principale che attraversa il centro cittadino, già via All’interno della cripta si trovano anche Albanese
Manuela le tombe Photography
del Vescovo
Grande e oggi via Roma, si trova la Chiesa Collegiata di S. di Sovana e Pitigliano, Felice Seghieri, morto trentanovenne
Andrea, un edificio ristrutturato verso la fine del 1700, che nel 1759, e di Jacopo Bianchi, facoltoso montecarlese e
dell’originale costruzione trecentesca conserva ancora la benefattore della chiesa.
facciata e il portale.
Al suo interno si trova la cappella della Madonna del
Soccorso, protettrice dei montecarlesi, arricchita da uno
splendido affresco risalente al 1400 che rappresenta la
Madonna nell’atto di proteggere un bambino dalle insidie
del demonio.
Nascosto nel centro storico da una facciata indistinguibile Il lungo periodo di graduale abbandono portò il bellissimo
dagli altri edifici, si trova uno dei più piccoli teatri all’italiana. teatro al decadimento, costringendo la proprietà ad ipotizzarne
la demolizione.
Il Teatro dei Rassicurati nasce nel 1750 su iniziativa di Solo l’impegno e la grande volontà dei cittadini spinse
alcuni benestanti e possidenti, che costituirono l’Accademia l’Amministrazione comunale a realizzare una grande opera
degli Assicurati con lo scopo di mettere in scena piccole di restauro che si concluse nel 1973, anno in cui fu riaperto
rappresentazioni teatrali, fino ad allora eseguite all’aperto. al pubblico con la memorabile rappresentazione dell’opera Il
Ciarlatano di Domenico Puccini, diretta dal maestro Herbert
L’Accademia, assieme ad altre istituzioni simili, venne Handt con la scenografia di Marco Pasega.
soppressa nel 1791 dal Granduca di Toscana fino al 1795,
quando riaprì con il nuovo nome di Accademia dei “Rassicurati” Due lapidi che si trovano all’interno ricordano le visite di due
e la ricostruzione del teatro fu affidata all’architetto fiorentino personaggi illustri: il poeta Giuseppe Ungaretti negli anni ’60 e,
Antonio Capretti. in precedenza, Giacomo Puccini, giunto da quelle parti per far
visita a una sorella che lavorava come istitutrice presso una
Il nuovo aspetto armonioso e la sua saletta ovale circondata famiglia benestante della zona.
da un doppio ordine di ventidue palchetti e quattro di proscenio
lo hanno reso un ambiente classico al pari dei teatri dell’opera Pur non essendo terminati i lavori per alcuni indispensabili
del secolo XVIII. adeguamenti strutturali, ancora oggi è un teatro funzionante
che apre il sipario per rappresentazioni teatrali di buon livello.
Pur di piccole dimensioni, ha ospitato rappresentazioni di
opere di importanti autori come Alfieri, Manzoni, Pellico e
Niccolini, nonché di compositori di spicco del melodramma
italiano come Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi.
Dopo aver attraversato un periodo di gloria e
dopo ritocchi nella sua struttura, nel 1922 l’Accademia dei
Rassicurati si sciolse definitivamente, e l’immobile fu donato
al Comune di Montecarlo.
La sua storia ha inizio nei primi anni del XVII secolo, quando,
sull’onda della rinascita religiosa indotta dal Concilio di
Trento, l’Architetto fiorentino Gherardo Menchini progettò
l’edificio che, al termine della sua costruzione, fu affidato
alle Monache Clarisse fatte venire da Fucecchio.
Montecarlo è una cittadina molto attiva sotto l’aspetto di settembre si svolgerà un evento che da sempre richiama
dell’accoglienza turistica ed ha saputo reagire adeguatamente moltissime persone fino a realizzare il tutto esaurito: la Festa
ai mutamenti registrati in questo ambito negli ultimi anni, del Vino.
mettendo al centro la sostenibilità e l’innovazione. In quei giorni, oltre alle varie cantine sul territorio, il borgo di
Montecarlo viene preso d’assalto da migliaia di persone che
Proprio quest’anno la Pro Loco del paese ha dato vita ad non vogliono perdere l’appuntamento enogastronomico e
una nuova esperienza che immerge nella natura e permette culturale.
di apprezzare da vicino i vasti vigneti che caratterizzano le
campagne di Montecarlo, che producono ottimi vini. Altra attrazione turistica associata ai territori circostanti il
Inserito nella Rete Escursionistica Toscana con il nome A piedi Comune di Montecarlo, dove la collina declina nel versante
sulla collina di Montecarlo, questo percorso si aggiunge ad nord sotto al paese di S. Martino in Colle, è il Quercione del
una serie di altri percorsi già apprezzati che, se lo si desidera, Carrara.
offrono anche il piacere di una squisita degustazione di vini Si tratta di una roverella monumentale la cui età supera
nelle decine di fattorie e aziende vinicole sparse sul territorio. i 500 anni, e ha raggiunto un'altezza di 14 metri, con una
circonferenza del fusto di 4 metri e l'apertura dei rami di oltre
Proprio il vino ha contribuito alla fama di Montecarlo: quello 30 metri. Su questo albero si tramandano leggende di streghe
enologico è infatti un settore commerciale molto importante e, che sotto la sua chioma terrebbero, nelle notti di luna piena,
a Montecarlo, trova una buona sponda nella ristorazione, altro i loro sabba.
fiore all’occhiello della cittadina, che possiede ottimi locali in
grado di offrire un servizio adeguatamente organizzato per Si dice anche che questa sia la quercia dove il gatto e la volpe
il turista e per chiunque sia alla ricerca di qualità esclusiva, impiccarono il burattino Pinocchio: il paese di Collodi, infatti,
grazie all’utilizzo di prodotti locali. è ad un tiro di schioppo.
Per rimanere in tema, nel calendario ricco di eventi che Il luogo è accessibile sempre e merita sicuramente una foto
l’Ufficio Cultura comunale realizza ogni anno, la prima decade ricordo per i nostri social.
Le Marche
sono una regione dai panorami mozzafiato, un luogo Tuttavia, lo spirito di accoglienza dei marchigiani
in cui le maestose colline incontrano dolcemente il la rendono una regione molto amata dai turisti, che
mare cristallino, ma non è solo questo, palazzi, piazze qui trovano tesori unici e riserve naturali, come ad
e monumenti sono pronti a stupirvi. esempio le Grotte di Frasassi.
La regione ha un nome al plurale, unico tra le regioni La regione è la patria di artisti illustri quali Donato
d’Italia, che ci rimanda alla sua storia. Bramante, Raffaello Sanzio, Giacomo Leopardi,
Le origini di questa caratteristica sono da ricercare, Gioacchino Rossini, che vengono ricordati attraverso
infatti, in un passato costellato di eventi, , a partire manifestazioni ed ampi festival che si tengono nei
dall’epoca romana quando la regione viene tagliata da piccoli borghi pittoreschi, arroccati su antiche mura
due vie, la Salaria (da Roma ad Ascoli) e la Flaminia medievali.
(da Roma a Fano e poi a Rimini) e suddivisa tra Regio
V Picenum e Regio VI Umbria dalla riforma di Augusto. Nell’entroterra marchigiano, oltre ai servizi offerti al
turista ed ai luoghi d’interesse, si vive e si mangia
Con l’Unità d’Italia alla regione viene assegnato bene; pertanto, non non si può non sentirsi fortunati
ufficialmente il nome attuale, che deriva dalle in questa regione che offre oltre alle bellezze naturali
denominazioni medievali di Marca di Camerino, Marca anche un’ottima cucina.
di Ancona e Marca di Fermo.
URBINO
Il Palazzo Ducale
La dimora, ancora oggi, sorprende sia per le sue opere
di ingegneria, sia per l’ideale di dimora principesca, che
abbandonate le sue forme, si trasforma in una corte aperta
ed accogliente, ha circa 20.000 metri quadrati su più piani ed
è la casa dove è nato Raffaello Sanzio, uno dei più amati e
famosi artisti di tutti i tempi, morto ad appena 37 anni, figlio
di un famoso pittore.
Il calco del suo cranio si trova tuttora in una teca custodita
nel palazzo.
Tutti gli ospiti venivano qui per una sola cosa: conoscere il
creatore di tutto questo, il cui nome è inciso sui mattoni
esterni, ovvero Federico da Montefeltro (1422-1482), il duca
di Urbino.
Il primo piano è composto da 5 appartamenti: l’appartamento L’appartamento del Duca, quello che fa luccicare gli occhi ai
di Jole, il più antico, si affaccia con il suo lato lungo su piazza visitatori e non solo, posto sul lato occidentale del palazzo,
del Rinascimento; fu chiamato così perché il camino presente presenta pochi ma magnifici ambienti che esaltano la sua
nella stanza raffigurava la duchessa. potenza.
Qui il visitatore mette il primo piede: è composto da 7 sale, tra E’ composto dalla Sala degli Angeli, fastosa e notevole,
cui anche una Guardaroba oltre a due sale per le riunioni; fu la presenta numerose opere d’arte tra cui la celebra tela della
prima residenza di Federico da Montefeltro, abitato poi dalla Città Ideale e dallo studio del Duca; le pareti portano la firma
sua amatissima moglie morta nel 1472. di Baccio Ponticelli, mentre i dipinti che raffigurano i ritratti
di uomini illustri hanno la firma di Giusto di Gand e Pedro
Nella terza stanza si trova la splendida Alcova del Duca, una Berruguete.
preziosa lettiera dipinta, realizzata da Fra Carnevale.
La stanza più spettacolare è senza dubbio lo studiolo: alle
Procedendo oltre si trova l’appartamento dei Melaranci che pareti pannelli con i disegni del Botticelli e di Francesco di
si affaccia sul cortile del Pasquino ed era destinato agli ospiti Giorgio Martini, imentre la parte alta ospita le raffigurazioni di
di alto livello. uomini illustri, alcune opere in seppia sono riproduzioni degli
L’appartamento degli ospiti, composto da 5 sale, è ovviamente originali ed oggi si trovano al museo di Louvre.
anche lui destinato ad accogliere personaggi illustri.
Qui ha soggiornato, per un breve periodo, anche Giacomo III
Stuart.
+ INFO
Galleria Nazionale delle Marche
Palazzo Ducale di Urbino
Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU)
[Link]
Barbara Tonin
Domenico Ianaro
Giancarlo Nitti
Dopo le pause forzate del 2020 e 2021 causate dal coronavirus e dalla relativa
"pandemia", finalmente numerose manifestazioni sono nuovamente tornate in
programma e, nel caso del famoso Festival d’Oriente, gli organizzatori hanno scelto
come prima tappa del tour da cui ripartire proprio il capoluogo piemontese, che dal
2015 ha ospitato ogni anno la manifestazione, radunando e coinvolgendo sempre
migliaia di visitatori.
Da segnalare, anche, in questa edizione del Festival dell’Oriente l’ampia area gastronomica,
che è stata uno degli elementi più presenti e graditi, con numerosi ristoranti etnici e decine
di stand gastronomici particolari.
Per gli amanti della cucina orientale e non solo, quindi, gli stand non sono mancati e l’offerta
gastronomica ha coinvolto moltissimi dei Paesi presenti, proponendo piatti tradizionali e
moderni della cucina giapponese, cinese, indiana, thai, tibetana, vietnamita, vegetariana e
molto altro.
Uno dei workshop più apprezzati è stato il corso di pasticceria thailandese. Tra le novità
evidenziamo inoltre il Sushi Village e lo street food orientale, che davano la possibilità di
assaggiare questi piatti tanto amati.
I Paesi, le attività e gli stand sono moltissimi e per chi fosse un po’ “disorientato” una guida
porta alla scoperta della storia e della cultura dei vari “angoli di Mondo”.
Un’altra installazione cinese che sicuramente attira Un'eccezione in questo senso, tuttavia, è rappresentata
l’attenzione del visitatore è l’Esercito di Terracotta. dall'aristocrazia e dalle famiglie reali, che utilizzano abiti
tradizionali maestosi e riccamente adornati anche per le
Si tratta della riproduzione del leggendario insieme di statue occasioni più comuni.
di splendidi guerrieri, collocate nel Mausoleo del primo
Imperatore Qin a Xi'an, il più importante sito archeologico di Soprattutto per quest’ultimi il colore ricorrente è il rosso, che
tutta la Cina. simboleggia nella cultura cinese potere e regalità. Grande
L’Esercito è composto da riproduzioni di guerrieri in terracotta, importanza e valore rivestono in questo contesto non soltanto
vestiti con corazze in pietra e dotati di armi, poste di guardia gli abiti, ma anche i copricapi, ulteriore simbolo di sovranità:
alla tomba dell'Imperatore. Il loro compito simbolico era riccamente adornati tanto per le donne quanto per gli uomini,
servire e proteggere l'imperatore nell'Aldilà. si differenziano per forma, colore e materiale a seconda
Nel 1987 il Mausoleo e l'Esercito di Terracotta sono stati dell'abito al quale vengono abbinati.
inseriti nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Al Un simbolo conosciuto in tutto il mondo e parte del logo È una concezione alla base del Taoismo e del Confucianesimo,
del festival è lo Yin e lo Yang. Il concetto di Yin (nero) e Yang nonché di molti settori della scienza classica cinese, oltre ad
(bianco) è il più importante e diffuso di tutta l'ideologia Asiatica. essere una delle linee guida della medicina tradizionale.
Ha origine dall'antica filosofia cinese, dall'osservazione del Secondo questa filosofia, ogni cosa e ogni concetto sono
giorno che si tramuta in notte e della notte che si tramuta in divisi tra lo Yin e lo Yang e rappresentano un dosaggio fluido e
giorno o dalle osservazioni e riflessioni che Laozi faceva nei misterioso di queste due componenti.
confronti del fuoco, notandone il colore, il calore, la luce e la La tradizione accorda alla natura femminile tutto ciò che è Yin
propensione della fiamma a svilupparsi verso l'alto. e alla natura maschile tutto ciò che è Yang.
Inoltre Yin rappresenta ciò che è freddo, oscuro, umido ed
inerte e Yang quel che è caldo, chiaro, secco e in movimento.
Non è mancato un piccolo angolo di storia dedicato a Mao Solitamente costituisce l'ingresso di un santuario jinja o
Zedong, leader del popolo cinese, marxista, rivoluzionario e comunque di un'area sacra.
proletario. La struttura nasce come rappresentazione di un'antica
Stratega e teorico, è stato il principale fondatore e promotore leggenda giapponese, secondo la quale la Dea del Sole
del Partito Comunista Cinese, dell’Esercito di Liberazione del Amaterasu attraversa un Torii sacro per abbandonare la Terra
Popolo cinese e della Repubblica Popolare cinese. durante un'eclissi solare e lo attraversa nuovamente per fare
Grande patriota ed eroe nazionale della Cina dei tempi ritorno sul nostro pianeta una volta conclusasi.
moderni, ha portato il Paese a cambiare totalmente il proprio Sembra inoltre che i Torii un tempo avessero la funzione
aspetto e il proprio destino. di ospitare sulla loro cima i galli sacri dalla lunga coda,
Mao Zedong è considerato una tra le figure più importanti e considerati i messaggeri degli Dei.
rispettabili del XX secolo.
Egli dedicò tutta la sua vita allo sviluppo del partito e della L’albero di ciliegio, chiamato Sakura ed è il simbolo del
nazione cinese, morì nel 1976 e le sue spoglie sono tuttora Giappone; esso, con i suoi fiori, la sua delicatezza ed il
conservate in piazza Tienanmen. breve periodo della sua esistenza, rappresenta la fragilità, la
rinascita e la bellezza della vita.
Girando tra le varie aree, di sicuro interesse e molto ben È inoltre la premonizione di un buon raccolto di riso e un buon
allestita è stata la zona dedicata al Giappone: qui erano auspicio per il futuro degli studenti, che nel mese della fioritura
presenti le riproduzioni di un piccolo villaggio e dei monumenti iniziano l'anno scolastico, o per i neodiplomati o neolaureati,
tipici di questa nazione. che nello stesso mese entrano nel mondo del lavoro. Infine, il
La tradizionale abitazione giapponese è chiamata Minka. Sakura è il simbolo delle qualità del Samurai: purezza, lealtà,
Si tratta di una struttura di legno, molto semplice ed onestà, coraggio.
accogliente, con porte scorrevoli realizzate in carta di riso e Come la fragilità e la bellezza effimera di questo fiore, che
intelaiatura di legno, denominate Shoji. nel pieno del suo splendore muore, lasciando il ramo, così il
Samurai, nel nome dei principi in cui crede, è pronto a lasciare
Comunemente è inserita in un giardino Zen, al centro del la propria vita in battaglia.
quale si trova anche un laghetto Koi (che prende il nome dalla
carpa, il pesce che tradizionalmente lo popola). Si tratta dell'immagine di una morte ideale e pura, distaccata
Le pareti delle case più popolari sono generalmente bianche, dalla caducità della vita e dai beni terreni. In Giappone l'usanza
mentre quelle delle case nobiliari vengono dipinte in rosso, di ammirare e godere della bellezza della fioritura primaverile
il colore simbolo tradizionale dell'Impero Giapponese. Il noto dei ciliegi è una tradizione che viene chiamata col nome di
portale rosso, invece, è il Torii. hanami.
Tra i capi di abbigliamento tradizionali non ha bisogno di nomi diversi: ad esempio, il kimono maschile si chiama Yukata,
premesse il Kimono. mentre il kimono da bambina/ragazza Furisode.
Negli anni è diventato un indumento utilizzato soltanto in
occasioni speciali. Indossare il Kimono è una vera e propria arte, complessa
ed estremamente rituale, per la quale le giovani giapponesi
La parola Kimono è una definizione generica, in quanto a frequentano una scuola, a conclusione della quale ricevono il
seconda dell'occasione d'uso e di chi lo indossa, l'abito presenta diploma di Maestre di Vestizione del Kimono.
Le esibizioni sui palchi sono state anche l’occasione per mostrare gli abiti tradizionali indossati.
Una danza molto gradevole, infatti, ci ha permesso di godere della bellezza dell’Hanbok.
L'Hanbok è l'abito tradizionale coreano e combina bellezza e praticità.
Molto usato fino agli anni '60, oggi è limitato alle occasioni speciali come feste o matrimoni.
In passato il colore più usato per rifinire gli Hanbok era il bianco, per cui i Coreani erano conosciuti come “Il popolo vestito di
bianco”.
A seconda della stagione, ma soprattutto del rango di chi lo indossava, cambiavano il materiale ed il colore: il colore delle
maniche e quello della fascia all'altezza del seno infatti indicavano lo stato sociale di chi lo indossava.
La forma rimaneva la stessa, sia che l'abito fosse indossato da una contadina o da una principessa.
Al giorno d'oggi non esiste più distinzione di colori in base alla classe sociale, ad eccezione ovviamente della Famiglia Reale.
La nostra visita è terminata, ma il Festival d’Oriente prosegue il suo viaggio con i colori, le musiche e i profumi delle sue terre
lontane verso Roma, Milano e molte altre città, fino a concludersi a Padova in dicembre.
Un luogo unico
tra mistero e verità
Ogni volta che, in Sicilia, si parla di borghi rurali, la mente profondamente, il nostro interesse, consentendoci di vivere,
corre verso quella moltitudine di piccoli centri che, realizzati seppur per poco, in un’altra dimensione, come fossimo entrati
durante il periodo fascista, costellano le campagne dell’isola in una vera e propria macchina del tempo.
e che, preda dell’incuria e del vandalismo, si trovano oggi, per
lo più, in uno stato di totale abbandono, tanto da poter essere L’incontro con questa bellissima realtà è stato del tutto
definiti spesso “borghi fantasma”. casuale ed è avvenuto, durante una giornata festiva trascorsa
in giro per il messinese, percorrendo la strada provinciale che
Invece, Pantano, piccolo borgo di archeologia rurale di circa ci avrebbe condotto a Rometta superiore, un piccolo centro
17 ettari, sito nel territorio comunale di Rometta (ME), è tutta abitato, posto a 560 m sul livello del mare, caratterizzato da
un’altra cosa. un lunghissimo passato leggibile nei numerosi segni lasciati,
E’, infatti, un luogo molto antico, intriso di storia e mistero, durante i secoli, dal susseguirsi delle civiltà.
immerso in una natura fitta e rigogliosa, quella dei monti
Peloritani, che ha coinvolto e conquistato, subito e
Borgo Pantano
Messina
Orazio, che si definisce il Custode Temporaneo del Borgo, ha Affreschi nascosti o modificati, enigmi più o meno risolti,
ereditato e proseguito, con profonda passione e dedizione simboli riconducibili alla cabala ebraica e verità tangibili
come una vera e propria missione di vita, il progetto di sono gli elementi che emergono dai racconti di Orazio che,
recupero, non solo architettonico e naturalistico, ma anche stimolano la nostra curiosità e ci trasportano indietro nel
della memoria e dell’identità, di Borgo Pantano, già iniziato nel tempo attraverso gli eventi storici che hanno coinvolto la
2000 dalla madre Maria Cannuli attraverso la Società Incanti Sicilia e il borgo stesso.
& Memorie, con l’obiettivo di creare un circuito di escursioni
e visite. Così apprendiamo che dagli studi e dalle ricerche effettuati
sugli indizi ritrovati in esso, sembra molto probabile che
Questo progetto ha ridato nuova vita al piccolo centro, da la sua storia abbia avuto inizio alla fine del 1200 grazie
tempo abbandonato e oggetto, nei secoli, di una vera e propria all’insediamento del Monastero delle Suore Latine della
opera di cancellazione della memoria ma che, forse proprio Diocesi di Messina, che vi abitarono fino ai primi anni del
per questo, non ha subito alcuna trasformazione, conservando 1300 quando furono costrette ad abbandonare il luogo perché
integralmente, sebbene deteriorato, il patrimonio edilizio troppo isolato e pericoloso.
originale e la sua vera identità. Testimonianza dell'edificio riconducibile al monastero, quasi
completamente ristrutturato, è visibile a valle dell’agglomerato
È grazie all’impegno di Orazio che, nel 2009, il borgo è stato di Pantano.
iscritto al REIS (Registro delle Eredità Immateriali della
Regione Siciliana) nel libro dei “Mestieri, dei Saperi e delle
Tecniche”, secondo quanto previsto dalla Convenzione per la
Salvaguardia del patrimonio Culturale Immateriale, approvata
dall’UNESCO il 17 ottobre 2003, al fine di garantire immortalità
al patrimonio storico-culturale e alla memoria di questa
porzione di territorio e della sua comunità.
Successivamente, a causa della peste nera del 1348, per ai loro antichi saperi che, considerati eretici dalla Chiesa,
sfuggire ad essa, sul luogo s’insediò una comunità di origine sebbene fossero alla base di una fiorente economia, vennero
ebraica, proveniente originariamente da Pisa ma in fuga da occultati con la speranza di essere dimenticati.
Messina, in cerca di una località più salubre.
Il piccolo centro si trasformò gradualmente in borgo rurale e
Il borgo garantì caratteristiche eccellenti all’insediamento, molti degli ebrei, definiti con un’ingiuria “marrani” (un termine
oltre che per la purezza dell’aria e per la lontananza da centri che deriva dallo spagnolo e significa “giovane porco”, con cui
affollati, anche per la presenza di abbondante acqua e di una venivano individuati ed offesi in Spagna gli ebrei o i musulmani
vasca per i salassi con le sanguisughe. che si erano convertiti al cristianesimo), che pubblicamente si
Inoltre, le loro conoscenze di alchimia e di preparazioni professavano cattolici, restarono però intimamente fedeli alle
spagiriche (un intreccio tra alchimia ed erboristeria) permisero loro ancestrali tradizioni ebraiche.
a tale comunità di sopravvivere, con molta probabilità,
avviando la coltivazione e la lavorazione di erbe officinali, in Le fonti storiche sul borgo terminarono proprio dopo questo
collegamento con la vicina Farmacia di Roccavaldina, centro periodo e negli anni ’60, con lo sviluppo del polo industriale di
abitato poco distante dal borgo e di età presumibilmente Milazzo, la popolazione dalle campagne migrò verso la costa,
contemporanea alla fondazione di quest’ultimo. spopolando definitivamente anche Pantano.
In più, la cura dell’acqua e l’adozione di sofisticate tecniche Dopo averne appreso la storia, immersi in un assordante
costruttive e di accumulo di energia solare hanno reso ancora silenzio e rapiti dai colori e dai profumi provenienti dalla
più plausibile l’ipotesi di tale insediamento, essendo questi prorompente natura circostante che, inevitabilmente, ci
elementi tipici della cultura giudaica. inebriano, iniziamo la visita del borgo, entrando attraverso
uno stretto vicolo, rivolto verso Nord e fiancheggiato da case
Dopo l’introduzione dell’Inquisizione spagnola avvenuta nel poste sui due lati, dotati di piccole finestre e doppie porte
1480, Ferdinando II il Cattolico, re di Sicilia, nel 1492, emanò di uscita, una sul vicolo e l’altra sul retro che dava sull’orto
l’editto con il quale fu decretata l’espulsione di tutti gli ebrei domestico di ciascuna abitazione.
che non accettavano di convertirsi al cristianesimo.
La diretta conseguenza di ciò fu la sparizione delle numerose
comunità ebraiche dai regni di Spagna e di Sicilia, insieme
Proprio i contrasti e le contraddizioni tra i simboli, più o presentano aspetti architettonici e componenti insoliti per il
meno celati, confermerebbero la volontà della comunità di territorio in cui sorgono. I due viottoli, che si dipartono davanti
dissimulare la vera identità del luogo per non farla risalire alle alla chiesa e che si ricongiungono all’estremità nord del
sue origini ebraiche. borgo, formano una vera e propria isola nella quale si ergono
gli edifici di maggiori dimensioni.
Enigmi che, peraltro, forniscono la prova del raffinato livello
culturale di quest’ultima, capace anche di lasciare segni Le unità abitative, secondo uno schema ricorrente nelle
ingegneristici di grande levatura sia nella costruzione del architetture medievali, avevano dimensioni minime e
borgo stesso che del suo sistema idrico. rispondevano ad esigenze essenziali.
Ma sebbene fossero assolutamente prive del superfluo,
Infatti, usciti dalla chiesa, davanti alla quale la strada spiccano in esse accorgimenti e particolari tipici di dimore
imboccata all’entrata del borgo si biforca, procediamo il più lussuose.
nostro cammino tra gli edifici che sono ubicati sulla collina,
a quota 210 m sul livello del mare, seguendo le linee di livello,
secondo una direttrice Nord - Sud, notando come questi
Ogni abitazione possedeva, infatti, la propria riserva idrica. raffreddamento naturale dell’aria, consentendo la circolazione
L’acqua proveniva in parte dal sottosuolo e in parte dalla di questa, grazie alle celle convettive che si formavano per la
raccolta di quella piovana attraverso un ingegnoso impianto differenza di temperatura dell’aria stessa negli ambienti.
di raccolta che, mediante apposite condotte realizzate in
cotto, la convogliavano alle varie cisterne. Tutti questi e altri accorgimenti, che assicuravano case
salubri, calde in inverno e fresche d’estate, bene illuminate,
Ogni abitazione sfruttava al meglio l’energia passiva, sia per la ben ventilate e dotate di acqua corrente, le rendevano
ventilazione sia per il riscaldamento. Particolari accorgimenti differenti dallo standard del territorio dell’epoca.
costruttivi garantivano, infatti, l’accumulo, la distribuzione e la La mancanza, poi, di locali destinati a stalle e magazzinaggio
conservazione dell’energia solare. per l’allevamento degli animali dà più forza all’idea che le
capacità e le abilità tecniche della comunità di questo borgo
Delle piccole vetrate, esposte ad est e ad ovest, garantivano differivano di molto da quelle tipiche delle società contadine
una migliore illuminazione degli ambienti. Le pareti esposte della zona.
a sud non avevano aperture e, quando presenti, erano
piccolissime e servivano a migliorare la ventilazione ed il
Attraverso i numerosi interventi di ingegneria naturalistica L’encomiabile iniziativa portata avanti in questi anni da Orazio,
effettuati, infatti, sono stati ripristinati i vecchi “pagghiari” talora a fatica a causa di inevitabili impedimenti burocratici,
(pagliai) siciliani, sono state realizzate aree attrezzate va certamente incoraggiata e sostenuta non solo per l’elevato
sostenibili, insieme ai tipici muretti a secco che, stabilizzando valore dei contenuti, ma perché recupera l’identità di un
i pendii, si diramano a perdita d’occhio, delimitando su di essi territorio nel senso più ampio del termine e che ci auguriamo
terrazzamenti e comodi sentieri, attraverso i quali è possibile possa continuare fino al totale completamento del progetto.
seguire itinerari naturalistici.
In ogni caso, storie e leggende, misteri e verità avvolgono
Grazie, inoltre, alle numerose varietà di piante sia officinali sia questo luogo, pieno di fascino e silenzio, in un’aura carica di
commestibili, che spontaneamente crescono intorno al borgo, energia, spiritualità e serenità, che cattura i sensi e l’interesse
durante il percorso di recupero e riqualificazione operato in di chi vi entra.
questi anni da Orazio, molte sono state le istituzioni, come Un’esperienza sensoriale, arricchita da storia, cultura e arte, in
l’Orto Botanico “P. Castelli” dell’Università di Messina o un luogo sintesi di estrema bellezza naturalistica che procura
l’UNIPOSMS – Università Popolare, Nuova Scuola Medica benessere fisico e psichico e che vale la pena di vivere almeno
Salernitana, iscritta al Registro Nazionale ricerche del MIUR, una volta.
che hanno manifestato interesse per Pantano e con le quali
sono stati avviati accordi di collaborazione per studi nel
campo della fitoterapia e della medicina popolare.
Adriana Oberto
Barbara Tonin
Lorena Durante
Samuele Silva
Palazzo Carignano
è uno degli splendidi edifici che si nascondono nel cuore di Torino;
è un palazzo ricco di arte e cultura, ma è anche un luogo importante per la storia d’Italia e
un punto di richiamo per cittadini e turisti.
Cerchiamo di ripercorrere la sua storia tra passato, presente e futuro insieme alla guida,
storica dell'arte, Valeria Amalfitano che ci accompagna nelle sale del palazzo e con le
parole della direttrice
Angela Maria Farruggia.
IL PASSATO
Il committente del Palazzo è Emanuele Filiberto di Savoia- Poiché era già in età avanzata e per evitare che il suo
Carignano. titolo passasse al nipote Luigi Tommaso, sposato con una
Figlio di Tommaso Francesco, fondatore della casata dei nobildonna francese non di alto lignaggio, la madre e le
Savoia-Carignano e di Maria di Soissons nacque sordo ed sorelle di Emanuele Filiberto cercarono di organizzargli
ebbe perciò anche grandi difficoltà nel parlare. un matrimonio in segreto; gli fecero vedere i ritratti di tre
nobildonne e Emanuele Filiberto, quando vide quello di Maria
Ancora oggi non è facile la vita per un sordomuto, ma ai suoi Angela Caterina, se ne innamorò.
tempi la situazione era sicuramente peggiore.
Grazie alle sue origini ebbe, però, la possibilità di studiare in Il re di Francia Luigi XIV, però, non accolse bene la notizia,
una delle poche scuole speciali per sordi esistenti: quella del in quanto voleva che il principe sposasse una delle sue
sacerdote Don Manuel Ramirez in Spagna. figlie per rafforzare la sua posizione di pretesa sul ducato di
Nonostante i metodi utilizzati, gli studenti venivano Savoia, anziché una principessa italiana, seppur bella e colta.
schiaffeggiati e picchiati in caso di errori per “incentivarli” Cercò quindi prima di far rompere il fidanzamento, ma senza
a raggiungere risultati migliori, Emanuele Filiberto riuscì ad successo.
imparare a leggere e scrivere senza limitazioni. Continuò comunque a fare pressioni su Vittorio Amedeo II,
Imparò, inoltre, a leggere le labbra, in modo da poter interagire duca di Savoia, finché lo costrinse a far esiliare la coppia da
con gli altri con più facilità e a pronunciare alcune parole, Torino.
anche se con grande fatica. I due sposi andarono prima a Racconigi e poi si trasferirono
Riuscì, infine, ad imparare diverse lingue e a dedicarsi allo a Bologna.
studio delle scienze naturali, per le quali era particolarmente Emanuele Filiberto si rifiutò sempre di rimettersi all’indulgenza
portato. del re di Francia per il suo gesto d’amore, nonostante gli inviti
ricevuti.
All’età di vent’anni decise di intraprendere la carriera militare
al seguito del padre e partecipò alle campagne militari in Tornò a Torino solo nel giugno del 1685, dopo aver mandato al
Lombardia. sovrano, su pressione del cugino duca di Savoia, una lettera in
Dimostrò il suo valore sui campi di battaglia e negli anni cui non pronunciava le sue scuse, ma accettava di sotterrare
successivi venne promosso prima colonnello di cavalleria e l’ascia di guerra.
poi tenente generale dell’esercito del duca di Savoia. Lasciato Qui rimase con la moglie fino alla sua morte, nel 1709, e le
l’esercito, a 35 anni venne nominato governatore della città sue spoglie vennero deposte presso la Sacra di San Michele.
di Asti. Emanuele Filiberto era soprannominato “il muto”, perché
affetto da sordomutismo.
Fu uno degli uomini più colti dell’epoca ed ebbe modo Nonostante la sua indubbia intelligenza, l’amore per l’arte e la
di lavorare più volte insieme all’artista Guarino Guarini: passione per le scienze, venne sempre considerato inferiore
quest’ultimo si occupò, infatti, non solo della realizzazione dei al resto della famiglia, soprattutto dalla sua stessa madre.
progetti per palazzo Carignano e palazzo Madama, ma anche Maria di Soissons, infatti, che viveva a Parigi alla corte del Re
della trasformazione del castello di Racconigi da fortezza Sole, fece di tutto per escluderlo dalla successione, facendo
medievale a villa di Delizie. passare il suo sordomutismo per una forma di ritardo mentale
che gli avrebbe impedito di ricoprire il ruolo di duca.
Proprio qui, nel 1684, il principe Emanuele Filiberto si sposò, Solo la mancanza di alternative migliori (il fratello Eugenio
alla tarda età di 56 anni, con Maria Angela Caterina d’Este. Maurizio era morto prematuramente e il nipote aveva
Anche le circostanze relative al suo matrimonio, come il resto contratto un matrimonio scandaloso con una donna non alla
della sua vita, manifestano le sue qualità di persona non legata sua altezza) e non le indubbie qualità del figlio convinsero la
alle ristrettezze della sua epoca: in un periodo di matrimoni madre a fare parzialmente marcia indietro.
combinati decise di sposarsi per amore e di sopportare un
periodo di esilio per questo.
Il grosso delle modifiche si ebbe a partire dal 1831, anno in cui Carlo
Alberto di Savoia-Carignano sale al trono del regno di Sardegna e
sposta la residenza di famiglia a Palazzo Reale.
Palazzo Carignano, persa la sua funzione di dimora nobiliare,
diventa prima sede delle Regie Poste e dello Stato Maggiore e poi,
dal 1848 al 1860, il salone d’onore al suo interno viene trasformato
in aula del Parlamento Subalpino.
L’anno seguente, con l’avvento dell’Unità d’Italia e il completamento, la capitale venne trasferita a Firenze e poi
conseguente aumento della dimensione dello stato e, a Roma.
soprattutto, del numero di parlamentari, venne allestito nel Il cortile è, quindi, lo spazio in cui la compresenza dei due
cortile del palazzo un parlamento provvisorio ma molto corpi di fabbrica si percepisce in maniera più netta. Anche
imponente: si trattava di una struttura realizzata in acciaio se in qualche modo nell’Ottocento si è cercato di riprendere
e vetro con una importante decorazione, in cui venne alcuni degli aspetti stilistici della parte precedente, si notano
proclamata la nascita dello stato italiano. comunque facilmente le differenze, anche nell’esecuzione,
che nella parte nuova risulta meno curata.
Per sostituire questa struttura provvisoria nel 1864 si decise Ad esempio, le decorazioni con il simbolo della stella sono
di procedere con la costruzione di una nuova ala dell’edificio, state riprodotte, ma con i mattoni cavi, mentre nella parte
su progetto di Domenico Ferri, con l’espansione verso guariniana sono laterizi pieni, ben rifiniti e trattati con una
piazza Carlo Alberto, dove erano presenti dei giardini che si polvere di malta per dare un tono più morbido e quasi pittorico.
estendevano fino alle scuderie, oggi sostituite dalla Biblioteca Anche dal punto di vista conservativo spiccano le differenze:
Nazionale. nonostante quasi duecento anni di divario, il palazzo
Questa nuova aula, però, non venne mai utilizzata come seicentesco si conserva meglio rispetto alla costruzione
sede del Parlamento Italiano, in quanto, prima del suo successiva.
STUDIO CAVOUR
Adriana Oberto Photography
Giroinfoto Magazine nr. 79
112 R E P O RTA G E | PALAZZO CARIGNANO
L’Art Bonus è una misura introdotta dal governo per Adriana Oberto Photography
incrementare il sostegno del patrimonio culturale pubblico
italiano.
Grazie a questo incentivo, a chi effettua delle erogazioni
liberali a favore di alcune attività specifiche è riconosciuto
un credito di imposta pari al 65% dell’importo versato.
IL PRESENTE
Come tra il Seicento e l’Ottocento, anche avvicinandosi
ai giorni nostri Palazzo Carignano ha cambiato più
volte la sua destinazione: fino agli inizi del ‘900 fu la
sede dei musei di geologia e mineralogia mentre, negli
anni Trenta, si trasferirono qui la Regia Soprintendenza
ai Monumenti e il Museo del Risorgimento.
IL FUTURO
Molti sono i progetti per il futuro del palazzo; uno dei
più importanti consiste nella creazione di un distretto
o hub culturale: si tratta di una riprogettazione degli
spazi del museo e della Direzione come luogo unico
in cui si presenta il patrimonio dei musei sul territorio.
Carlo Tacconelli
Giorgia Acciaro
Laura Rossini
Mariangela Boni
Marta Petrucci
Rossella Falcone
RIEVOCARE SIGNIFICA
CAPIRE …
Due giorni di rievocazione storica del bombardamento avvenuto nel ’44 a 40 Km a nord di Roma sul
Monte Soratte.
Un evento promosso dalle associazioni BunkerSoratte e Gruppostorico Sant’Oreste per non
dimenticare il devastante bombardamento che durante la seconda guerra mondiale colpì soltanto il
bunker lasciando intatto il vicino paese.
Facendo un salto indietro di 20 anni, ci troviamo in un’area La porta d’ingresso è imponente, a tenuta stagna fatta di
che sembra un cantiere aperto, terra sul pavimento e sbarre acciaio balistico.
di ferro che escono dai muri laterali, ma in realtà è il limite di Il punto di accesso qualora fosse andata via la corrente
confine con il più moderno bunker antiatomico. sarebbe stato segnalato da una scritta con materiale
fosforescente biologico estratto da particolare tipo di
In caso di emergenza le sbarre di ferro sarebbero servite a medusa in grado di mantenere la luminosità molto più a lungo
fissare una colata di cemento di circa 7-8 metri che avrebbe di qualsiasi elemento chimico.
isolato la parte di gallerie più interna lasciando un solo Se si illumina per un’ora può rilasciare luminosità per ulteriori
accesso alla struttura che si trova più avanti. 12 ore.
Una volta chiusa la porta, l’ambiente sarebbe rimasto in primi sul luogo, per attivare i macchinari e predisporre gli
sovrapressione. ambienti in attesa dei 50 politici cui sarebbe stato riservato
L’aria avrebbe potuto uscire, ma non entrare, evitando così l’accesso.
eventuali contaminazioni.
Queste gallerie hanno una struttura antisismica, tra le migliori Si impone qui una seconda domanda: e tutti gli altri?
al mondo, tanto che la stessa tecnologia è stata usata per Destinati ad uno scenario apocalittico.
la realizzazione del centro NORAD il Comando di difesa L’ingresso prevedeva un protocollo di decontaminazione, la
aerospaziale del Nord America anch’esso attivo tra il 1960 ed vestizione con tute e maschere antigas.
il 2000. All’interno tutti i, confort, si fa per dire, per poter sopravvivere
e continuando, in emergenza, a guidare una Nazione sotto
Camminiamo su piani sospesi da isolatori sismici, circa 2500, attacco per almeno 6 mesi.
che consentono alla struttura di oscillare come il cestello di
una lavatrice. Negli anni della guerra fredda, e a seguire, quante volte
I fasci di luce che si vedono nei corridoi provengono abbiamo rischiato una guerra atomica? Non lo sappiamo e
dall’illuminazione dei locali sottostanti. continuiamo ad ignorarlo. Sprezzanti del pericolo, abbiamo
Il pavimento è interrotto da vuoti d’aria di circa 5 centimetri per continuato e continuiamo a sfidare la sorte, altrimenti ai giorni
evitare l’attrito e la compressione dovuta a possibili impatti ed nostri, non alimenteremmo le guerre che ci circondano. E il
oscillazioni. perché è un terzo interrogativo su cui sarebbe bene iniziare
a riflettere.
Il bunker era stato progettato per accogliere in totale 100
persone di cui 50 tecnici che sarebbero dovuti arrivare per
Willy Vogt,
ed il tesoro nascosto
Si racconta che una notte dell’Aprile del ’44 arrivò nel quartier
generale tedesco una colonna di carri con a bordo 79 casse di
legno dal contenuto misterioso.
I 18 soldati incaricati del trasporto la notte stessa furono
trucidati dai loro compagni, e la galleria dove erano entrati fu
fatta saltare in aria.
Pasquale,
ed il miracolo di Sant’Oreste
l Bombing day è la giornata della memoria per ricordare il Ma il suo uccellino era diverso dagli altri.
devastante bombardamento che il 12 Maggio del 1944 subì Nei giorni di festa, soprattutto la domenica Pasquale portava
il monte Soratte. la sua gabbietta nel punto più alto del paese, più o meno
Una tempesta di fuoco, progettata dagli inglesi. Un attacco sempre allo stesso orario.
devastante con 2000 tonnellate di bombe seguite da
tonnellate di benzina a creare una spirale ed un vortice d’aria I bambini del paese lo osservavano mentre parlava con il suo
che avrebbe sottratto tutto l’ossigeno all’interno delle gallerie, uccellino in una lingua strana, ma ancor più strano era il fatto
facendo morire i tedeschi di asfissia. che l’uccellino gli rispondeva. I due sembravano capirsi.
Gli abitanti del paese lo trattarono sempre bene e lo
Il paesino di Sant’Oreste, a ridosso della montagna, non fu soprannominarono San Francesco.
colpito. Il giorno prima del bombardamento un omone ben vestito,
Tutti gli abitanti che all’epoca lavoravano all’interno delle sbarbato e curato andò in giro per Sant’Oreste chiedendo ad
gallerie, sia uomini che donne, rimasero illesi. ogni abitante di non recarsi al lavoro il giorno dopo.
Come fu possibile? Fu dunque un miracolo ?
Nessun operaio quel giorno andò a lavorare e le bombe
caddero solo sul bunker.
Lorena Durante
Ma iniziamo dallo stand di FCA Heritage che ha messo in mostra Per quest’auto quello fu proprio un anno glorioso: grazie ad un
quattro splendide vetture accomunate dal cinquantesimo motore più performante e ad una riduzione del peso, dovuta
anniversario (1972) e dal colore rosso della carrozzeria: una al tettino in fibra di vetro e alle portiere in alluminio, furono
FIAT 124 Abarth Rally Gruppo 4 da competizione, il primo numerose le vittorie ottenute.
prototipo della FIAT 126, la Lancia Fulvia Coupé 1.6 HF e Nello stand trova posto come quarta auto anche la lancia
per ultimo un esemplare unico appartenente al Museo Alfa Fulvia coupè che fu campionessa al Rally de Monte-Carlo del
Romeo di Arese, ovvero l’Alfetta Spider Coupè disegnata da 1972 con il numero di gara 14, condotta da due nomi famosi
Pininfarina. delle corse, Sandro Munari e Mario Mannucci.
Negli stessi anni la Fiat si ingrandisce, acquisisce i marchi: Autobianchi nel 1968,
Lancia e Ferrari nel 1969, Abarth nel 1971, Alfa Romeo nel 1986 e per ultimi Innocenti
e Maserati nel 1990.
Nel 2007 il Museo Lancia - situato in Borgo San Paolo a Torino - viene chiuso e le
vetture che compongono la collezione storica del marchio sono trasferite in un edificio
industriale appartenente al Gruppo Fiat.
Negli anni 2000 marchio Abarth viene rilanciato e anche per questo si avvia un’operazione
di valorizzazione del patrimonio storico: la collezione di vetture storiche da record e da
rally della Casa dello Scorpione viene esposta presso la nuova sede dell’Abarth - all’interno del
comprensorio industriale di Mirafiori - e in parallelo vengono attivati i servizi di certificazione
e restauro dedicati alle auto d’epoca del marchio.
Nel 2014 FIAT Spa e Chrysler Group si fondono nel Gruppo FCA e l’anno successivo nasce FCA
Heritage, che estende l’iniziativa di Abarth ai marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia.
A capo di FCA Heritage viene nominato Roberto Giolito, designer automobilistico, già responsabile
del Centro Stile Fiat e padre di due auto molto famose della casa torinese: la 500 e la Multipla.
Nel 2019 il dipartimento si stabilisce nei locali dell’ex Officina 81 di via Plava a Torino, uno degli
storici impianti di produzione meccanica Fiat all’interno dello stabilimento di Mirafiori. Nasce così
Heritage Hub, lo spazio polifunzionale che ospita FCA Heritage.
FCA Heritage opera per tutelare il patrimonio storico dei marchi del Gruppo, occupandosi del
restauro e della manutenzione periodica delle vetture che compongono la collezione aziendale.
ASI
Lorena Durante Photography
di fama nazionale ed internazionale, a bordo delle performanti vetture della classe R5 di ultima generazione e otto campionesse
di rally su Peugeot 208 R2B si sono contesi il titolo in una gara di velocità all’ultimo secondo.
L’Automotoretrò è riuscito a riunire sia gli appassionati del Vintage sia quelli della velocità e ha attirato spettatori di tutte le
generazioni, in un riuscito connubio di Arte, Estetica, Tecnica e Storia.
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11/2015
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Ogni mese un numero on-line Con Band of Giroinfoto, Sviluppiamo le realtà turistiche
con le storie più incredibili centinaia di reporters uniti dalla promuovendo il territorio, gli
raccontate dal nostro pianeta e passione per la fotografia e il eventi e i prodotti legati ad
dai nostri reporters. viaggio. esso.
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Manuela Albanese
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